ilTorinese

Didattica a distanza: studenti e prof del Poli diventano avatar

Studenti e docenti si muovono come avatar nello spazio virtuale di una residenza per anziani progettata in BIM, con la possibilità di spostarsi nei diversi ambienti, osservare insieme le criticità della progettazione ed evidenziare gli elementi oggetto della revisione progettuale da parte dei docenti che coordinano l’esercitazione. 

Una modalità di fare didattica a distanza sicuramente avveniristica, un’esperienza pilota in Italia e tra i primi casi al mondo in cui la realtà virtuale viene impiegata non semplicemente come surrogato della didattica tradizionale, ma come un valore aggiunto, che permette a docenti e studenti di impiegare modalità che in presenza non sarebbero essenziali.

La necessità improvvisa di trovare soluzioni per la didattica online per le misure legate all’emergenza Coronavirus si è trasformata così in un’opportunità per studenti e docenti del corso di Modellazione Digitale Parametrica e Produzione Edilizia del corso di Laurea in Ingegneria Edile del Politecnico di Torino, dove è partita questa sperimentazione di didattica avanzata per analizzare e discutere i progetti che i ragazzi stanno elaborando come consegna per l’esame finale “dall’interno”, grazie alla realtà virtuale immersiva.

Il laboratorio di ricerca e didattica VR@Polito ha sviluppato questa modalità come risposta all’esigenza di confrontarsi e mettere insieme i contributi individuali in un lavoro di gruppo sulla realizzazione dell’ampliamento di un edificio in cui una semplice conference call sarebbe risultata molto meno efficace.

Con l’utilizzo di un apposito software, docenti e studenti possono invece muoversi come avatar all’interno del modello 3D in BIM del caso di studio, osservandolo come durante un sopralluogo, analizzando dettagli ed evidenziando anche graficamente criticità e dubbi in tempo reale e condividendo in gruppo lo spazio virtuale.

 

“Per trasformare una difficoltà in opportunità abbiamo deciso di fare qualcosa di nuovo abbandonando qualcosa di vecchio. La risposta degli studenti è stata estremamente positiva, pertanto su quanto sperimentato in questo semestre non si tornerà indietro nei prossimi anni”, dichiara Anna Osello, responsabile del corso.

Questo è solo l’ultimo degli esempi in cui la necessità di ovviare alla difficoltà oggettiva di essere fisicamente distanti ha creato un approccio innovativo che ha da subito mostrato potenzialità enormi, sia per la didattica che per la ricerca: il Politecnico di Torino ha appena autorizzato la riapertura dei propri laboratori e sta studiando l’utilizzo di questa modalità per svolgere non solo visite virtuali, ma anche per sostituire alcune tipologie di attività nelle infrastrutture di ricerca e nei laboratori didattici, riducendo al minimo la presenza di persone al loro interno.

È sano di mente l’omicida dei Murazzi

È stato ritenuto “sano di mente” e capace di intendere e di volere, Said Mechaquat, il giovane marocchino che nel febbraio dello scorso anno uccise con una coltellata alla gola Stefano Leo, ai Murazzi

L’assassino dichiarò che lo fece perché aveva visto felice quel ragazzo che incontrò per puro caso, mentre lui stava attraversando problemi personali.

Non risulta che l’omicida fosse totalmente o parzialmente incapace: non soffre di patologie mentali che possano aver inciso sulla decisione di assassinare Leo.

Questo quanto stabilito dai periti Maurizio Desana e Franco Freilone nelle oltre 100 pagine depositate nei giorni scorsi, in vista del processo.

Le opposizioni: “Commissione di Inchiesta sulla gestione Covid-19″

“Tutti i Gruppi di opposizione in Consiglio regionale firmeranno la richiesta di istituzione di una Commissione di inchiesta sulla gestione della crisi Covid-19” – dichiarano i Presidenti dei Gruppi di PD, M5S, Liberi Uguali Verdi, Lista Monviso e Moderati.

“Bisogna fare chiarezza” – proseguono gli esponenti dell’opposizione – “sui provvedimenti e sulle procedure adottati in questi mesi di pandemia. E ci piacerebbe che la maggioranza condividesse questo obiettivo, esattamente come è accaduto in altre Regioni. La trasparenza e la volontà di dimostrare che è stato fatto tutto il possibile per affrontare una situazione così complessa dovrebbero essere interesse di tutti i Gruppi del Consiglio regionale. Sicuramente è un interesse di tutti i cittadini”.

Domenico Ravetti (Pd)

Sean Sacco (M5S)

Marco Grimaldi (Luv)

Mario Giaccone (Lista Monviso)

Silvio Magliano (Moderati)

Guerra sulle mascherine. L’Iva al 5%? Non pervenuta

La confusione è grande sotto le mascherine. Ma, contrariamente a quanto pensava il presidente Mao, la situazione non è per nulla eccellente.

