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Maria Pia Hospital diventa ospedale Covid per la città di Torino  

Emergenza Coronavirus / L’Ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research mette a disposizione 135 posti letto per il ricovero di pazienti affetti da Covid-19 più 16 posti di Terapia Intensiva

 

 In relazione alla situazione di emergenza legata alla gestione della diffusione del virus Covid-19, Maria Pia Hospital di Torino, Ospedale di Alta Specialità Accreditato con il SSN che fa parte di GVM Care & Research, e l’Azienda Sanitaria Locale “Città di Torino” hanno siglato un accordo per una immediata collaborazione che consenta di far fronte all’aumento del numero dei pazienti affetti da Covid-19 che richiedono assistenza nelle strutture ospedaliere dell’ASL “Città di Torino”.

 

Maria Pia Hospital, l’Ospedale torinese della zona Madonna del Pilone, nell’ottica di fornire una risposta solidale all’emergenza, mette a disposizione dell’ASL la struttura, e nell’immediato 54 posti letto di cui 14 tra Terapia Intensiva e Sub-Intensiva, per il ricovero di pazienti affetti da Covid-19, rendendo così possibile la trasformazione dell’intera struttura in Covid Hospital.

 

“Siamo pronti e strutturati per assumerci questo grande impegno – afferma Gianni Belletti, amministratore delegato di Maria Pia Hospital –. Vogliamo dare responsabilmente e concretamente il nostro contributo per rispondere con un’azione sinergica alle richieste dell’AUSL e della Regione e alle esigenze dei cittadini di Torino e di tutto il Piemonte. Siamo al fianco degli Ospedali Pubblici nell’assistenza ai pazienti affetti da Covid-19 e, per aiutare a sconfiggere questa emergenza nazionale, GVM Care & Research, il Gruppo di cui Maria Pia Hospital fa parte, è già attivo in altre 9 regioni italiane”.

 

Maria Pia Hospital è uno dei 5 Ospedali di GVM Care & Research interamente dedicati alla cura di pazienti affetti da coronavirus, e dunque divenuti a tutti gli effetti Covid Hospital.

In ottica di solidale risposta alla richiesta di aiuto pervenuta dalle Regioni, e in alcuni casi di propria iniziativa, il Gruppo presente in 10 regioni italiane con 28 Strutture Ospedaliere (su un totale di 50 tra Italia ed Europa) di Alta specialità e Polispecialistiche, molte delle quali accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale, ha reso disponibile almeno una struttura in ognuna delle 10 regioni in cui è presente, in piena collaborazione con le Regioni e le AUSL per sostenere l’attività degli Ospedali pubblici. Su un totale di 3.600 posti letto complessivi del Gruppo, il 48% è stato messo a disposizione per un totale di 1.725 posti letto suddivisi in 23 Ospedali, di cui 533 posti dedicati esclusivamente a pazienti Covid-19.

 

Allo stesso tempo, tutti gli Ospedali del Gruppo, in base ai decreti in vigore, si sono riorganizzati per soddisfare le esigenze dei cittadini che erano in attesa di importanti interventi chirurgici o controlli medici necessari, per fare in modo che le attese non si prolunghino e che la loro salute sia come sempre preservata.

Coronavirus in Piemonte: 6500 positivi, oltre 400 ricoverati in terapia intensiva

Il comunicato della Regione delle ore 13 di giovedì 26 marzo

 

SEDICI  DECESSI

Sono 16 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 7 in provincia di Torino, 1 nell’Alessandrino, 4 nel Novarese, 2 nel Cuneese, 1 nel VCO, 1 residente fuori regione.

