ilTorinese

Controlli a San Salvario: 130 chili di alimentari sequestrati

OLTRE 34000 EURO DI SANZIONI

Ieri sera, i poliziotti del Commissariato Barriera Nizza, insieme ad equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, personale della Polizia Municipale Sezione 8 San Salvario, dell’ASL S.I.A.N. e S.Pre.S.A.L., e dell’Ispettorato del Lavoro hanno controllato cinque esercizi pubblici.
Un circolo privato di Via Belfiore è stato sanzionato dalla Polizia Municipale e dall’ASL S.I.A.N. per oltre 4000 euro per diverse violazioni amministrative. Lo stesso è avvenuto per un mini market di Via Nizza ove sono stati riscontrati diversi illeciti amministrativi che hanno portato ad una sanzione superiore ai 5200 euro.
Nel corso dell’attività, è stato controllato anche un ristorante di Corso Vittorio Emanuele II gestito da un cittadino cinese. Nel locale cucina, è stata riscontrata sporcizia accumulata nel tempo, nonché alimenti surgelati in cattivo stato di conservazione. Alcuni prodotti erano privi di copertura ed etichettatura, a volte ricoperti di ghiaccio, riposti in congelatori sporchi. Complessivamente, sono stati sequestrati quasi 130kg di alimenti. In alcuni casi le cattive condizioni di conservazione hanno impedito di individuare l’origine della specie animale. Alla luce di ciò, il titolare è stato denunciato per la cattiva conservazione del cibo. Inoltre, per le diverse violazioni amministrative riscontrate, l’esercizio è stato sanzionato per quasi 20000 euro. Altri 5000 euro di sanzione sono state elevate da personale dell’ASL S.I.A.N. che, per le irregolarità igienico-sanitarie e per la diffusa sporcizia del locale cucina, ha intimato al titolare la chiusura immediata dell’attività fino al completo riprestino degli ambienti. Personale dell’Ispettorato del Lavoro, invece, ha rilevato la presenza di due dipendenti non in regola con l’assunzione. Personale dell’ASL .TO1 S.Pre.S.A.L. ha riscontrato irregolarità sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
Nel corso dei controlli, al piano interrato, adibito a deposito, si avvertiva un forte odore di gas e per motivi di sicurezza, oltre ad i Vigili del Fuoco, è intervenuto personale tecnico dell’azienda energetica che, alla luce delle verifiche, ha interrotto la fornitura del gas all’esercizio.
L’attività del Commissariato Barriera Nizza ha avuto come teatro anche il Parco del Valentino. Lungo Viale Medaglie d’Oro gli agenti, grazie alle Unità Cinofile, i poliziotti hanno ritrovato 25 grammi tra marijuana e hashish sequestrati a carico di ignoti. Accanto allo stupefacente è stato anche ritrovato denaro contante per oltre 200 euro.

La pioggia non ferma la marea dei Babbi Natale

La pioggia non ha stoppato  il mega Raduno dei Babbi Natale, promosso per il decimo anno dalla Fondazione forma per dare un aiuto al Regina Margherita.

A migliaia si  sono radunati per il tradizionale appuntamento che quest’anno ha raccolto fondi per la ristrutturazione del reparto di Nefrologia, Gastroenterologia e Trapianti dell’ospedale  torinese. Si sono arrampicati da veri scalatori anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il direttore generale della Città della Salute, Silvio Falco. La sindaca Chiara Appendino era invece assente giustificata poichè impegnata nelle operazioni di disinnesco della bomba di  via Nizza.

Armato di coltello rapina la farmacia

Venaria Reale: operazione congiunta Carabinieri e Polizia Locale, arrestato un rapinatore

I Carabinieri e la Polizia locale di Venaria Reale hanno arrestato Marco Lombardo, 43 anni, abitante a Venaria, per rapina aggravata ai danni di una farmacia. Armato di coltello, il rapinatore ha rapinato l’incasso della mattinata

Ieri mattina, alle 11.30, la Centrale Operativa dei Carabinieri ha ricevuto la segnalazione di una rapina ai danni della Farmacia San Rocco di Via Canale di Venaria Reale.

È scattato il piano antirapina e sono stati istituiti una serie di posti di controllo in zona che hanno permesso di rintracciare il rapinatore.

La perquisizione personale ha permesso di recuperare il coltello l’intero bottino, 850 euro.