Qualcuno mente e, considerando che si tratta di affrontare l’emergenza, non è proprio il massimo assistere in continuazione a questo scontro di cifre, dati, promesse, giustificazioni. La task force del lìder minimo aveva assicurato che non ci sarebbero stati problemi nel fornire mascherine chirurgiche a 50 centesimi.

Farmacisti e negozianti vari erano insorti, sostenendo che il prezzo era troppo basso, che non garantiva un guadagno soddisfacente…

… continua a leggere:

Guerra sulle mascherine. L’Iva al 5%? Non pervenuta

L’Europa boccia gli aiuti a pioggia ai conigli italiani

COMMENTARII  di Augusto Grandi / Un segnale è solo un segnale. Però, quando arriva dalla Corte Costituzionale tedesca vale un po’ di più. Perché le perplessità sull’impiego dei fondi della Bce non toccano soltanto i giudici ma coinvolgono la popolazione dell’intera Germania e di altri Paesi dell’Unione europea.

Difficile dar torto ai tedeschi quando l’Italia del lìder minimo e dei dittatorelli vuole utilizzare i fondi europei non per rilanciare il Paese ma per una serie di interventi a pioggia che costano tantissimo e non risolvono nulla.

Di fronte alla disoccupazione crescente, di fronte al dilagare di richieste di reddito di divano, di fronte all’esercito di immigrati che affollano le casse dei supermercati con i buoni pasto da 25 euro “offerti” dal contribuente italiano, cosa vuol fare il governo dei dittatorelli dello Stato Libero di Bananas? Regolarizzare altri 600mila clandestini, con tutto ciò che concerne in termini di costi aggiuntivi…

… continua a leggere:

L’Europa boccia gli aiuti a pioggia ai conigli italiani: non creano futuro

“Maratonina”, tutto il ricavato all’emergenza virus

Riceviamo e e pubblichiamo / In una Pellerina che esplode di verde, crescono bene tigli messi a dimora l’anno scorso dalla Città di Torino donati dall’associazione PRO.CIVI.CO.S. onlus –  volontari di protezione civile della Comunità di Scientology –  grazie ai partecipanti 
alla Maratonina della Felicità 2018.

L’evento podistico ispirato alla guida al buon senso scritta da L. Ron Hubbard, “La Via della Felicità”, sin dal 2014 ha coinvolto associazioni, enti pubblici, cittadinanza e appassionati di podismo, con lo scopo di promuovere in particolare il rispetto di se stessi degli altri,  a partire dalla cura personale la protezione miglioramento dell’ambiente.

“Grazie alla 6^ Maratonina della Felicità, svolta nel novembre 2019 – spiega Giuseppe Cicogna – co-fondatore della Maratonina della Felicità e volontario PRO.CIVI.CO.S. – abbiamo raccolto 2100€  che intendevamo destinare ai progetti ‘Quartiere Pulito’ e  Regala un Albero’. Con questo comunicato vogliamo informare che causa degli eventi,  abbiamo deciso di modificarne la destinazione, almeno per quest’anno.”

Tutto il ricavato sta venendo infatti utilizzato per attrezzare sostenere le attività degli oltre 20 volontari della PRO.CIVI.CO.S. impegnati da quasi due mesi tutti giorni, nell’emergenza Covid-19. Le raccolte fondi a favore delle associazioni di volontariato si dimostrano ancora una volta di grande aiuto.

“Assolutamente – prosegue Beppe Tesio presidente PRO.CIVI.CO.S. E’ anche grazie a questi fondi che abbiamo potuto acquistare nuovi Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per i volontari, attrezzature e prodotti per la sanificazione di locali e automezzi, coprire spese di spostamento e per le varie necessità che si verificano durante una lunga fase di emergenza. A chi ci ha aiutato partecipando alla Maratonina della Felicità, oppure attraverso l’8 per mille o con contribuzioni liberali, credo possa far piacere sapere che abbiamo offerto alla comunità circa 3000 ore di volontariato dall’inizio dell’emergenza suddivise in: oltre 270 servizi di acquisto e consegna di alimentari e farmaci a persone in difficoltà come parte della Sezione Comunale di Protezione Civile; assistenza per inserimento dati e smistamento delle richieste della cittadinanza presso l’Unità di Crisi comunale; consegna di pasti a persone senza fissa dimora in coordinazione con il Progetto Leonardo; distribuzione mascherine, sussidi didattici, uova di pasqua nelle residenze per anziani etc. come richiesto dai coordinamenti competenti; affissione di segnalazioni e servizio di assistenza informativa per gli utenti nei parchi pubblici; collaborazione con la raccolta alimentare promossa dal Tavolo di Borgo Vittoria”.

