ilTorinese

Voucher scuola, Grimaldi (LUV): “Troppi studenti esclusi”

 “Pur avendo diritto agli aiuti non vi accedono, prima di creare nuove aspettative occorre finanziare chi è più in difficoltà”

“Il Consiglio regionale boccia la nostra proposta di rendere obbligatorie le spese per finanziare i voucher scuola: sarebbe stato l’unico modo per garantire a tutti gli idonei gli aiuti per libri di testo, trasporti, materiale didattico e, magari, anche un sostegno per i buoni mensa” – commenta Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Il voucher Piemonte sarebbe garantito a chi risiede in Piemonte e ha un ISEE fino a 26 mila euro – commenta Grimaldi – ma, nei fatti, negli ultimi anni solo pochi tra gli idonei hanno potuto beneficiare dei finanziamenti regionali. Tra coloro che hanno fatto domanda per il voucher scuola a sostegno delle spese per i libri di testo, il materiale didattico, le dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, le attività integrative previste dai POF e per il trasporto scolastico – quindi più spesso chi frequenta la scuola pubblica – moltissime famiglie non hanno avuto ciò che gli spettava”.

A partire dal 2016/17 sono state finanziate solo 14.488 delle 19.570 domande ammesse, sostenendo solo le famiglie con ISEE fino a 9.842 euro. Ed è un trend che peggiora di anno in anno: nel 2017/18 le domande finanziate sono state 14.006 (su 26.076 idonee) con ISEE fino a 7.726 euro, nel 2018/19 sono state finanziate 14.807 domande (sulle 35.953 idonee), con ISEE fino a 5.655 euro, mentre, nonostante gli sforzi profusi, nel 2019/20, le domande ammesse sono state solo 39.037 su 55.720, coprendo solo le famiglie con ISEE fino a 8.911 euro.

“Se i numeri riportati da alcune testate giornalistiche verranno confermate dall’Assessora regionale all’Istruzione, Elena Chiorino – commenta Grimaldi – ci troveremo a passare dalle 15 mila domande escluse dal beneficio del 2019, alle 65 mila del prossimo anno scolastico, escludendo dal beneficio le famiglie che, pur non essendo in una situazione di povertà assoluta, sono comunque ben al di sotto della soglia dei 26.000 euro di ISEE”.

“Sarebbe una dramma per tantissime famiglie piemontesi, e di certo per gli studenti e le studentesse che si vedrebbero negato il proprio diritto allo studio: per questo motivo, prima di alzare la soglia ISEE e creare nuove aspettative, sarebbe necessario rendere obbligatorie per la Regione il pagamento di tutte le spese per il voucher scuola agli idonei: solo così – conclude Grimaldi – si potranno mettere a disposizione tutte le risorse necessarie a coprire le spese scolastiche di tutte le studentesse e gli studenti che ne hanno diritto”.

“Quartiere pulito” replica in Agosto

Riceviamo e pubblichiamo / Si è conclusa con un tuffo nel torrente ed una grigliata, la giornata dedicata a “Quartiere Pulito” una iniziativa promossa dall’associazione  volontari di Protezione Civile della Comunità di Scientology PRO.CIVI.CO.S. che domenica scorsa è tornata a fare tappa a Groscavallo, piccolo comune della Valle di Lanzo. 

 

“E’ stato un momento per ritrovarci e stare assieme, ma anche per proseguire quanto iniziato qualche anno fa in questa bellissima località – ha detto Beppe Tesio, presidente PRO.CIVI.CO.S. – Abbiamo raccolto principalmente cartacce, qualche bottiglia di plastica, qualche lattina e tanti mozziconi di sigaretta, ma la situazione sta migliorando molto rispetto a qualche anno fa.”

 

Anche il Sindaco Giuseppe Giacomelli ha espresso soddisfazione per una tendenza positiva con una visibile riduzione dei rifiuti abbandonati “segno che – continua Tesio – l’impegno di questo virtuoso Comune nel partecipare sostenendo attivamente iniziative come questa sta dando i suoi frutti.”

