ilTorinese

Maltempo, è allerta arancione. Crescono i livelli dei fiumi

E’ ancora allerta arancione sul Piemonte per il  rischio di frane e piene dei corsi d’acqua, che riguarda secondo Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) – le valli torinesi e cuneesi Orco, Lanzo, Susa, Sangone, Chisone, Pellice e Po e, nel sud della regione, Belbo e Bormida, tra Asti, Alessandria e Cuneo. In questa zona il rischio è elevato a causa dell’alluvione di inizio settimana che ha già provocato ingenti danni. L’allerta gialla permane su tutto il resto della regione. Si prevede l’ingrossamento del reticolo secondario dei corsi d’acqua, e giovedì la criticità si estenderà ai fiumi principali.

MALTEMPO IN PIEMONTE: AGGIORNAMENTO ORE 14.00 di giovedì 24 ottobre

Precipitazioni diffuse su tutta la regione, in particolari sul nord, sulle zone occidentali e al confine con la Liguria determinano un’allerta arancione nella zona G (valli Belbo e Bormida) già interessate dal recente evento alluvionale e un’allerta gialla nelle restanti zone piemontesi.

Tutti i livelli idrometrici sono al momento non preoccupanti (Po compreso), ma da tenere sotto stretta sorveglianza, in particolare l’Orba e la Bormida.

Il Lago Maggiore è in crescita, ma abbondantemente sotto la soglia di pericolo.

La Sala operativa della Protezione Civile regionale é aperta e continua a seguire l’evoluzione dei fenomeni sul territorio.

 

Juve-Lokomotiv Mosca, vittoria sofferta

Ancora una volta la Juve soffre, ma vince. Contro la corazzata russa, che ha ben ingabbiato gli uomini di Sarri, i bianconeri hanno fatto tanto possesso palla, ma pochissime combinazioni efficaci; Ronaldo non in serata, Pjanic marcatissimo, i laterali poco incisivi. Anche la difesa ha avuto difficoltà, specie in occasione della rete subita.
La Juve parte con Bentancur trequartista dietro a CR7 e Dybala, Matuidi con Pjanic e Khedira in mezzo. Già dalla prime battute si intuisce che il Lokomotiv pensa più che altro a difendersi, cercando di sfruttare il contropiede su eventuali errori avversari; infatti passa in vantaggio al 30′, quando Bonucci e De Ligt non contrastano a dovere Miranchuk, che arriva facilmente in area bianconera e segna il goal dello 0 -1.
Nel secondo tempo Sarri toglie Khedira per Higuain, quindi Dybala va a fare il trequartista; con l’inserimento del Pipita, si apre qualche spazio nella difesa russa e Cuadrado può spingere meglio, sfornando preziosi assist in area; al 64′ st esce Matuidi – non brillante stasera – per Rabiot.
Al 76′ st i padroni di casa pareggiano con Dybala, che raccoglie un bell’assist del solito Cuadrado dalla destra e, liberissimo, sgancia un tiro appena fuori area che va a finire alle spalle di Guillerme. Uscirà all’80’ st tra gli applausi del pubblico, tutto in piedi. Si vede che il ragazzo ha voglia di far bene e che l’intesa con i compagni è ottima; la classe non si discute.
Dopo appena due minuti, la Joya raddoppia, girando in rete un tiro da fuori di Sandro: 2-1 Juve, partita ribaltata nonostante le incertezze iniziali. In partite come questa, dove l’avversario si chiude in difesa, il tridente Ronaldo-Higuain-Dybala può essere una soluzione, anche se il più in forma stasera era proprio Dybala, mentre CR7 e Higuain erano sottotono.
Vero è che il Pipita va vicino al goal, dapprima con una grande giocata al limite dell’area di rigore e poi con un colpo di testa, ma in entrambe le occasioni il pallone finisce sul fondo per pochi centimetri.
Il gioco di Sarri stasera non si è visto, grazie anche ad un avversario ostico che non ha concesso molti spazi; ma la squadra ha saputo soffrire e pazientare il momento opportuno per la rimonta, anche se con due tocchi individuali.
Ovunqueecomunque #finoallafine
Rugiada Gambaudo