Non è ancora dato sapere, invece, cosa sarà dell’edizione 2020 della Maratonina della Felicità. “La data in calendario c’è ed è fissata per domenica 1 novembre – conclude Cicogna – Vedremo gli sviluppi prima di comunicarne l’ufficialità il più presto possibile. Nel frattempo torniamo ad allenarci all’aria aperta con il massimo del buon senso: fa bene alla salute e alla felicità.”

Sgominata la “banda del buco” che svaligiava le sale slot

I carabinieri arrestano due persone. Per rendersi invisibili agli antifurti volumetrici strisciavano per terra con attrezzatura da speleologi, tute e caschi con lampade

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Torino hanno eseguito due arresti, emesse dal Gip di Ivrea su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due albanesi specialisti nei furti alle sale slot perpetrati con la cosiddetta “tecnica del buco”.

Eseguivano sopralluoghi accuratissimi nei locali da colpire, studiando dove fare il foro alle pareti limitrofe per accedervi, individuare i sensori di allarme presenti, e la centralina di controllo da neutralizzare, per poi colpire muniti di tutte le attrezzature da speleologo, tute e caschi forniti di lampade. Per rendersi invisibili agli antifurti volumetrici strisciavano addirittura per terra, simulando quasi delle vere tecniche militari; a seguire, sfondavano le porte interne (smurando la cassaforte eventualmente presente) e forzavano le slot machine a colpi di mazza ferrata (anche venti per volta), impossessandosi infine del denaro ivi contenuto. Erano così diventati il terrore della sale da gioco della provincia di Torino, vittime di numerose incursioni predatorie. Il 3 gennaio dell’anno scorso, a Chivasso , avevano portato via oltre centomila euro in contanti. Tra gennaio e giugno 2019 è stata accertata la responsabilità dei due arrestati per 7 episodi delittuosi (5 in danno di sale slot e 2 presso abitazioni private), per un valore complessivo di circa 200.000 euro , ai quali vanno aggiunti gli ingenti danni provocati alle strutture murarie ed alle apparecchiature elettroniche. Le indagini dei militari dell’Arma hanno consentito non solo di identificarli, ma anche di localizzarli e catturarli in provincia di Caserta, con l’ausilio dei colleghi del Reparto Territoriale di Aversa.

Torino Sud: “esplode il fenomeno delle occupazioni abusive”

Interpellanza in Comune  /Situazione fuori controllo da Santa Rita a Mirafiori: quartieri presso i quali si stanno inoltre formando accampamenti diffusi di furgoni e camper: ne discuterò in Consiglio Comunale. L’impegno dei Moderati in Comune e in Circoscrizione 2 è a tutela dei cittadini che rispettano le regole e del loro diritto alla casa”

Altro che “fenomeno trascurabile”, come più volte la Giunta cittadina ha provato a definirlo: i casi di occupazioni abusive si moltiplicano in città, concentrandosi soprattutto in Torino Sud, da Santa Rita a Mirafiori. Occupazioni (andate “a buon fine” o sventate) si segnalano in corso Salvemini 25, in via Roveda 45 e in via Scarsellini 12. Proprio in corso Salvemini 25 si va formando un insediamento con camper e furgoni a fungere da abitazioni. Ho presentato un’interpellanza sul tema in Consiglio Comunale. L’Amministrazione cittadina, con il suo lassismo e con l’inefficacia dei suoi interventi, è la prima responsabile della situazione in corso. I Moderati, sia in Circoscrizione 2 sia in Consiglio Comunale, seguono da tempo la situazione. Ci aspettiamo risposte immediate a difesa di chi rispetta le regole e non si impossessa di appartamenti a scapito di altri cittadini che, invece, ne avrebbero titolo e diritto.
Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Preioni (lega): “Le mascherine della Regione conformi al Dpcm”

“Le mascherine distribuite dalla Regione Piemonte sono sociali, lavabili ben dieci volte. Non sono certificate perché se avessimo dovuto aspettare l’ok da Roma avremmo rischiato di perdere mesi e mesi”.

A scriverlo in una nota, dopo la polemica sollevata dal sindaco di Ornavasso Cigala Fulgosi, è il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni.

“Il sindaco del piccolo centro ossolano, che non perde occasione di sollevare inutili polveroni, non è nuovo a queste sparate – commenta Preioni – forse perché alla ricerca di un po’ di visibilità perduta. Vale chiarire a Cigala Fulgosi – sottolinea il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte – che sarebbe stato sufficiente che si fosse il letto il Dpcm dello scorso 26 aprile (“possono essere utilizzate mascherine lavabili, anche auto prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera”) per evitarsi questa brutta figura. Quanto alla certificazione: bussi alla porta del Governo, dove imperano le lungaggini burocratiche.

