ilTorinese

In Piemonte oltre 2600 guariti. Meno pazienti in terapia intensiva, ma ci sono altri morti

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 19 di domenica 19 aprile

2.625 PAZIENTI GUARITI E 1.672 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è di 2.625 (185 in più di ieri): 233 (+40) in provincia di Alessandria, 98 (+7) in provincia di Asti, 104 (+4) in provincia di Biella, 275 (+15) in provincia di Cuneo, 219 (+3) in provincia di Novara, 1.359 (+66) in provincia di Torino, 139 (+10) in provincia di Vercelli, 158 (+35) nel Verbano-Cusio-Ossola, 40 (+5) provenienti da altre regioni.

Altri 1.672 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 2.379

Sono 77 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi, di cui 23 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale complessivo è ora di 2.379 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 466 ad Alessandria, 119 ad Asti, 147 a Biella, 175 a Cuneo, 220 a Novara, 991 a Torino, 136 a Vercelli, 99 nel Verbano-Cusio-Ossola, 26 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 21.144 (+563 rispetto a ieri), le persone finora risultate positive al “Covid-19” in Piemonte: 2.802 in provincia di Alessandria, 1.113 in provincia di Asti, 783 in provincia di Biella, 2.056 in provincia di Cuneo, 1.987 in provincia di Novara, 10.157 in provincia di Torino, 976 in provincia di Vercelli, 936 nel Verbano-Cusio-Ossola, 217 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 117 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 304 (-18 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.296.

Le persone in isolamento domiciliare sono 10.868.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 99.008, di cui 50.919 risultati negativi.

Prove (fallite) di “insurrezione” in borgo Aurora: poliziotti aggrediti

In due, in borgo Aurora, avevano appena rapinato un pensionato della catenina d’oro. Gli anarchici tentano di sobillare la popolazione, ma falliscono

Gli agenti di polizia  in zona per i controlli legati all’emergenza Coronavirus hanno bloccato i rapinatori. Nel frattempo  un gruppo di anarchici  della vicina casa occupata è sceso in strada e ha cercato di difendere i malviventi, incitando sui social gli abitanti a ribellarsi contro i metodi a loro detta sempre più da “stato di polizia” . Gli anarchici hanno poi iniziato ad insultare e ad aggredire gli agenti. Quattro “insorti” in questa prova di “rivoluzione di quartiere”   sono stati fermati e condotti  in commissariato per gli accertamenti. Due tram della linea 4 sono stati  fermati perché non potevano procedere, in quanto bloccato dagli antagonisti in segno di protesta.

Barbiere al lavoro: multato con il cliente

A Pavone Canavese un barbiere è stato multato dai carabinieri

Per lui sanzione di 800 euro perché è stato trovato al lavoro nonostante le restrizioni anti Coronavirus. Anche  il cliente nel negozio è stato sanzionato per 400 euro. Il negozio è stato inoltre segnalato alla prefettura per eventuali provvedimenti di sospensione dell’attività commerciale.

Pd: “Bonus personale sanitario, propaganda del centrodestra”

I Consiglieri del Gruppo Pd in Consiglio regionale: “Ai soldi del governo si aggiungano risorse del bilancio regionale”

Quanto è bello fare i generosi con i soldi degli altri? Bisognerebbe chiederlo ai capigruppo di maggioranza in regione Alberto Preioni, Paolo Ruzzola e Maurizio Marrone, che hanno annunciato un bonus in busta paga per tutto il personale sanitario e socio sanitario per un totale di 18 milioni di euro:

