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La solidarietà del Veneto: azienda dona strumenti sanitari

La I-TECH Medical Division, un’azienda veneta, ha donato alla sanità piemontese centinaia di pulsossimetri  (dispositivi per la misurazione della saturazione di ossigeno nel sangue) e termometri digitali a infrarossi  per la misura della temperatura a distanza.

Il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia ringrazia  Massimo Marcon e Matteo Zennaro, rappresentanti dell’azienda,  per questa inaspettata ma quanto mai preziosa donazione:  “Sarà mia premura attraverso l’assessore alla Sanità Luigi Icardi  far recapitare nel più breve tempo possibile le attrezzature devolute presso le Asl del Piemonte. In questi giorni molto difficili per il nostro Servizio sanitario regionale, – continua il presidente Allasia – anche un piccolo gesto diventa importante. Chi può, in questo momento deve donare, è un dovere civico, una chiamata al senso di responsabilità e solidarietà. Per fortuna la generosità di aziende, enti e singoli cittadini si sta manifestando in modo importante anche in Piemonte, cosa che mi inorgoglisce”.

La I-TECH precisa che con questo gesto vuole sensibilizzare tutte le aziende italiane a donare:  “In momento di difficoltà dobbiamo essere uniti e dimostrare che crediamo in questo meraviglioso paese che è l’Italia. Il primo obiettivo che abbiamo oggi è sconfiggere Covid-19, subito dopo viene la conservazione dei posti di lavoro per garantire il sostegno delle famiglie, il futuro delle generazioni a venire, il sostentamento degli anziani, la salute pubblica e la pace sociale”.

Covid-19, il commissario: “Emergenza epocale, Ma c’è un po’ di luce in fondo al tunnel”

Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus per il Piemonte, Vincenzo Coccolo, già “uomo delle alluvioni” che seguì le calamità naturali che investirono il territorio regionale nelle precedenti giunte regionali tra metà anni ’90 e anni 2000, è operativo da ieri

“L’emergenza è epocale ben al di là di quelle di tipo geologico sismico e umanitario che abbiamo gestito a livello locale e nazionale. Questo contesto è di grandissima criticità, però si sta vedendo un po’ di luce in fondo al tunnel. Il sistema Piemonte sta rispondendo al meglio, all’interno della comunità piemontese ci sono tutti gli anticorpi e le capacità per superare le difficoltà”, ha detto.

“Quando sarà passata l’emergenza sanitaria  – ha concluso – ci sarà da affrontare quella di tipo sociale che si presenterà  nelle prossime settimane, nei prossimi mesi”.

Pensare al dopo. Ora

Un intelligente, e dotto, intervento di Alberto Negri sul Manifesto ricorda gli effetti della peste medievale sull’economia e sul lavoro dell’epoca.

Una strage che portò alla morte del 35/40% degli europei ma che garantì, ai sopravvissuti, un deciso miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, con un incremento delle retribuzioni (non solo in Europa)…

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Pensare al “dopo”. Ora. Perché andrà tutto bene solo a chi anticipa il cambiamento

Carrefour, i dipendenti hanno ripreso l’attività

E’ rientrata la protesta dei lavoratori del supermercato Carrefour di corso Montecucco a Torino

Ieri i commessi e cassieri  hanno protestato per la mancanza delle mascherine a tutela loro e dei clienti.  Hanno spiegato all’ingresso del supermercato,  che è uno dei più grandi della città, che avrebbero ripreso l’attività solo dopo avere ottenuto le protezioni. Così è avvenuto nel corso della giornata e i dipendenti hanno ripreso il lavoro.

Matuidi secondo bianconero positivo

Dopo Daniele Rugani c’è un secondo calciatore della Juventus positivo al coronavirus

E’ il centrocampista francese Blaise Matuidi, così ha comunicato la società bianconera. Da mercoledì 11 marzo si trova in isolamento volontario domiciliare, verrà monitorato e seguirà lo stesso regime. E’ asintomatico e sta bene.