Una stagione segnata dal “carpe diem” tra prosa e gospel, musical e lirica

Al via il cartellone del teatro Superga di Nichelino

 

 

Ricordate quell’oraziano “carpe diem”, quel “cogliere l’attimo” che il professor John Keating suggeriva ai suoi allievi – al fine di rendere “straordinaria” la propria vita – davanti alle bacheche del vecchio istituto dove s’allineavano le fotografie ingiallite dei compagni che li avevano preceduti? Era il 1989, era L’attimo fuggente di Peter Weir e Robin Williams alla fine avrebbe perso la sua battaglia. Oggi quel titolo, che fece la fortuna di un’intera stagione cinematografica, sale in palcoscenico (produzione STM – Scuola del Teatro Musical di Novara), scritto da Tom Schulman che nell’occasione si aggiudicò l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale, ed inaugura con l’interpretazione di Ettore Bassi e la regia di Marco Iacomelli, domani alle 21 il cartellone del teatro Superga di Nichelino preparato da Alessio e Fabio Boasi e da Claudia Spoto. Anzi, proprio quel “carpe diem” è il filo rosso che lega una stagione di 12 spettacoli cui s’aggiungono 6 concerti di “Lirica a Corte” (“Tosca”, “La Bohème” e “Don Pasquale”) e “Musical a Corte” (“Hollywood Musical”, “My Fair Lady” e “Il mago di Oz”), la cui cornice scenograficamente perfetta è il Salone d’onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

A 43 anni di distanza dalla sua apparizione sui palchi del Beat72, La gaia scienza: la rivolta degli oggetti torna (6 novembre) ad abitare la sala di un teatro attraverso i corpi di tre giovani performer guidati dagli interpreti originali dello spettacolo: i fondatori de La Gaia Scienza, Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi. Specchi, sedie sospese, funi, un cappotto, un violino scordato: sono gli oggetti che si oppongono ai corpi dei performer, acrobati in esplorazione dell’universo poetico di Majakovskij – il titolo stesso è quello di un suo poema del 1913 – che si rotolano, si lanciano, si dondolano come smarriti, amplificando i versi dell’autore russo nella risonanza di una miriade di frammenti. A Corrado d’Elia il compito (15 novembre) di affrontare con Io, Vincent Van Gogh il mondo dell’artista olandese, i suoi rapporti e l’amicizia travagliata con Gauguin, gli anni parigini, il ricovero in manicomio, attraversando il tessuto epistolare che lo legò al fratello Theo; mentre Simone Cristicchi proporrà Happy Next – Alla ricerca della felicità (9 dicembre), tentando di dare una risposta a “difficili” domande quali “che cos’è la felicità” o “cosa ci impedisce di essere felici”, un viaggio tra canzoni, racconti e videoproiezioni.

Il14 dicembre sul palcoscenico del Superga arriverà l’Harlem Gospel Choir, il più famoso coro gospel d’America, mentre l’8 gennaio ecco il balletto dello Schiaccianoci con il Moscow Classical Russian Ballet che con 15 anni di esibizioni di successo in Russia e all’estero presenta una ricostruzione fedele al balletto originale, emblema della tradizione ballettistica russa. You & Me è il titolo proposto da Mummenschanz, compagnia di mimo che vanta alle proprie spalle 45 anni di successi (18 gennaio), Il malato immaginario di Molière è rivisitato dal regista Marco Zoppello prendendo a pretesto la fatidica quarta recita, tra gli avversi umori del capocomico e gli attori della compagnia che reclamano la paga giornaliera (1 febbraio), Gigi e Ross propongono quell’eccellente esempio di nevrosi contemporanea che è Andy e Norman di Neil Simon (la regia è ancora firmata da Alessandro Benvenuti, 21 febbraio), ancora il commediografo newyorkese (il 29 febbraio) pronto a reinterpretare in chiave moderna il mito della principessa cinese con Turandò.