tutti soldi stanziati dal Governo con il DL 18/2020. Prima la Lega ha provato a intestarsi l’acquisto delle mascherine fatte con i soldi dei cittadini, ora tutto il centro-destra ci prova con quelli del Governo! Forse sarebbe il caso di tirare fuori qualche risorsa della Regione Piemonte oltre che qualche buona idea per affrontare la situazione… Riteniamo sia corretto riconoscere lo sforzo straordinario degli operatori sanitari, tant’è che nelle scorse settimane proprio dal gruppo del Partito Democratico è emersa la proposta di un’erogazione di un compenso aggiuntivo reperito utilizzando risorse della Regione e, se necessario, anche parte delle donazioni effettuate per fronteggiare l’emergenza: in tal senso presenteremo anche una proposta di legge a prima firma del capogruppo Domenico Ravetti. Anche in questo caso basta prendere esempio da chi si è già mosso nella giusta direzione: in Toscana ad esempio l’accordo tra Regione e Sindacati prevede un incentivo di 38 milioni, in Emilia Romagna saranno 1.000 euro in più per 60mila tra medici e infermieri, ovvero 60 milioni, nel Lazio il bonus varierà tra 600 e 1000 euro per tutti coloro che sono impegnati contro l’emergenza Covid, per un totale di 36 milioni di euro… Insomma, anche in questo caso sarebbe meglio non giocare con le aspettative di chi è impegnato in prima linea, ma fare proposte serie e con un fondamento finanziario. Noi, anche su questo, siamo disponibili al confronto e a dare una mano, ma basta propaganda!

I Consiglieri del Gruppo Regionale del Partito Democratico

Studenti senza tablet: li consegnano a casa i carabinieri

Per lo studio da casa e i collegamenti con la scuola, ci sono ancora studenti in difficoltà. Non hanno pc, tablet, cellulari per la didattica online

Così venerdì, i carabinieri della Stazione di Avigliana hanno consegnato 14 computer portatili ad altrettanti studenti dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri di Avigliana.
I Carabinieri, dopo aver saputo dal dirigente scolastico la necessità di dotare gli studenti di apparati informatici destinati alla frequenza delle lezioni in modalità  “e learning”, a causa della sospensione delle attività didattiche per l’emergenza Covid 19, si sono offerti di recapitarli personalmente in modo da evitare gli spostamenti della popolazione sul territorio.  Un piccolo gesto di solidarietà alla cittadinanza. E ora anche questi ragazzi potranno proseguire come i compagni, il percorso scolastico.

Arrestato stalker maniaco a Porta Nuova

Fermato dagli agenti del Commissariato Centro

Già da qualche giorno la donna era vittima delle attenzioni e dei comportamenti molesti dell’uomo quando
portava i cani a passeggio, cosa che le aveva provocato uno stato d’ansia per la paura di trovarselo difronte
soprattutto di sera.
Anche giovedì mattina, mentre la vittima cammina sotto i portici nei pressi della Stazione Porta Nuova,
l’uomo si avvicina e dopo averla fissata, si tocca le parti intime. Proprio in quel momento passa di lì una
volante della Polizia di Stato, la donna richiama l’attenzione e gli agenti intervengono fermando l’uomo che
poi verrà arrestato per atti persecutori.
Dagli accertamenti emerge che l’uomo, un trentacinquenne, oltre ad avere a carico una denuncia per atti
osceni, nel marzo scorso era stato arrestato per atti persecutori commessi nei confronti di una esercente
della zona. A seguito dell’arresto, nei confronti dell’uomo, era stato emesso il divieto di avvicinamento alla
parte offesa, tra l’altro violato giovedì, quando è stato fermato, visto che si trovava a una distanza inferiore
da quella stabilita. Per tale violazione, il trentacinquenne è stato denunciato in stato di libertà.

Le vignette di Mellana

Non vi da’ un vago senso di fastidio in questi giorni la parola”scienziato”? A me molto.