Cacreri, i garanti: “Urgente ridurre il numero dei detenuti”

“Una comunità che conta in Piemonte circa 4.600 detenuti nelle 13 carceri per adulti ed un istituto penale per minori con una capienza effettiva complessiva di solo 3.700 posti, con oltre 3.000 agenti di polizia penitenziaria e circa 500 operatori dei vari settori, rappresenta una situazione solo parzialmente protetta: i detenuti e gli agenti in primis ne sono consapevoli”

I GARANTI DEI DIRITTI DEI DETENUTI PIEMONTESI SI RIVOLGONO ALLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA: “LA SITUAZIONE IMPONE DECISIONI STRAORDINARIE, COME A ROMA, MILANO, NAPOLI. OCCORRONO OCCHI E METRI DIVERSI DALL’ORDINARIO. URGENTE RIDURRE IL NUMERO DEI DETENUTI.” PUBBLICHIAMO IL LORO INTERVENTO

Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte e il Coordinamento regionale dei  Garanti comunali piemontesi delle persone detenute o private della libertà intendono esprimere pubblicamente la propria preoccupazione per la fase attuale che vive la comunità penitenziaria italiana, ma quella piemontese nello specifico.

Sono urgenti interventi straordinari per far diminuire la presenza di detenuti nelle carceri del Piemonte: in questi minuti arriva la notizia di un primo caso di contagio nel carcere di Voghera, inevitabilmente altri ne seguiranno.

Una comunità che conta in Piemonte circa 4.600 detenuti nelle 13 carceri per adulti ed un istituto penale per minori con una capienza effettiva complessiva di solo 3.700 posti, con oltre 3.000 agenti di polizia penitenziaria e circa 500 operatori dei vari settori, rappresenta una situazione solo parzialmente protetta: i detenuti e gli agenti in primis ne sono consapevoli.

Le condizioni di vivibilità negli ambienti insalubri, ristretti e chiusi delle nostre carceri sono ordinariamente precarie, ora con il rischio contagio in un contesto di sovraffollamento grave si rivelano tutte le vulnerabilità del sistema: impossibile pensare che nei nostri penitenziari si possano mettere in atto misure di distanziamento sociale o di prevenzione richieste per l’esterno.

La sfida finora è stata prevalentemente quella di bloccare all’ingresso ogni possibile fonte di contagio per un mondo chiuso, ma permeabile alla società esterna: le decisioni messe in campo hanno inciso pesantemente sul versate della popolazione detenuta, ma rimane aperta la sponda degli operatori che garantiscono il funzionamento della macchina detentiva.

Noi non possiamo che auspicare che il contesto sia ben presidiato e in questi giorni abbiamo continuato a segnalare situazioni e problematiche emergenti allo sguardo dell’osservatore esterno quale è un garante.

Abbiamo sollecitato e richiesto un’efficace ed efficiente presa in carico della situazione da parte dell’Assessorato alla Sanità e poi dell’Unità di Crisi, ben consapevoli che l’Amministrazione penitenziaria ed i singoli Direttori (laddove presenti!) non potessero e dovessero fare da soli.

Ora lanciamo un pubblico appello alla Magistratura giudicante e di sorveglianza affinché possano – nell’immediato – affrontare di petto la situazione: nessun istituto penitenziario piemontese ha, ad oggi, gli spazi fisici né i posti letto separati necessari per gestire in sicurezza numeri significativi di casi di sospetti contagi o tanto meno numeri rilevanti di casi positivi asintomatici o nelle fasi lievi o iniziali.

Si tratta certo di pensare a piani straordinari dal punto di vista organizzativo delle carceri, ma in questi giorni abbiamo dovuto registrare l’arrivo di decine di detenuti sfollati da altri istituti danneggiati dalle rivolte e questo ha vanificato in molti casi gli sforzi riorganizzativi messi in campo per ricavare spazi e zone di isolamento.

Diventa dunque di impellente urgenza un intervento straordinario della Magistratura, in particolare quella di Sorveglianza, volto all’immediato deflazionamento della presenza in carcere, in linea con le previsione del decreto-legge “Cura Italia”, il Governo ha infatti previsto misure innovative o deroghe ai vincoli per permettere maggior celerità e maggior ampiezza di intervento. Si calcola che l’effetto delle nuove misure possa essere alquanto contenuto, ma si spera possa rappresentare l’inizio di un percorso: il Garante nazionale segnala che il numero complessivo di coloro che devono scontare una pena fino a sei mesi, senza altre pendenze, è oggi pari a 3.785, mentre il complessivo numero di coloro che devono scontare una pena o un residuo pena fino a un anno sale a 8.629. Come Garanti territoriali sottolineiamo che nell’ordinamento italiano sono già presenti norme e strumenti giuridici di esecuzione penale alternativi alla reclusione e che l’emergenza ne esiga la più veloce attivazione.