Il totale complessivo è ora di 499 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 120 ad Alessandria, 16 ad Asti, 41 a Biella, 31 a Cuneo, 67 a Novara, 160 a Torino, 24 a Vercelli, 31 nel Verbano-Cusio-Ossola, 9 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 6.534 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 980 in provincia di Alessandria, 282 in provincia di Asti, 336 in provincia di Biella, 487 in provincia di Cuneo, 577 in provincia di Novara, 3.108 in provincia di Torino, 336 in provincia di Vercelli, 255 nel Verbano-Cusio-Ossola, 60 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 113 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati  in terapia intensiva sono 408.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 18.054, di cui 11.052 risultati negativi.

Il comunicato della Regione delle ore 19 di mercoledì 25 marzo

CORONAVIRUS PIEMONTE,  BOLLETTINO DELLE 19.00 SETTE NUOVI GUARITI

Questo pomeriggio, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato la guarigione virologica di altri sette pazienti: si tratta tre residenti in provincia di Torino (un bambino di 3 anni, e due donne rispettivamente di 51 e di 58 anni); di un uomo di 55 anni e di una donna di 69 anni dell’Alessandrino; di una donna di 45 anni del Cuneese e di un uomo di 40 proveniente da fuori regione.

Il totale dei guariti in Piemonte sale così a 26: 2 nell’Alessandrino, 5 nell’Astigiano, 3 nel Cuneese, 3 a Novara, 10 a Torino, 1 a Vercelli, 2 extra-regione.

TRENTAQUATTRO DECESSI

Sono 34 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questo pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 19 in provincia di Torino, 3 nel Biellese, 7 nell’Alessandrino, 2 nel Novarese, 1 nel Cuneese, 1 nell’Astigiano e 1 residente fuori regione.

Il totale complessivo è ora di 483 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 119 ad Alessandria, 16 ad Asti, 41 a Biella, 29 a Cuneo, 63 a Novara, 153 a Torino, 24 a Vercelli, 30 nel Verbano-Cusio-Ossola, 8 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 6.193 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 956 in provincia di Alessandria, 269 in provincia di Asti, 336 in provincia di Biella, 457 in provincia di Cuneo, 541 in provincia di Novara, 2.902 in provincia di Torino, 315 in provincia di Vercelli, 248 nel Verbano-Cusio-Ossola, 57 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 112 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati sono 3.041, di cui 382 in terapia intensiva. Sono 2.643 le persone in isolamento domiciliare.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 17.509, di cui 10.404 risultati negativi.

Il comunicato della Regione delle ore 13 di mercoledì 25 marzo

È stato aperto il bando pubblico per il reclutamento di infermieri a tempo determinato per un anno, nell’ambito dell’emergenza COVID-19, da impiegare nelle seguenti aziende sanitarie del Piemonte: Città di Torino, To3, To4, To5, At, Cn1, Vc, No, Vco, Bi, Città della Salute e della Scienza di Torino, Ordine Mauriziano di Torino, San Luigi di Orbassano, Santa Croce e Carle di Cuneo, Maggiore della Carità di Novara.

Le domande potranno essere inoltrate fino alle 23:59:59 di sabato 28 marzo 2020.

Il testo del bando, con le modalità di invio delle candidature è disponibile all’indirizzo: https://bandi.regione.piemonte.it/avvisi-beni-regionali/infermiere-reclutamento-personale-emergenza-covid-19

QUARANTASEI DECESSI

Sono 46 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 29 in provincia di Torino, 2 nell’Alessandrino, 2 nel Vercellese, 4 nel Novarese, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 4 nel Cuneese e 2 nell’Astigiano.

Il totale complessivo è ora di 449 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 112 ad Alessandria, 15 ad Asti, 38 a Biella, 28 a Cuneo, 61 a Novara, 134 a Torino, 24 a Vercelli, 30 nel Verbano-Cusio-Ossola, 7 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Il 72% sono uomini, il 28% sono donne. L’età media è di 78 anni.

