ilTorinese

La polizia scopre “ostie” di cocaina

Proprio come già scoperto nell’aprile scorso in un appartamento in Via Randaccio, nel quartiere “Madonna di Campagna”, gli operatori delle pattuglie “Falco” della Squadra Mobile hanno fatto irruzione in un alloggio in Via Leinì, a “Barriera Milano”

 

Vi hanno trovato  un secondo piccolo laboratorio per la preparazione della “cocaina basata”, meglio nota come “crack”, sostanza solida che viene assunta per inalazione, realizzata nella forma tipica delle “ostie”. Il cittadino di origine senegalese è stato identificato: M.A.N., 1995 ed è stato pertanto arrestato per la violazione della normativa sugli stupefacenti. Sono in corso approfondimenti investigativi allo scopo di accertare se i due laboratori, quello di Via Randaccio e quello scoperto ieri in Via Leinì, fossero collegati o riconducibili al medesimo gruppo criminale.

 

(foto archivio)

Sestriere, fuoripista selvaggio: multe e controlli dei carabinieri per evitare valanghe

Mancanza di dotazione di sicurezza individuale e fuoripista in percorsi vietati sono solo alcune delle infrazioni riscontrate dai carabinieri sciatori della Compagnia di Susa nel fine settimana nei confronti di escursionisti e sciatori indisciplinati

I militari si sono concentrati nelle aree più pericolose e battute per prevenire insidiosi fenomeni di smottamento valanghe, spesso provocati dagli sciatori indisciplinati, anche in considerazione del rischio marcato attivo nel fine settimana sulle montagne torinesi. Tra il week end e l’epifania sono state ben 31 le contravvenzioni elevate. Molti escursionisti, per guadagnarsi il passaggio, hanno addirittura danneggiato le reti posizionate per impedire l accesso ad aree pericolose. A tutti gli sciatori sono state elevate sanzioni amministrative in attuazione alla legge regionale nr. 2 del 2009.

“Mario Soldati. La gioia di vivere”. Il libro di Quaglieni all’Educatorio di corso Trento

Iniziativa a cura dell’Associazione di volontariato culturale Amico Libro

Il libro: “Mario Soldati. La gioia di vivere”, di Pier Franco Quaglieni, sarà presentato mercoledì 8 gennaio alle ore 17.45 presso l’Educatorio della Provvidenza EdP – Corso Trento 13, Torino – sala Biblioteca. Evento ed invito a cura dell’Associazione di volontariato culturale Amico Libro, in collaborazione con la Fondazione Paolo Ferraris.

A Torino il primo premio di 5 milioni della Lotteria Italia

Chi sarà mai il fortunatissimo vincitore? Il biglietto del primo premio della Lotteria Italia e ‘ stato venduto a Torino: 5 milioni di euro.  Ecco la serie e il numero del tagliando: O 005538. Il secondo premio da 2.500.000 euro va al biglietto P 463112 venduto a Gonars, Udine. Il terzo premio da 1,5 milioni di euro corrisponde al biglietto N 121940 venduto a Roma. Il quarto premio da 1 milione di euro al tagliando C 127922 venduto a Lucca, e il quinto e ultimo premio di prima categoria da 500.000 euro va al biglietto P 370303 venduto a Erba, in provincia di Como.

Nosiglia: “valorizzare la presenza degli immigrati”

Riconoscere a tutti i diritti fondamentali che sono propri di ogni persona e di ogni famiglia: “il diritto alla cittadinanza in primo luogo, a partire dai minori nati nel nostro Paese, al lavoro e la casa, alla scuola, alla salute”. Per monsignor Nosiglia sono questi i diritti che “la Costituzione italiana pone a fondamento del vivere civile del nostro popolo”. Lo ha detto nell’omelia della celebrazione della ‘Festa dei popoli’ alla chiesa del Sacro Volto. “Voi – ha commentato l’arcivescovo, rivolgendosi agli immigrati – siete i portatori di una ricchezza di culture, di tradizioni, valori spirituali, cristiani e civili, che può arricchire la nostra Comunità, sia sotto il profilo religioso che sociale. La presenza di tanti immigrati nel nostro Paese è una risorsa positiva, che non va solo accettata, ma valorizzata in tutti i suoi molteplici aspetti”.