I giudizi discutibili della giuria guidata da Cristina Comencini

I premi del 37° TFF

 

Una macchina che precipita da una scogliera. A bordo c’è la moglie di un poliziotto, che tempo dopo è ancora alla ricerca degli strumenti per elaborare il lutto e che continua ossessivamente a ristrutturare la casa di famiglia. È la vicenda di A white, white day, opera seconda del regista islandese Hlynur Pàlmason che la giuria presieduta da Cristina Comencini – con Fabienne Fabe Francia), Bruce McDonald (Canada), Eran Riklis (Israele) e Teona Strugar Mitevska (Macedonia), lodata autrice di Dio esiste e il suo nome è Petrunya – ha decretato miglior film del 37° TFF (premio di Euro 18.000). Un forte ritratto umano, l’analisi profonda della rabbia e del dolore, non disgiunti dal dubbio che lentamente avvolge l’uomo sull’infedeltà della scomparsa.

Poi arrivano gli altri premi: e allora sono altri dubbi – di giochi, di mosse a tavolino, di voglia di non scontentare nessuno, pur muovendosi tra le acque instabili, poco sicure, decisamente impoverite rispetto agli anni passati, che hanno quotidianamente attraversato questa edizione – ad occupare anche la scrittura di chi prende a sommare queste ultime note. Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo va al tunisino Rêve de Noura della regista Hinde Bouyemaa, altra opera seconda, la fotografia di una donna che già non ci aveva convinto appieno per quella debolezza ad approfondire oltre la quotidianità e le sensazioni del momento il dramma femminile diviso tra un marito che esce dal carcere, ma non ha certo il desiderio di cambiare abitudini, ed un nuovo amore che non si rivelerà all’altezza.

Le migliori attrici sono le due interpreti del russo Dylda, i migliori attori sono la coppia Battiston/Fresi di Il grande passo, opera seconda di Antonio Padovan: e allora sorge spontanea la domanda perché mettere sullo stesso piano i due corpulenti e somiglianti nostri attori? perché non voler (o poter?) accorgersi quanto Battiston reciti assai più di testa, quanto poco gli basti, un brusco movimento, un silenzio di poco prolungato, un gioco più o meno percettibile degli occhi, per costruire lo spessore del suo Mario, folle ed emarginato. Fresi recita più di pancia, mette in primo piano la sua corporatura e giustamente ironizza (il regista l’aiuta con le inquadrature), è bravo e cattura lo spettatore ma forse è ancora alla ricerca di una precisa definizione, di una solida dimestichezza con i suoi personaggi, di uno studio che vada tecnicamente alle radici. Pollice decisamente verso, senza se e senza ma, per la miglior sceneggiatura a Wet season di Anthony Chen (Singapore), brutto esempio di banalità e di luoghi comuni per nulla intimamente sfaccettati che annegano la storiella tra l’insegnante di cinese e il suo allievo. Fortunatamente, ci ha pensato la Scuola Holden ad assegnare un premio per la miglior sceneggiatura a El hoyo: “Un film che onora il genere fantastico. Sorprendente e tagliente, sociale, abissale, piramidale, alimentare e verticale. Un’idea di spazio sviluppata senza un attimo di tregua”. Tanto per rimettere le cose un po’ al loro posto. All’americano, regista Paul Shoulberg, Ms. White Light soltanto il premio del pubblico: e questo ancora la dice lunga su certi giudizi.

Sono rimasti fuori titoli di cui avevamo detto nei giorni scorsi, sensibili, maturi, pronti a catturare l’attenzione e  il cervello, che non davano la sensazione di girare a vuoto, che affrontavano problemi e tematiche del nostro (povero) vivere quotidiano a volte con una stupenda sicurezza: non erano tanti i titoli in mezzo a cui andare a scavare, forse era necessario guardare con occhio più attento. O forse stiamo facendo un discorso di semplici preferenze. Anche questo è il succo di un festival. Legarci a questo o quel titolo. Assolutamente da cancellare, questo sì, anche dalla memoria, quelli più che sbiaditi passati sullo schermo in questi giorni di proiezione: e, lo diciamo ancora una volta, quest’anno non erano pochi, circa una metà dell’intero pacchetto del concorso.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, nell’ordine, scene da “A white, white day”, “”Il grande passo” e “Wet season”

Rock Jazz e dintorni. Gli Stranglers e Manuel Agnelli

Gli appuntamenti musicali della settimana 

Lunedì. Al Teatro Concordia di Venaria suonano gli Stranglers.

Martedì. Al Jazz Club si esibiscono i cantautori Margaux e Liede. Al Blah Blah è di scena il trio Datcha Mandala.

Mercoledì. All’OffTopic si esibisce Cortellino. Al Jazz Club suona il quintetto del violinista Baiju Bhatt. Al Blah Blah è di scena il duo ìì.