 

Il progetto ispirato alla guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard, La Via della Felicità,  intende sensibilizzare i cittadini ad un maggiore impegno nei confronti della protezione e miglioramento dell’ambiente.

 

“Torneremo ad agosto. Questa località lo merita e merita assolutamente di essere visitata da chiunque apprezzi i bellissimi paesaggi, scorci, passeggiate, panorami e natura che può offrire, sempre con grande rispetto delle sue bellezze e del suo delicato e meraviglioso ecosistema.”

Allegri, un futuro ambizioso: “Voglia di vincere”

Massimiliano Allegri è fermo da un anno ma guarda al futuro per rimettersi in gioco: “Voglio un club dove posso avere l’ambizione di vincere e non mi interessa che sia in Italia o all’estero”. 

E’ quanto dichiara nell’intervista ad un  quotidiano spagnolo. “Nella Liga c’è più piacere per il gioco, – aggiunge – indipendente dal risultato. La squadra che subisce un gol continua a giocare come se nulla fosse successo. In Italia c’è maggiore attenzione alla tattica: la testa prevale quasi sempre sul cuore. Credo che la Serie A sia più difficile proprio perché i giocatori hanno meno possibilità di giocare istintivamente”. E a proposito di Cristiano Ronaldo: “Con lui la Juve ha fatto un salto in avanti, non ho subbi su questo. Se lo vedo ancora in bianconero per molti anni? Sì”.

 

(foto Claudio Benedetto)

Il Centro Interculturale riprende l’attività

Il Centro Interculturale della Città di Torino ha riaperto al pubblico  con i servizi di biblioteca (prestito e restituzione libri), ritiro attestati corsi e certificazioni linguistiche, iscrizioni esami CILS.

Sarà possibile prenotare testi, riviste, attestati/certificazioni, telefonando al numero 011 01129700, per poi concordare la data del ritiro con lo staff del Centro Interculturale. La struttura di Corso Taranto 160 sarà aperta dal lunedì al giovedì, in orario 9.30-17.00.

Inoltre, è prevista la somministrazione degli esami CILS (Certificazione di italiano come lingua straniera) e DITALS (Certificazione in didattica dell’italiano come lingua straniera) dell’Università per Stranieri di Siena.

Infine, per offrire un servizio alle famiglie del territorio, il Centro Interculturale propone, in collaborazione con l’Associazione ASAI, attività estive rivolte a bambini della scuola primaria e adolescenti della scuola secondaria di secondo grado. Uno spazio di aggregazione interculturale per la comunità dove ri-intrecciare le relazioni dopo il lockdown!

Per maggiori informazioni: Antonio Fiandaca – tel. 3474053658

INFO: T. 011 01129700;  email: centroic@comune.torino.it

www.interculturatorino.it; pagina FB @CentroInterculturaleTorino

Foto Alessandro Vargiu

Bici e monopattini, una pioggia di multe

Lunedi sera, tra le 21.00 e le 24.00 nella zona centro, il Reparto Radiomobile della Polizia Municipale ha svolto un servizio di polizia stradale finalizzato al controllo della circolazione dei velocipedi e nello specifico di biciclette e monopattini.

In sole tre ore di controllo sono state contestate ben 46 violazioni.

L’infrazione più ricorrente riguarda l’errata posizione su carreggiata occupata dai velocipedi durante la circolazione. Sono stati ben 17 i mezzi sanzionati ai sensi dell’art. 143 del Codice della Strada.

Così come per gli automobilisti, anche per i mezzi a propulsione muscolare viene fatta registrare la cattiva abitudine di attraversare gli incroci con semaforo rosso. Addirittura 13 i trasgressori sanzionati in sole tre ore.

Le restanti 11 sanzioni riguardano l’equipaggiamento dei velocipedi e la violazione dei più generici obblighi e divieti.

