ilTorinese

In attesa della Coppa del Mondo Paralimpica di Sci Alpino

Prato Nevoso, dal 15 al 17 gennaio 2020

 

L’IPC – International Paralympic Committee (Comitato Paralimpico Internazionale), attraverso la FISIP – Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici presieduta da Tiziana Nasi, ha scelto la località sciistica di Prato Nevoso ed incaricato l’Associazione DiscesaLiberi di organizzare tre gare di Slalom Speciale di Coppa del Mondo Paralimpica di Sci Alpino a cui parteciperanno atleti provenienti da diverse nazioni del mondo. Dal 15 al 17 gennaio 2020, infatti, Prato Nevoso ospiterà l’unica tappa italiana della prestigiosa kermesse sportiva, arricchita peraltro da attività collaterali e di contorno alle gare: mercoledì sera il Borgo Stalle Lunghe si anima con dj set e degustazione di prodotti locali, giovedì è in calendario l’evento in quota “Raccontiamo le nostre montagne” alla Baita del Rosso, con salita gratuita sulla nuovissima cabinovia del Rosso e venerdì è prevista una cena a buffet al Gala Palace di Frabosa Sottana, realizzata con prodotti enogastronomici del territorio.

Popolarismo vs. Populismo. Il riformismo comunitario

Sabato 11 gennaio, al Sermig (h.9,30)

Intervengono: MARTINA, ORLANDO, DELRIO

L’iniziativa è organizzata da Share2016, un gruppo di donne e uomini prevalentemente impegnati nel PD e come pubblici amministratori.

Pierluigi Castagnetti e Francesco Occhetta discuteranno di popolarismo e populismo.

Stefano Lepri e Leonardo Becchetti illustreranno esperienze, leggi o proposte di legge a forte impronta comunitaria.

La tavola rotonda, moderata da Gianfranco Morgando, vedrà la presenza di Enrico Borghi, Gianpiero Dalla Zuanna, Rosa Maria Di Giorgi e Antonio Viscomi.

Monica Canalis intervisterà Maurizio Martina (ex segretario nazionale PD) e Andrea Orlando (vicesegretario nazionale PD).

Graziano Delrio (presidente gruppo PD alla Camera) svolgerà le conclusioni.

La tesi di fondo è che il riformismo in politica non possa essere ricondotto solo al classico schema liberal-laburista. Serve anche una visione capace di valorizzare la persona entro la famiglia, le reti parentali e di vicinato, le varie forme associative, mutualistiche e cooperative, il sindacato, i servizi pubblici, le piccole imprese locali e quelle partecipate e responsabili, il civismo, il municipalismo. In sintesi, possiamo definire questa cultura politica come il riformismo comunitario.

Parcheggiatori abusivi in fuga: arrivano i carabinieri

I controlli sono scattati ieri pomeriggio, davanti agli ospedali, in particolare davanti al San Giovanni Bosco di Torino. Qui i carabinieri di Torino Oltre Dora hanno osservato e poi fermato gli abusivi che gestivano il vero e proprio racket dei parcheggi. Prima che la loro presenza provocasse il fuggi fuggi generale, sono riusciti a intercettare quattro uomini e una donna, due italiani e tre marocchini, tutti noti alle forze dell’ordine. Per tutti è scattata la contravvenzione di 771 euro e il provvedimento di allontanamento dall’area del’ospedale.

Smog, torna il blocco del traffico almeno fino a lunedì

A Torino torna il blocco del traffico fino agli euro 5 diesel, se immatricolati prima del 2013

Ha reso noto il Comune che il provvedimento sarà in vigore almeno fino a lunedì prossimo. Era già stato adottato ieri, ma sospeso oggi, giovedì,  a causa dello sciopero del trasporto pubblico. Si applicano così le misure previste dal ‘semaforo rosso’ che scatta quando la concentrazione di micropolveri per almeno 10 giorni consecutivi valica il limite dei 50 microgrammi al metro cubo. I mezzi  diesel fino a Euro 5 non potranno circolare tutti i giorni dalle ore 8 alle 19.

