ilTorinese

Emergenza virus, assunti nuovi specializzandi

Sono 29 i primi medici specializzandi universitari assunti per l’emergenza coronavirus covid19 dalle Aziende sanitarie del territorio in Piemonte.

In particolare, 10 sono destinati alla Città di Torino, 2 alla Asl TO3, 3 al San Luigi di Orbassano, 2 al Mauriziano, 1 all’Asl TO 4, 2 alla Asl CN 1, 1 al Croce Carle di Cuneo; 4 alla Asl di Asti, 1 alla Asl di Biella, 3 all’Azienda ospedaliera di Alessandria.

Al bando di ieri per il reclutamento di medici disponibili a prestare assistenza nelle Aziende sanitarie della Regione Piemonte, hanno già risposto in 150 ed ora le loro candidature sono al vaglio dell’Unità di crisi per l’assegnazione ai diversi presidi ospedalieri.

BANDO ASSUNZIONI INFERMIERI

Intanto, sul sito della Regione Piemonte è appena stato pubblicato l’analogo bando per il reclutamento degli infermieri. Vedasi al link https://bandi.regione.piemonte.it/gare-appalto/procedura-speciale-legata-allemergenza-covid-19-acquisizione-manifestazione-interesse-0

Il grande impegno delle forze dell’ordine nella lotta contro il virus

Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione dei Segretari Generali del SIULP, SAP, Federazione COISP, SIAP, FSP, SILP CGIL

polizia bombe cartaUn appello accorato dai sindacati di polizia di Torino rivolto a tutte le altre forze dell’ordine affinché seguano coraggiosamente il loro esempio, unendosi a tutti i cittadini responsabili, nella lotta contro il contagio del coronavirus che sta sconvolgendo la vita degli italiani e non solo. I poliziotti sono abituati a combattere ma in questo caso la lotta è contro un nemico subdolo e invisibile verso il quale i tutori dell’ordine oppongono, oltre ai servizi di prevenzione, repressione e di assistenza ai cittadini, comportamenti virtuosi e preventivi, modificando i loro orari di lavoro.

Il messaggio delle Autorità sanitarie, del Governo e dei Presidenti delle regioni è inequivocabile: “rimanere a casa il più possibile”. Proprio in virtù di questa intimazione diretta a limitare il contagio del virus, i sindacati di Polizia con grande senso di responsabilità, hanno condiviso con il Questore di Torino e con i Dirigenti dei Compartimenti competenti, la modifica degli orari di lavoro di tutti gli Uffici della polizia della provincia di Torino, pur sapendo di dover temporaneamente stravolgere la vita dei colleghi. I molteplici disagi per sopperire alle esigenze personali, famigliari e dei propri figli o dei genitori anziani nonché quelli di servizio, sono il grave prezzo che dovranno pagare per adempiere all’obbligo morale di limitare al massimo la compresenza negli uffici, contribuendo a frenare il contagio.

Questo orario estremo, continuano le OOSS, consente ai tutori dell’ordine di adempiere al loro dovere e di garantire comunque la sicurezza dei cittadini, limitandoli ad uscire di casa  3 giorni su 7 (garantendo comunque la continuità lavorativa 6 giorni su 7 con il 50% del personale ogni giorno negli uffici e permanendo i turni h.24 del controllo del territorio e delle pattuglie infoinvestigative e i servizi esterni) evitando di diventare vittime o mezzo di un eventuale contagio. Un immane sforzo e sacrificio richiesto agli uomini ed alle donne in divisa per rispondere con determinazione e orgoglio agli appelli provenienti dalle Autorità competenti, appelli tristemente avvallati dai dati piemontesi e della provincia di Torino sul numero dei deceduti, dei positivi sottoposti a quarantena,  e dei ricoverati in terapia intensiva. Una scelta forte, per dimostrare la solidarietà verso i più deboli e coloro che sono più a rischio di ospedalizzazione, limitando il più possibile il contagio attraverso l’adozione di orari di lavoro gravosi  (12 ore consecutive), con il giorno successivo di riposo. Un grande ed esemplare sacrificio che si auspica, nell’interesse della salute pubblica, venga seguito anche dalle altre forze dell’ordine e dalle polizie locali. Se è vero, come purtroppo è vero, che ci troviamo in una lotta senza tregua contro un nemico pericoloso e invisibile, dall’ultimo agente al Questore di Torino, i poliziotti, pur salvaguardando la loro mission, in questa battaglia, per il bene di tutti, stanno rinunciando temporaneamente, a una parte dei propri diritti.