Premetto doverosamente e a scanso di equivoci che non sono contro la scienza, aborro ogni forma di superstizione o pratica esoterica ma contemporaneamente sono pervicacemente contro la deificazione della scienza.
In questi mesi spuntano ovunque gli  “scienziati”,  così chiamati i giornalisti, ma loro tra di loro non lo fanno, loro tra di loro bisticciano e se bisticciano è perché non considerano l’altro uno “scienziato” ma, se va bene, uno sprovveduto contapalle. La politica ne ha arruolati una quantità inverosimile per poi….scaricarli alla prima occasione.
Prendete Fontana, avendo la magistratura alle costole si è affrettato a dire che lui non c’entra niente, è tutta colpa degli “scienziati” dell’ATS (Agenzie di Tutela della Salute), che sono loro ad aver detto cosa fare. Ora, a parte il fatto che perlomeno  ha la responsabilità politica della loro nomina se davvero fossero loro i responsabili della strage nelle case di riposo, ma se dice che è colpa loro, conseguentemente ora, deve destituirli, altrimenti come fa ad aver fiducia dei loro prossimi suggerimenti? O pensa di continuare a fidarsi, vada come vada, tanto è sempre colpa loro?
Per finire questa parte  due parole sul libro appena scritto da Burioni sul virus. Anche se ha detto che i proventi delle vendite andranno alla ricerca, l’operazione è “scientificamente squallida”. Che in due mesi sia possibile scrivere cose serie  su di un argomento, il COVID-19,  di cui si sa ancora talmente poco che ogni giorno se ne dicono di nuove, diverse e contrastanti tra loro è veramente inconcepibile. Speriamo che anche il narcisismo non sia epidemico, altrimenti chissà quanti “scienziati” scriveranno libri sul coronavirus.
*  *  *
La vignetta del geniale Ron Cobb è degli anni ’70 e ci dice che negli USA sono sempre stati anni avanti a noi, loro già in quel tempo trattavano i loro anziani come scarti. Noi ci siamo arrivati adesso ma stiamo lavorando bene, anzi meglio, invece di buttarli via li ammazziamo.
Claudio Mellana

In 12 giorni le Ogr si trasformano in ospedale covid

12 giorni di lavoro 24 ore su 24 con una squadra di oltre 100 persone, guidate dal Genio Infrastrutture dell’Aeronautica militare con l’Unità di crisi e la Protezione civile della Regione Piemonte, per trasformare una parte delle storiche OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino in un ospedale temporaneo dedicato ai pazienti Covid. Da domani sono completamente operativi gli 8.900mq messi a disposizione a canone zero dalla Fondazione CRT, proprietaria della struttura, nell’ambito dell’intesa tra Regione, Prefettura, Comune di Torino e Società consortile per azioni OGR – CRT.

Circa 3 milioni di euro il valore dell’intervento, interamente sostenuto da Compagnia di San Paolo. 12 stanze per un totale di 90 posti dedicati ai pazienti in via di guarigione: 56 posti letto di degenza, 30 di terapia subintensiva e 4 di terapia intensiva potenziabili fino a 12 in caso di necessità.

In particolare, 2 dei posti di terapia intensiva si trovano nel primo prototipo del modulo CURA, finanziato e donato da Unicredit: il container/unità di terapia intensiva mobile realizzato in 4 settimane da una task force internazionale che include, tra gli altri, i designer di Carlo Ratti Associati con Italo Rota e gli ingegneri di Jacobs, con le tecnologie medicali Philips.

Il tutto è monitorato da una sala di controllo sopraelevata, che si affaccia sull’intera area sanitaria. La gestione è affidata ad ASL Città di Torino.

Le prime squadre di lavoro sono entrate il 6 aprile, il giorno successivo sono iniziati i lavori portati avanti dal Genio dell’Aeronautica, con il supporto di Modorent per l’allestimento. In queste ore è in corso la sanificazione per poter accogliere i primi pazienti già dal primo mattino di domani, domenica 19.

Saranno circa 100 gli operatori sanitari in forze alle OGR, di cui circa 40 medici e 60 infermieri e personale sanitario. Tra loro anche i 38 medici e infermieri della Brigada cubana Henry Reeve specializzata in emergenze (dall’uragano Katrina al terremoto di Haiti, alle strutture sanitarie per l’Ebola in Africa). La squadra è atterrata a Caselle il giorno di Pasquetta grazie al supporto dell’Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, Aicec l’Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba, oltre a Fondazione Specchio dei Tempi e Lavazza che hanno sostenuto i costi del volo in un momento in cui nessun aereo lascia L’Avana per l’Europa.

Progettato per essere completamente riutilizzato una volta finita l’emergenza, l’ospedale è stato costruito grazie al supporto, in particolare, di un team di 16 specialisti del settore impiantistico dell’Aeronautica militare provenienti dalle unità operative (8°, 16° e 27° Gruppo Genio Campale) dei tre Reparti Genio, esperti nella progettazione e realizzazione di opere in condizioni di criticità. Tra gli interventi realizzati in pochissimi giorni tutti gli impianti elettrici e idrico-sanitari a servizio dell’intera struttura, pensati e realizzati nel rispetto delle restrittive norme per le strutture ospedaliere di questa tipologia.