Tratto dal film omonimo di Mario Monicelli, Carmine Amoroso propone Parenti e serpenti (7 marzo), amarissimo racconto di un qualsiasi Natale in cui gli anziani genitori raccolgono i figli lontani, presentando loro la richiesta, del tutto inattesa, di voler essere “accuditi”: come reagirà l’intera famiglia? Ultimo appuntamento il 14 marzo, con il volto e la bravura di Maurizio Lastrico pronto a far divertire – e riflettere – con Nel mezzo del casin di nostra vita, ovvero il racconto tragicomico di certa vita quotidiana, dove gli incidenti si accavallano, una sfortuna incombe, un caos gode nel distruggere i rari momenti di tranquillità della vita. Per informazioni Teatro Superga Nichelino tel. 011 6279789 – www.teatrosuperga.itinfo@teatrosuperga.it

 

e.rb.

 

Nella foto, Ettore Bassi è il professor Keating nell’”Attimo fuggente”, lo spettacolo che inaugura il cartellone del Superga di Nichelino

Reale Mutua Torino – Treviglio: una sconfitta senza alibi

Il basket visto da vicino

84 – 84: 25” 1 decimo alla fine palla in mano. Tiro contro il tabellone senza toccare il ferro (e con questo sono quattro in tutta la partita di tiri sul “palo” , …) rimbalzo e nulla di fatto. 1” e 1 decimo alla fine. Time out. E dopo una notevole “pensata” Treviglio riesce a fare una rimessa da metacampo per un giocatore che si trova solo sotto canestro!!! Che segna, ovviamente, e forse fuori tempo massimo: ma vogliamo trovare scuse ad un abominio tattico di questo livello? Direi di no.
La partita ha avuto andamento a strappi ma con buona parte della stessa gestita sempre in avanti dai Treviglio Lakers, o almeno così son sembrati, vista la facilità con cui hanno attaccato la difesa di Torino.
Purtroppo, oltre a Diop (infortunato a tempo medio lungo…) , bisogna registrare l’assenza pressoché totale dal gioco di Pinkins che in questo campionato non è ancora entrato a far parte, sperando che la “malattia” dei giocatori forti che a Torino “impazziscono” e giocano come evanescenti fotocopie del nulla non sia incombente anche su di lui e sappia reagire a questo periodo.
In realtà, abbiamo solo due, tre giocatori di livello buono per la serie A2 o lega nazionale pallacanestro che dir si voglia, e sono Marks (pur con dei limiti di personalità e del coach che talvolta lo relega in panchina nei momenti clou per lasciar posto al volenteroso ed eroico Traini che, però, a dire il vero, il livello dove gioca se lo deve ancora guadagnare, facendo a tratti cose egregie e talvolta incredibili “follie cestistiche”) e Campani, che, come già scritto da me negli articoli precedenti, è un lusso per la categoria. Poi c’è Cappelletti, che a tratti dimostra molto bene il suo valore ma che è ancora in condizione fisica da affinare, visti i crampi accusati in campo (cosa non “proprio” comune in ambito cestistico, anche se li aveva avuti anche Lebron James nelle finali NBA, ma temo sia un pochino irriverente il paragone).
Alibegovic è a corrente alternata e non è ancora il giocatore di un paio di anni fa ad inizio campionato. Il tempo per migliorare c’è tutto e noi lo speriamo. Di Toscano si può solo dire che lasciarlo da solo da tre è un “suicidio” sportivo della squadra che lo affronta in quanto sa essere molto preciso, ma fuori della piastrella…abbiamo già parlato in cima al presente articolo.
In tutto questo bisogna dire che stavolta al Coach non è andata bene, in quanto già in altre occasioni si era vinto all’ultimo secondo per errore degli avversari, cosa che sarebbe potuta accadere anche ieri sera, ma sembra proprio che il Killer Istinct per distruggere l’avversario al momento non sia patrimonio della squadra di Torino e del suo coach, che talvolta preserva giocatori che dal campo non dovrebbero mai uscire, in luogo di altri comprimari che fanno tutto quello che possono e che quindi vanno apprezzati.
Lamentarsi dell’arbitraggio è un segnale di debolezza elevata in questo contesto. Treviglio è una squadra onorevole ma non un “dream Team”. Rispetto degli avversari non vuol dire paura. E i tifosi di Torino hanno bisogno di emozioni e divertimento e, soprattutto vincere. Se segni anche all’ultimo secondo, degli arbitri non ne parli nemmeno. Se no, giustifichi, ma così ti qualifichi anche…. .
Bisogna ricordare che questa è la città che ha “esonerato” Allegri, allenatore di una squadra che ha vinto tutto perché non “piaceva” come vinceva … e se qui non si vince … non si va avanti bene.
Lo sport è spettacolo e tecnica unite al massimo livello per poter attrarre folle di persone all’evento sportivo. Il solo risultato talvolta non è sufficiente. Ma, ancora una volta, ricordo una frase di una persona importante in ambito sportivo che disse “vincere non è importante … è l’unica cosa che conta” (Giampiero Boniperti), ed è bene non dimenticarselo, soprattutto se si vuole cogliere il cuore della gente.


