ilTorinese

Cultura alla riscossa. La Reggia di Venaria e i teatri “a reti unificate” per ripartire

La Venaria Reale, il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, il Teatro Regio Torino, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, il Teatro Concordia – Fondazione Via Maestra – Venaria Reale oggi sono chiusi al pubblico

Ma la loro programmazione di eventi e iniziative prosegue  per un pubblico che sempre più numeroso segue le diverse attività proposte in streaming, in attesa della loro riapertura. Nelle domeniche 3 e 10 maggio, a partire dalle 17, condivideranno le loro piattaforme social per proporre “a reti unificate” l’iniziativa Facciamo luce tutti insieme. Saranno proposte  in diretta streaming dalla Galleria Grande della Reggia di Venaria,  una serie di concerti, letture recitate e performance teatrali registrate su diversi temi. Un modo originale per rilanciare  progetti culturali comuni, con rimandi e scambi reciproci di suggestioni e di pubblico.

#InFormaConLaBoxe ma a casa

Una grande  campagna social della Federazione Pugilistica Italiana #InFormaConLaBoxe, è dedicata ad atleti, tecnici ed appassionati

L’obiettivo è motivarli  a continuare il training tra le mura domestiche. L’iniziativa è partita bene e prosegue  con un palinsesto settimanale ricco di contenuti, in modo da intrattenere e coinvolgere anche da casa la community del Pugilato Italiano. La campagna è in sintonia con le direttive del Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora. 

Più di  duecento video e la partecipazione di tutto il mondo della boxe e non solo sono gli ingredienti della campagna condotta insieme ad Artmediasport, advisor Fpi, e a Fpi Scholas Occurrentes e Sport Senza Frontiere. L’iniziativa fa parte del progetto digital della federboxe avviato anche con la realizzazione di una piattaforma di e-learning per la formazione e l’aggiornamento dei tecnici sportivi.

Piemonte: 163 guariti, in via di guarigione 308. Le nuove vittime 70 per un totale di 924 morti

Il comunicato della Regione delle ore 19 di mercoledì 1 aprile

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 19.00

CENTOSESSANTATRE PAZIENTI GUARITI, 308 IN VIA DI GUARIGIONE

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 163 (+36 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 12 in provincia di Alessandria, 11 in provincia di Asti, 11 in provincia di Biella, 19 in provincia di Cuneo, 9 in provincia di Novara, 74 in provincia di Torino, 17 in provincia di Vercelli, 4 nel Verbano-Cusio-Ossola e 6 provenienti da altre regioni. Il 55% sono maschi, il 45% donne.

Altri 308 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

SETTANTA DECESSI, COMPLESSIVAMENTE 924 MORTI

Sono 70 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati stasera dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 8 in provincia di Alessandria, 1 in provincia di Asti, 6 in provincia di Biella, 9 in provincia di Cuneo, 5 in provincia di Novara, 36 in provincia di Torino, 4 nel Vercellese, 1 nel Verbano-Cusio-Ossola.

Il totale complessivo è ora di 924 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 178 ad Alessandria, 38 ad Asti, 75 a Biella, 67 a Cuneo, 113 a Novara, 339 a Torino, 50 a Vercelli, 49 nel Verbano-Cusio-Ossola, 15 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 9.918  le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.384 in provincia di Alessandria, 477 in provincia di Asti, 513 in provincia di Biella, 789 in provincia di Cuneo, 861 in provincia di Novara, 4.751 in provincia di Torino, 512 in provincia di Vercelli, 419 nel Verbano-Cusio-Ossola, 95 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 117 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 456.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 31.135, di cui 17.957 risultati negativi.

Come scegliere la raccolta fondi online

Il noto legale torinese in prima linea nella difesa dei cittadini chiarisce l’importanza di regole chiare anche nel crowfunding solidale per quanti vogliano contribuire in rete

SCONTRO FEDEZ-CODACONS, INTERVIENE PATRIZIA POLLIOTTO DI UNIONE CONSUMATORI PIEMONTE

Coronavirus, tempo di crisi, solidarietà e accesi scontri sul web: anche quando, al centro di tutto, vi sono iniziative solidali. “Quanto accaduto a livello pubblico in questi giorni tra Fedez-Ferragni e il Codacons, nel cui merito mi astengo dall’introdurmi, offre lo spunto per alcune, fondamentali riflessioni sul tema della donazioni benefiche al tempo di Internet”. E’ quanto afferma Patrizia Polliotto, stimato legale nonché Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 1955 a oggi la prima, più antica e autorevole associazione consumeristica italiana.