A Torino e provincia arresti in aumento e delitti in calo

I dati della Polizia di Stato indicano che a  Torino e nell’area metropolitana aumentano gli arresti ma diminuiscono i delitti

La Questura ha reso noto che gli arresti nel 2019 sono stati 3.282,  ovvero 714 in più dell’anno precedente: “il  dato più alto degli ultimi dieci anni”,  hanno spiegato Luigi Mitola, dirigente del’Ufficio Prevenzione Crimine e Barbara De Toma, dirigente dell’Anticrimine. Ciò grazie al risultato di “un impegno che va avanti da diverso tempo, dell’attività nel torinese della Polizia di Stato, comprese le sue specialità”. I delitti  calano del 6,82% (sono 112.418 nel 2019 rispetto i 120.643 nel 2018), eccetto le truffe (10.464 nel 2019 rispetto alle 9.455 del 2020) e gli omicidi (12 rispetto ai dieci del 2019).

Blitz della Finanza: cooperative non versavano contributi

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione della Guardia di Finanza di Torino nei confronti di alcune cooperative che non avrebbero versato all’Inps i contributi dei dipendenti

Un centinaio i militari impegnati, che stanno notificando misure di custodia cautelare e stanno eseguendo sequestri e perquisizioni. Dalle indagini delle fiamme gialle è emerso che le cooperative coinvolte erano gestite da prestanome.

Ex Embraco, intervengono Regione e sindacati

Il presidente Cirio e l’assessore Chiorino hanno incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori, che non hanno percepito stipendio di dicembre e tredicesima. «Basta prese in giro. La Regione c’è: ora il MISE faccia la propria parte e indichi soluzioni concrete per il futuro dei lavoratori dello stabilimento di Riva presso Chieri».

Niente stipendi di dicembre e tredicesime. E’ sempre più grave la situazione dei lavoratori della Ventures (ex Embraco) di Riva presso Chieri, che ieri hanno manifestato di fronte alla sede della Regione Piemonte, in piazza Castello a Torino.

Successivamente una rappresentanza delle organizzazioni sindacali ha incontrato il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, per aggiornarli sulle ultime novità e fare il punto della situazione.

«Ho ricevuto i rappresentanti dei lavoratori – ha spiegato il presidente Cirio – non solo per dimostrare che la Regione c’è e non lascia da solo nessun lavoratore che rischia di perdere il posto, ma soprattutto perché credo che sia giunta l’ora di finirla con le prese in giro da parte di imprenditori che vengono da lontano, percepiscono contributi pubblici, danno il miraggio di creare lavoro salvo poi non mantenere impegni e promesse. Anche su questo chiediamo al Governo di non lasciare sola la nostra Regione. Il Ministero deve dire con chiarezza cosa intende fare sul caso Embraco e se il soggetto individuato ha un piano industriale serio oppure no, perché tutto questo non è più accettabile: con la pelle delle persone non si gioca e non si scherza».

«Ci troviamo tutti d’accordo – ha detto l’assessore Chiorino, che ha scritto una lettera al Ministro Patuanelli per richiedere un tavolo di crisi urgente – sul fatto che non c’è più tempo da perdere e che il Ministero deve agire in modo incisivo. Per farlo c’è soltanto una strada da percorrere: convocare quanto prima un tavolo a Roma in cui, come richiediamo ormai dal mese di dicembre, sia presente anche Invitalia con già un programma di quello che può essere il destino della ex Embraco. Allo stesso tavolo deve essere invitata anche la Whirlpool. Questo perché occorre definire una volta per tutte quale può essere il futuro per la tutela dei lavoratori della ex Embraco e delle loro famiglie, che nel mese di dicembre non hanno percepito né lo stipendio e nemmeno la tredicesima e per tutti quei lavoratori che in estate vedranno venire meno gli ammortizzatori sociali».