«Il nostro grazie va a tutti coloro che con un grande lavoro di squadra – spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – hanno permesso di compiere in soli 12 giorni un piccolo importante miracolo. Grazie a tutti i partner istituzionali pubblici e privati e, soprattutto, alle donne e agli uomini che da domani daranno vita a un ospedale da campo che mai avremmo immaginato di dover aprire. Questa straordinaria struttura ha un duplice valore: curare i malati Covid e allo stesso tempo liberare posti negli ospedali del territorio, affinché possano tornare a prendersi cura di tutte le altre emergenze sanitarie».

«L’elenco dei ringraziamenti è lunghissima – sottolinea la Sindaca di Torino Chiara Appendino– a dimostrazione di come il territorio in tutte le sue componenti abbia fatto la sua parte per dare risposta alle emergenze di questo momento. Le OGR hanno rappresentato le grandi fasi di cambiamento, dalla riparazione dei treni a luogo di cultura e ritrovo, seconda vocazione della città. Ora si è nuovamente trasformata in tempi record per accogliere pazienti. Speriamo che presto possa tornare a essere luogo dove vivere gli spazi culturali della città e ritornare alla sua seconda vocazione».

«Un significativo segnale di coesione istituzionale – evidenzia il Prefetto di Torino Claudio Palomba -. Oggi abbiamo avuto la prova che risultati si raggiungono quando c’è unità tra tutti gli attori, a cui si associa l’attitudine, tipicamente sabauda, nell’affrontare la situazione in maniera equilibrata e coesa».

«L’Aeronautica – spiega il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare Alberto Rosso – ha impiegato per svolgere questo intervento personale tecnico altamente specializzato dei Reparti Genio della Forza Armata, con il quale sono stati realizzati gli impianti elettrici e medicali necessari, rispettando gli standard di sicurezza previsti. Sono orgoglioso che i lavori siano stati completati in anticipo rispetto a quanto previsto. In questo contesto la tempestività è un aspetto essenziale per salvare vite umane. L’Aeronautica Militare opera costantemente con determinazione e volontà in collaborazione con le diverse Istituzioni in questo momento di emergenza a favore della collettività».

«Dopo aver fatto rinascere le OGR due anni e mezzo fa – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –, abbiamo scelto di metterle nuovamente a disposizione della comunità a canone zero per aiutare chi ha bisogno: questa è la priorità assoluta per noi. Perché, come diceva Italo Calvino, di una città non si gode per le sette o le settantasette meraviglie, ma per la risposta che dà a una domanda».

«Le OGR aggiungono oggi una nuova, importante missione a quella di Officine della Cultura e della Tecnologia – dichiara il Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci -: diventare per alcuni mesi anche Officine della Salute, per riparare il bene più prezioso delle persone nel momento di difficoltà e bisogno per tutta la Comunità».

«Fin dall’inizio dell’emergenza – commenta Francesco Profumo presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo – gli interventi più importanti che abbiamo voluto mettere in campo sono stati quelli tesi a supportare le necessità sanitarie, ma con uno sguardo volto al futuro.  3 milioni di euro per la realizzazione di un’area sanitaria temporanea presso gli spazi delle OGR, 5 milioni di euro per nuovi posti letto di terapia intensiva e semi intensiva, 300 mila euro alla Fondazione Medicina a misura di donna Onlus e futuri interventi in via di delibera.  Oggi affrontiamo l’emergenza, ma il nostro impegno è intercettare le necessità di azione nelle successive fasi».

Ora impariamo a fare dell’esperienza virtù

Una cosa è assodata: i nodi sono venuti al pettine, o se volete le contraddizioni sono esplose provocando danni gravissimi se non irreparabili. Ora toccherà alla nostra collettiva intelligenza 

Prima cosa è fare dell’esperienza virtù. Facile nel dirsi e più complicato a farsi.