“In un momento in cui massima e prodiga è l’attenzione dell’opinione pubblica al dramma in atto e contestualmente anche agli sforzi collettivi profusi a cercare di arginarlo, si moltiplicano le iniziative di raccolta fondi a favore di questa o quella nobile causa. Occorre, nella scelta, prestare attenzione, affidando il proprio contributo soltanto a quelle piattaforme universalmente riconosciute per svolgere tale tipo di attività. Esiste, altresì, anche la possibilità di rivolgersi all’ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser, che dal 2000 ad oggi è il punto di riferimento riconosciuto per gli operatori del settore”, prosegue l’Avvocato Polliotto.

Che riprende: “Il problema, quasi sempre, si nasconde nella scarsa informazione a disposizione degli utenti del web, che difficilmente, stante la stringatezza dei testi introduttivi e di accompagnamento presenti sui social e le pagine ufficiali delle varie campagne, presentano ben chiare alla lettura tutte le clausole relative ai criteri di raccolta e ripartizione delle campagne stesse. Occorre, pertanto, accompagnare queste iniziative affidandosi anche ai professionisti della comunicazione, giornalisti e uffici stampa, perché tutto sia ben spiegato anche nei dettagli, offrendo ai potenziali aderenti tutte le più ampie, corrette ed esaustive informazioni in proposito”, conclude Patrizia Polliotto.

Si invita tutti i coloro i quali fossero interessati ad effettuare una donazione di qualsiasi entità a leggere attentamente le condizioni contrattuali facendo riferimento solo alle informazioni pubblicate sui siti internet e provenienti da canali ufficiali.

A Givoletto mascherine per tutti gli abitanti

Mentre la Protezione civile non riesce a soddisfare tutte le richieste

L’Italia abituata a fare da sè si è mobilitata nell’emergenza. Un esempio viene da Givoletto. Grazie a una generosa donazione, tutti i 4 mila abitanti del Comune di Givoletto (Torino) avranno una mascherina lavabile e riutilizzabile per proteggersi dal Coronavirus Covid 19. “Un’azienda di Grugliasco, la Diastar – spiega il sindaco, Azzurrra Mulatero –  ci ha fatto un grande regalo. Mi sento il sindaco più fortunato d’Italia ed esprimo immensa gratitudine per l’imprenditore che ha voluto farci questo dono, che mi permette di proteggere tutta la popolazione in questi difficilissimi momenti”

Le prime mille mascherine sono già arrivate, altre mille arrivano oggi e giovedì parte la distribuzione da parte dei consiglieri comunali e dei volontari che andranno casa per casa. Entro mercoledì della prossima settimana tutto il quantitativo di mascherine sarà consegnato al Comune di Givoletto, che completerà così la distribuzione. “Ero molto preoccupata – aggiunge il sindaco – perché la Protezione Civile annullava i nostri ordini. Fino ad ora ci aveva mandato 50 mascherine per 4 mila abitanti. Dopo questa donazione ho detto all’Unione dei Comuni della nostra zona che rinuncio alle 250 mascherine che ci avrebbero mandato. Inoltre, domanderò ai cittadini di non prendere in consegna la loro mascherina se non ne hanno bisogno e se ci saranno delle rimanenze le darò alla Croce Rossa”.

La Diastar fino a pochi giorni fa era specializzata in frese per il settore dentale e orafo, ma con grande prontezza ha riconvertito parte della produzione per far fronte all’emergenza Covid 19. Fra l’altro, si tratta di dispositivi sanitari particolarmente efficaci, perché dotati di una speciale membrana interna di particelle d’argento che permette una potente azione biocida. I manager della DG hanno preso questa decisione sulla base dell’esperienza maturata negli anni scorsi nella produzione di abbigliamento per uso odontoiatrico, che utilizzava un tessuto di nuova generazione antibatterico, idrorepellente, impermeabile, ionizzante, termoregolante, lavabile a 40° e autoclavabile.  L’attuale capacità produttiva dell’azienda è di 2.500 mascherine al giorno.

In ospedale per il coronavirus lo salvano da tumore

Per la prima volta è stata asportata una massa tumorale che ostruiva quasi completamente la trachea ed i bronchi in un paziente COVID positivo con un intervento non invasivo in broncoscopia rigida e supporto ECMO, grazie alle équipes di Pneumologia e di Rianimazione dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino

Lunedì scorso si è presentato al Pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè un giovane paziente che presentava un gravissimo quadro di insufficienza respiratoria, in COVID positività, che ha richiesto l’intubazione in urgenza. Stante la difficoltà connessa al supporto ventilatorio, il paziente è stato trasferito presso l’ospedale Giovanni Bosco, dove è stato evidenziato come alla base delle difficoltà ventilatorie vi era una massa di quasi 2 cm. che ostruiva quasi completamente la trachea (90 – 95%) e che impediva, nei fatti, la ventilazione meccanica necessaria per il trattamento dell’insufficienza respiratoria COVID – correlata. 