Il Comandante della Polizia Municipale, Emiliano Bezzon, ritiene questi dati molto significativi e sufficienti per sostenere che “ci sono ancora troppe persone improvvisate che si approcciano e si cimentano nell’utilizzo di mezzi a propulsione muscolare ignorando le regole di base della circolazione. La conferma di quanto sostenuto è contenuta nelle 17 sanzioni in sole tre ore per occupazione errata della carreggiata. Alcune persone non sanno nemmeno che i velocipedi sono a tutti gli effetti dei veicoli e come tali devono rispettare le regole del Codice della Strada. Alcune delle persone fermate ieri sera non sapevano neanche che sui monopattini non si può andare in due, mentre altri fermati sul marciapiede ritenevano di essere nel giusto. Ciò significa che chi si mette alla guida di questi mezzi non ne è assolutamente informato sull’utilizzo. In quest’epoca digitale, un’idea potrebbe essere quella di creare dei semplici tutorial illustrativi e formativi che spieghino le regole di base dell’utilizzo in sicurezza dei velocipedi. Immagino dei semplici e brevi video della durata di un minuto che possano arrivare direttamente sul telefonino ed essere di facile consultazione”.

 

Valdimir Luxuria alla Tesoriera per l’Evergreen Fest

Venerdì 10 luglio, all’Evergreen Fest al Parco della Tesoriera (corso Francia 186-192, Torino) – dopo la presentazione del libro Caccia all’omo. Viaggio nel paese dell’omofobia di Simone Alliva (Fandango Libri) alle 20.45 – Valdimir Luxuria sarà protagonista della serata Senza peli…sulla lingua – Fra parole e musica il coraggio di essere Vladimir (ore 21.30).

Sul palco Simone Schinocca, direttore del festival, intervisterà Vladimir Luxuria, direttrice del Lovers Film Festival, il più antico festival cinematografico LGBT di Italia, attivista, scrittrice, personaggio televisivo, drammaturga ed ex deputata della XV Legislatura, diventata la prima persona transgender a essere eletta al parlamento di uno Stato Europeo. Vladimir Luxuria interpreterà inoltre alcune canzoni accompagnata dal pianoforte del maestro Emanuele Francesconi. Sul palco, per l’occasione, Luxuria, sarà anche nella veste di cantante e proporrà al pubblico un repertorio musicale.

I due appuntamenti della serata sono in collaborazione con Coordinamento Torino Pride.

 

Il Festival

Potersi godersi la cultura, in tutta sicurezza. Evergreen Fest, con questo obbiettivo, torna a Torino al Parco della Tesoriera dal 4 luglio con 241 artisti coinvolti, 45 serate, 59 spettacoli, 6 spettacoli per bambini e famiglie, 5 concerti di musica classica10 presentazioni di libri30 presentazioni di progetti delle associazioni del territorio, 108 ore di laboratori per tutte le fasce di età.

Gli organizzatori hanno studiato un percorso di riavvicinamento del pubblico che superi la diffidenza generata dal periodo pandemico e che accompagni artisti, spettatori e associazioni che si occupano di bene comune, ad incontrarsi nuovamente. Partendo da una riflessione oggi imprescindibile: la sostenibilità della società contemporanea.

Giunto alla sua quinta edizione, il festival si svolge dal 4 luglio al 16 agosto 2020 presso il Parco della Tesoriera (corso Francia 186-192, Torino), con ingresso gratuito.

La programmazione alterna sul palco personalità e artisti fra cui, Drusilla Foer (sold out il 6 luglio), Maurizio Lobina (Eiffel 65), Supershok, Tournée da bar, Orchestra Terra Madre, BandaKadabra, Andrea Cerrato, Federico Sirianni, Fran e i pensieri molesti, Stefano Giussani, Simone Alliva, Chiara Sfregola e molte e molti altri.

Il calendario è scaricabile su www.evergreenfest.it.

 

Evergreen Fest è un progetto di Tedacà, con il sostegno di Città di TorinoFondazione per la Cultura, Corto Circuito, Piemonte dal Vivo, Regione Piemonte e TAP; in collaborazione con Fertili Terreni TeatroAssociazione Coordinamento Musicale, Coordinamento Torino Pride; con il patrocinio della Quarta Circoscrizione e con la media partnership di Radio Energy.