Il mio unico suggerimento, da tifoso e da medio esperto di basket vuoi per età che da giocatore di altri tempi, è quello di affrontare con coraggio e un minimo di spavalderia le partite. Attendere gli altri di solito ti fa arrivare in ritardo. Non sarai mai il più forte se non ci credi anche tu. L’umiltà è una splendida dote, ma nello sport, di solito, vince anche chi crede in sé stesso e sa di potercela fare. Non rincorriamo alibi con gli arbitri (che probabilmente non hanno avuto “neanche loro” una buona serata), non diamo meriti agli avversari o colpe ai nostri giocatori: insomma, giochiamo per vincere e non per non perdere. E magari, anche un pochino di basket spettacolo, aiuterebbe a scaldare gli animi… . Dai Torino! Dai Basket Torino! Noi ci siamo!
PS: ancora una nota. Il gesto più bello della serata è del giocatore di Treviglio Mattia Palumbo che, in una situazione di gioco molto equilibrata, convince l’arbitro a cambiare la decisione di dare rimessa alla squadra di Treviglio autoaccusandosi di aver toccato lui per ultimo la palla e facendo avere la rimessa in gioco per Torino. E’ un raro, molto raro, esempio di sportività in campo in ambito professionistico. Anni fa, da questa testata giornalistica, contribuii a far ricevere il premio Fair Play al giocatore di Torino Valerio Mazzola per aver sollevato da terra un suo avversario pur perdendo lui occasione di contropiede e avvantaggiando l’altra squadra per un sano senso dell’onore. Ebbene, il gesto di Palumbo, sottolineato da un applauso a scena aperta di tutto il Pala Ruffini (o Pala Gianni Asti) meriterebbe uguale ricompensa. Grazie Mattia, a nome di tutti gli sportivi e dei ragazzini presenti: sei stato un grande esempio!

Paolo Michieletto

Progetto di storia. Le iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

Lunedì 21 ottobre si è svolta a Palazzo Lascaris la giornata formativa riservata agli insegnanti che intendono partecipare, con i loro studenti, alla 39° edizione del Progetto di storia contemporanea. Le iscrizioni al progetto-concorso, promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, andranno effettuate entro il prossimo 31 ottobre e le ricerche dovranno essere realizzate da gruppi composti inderogabilmente da 5 studenti, coordinati da un insegnante di tutte le discipline. Il bando prevede anche questa volta tre temi di ricerca: lo sport e la storia del ‘900, la caduta del Muro di Berlino trent’anni dopo e i cinquant’anni della regione Piemonte. Gli studenti degli Istituti di istruzione secondaria di II grado e degli Enti di formazione professionale potranno concentrarsi su questi temi con la più vasta gamma di mezzi d’indagine e di espressione.

Per approfondire ancor di più le tre tracce di lavoro e ricerca i sei Istituti Storici della Resistenza del Piemonte, organizzeranno sui territori e nelle scuole degli appositi moduli di formazione per insegnanti e studenti. Questi ultimi avranno tre mesi di tempo per produrre i loro lavori e consegnarli entro il 31 gennaio 2020. Un’occasione importante per conoscere più a fondo la storia contemporanea, riflettendo criticamente. I più meritevoli, dopo la valutazione degli elaborati effettuata da un’apposita commissione composta da esperti degli Istituti storici piemontesi, avranno l’opportunità di partecipare ai viaggi-studio nei luoghi della memoria.

“Che fine hanno fatto i 200 milioni di Finpiemonte?”