Secondo: capiti gli sbagli fatti da Gennaio in poi. Toccherà alla magistratura, eventualmente,
stabilire se c è stato dolo o solo ignoranza. Mia figlia Sara,  anni fa mi ha regalato una
maglietta con su scritto: fare il padre è un mestiere difficile. Ma qualcuno deve pur farlo.

Qualcosa di simile è avvenuto in queste settimane. Non deve essere stata una passeggiata
scegliere che cosa fare. Da Roma a Torino come a Milano e Venezia. Ma c’è qualcuno che a
Venezia ci ha azzeccato e qualcuno che a Torino e Milano non ci ha azzeccato, magari non
su tutto, ma errori , essendo stati fatti, non dovranno più ripetersi. Il perché degli errori è
presto detto: una filosofia e cultura di base decisamente insufficiente. In altre parole non essere
minimamente preparati alla qualità e quantità del problema. Ci sono poi i complottisti. Per
loro è tutto più semplice. Grandi ed occulti poteri che producono questi fenomeni per trarne
vantaggi, essenzialmente di carattere economico. Cosi viene prodotto il virus in laboratorio per
produrre restrizioni democratiche e far vendere i vaccini per fare affari. Fantasiosi ed anche un
po’ pericolosi. Pericolosi perché autoassolutori. Ma anche qui c’ è chi è in buona fede e chi no.

Difficile una via di mezzo. Ora c’e una sola parola d’ordine: tornare alla normalità. Perplessi
alcuni virologi e decisamente contrari i sindacati. Il motivo è presto detto: nei posti di lavoro non
sarebbero garanti i livelli minimi di sicurezza. Ed invertire i fattori? Aprire dove  è garantita
la sicurezza e controllare periodicamente, non sarebbe meglio? I coronabond sono arrivati.
Esulta il PD, masticano amaro i cinque stelle e nettamente contraria è la destra. Non tutta per la
verità. Berlusca ammonisce i suoi. Prima prendiamo i soldi e poi si vedra’.

Persino Giorgetti non  sta bisticciando con Salvini. Del resto si sa che è tra i pochi che in Lega
hanno un proprio pensiero. Non l’unico appunto  come Zaia che azzeccando molto, se non tutto,
è per l’apertura. De Luca riscopre le sue origini borboniche e vuole blindare la Campania. Dal
sovranismo al campanilismo il passo è breve. Parole al vento. Un altro che straparla è Borghi
della Lega: contrario agli eurobond perché saremo schiavi. Alternative? Certamente, riprendere
a stampare moneta, emissioni di titoli da parte dello stato e Banca d’Italia che compra il
debito. Effettivamente sembrava un po’ alticcio. E l’Azzolina, per chi non se ne è accorto, ministro
dell’Istruzione  sostiene che, nonostante tutti promossi, saranno pagelle vere. Anche qui
dovrebbe essere l’incontrario.

Dal Ministro dell’Istruzione ci aspettavamo di far studiare gli alunni e poi il voto si vedrà. Queste incongruenze
della politica non dovranno essere un alibi per giustificare nostri non regolatori comportamenti.
Tutto non sarà come prima. Dovremmo comportarci seguendo un codice di comportamento.

Sì, anche qui non vale la regola se lo fa lui lo posso fare anche io. La posta in gioco è altissima.
Il prezzo  che dobbiamo pagare  è fare il nostro dovere. Mi rendo conto che per noi italiani l’argomento è un po’ ostico. ù

Abbiamo altri
pregi che messi insieme ad un minimo di organizzazione possono fare la differenza. Insisto
ripetendomi, che non si intravedono altre strade se non queste. Il 4 di maggio non è e non deve
essere un rompete le righe.

Si potrà uscire, incontrare persone, insomma riprendere la vita di ieri con nuove regole di
comportamento.

