Con la Fondazione Cosso, al Castello di Miradolo. Sabato 31 ottobre, dalle ore 17,30 San Secondo di Pinerolo (Torino)
Bella pensata. Come, di solito, sono tutte quelle progettate dalla pinerolese “Fondazione Cosso” nella propria suggestiva sede del Castello di Miradolo, in via Cardonata 2, a San Secondo di Pinerolo. Dove, al quesito di come celebrare la tradizionale festa di Halloween, si è pensato a giusta ragione che l’evento dovesse soprattutto essere organizzato in modo tale da far divertire i bambini e le loro famiglie.
Detto fatto. La Fondazione, presieduta da Maria Luisa Cosso, propone così per il prossimo sabato 31 ottobre, a partire dalle 17,30, una “caccia al tesoro teatrale” nello storico Parco del Castello, realizzata in collaborazione con la Cooperativa “Theatrum Sabaudiae Torino” e l’Associazione “Le Vie del Tempo”. L’attività, pensata per le famiglie con bambini dai 5 ai 12 anni, vuole essere un’occasione per scoprire in maniera giocosa la storia dell’antica dimora (risalente al XV secolo, ma ampliata e ridisegnata nel 1866 su volere del marchese Maurizio Massel di Caresana) e dei conti Cacherano di Bricherasio, che vantarono il titolo di “viceré” dei Savoia e ricevettero in dono l’edificio, quale dote della giovane Teresa Massel convolata a nozze con il conte Luigi Cacherano di Bricherasio, dal cui matrimonio nacquero Sofia ed Emanuele, diventati ben presto personaggi di spicco nel mondo culturale, sociale ed economico torinese di inizio Novecento. “Quando sul Parco calerà la sera– affermano gli organizzatori – i personaggi che anticamente hanno abitato il Castello prenderanno vita per un divertente viaggio nel tempo”. Sarà un percorso a tappe, in cui ci si potrà trovare misteriosamente faccia a faccia con i fantasmi di Sofia (in vita, mecenate e filantropa, ma anche promettente pittrice allieva di Lorenzo Delleani) o del fratello Emanuele, fra i soci fondatori della F.I.A.T., il cui atto costitutivo venne firmato proprio nella residenza torinese della famiglia Bricherasio, come raffigurato in un celebre dipinto commissionato allo stesso Delleani. Un percorso ricco di sorprese e di incognite, tutte da scoprire, dove Sofia ed Emanuele potranno anche avvicendarsi – perché no? – con la mamma, la marchesa Teresa Massel o pur anche con la bisnonna “Babet” o forse con altri illustri personaggi del tempo frequentatori assidui del Castello, come gli artisti Lorenzo Delleani (di cui s’è detto) o Leonardo Bistolfi o ancora lo scrittore Edmondo De Amicis e il capitano di Cavalleria Federico Caprilli, intimo amico dei Bricherasio.
Costi:
Attività: 12€, comprensivo di ingresso al parco e dolce sorpresa finale. Gratuito sotto i 5 anni.
Informazioni aggiuntive:
In caso di pioggia l’attività è annullata. Occorre portare con sè una torcia. Non sono consentiti coriandoli o stelle filanti ma le famiglie sono invitate a presentarsi mascherate!
Per una visita in sicurezza
Per garantire la tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, la Fondazione Cosso si è dotata di un protocollo anti – Covid-19, in accordo con il proprio responsabile per la sicurezza. L’accesso e la permanenza nella proprietà, sia negli spazi interni sia nel parco, è regolato da una serie di raccomandazioni per la sicurezza di tutti.
g. m.
Su
Stephen King e il covid-19. Sembra che Mirko Vercelli abbia intercettato felicemente e con precisione quel filo rosso che lega il terrore narrativo dell’horror thriller alla realistica paura del coronavirus

A pronunciarle Andy Warhol, padre universalmente riconosciuto della Pop Art, che di fama ne ha invece macinata in quantità indescrivibile nei suoi cinquantotto anni di vita, continuando tutt’oggi, a poco più di trent’anni dalla scomparsa, ad esserne compagno fedele, al di là dei tempi, delle mode e in barba ai flussi implacabili dell’oblio. Secondo artista, pare, più comprato e venduto e quotato al mondo dopo Pablo Picasso, a Andy Warhol (Pittsburgh 1928 – New York, 1987, ultimogenito dei tre figli di modesti immigrati originari di Mikovà, paese dell’odierna Slovacchia), la “Palazzina di Caccia” di Stupinigi dedica, fino al 31 gennaio del 2021, la mostra evento “Andy Warhol é…Superpop”, promossa da “Next Exhibition” e “Ono Arte”, con il patrocinio della “Città Metropolitana Torino”.


Fra diario intimista, documento storico e biografia, è un libro intenso vissuto sulla propria pelle e nel profondo della propria carne, quello scritto – alla luce di rigorose indagini storiche – da Bruno Avataneo sulla sua famiglia materna di origine, i Castelletti di Mantova. Torinese, classe ’51 e cuneese d’adozione, lo scrittore (che ha lavorato a lungo nel settore della formazione professionale e da tempo si dedica, sollecitato da particolari eventi e situazioni famigliari, allo studio della presenza ebraica a Mantova nel corso dei secoli) presenterà il libro, dal titolo “Le ossa affaticate di Salomon Castelletti”, il prossimo venerdì 30 ottobre, alle 18, nei locali della Soms, ex Società operaia di mutuo soccorso oggi sede dell’Associazione culturale “Progetto Cantoregi”, in via Carlo Costa a Racconigi. A dialogare con lui sarà Alberto Cavaglion, storico e letterato, docente di “Storia dell’ebraismo” all’Università di Firenze e fondatore nel 2015 a Cuneo della Biblioteca e Centro Studi sugli ebrei in Piemonte “Davide Cavaglion”. L’incontro sarà accompagnato dalle letture di Irene Avataneo. Ed è lo stesso Cavaglion a precisare nella Prefazione: “Non è un libro di memorie, anche se è costruito sulla memoria…Se mai ci troviamo davanti a una ‘autobiografia riflessa’, fondata su una rigorosa ricerca archivistica. E’ a suo modo un (copioso) diario intimo compilato con voci (e carte) altrui, per interposte (e assai numerose) persone”.