La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile
Le galee ottomane erano ancora lontane dalle acque di Lepanto e il giovane Antonio non poteva nemmeno immaginare che un giorno sarebbe diventato uno dei pontefici più famosi della storia e che avrebbe perfino sconfitto l’invincibile flotta turca al largo di Corinto. Il legame affettivo con Bosco Marengo, il paese natale da cui parte la sua straordinaria avventura, Antonio Ghislieri(1504-1572), detto il cardinale Alessandrino, futuro papa Pio V, non l’ha mai perso. La sua vita comincia qui, in questo piccolo borgo di poche centinaia di anime, nell’alessandrino. Da bambino Antonio pascolava le pecore e aiutava i genitori nel lavoro dei campi. Proveniva da una famiglia un tempo nobile e poi decaduta, rimasta senza un quattrino. Mai e poi mai l’umile e povero Antonio avrebbe pensato di diventare un giorno santo e uno dei Papi più illustri della Cristianità, l’unico piemontese della storia.

La Chiesa lo ricorda come san Pio V (fu canonizzato nel 1712 da papa Clemente XI) e lo commemora il 30 aprile. Viveva in una famiglia di contadini, un ambiente semplice, tipico della campagna piemontese di cinque secoli fa. Dal mattino alla sera si faticava nei campi, sotto il sole, la pioggia, una vita rurale al fianco della quale non mancava mai la formazione religiosa a cui il giovane Antonio teneva immensamente. Fin da ragazzo, raccontano le cronache del tempo, si distinse per la carità e per un grande desiderio di sapere e di conoscere il mondo. Per sopravvivere fece il pastore ma lui voleva studiare. Poiché il padre non poteva pagargli gli studi intervenne un amico di famiglia che lo sostenne economicamente. A quattordici anni lasciò Bosco Marengo per intraprendere la vita religiosa ed entrò nel convento domenicano di Voghera assumendo il nome religioso di Michele. Sempre vicino a poveri e ammalati fornì loro cibo e denaro. Sia da vescovo, sia da cardinale, sia da papa, visse sempre come un povero religioso. Tornò raramente a Bosco ma rimase profondamente legato alla propria terra. Fece infatti edificare in paese il complesso monumentale di Santa Croce e il convento domenicano che divenne un centro religioso e culturale, uno dei luoghi storico-artistici più importanti del Piemonte, oggi sede di eventi, mostre e visite. Pur essendo lontano da Bosco Marengo voleva essere costantemente informato sui lavori e mandava dei suoi collaboratori a seguire la costruzione dell’edificio.

In appena sei anni di pontificato, dal 1566 al 1572, si rimane sorpresi nel leggere l’elenco delle cose fatte da Pio V. Ritenuto tra i principali promotori della Controriforma cattolica, Antonio Michele Ghislieri, grande inquisitore a Roma, diede un vigoroso impulso alla costituzione della Lega Santa e la sua figura è legata in particolare alla vittoriosa Battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571 quando la flotta cristiana da lui animata sconfisse quella ottomana. Un progetto che sognava da tempo, unire le potenze cristiane per combattere gli infedeli in mare e porre fine alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Fu questa la sua gloria più grande. E come segno di ringraziamento alla Madonna istituì il 7 ottobre la festa della Beata Vergine del Rosario.
Filippo Re
nelle foto, ritratto di Papa Pio V
casa natale di Antonio Ghislieri a Bosco Marengo (Al)
Allegoria della battaglia di Lepanto di Paolo Veronese
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