Patrizio Tosetto

Le unioni civili, dieci anni fa

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento  dell’Associazione Marco Pannella di Torino, con la dichiarazione di Mario Barbaro e Sergio Rovasio, membri del Consiglio Generale del Partito Radicale   

DIECI ANNI FA LA STORICA SENTENZA 138/2010 DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE DIEDE IL VIA ALLA DISCUSSIONE  E APPROVAZIONE IN PARLAMENTO  DELLE  UNIONI CIVILI . LO SI DEVE GRAZIE A UN’IDEA ISPIRATA DALLE LOTTE DEL PARTITO RADICALE E AL SUPPORTO DI AVVOCATI E COPPIE CHE CHIEDEVANO IL MATRIMONIO EGUALITARIO.

Dieci anni fa la Corte Costituzionale, con una sentenza storica , 138/2010, riconobbe fondate le ragioni di alcune coppie omosessuali che chiedevano ai Tribunali il riconoscimento delle loro unioni presso i loro Comuni e sollecitò il Parlamento a legiferare su questo tema. L’idea di promuovere una campagna di ‘disobbedienza civile’,  nacque durante il Congresso di fondazione dell’Associazione Radicale Certi Diritti che  si svolse nel marzo del 2008 presso la sede romana di rappresentanza del Parlamento Europeo.

In quell’occasione venne lanciata la campagna di Affermazione Civile, termine coniato dal radicale Sergio Rovasio, che si era a sua volta ispirato alla campagna di Affermazione di coscienza promossa dal Partito Radicale alla fine degli anni ’80 in alternativa alla sempre più burocratizzata e banalizzata obiezione di coscienza al servizio militare. I sostenitori di quella campagna antimilitarista e antinazionalista per gli Stati Uniti d’Europa si autodenunciarono e furono arrestati in diverse città italiane.

La campagna di Affermazione Civile vide in prima fila i fondatori dell’Associazione Radicale Certi Diritti Clara Comelli, Gianmario Felicetti, Enzo Cucco, Sergio Rovasio , Luca Piva e Giacomo Cellottini  con  gli avvocati Francesco Bilotta, Alexander Schulster e Antonio  Rotelli di Rete Lenford – Avvocatura lgbt, diretti protagonisti di quella iniziativa  nonviolenta  che ebbe il suo epilogo con la storica sentenza 138/2010. L’idea, promossa in tutta Italia, era quella di invitare le coppie gay conviventi a chiedere presso il loro Comune di potersi sposare e,  ricevuto il diniego, fare opposizione legale. L’azione fu decisa dopo che per mesi la classe politica litigava e poneva veti incrociati alla possibilità di approvare in Parlamento una legge simile ai Pacs francesi o l’Equal Marriage britannico.

Nel giro di due anni, grazie ai Tribunali di Venezia, di Firenze e alla Corte di Appello di Trento, la Corte Costituzionale si espresse ritenendo fondate le ragioni delle coppie ricorrenti difese dai Costituzionalisti Avvocati professori universitari Enzo Zeno Zencovich, Marilisa D’Amico e Vittorio Angiolini con presenti in aula gli Avvocati Francesco Bilotta e Alexander Schulster, insieme a Sergio Rovasio ed altri esponenti radicali. Fu questo un primo passo concreto che di lì a pochi anni fece poi approvare la legge sulle Unioni civili, ritenuta dai promotori della campagna ancora troppo limitata rispetto al raggiungimento del matrimonio egualitario che supererebbe ogni forma di  discriminazione oggi ancora esistente nei confronti delle coppie gay.

La cosiddetta ‘via legale’ è  stata utilizzata da diverse organizzazioni  anche in Germania, Danimarca  in Sudafrica, Canada e alcuni Stati Usa e spesso viene utilizzata nei paesi democratici per sollecitare leggi di uguaglianza.

Mario Barbaro e Sergio Rovasio, membri del Consiglio Generale del Partito Radicale hanno dichiarato:

“Sono trascorsi 10 anni. Con il Partito Radicale e l’Associazione Marco Pannella di Torino e i metodi della lotta nonviolenta si possono raggiungere risultati concreti così come accaduto con la sentenza 138/2010: continueremo con la nostra Associazione qui in Piemonte a percorrere la “via legale” per la promozione e la difesa dei diritti civili e umani. I veti della partitocrazia troppo spesso ossequiosa dei voleri clericali hanno sempre impedito al nostro Paese di promuovere leggi d’avanguardia.”