Blocco traffico, Uncem: “Si rompono legami tra Torino e territorio”

Riceviamo e pubblichiamo

“FERMARE I DIESEL EURO 5 A TORINO E CINTURA? RIPENSARE IL MODELLO DI INTERVENTO CONTRO LE EMISSIONI”

Fermare gli euro 5 diesel, dopo gli euro 4, di fatto rompe i rapporti tra Torino e la prima cintura con i territori, con le aree interne e montane. Perché arrivare in città, con una macchina non euro 6, sarà impossibile. Un milione di veicoli da fermare non è detto che risolvano l’inquinamento, evitando gli sforamenti secondo le soglie del patto del bacino padano, ma è certo che mettano in crisi centinaia di migliaia di pendolari che anche volendo non hanno a disposizione trasporti pubblici. Così il sistema di legami tra Torino e le aree rurali e montani salta. Ed è gravissimo. Il modello di intervento contro l’inquinamento va ripensato”.

Lo affermano Lido Riba e Marco Bussone, Presidente regionale e nazionale dell’Unione dei Comuni e degli Enti montani

Ruba la borsa ad una donna e scappa

Arrestato dagli agenti della Squadra Volante
Sono da poco passate le 18 di giovedì in Corso Vittorio Emanuele II, quando un cittadino venezuelano di 45 anni, approfittando di un momento di distrazione, afferra la borsa di una donna e scappa. La vittima inizia ad inseguire l’uomo, richiamando l’attenzione dei passanti.
Udite le grida della donna, anche un uomo rincorre il quarantacinquenne. Riuscirà a bloccarlo poco dopo, coadiuvato da personale dell’esercito, ed assicurarlo agli agenti della Polizia di stato. Il cittadino venezuelano viene arrestato per furto con strappo e la borsa restituita alla legittima proprietaria.

Sognavo l’Africa

Il viaggio del Club Lions Alba Langhe alla riscoperta dell’Africa

Il viaggio ideale alla volta dell’altopiano di Kinangop in Kenia sarebbe dovuto cominciare durante il concerto di Natale del 21 dicembre, il giorno del Solstizio d’Inverno, al Teatro Busca di Alba con l’Ensemble Le Muse. L’utile del ricavato avrebbe dovuto essere donato per l’Ospedale di North Kinangop.


Si abbandonava la prima soluzione per una proposta albese a favore dei disabili con una panchina che sarà allestita in un Parco comunale a cura del Club Lions di Alba Langhe, Panathlon e Associazione Ginnaste Alba. Citando una frase di Kuki Gallman del suo romanzo Sognavo l’Africa: <<Un viaggio lungo mille miglia comincia con un passo solo>>.
Preparare una missione così importante alla volta dell’Ospedale di Kinangop richiede tanti passi.
La missione guidata dal professor Bruno Frea, parte sabato 11 gennaio e durerà fino a giovedì 30 gennaio. Sarà composta oltre che da Bruno Frea, socio Lions del Club Alba Langhe, da Simone Agosti ( Torino),Erika Palagonia, specializzanda di Ancona ma laureata a Torino,Giulia Garelli, specializzanda a Milano, ma laureata a Torino, Stefano Pagliarani, giornalista marchigiano e cine operatore e Tommaso Lo Russo, presidente del Club Lions Alba Langhe.
Nell’immaginario collettivo ci sono Malindi, Watamu, il fascino dei Safari, i Masai e una lingua, lo swaili che si legge e si scrive come l’italiano. Mentre pochissimi sanno del Plateau di KINANGOP ed è là, nell’altopiano che Bruno Frea svolge la sua attività medica di urologia come volontario nella missione dove si trova il Presidio ospedaliero North Kinangop Catholic Hospital.

A Kinangop sono già andati altri albesi, ma sicuramente, al rientro, da questa nostra missione sarebbe opportuno una tavola rotonda che documenterebbe meglio l’attività che vi si svolge.

