ilTorinese

‘ECOMONDO’, DAL PIEMONTE NUOVE SOLUZIONI PER IL PIANETA

In Fiera a Rimini anche il ‘Gruppo Marazzato’, leader italiano nelle bonifiche ed emergenze ambientali, con il progetto-pilota di borracce e stoviglie sostenibili per eventi, sagre e studenti.

 

In un momento storico dominato dall’attenzione crescente al tema, più che mai attuale, dell’ambiente, tra fenomeni mediatici alla Greta Thunberg e movimenti studenteschi targati ‘Fridays For Future’ nati spontaneamente in tutto il mondo a fini di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, torna anche in Italia l’appuntamento con l’ecosostenibilità.

Dal 5 all’8 Novembre infatti, a Rimini, all’Edizione 2019 di ‘Ecomondo’, la Fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare, il Piemonte sarà uno dei grandi protagonisti grazie alla presenza del ‘Gruppo Marazzato’: dal 1952 a oggi, leader assoluto nel Belpaese per le soluzioni ecologiche per il pianeta (in particolar modo, bonifiche e gestione di emergenze ambientali), pubblicamente altresì definito dal noto accademico, psichiatra e opinionista tv Alessandro Meluzzi “un’attività industriale positiva, espressione di civiltà, cultura, buon senso e saggezza”.

Oramai da diversi anni portiamo avanti un percorso coerente e impegnato con l’obiettivo di rendere la nostra presenza ecosostenibile, fornendo sostegno concreto anche a chi ci sta intorno nell’adozione di corrette abitudini di consumo per la buona salute del pianeta”, spiega Alberto Marazzato, Direttore Generale del l’omonimo ‘Gruppo’, che dà giornalmente lavoro a oltre 250 dipendenti in tutta Italia grazie anche a ‘Beetaly’, la rete d’imprese nata proprio a Borgo Vercelli, ove ha sede l’azienda, che oggi costituisce e rappresenta il primo polo nazionale nella fornitura di servizi ambientali a industrie, istituzioni, professionisti e privati.

Abbiamo avviato, quindi, una positiva fase di sperimentazione, nel Vercellese, legata a progetti di fornitura di stoviglie biodegradabili agli eventi e sagre della provincia, di supporto ai gruppi di raccolta rifiuti organizzati dai privati cittadini, nonché di fornitura delle borracce ai bambini delle scuole. E contiamo di estendere presto tali progettualità anche altrove, presentando in Fiera gli ottimi riscontri ottenuti”, prosegue il manager, che con i fratelli Luca e Davide costituisce la terza generazione della governance aziendale di una felice case history industriale tutta italiana in continua espansione.

Porteremo in fiera a ‘Ecomondo’, oltre alla presentazione del nuovo rebranding del Gruppo frutto dell’estro creativo di Stefano Colombo dell’agenzia milanese ‘Blacklab’, con la ristilizzazione del marchio storico che ci contraddistingue dal 1974 – l’elefante con la proboscide all’insù, a indicare graficamente il trinomio inscindibile solidità, dinamismo e apertura a nuove sfide – anche e soprattutto l’ampia e molteplice esperienza acquisita sul campo nel settore delle bonifiche e della gestione delle emergenze ambientali di ogni tipologia, che da sempre rappresentano ampia parte del cuore pulsante dell’azienda in quasi 70 anni di onorata attività”, prosegue Marazzato.

Per poi riprendere: “Grazie alle quali abbiamo attuato alcune intuizioni fondamentali, rivelatesi nel tempo efficaci ed efficienti nella cura concreta dell’ambiente: prima fra tutte, il dialogo costante con gli attori di un territorio d’intervento, fra cui locali ASL, rappresentanze dei cittadini e Forze dell’Ordine, con cui costruire insieme solidi percorsi collaborativi. Unitamente al fatto che, al momento, siamo la sola realtà italiana a essersi dotata di proprie attrezzature e impianti idonei a compiere l’intero ciclo di raccolta e smaltimento di rifiuti di ogni genere, massimizzando così il controllo e la sicurezza delle operazioni di bonifica”, aggiunge Marazzato.