Dichiarano Vito Benevento, della segreteria Uilm Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom: «L’incontro di oggi è stato positivo perché il documento condiviso da sindacati e Regione rafforza l’impegno delle istituzioni su questa vicenda. Nonostante manchino solo sei mesi al termine degli ammortizzatori sociali, la presenza di Invitalia e di Whirlpool al tavolo del Mise, come richiesto da Fim, Fiom, Uilm e Regione Piemonte, può dare un nuovo slancio per risolvere positivamente una vertenza che rischia di avere dei connotati drammatici».

Mai stato socialista ma preferisco Craxi ai politici di oggi

La Storia di Bettino Craxi è la storia del Partito Socialista Italiano. È anche storia della Sinistra italiana ed in particolare del tentativo da parte riformista di prendersi l’egemonia della sinistra stessa. Egemonia direi soprattutto culturale

 

Lo strumento, il riequilibrio elettorale e dei rapporti di forza tra Psi e Pci. Uno dei passaggi fondamentali fu il 41° Congresso nazionale del Psi che si tenne a Torino alla fine del marzo 1978.

Nel 1976 Bettino divenne segretario di un partito ai minimi storici. Schiacciato da 39% della DC e dal 34% del PCI. Schiacciato anche dalla proposta del compromesso storico e dall’ incontro tra due grandi della politica italiana: Aldo Moro ed Enrico Berlinguer. A Torino Bettino Craxi riprende quota dimostrando, almeno a parole, di non essere secondo a nessuno. Al Palasport ci sono tutti. Persino il professore Norberto Bobbio, icona del laicismo del pensiero politico. Ed Enrico Berlinguer, con il governo di unità nazionale perde quota ed appeal dopo anni di irresistibile ascesa. Psi e PCI di fatto non sono andati mai d’ accordo sia sulle questioni nazionali, sia internazionali. Apprezzamenti dei dirigenti comunisti ci furono dopo i fatti di Sigonella. Bettino Craxi Presidente del consiglio fece circondare dai Carabinieri i Marines americani che bloccarono un aereo italiano in territorio italiano. Atto che , secondo molti esponenti socialisti, fu preludio a Tangentopoli. I mandanti furono i servizi segreti e gli esecutori materiali i magistrati milanesi. Probabili congetture, fatte da un politico come Craxi che si era
allargato troppo. Aveva un caratteraccio e non si faceva intimorire. Fu l’ unico che non si piegò al vento inquisitore e ne pagò le conseguenze fino in fondo. Dopo la morte di Berlinguer era passata molta acqua sotto i ponti del riformismo. Ora il Pds voleva aderire alla Internazionale socialista europea. Doveva essere d’ accordo il Partito socialista italiano. Arrivò l’ok di Bettino Craxi. Chiedeva in cambio a Occhetto e D’Alema un appoggio al suo discorso in Parlamento dopo tangentopoli. Ma non arrivò nessun appoggio e Craxi rimase isolato.

Tutto sommato isolato anche nel suo partito. I magistrati milanesi vincevano su tutti fronti. Anni in cui il Ministro socialista Formica parlò di una corte socialista fatta di nani e ballerine. Non penso che si riferisse al suo entourage. La Ganga, Martelli, De Michelis politici di prim’ordine. Nel sindacato Giorgio Benvenuto e Ottaviano del Turco. Probabilmente si riferiva ad una certa permeabilità del partito verso persone che erano lì solo per fare affari. Tanto in un modo o nell’altro il Psi era al governo sia nazionale che locale. Sia DC che PCI ne avevano bisogno. Il tutto non lo assolve dai suoi errori. Giudicarlo solo per i suoi errori e limiti è però ingeneroso e sbagliato. A Torino i socialisti riprendevano in mano il loro destino. Non cosa di poco conto. Sarà la Storia nel dargli o meno ragione, ma  loro erano fuori tempo massimo. Sinteticamente:  il Psi craxiano non
sfondò elettoralmente. Si arrivò fino al 14% ma non era  sufficiente per essere l’alternativa alla DC. Nel 1989 Achille Occhetto alla Bolognina anticipò tutti  e propose di cambiare il nome al PCI. Nel mentre era caduto il muro di Berlino ed il comunismo nelle sue varie forme crollava sotto il peso della storia e del fallimento della forma di governo dei paesi dell’Est. E su
ciò aveva ragione il riformista Craxi: democrazia e comunismo erano e sono un ossimoro. So perfettamente che mi sto attirando critiche da molti dei vecchi amici di 40 anni fa. Ma è una verità incontrovertibile,  almeno per il sottoscritto. Mi si obbietta che i comunisti italiani sono sempre stati un’ altra cosa. Verissimo, come è vero che hanno difeso in molti momenti questa nostra fragile democrazia. Dalla Resistenza in avanti sono stati dalla parte giusta.