Evergreen Fest è un progetto selezionato dal bando Corto Circuito 2020 – Piemonte dal Vivo.

“Due milioni e mezzo per proteggere i deputati dal Coronavirus”

Riceviamo e pubblichiamo / “Leggo con stupore, da cittadino prima ancora che da Presidente nazionale di un sindacato di infermieri, le cifre, pubblicate dagli organi di stampa nei giorni scorsi, relative al bilancio di spesa della Camera dei Deputati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus”

 

«DUE MILIONI E MEZZO DI EURO SPESI PER PROTEGGERE I NOSTRI DEPUTATI DAL COVID. CERTO SI SONO BLINDATI BENE I NOSTRI POLITICI, MENTRE NOI INFERMIERI RISCHIAVAMO LA VITA CONTRO IL CORONAVIRUS»

LA DURA PRESA DI POSIZIONE DEL LEADER DEL SINDACATO INFERMIERI ITALIANI SULLE CIFRE SPESE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI PER L’EMERGENZA SANITARIA: «I PARADOSSI DI QUESTE DUE ITALIE: QUELLA DEI PRIVILEGI DORATI PER POCHI, E QUELLA DEI LAVORATORI DELLA SANITA’, TRATTATI COME CARNE DA MACELLO PRONTI A RISCHIARE LA VITA PER 5 EURO AL GIORNO»

ROMA – «Leggo con stupore, da cittadino prima ancora che da Presidente nazionale di un sindacato di infermieri, le cifre, pubblicate dagli organi di stampa nei giorni scorsi, relative al bilancio di spesa della Camera dei Deputati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

1,7 i milioni di euro, spesi per i servizi medico-sanitari, che approderanno in aula nel progetto di bilancio per l’anno finanziario 2020, e ben 800mila gli euro aggiuntivi alla voce “Prodotti farmaceutici e sanitari”. Superano quindi i due milioni di euro, esordisce De Palma, leader del Nursing Up, le uscite durante il tragico periodo del Covid.

Ci piace, pensare, dice ancora De Palma, che nei soldi spesi sia stata inclusa anche la “voce infermieri”, prendendo atto che dei nostri colleghi siano stati impiegati, con la loro professionalità, per tutelare la salute dei nostri Deputati. Ma nonostante questo la cifra ci sembra davvero esagerata.

Poi, continuando a leggere la notizia, apprendiamo con maggiori dettagli “le voci” delle spese: oltre ai servizi infermieristici, si parla di un’ambulanza fissa per il biocontenimento (i mezzi sarebbero scesi da due inizialmente previsti a uno) ma soprattutto si fa riferimento all’utilizzo di termoscanner fissi che eviteranno di ricorrere in una fase successiva a professionisti appartenenti alla nostra categoria. Per non parlare poi delle ingenti spese sostenute per mascherine e guanti.
Bene, anche in questo caso avete messo gli infermieri alla porta. Meraviglioso direi!

Quanti soldi in ballo! E pensare che questo accadeva proprio mentre noi infermieri ci auto-tassavamo per comperare e mandare alle Regioni del nord le tute di bio contenimento che mancavano negli ospedali.

A questo punto, sbotta De Palma, dopo la riflessione iniziale, crescono la rabbia e il malcontento nei confronti di una classe politica che non ha mai visto da vicino questa pandemia.

E poi hanno pure il coraggio di chiedersi il perchè delle nostre battaglie nelle piazze italiane, per portare più che mai alla luce le carenze strutturali di questo sistema sanitario, che ci ingabbia in una situazione contrattuale che non riconosce il nostro valore e non ci “distingue”, da tempo immemore, per quanto meritiamo, e soprattutto nel ricordo dei colleghi che hanno profuso sul campo impegno, valori umani e capacità professionali, nella memoria di coloro che hanno perso la vita. Leggendo queste cifre ci si domanda se siamo parte di uno scherzo o tutto è pura, amara e triste realtà.