BOLLETTINO DEI CONTAGI ALLE ORE 13.00

Sono 6.024 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 945 in provincia di Alessandria, 261 in provincia di Asti, 327 in provincia di Biella, 441 in provincia di Cuneo, 517 in provincia di Novara, 2.813 in provincia di Torino, 308 in provincia di Vercelli, 247 nel Verbano-Cusio-Ossola, 56 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 109 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 381.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 16.655, di cui 10.150 risultati negativi

Dal Mauriziano Chiambretti ricorda la mamma con una poesia

Piero Chiambretti ha pubblicato su Instagram una poesia della mamma, poetessa di 83 anni,  scomparsa sabato  a Torino al Mauriziano dove era ricoverata con il figlio, entrambi positivi  al Coronavirus

“Catturata dall’enigma non ho certezze di chi sia io veramente, nella camera oscura intravvedo fiocchi di neve continuando il gioco di buio”. 

Questo il testo della poesia appare in alto, prima della scritta “E’ mancata all’affetto dei suoi cari Felicita Chiambretti. Poetessa. Lo annunciano profondamente addolorati  il figlio Piero, la sorella Adriana, il nipote Eugenio, l’adorata Margherita e i parenti tutti. La cerimonia funebre, in osservanza alle vigenti disposizioni, si terrà in forma strettamente privata”. Il celebre conduttore televisivo torinese,  molto legato alla madre, è  ancora ricoverato al Mauriziano.

L’appello di Anpas: “Mancano mascherine e tute, attività a rischio”

Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte lancia l’allarme di imminente sospensione dei servizi sul territorio piemontese perché mancano dispositivi di protezione individuale.

Un appello generale di richiesta di aiuto ad aziende, enti, fondazioni, negozi, farmacie e privati per reperire dispositivi di protezione individuale (Dpi) per gli oltre 10mila volontari delle 82 associazioni aderenti.

I volontari soccorritori e personale sanitario Anpas, donne e uomini, stanno operando su tutto il territorio piemontese nella difficile gestione degli interventi relativi all’emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus Covid-19, continuando a garantire i servizi ordinari e il soccorso in emergenza.

Servono urgentemente mascherine chirurgichemascherine Ffp2 e Ffp3tute protettive categoria 3guantiocchiali protettivivisiere e termometri a infrarossi. Dispositivi ormai introvabili sul mercato.

In assenza degli indispensabili dispositivi di protezione individuale le Pubbliche Assistenze Anpas saranno obbligate a interrompere i servizi.

I dispositivi di protezione individuale possono essere consegnati ad Anpas Piemonte in via Sabaudia 164 Grugliasco (To), telefono 011 403 80 90, e-mail: info@anpas.piemonte.it oppure direttamente alle associazioni sul territorio. Sul sito web www.anpas.piemonte.it è possibile trovare l’elenco e tutti i riferimenti delle associazioni Anpas del Piemonte.

Attualmente, in questa drammatica emergenza, Anpas attraverso le associazioni aderenti (Croce Verde, Croce Bianca, Croce Giallo-Azzurra, Volontari del Soccorso, Volontari Ambulanza) è operativa in prima linea sul territorio con equipaggi e mezzi di soccorso per l’ospedalizzazione dei pazienti contagiati da coronavirus, dimissioni di pazienti “Corona” dagli ospedali alle abitazioni e alle residenze sanitarie assistenziali, per il trasferimento dei pazienti che sono dislocati in altre Regioni.

Anpas svolge inoltre sorveglianza sanitaria negli aeroporti, garantisce con personale specializzato, la copertura 24 ore su 24 di postazioni telefoniche del numero verde sanitario regionale 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione relativa all’emergenza Coronavirus.

I volontari delle Pubbliche Assistenze Anpas in collaborazione con i diversi Comuni stanno anche svolgendo servizio gratuito di consegna a domicilio di generi di prima necessità e farmaci in modo da alleviare, soprattutto per gli anziani, situazioni di difficoltà e di fragilità, riducendo contemporaneamente la mobilità delle persone.

Anpas è presente all’interno dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte dove è insediata tutta la catena di comando per risposta al Coronavirus per quanto di competenza regionale.