Il nosocomio si trova a circa 130 Km da Nairobi, in un altopiano a 2500 metri di altezza, nella regione abitata dalla popolazione Kikuyu e fa parte della Diocesi di Nyahururu.

Lo dirige il missionario padovano don Sandro Borsa, che presta il suo servizio in Kenya da oltre 25 anni. In questa struttura sono impegnate anche le 10 religiose della Congregazione “Piccole Figlie di S. Giuseppe” di Verona.
È l’unica struttura ospedaliera nella zona e quindi è un servizio essenziale per la popolazione locale di circa 350.000 abitanti.
Ci riferisce don Alessandro << Che i ricoveri del 2019 sono stati 10,571, ma meno dello scorso anno. L’occupazione dei letti è scesa al 62% ma è aumentato il numero dei posti letto da 237 a 305 mentre il periodo medio di degenza è diminuito da 6.5 a 5.4 giorni a seguito dell’aumento della qualità sanitaria e del miglioramento delle cure mediche.
Sono aumentati in assoluto i pazienti di Chirurgia e di Terapia Intensiva e, al di là del confronto con il 2018, anche di Medicina e Maternità. In Chirurgia abbiamo assunto un altro medico ortopedico e nella Dialisi siamo passati da 4 a 6 macchine (circa 150 sessioni al mese) per un servizio più accessibile ai pazienti. Questa stabilità con crescita esprime la fiducia della comunità nei nostri servizi e giustifica la licenza ospedaliera al Quinto Livello>>.

Oltre 360 collaboratori sostengono quotidianamente l’Ospedale: clinici, infermieri/e e OS, tecnici, personale amministrativo e di manutenzione, di servizi e di sicurezza, i impiegati nelle attività artigianali e di Suore. La maggioranza sono molto giovani perché vi è nutrito ricambio, specialmente verso l’impiego pubblico. Abbiamo comunque un buon numero che è con noi da molti anni (anche 40) e che condividono i nostri ideali missionari. Noi li consideriamo la ricchezza più grande dell’Ospedale, perché da essi dipende non solo la qualità del servizio, ma anche l’esistenza stessa>>.

Progetti e sogni per il futuro: << D’altra parte durante il prossimo anno dovremo preparare il secondo piano quinquennale (2021-2026) dell’ospedale. Vorremmo completare la Pediatria nuova con Neonatologia intensiva e “mamme canguro”. Il prossimo febbraio abbiamo la consegna di 6 nuove unità abitative e abbiamo in programma l’allargamento della Terapia intensiva (altri 6 letti attrezzati) e della Endoscopia (stanza riservata),l’allargamento e pavimentazione della cucina, la trasformazione del vecchio asilo in stanze per gli “Interni”, sala per incontri pubblici e mensa e la sistemazione dell’entrata dell’ospedale sulla nuova strada asfaltata. Come sopra detto il finanziamento sarà “Lilliput” unito alle risorse dell’ospedale stesso; comunque, come sempre la realizzazione sarà soggetta al “Non fare mai passi più lunghi della gamba. Fra i sogni (piccoli) ci sono anche un defibrillatore>>.
Sognare è anche quello di rendere l’ospedale più autosufficiente e questa è la motivazione del coinvolgimento del Club Lions Alba Langhe e del suo presidente,Tommaso Lo Russo che dovrà fare una ricognizione dell’esistente e assicurare gli eventuali stakeholders sul come dare una mano all’Ospedale nel suo percorso verso l’autosufficienza economica.
Un viaggio lungo e intenso che Frea e Lo Russo stanno compiendo da alcuni mesi in Piemonte presso Istituzioni e Enti.
Per Bruno Frea è la 13 missione in Africa, ma per il presidente del Lions Tommaso Lo Russo sarà un viaggio alla scoperta dell’Africa, ma anche della propria anima, perché il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi….

Aiutateci ad aiutare dicono Bruno e Tommaso.

Politica, la piazza e i partiti

Le piazze sono ritornate protagoniste. Finalmente. Proprio quando, qua e là, veniva ricordato il
cinquantennale dell’ormai mitico “1969” con le sue contraddizioni, le sue conquiste, la sua indubbia
violenza accompagnata, però, anche da una massiccia partecipazione popolare, abbiamo preso
atto che la piazza nella politica contemporanea non è del tutto evaporata.