Cari Signori, lo abbiamo detto dal palco di Milano e lo ripetiamo ancora, continua De Palma. Il perno di questo sistema sanitario siamo noi e sempre lo saremo. Abbiamo combattuto nelle corsie contro “il mostro”, e mentre noi ci ammalavamo e vivevamo sulla nostra pelle la malattia e il dolore psicologico, ci chiediamo, ma voi dove eravate?

Le cifre spese per proteggere la vostra salute, come cittadini e come rappresentati del popolo, non andrebbero messe in discussione. In fondo cosa hanno a che fare con noi infermieri? Chi siamo noi per poter parlare in merito? Se non fosse però che noi abbiamo rischiato la vita per indennità ridicole, che i nostri premi, che non abbiamo mai chiesto ma che pure farebbero comodo alle nostre famiglie, sono spariti e riapparsi più volte, e che ancora l’agognato aumento di stipendio richiesto da tempo è solo una chimera.

Non potete a questo punto pretendere che leggendo queste cifre spese, un cittadino, prima che un infermiere, non inorridisca.
Soprattutto se si pensa a quanto ammontano i nostri stipendi, tra i più bassi d’Europa.
Noi abbiamo salvato la vita agli italiani, abbiamo visto la morte in faccia: voi, tranquilli nelle vostre “oasi dorate”, avete goduto di privilegi decisamente “speciali”.

Ad un certo punto della pandemia i nostri colleghi hanno indossato camici da macellaio per mancanza degli adeguati strumenti di protezione, e voi, cari signori, vi siete mai ritrovati nella medesima condizione? Addirittura spese extra per guanti e mascherine! Rimango senza parole! Noi ad un certo punto non avevamo nemmeno più quelle, e ce le siamo dovute comperare!

E allora adesso informiamo la stampa dei nostri successivi passi che fanno seguito alla manifestazione di Milano: ieri ho scritto a tutti i leader “carismatici” di questa politica, da Zingaretti a Crimi, a Grillo, alla Taverna e pure a Bersani, mettendoli al corrente della palese indifferenza del Ministro della Salute e della dichiarata impotenza del suo Vice, che afferma di non avere gli strumenti per agire da solo.

Cari Signori, nel vostro mondo dorato avete vissuto il Covid protetti e “ovattati”. Nel nostro mondo “reale” invece ci siamo ammalati e abbiamo difeso la salute dei cittadini “senza chiedere nulla”. Ma la vostra indifferenza ci è servita da lezione!», chiosa De Palma.

Coronavirus, nessuna vittima nelle 24 ore. Le terapie intensive restano stabili, 25 contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

25.245 PAZIENTI GUARITI E 967 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 25.245 (+ 43 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3033 (+15) Alessandria, 1499 (+0) Asti, 822 (+1) Biella, 2334 (+7) Cuneo, 2248 (+2) Novara, 13.131 (+12) Torino, 1071 (+4) Vercelli, 944 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 163 (+2) provenienti da altre regioni.

Altri 967 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI RIMANGONO COMPLESSIVAMENTE A 4107

Sono 0 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Il totale complessivo è ora di 4107 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 676 Alessandria, 255 Asti, 208 Biella, 395 Cuneo, 367 Novara, 1813 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 39 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.459(+25 rispetto a ieri, di cui 23 asintomatici. Dei 25 casi: 6 RSA, 10 screening e 7 contatti di caso e 2 con indagine in corso) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisesu base provinciale: 4074 Alessandria, 1880 Asti, 1052 Biella, 2887 Cuneo, 2801 Novara, 15.922 Torino, 1337 Vercelli, 1146 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 264 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 96 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono ( – invariati rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 205 (-5).

Le persone in isolamento domiciliare sono 927

I tamponi diagnostici finora processati sono 438.250 , di cui 240.226risultati negativi.

Badante lascia solo anziano per andare a bere

Nella tarda mattinata di sabato un anziano chiama il 112 NUE. E’ solo in casa e bisognoso d’aiuto. La persona che si prende cura di lui, un cittadino romeno di 42 anni, l’ha abbandonato per l’ennesima volta. Il badante è solito uscire per fare delle “commissioni”.