Giovedì. All’OffTopic si esibisce Roberto Casalino. Al Jazz Club suona un quartetto capitanato dalla vocalist Sylvia Howard. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Clavdio. Al Cafè Neruda si esibisce Tatè Nsongan.

Venerdì. Al Teatro Colosseo per 2 sere consecutive, suona la cover band Pink Floyd Legend. All’Hiroshima è di scena il vocalist Venerus. Al Supermarket anteprima di “Jazz: Re:Found” con il rapper Murubutu. Al Blah Blah suona il chitarrista svedese Thomas Silver. Al Magazzino sul Po si esibisce Nularse. All’OffTopic è di scena il gruppo “prog” Winstons. Allo Ziggy prima serata di “Ground Control Fest” con Jena , Space Paranoids e Good Advice. Allo Spazio 211 suonano i Fuh.

Sabato. Al Circolo della Musica di Rivoli è di scena Edda.Al Palco 19 di Asti arriva Manuel Agnelli. Al Teatro Concordia di Venaria si esibisce il Sunshine Gospel Choir.Al Jazz Club suona il trio del batterista Marco Betti. Al Blah Blah sono di scena i Pretty Face. Conclusione del “Ground Control Fest!” allo Ziggy con : Supasonic Fuzz, S.O.A.B, Fat Greasy Beast. Allo Spazio 211 si esibiscono i Bicurious mentre all’Astoria sono di scena gli Hate Moss.

Domenica. Al Pala Alpitour arrivano i Modà.

Pier Luigi Fuggetta

Il Fai per Crea

Il Sacro Monte di Crea, inserito dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità insieme ai Sacri Monti di Piemonte e Lombardia ha necessità di un continuo interesse verso le sue cappelle. Nel 2018 con 17.883 voti è diventato un luogo salvato dal nono censimento nazionale del Fai, secondo in Piemonte, grazie anche all’appoggio dell’associazione Ri-creare Crea. Venerdì all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato, il capo delegazione del Fai di Casale, Dionigi Roggero – presenti Gian Paolo Bardazza e Serena Monina Cerutti di Ri-Creare Crea e il rettore del Santuario monsignor Francesco Mancinelli – ha illustrato l’intervento sostenuto da Fai ed Intesa San Paolo, con un contributo di 14mila euro, che si concentra sulla Cappella del Paradiso, la più importante del complesso, dedicata all’Incoronazione di Maria e, nello specifico, riguarda il recupero del tetto e l’installazione di apparati fissi per le successive manutenzioni, pare di un restauro complessivo, che riguarda anche l’importante apparato scultoreo interno, il cui primo lotto è già terminato. Il Sacro Monte di Crea venne ideato dal priore Costantino Massino di Vercelli nel 1589 su uno dei colli più elevati del Monferrato, prima occupato da un antico castello. Una corona di 23 cappelle, culminanti in quella dedicata all’Incoronazione di Maria, detta del Paradiso, rende il luogo uno straordinario punto panoramico sulle colline circostanti e sulla catena alpina. Punto di partenza e cuore della ‘Via Sacra’ immersa nel bosco è il santuario dedicato a Santa Maria Assunta, meta di pellegrinaggi devozionali sin dal Medioevo, ma risalente, secondo la tradizione, a Sant’Eusebio, il vescovo di Vercelli che nel IV Secolo avrebbe portato ad Oropa, Cagliari e Crea le tre statue della Madonna col Bambino ancora oggi venerate.

Chi volesse partecipare al restauro delle Cappelle del Sacro Monte di Crea può contribuire versando a

Banca di Asti

Filiale 084 – Casale Monferrato

c/c Associazione per il restauro delle Cappelle del Sacro Monte di Crea

IBAN: IT96 D 060 8522 6000 0000 0025270

Massimo Iaretti

 

Il cerino alla politica mentre l’Italia sprofonda

Piemonte, Liguria e Italia vanno a pezzi e i politici scaricano sulla burocrazia. La burocrazia dice di
aver paura della magistratura e la magistratura dice d’intervenire dopo il reato e di non essere
responsabile della prevenzione ambientale.