Nella lettera giunta ieri anche negli uffici torinesi, il sindaco di Ornavasso annuncia dunque di non voler procedere alla distribuzione delle mascherine della Regione. Gli consigliamo di aggiornarsi – conclude Preioni – e poi di rimboccarsi le maniche per il bene dei suoi concittadini. Noi stiamo lavorando per superare l’emergenza socio-sanitaria del Piemonte, Cigala Fulgosi che fa?”.

Perchè non vengono sostituiti gli alberi morti di corso Principe Oddone?

Nella Circoscrizione 7, nel tratto della Spina 3 tra piazza Statuto e piazza Baldissera, non sono stati più piantati gli alberi 

 

I residenti della Circoscrizione 7 ( Aurora-Vanchiglia-Sassi-Madonna del Pilone) hanno da tempo segnalato al Settore Verde Pubblico del Comune di Torino il mancato ripristino degli alberi, che dovevano essere piantati nel corso dei lavori che hanno interessato il tratto della Spina 3 di collegamento tra piazza Statuto a piazza Baldissera.

Questo progetto, infatti, in origine avrebbe previsto anche la costruzione di pali bianchi ( come quelli dell’illuminazione presenti nella Spina 1) e la piantumazione del verde pubblico. Durante i lavori di esecuzione del progetto, gli alberi, però, furono piantati ma ammucchiati, in attesa di una loro definitiva piantumazione. Il risultato fu che molti di essi furono piantati morti o  morirono subito dopo, soprattutto quelli presenti tra corso Principe Oddone e via Sassari.

I residenti della Circoscrizione 7 hanno, così, ripetutamente evidenziato la problematica,  scrivendo al Settore Verde Pubblico del Comune di Torino, e ne hanno avuto in risposta l’indicazione che la piantumazione degli alberi sarebbe stata effettuata dalla stessa ditta appaltatrice dei lavori, senza che alcun onere gravasse sul Comune di Torino.

Nulla, ad oggi, però è stato fatto ed i residenti si chiedono cosa possa succedere nel caso in cui la ditta sparisca, a lavori ultimati, o fallisca.

Il rifacimento di Corso Principe Oddone risale ad un progetto più ampio che ingloba la Spina che taglia Torino da Sud a Nord, sostituendosi ai preesistenti binari del treno. Con l’interramento della ferrovia, il viale della Spina Centrale ha potuto riconnettere due parti di Torino che sono rimaste a lungo separate, divenendo uno dei principali assi Nord-Sud cittadini. Il viale della Spina centrale si sviluppa per una estensione di 12 chilometri, secondo quanto definito dal Piano regolatore generale risalente al 1995, elaborato dagli architetti ed urbanisti Vittorio Gregotti ed Augusto Cagnardi.

Il progetto iniziale che ha coinvolto la prima parte della Spina, che comprende il tratto 1 da corso Rosselli a corso Peschiera, realizzato tra il 1995 ed il 2000, ha visto la piantumazione al centro di querce piramidali e lateralmente della Tila cordata; a margine filari di arbusti  fioriti e di bagolari. Non passa certo inosservato l’igloo di Mario Merz, uno degli undici ‘oggetti d’autore”. Mentre nella Spina 2 da corso Peschiera a Piazza Statuto sono presenti, oltre alla stazione di Porta Susa e le ex Officine Grandi Riparazioni, di più difficile realizzazione è risultata la realizzazione della Spina 3, anche se lo scorso anno prendevano il via i lavori di completamento del Parco Dora- Spina 3.

Nel 2015, in seguito al decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014, cosiddetto “sblocca Italia” del governo Renzi, grazie alla pressione esercitata a Roma dell’allora sindaco di Torino Piero Fassino, l’allora ministro alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Del Rio consentì lo sblocco di denaro per completare una parte dei lavori del passante che conduceva da piazza Statuto a piazza Baldissera. La zona interessata dallo sviluppo della cosiddetta Spina 3 si sviluppa intorno al corso urbano della Dora Riparia, nella zona Nord di Torino, tra via Verolengo ed i corsi Potenza, Umbria e corso Principe Oddone. Ampia un milione di metri quadrati, la Spina 3 rappresenta circa l’1, 4 del territorio comunale (ad esclusione della collina). È stata interessata dai cosiddetti “programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio” che, proprio come suggerisce il loro stesso nome, avrebbero dovuto favorire e promuovere occasioni di sviluppo sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale, anche se, concretamente, non sempre è stato così.

Mara Martellotta