È stata quindi allestita un’équipe rianimatoria, coordinata dal dottor Sergio Livigni dell’ospedale Giovanni Bosco in collaborazione con lo staff della Città della Salute di Torino, che ha provveduto a connettere il paziente alla circolazione extracorporea (ECMO) ed a trasferire il paziente presso la Rianimazione di riferimento dell’ospedale Molinette, diretta dal professor Luca Brazzi.
Confermato il sospetto diagnostico, per salvare la vita del giovane paziente, si è proceduto all’esecuzione, in urgenza, di una manovra di disostruzione della trachea e dei bronchi coinvolti dalla malattia, con l’utilizzo di broncoscopia rigida, mentre la circolazione extracorporea garantiva idoneo supporto all’insufficienza respiratoria determinata dall’infezione da COVID.

 

Si tratta del primo caso al mondo in cui tale procedura sia stata eseguita in paziente COVID positivo con tutte le difficoltà correlate alla necessità di ridurre la diffusione dell’infezione nell’ambiente e tra gli operatori. L’intervento non invasivo è stato eseguito venerdì scorso, in regime di sicurezza per gli operatori, presso la Rianimazione universitaria, da parte del dottor Paolo Solidoro broncoscopista della Pneumologia universitaria delle Molinette (diretta dal professor Carlo Albera del Dipartimento Cardiotoracico e Vascolare, diretto dal professor Mauro Rinaldi), con la supervisione del dottor Rosario Urbino coadiuvato dall’équipe anestesiologica formata da Chiara Bonetto e da Ivo Verderosa e dagli infermieri professionali Barbara Picco e Mario Viale. L’intervento ha avuto successo liberando le vie aeree dalla massa, così permettendo la sospensione della circolazione extracorporea e l’inizio del progressivo svezzamento dalla ventilazione.

 

Tutto ciò è stato reso possibile dalla collaborazione in rete di più ospedali del Piemonte coinvolti e dalla professionalità delle équipes mediche ed infermieristiche che hanno partecipato ad ogni singolo passo in un momento di massima emergenza nazionale legata al COVID-19.

 

Buon compleanno Museo Egizio

Il Museo Egizio di Torino compie cinque anni. Si tratta, naturalmente, del primo lustro trascorso dal nuovo allestimento, inaugurato il 1 aprile 2015. Perché il celebre museo torinese di anni ne ha parecchi di più

E’  addirittura il più antico museo del mondo dedicato totalmente alla cultura egizia, il secondo per importanza dopo quello del Cairo. 

La fondazione vera e propria avvenne nel 1824, quando il re il re Carlo Felice acquistò una  collezione di reperti egizi (allora diventati molto “di moda” a seguito delle campagne napoleoniche nella terra delle piramidi) per la modica cifra di 400.000 lire di allora. Il sovrano vi aggiunse altri reperti di antichità classiche appartenenti ai Savoia e il museo poté iniziare la sua attività. Oggi le sale sono chiuse a causa  dell’emergenza sanitaria, ma sul sito del museo è possibile effettuare interessanti visite virtuali. Buon compleanno!

 

museoegizio.it

“Ora d’aria” per i bimbi, sì o no?

La richiesta era arrivata proprio ieri alla sindaca Chiara Appendino da un nutrito gruppo di mamme torinesi. Chiedevano alla prima cittadina la possibilità, nonostante il lockdown da coronavirus, di poter far prendere una boccata d’aria ai propri bambini

La sindaca ha prontamente risposto sui social che il Comune non poteva fare altro che seguire le direttive nazionali.

