Sono cinque i soggetti arrestati in meno di tre ore nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Volante per detenzione di sostanza stupefacente.
Avendo avuto notizia di una presunta attività di spaccio in due appartamenti, uno in zona Cenisia e l’altro in Barriera Milano, i poliziotti, dopo alcuni giorni di attività investigative, hanno controllato entrambe le abitazioni. Ad aprire la porta agli operatori, nel primo appartamento, due soggetti: cittadini italiani di 34 anni e 27 anni, rispettivamente proprietario e vicino di casa. Quest’ultimo, notato l’ingresso degli agenti nell’abitazione, cerca di liberare velocemente il tavolo da un panetto di hashish già aperto. Durante la perquisizione vengono ritrovate 4 buste di marijuana, 3 panetti di hashish, 1 bustina contenente cocaina, diverso materiale per il confezionamento, 4 taglierini, 5 telefoni cellulari e 2 bilancini di precisione. Diversa sostanza stupefacente è stata ritrovata anche nella dimora del vicino di casa: frammenti di marijuana, hashish e 4 flaconi di fertilizzante. Scattate le manette per entrambi.
All’interno del secondo appartamento in Barriera Milano, appartenente ad un cittadino ecuadoregno di 26 anni, i poliziotti hanno rinvenuto barattoli e bustine di marijuana, 10 ritagli di carta contenenti cocaina, 2 bilancini di precisione e 10 pastiglie di tachipirina. L’uomo, con precedenti di Polizia, è stato arrestato.
Il terzo intervento viene effettuato in zona Madonna di Campagna. Un uomo, cittadino italiano ventisettenne, sta passeggiando in compagnia dei suoi tre cani, uno dei quali senza guinzaglio ne museruola. La Volante lo ferma e gli chiede di esibire i documenti. Questi risponde di non averli al seguito ma presso la propria abitazione, situata a pochi passi dal luogo del controllo. Gli agenti lo accompagnano. Una volta entrato a casa, l’uomo si dirige in cucina per recuperare il documento. L’attenzione dei poliziotti cade su un piattino a centro tavola, al cui interno era sistemata una striscia di quella che poi risulterà essere cocaina, una scheda per suddividerla ed una banconota arrotolata. A questo punto l’abitazione viene interamente perquisita. All’interno di una mensola attaccata al muro, il ventisettenne aveva ricavato un vano dove era stato nascosto un panetto di hashish ed un bilancino di precisione. Mentre gli operatori controllano l’abitazione, un inquilino scendendo le scale dello stabile, nota la presenza dei poliziotti e, fingendo indifferenza, chiede ai vicini cosa stesse accadendo. L’atteggiamento insospettisce la pattuglia, che controlla l’uomo. Questi, cittadino italiano di 25 anni, riferisce di essere disoccupato ma alla consegna dei documenti, svela un portafoglio pieno di banconote di diverso taglio. L’uomo aggiunge inoltre di non abitare lì ma ulteriori accertamenti lo smentiranno. All’interno dell’alloggio questi aveva nascosto svariati panetti di hashish in una scatola di scarpe. Entrambi, con numerosi precedenti di Polizia, sono stati arrestati.
Sequestrati in totale oltre 3 etti e mezzo di sostanza stupefacente tra marijuana, hashish e cocaina.
FRECCIATE
Norma Cossetto era una giovane studentessa universitaria a Padova, allieva di Concetto Marchesi. Venne prelevata da casa, seviziata e stuprata con violenza bestiale inaudita e poi ammazzata e gettata in una foiba. La Commissione di Reggio Emilia afferma che mancano prove storiche certe della sua fine e giunge a mettere perfino in discussione il conferimento della Medaglia d’oro da parte del Presidente della Repubblica Ciampi. E’ una forma di arroganza negazionista intollerabile che oltraggia la figura della giovane studentessa istriana che dopo le vicende belliche ottenne la laurea honoris causa alla memoria su proposta del prof. Marchesi , deputato comunista ed insigne studioso. Il riconoscimento della giorno del ricordo, il 10 febbraio, sembrava aver posto fine alle discussioni di parte sulle foibe e sull’esodo Giuliano – Istriano – Dalmata . Solo una minoranza di vetero- comunisti votò contro l’istituzione del giorno del ricordo in Parlamento. In realtà tuttavia il 10 febbraio – malgrado la legge istitutiva – non viene ricordato in molte città e in tantissime scuole, violando la legge. Ma nessuno, finora, era giunto a mettere in discussione la morte tremenda a cui fu condannata Norma Cossetto, colpevole di avere un padre fascista. Eccepire addirittura sulla Medaglia d’oro è un’offesa alla verità storica oltre che alle comunità di esuli esistenti, in primis all’ Associazione Dalmazia Venezia – Giulia. Mi sento particolarmente anche colpito sul piano personale da questo vile negazionismo che solleva dei dubbi senza portare prove di sorta, se non discorsi di mera natura ideologica. Fui infatti io a scrivere a Ciampi, segnalando il caso della studentessa Norma Cossetto e fu il Segretario Generale del Quirinale Gifuni ad avviare la pratica che ebbe iter regolare e trasparente, come impone il conferimento di una medaglia d’Oro. Ciampi ebbe il merito storico di aver riportato la verità storica sulle foibe e sull’esodo che Gianni Oliva aveva per primo evidenziato nei suoi libri. Rimettere in discussione in modo strumentale certe verità significa un arretramento barbaro della nostra coscienza civile. Le memorie non sono mai condivise, ma i fatti storici non possono essere ridiscussi in base ad un revisionismo becero e arrogante. Norma Cossetto é un’eroina nazionale, una vittima che va onorata come vanno onorate tutte le vittime della violenza, di tutte le forme di violenza. E’ una giovane donna vittima della violenza sulle donne che oggi giustamente è oggetto di particolare attenzione.