L’operato dei volontari del soccorso in genere, ma in particolar modo durante questa emergenza provocata dal Coronavirus, è insostituibile e richiede ad Anpas un grande sforzo organizzativo ed economico e di risorse.

I volontari necessitano degli indispensabili dispositivi di protezione individuale per aiutare in sicurezza la popolazione, pertanto Anpas sta quindi cercando il sostegno di chiunque condivida l’impegno volto a contrastare la pandemia provocata dal coronavirus. Un aiuto enorme e un riconoscimento degli sforzi che i 10mila volontari e volontarie Anpas, a livello piemontese, stanno facendo per fronteggiare questa terribile situazione.
L’Anpas è un’organizzazione di volontariato che opera nell’ambito dell’assistenza, dell’emergenza 118, del trasporto sanitario e del sociale, della protezione civile ed è registrata a livello regionale e nazionale presso il Dipartimento di Protezione Civile.

L’Anpas rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato, 10mila volontari, 6.259 soci, 407 dipendenti, di cui 55 amministrativi che, con 404 autoambulanze, 191 automezzi per il trasporto disabili, 224 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 462.864 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 15 milioni di chilometri.

 

Supermercato raddoppia i prezzi: denunciato il titolare

Supermercato del canavese rincara i prezzi dei generi alimentari fino ad oltre il 200%. Interviene la Guardia di Finanza di Torino 

 

È quello che hanno scoperto i Finanzieri della Tenenza di Lanzo Torinese in un noto supermercato della grande distribuzione, dove i generi alimentari di prima necessità ed altri prodotti venivano venduti a prezzi ingiustificatamente più alti.

I Finanzieri hanno appurato che quasi tutti i prodotti, considerati “in offerta” dal circuito commerciale del quale fa parte il punto vendita, avevano subìto un notevole quanto immotivato incremento del prezzo, anche fino ad oltre il 200% rispetto al costo previsto dalle offerte dettate dal marchio nazionale di riferimento.

 

Tutto più che raddoppiato; dai beni di prima necessità, pane e olio, sino al prezzo della colomba pasquale che da poco più di 3 euro era “lievitato” a quasi 7 euro. Ovviamente, in negozio, del “volantino offerte” in vigore non c’era nemmeno l’ombra, tanto che gli inquirenti l’hanno dovuto reperirlo in rete.

 

Nel corso dell’intervento i Finanzieri hanno anche constatato che il responsabile del punto vendita, in totale violazione dei Decreti emessi dal Governo per l’emergenza coronavirus, continuava a porre in vendita anche quelle tipologie di merci, non considerate di prima necessità, delle quali è attualmente preclusa la commercializzazione.

 

L’esercente è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ivrea per “Manovre speculative su merci”; rischia sino a tre anni di reclusione e sanzioni per 25.000 euro.  Il commerciante ha poi accumulato un’altra denuncia per aver posto in vendita prodotti per i quali era vietata la vendita

 

I Finanzieri, al fine di assicurare agli abitanti della zona l’indispensabile approvvigionamento dei prodotti di prima necessità, hanno anche richiesto alla Procura della Repubblica l’autorizzazione per evitare il sequestro delle merci, prevista dalla normativa in casi come questo.

Riaprono molti mercati ambulanti

Da oggi in circa due terzi dei mercati rionali di Torino riprendono l’attività di vendita dei generi alimentari 

Sono stati gli ultimi due, due giorni di stop  per l’ordinanza della Città che aveva disposto la chiusura per organizzare le condizioni di sicurezza imposte dal governo e dall’ordinanza della Regione PIemonte.  24 le aree mercatali riaperte su oltre 40 che  saranno recintate e controllate dalla Polizia locale. L’ingresso verrà regolato per non superare il numero massimo di clienti all’interno dell’area, deciso in base al numero dei banchi presenti, diverso da mercato a mercato. Nella foto in basso, il mercato di piazza Nizza.