Un esempio che speriamo non resti isolato, sottolineano i sindacati di Polizia, ma che tocchi il cuore e le coscienze di altre organizzazioni e, laddove possibile, seguano l’iniziativa intrapresa dai poliziotti di Torino. Non è il momento di fare gli eroi credendosi immuni, anche perché il coraggio, oggi, è proprio di coloro che responsabilmente, coscienziosamente e intelligentemente restano chiusi in casa il più possibile, concorrendo a contenere il contagio del coronavirus. #insiemecelafaremo

Ufficio Stampa: SIULP – SAP – COISP – SIAP – FSP – SILP CGIL

Covid-19, isolamento volontario per 121 alla Juventus

Verificato il caso di positività del giocatore  Daniele Rugani dopo il test per il Coronavirus 121 persone, tra calciatori,  staff, dirigenti, accompagnatori e dipendenti di Juventus stanno osservando un periodo di isolamento domiciliare volontario

La decisione in osservanza a quanto previsto  dalle autorità sanitarie nel rispetto delle disposizioni attualmente vigenti. Ne ha dato  notizia la società bianconera

Scioperi nelle fabbriche per il diritto alla salute ai tempi del virus

In Piemonte, da ieri, in diverse provincie come Asti, Vercelli e Cuneo sono in corso nelle fabbriche fermate e scioperi, ad esempio presso Mtm, Ikk, Dierre, Trivium

Le adesioni sono elevate, informa la Fiom Cgil Piemonte. “In queste ore nelle fabbriche c’è confusione e  c’è panico anche perché si registrano i primi casi di contagio: in alcuni casi, non vengono resi pubblici dalle aziende” commenta il segretario generale della Fiom Cgil Piemonte, Vittoria De Martino.

“Così non va bene.  Sta accadendo che, salvo in rari casi, nelle fabbriche non c’è modo di rispettare le regole invocate dal Governo, anche perché non è chiaro quali siano i mezzi di protezione individuale da adottare laddove non è garantita la distanza di sicurezza. Ecco perché gli imprenditori e le istituzioni dovrebbero rassegnarsi a fermare la produzione, almeno fino a quando non si riesce a riorganizzare realmente in sicurezza” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito alla recente situazione venutasi a creare in almeno una decina di fabbriche piemontesi.

“In assenza di risposte volte alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori si deve andare ad una protesta generale”, sostiene Ezio Locatelli segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino. “Lo chiedono in queste ore molte realtà di fabbrica. Le ultime misure del governo che riguardano le attività produttive e di ufficio, sono a dir poco insufficienti perché, in materia di lavoro, lasciano l’ultima parola ai padroni: i lavoratori prendano le ferie o siano costretti a lavorare a loro rischio e pericolo. Nei confronti dei lavoratori mancano misure di protezione”.

Locatelli: (Prc-Se), coronavirus: “i lavoratori non vanno mandati allo sbaraglio”

“Sciopero per il diritto alla salute e al reddito” “In assenza di risposte volte alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori si deve andare ad una protesta generale”, sostiene Ezio Locatelli segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino.

“Lo chiedono in queste ore molte realtà di fabbrica. Le ultime misure del governo che riguardano le attività produttive e di ufficio, sono a dir poco insufficienti perché, in materia di lavoro, lasciano l’ultima parola ai padroni: i lavoratori prendano le ferie o siano costretti a lavorare a loro rischio e pericolo. Nei confronti dei lavoratori mancano misure di protezione. Assurdo e criminale che in alcune aree a forte industrializzazione e contagio come la bassa Valseriana (Bergamo) i lavoratori siano stati costretti a lavorare e si continui ancor oggi a lavorare privilegiando gli interessi delle aziende. Lo si è fatto con l’assenso di tutte quelle forze, Lega di Salvini in testa, che un giorno dicono una cosa e un giorno ne dicono un’altra. Intanto gli infettati e i decessi aumentano in tutto il Paese. Interrompete le attività in tutti i settori che non hanno a che fare con la lotta al coronavirus, con i servizi essenziali, la sussistenza delle persone. Lo si faccia in piena garanzia del reddito per chi lavora. La vita delle persone e dei lavoratori vale più dei profitti dei padroni! Se ci costringono a lavorare nonostante tutto cosa aspetta il sindacato a dichiarare sciopero generale?”

Rivalta più verde grazie a 25 nuovi alberi

Da oggi i giardini pubblici tra via Togliatti e via Moriondo sono un po’ più verdi

Nei giorni scorsi  sono state messe a dimora venticinque nuove piante, grazie alla collaborazione di Pasta & Company Group, realtà imprenditoriale da più di venticinque anni attiva sul territorio rivaltese.