Giunti presso l’abitazione dell’anziano, i poliziotti allertano il 118. Nel frattempo rincasa il quarantaduenne.

L’uomo, in preda ai fumi dell’alcool, si rivolge alla vittima con fare aggressivo, nonostante la presenza degli agenti, minacciando di far saltare in aria l’abitazione con il gas. Lo straniero viene allora prelevato dagli agenti per essere accompagnato in Questura. Dopo aver ricevuto assistenza, la vittima racconta di vivere in un profondo stato di ansia dovuto alle frequenti violenze di cui è vittima da un paio di anni. Svariati gli episodi in cui il romeno ha alzato le mani su di lui, arrivando a tappargli la bocca con le mani per soffocare le sue grida d’aiuto. Spesso usciva di casa senza somministrare all’anziano le medicine di cui aveva bisogno, privandolo anche del suo cellulare al fine di impedirgli di compiere quella telefonata che la scorsa settimana ne ha permesso l’arresto per maltrattamenti in famiglia.

Rsa, criticità e prospettive dopo l’emergenza. Dibattito in Sala Rossa

Da Palazzo Civico / Si è svolto questa mattina un Consiglio Comunale aperto, presieduto da Francesco Sicari, dedicato alle Rsa di Torino e del Piemonte, durante l’emergenza sanitaria e sulle prospettive future. Sono intervenuti, oltre ai consiglieri comunali, rappresentanti delle Asl, del mondo sindacale, di enti e associazioni e cooperative e delle stesse Rsa.

 
Il dibattito è stato avviato dalla consigliera Maria Grazia Grippo (PD), promotrice dell’iniziativa, insieme ad altri consiglieri, che ne ha spiegato le finalità: dare voce a tutti i protagonisti, dai gestori delle Rsa, ai lavoratori ecc, per mettere in chiaro quanto accaduto, dare voci alle Istituzioni Comune e Regione e comprendere cosa ci si possa aspettare nei prossimi mesi, a fronte degli errori che sono stati commessi. Ha osservato come rappresenti “un errore politico l’assenza della Giunta Regionale che non ha voluto cogliere l’opportunità offerta dal Consiglio”.
 
Gli interventi degli ospiti sono stati aperti da Giuseppina Dassio, dell’Asl Città di Torino che ha evidenziato come all’interno delle Rsa ci sia stato un aumento dei decessi, raffrontati a periodi analoghi del passato, con un incremento dal 13% al 20%. Ha affermato che sono stati effettuati 14800 tamponi tra ospiti e personale e sottolineato la necessità di rivedere l’assetto delle strutture, a partire dal ruolo del direttore sanitario. Agostino De Michelis, della Cisl FNP pensionati, ha illustrato un documento elaborato con Cgil e Uil dello stesso comparto, nel quale si sottolinea la necessità di avere meccanismi di partecipazione e controllo da parte dei lavoratori, una adeguata retribuzione, l’esigenza di riaprire le visite ai parenti e l’ingiustificato aumento delle rette per gli ospiti delle strutture. Per Michele Assandri, Associazione nazionale strutture terza età, la pandemia ha colto tutti all’improvviso e le Rsa, da luoghi di cura, assistenza e aggregazione hanno dovuto improvvisamente trasformarsi in strutture di isolamento per pazienti con alto tasso infettivo, trasformazioni che non possono avvenire in 24 ore. Francesco Lo Grasso della Uil ha posto l’accento sull’importanza di potenziare la rete delle strutture specialistiche territoriali sottolineando il ruolo dei medici di famiglia e la necessità di privilegiare le cure domiciliari fino a quando non sia indispensabile ricorrere alla residenzialità. Cosimo Scarinzi (Cub pubblico impiego) ha messo in luce la necessità di un welfare municipale, oggi debole. La carenza di assistenti sociali, spesso precari, ha evidenziato la grande difficoltà di sistema. La salute – ha detto Scarinzi – non è separata dalle logiche del Welfare; occorre una rete sociale diffusa per gestire situazioni di grave crisi come quella odierna. Salvatore Rao (Alleanza per la tutela della non autosufficienza) ha rimarcato gli errori nei trasferimenti dei malati negli ospedali: occorreva isolarli, ha affermato. Bisogna riconoscere le persone in quanto tali e ragionare sui bisogni, ripensando il concetto di residenzialità con un nuovo sistema di cure domiciliari. I dati ci dimostrano che la casa è il luogo migliore per la cura. Daniela Simone (Ordine assistenti sociali) ha rilevato la mancanza di un’interlocuzione con la Regione Piemonte nel periodo più grave della pandemia. Il tema cardine risiede nella cultura degli aspetti relazionali – ha commentato – e invece nemmeno esiste la figura dell’assistente sociale nelle RSA, ma solo personale amministrativo. Secondo Fulvio Perini (Attac Torino) il malfunzionamento delle RSA rappresenta il fallimento dell’articolo 41 della Costituzione, e l’inchiesta giudiziaria in corso è del tutto condivisibile. Ed è da cancellare – ha aggiunto – la delibera sui tempi delle prestazioni sanitarie della Regione Piemonte. Le parole di Milena Vasta (Cub Sanità Torino) hanno evidenziato la mancata applicazione delle misure di prevenzione verso i soggetti più fragili: invece – ha commentato – si sbaglia, inseguendo la logica del risparmio sulla salute delle persone. Occorre incentivare l’assistenza domiciliare come rinnovare la Commissione di vigilanza del Comune di Torino.
 
