AGGIORNAMENTO L’ordigno è’ stato disinnescato dagli artificieri verso le 13. Caricato su un camion militare verrà fatto brillare in una cava di Cirie’
Torino, 1 dicembre 2019. Gli artificieri dell’Esercito hanno concluso nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di disinnesco, rimozione e successivo brillamento della bomba MK IV ritrovata lo scorso 22 novembre in Via Nizza a Torino a seguito di lavori per il teleriscaldamento.
Le ultime fasi della bonifica, che nella giornata di sabato erano state precedute dalla realizzazione delle opere di consolidamento del sito, sono iniziate alle ore 7.30 con l’avvio delle procedure preliminari, mentre le autorità locali hanno condotto le operazioni di evacuazione e sgombero.
A partire dalle 9.30 circa, i guastatori del 32° Reggimento Genio della Brigata Alpina “Taurinense” hanno proceduto con le operazioni di disinnesco delle due spolette, rese difficoltose dallo stato di conservazione dell’ordigno e dal danneggiamento di alcune parti dello stesso.
Dapprima gli operatori del team CMD dell’Esercito (acronimo per Conventional Munitions Disposal ovvero bonifica da ordigni convenzionali) hanno attivato da remoto il robot MK8 dotato del cannone “Swordfish” in grado di “sparare” – con una pressione di 300 bar – un potente getto di acqua e sabbia, necessario a tagliare la bomba e consentire l’accesso alla spoletta anteriore. Una volta raggiunta la spoletta anteriore, che è stata neutralizzata sul posto, gli artificieri hanno quindi operato su quella posteriore, inibendone l’attivazione tramite una speciale schiuma poliuretanica.
Resa quindi inattiva, la bomba MK IV, inglese da 500 libbre, è stata prelevata e posizionata a bordo di un mezzo dell’Esercito per essere poi trasportata in sicurezza in una cava a Ciriè (TO), dove l’esplosivo è stato distrutto tramite combustione e le spolette fatte brillare.
Fondamentale per la riuscita dell’operazione, è stato lo stretto coordinamento tra Prefettura, Comune, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, grazie al quale è stato possibile intervenire limitando al massimo i disagi per la popolazione civile ed incidendo il meno possibile sul traffico ferroviario e aereo prospiciente l’area interessata.
Gli specialisti del 32° Reggimento Genio Guastatori – che vantano una preziosa esperienza maturata anche nelle missioni all’estero – nel solo 2019 hanno effettuato circa 140 interventi bonificando, tra le altre, bombe d’aereo simili a quella di via Nizza ritrovate a Valenza Po, Caselle e Fossano, e rendendo inoffensivi oltre 250 residuati bellici inesplosi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Dal 2006 ad oggi, il Reggimento ha effettuato più di 1500 interventi, bonificando oltre 4000 ordigni e proiettili di ogni calibro e dimensione.

Domenica 1° dicembre serviranno dalle 5 alle 7 ore per le operazioni di disinnesco dell’ordigno aereo della seconda guerra mondiale trovato nei giorni scorsi in un cantiere in via Nizza.

Circa 10 mila persone – esattamente 9.582, che abitano nella cosiddetta ‘zona rossa’ – dovranno lasciare casa. Invece i 50 mila residenti nella ‘zona gialla’ potranno restare nelle loro abitazioni ma rispettando alcune accortezze, e non potranno uscire fino al termine delle operazioni. Verrà chiuso anche lo spazio aereo e i voli cancellati potrebbero essere oltre trenta. La bomba sarà disinnescata dal 32esimo Reggimento Genio Guastatori della Taurinense. Dalle 7 alle 9 le oltre 3mila famiglie della ‘zona rossa’, dovranno lasciare le loro abitazioni, il Comune ha allestito un centro di accoglienza ai padiglioni 2 e 3 del Lingotto. La metro sarà chiusa dalle 8.30, fino alla fine delle operazioni, tra le stazioni Lingotto e Porta Nuova. Sono previsti collegamenti bus alternativi.



tutto il mondo. E’ un viaggio unico ed emozionante che racconta le incredibili conquiste dell’uomo nelle esplorazioni spaziali, toccando in concreto (fatto salvo un breve accenno all’immaginifico e letterario sogno di Jules Verne, con il suo “De la Terre à la Lune” del 1865) gli anni di feroce rivalità nella corsa allo spazio, in tempi di conclamata “guerra fredda”, fra l’Unione Sovietica – cui si deve il lancio in orbita del primo satellite artificiale, lo Sputnik, e la missione di Jurij Gagarin, primo uomo a volare nello spazio, portando a termine la propria missione nell’aprile del 1961 a bordo della Vostok 1 – e gli Stati Uniti, che il 20 luglio del 1969, con il programma Apollo 11, arrivarono allo sbarco dei primi uomini sulla Luna. E il viaggio continua fino al “cessate le armi” e alla fattiva collaborazione fra le due superpotenze che nel luglio del 1975 porta la capsula sovietica Soyuz ad agganciarsi in orbita a una navicella americana del programma Apollo, “in un abbraccio di grande potenza simbolica”. Che porta alla creazione di quella Stazione Spaziale Internazionale (ISS) – per la quale proprio la torinese “Thales Alenia” collaborò nella progettazione e costruzione del veicolo spaziale Cygnus destinato al trasporto cargo – in cui il visitatore s’imbatte all’ingresso dell’esposizione e che rappresenta forse uno dei più alti gradi di complessità e di integrazione tecnologica e scientifica mai raggiunta, coinvolgendo molte nazioni, Italia compresa. Di qui hanno scattato le loro fotografie i nostri Samantha Cristoforetti, prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, e (Astro)Luca
Parmitano, primo italiano ad effettuare un’attività extraveicolare (EVA) nel luglio del 2013, con ben sei ore e sette minuti di passeggiata spaziale. Fra oggetti autentici e fedeli riproduzioni, si arriva ancora alla scoperta della plancia comandi dello Shuttle, adibito dagli States a missioni in orbita intorno alla terra, allo Sputnik, ai lanciatori della NASA, fino all’enorme veicolo spaziale Orion, la grande “novità” del prossimo futuro, che sarà utilizzata nell’esplorazione umana degli asteroidi e degli spazi cislunari, in vista di un futuro sbarco su Marte. Di sicura attrazione, infine, lo Space Camp: centinaia di metriquadri di pura interattività dove, grazie ai simulatori, i visitatori potranno sperimentare le sensazioni che provano gli astronauti durante l’addestramento, dalla microgravità alla perdita dell’orientamento spaziale. Guidati dai Pilot si potrà provare l’emozione di guidare uno Shuttle, sperimentare l’assenza di gravità fluttuando nello spazio o simulare la rotazione Multi-Axis a bordo di una navicella spaziale. Con 1/6 Gravity si potrà ancora scoprire l’emozione di camminare sulla Luna o partecipare all’addestramento dei piloti con l’F18 Simulator Pilot.

Giovedì 12 alle 20.30 e venerdì 12 alle 20, all’Auditorium Toscanini, l’