 

Ma cambiando nome hanno seppur indirettamente ammesso che i socialisti italiani tutti i torti non li avevano. In ultimo: molti sanno che non c’ era un bel rapporto tra Bettino Craxi ed Enrico Berlinguer. Pesavano questioni anche di diversi caratteri. Probabilmente quando Berlinguer ( inascoltato) poneva la questione morale pensava anche ai socialisti. Ciò non ha impedito un confronto tra i due uomini sul futuro del paese. I cosiddetti miglioristi capitanati da Giorgio Napolitano tentarono di essere ponte tra socialisti (dunque Craxi) ed i comunisti riformatori. Poi arrivò tangentopoli e tutto saltò passando dalla prima alla seconda repubblica. Anche qui un accusa a Craxi, quella di aver sponsorizzato Berlusconi. Accusa troppo ideologica per essere vera. Anzi, il figlio Bobo respinge tale  accusa proprio partendo dal carattere del padre molto arrabbiato per l’ esilio ad Hammamet. Io che non sono mai stato socialista preferisco Bettino Craxi a molti attuali ed evanescenti politici. Non è solo una nostalgia della prima repubblica. E una constatazione dei fatti di allora e di oggi.

 

Patrizio Tosetto

Emergenza lavoro, l’arcivescovo sollecita le istituzioni

“Assistiamo a uno stillicidio di fabbriche che intendono chiudere nel territorio  e non si comprende perchè le istituzioni, che hanno il dovere primario di sostenere il lavoro come primo diritto e necessità insostituibile delle persone che lo hanno avuto finora o lo cercano, non si adoperino per intervenire non solo dopo che alcune scelte appaiono già decise, ma prima”

E’ il quesito che si pone e pone alla politica l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, incontrando gli operai della Martor. Nosiglia si chiede inoltre perchè si faccia poco ” per prevenire e affrontare con impegno e determinazione le difficoltà proprie di una azienda del territorio in bilico o con gravi problemi di sopravvivenza.” Secondo l’arcivescovo è urgente “avviare un tavolo di riflessione operativa sul lavoro con tutti gli enti, soggetti, istituzioni e associazioni interessate a portare il proprio contributo. Sarà importante sostenere le leve della solidarietà anche del mondo del lavoro perché le difficoltà di una azienda non sono un fatto circoscritto ma un problema che coinvolge l’intera società”.

Oliviero Toscani. Il “terrorista della pubblicità”

Il grande fotografo milanese in mostra alla Fondazione Cosso

Fino al 3 maggio 2020

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Fu lui stesso, un bel giorno, a dire di sé: “Mi considero un terrorista della pubblicità”. Provocatore. Anticonformista. Dirompente e irriverente, per qualcuno fin quasi alla blasfemia. Esagerato. Sempre. E più che mai, con l’avanzare del tempo. Ancora lui: “Esagerare è una forma di creatività che appartiene all’arte… esagerare fa bene, è un esercizio delle passioni dalle quali veniamo sempre più allontanati dalla realtà analgesica in cui viviamo”. Altra pillola (ce ne sono a decine), buttata lì con il sarcasmo di un sorriso disarmante, del “Toscani – pensiero”, che sta alla base dell’inusuale forza creativa di immagini fotografiche diventate ormai eredità, più o meno contestata e contestabile (per i metodi pubblicitari di shockvertising) dell’immaginario collettivo. Immagini che, in gran parte, ritroviamo assemblate nella grande mostra – curata da Nicolas Ballario, Susanna Crisanti e Roberto Galimberti – organizzata dalla Fondazione Cosso nella sua sede storica del Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, fino al 3 maggio del prossimo anno.