Pietro Tuttolomondo (coordinamento infermieristico di un pronto soccorso della Città Metropolitana) ha posto l’accento, oltre che sulle Rsa, anche sulle fragilità, da anni, sui pronto soccorso che di fatto sono diventati punti alternativi alla cura sanitaria territoriale e si chiede se le strutture siano pronte a una nuova ondata pandemica. Andrea Ciattaglia (Fondazione promozione sociale onlus) ha ribadito che anche il Comune può intervenire nei temi sanitari, non solo la Regione. Ha ricordato che è stato richiesto alla Regione la riforma delle Rsa così come le cure domiciliari.  Michele Colaci (presidente nazionale Confapi Sanità) ha sottolineato che in piena fase di emergenza non c’è stato il supporto dalla medicina territoriale e non è stato possibile operare in tempo per il ritardo dei tamponi. Chiede, infine, a tutti di operare concretamente e senza ideologie politiche. Tiziana Tripodi, Cisl Torino, ha affermato che il Covid-19 ha dimostrato che le Rsa sono l’anello debole  della sanità, non solo del Piemonte ma nazionale. Tra le criticità ha evidenziato i tamponi non eseguiti e i dispositivi non consegnati, l’isolamento chiesto nelle Rsa, strutture non idonee a questa esigenza. Fabrizio Ghisio (Federsolidarietà) fa notare che ci vuole un grande ripensamento sui servi e le strutture, dopo il Covid-19, sulla territorialità e sul modello Rsa. Anna di Mascio, del Forum Legacoop Piemonte, ha concluso gli interventi degli ospiti ribadendo l’opportunità che il modello di residenzialità sia ripensato, insieme al sistema di integrazione socio sanitario, il sistema di cure complessive e la disabilità ed ha invitato la Città ad attivarsi con la Regione perché si avvii confronto per una rivisitazione della residenzialità e delle cure domiciliari.
 
La vicesindaca e assessora al welfare, Sonia Schellino, ha ringraziato gli ospiti per la partecipazione e la panoramica ricca di spunti che sottolineano la fragilità della medicina territoriale e la necessità di rafforzarla per curare le persone non solo all’interno di strutture. Per Schellino, si evidenzia l’importanza della domiciliarità, dove il modello Torino è forte, grazie alla paziente progettazione che la nostra città ha rafforzato negli ultimi 20 anni. Un modello attento alle persone mix assistenza garantendo la permanenza a casa, costruito sulla necessità delle persone. Per quanto riguarda le strutture, verificata la debolezza della DGR 45, in particolare per quanto riguarda il “minutaggio” che non consente un’adeguata cura della persona, Schellino considera indispensabile un ripensamento della normativa da elaborare con tutti i soggetti coinvolti.
 