Per poi proseguire: “A ‘Ecomondo’, inoltre, fondamentale è l’attenzione alla cultura di settore: motivo per cui siederemo con i nostri professionisti al tavolo dei relatori, insieme ai maggiori player del mercato, nell’ambito di un convegno ambientale multidisciplinare promosso da ‘Assoreca’ – dal 1994 a oggi la principale associazione di categoria, presieduta dall’Avvocato Angelo Merlin, che raggruppa il meglio delle società di consulenza e servizi per l’ambiente, l’energia, la sicurezza e la responsabilità sociale – proprio per fare il punto su quanto di buono sin qui svolto, e porre collegialmente le basi per lo sviluppo armonico e organico dei prossimi obiettivi da conquistare in tema di salvaguardia e rispetto del territorio”, conclude.

Tutte le informazioni sul sito www.ecomondo.com, www.assoreca.it, e www.gruppomarazzato.com.

 

 

 

Beccati i furbetti del permesso di sosta per disabili

Nuovo intervento degli Agenti del Comando Centro della Polizia Municipale nei pressi di un ospedale per verificare l’uso corretto dei permessi disabili.

Martedì 29 ottobre alcuni agenti, anche in abiti borghesi, hanno attentamente sorvegliato le diverse aree di sosta nel perimetro dell’Ospedale Mauriziano.

Questi i risultati: 7 conducenti identificati, 7 veicoli contravvenuti per sosta su spazio disabili senza averne titolo, 6 utilizzi abusivi di permesso per persone disabili, 5 permessi ritirati rilasciati dalla Città di Torino, 1 permesso rilasciato da altro Ente e ritirato poiché scaduto.

Le persone controllate sono risultate essere tutte legate ai titolari dei permessi con un rapporto di parentela e nessun disabile era sul posto, in auto o nelle immediate vicinanze. In base a quanto informalmente dichiarato dalle persone controllate la maggior parte dei titolari dei permessi si trovava presso la propria residenza. Tre delle persone sanzionate si dichiaravano professioniste nel ramo sanitario.

Questo è solo l’ultimo degli interventi effettuati in materia e i controlli proseguiranno nei prossimi mesi. Già il 3 ottobre scorso erano stati accertati 12 utilizzi impropri del permesso disabili con identificazione di 12 conducenti, contestazione di 12 sanzioni amministrative e il ritiro di 7 permessi rilasciati a suo tempo dalla Città di Torino; erano stati, inoltre, segnalati 5 utilizzi impropri di permessi rilasciati da altri enti.

Nel corso del 2019 sono già 56 i servizi espletati, accertati 85 utilizzi illeciti, 54 permessi ritirati rilasciati dalla Città di Torino, 20 permessi di altri enti segnalati per utilizzo illecito, ritirati 3 permessi scaduti e 4 per titolari che nel frattempo erano deceduti, 4 permessi contraffatti sequestrati con 4 denunce all’Autorità Giudiziaria.

Pos gratuiti per Comuni e negozi nei piccoli borghi

UNCEM E L’ACCORDO CON POSTE PER SUPERARE IL DIVARIO DIGITALE NEL PAESE 

Poste ha raccolto l’appello dell’Uncem per la digitalizzazione delle aree interne e montane, a partire dai municipi, dalle case e dalle imprese. Le nostre comunità soffrono per l’assenza di connettività, di segnale per la telefonia mobile, per la tv. Divari tecnologici denerano divari sociali ed economici. E di conseguenza, rispetto alle aree urbane sono diversi i servizi, non certo smart e digitali. Poste  alla Nuvola di Roma, davanti a 4000 Sindaci di tutt’Italia, ha annunciato che porterà due ‘pos’ in tutti i Comuni. Non solo. Nel quadro di incentivazione dell’uso della moneta elettronica, previsto dalla legge di bilancio 2020, Poste dovrà portare gratuitamente i pos agli esercizi commerciali e, come previsto dalla legge 158 sui piccoli Comuni e dal nuovo accordo con lo Stato per il Servizio postale universale, è un partner decisivo per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e per tutte le opportunità dell’e-government. 200 Comuni in Italia non hanno un negozio, 500 sono a rischio desertificazione. Tutte le imprese delle aree montane hanno avuto grandi difficoltà con la fatturazione elettronica e le avranno con il nuovo scontrino elettronico e gli apparecchi digitali. Non avere segnale è gravissimo. Il patto con Poste include anche questo. I pos arrivano dopo la nostra richiesta ai vertici dell’azienda. Il pos per i negozi dei 3800 Comuni montani italiani deve essere gratuito, con operazioni senza commissione. Sappiamo che Poste è a fianco dei territori, proseguiamo il lavoro insieme”.

Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem

Centralina in tilt, treni in ritardo

La testimonianza di un passeggero
Oggi, treno locale per Novara. Affollamento perché è andata in Tilt la centralina nord degli scambi.
Ritardi per Milano, Roma, Bologna e Salerno (mediamente due ore). Per  i treni veloci Italo e
Trenitalia mediamente 1 0ra e 30 minuti. Sballottati da un binario e l’altro. Media delle disfunzione sulla tratta Torino Milano: una alla
settimana. Anche questa è Italia.
Pt

Il Capo della Polizia: “Torino eccellenza nazionale per la sicurezza”

“Torino rappresenta un’eccellenza nazionale dal punto di vista della sicurezza. C’è la massima soddisfazione per quello che è stato fatto”,
ha detto oggi il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, Direttore
Generale della Pubblica Sicurezza, che  ha presieduto
la quarta conferenza regionale sulla cooperazione internazionale di polizia svoltasi presso la sala
“Ex Cavallerizza” del Castello di Moncalieri, sede del 1° Reggimento
Carabinieri “Piemonte”.
L’evento, organizzato dal Vice Direttore Generale della Pubblica
Sicurezza, Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore Centrale della Polizia Criminale,
cui è intervenuto il Direttore dell’Ufficio Coordinamento e Pianificazione,
Prefetto Maria Teresa Sempreviva ed a cui hanno partecipato i Prefetti, i
Questori, i vertici delle forze di Polizia e della magistratura della Regione
Piemonte e della Valle D’Aosta, si inserisce nel ciclo di conferenze che sta
coinvolgendo e coinvolgerà tutto il territorio nazionale.
Le finalità di questi appuntamenti sono quelle di delineare un quadro
sintetico delle capacità operative, dei canali di comunicazione,
dell’interoperabilità delle banche dati, dell’interconnessione con le Agenzie
Interpol ed Europol, delle piattaforme attualmente disponibili e degli
strumenti che sostengono le indagini internazionali e l’attività di prevenzione
a tutto campo messe a disposizione dei reparti territoriali dal Servizio per la
Cooperazione Internazionale di Polizia.
Le minacce criminali sempre più liquide e in trasformazione, che si
insinuano in ambiti della società civile sempre nuovi, che oltrepassano i
confini nazionali e che si adeguano o sfruttano le nuove tecnologie impongono
una risposta complessa, ovvero che abbracci più linee di contrasto, un
security network la cui governance sia affidata alle agenzie internazionali di
cui lo SCIP è il tramite del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Nel suo intervento il Capo della Polizia Prefetto Gabrielli ha sottolineato
come : “ La mission di questi incontri itineranti è elevare lo skill di conoscenza
delle forze di polizia, dei Prefetti e della magistratura in merito alle
potenzialità che oggi la cooperazione internazionale di polizia offre attraverso
i rapporti multilaterali, che vedono nelle agenzie Interpol , Europol e Sirene
alcune delle più performanti espressioni di una cultura della condivisione delle
informazioni e delle strategie operative.
C’è un’esigenza di conoscenza” – ha proseguito il Prefetto Gabrielli – “ che
diviene strumento investigativo, di comunicazione, nonché veicolo di
informazioni verso paesi che fanno parte di network come Interpol, che
somma 194 paesi, ed Europol, giustamente definita l’FBI europea.
Nella consapevolezza che il nostro sistema di sicurezza è un sistema ricco, in
cui il pluralismo delle Forze di polizia, che trova sintesi nel Dipartimento della
Pubblica Sicurezza, rappresenta una preziosa ricchezza, la parola chiave,
anche nell’ottica di un’efficace azione transnazionale, è e deve essere il
coordinamento in cui la condivisione dell’informazione è la base sulla quale si
costruisce un’efficiente strategia di contrasto e prevenzione.”.