La nuova piantumazione rientra tra le iniziative della campagna “Un Albero in più”, lanciata negli scorsi mesi dalla Comunità Laudato Sì e dal WWF Italia per invitare gli italiani a piantare 60 milioni di alberi, campagna alla quale la Città di Rivalta ha aderito con entusiasmo e partecipazione.

L’area scelta per l’intervento si estende su una superficie di 12.000 metri quadri e, pur essendo in parte già piantumata, risulta adatta alla messa a dimora di nuovi alberi proprio in virtù della sua considerevole estensione.

«Piantare alberi fa sempre bene, mettere a dimora nuove piante significa realizzare un’infrastruttura si salute pubblica» commenta il sindaco di Rivalta Nicola de Ruggiero. «Oggi, grazie all’attenzione di un’azienda rivaltese, piantiamo 25 carpini nell’area verde di via Moriondo e siamo certi che questa sarà solo la prima testimonianza di attenzione delle nostre tante ditte verso il territorio».

Pasta & Company Group si è fatta carico degli oneri di piantumazione e si è resa disponibile a garantire il primo anno di manutenzione e attecchimento degli alberi. «Abbiamo deciso di essere ancora più attenti all’ambiente, restituendo all’ecosistema parte di quello che preleviamo per la produzione aziendale – spiega Carlo Nardo direttore e socio fondatore di Pasta & Company Group – e per questo motivo abbiamo lanciato il progetto “Alberi per la Vita”, il cui primo tassello è proprio la messa a dimora qui a Rivalta di 25 carpini nell’area verde comunale limitrofa alla nostra azienda» .

Non sarà questo l’unico intervento nell’area di via Togliatti. Saranno infatti presto individuate sempre nei giardini di via Toglietti altre zone da riservare per la messa a dimora di nuovi alberi, vista la volontà dell’azienda di voler procedere in futuro ad altre piantumazioni.

La Città continuerà a promuovere l’iniziativa “Un Albero in più”, rinnovando l’invito ai rivaltesi, alle associazioni e alle società private affinché realizzino progetti di forestazione urbana.

Covid-19, in Piemonte 43 vittime e 130 in terapia intensiva

Il comunicato della Regione delle ore 13,30 di venerdì 13 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE, SALGONO A 43 I DECESSI, 130 I RICOVERI IN TERAPIA INTENSIVA

 Sono 14 i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del “coronavirus covid19”, rilevati tra la notte di ieri e questa mattina dall’Unità di crisi.

 Complessivamente il totale dei deceduti è di 43, di cui il 70% uomini e il 30% donne. L’età media è di 80 anni.

Il totale dei decessi appare così ripartito per provincia di residenza: 17 ad Alessandria, 10 a Torino, 4 a Biella, 4 a Novara, 3 a Vercelli, 2 ad Asti, 2 a Cuneo, 1 nel Vco.

 Attualmente sono 130 i pazienti ricoverati in terapia intensiva.

 L’aggiornamento sui dati dei casi positivi verrà comunicato nel bollettino del pomeriggio.


Il comunicato della Regione Piemonte di giovedì 12 marzo, ore 19

CORONAVIRUS PIEMONTE, QUATTRO NUOVI DECESSI, 107 IN RIANIMAZIONE – IN ARRIVO NUOVI MEDICI E SPECIALIZZANDI NEGLI OSPEDALI – BANDO PER GLI INFERMIERI – NUMERO VERDE SANITARIO

QUATTRO DECESSI

Sono quattro i decessi in Piemonte riscontrati positivi al test del coronavirus covid19 e comunicati oggi pomeriggio dall’Unità di crisi. Si tratta di  un uomo del Torinese, di 80 anni deceduto a Ciriè, una donna 81enne del Vercellese deceduta all’ospedale Maggiore di Novara, un 83enne vercellese deceduto a Vercelli e un uomo di 68 anni del torinese, deceduto all’ospedale Martini di Torino.

BOLLETTINO CONTAGI H. 19.00

In Piemonte, le persone risultate positive al “Coronavirus Covid-19” sono al momento 689.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti: 209 a Torino, 70 ad Asti, 136 ad Alessandria, 48 a Biella, 33 a Cuneo, 48 a Novara, 29 a Vercelli e 23 nel Verbano-Cusio-Ossola. I casi positivi provenienti da fuori regione sono 23, mentre 70 sono ancora in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoveri in terapia intensiva sono 107, in altri reparti 452, in isolamento domiciliare 103. Complessivamente, i decessi sono 29.

Il comunicato della Regione Piemonte di giovedì 12 marzo, ore 13

CINQUE DECESSI

Sono cinque i deceduti, risultati positivi al covid19, tra la giornata di ieri e fino a questa mattina. Si tratta di tre uomini (uno alessandrino di 92 anni mancato ad Alessandria, un cosentino di 65 anni a Torino, e un torinese di 87 anni ad Ivrea) e due donne (una torinese di 59 anni a Torino e una cuneese di 86 anni a Bra).