Gli imprenditori dicono di applicare le leggi non chiare
e farraginose. Il cerino torna alla politica che ammette che lo Stato non ha soldi e l’ eventuale
indebitamento non è permesso dall’ Europa. Circolo vizioso da cui non se ne esce con Venezia
che va a fondo, con Alessandria e Genova irraggiungibili. Poi sia il centro che il sud non stanno
sicuramente meglio.
Italia  che sprofonda nel senso letterale del termine. Ma anche pezzi di società civile hanno le loro
responsabilità . Dopo appelli a non uscire di casa si deve intervenire per salvare chi è
addirittura transitato in strade chiuse al traffico. Proprio così, nulla se non poco non funziona. Tra
le poche cose che funzionano l’abnegazione di protezione civile, Vigili Urbani o del fuoco che
fanno il possibile.
Ma si è difronte ad una valanga , ora inarerstabile. Saremmo ingenerosi se imputassimo tutte le
responsabilità alla attuale classe dirigente. Il tempo fa la sua tragica parte. La responsabilità di
chi non ha voluto prevenire i fenomeni.L’ esempio più eclatante sono i terremoti.
Non sono prevedibili ma quando avvengono ci sono comportamenti e comportamenti. Viceversa c’è
l’ italico metodo di trovarsi sempre stupiti. Dopo che ci si riprende, le successive ed inutili
polemiche sulle altrui responsabilità.
Per una volta non sono i pentastellati i principali responsabili. Manco due anni che governano.
Molti nel passato hanno sperato in una loro vittoria sapendo che li avrebbero presi in
mezzo. Cosi Lega e Forza Italia che hanno governato per almeno 15 anni.
Con il PD secondo in questa classifica, circa 10 anni. Sulle crisi aziendali si ripete il copione.
Sono solo tre le regioni non interessate: Lombardia, Trentino e Calabria. Prova palese che è il
sistema Italia che non funziona. Molti sostengono che siamo vittime della globalizzazione.
Probabile ma (appunto) non unica spiegazione. Molti nel dire che sono le multinazionali cattive.
Probabile ma (appunto) nemmeno qui l’ unica spiegazione. Da decenni non esistono politiche industriali,

sia per mancanza di soldi, sia per incapacità di gestire. Lontani, remoti i tempi di quando si
costituiva l’Iri , acronimo di Istituto Ricostruzione Industriale. O di quando il Governo Parri mandò
Enrico Mattei liquidatore dell Agip. Contravvenendo al mandato fece grande l’industria di Stato
pagando con la vita. Non possiamo vivere sugli allori.
Nessuna sospensione delle regole democratiche. Soluzioni a più livelli: aiuto dall’Europa, commissario europeo
con ruolo nazionale e singoli commissari regionali.
Come non può essere un italiano commissario dell’ Europa non possono essere commissari
regionali coloro che operano in regione. A situazioni di emergenza risposte di emergenza. Di fatto l’Italia è
fallita e solo delle convenzioni ed interessi internazionali possono dare speranza. Non sto sta parlando o vaneggiando.
Sono consapevole che è difficilmente realizzabile, ma francamente non vedo altre vie d’uscita credibili.

 

Patrizio Tosetto

L’appello “anti-inciucio” di FdI per le Comunali di Torino

 Riceviamo e pubblichiamo

MONTARULI-MARRONE : “APPELLO AL CENTRODESTRA, TROVIAMO UN CANDIDATO SINDACO  ENTRO LA PRIMAVERA. MAI CON IL PD, MAI CON IL M5S”

Il patto anti-inciucio lanciato a Roma da Giorgia Meloni arriva anche a Torino: Mai con il PD, Mai con il Movimento 5 Stelle.
“Soprattutto nel capoluogo che ha provato sia il PD, sia i grillini, l’alternativa è solo il centrodestra”, a dichiararlo sono la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e il capogruppo di Fdi in Regione Piemonte Maurizio Marrone, dal gazebo di oggi nel quartiere Vallette. “Il nostro appello è pertanto innanzitutto a Lega e Forza Italia: troviamo un candidato sindaco. Non abbiamo preclusioni, purché sia una persona capace, stimata e radicata sul territorio. Occorre iniziare a lanciare idee sui nomi entro la prossima primavera – proseguono Montaruli e Marrone -, ricorrendo, qualora si rendesse necessario, anche allo strumento delle primarie. Una cosa è certa: questa volta il centrodestra non arriverà all’ultimo minuto. Lo dobbiamo ai torinesi, che non meritano la follia pentastellata, né chi fa finta opposizione a Torino ma a Roma cede alla loro incapacità come il PD, consentendo di fatto un’amministrazione disastrosa. Ultimo caso,in ordine cronologico, la gestione dello sgombero della Cavallerizza Reale”.

Il Toro vince a Genova

I Granata hanno vinto contro il  Genoa 1-0 (0-0) nel secondo anticipo della 14a giornata di campionato di calcio di Serie A nello stadio del capoluogo ligure.

