CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 18 DI MERCOLEDì 3 GIUGNO
19.167PAZIENTI GUARITI E 2.983 IN VIA DI GUARIGIONE
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 19.167(+198 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2.030 (+9) Alessandria, 992 (+13) Asti, 749 (+20) Biella, 1.900 (+21) Cuneo, 1.635 (+2) Novara, 10.007 (+131) Torino, 827 (+1) Vercelli, 892 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 135 (+1) provenienti da altre regioni.
Altri 3.983sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.
I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.898
Sono 14i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 al momento registrati nella giornata di oggi, (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale è ora di 3.898 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 649 Alessandria, 235 Asti, 203 Biella, 384 Cuneo, 334 Novara, 1.714 Torino, 214 Vercelli, 127 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 38 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Sono 30.734 (+19 rispetto a ieri, di cui 7 positività di fine aprile comunicate oggi da una RSA di Asti) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3.944 Alessandria, 1.847 Asti, 1035 Biella, 2.783 Cuneo, 2.707 Novara, 15.653 Torino, 1.307 Vercelli, 1.111 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 255 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 92 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 44(–2 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 841 (– 8rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 3.801.
I tamponi diagnostici finora processati sono 327.206, di cui 181.090risultati negativi.
Al binario 16 della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova è partito il Frecciarossa per Reggio Calabria nel primo giorno di riapertura dei confini tra regione e regione.
La manifestazione del 2 giugno a Roma del centro – destra a Roma ha rappresentato un’evidente trasgressione delle norme anti-contagio, come si può vedere dalle molte riprese in diretta della fiumana di gente che seguiva il tricolore portato a braccia in via del Corso. Qui la politica non c’entra, c’entra il senso di responsabilità. Alla vigilia della riapertura dei “confini” tra regioni non è stato un bel segno di civismo violare le norme. Comprendo e anche in parte condivido la stanchezza e la rabbia di molti italiani per questa tragedia che ha colpito vite e attività di tantissime persone e che sta provocando una crisi economica e sociale a dir poco tragica. Forse la situazione è scappata di mano ai promotori che parlavano di trecento persone in piazza ben distanziate. La presenza di giornalisti e operatori ha già di per sé modificato la situazione. Ma soprattutto la partecipazione di tanta gente ha snaturato la manifestazione ed è sintomo di un disagio vero della gente. Era allora il caso di promuoverla? Possibile che nessuno abbia pensato ai pericoli che essa poteva determinare? La posta in gioco è la salute delle persone, in primis degli stessi manifestanti. Una vera destra nazionale avrebbe dovuto dimostrare una sensibilità diversa e non determinare un pessimo esempio per gli Italiani che sono stati mesi disciplinati e chiusi in casa. Chi sventola il Tricolore deve sapere che certi valori nazionali sono superiori alle ragioni di parte. Così non è accaduto a Roma. Al di là di ogni altra valutazione.