Ha aperto la serie degli interventi dei consiglieri comunali, Elide Tisi (PD), sottolineando come il tema, di forte valenza politica, necessiti di interlocuzione con Regione e ASL per avere completezza dei dati e un quadro preciso di quanto accaduto durante la pandemia, delle conseguenze nelle RSA e, in generale, per analizzare quanto è successo. Serve verificare le criticità evidenziate al fine di evitare il ripetersi di errori e trovare soluzioni adeguate anche recuperando modelli o varando soluzioni inedite, guardando al mondo degli anziani con occhi e cuore diversi. La politica regionale e comunale devono assumere un ruolo fondamentale, perché c’è bisogno di una strategia socio sanitaria a livello locale che preveda una funzione di indirizzo nei confronti della ASL, per evitare che questo tema rimanga una Cenerentola, e diventi, invece, tema principale.
 
Per Fabio Versaci (M5S) nessuna speculazione politica, solo la volontà di portare il contributo del Consiglio comunale su questo tema. Versaci si dice dispiaciuto per l’assenza della Regione, che poteva rendere questo incontro un proficuo momento di confronto. E nessuno voleva processare nessuno. Serve, adesso, continuare il confronto, anche per prepararsi ad un eventuale ritorno dell’epidemia in autunno, evitando di ripetere gli errori fatti nella fase più acuta dell’epidemia. Eleonora Artesio (Torino in Comune) ritiene indispensabile che le istituzioni prendano impegni precisi. Si sta parlando di condizioni personali di malattia che impediscono alle persone di svolgere le funzioni essenziali della propria vita. Non solitudine e non fragilità conseguente all’invecchiamento, ma solitudine, invecchiamento e povertà aggravate dalla malattia, con diversi livelli di intensità assistenziale, requisito per cure domiciliari o ingressi in RSA che richiedono sempre la competenza di carattere sanitario nell’assistenza. Una competenza che va rafforzata e che non comporta il rischio di sanitarizzazione, che interviene quando si trasforma in malattia qualcosa che malattia non è. Ci deve essere cura della malattia insieme alla cura delle relazioni. E la condizione di non autosufficienza non deve essere riconosciuta ad intervalli temporali altalenanti. Se la condizione è conosciuta, va strutturata nei livelli essenziali di assistenza, dando continuità e garanzia.
 
Il consigliere Raffaele Petrarulo (Lista civica Sicurezza e Legalità) ha sottolineato come il problema delle Rsa e delle liste di attesa nella sanità vada avanti da decenni e ha lamentato l’assenza di interlocutori della Regione Piemonte e la mancata istituzione di un Commissione consiliare comunale d’indagine, prevista da una proposta di mozione a prima firma della consigliera Scanderebech. È necessario occuparsi di salute pubblica non soltanto nei momenti di emergenza – ha affermato Viviana Ferrero (M5S) – soprattutto tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione e della qualità di vita delle persone anziane, intervenendo non solo con la medicalizzazione, ma con un percorso di educazione all’invecchiamento. Per Francesco Tresso (Lista civica per Torino) la Città di Torino non può esimersi dall’affrontare il tema del controllo dell’operato dell’Asl e della tutela delle persone fragili. Ha quindi ribadito la richiesta alla Regione Piemonte di interventi straordinari per sviluppare l’assistenza specialistica territoriale per i pazienti affetti da patologie croniche, anche attraverso il teleconsulto.
 
Ha chiuso la serie degli interventi la consigliera Federica Scanderebech (Misto di Minoranza – Rinascita Torino) convinta che servano dati precisi per affrontare una discussione approfondita sul tema. Vanno chiariti il perimetro delle responsabilità e delle competenze delle istituzioni e del Comune di Torino, che riguardano soprattutto le funzioni di indirizzo politico. La consigliera conclude il suo intervento ribadendo la necessità dell’istituzione di una commissione d’indagine.