Poi, in serata, è giunta la notizia dell’ordinanza del ministero dell’Interno, che consente ad un genitore alla volta di accompagnare a passeggio per breve tempo e non troppo lontano i propri bimbi.  Più nel dettaglio, ecco cosa dice la circolare: per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. Il nuovo provvedimento ha suscitato perplessità da parte di chi teme una maggiore diffusione dei contagi, ma anche il sollievo di tanti genitori che non ce la facevano più a tenere i figli “segregati” nelle proprie abitazioni. In queste ore si capirà se e come i papà e le mamme di Torino sapranno seguire alla lettera le indicazioni ministeriali per l'”ora d’aria” dei bambini. E, oggi pomeriggio, arriva il parere della Regione: “Si prosegue con  la linea del rigore:  continuiamo a restare a casa. Nessun allentamento delle misure di contenimento in Piemonte”

E’ la linea del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dopo l’ apertura da parte del Governo alle  brevi passeggiate genitore-figlio. “Nella nostra regione continuano a valere le regole più restrittive Bisogna continuare a stare a casa. Solo così vinceremo la battaglia”, prosegue il governatore.

A prevalere deve essere in ogni caso il buonsenso. Così come il cane può essere portato fuori per  i bisogni fisiologici attorno alla propria casa, è ovvio che sarà anche possibile per un genitore single  uscire con il figlio, se non ha nessuno a cui lasciarlo.  Ma non sono concesse, nemmeno  ai genitori,  vere e proprie passeggiate con i bambini.

Covid-19, nuove misure di protezione nelle residenze per anziani

È stato firmato da Unità di Crisi, Regione Piemonte, Prefetture piemontesi, Province e Città metropolitana di Torino, il Protocollo d’intesa per “ulteriori misure di contenimento Covid 19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale e nelle strutture assistenziali e socio sanitarie, ivi comprese le RSA”

La necessità di un Protocollo contenente le linee guida specifiche per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus nelle RSA si rende necessaria a causa della situazione di vulnerabilità degli ospiti delle Residenze Sanitarie Assistenziali, particolarmente esposti al rischio di complicanze conseguenti all’infezione da COVID 19 a causa dell’età avanzata.

Il “Protocollo RSA” intende perciò assicurare la prosecuzione delle attività nelle strutture, incluso il reperimento del personale di ambito sociosanitario di supporto, nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio, garantendo ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza e al personale di operare al minor livello di rischio possibile.

«Quanto al controllo della situazione sanitaria – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, accanto al monitoraggio continuo e capillare già realizzato nelle RSA piemontesi e al recente rilascio della Piattaforma Covid 19 per verificare lo stato di salute dei cittadini positivi (in quarantena e guariti), la Regione Piemonte valuterà la possibilità di un programma di graduale monitoraggio sierologico del personale e degli ospiti delle strutture, attingendo ai 300 mila test sierologici acquistati dalla Regione che saranno seguiti dai tamponi nei casi necessari».

Particolare attenzione viene posta anche al personale. Il Protocollo favorisce infatti il reperimento e la temporanea sostituzione del personale socio-sanitario da parte delle RSA, attingendo dalle graduatorie sanitarie. Sarà inoltre possibile rinforzare il personale di supporto, dedicato all’igiene dei pazienti e degli ambienti, aprendo anche agli operatori che stiano frequentando un corso per operatori socio assistenziali, che siano badanti formate, o badanti di esperienza non professionali.

«Ho lavorato in sinergia con la Presidenza e con il collega Luigi Icardi, per questo protocollo d’intesa – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche sociali, Chiara Caucino –. Era necessario realizzare un percorso condiviso con tutte le Istituzioni piemontesi, per offrire risposte immediate ed efficaci in questo momento di grave emergenza. È uno sforzo che abbiamo fatto per aiutare le persone fragili, i nostri nonni, i nostri genitori, gli anziani che si trovano nelle strutture e gli operatori che combattono in prima linea, con l’auspicio di poter uscire al più presto da questa crisi sanitaria che ha coinvolto non solo la nostra Regione ma l’intero Paese».

Sempre per il personale, sono previste ulteriori misure sul fronte del contenimento del contagio oltre a quelle già in vigore: gli operatori in quarantena potranno infatti essere ricollocati all’interno di strutture di ricovero alternative (es. alberghi) situate nelle vicinanze.

La gestione di un ampio numero di strutture, di ospiti e di personale ha inoltre richiesto l’istituzione di una Cabina di Regia da parte delle Province piemontesi, d’intesa con le Prefetture, in cui siano rappresentati tutti gli attori delle RSA piemontesi: associazioni datoriali, Ordini professionali e Organizzazioni sindacali rappresentanti gli operatori, associazioni di pazienti e familiari maggiormente rappresentative, associazioni di rappresentanza degli Enti locali, nonché un rappresentante degli Enti gestori e dell’ASL di competenza. È inoltre prevista la presenza di una rappresentanza delle RSA piemontesi nell’attuale struttura dell’Unità di Crisi al fine di favorire azioni comuni e condivise.