Anzi, prima la Lega di
Salvini, poi le manifestazioni dei ragazzi al seguito di Greta e della battaglia per un “mondo pulito e
sano” e infine con il cosiddetto movimento/partito delle “sardine”, c’è stato un indubbio risveglio
della coscienza politica di alcuni settori della società italiana.
Certo, non possiamo suonare le fanfare. La politica italiana continua, purtroppo, a districarsi tra la
pochezza della sua classe dirigente, la sostanziale assenza di un pensiero politico e culturale
organico capace di orientare e consolidare la presenza dei vari partiti e cartelli elettorali, la
proliferazione di gruppi e partiti legati esclusivamente alle fortune dei suoi capi o guru di turno, tutto
ciò conferma che la caduta di credibilita’, da un lato, e la crisi di autorevolezza della classe politica
dall’altro continuano a farla da padrone. Me se è questo che passa il convento, con questa messe
occorre pur fare i conti.
Comunque sia, per tornare al ritorno imprevisto e inaspettato delle “piazze”, forse è anche arrivato
il momento per avanzare una riflessione più specifica. E cioè, se i partiti – piaccia o non piaccia e’
così- continuano ad essere, giustamente, gli strumenti democratici per eccellenza capaci di
orientare e canalizzare la volontà popolare, non ci si può non porre la questione centrale e
decisiva. Ovvero, bene le piazze, benissimo la partecipazione popolare più o meno spontanea,
ancor meglio alzare la voce attorno a temi che sono e restano decisivi per garantire un futuro
sempre più vivibile al nostro pianeta. Ma queste proteste, questa rivendicazione di valori e principi,
questo richiamo ad una trasformazione democratica della nostra società, prima o poi non possono
non porsi il tema cruciale: e cioè, per rendere più efficaci ed incisive queste rivendicazioni servono
i partiti. Ovvero, strumenti democratici, guidati da un pensiero e da una cultura e disciplinati da una
organizzazione, che si fanno carico di tradurre nei vari livelli istituzionali quelle istanze e quelle
domande in proposte e in progetti di governo. E questo non per ingabbiare o, peggio ancora, per
mettere il cappello sopra queste libere manifestazioni. Ma, al contrario, per far sì che le piazze non
siano solo una importante e divertente fiammata destinata a spegnersi nell’arco di poco tempo.
Come, purtroppo, e’ capitato per altri movimenti e altre esperienze similari.
Ecco, il tema dei partiti, della loro presenza, del loro ruolo e della loro preziosa funzione
democratica e costituzionale forse può ricevere una spinta decisiva anche e soprattutto dal
protagonismo delle piazze. E ne può trarre giovamento la stessa qualità della nostra democrazia e,
soprattutto, la credibilità delle nostre istituzioni. Per questi motivi la piazza non va mai demonizzata
ne’, tanto meno, sottovalutata.

Giorgio Merlo

 

(Nella foto le “Sardine” di Torino)