BOLLETTINO CONTAGI H. 13.00

In Piemonte le persone risultate positive al “Coronavirus Covid-19” sono al momento 580.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti: 187 a Torino, 69 ad Asti, 132 ad Alessandria, 39 a Biella, 24 a Cuneo, 32 a Novara, 25 a Vercelli e 18 nel Verbano-Cusio-Ossola. I casi positivi provenienti da fuori regione sono 20, mentre 34 sono ancora in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoveri in terapia intensiva sono 97, in altri reparti 368, in isolamento domiciliare 89. Complessivamente, i decessi sono 25.

Sospese Ztl e pagamento strisce blu

Dal 13 al 25 marzo sono sospese le aree per la sosta a pagamento a raso delimitate con le “strisce blu” e la ZTL Centrale.

 

L’Ordinanza della Città di Torino è in relazione alle misure urgenti Governative in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

 

Nel Provvedimento sono esclusi dalla sospensione i parcheggi automatizzati (a barriera) e quelli in struttura gestiti da G.T.T. e nella ZTL le aree ZTL “Trasporto Pubblico, Pedonale e Area Romana”.

Emergenza sanitaria: anche a Torino l’Esercito al servizio della gente

Continua l’impegno dei militari  su tutto il territorio nazionale per concorrere insieme alle altre istituzioni al contenimento e al contrasto del Covid 19
La Forza Armata sin dai primi giorni dell’emergenza Covid – 19 ha reso disponibili su tutto il territorio nazionale uomini, donne, mezzi e infrastrutture. 
La professionalità, lo spirito di sacrificio e l’impegno che in ogni circostanza hanno sempre caratterizzato i soldati dell’Esercito, sono stati messi al servizio del “Sistema Paese”.
Già agli inizi di febbraio il Comando Logistico dell’Esercito attraverso una pronta ed efficace azione di coordinamento di diversi assetti, ha reso possibile il soggiorno dei nostri connazionali rientrati dalla Cina, presso le infrastrutture del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, del policlinico militare del celio adeguatamente allestite per ospitare diversi nuclei familiari.
Oggi l’impegno della Forza Armata risulta molto più articolato e diversificato, a partire dal personale sanitario militare, più di 60 unità tra medici e infermieri di ogni ordine e grado, sono stati inviati negli ospedali di Lodi, Alzano Lombardo e presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano per ridurre il carico di lavoro dei nosocomi civili della Regione Lombardia.
A tal fine sono state messe a disposizione diverse infrastrutture militari in tutta la penisola, un Ospedale da Campo e 5 ambulanze che garantiscono la disponibilità di circa 3.500 posti letto pronti per essere utilizzati in caso di necessità.
Su tutto il territorio nazionale gli oltre 7.000 militari dell’Operazione Strade Sicure a disposizione delle autorità prefettizie per il controllo del territorio e il rispetto delle misure di prevenzione emanate dal Governo, proseguono il loro diuturno lavoro in stretto coordinamento con le altre Forze di Polizia. Inoltre 72 Ufficiali di collegamento collaborano con 36 prefetture per una aderente attività di coordinamento nonché pronta capacità di risposta con le unità operative, logistiche e sanitarie dell’Esercito
Un elicottero dell’Esercito è già intervenuto in concorso alla regione Piemonte, per il trasporto urgente di personale sanitario da Torino ad Alessandria, al fine di rafforzare le capacità di rianimazione e chirurgia.
Infine circa 60 soldati provenienti dal reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito sono costantemente a disposizione per garantire il traffico merci sulla rete ferroviaria.
Un lavoro costante e prezioso di tutto il personale dell’Esercito che ancora una volta conferma di essere l’elemento portante di una Forza Armata efficiente, coesa e pronta ad affrontare qualsiasi sfida per la sicurezza interna ed esterna dell’Italia.

Coronavirus interrompe attività nella sede de “La Stampa”

Una nota della società editoriale Gedi, che pubblica il quotidiano  informa che ‘Un dipendente poligrafico della Stampa è risultato positivo al coronavirus. L’azienda ha subito informato le autorità competenti ed avviato il protocollo interno per mettere in sicurezza ambiente di lavoro, poligrafici e redattori. La redazione proseguirà l’attività in modalità ‘smart working’, garantendo così, come sempre, l’informazione web e cartacea ai propri lettori. L’attività in redazione riprenderà al termine delle attività di bonifica delle autorità sanitarie preposte”.  Nella foto la sede del quotidiano in via Lugaro.