Qui Toro: due giocatori del Toro sono risultati positivi al covid.La notizia è appena stata data dal sito ufficiale della società granata.Entrambi nazionali,appena rientrati dalle gare disputate in settimana.I nomi non si conoscono,come da prassi comportamentale della società,ma sono 2 dei 12 nazionali presenti nella squadra di Giampaolo (ancora in dubbio la sua presenza a San Siro, poiché dovrà effettuare un nuovo controllo nelle prossime ore).Gli atleti sono stati posti in isolamento e ora seguiranno tutte le procedure previste dal protocollo sanitario. Dunque, ulteriore tegola per i granata in vista delle difficile trasferta di domenica a Milano contro l’Inter.
L’organico a disposizione è quasi al completo con la disponibilità di 25 calciatori dei 28 totali in organico.Ricordiamo che il lungo degente Baselli ha appena ripreso la preparazione.
Qui Juve: nessuna novità in casa Juve.Domani sera contro il Cagliari mancheranno i difensori Bonucci e Chiellini.Nel Cagliari Godin è risultato positivo al covid. Tra i bianconeri grande attesa per la nuova difesa a 3 con altri interpreti: Danilo, Demiral ed il rientrante De Ligt.
Rientrano galvanizzati ed in forma tutti i nazionali che non vedono l’ora di risollevare la Juve per riportarla verso il primo posto in classifica,posizione occupata negli ultimi 9 anni culminati in altrettanti scudetti.Oggi il tecnico Pirlo,in conferenza,ha spiegato che gli esperimenti sono terminati e si augura di vedere una squadra più determinata e concentrata rispetto a quella scesa in campo a Roma contro la Lazio un paio di settimane fa.Obiettivo unico i 3 punti per non perdere di vista il Milan attualmente primo in classifica.
Vincenzo Grassano

e inoltre vi sono tutta una serie di normative che, pur essendo di diversa natura, toccano comunque il mondo della scuola. Come divincolarsi dunque in una materia così articolata ed arzigogolata? Proviamo a partire, come si suol dire, dall’inizio. La prima importante riforma che è bene ricordare è la Legge Casati, promulgata dal Ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati nel 1859, considerata come il vero e proprio atto di nascita della nostra scuola italiana. Tale norma pone a carico dello Stato la responsabilità dell’educazione del popolo e sancisce per la prima volta l’obbligatorietà e la gratuità della scuola elementare. Il primo ciclo scolastico, secondo tale normativa, era articolato su due bienni, (di cui solo il primo obbligatorio), a cui seguiva una duplice scelta: il ginnasio (a pagamento) o le scuole tecniche. Dopo questi anni di studio e formazione vi era l’università a cui però accedevano solo gli studenti che avevano frequentato il ginnasio, spesso figli di famiglie agiate e che potevano permettersi di supportare i giovani nello studio. Con la legge Casati, inoltre, si cerca di affrontare per la prima volta la grave problematica dell’analfabetismo dilagante in tutta la penisola: la situazione non viene risolta e tale aspetto si va a sommare con gli altri difetti della normativa, a noi evidenti.
La riforma Gentile è complessa e articolata, è possibile comunque evidenziarne alcuni punti chiave, come l’estensione dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, l’ istituzione di scuole speciali per allievi in condizione di disabilità sensoriali della vista e dell’udito, l’ istituzione di rigidi controlli per l’inadempienza dell’obbligo scolastico e la creazione di appositi istituti magistrali per la preparazione dei maestri elementari. I programmi delle scuole elementari ripristinano l’insegnamento della religione cattolica, salvo richiesta di esonero, e valorizzano il canto, il disegno e le tradizioni. La struttura del sistema scolastico italiano resta sostanzialmente improntata a tale modello anche dopo la fine del fascismo, ed i programmi della scuola elementare non subiscono variazioni significative per oltre quarant’anni. Nel 1939 il Ministro Giuseppe Bottai propone una nuova riforma volta a sottolineare la necessità di una scuola di massa, distinta e gerarchizzata al suo interno, che risponda alle esigenze economiche del paese e del governo. Tale riforma rimane però sulla carta, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fa sì che venga approvata solo la Legge del 1940 riguardante la scuola media, che diventa così un unico triennio uguale per tutti i corsi inferiori ai licei e agli istituti tecnici e magistrali; rimane inalterato il sistema dell’avviamento professionale. Essenziale, per il nostro discorso sulle riforme scolastiche, è la Costituzione della Repubblica italiana, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Il documento dedica alcuni articoli all’istruzione, che viene considerata essenziale per procurare un maggior benessere alla collettività e per migliorare ed elevare le condizioni di vita dei cittadini. Si sottolinea la necessità di avere una scuola democratica, che sia d’aiuto alla formazione della persona e che prepari i singoli individui a vivere nella società, intesa come luogo di integrazione e di esplicazione della propria personalità.
Il
Bianco