Indubbiamente un ruolo decisivo – anche in questo frangente – avranno le valutazioni del singolo magistrato in merito alla reale dimensione della problematica attuale e soprattutto di quello che si rischia di dover affrontare nei prossimi giorni.

Pur nella consapevolezza della difficoltà di lavorare in questa emergenza, riteniamo nostro imprescindibile dovere ricordare che la situazione attuale – per come noi la conosciamo dall’interno delle varie comunità penitenziarie piemontesi – esige di affrontare con occhi e metri diversi i casi che giungono all’attenzione del Magistrato.

Su questa emergenza l’impegno dei Garanti, come quello degli Avvocati e dell’Amministrazione Penitenziaria deve essere al fianco della Magistratura, filtro necessario di ogni provvedimento deflattivo del carcere, per cercare di garantire tempi certi e necessariamente celeri.

 

Bruno Mellano, Alessandro Prandi, Marco Revelli, Paola Ferlauto, Sonia Caronni, Mario Tretola, Paola Perinetto, don Dino Campiotti, Paolo Allemano, Monica Cristina Gallo, Silvia Magistrini, Manuela Leporati.

Le vignette di Mellana

La vignetta importante di oggi è quella che disegnò Adolphe Willette agli inizi del ‘900

Come si noterà nulla è cambiato da allora. Gli altri (lo straniero in genere ma anche i veneti, i siciliano, ecc…) sono visti come un unico corpus che si muove e agisce come un solo individuo. A volte secondo quello che a noi fa piacere a volte quello che fa dispiacere.
Pertanto parliamo di cinesi, inglesi, francesi, tedeschi, islamici, ecc.. affibbiando a loro le colpe e le responsabilità magari di un solo idiota (come quel medico inglese tal  Christian Jessen che dice che stiamo a casa perché siamo un popolo-appunto- di pigri).  Quindi se questo coglione dice che siamo pigri, tutti gli inglesi sarebbero coglioni … Pertanto se un giornale francese sputazza sulla nostra pizza tutti i francesi sono figli di…. I cinesi (tutti ovviamente) erano degli untori sino a due giorni fa e ora sono (tutti ovviamente ) da benedire perché ci mandano gli aiuti. Pare che al mondo non esistano più due cose: i Governi e le responsabilità individuali. E invece esistono tutte e due ed esistono solo loro.
Chi, per calcolo politico, le confonde e le annega nel corpo di un popolo è sostanzialmente un pericoloso guerrafondaio molto più pericoloso di un qualunque virus.
Claudio Mellana

Un minuto di silenzio per le vittime del Bardo

Il  18 marzo ricorre il 5° anniversario della strage terroristica del Museo del Bardo di Tunisi

Per l’emergenza sanitaria non è prevista la commemorazione davanti a Palazzo Civico come nei precedenti anniversari, ma la Sindaca Chiara Appendino invita tutti i Dipendenti del Comune di Torino a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime alle ore 12 di mercoledì.

Nell’attentato terroristico avvenuto il 18 marzo 2015 all’esterno e all’interno del Museo del Bardo vennero uccise molte persone, tra cui due torinesi e numerosi altri furono feriti, che si trovavano a Tunisi durante una sosta della crociera alla quale partecipavano.

Fra le vittime Antonella Sesino, funzionario del Comune di Torino, e Orazio Conte, marito di una dipendente comunale a sua volta rimasta ferita nell’attentato terroristico.

Bilancio, Ruzzola (Fi): “Già varate prime misure per emergenza”

“Apprendiamo che il PD propone le proprie ricette per il Bilancio regionale 2020  alla luce delle nuove condizioni determinate dal Coronavirus ponendosi in contrapposizione con la Giunta. Tutte le proposte sono ben accette ma si potrebbe loro rispondere quello che ha detto proprio oggi il vice segretario nazionale Orlando: “Le polemiche, in questo momento, servono a poco e fanno perdere del tempo. Dobbiamo essere concentrati a risolvere i problemi, non a descriverli o a dare la colpa agli altri”. 