A segnare Bremer al 32′ del secondo tempo, a riscatto della sconfitta in casa con l’Inter. Ora il Torino sale a quota 17 in classifica, e si piazza al decimo posto. In crisi il Genoa, terzultimo a 10 punti.

1999-2019. Il Museo Accorsi – Ometto compie vent’anni

Una giornata di festa, con apertura non stop, a ingresso libero e gratuito

Martedì 3 dicembre, ore 10 – 22

Oggi sicuramente fra i riferimenti più importanti e prestigiosi nell’ambito del panorama artistico ed espositivo torinese, il Museo Accorsi – Ometto compie, martedì 3 dicembre, i suoi primi vent’anni.

Ospitato in un edificio storico seicentesco di via Po, al civico 55 di Torino (dove, in alcuni locali, soggiornò anche Antonio Fontanesi che lì morì il 17 aprile del 1882), l’intero palazzo venne acquistato nel 1956 dal celebre antiquario torinese Pietro Accorsi (1891 – 1982), che adibì il piano nobile a sua abitazione e a galleria d’arte e i cui beni, alla sua scomparsa, vennero affidati ad una Fondazione con il ben preciso scopo di realizzarne un Museo. Il primo in Italia dedicato alle Arti Decorative. Ad aprirlo e ad inaugurarlo, per l’appunto vent’anni fa, nel 1999, dopo lunghi anni di ristrutturazione e secondo le precise direttive dell’Accorsi, fu lo stesso presidente della Fondazione, Giulio Ometto. Origini veronesi di Legnago e improvvisamente deceduto nel giugno scorso, Ometto ha saputo, con grande competenza e passione, dare vita ad una struttura che oggi può contare su 27 sale espositive ed oltre 3mila opere d’arte fra dipinti, ceramiche, mobili, arredi, cristalli ed arazzi di altissimo valore, portati “a casa” nel tempo grazie a importanti acquisizioni tese viepiù ad ampliare le precedenti collezioni. Vent’anni, dunque. Da festeggiare alla grande e durante i quali “la nostra bellezza – recita la locandina d’invito – non passa di moda”.
Così, tanto per iniziare, martedì 3 dicembre, il Museo resterà aperto dalle 10 alle 22 con ingresso libero e gratuito: dodici ore, durante le quali sarà possibile visitare le collezioni permanenti e la mostra dedicata al grande ritrattista livornese Vittorio Corcos (“L’avventura dello sguardo”), in programma fino al 16 febbraio 2020. “L’intera giornata – sottolinea il direttore Luca Mana – sarà un omaggio al nostro pubblico che, in questi anni, ci ha seguiti calorosamente e a tutti coloro che hanno contribuito a fare del Museo un punto di riferimento culturale della città di Torino e della Regione Piemonte”. Un ricordo particolare sarà dedicato al presidente Giulio Ometto, “per rileggere il passato dello stesso Museo e trarre dalle esperienze vissute gli elementi utili a creare nuove idee che possano farlo crescere ulteriormente in futuro”. E proprio in quest’ottica, alle 18, in sala conferenze, il professor Vittorio Natale parlerà della collezione di opere medievali, recentemente incrementata da una serie di trittici trecenteschi e rinascimentali provenienti dall’eredità dell’indimenticato presidente e di un disegno attribuito al manierista Francesco Salviati, raffigurante l’ “Allegoria dell’Arno”; seguirà alle 18.30 la presentazione del volume “Residenze della Nobiltà Italiana” a cura di Fabrizio Antonielli d’Oulx, presidente di VIVANT, l’Associazione per la valorizzazione delle tradizioni storico-nobiliari.
Momenti di particolare interesse saranno, a partire dalle 19, l’inaugurazione dell’installazione (in sottili, visionarie e leggere strutture d’acciaio) “WEHMUT – MELACHOLIA” dell’artista torinese – germanista, nonché docente di “Plastica Ornamentale” all’Accademia Albertina – Luisa Valentini e, in Museo, la presentazione della sala, allestita ex novo, dedicata alle arti del Gotico e del Rinascimento e le tavole di Natale, imbandite con preziosi servizi in porcellana e argenterie provenienti da importanti famiglie aristocratiche piemontesi, realizzate sempre in collaborazione con VIVANT.

Per info: Museo Accorsi – Ometto, via Po 55, Torino; tel. 011/ 837 688 int. 3 o www.fondazioneaccorsi-ometto.it

Gianni Milani

Nelle foto

– Museo Accorsi -Ometto: “Salotto Piffetti”
– Giulio Ometto e Pietro Accorsi
– Luisa Valentini: “Wehmut – Melacholia”, installazione in acciaio