Al consolato cileno presidio Prc-Se: “solidarietà con i popoli in lotta”

Riceviamo e pubblichiamo

“Oggi a Torino,  contro le politiche di guerra e di oppressione. Incontrato il console cileno”

Questo pomeriggio, alle ore 15,30, davanti al consolato del Cile, si è tenuto un presidio di Rifondazione Comunista in segno di protesta contro la brutale repressione del popolo cileno in rivolta contro le politiche di impoverimento sociale portate avanti dal governo neoliberista Pinéra. Una repressione che ci riporta ai tempi bui di Pinochet, che finora ha mietuto 19 morti, 600 feriti, migliaia di arresti. Il presidio è stato anche l’occasione per esprimere solidarietà a tutti i popoli in lotta in diverse parti del mondo contro l’oppressione e l’iniquità del sistema neoliberista, oltre che solidarietà al popolo curdo vittima delle mire espansionistiche e degli attacchi armati della Turchia di Erdogan, paese aderente alla Nato. Contro la repressione a mano armata, le guerre scatenate contro popoli inermi, per una politica di pace e di giustizia sociale Rifondazione Comunista è scesa  oggi in piazza a Torino. Una delegazione di Rifondazione Comunista, tra cui il segretario provinciale Prc Ezio Locatelli, è stata ricevuta dal console onorario cileno a cui è stato chiesto di trasmettere all’ambasciata cilena in Italia il senso della protesta contro la repressione in atto in Cile.

                                              Segreteria provinciale Prc-Se Torino 

Ecco l’accordo per regolamentare la Cavallerizza

Tra un paio di settimane un protocollo dovrebbe normare e regolarizzare la Cavallerizza Reale di Torino. Lo ha stabilito il tavolo tecnico riunitosi  a una settimana dall’incendio che ha bruciato  le ex stalle. L’intesa è stata raggiunta in presenza del prefetto di Torino, Claudio Palomba, della sindaca Chiara Appendino, dell’assessore al Patrimonio Antonino Iaria e di una delegazione dell’Assemblea Cavallerizza 14:45, che occupa lo stabile da alcuni anni. Il Comune dovrà accelerare i tempi di approvazione e di attuazione del Regolamento dei beni comuni adibiti ad attività artistiche e culturali. Per tali iniziative culturali verrà messa in sicurezza l’area del Cortile dell’Aquila con i contributi del  Ministero dei Beni culturali. Poichè, dice il prefetto: “sono attività che non possono continuare a essere svolte in quel modo e in quel luogo”

Carlo Gloria ritorna a Palazzo Bricherasio

Il prossimo 30 ottobre 

 

Si inaugura mercoledì 30 ottobre alle 17,30 nell’androne di Palazzo Bricherasio in Via Lagrange 20, una installazione di Carlo Gloria, Vado e Vengo, che crea un nuovo collegamento tra il passato e il presente dell’edificio.

Carlo Gloria inaugurò, infatti, nel 2002 – nell’allora sede della Fondazione Palazzo Bricherasio -, la rassegna “Outside: interventi site specific di arte contemporanea”, curata da Guido Curto. Oggi l’artista ritorna con una installazione che richiama la precedente e riapre di fatto il dialogo tra l’arte contemporanea e lo stesso Palazzo, sede istituzionale di Banca Patrimoni Sella & C.