 

Droga a domicilio invece del cibo. Ci pensava il rider

In moto consegnava cocaina e marijuana Fermato dai carabinieri durante i controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria

Consegnava a domicilio cibo e droga. Lavorava come fattorino per conto di una nota piattaforma che è completamente estranea a questa storia. In moto , sempre durante l’orario di servizio, trasferiva dosi di cocaina e marijuana nelle case di Torino. S’ignora da quanto tempo la doppia vita professionale di quest’uomo, italiano di 42 anni , scoperto dai carabinieri della Compagnia San Carlo durante i controlli per il rispetto delle prescrizioni connesse all’emergenza sanitaria, andasse avanti. L’hanno fermato in corso Agnelli angolo corso Sebastopoli, alle 7 di sera dopo aver bruciato un semaforo rosso. L’hanno perquisito e nel contenitore del cibo, teneva 178 grammi di stupefacente, tra marijuana e cocaina. A casa i carabinieri hanno trovato 28 grammi di marijuana e 15 grammi di cocaina. L’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di droga e collocato ai domiciliari.

“Al lavoro!” Un manifesto di intellettuali

“Il Parlamento si riunisca ad oltranza per svolgere la sua funzione di controllo. Non può esserci una sospensione della democrazia. Se ci si rassegna oggi, si perde la libertà domani”

“Tutti a casa” è rimedio salutare secondo i medici, ma veleno per le istituzioni.

La pandemia sconvolge le nostre vite, cambia i nostri comportamenti quotidiani, colpisce i nostri affetti più consolidati, mortifica persino la nostra umana pietà. Ma non può uccidere le istituzioni, non può mettere in quarantena la democrazia, non può sospendere la costituzione. Se è vero che siamo impegnati in una “guerra”, allora il Capo dello Stato, il Governo, il Parlamento devono essere i nostri avamposti. A loro sta la guida dell’esercito. E a loro sta dare quell’esempio di sacrificio, abnegazione, coraggio, determinazione, mobilitazione, che servono per vincere la guerra. Il popolo italiano, responsabile e ammirevole, oggi è invece lasciato solo. Il Parlamento si riunisce a intermittenza; il Governo si convoca di notte e, sempre di notte, spiega mediante social media; il Presidente del consiglio limita diritti costituzionali tramite decreti poco discussi e frettolosamente convertiti; il conflitto tra Governo, Regioni ed Enti Locali sta raggiungendo
livelli prima mai visti; e il Capo dello Stato è costretto ad assistere sgomento privo di poteri effettivi ad intervenire. Ci viene promesso l’aiuto dell’Unione europea, ma ci viene nascosta la verità delle intenzioni oblique. Di fatto, per lo spirito della nazione si ripete un altro 8 settembre: dalle case in cui sono rinchiusi, gli italiani vedono i loro comandanti che scappano. È vero che, come fece osservare più volte e inascoltato il Presidente Cossiga, la nostra costituzione è carente riguardo alle situazioni di emergenza. Ma questo non giustifica la fuga. Avvertiamo il bisogno che il capo dello Stato, da tutti apprezzata e riconosciuta autorità morale oltre che costituzionale, si rivolga formalmente e solennemente alla nazione richiamando le istituzioni alle loro responsabilità e le forze politiche alla collaborazione; che il governo si confronti realmente col Parlamento e in primo luogo con le opposizioni; e che il Parlamento si riunisca ad oltranza per svolgere la sua funzione di controllo. Non può esserci una sospensione della democrazia. Se ci si rassegna oggi, si perde la libertà domani.

Marcello Pera, Paolo Becchi, Carlo Andrea Bollino, Eugenio Capozzi, Luigi Curini, Gaetano Cavalieri, Ginevra Cerrina Feroni, Marco Gervasoni, Corrado Ocone, Antonio Pilati, Francesco Perfetti, Giulio Terzi, Aurelio Tommasetti, Giorgio Zauli

Alle poste le pensioni in pagamento il 26 marzo

Poste Italiane informa / Accreditate il 26 marzo con ritiro possibile da oltre 7000 Postamat. Per coloro che invece devono necessariamente recarsi negli Uffici Postali per il ritiro in contante sarà effettuata una turnazione in ordine alfabetico.  Poste invita i cittadini a recarsi in ufficio postale eclusivamente per operazioni essenziali e indifferibili.