Milanese, 77 anni portati con istrionica baldanza, fra i grandi della fotografia mondiale, Oliviero Toscani (figlio di Fedele, primo fotoreporter del “Corriere della Sera” e studi di Fotografia all’Università delle Arti di Zurigo) viene raccontato in mostra attraverso centinaia di stampe, manifesti e migliaia di immagini proiettate, gravitanti attorno ad un centinaio di opere che ripercorrono la sua carriera, dagli esordi alle più famose campagne per brand come Esprit, Chanel, Robe di Kappa, Fiorucci, Prenatal, Jesus (con i jeans “scandalosi”- era il ’73 – del “Chi mi ama, mi segua” trascritto sul tondeggiante fondoschiena di Donna Jordan), fino, passando per altre innumerevoli strade, a Benetton, per cui Toscani lavora dal 1982 al 2000, creando l’immagine e l’identità di United Colors of Benetton con una strategia di comunicazione orientata verso messaggi di pace e tolleranza e i riflettori ben accesi su problemi sociali quali AIDS e pena di morte, anoressia, integrazione ed uguaglianza. Dopo una pausa forzata (per una delle tante querele che hanno costellato nel tempo l’attività di Toscani), solo nel 2017, il fotografo riprende a dirigere la comunicazione del noto marchio di Ponzano Veneto. Accanto alle immagini iconiche, cariche di una genialità intuitiva e di una forza creativa non comune (Toscani è stato, dal 2008 al 2009, il presumibilmente primo assessore al mondo con delega alla “Creatività” al Comune di Salemi, sindaco un altro campione di originale estrosità come Vittorio Sgarbi), in rassegna al Castello di Miradolo troviamo anche esposte fotografie inedite, perfino quelle realizzate da studente, uscite per la prima volta dall’archivio e dal suo studio in Toscana, dove oggi l’artista vive, produce vino e olio d’oliva e alleva cavalli.

Mostra sicuramente fra le più “complesse” (come l’ha definita lo stesso Toscani) per la ricchezza e la varietà del materiale esposto; innovativa anche per il Castello di Miradolo che, per la prima volta, oltrepassa il limite delle sale interne per aprirsi nel percorso espositivo agli spazi naturali del grande Parco ottocentesco. Qui, infatti, ad accogliere il pubblico, sono le fotografie del Progetto “Razza Umana”, portato avanti da Toscani a partire dal 2007 (immagini di persone, di occhi, di solo apparente banalità di gesti ritratti in ogni dove del pianeta per ricordare l’esistenza di un’unica razza, quella umana) e i grandi manifesti 6 X 3 che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Come i due bimbi che s’abbracciano, l’angioletto bianco tutto boccoli dorati e il diavoletto nero o i tre cuori del ‘96, del tutto simili e battenti all’unisono, pur se uno White, l’altro Black e l’altro Yellow; fino ai due occhi, uno verde e uno nero, sul volto di un africano, immagine diventata logo di “Fabrica”, il suo centro di ricerca di creatività nella comunicazione concepito nel ’93 o il “sacrilego” bacio fra la modella-suora e il modello-prete. Esagerare. Stupire.

Per raccontare senza mezzi termini e la benché minima perplessità la sua idea di mondo e quel concetto di vita che “ha senso solo se si vive ‘contro’”. “Il conformismo uccide la creatività e finisce per annientare l’uomo”. Ancora una pillola (fatene buon uso) del “Toscani – pensiero”.

Gianni Milani

Oliviero Toscani

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); tel. 0121/502761 o www.fondazionecosso.it

Fino al 3 maggio 2020

Orari: lun., ven., sab. e dom. 10/18,30

Nelle foto

– “Angelo e diavolo”, 1992
– “Cuori”, 1996
– “Mano con riso”, 1996
– “Suora e prete”, 1992
– “Mick Jagger”, 1973
– Manifesti ospitati nel Parco storico del Castello