Per ritrovare il giusto fil rouge tra ciò che è stato e ciò che è attualmente, Daniela Magnetti, già direttrice della Fondazione Palazzo Bricherasio e ora direttrice artistica di Banca Patrimoni Sella & C., riscopre quel che è rimasto dell’opera di Carlo Gloria Dodici milionesimi e chiede all’artista di rivederla in chiave attuale. Infatti, dei 12 affreschi digitali realizzati nel 2002 nelle esedre e lungo le pareti dell’ingresso, solo 3 sono ancora esistenti, parti integranti dell’edificio: le due grandi figure nelle nicchie e l’opera nella piccola cupola sopra lo scalone d’onore.

Da qui riparte il lavoro di Carlo Gloria con Vado e Vengo, una riflessione spazio-temporale che coinvolge sia il luogo sia coloro che lo frequentano e l’hanno frequentato. Le figure che animano gli spazi affrescati 15 anni fa, sono visibilmente “diverse” da quelle riprodotte allora: cambiano gli abiti e gli atteggiamenti, così come è cambiata la destinazione d’uso del Palazzo. Differente è anche lo sguardo dell’artista, che rende più “fluidi” i soggetti, trasformandoli in immagini che, seppure anonime, comunicano ancora familiarità. Realizzate partendo da fotografie scattate nei pressi del palazzo, rielaborate al computer con una post produzione che sfuoca le figure rendendole “forme cromatiche”, le immagini vengono poi stampate con il plotter a getto d’inchiostro e applicate al muro.

Dal 2017 Banca Patrimoni Sella & C. ha iniziato a partecipare attivamente ad alcune iniziative culturali sia sul territorio torinese che nazionale, per restare fedele all’identità storica e artistica che sin dalla sua istituzione – con il cenacolo della contessa Sofia di Bricherasio – si respira nelle sale del Palazzo.  “Una sorta di DNA innato – dice Federico Sella, Amministratore Delegato e Direttore generale di Banca Patrimoni Sella & C. – proteso all’arte e al mecenatismo che il nostro Istituto condivide profondamente e intende fare suo”. Sostiene ancora Daniela Magnetti: “Non esistendo più la possibilità di dedicare esclusivamente all’arte le sale interne dell’edificio, Banca Patrimoni Sella & C. esce dagli spazi canonici, allestendo la mostra di Carlo Gloria nel lungo corridoio di accesso del Palazzo, trasformandolo in un luogo espositivo fruibile da tutta la cittadinanza”. Sabato 2 novembre, in occasione della notte bianca dell’arte contemporanea, l’accesso alla mostra rimarrà eccezionalmente aperto dalle 15 alle 23. Per informazioni 347 7365180.

Nell’immagine, Carlo Gloria, bozzetto per l’installazione “Vado e vengo”, 2019.

A Brozolo apre il Mulino Valsusa


E’ collegato a un progetto di filiera alimentare: già coinvolti gli agricoltori della valle

E’ una data da ricordare  per la Valle di Susa. Mercoledì 30 ottobre apre ufficialmente il Mulino Valsusa, nell’antico mulino ad acqua del 1884 di Bruzolo, rimasto attivo fino ai primi anni Ottanta e oggetto di un importante progetto di restauro. E’ il primo mulino della valle che viene recuperato non solo per fini didattici ma soprattutto la sua messa in funzione  è collegata a un progetto importante di filiera alimentare principalmente valsusina. Qui, infatti, vengono, e verranno, lavorati grani antichi, tradizionali e moderni: molti arriveranno dalla stessa Valle di Susa. Massimiliano Spigolon, l’uomo che ha deciso di far tornare in vita il mulino, ha già stretto importanti collaborazioni con gli agricoltori del territorio. Oggi oltre una decina hanno aderito e così i metri quadri di terreni che sono stati seminati con antiche varietà sono 120mila. Quando fu lanciato il progetto, un anno fa, erano appena seimila e si può già dire che l’iniziativa abbia fatto centro nell’obiettivo di riattivare una parte di agricoltura che era andata persa e con essa un patrimonio di semi di qualità. Bassa e Alta valle insieme: qui, sfidando il clima, hanno dedicato importanti spazi alla semina. Tutti i contadini che hanno aderito al disciplinare hanno la certezza che il Mulino Valsusa non li lascerà soli, anzi li aiuterà nel raccolto. Per questo, Spigolon ha acquistato dal Giappone una speciale trebbiatrice parcellare in grado di lavorare piccoli terreni: può essere utilizzata anche in montagna. E’ dunque ideale per questi territori. Poi, le farine macinate a Bruzolo finiranno in panifici, pastifici, pasticcerie, pizzerie e ristoranti della Valle.