Pallanuoto, vince l’Ungheria

Finisce in parita tra Italia e Ungheria, con i magiari che vincono il Quattro Nazioni di Cuneo per la miglior differenza reti. Settebello avanti 6-4 nel secondo periodo e 13-11 nell’ultimo tempo; poi i magiari riequilibrano il punteggio con i gol in sequenza di Sedlmayer e Vamos e mettono la freccia a venti secondi dalla fine con il rigore di Varga.
All’ultimo respiro Figlioli dal perimetro supera Nagy e fissa il 14-14 definitivo. La nazionale di Alessandro Campagna, campione del mondo a Gwangju 2019, paga una condizione fisica che non può essere ancora ottimale, in vista degli Europei di Budapest (13-27 gennaio), ma si dimostra ancora una volta squadra solida, di classe e dall’orgoglio infinito.
Italia-Ungheria 14-14
Italia: Del Lungo , Di Fulvio 3, Luongo 2, Figlioli 3 (1 rig.), Di Somma , Alesiani , Renzuto Iodice , Damonte , Figari 2, Bodegas , Aicardi 4, Dolce , Nicosia . All. Campagna
Ungheria: V. Nagy , Angyal , Manhercz , Zalanki 3, Vamos 3 (1 rig.), Mezei , Sedlmayer 1, Jansik , Erdelyi 2, Den. Varga 3 (2 rig.), Pohl 2, A. Nagy , Vogel . All. Marcz
Arbitri: Ortega (Esp), Hentschel (Ger)
Note: parziali 1-3, 5-2, 3-4, 5-5. Usciti per limite di falli Bodegas (I) a 3’50 del terzo tempo, Renzuto Iodice (I) a 4’22 del quarto tempo e A. Nagy (U) a 6’55 del quarto tempo. Superiorità numeriche: Italia 5/11 + un rigore e Ungheria 6/13 + 3 rigori. Spettatori 1000 circa. Espulsi per reciproche scorrettezze Figari (I) e Zalanki (U) a 3’32 del quarto tempo.
La partita. La fase di studio dura poco. Gli azzurri passano praticamente al primo affondo con una saetta, tutta potenza e precisione, di Di Fulvio dagli otto metri. I magiari replicano nell’azione successiva con il diagonale di Erdelyi (1-1), poi passano con il rigore conquistato da Pohl e trasformato da Varga (2-1) e allungano sul 3-1 con Zalanki (da posizione due). Alesiani e Renzuto Iodice falliscono la chance con l’uomo in più (0/2). E sul 3-1 si chiude la prima frazione.
Si riparte e l’Italia mostra gli occhi della tigre: Di Fulvio (superiorità numerica) fissa il 3-2; Aicardi dal centro il 3-3 che esalta il pubblico piemontese. Il Settebello c’è e mette la freccia con la saetta da posizione di quattro di capitan Figloli (4-3). Del Lungo si supera su Pohl. E il Settebello vola sul +2 con il rigore di Figloli (5-3). In seguito il botta e risposta, in superiorità numerica, tra Pohl e Aicardi per il il 6-4. Varga (extraplayer) prima del suono della sirena sigla il 6-5 a metà gara.
Ungheria è squadra tosta e solida, e ristabilisce la parità con la sassata del solito Pohl da posizione defilata. (6-6). L’Ungheria torna avanti con il rigore di Vamos (7-6) ma gli azzurri rispondo immediatamente con Luongo dal vertrice basso (7-7). Magiari ancora avanti con Vamos (perimetro) e Luongo nuovamente a riprenderli (superiorità numerica) per l’8-8. Successivamente Aicardi, con una meravigliosa girata, replica a Zalanki per il 9-9 dopo tre tempi.
Due squilli in apertura di quarto periodo, di Figari ed Erdelyi, entrambi con l’uomo in più, valgono il 10-10. Il gioiello di Aicardi, sciarpata d’autore, fissa l’11-10. Il nuovo pareggio ungherese è firmato dal mancino Zalanki (11-11). Azzurri dal grande cuore. Figari da posizione ravvicinata stampa il 12-11; poi lo stesso Figari e Zalanki vanno fuori per reciproche scorrettezze. E l’Italia va sul +2 con un’altra bomba dal periodo di Di Fulvio (13-11). Sembra fatta ma l’Ungheria riequilibra il punteggio con Sedlmayer e Vamos (perimetro) che griffano il 13-13. Cresce ancora la tensione in acqua. Si gioca poco: Varga si procura e poi sigla il rigore del 14-13 a venti secondi dalla fine. Il Settebello non molla mai, confermandosi squadra dal carattere infinito, e all’ultimo respiro riequilibra definitivamente il punteggio con Figlioli che dal perimetro supera Nagy per il 14-14 finale
Le parole del commissario tecnico Alessandro Campagna. “Una partita finalmente ben arbitrata, contro un avversario molto forte.  Possiamo crescere nell’uno contro uno sia in fase offensiva che in quella difensiva. Siamo a buon punto, anche se ci manca un po’ di brillantezza soprattutto a livello mentale: pecchiamo in certi momenti della giusta concentrazione. Complimenti a Cuneo per la magnifica accoglienza e il bellissimo impianto”.
Foto LC ZONE