  Con l’obiettivo di contribuire a contrastare la diffusione del Covid-19, Poste Italiane rende noto che le pensioni del mese di aprile verranno accreditate il 26 marzo per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 ATM Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell’Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente:

 

I cognomi dalla A alla B giovedì 26 marzo

                 dalla C alla D venerdì 27 marzo

                 dalla E alla K la mattina di sabato 28 marzo                   

                 dalla L alla O lunedì 30 marzo

                 dalla P alla R martedì 31 marzo

dalla S alla Z mercoledì 1 aprile.

 

 

Nell’attuale emergenza sanitaria, le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane.

 

In questa fase, ciascuno è pertanto invitato ad entrare negli uffici postali esclusivamente per il compimento di operazioni essenziali e indifferibili, in ogni caso avendo cura, ove possibile, di indossare dispositivi di protezione personale; di entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti; tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

 

Uncem e gli uffici postali durante l’emergenza

Uncem ha trasmesso ai Sindaci le informazioni di Poste Italiane relative alla riorganizzazione degli uffici postali e dei servizi postali, che continuano a essere erogati con modalità diverse. Uncem, sin dal primo giorno dell’emergenza, ha ribadito che la facoltà di rimodulare orari e servizi in accordo con Regioni, Prefetti e Sindaci, è importante nel garantire la salute dei dipendenti e degli utenti.

Poste Italiane dal 18 marzo ha provveduto a una  ulteriore razionalizzazione degli uffici postali su tutto il territorio nazionale, i cui giorni  e orari di accesso al pubblico vengono rimodulati.  L’Azienda ha disposto:
 Su tutta la rete nazionale la riduzione a tre giorni di apertura degli uffici che allo  stato attuale effettuano turno unico (08.20-13.35);
 Nei Comuni con popolazione fino a 25 mila abitanti la riduzione a tre giorni di  apertura e con orario 08.20-13.35 di alcuni Uffici che allo stato attuale effettuano d oppio turno (08.20-19.05);
 Nei Comuni con popolazione oltre i 25 mila abitanti l’apertura su sei giorni in  modalità turno unico (08.20-13.35) di alcuni uffici postali che allo stato attuale  effettuano doppio turno (08.20-19.05);

 Nei Comuni con oltre 150 mila abitanti l’apertura di almeno un ufficio doppio t urno, con termine attività anticipato alle ore 18.00 (08.20-18.00).

Molti Sindaci di Comuni montani negli ultimi giorni, in accordo con Poste, hanno invitato i cittadini a non recarsi, o comunque ad andare meno possibile all’ufficio postale come in altri uffici pubblici.

Uncem volentieri condivide l’appello, la riorganizzazione temporanea effettuata da Poste e la campagna #iorestoacasa.  Tutti i servizi on line della campagna sono disponibili sul sito  www.poste.it/iorestoacasa.html

I provvedimenti adottati dall’azienda in questa  fase e le informazioni di particolare rilevanza per i cittadini sono consultabili

all’indirizzo: www.poste.it/emergenza-covid19.html

Poste ha già comunicato ai Sindaci che  l’Inps ha autorizzato  il pagamento delle pensioni a decorrere dal 26 marzo.  Poste Italiane provvederà ad attivare specifiche iniziative di  comunicazione anche al fine di consentire una gestione dei flussi regolata che garantisca  – attraverso lo scaglionamento dei pagamenti previsti su base giornaliera e per ordine  alfabetico – la sicurezza contestuale della clientela e quella dei colleghi impegnati nella  erogazione del servizio.