E’ un dato di fatto che PD in questo momento di grande difficoltà per tutti non si è accorto che la Giunta non è restata con le mani in mano e ha già messo in campo delle misure. Ha disposto immediati pagamenti per 200 milioni di euro nei confronti dei fornitori della Regione onde erogare della liquidità in modo particolare ai Comuni, alle Cooperative e alle Associazioni.
Ha lanciato una moratoria delle rate per 110 milioni di euro nei confronti delle imprese fruitrici di prestiti da parte della regione Piemonte. 54 milioni sono stati destinati al Fondo di Garanzia con lo scopo di favorire l’accesso al credito delle micro-piccole-medie imprese, oltre ad una misura che potrà coprire fino all’80% degli interessi passivi per le imprese che dovessero ottenere un finanziamento di durata fino a 36 mesi. 90 milioni sono stati destinati sul Fondo Unico: partito il 18 febbraio 2020 il finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto per progetti di investimento e sviluppo. Quindi l’emergenza coronavirus è stata già oggetto di azioni concrete, senza perdersi in grandi proclami.
C’é poi la questione extralea: Forza Italia sin dalle prime riunioni di maggioranza nelle quali si è presentato il bilancio ha espresso che vista la sua sensibilità nei confronti delle fasce più deboli e fragili della popolazione non era possibile prevedere tagli. Certamente.  condividevamo con i nostri colleghi la necessità di aumentare le risorse per gli altri territori che compongono la nostra Regione ma siamo stati sempre chiari sul fatto che ciò non poteva avvenire a discapito della Provincia di Torino. Abbiamo presentato quindi un emendamento per destinare il 50% delle risorse individuate all’esenzione del Bollo Auto per chi sostituirà un’auto nel 2020 per importo pari a 3 milioni di euro proprio agli extra LEA di Torino portando cosi il fondo complessivo tra extra LEA e Assistenza Domiciliare a quasi il 10% in più dell’anno precedente. Mettiamo le mani avanti, anche il prossimo anno FI chiederà di avere su quel capitolo almeno le stesse risorse. Condividiamo che i fondi per l’assistenza vengano implementati per le altre province: ma non sulle spalle di un territorio rispetto ad un altro.
A completamento di questo va detto che attendavamo da giorni il parto del decreto del governo per comprendere se sarebbero arrivate misure a favore delle scuole e delle famiglie. Oggi posso annunciare che stiamo studiando misure per 10/15 milioni a favore delle famiglie per completare gli ovvi “buchi” che ha lasciato il ventaglio di misure nazionali.
Quello che non vorremmo è che alla fine il PD ci dicesse che ci ha permesso di approvare il loro bilancio. Un messaggio che è filtrato più volte in queste ultime settimane e che sicuramente non considereremmo responsabile visto il momento che sta vivendo il Piemonte”. Ad affermarlo in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola.

Intesa Sanpaolo: in banca solo su appuntamento

La continuità operativa è assicurata dalla filiale online e dalla piattaforma di home banking. Sportelli automatici e bancomat continueranno a mantenere la consueta operatività e accessibilità

 Intesa Sanpaolo rende noto che, nell’assicurare la tutela del proprio personale e il costante presidio dei servizi alla propria clientela,  sarà possibile accedere alle filiali del Gruppo esclusivamente su appuntamento.

Per i clienti sarà possibile richiedere l’appuntamento telefonicamente, per le sole operazioni indifferibili e non altrimenti eseguibili attraverso i canali diretti e digitali della banca, come gli sportelli automatici, la filiale online (telefonica) e la piattaforma di home banking. Come già comunicato in data 12 marzo 2020, la tutela delle nostre persone, nel rispetto della garanzia della continuità e qualità del servizio, è una delle priorità di Intesa Sanpaolo anche in questa delicata fase di emergenza. Per questo motivo, invitiamo pertanto i clienti a verificare, attraverso il numero verde 800.303.303 (dall’Italia) e +39.011. 8019.200 (dall’estero) o sul sito internet www.intesasanpaolo.com, l’effettiva esigenza di recarsi in filiale per le operazioni che necessitano di svolgere.