Da Palazzo Lascaris

RAVETTI – GALLO – VALLE (Pd): “La sonnolenza di Cirio rappresenta il profilo dell’azione politica”

“Nel momento in cui abbiamo analizzato l’Assestamento di Bilancio presentato dalla Giunta Cirio abbiamo ritenuto opportuno fare il punto anche su altre partite aperte. I 200 milioni di euro provenienti dalla riduzione del capitale sociale di Finpiemonte sono determinanti per lo sviluppo della nostra regione e rappresentano un importante sostegno all’attività imprenditoriale. La considerazione che facciamo, dopo un’attenta lettura, è che la sonnolenza della Giunta Cirio rappresenta il profilo dell’azione politica su un campo tanto importante: il piano investimenti sta subendo un consistente rallentamento, i bandi della Direzione Coesione sociale sono usciti solo nel mese di ottobre e ignoriamo quando usciranno quelli per la competitività, per la cultura e per il turismo” afferma il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Grazie ad un grande lavoro di squadra fatto nella scorsa legislatura eravamo riusciti a mettere in campo una buona quantità di risorse per aiutare i settori della cultura e del turismo piemontesi. Si tratta di misure in grado di generare circoli virtuosi e fungere da moltiplicatori nel sistema, non semplici contributi. 8 milioni e 500 mila euro destinati a facilitare la creazione d’impresa e l’accesso al credito per gli operatori culturali e il settore del cinema, e più di 18 milioni di euro su una politica turistica integrata, di cui 11 su fondi rotativi e misure per l’accesso al credito e 8 sullo sviluppo turistico montano e il cicloturismo. I bandi, grazie al lavoro degli uffici regionali, sono pronti da parecchi mesi, è incomprensibile e inaccettabile che la nuova Giunta continui a tenerli bloccati, chiusi in un cassetto. Non si capisce quale logica stia dietro a questo comportamento, se non paura e incapacità di portare avanti iniziative fondamentali che gli operatori del settore attendono da tempo per dare un futuro al Piemonte” spiega Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Cultura.

“Dopo la vicenda Finpiemonte sono stati “riprogettati” oltre 200 milioni di nuove risorse da destinare allo sviluppo economico e alla competitività del Piemonte – conclude il vicepresidente della III Commissione Raffaele Gallo – Nel 2018 e nel 2019 sono stati, infatti, predisposti tutti gli atti amministrativi per la riduzione del capitale sociale di Finpiemonte e, quindi, sono state effettivamente rimesse in circolo queste risorse, allocate su precisi assi di sviluppo, in particolare su industria artigianato e commercio. Per la competitività del sistema Piemonte abbiamo stanziato circa 140 milioni. A distanza ormai di 8 mesi dal via libera in Commissione molti bandi non risultano attivati, lasciando sguarniti interi settori del sistema economico, commercio e artigianato in primis. Ad oggi risultano attivati bandi solo per 14 milioni. A pagare il prezzo sono le imprese commerciali e artigiane, che non hanno strumenti per sostenere i loro investimenti, e, più in generale, il sistema industriale che oggi più che mai deve investire in innovazione tecnologica. Questi ritardi non sono più accettabili e non vorrei che si rischiasse di perdere anche le risorse mandandole “in economia” a fine anno! Presidente Cirio in questo caso basta veramente “schiacciare un pulsante” perché è tutto pronto, lo faccia per favore. È evidente che l’altra velocità di Cirio è nelle parole, ma non nei fatti! Il sistema economico Piemontese non può più aspettare!”.

Opere d’arte e case con i soldi dell’azienda. Che fallisce e lascia a casa 170 lavoratori

Sculture, quadri di grande valore, immobili di lusso, il tutto con i fondi distratti 

 

Un fallimento anomalo quello scoperto dalla Guardia di Finanza di Torino che, al temine di un’indagine durata oltre un anno, ha denunciato a vario titolo nove persone per bancarotta fraudolenta. 

 

 

I Finanzieri del Gruppo Torino, che hanno eseguito le indagini coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno appurato come gli amministratori della società, leader per anni nel settore della verniciatura e con in portafoglio importanti collaborazioni con alcuni colossi dell’industria italiana, abbiano di fatto sottratto dal patrimonio aziendale ingenti fondi. Risorse destinate – almeno sulla carta – a parziale copertura dell’enorme debito accumulato.

