L’Assessore regionale alle Partecipate Fabrizio Ricca ha visitato nella mattinata di giovedì 24 settembre scorso il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino), accompagnato dal Presidente, ingegner Marco Lazzarino, e dal Direttore generale avvocato Gianluca Cornelio Meglio.
“La visita da parte dell’Assessore Ricca al CAAT – precisa il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – è nata dall’iniziativa, che ho condiviso ed apprezzato, promossa dal nostro Consigliere Carmelo Bruno, il quale rappresenta la Regione Piemonte in seno al Consiglio di Amministrazione del CAAT“.
Ad accogliere l’Assessore presso il CAAT vi era l’intero Consiglio di Amministrazione, unitamente al Collegio sindacale e alle associazioni di categoria che rappresentano i produttori agricoli e i grossisti.
“Con la sua visita – afferma il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – l’Assessore Ricca ha dato una testimonianza concreta del rinnovato interesse da parte della Regione Piemonte per il nostro Centro e di questo non posso che dichiararmi soddisfatto. Il Consiglio di Amministrazione e la Direzione sono attualmente concentrati sull’implementazione del Piano Industriale, che prevede importanti investimenti volti all’ammodernamento ed allo sviluppo del Centro. In questa prospettiva, riteniamo estremamente preziosala collaborazione con la Regione Piemonte, al fine di sostenere il settore agroalimentare, che rappresenta uno di quelli maggiormente trainanti dell’economia regionale e che ha, inoltre, dimostrato una forte resilienza durante l’emergenza Covid“.
“L’Assessore Ricca, al termine della visita – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – si è dichiarato aperto e disponibile ad accogliere delle proposte che gli giungano dal CAAT e ciò è stato accolto con favore da parte nostra e di tutte le associazioni di categoria presenti all’incontro. Stiamo, d’altronde, da poco uscendo da mesi assai difficili e ritengo prioritario puntare, con coraggio, su sviluppo, innovazione e crescita; in questa prospettiva risultanoessenziali una visione condivisa ed il supporto da parte di tutti inostri soci pubblici, tra cui i più importanti sono il Comune di Torino e la Regione Piemonte“.
Ma cosa accadde all’imperatore Federico I, il celebre Barbarossa, di passaggio a Susa, in quella notte ai primi di marzo del 1168? Il sovrano germanico rischiò addirittura la vita, ventidue anni prima di morire annegato in un fiume in Turchia. Si allarmò talmente tanto che sei anni più tardi tornò a Susa e la distrusse. É un episodio poco conosciuto e curioso delle spedizioni militari dell’imperatore in Italia e avvenne alla fine della quarta discesa in Italia.
e per i capelli ramati. Vestiva l’uniforme imperiale e nessuno si accorse di nulla. Visto da una certa distanza poteva essere proprio l’imperatore. Federico I invece fuggì da Susa di notte travestito da servo e accompagnato da un fedelissimo teutonico, lasciando stranamente l’imperatrice Beatrice di Borgogna a Susa alla quale fu poi permesso dagli abitanti di partire e raggiungere il Moncenisio. Un gesto assai nobile poiché la donna avrebbe potuto essere consegnata alla Lega Lombarda, ai nemici di Federico. Scoperto il raggiro i segusini si misero il cuore in pace e rinunciarono ad attaccare l’esercito germanico. Nella quinta discesa in Italia l’esercito di Federico I giunse nuovamente a Susa negli ultimi giorni di settembre del 1174, sei anni dopo la rocambolesca fuga dal borgo valsusino. L’imperatore non vedeva l’ora di vendicarsi: a Susa era stato umiliato e costretto alla fuga. Colse di sorpresa gli abitanti che, temendo una rappresaglia per quanto avvenuto nel 1168, si rifugiarono nella parte alta della cittadina e da lì scagliarono sulle truppe tedesche massi e pietre in grande quantità ma le conseguenze sui nemici furono molto modeste. A quel punto, vista la situazione, il Barbarossa decise di incendiare Susa dopo aver allontanato la popolazione.