Il Mulino ha battezzato tutto il progetto “Per un futuro più buono” pensando alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità: lo scopo è ripopolare i terreni della Valle e diffondere varietà di cereali. Per ora, venderà due farine. I nomi scelti sono particolari: la Facondia e la Prosperosa. «Sono nomi italiani in disuso che così cerchiamo di recuperare, esattamente come i grani», spiega Spigolon. Entrambe le linee sono state declinate in varianti (con più o meno crusca). Sono frutto di una lavorazione che unisce tradizione e tecnologia, ovvero le macine in pietra naturale (per produrre farine di notevole pregio) e strumenti tecnologici per un miglior controllo e automatizzazione dell’attività.

Queste sono le prime farine in commercio,  ma ovviamente l’obiettivo è crearne molte di più. Per questo, sono già partiti vari test con i grani antichi, castagne, antichi mais piemontesi per ottenere farine pregiate. Parallelamente, in queste settimane Mulino Valsusa butta un occhio anche ai campi e alla semina che sarà strategica per il prossimo anno.

Il progetto di riattivazione delle filiere del Mulino è stata portata avanti senza contributi pubblici e associazioni di categoria. Moltissime sono le collaborazioni che sono nate e che nasceranno, con soggetti pubblici e privati del territorio. «Vogliamo essere quel progetto che alla Valle di Susa mancava, in grado di generare entusiasmo e ravvivare le collaborazioni, capaci di sviluppare filiere corte e produzioni agricole locali – conclude Spigolon – Abbiamo incontrato e condiviso il progetto con moltissime persone che coinvolgono tutta la filiera, in grado di dare il proprio contributo intellettuale e pratico».

Percepiva l’indennità di disoccupazione ma viveva all’estero

C.M. le sue iniziali, quarantottenne di origini romene, è un’infermiera professionale

La Guardia di Finanza di Torino ha appurato come la donna aveva mantenuto la propria residenza anagrafica a Ciriè (TO) e subaffittato l’alloggio dove viveva ad una sua connazionale, senza disdire il contratto di locazione a suo nome. La “Naspi”, nel frattempo, continuava ad essere accreditata sul suo conto corrente acceso presso uno sportello bancario ubicato nel ciriacese; anche la targhetta con il suo nome apposta sul citofono era stata lasciata al suo posto.

I Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese, hanno però accertato come la beneficiaria dello speciale emolumento, a seguito di una chiamata effettuata dal Centro per l’Impiego di Ciriè, relativa ad una procedura di selezione per infermieri, non si era presentata e che, dal momento del suo trasferimento, era ritornata in Italia solo per ottenere il rilascio di documentazione utile ad esercitare la professione di infermiera in Romania, dove nel frattempo si era trasferita.

In ogni caso la donna era tenuta a comunicare al Centro per l’Impiego e all’I.N.P.S. il suo trasferimento dall’Italia, incombenza alla quale, invece, come acclarato dai finanzieri la destinataria dell’indennità non ha adempiuto.

L’infermiera, che fino ad oggi ha guadagnato indebitamente circa 15 mila Euro, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Ivrea per indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. Rischia una reclusione da sei mesi a tre anni. La posizione della donna è anche al vaglio della Procura Regionale della Corte dei Conti al fine di quantificare il danno causato alla comunità.

L’attività svolta dalle Fiamme Gialle rientra tra le principali mission strategiche della Guardia di Finanza, a tutela della “spesa pubblica”, attraverso specifiche verifiche sul corretto utilizzo dei fondi statali stanziati a favore delle persone meno abbienti.