 

 

Sculture, dipinti ed altre opere d’arte di pregio, acquisite nel corso degli anni con i fondi aziendali, ma anche immobili, acquistati dagli amministratori, coniugi sessantenni, in rinomate località turistiche della Costa Azzurra. Il tutto, mentre l’azienda sprofondava verso il definitivo dissesto.

 

Nel corso delle perquisizioni è anche emerso come, al fine di sottrarle ad eventuali sequestri o altre azioni esecutive dei creditori, la coppia abbia fatto “sparire” sculture e quadri di grande valore; opere “svanite”, ma non solo: i due indagati hanno sì spontaneamente fatto trovare alcuni quadri, appesi negli uffici aziendali, peccato però che siano risultate solamente delle copie. Gli originali (tra cui un dipinto di Paola Levi-Montalcini, sorella gemella della Senatrice Premio Nobel Rita, di valore stimato superiore a 80.000 euro) erano custoditi dalla coppia all’interno della loro villa sulle colline torinesi.

 

 

Al temine delle operazioni, i Finanzieri hanno accertato un buco societario di oltre 24 milioni di euro e un’evasione fiscale di circa 2 milioni. Sequestrati conti correnti per 250.000 euro e alcuni immobili, tra cui l’abitazione di pregio.

Castello di Miradolo, incontro con Giorgio Caponetti

“Bellezza tra le righe. Da Emanuele a Gualino”

Domenica 27 ottobre, ore 16

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Il progetto ha un bellissimo titolo: “Bellezza tra le righe”. E nasce dall’idea di rendere alcune dimore storiche del pinerolese e i loro giardini, strumento di promozione della lettura. Frutto di una già esistente relazione interculturale e, in particolar modo, di un’affinità di intenti e obiettivi fra la Fondazione Casa Lajolo di Piossasco e la Fondazione Cosso di San Secondo di Pinerolo, cui si è unito anche il Palazzo dei Conti Filippa di Castagnole Piemonte, la rassegna prevede un calendario di incontri con diversi autori e vuole essere “ un percorso di confronto, destinato anche alle giovani generazioni, per trovare nella parola scritta o ascoltata– sottolinea Maria Luisa Cosso, presidente dell’omonima Fondazione- una spinta creativa a influire positivamente sul mondo che ci circonda; un’opportunità per conoscere da vicino il patrimonio culturale storico-artistico costituito dalle dimore storiche e dai loro giardini e per valorizzare i circuiti turistici a esse collegati.

Il primo appuntamento è programmato per domenica 27 ottobre, alle ore 16, al Castello di Miradolo, sede della Fondazione Cosso (via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo) e prevede un incontro con Giorgio Caponetti, già brillante pubblicitario e scrittore torinese, folgorato “sulla via di Damasco” da una bruciante, sana passione per i cavalli che lo porta a trasferirsi prima in Monferrato e poi in Maremma per diventare allevatore e addestratore, nonché istruttore d’equitazione, regista e conduttore di spettacoli e documentari equestri. Da anni risiede in una verdissima tenuta a Tuscania, con tanto di necropoli etrusca annessa, e insegna “Gestione delle risorse faunistiche e zootecniche” a La Sapienza di Roma e all’Università della Tuscia. Fra i suoi libri più celebri: “Quando l’automobile uccise la cavalleria” (Ed. Marcos Y Marcos 2011), giunto ormai alla decima ristampa e “Il grande Gualino” (Ed. UTET 2018). Maria Luisa Cosso dialogherà con lui sul tema dell’imprenditoria del Novecento, da Emanuele Cacherano di Bricherasio (nobile, imprenditore, fra i fondatori nel 1898 dell’Automobile Club di Torino che poi diventerà Automobile Club d’Italia e nel luglio del ’99 con altri aristocratici e notabili, fra cui Giovanni Agnelli, della F.I.A.T.) a Riccardo Gualino (spregiudicato finanziere, imprenditore, collezionista e grandioso mecenate), per arrivare fino ai giorni nostri.

Il pomeriggio proseguirà con “Invito al Castello. Una storia femminile”. L’idea è quella di guidare i visitatori alla scoperta dell’impronta “femminile” che caratterizza la storia del Castello di Miradolo. “Sarà un racconto – precisa ancora Maria Luisa Cosso che si inscrive nel percorso di costruzione della memoria delle imprese piemontesi e italiane dell’epoca moderna, ripercorrendo le vite di donne che hanno interpretato un ruolo importante nella storia dell’imprenditoria del ‘900. Tra libri dei conti, lettere e documenti che fanno parte dell’Archivio storico si ripercorrerà il viaggio di chi ha animato questo luogo, dalla famiglia Massel – Cacherano di Bricherasio alla famiglia Cosso”.

La giornata si concluderà nel Parco del Castello con il gioco (aperto a tutti, grandi e piccini) di “Srega tocca colore”, ispirato al libro del grande Bruno Munari “Cappuccetto Rosso, Verde, Giallo, Blu e Bianco”, pubblicato nella storica Collana Einaudi “Tantibambini” e dov’ è un colore a diventare protagonista nei disegni, nel testo e nei personaggi.

Alle 17 è prevista una dolce pausa con le squisitezze dell’Antica Pasticceria Castino di Pinerolo.

Obbligatoria la prenotazione: tel. 0121/502761 o prenotazioni@fondazionecosso.it

 

g.m.

 

Nelle foto
– Giorgio Caponetti
– Maria Luisa Cosso
– Il castello di Miradolo

 

 

Referendum: la Cassazione chiede integrazioni

Per una questione formale, la Corte di Cassazione ha chiesto agli 8 Consigli regionali, Piemonte compreso, che il 30 settembre avevano presentato istanza di referendum abrogativo riguardante la legge elettorale, un’integrazione al quesito referendario e per farlo ha concesso tempo sino all’8 novembre. La Cassazione invita anche i promotori a cambiare la denominazione del quesito per la sua identificazione.
Nello specifico, l’integrazione richiesta consiste nella formulazione integrale dei testi delle disposizioni di cui si chiede l’abrogazione; inoltre la denominazione del quesito dovrà essere “Abolizione del metodo proporzionale nell’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali, nel sistema elettorale della Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica”.
I Consigli regionali, come detto, avranno tempo sino all’8 novembre per deliberare le integrazioni di carattere formale.

Locatelli (Prc-SE): “le ricette di Conte per la crisi? Tanto fumo e niente arrosto”

“Prc in piazza con i lavoratori”

“Tanto fumo, niente arrosto. Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte,  in visita a Torino, sulla fuoriuscita dalla crisi produttiva e occupazionale che attanaglia l’area metropolitana e il Piemonte lasciano il tempo che trovano. Con poche novità di facciata non c’è nulla che dica di un cambio di rotta rispetto alla logica dello sviluppo sin qui intervenuta, una logica che ha esaurito la sua spinta propulsiva: incentivi alle imprese, flessibilità del lavoro, privatizzazioni e tagli alle spese sociali. Peggio ancora si continua a spacciare la realizzazione di un’opera scriteriata come il Tav in Valsusa come un possibile volano di sviluppo. Tutto ciò quando ci sarebbe bisogno di operare per una svolta di 180 gradi. Per uscire da una condizione di depressione della produzione e dei redditi, da una situazione di disoccupazione e precarietà di massa ci vuole ben altro che ipotizzare finanziamenti ai settori dell’automotive e dell’aerospazio  da parte del governo. Occorrerebbe puntare su una riconversione dell’economia, sulla produzione di nuovi beni e servizi socialmente utili, sulla salvaguardia delle risorse naturali, sulla produzione di energie rinnovabili, sulla mobilità sostenibile, sulla riconversione dell’industria bellica, sull’agricoltura di qualità, ecc. Occorrerebbe pensare ancora a un rilancio dell’intervento pubblico in economia, all’intervento diretto nelle situazioni di crisi, a una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario avendo come obiettivo la piena occupazione. Come Rifondazione Comunista oggi eravamo in piazza con le lavoratrici e i lavoratori in lotta per il posto di lavoro”.

 

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino: