ilTorinese

No Europa per l’Italia – Italexit con Paragone arriva in Piemonte

Riceviamo e pubblichiamo  / A pochi mesi dall’annuncio della nascita del nuovo soggetto politico, dato da Gianluigi Paragone alla Camera lo scorso 25 luglio, Italexit con Paragone si struttura compiutamente.

Dopo Torino, ecco nascere i circoli di Alessandria e quello di Cuneo.

Il nostro obiettivo è stare al fianco dei milioni di cittadini italiani, impoveriti da questi trent’anni di politiche attente solo agli interessi dei grandi potentati economici, e sorde ai bisogni del paese che lavora.
L’indipendenza politica ed economica è indispensabile per operare scelte davvero lungimiranti. Uscire dalla gabbia dell’Unione Europea è il nostro strumento, per garantire la piena occupazione, per tornare a sostenere le eccellenze e i prodotti del nostro settore agroalimentare, per restituire significato al sudato risparmio degli italiani, per essere di nuovo un’orgogliosa potenza industriale, nuovamente ricca del tessuto di piccole e medie imprese che hanno reso prospera l’Italia. Una nazione sovrana con una propria moneta, attenta allo sviluppo delle arti e della cultura, in grado di garantire un lavoro dignitoso a ciascuno e uno stato sociale degno della nostra comunità civile, coerentemente con la Costituzione Italiana del 1948.
Nella nostra regione i coordinatori regionali sono: Luciano Bosco e Rinaldo Scarano, con compiti politici, Stefano Battocchio e Stefano Chiurato con delega all’organizzazione a alla comunicazione dei social media.
I responsabili del circolo di Torino sono: Franco Trivero, Carlo Borgarelli e Roberto Mossetto, con compiti politici, Rita Ardito (tesoriere) Barbara Fileccia, addetta all’organizzazione e alla comunicazione dei social media.
Ad Alessandria il ruolo di coordinatrice è in carico a Silvia Gambino con compiti politici, mentre Carmelo Miragliotta ha il ruolo di tesoriere e Silvio Stranieri addetto all’organizzazione e alla comunicazione dei social media.
A Cuneo il circolo è coordinato da Alessandro Balocco, per gli aspetti politici affiancato da Fabrizio Rossano addetto all’organizzazione e alla comunicazione dei social media.

Mail: noeuropaperlitalia.piemonte@gmail.com

Alla scoperta del museo che non c’è

Esposti per la prima volta insieme, 70 capolavori della collezione De Fornaris inaugurano il nuovo Museo Virtuale della Fondazione

In quasi quarant’anni di attività nel mondo dell’arte, la Fondazione De Fornaris non ha mai potuto disporre di un proprio museo “fisico”, nel quale esporre in modo permanente la sua ricca collezione.

Nasce da qui l’ambizione di progettare da zero “Il Museo che non c’è”: un innovativo museo virtuale che presenta,
valorizza e rende accessibili a tutti le opere più preziose della Fondazione. Uno dei pochissimi esempi al
mondo di museo non presente nella realtà, ma progettato appositamente per essere visitato e apprezzato
solo sul web.

La collezione De Fornaris vanta migliaia tra dipinti, sculture, installazioni e raccolte di grafica, con capolavori
di autori di primissimo piano dall’Ottocento a oggi: da Hayez a Morbelli e Pellizza da Volpedo, da de Chirico a
Morandi e Casorati, da Burri a Carol Rama e Paolini, fino a Merz, Pistoletto e Penone. Per statuto le opere
vengono date in comodato gratuito alla GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino,
che le espone a rotazione e solo per periodi limitati. La Fondazione De Fornaris, presieduta da Piergiorgio Re,
avrà ora un proprio museo: il progetto ha subito un’accelerazione e acquisito maggiore rilevanza durante il
periodo di lockdown, che ha mutato gli scenari mondiali anche per quanto riguarda le realtà museali.

Il Museo Virtuale De Fornaris è stato realizzato da Infinity Reply, società del Gruppo Reply specializzata nella
progettazione e sviluppo di contenuti e applicazioni 3D interattive, con l’utilizzo di tecnologie 3D di ultima
generazione. Grazie a queste, si è ricreata, in un contesto museale che richiama l’architettura della GAM,
un’esperienza di visita il più simile possibile a quella reale. Le opere del museo virtuale sono presentate con
criteri scientifici a cura di Riccardo Passoni, direttore della GAM e presidente della Commissione Artistica
della Fondazione De Fornaris.

“Oggi le nuove tecnologie sono sempre più al servizio dell’arte. Per noi rappresenta quindi un grande motivo
di orgoglio inaugurare un innovativo museo virtuale, “Il Museo che non c’è”, grazie al quale la Fondazione De
Fornaris potrà presentare la sua prestigiosa collezione al mondo – dichiara il presidente Piergiorgio Re – Si
permetterà così a studiosi e appassionati di scoprire anche da remoto i suoi capolavori grazie all’utilizzo del
3D e della realtà virtuale”.

Sono 6 le sale visitabili dagli utenti, che possono accedere al Museo attraverso un vero e proprio atrio e
ammirare anche le opere poste all’esterno dell’edificio, come In limine di Giuseppe Penone. La Sala 1 è un
omaggio al mecenate, artista e collezionista Ettore De Fornaris e racchiude una serie di opere a lui
appartenute, tra cui Novembre di Antonio Fontanesi. La Sala 2 è dedicata all’Ottocento e ai primissimi anni
del Novecento e comprende opere come L’Angelo Annunziatore di Francesco Hayez e L’Amore nella vita di

Giuseppe Pellizza Da Volpedo. La Sala 3 si concentra sui protagonisti dell’arte italiana della prima metà del
Novecento e avvia il percorso con una serie di ritratti femminili pre-futuristi di Balla e Boccioni.

Nella Sala 4 si vedono esempi significativi della pittura torinese tra le due guerre, con dipinti di pittori come
Felice Casorati, Carlo Levi e Francesco Menzio. La Sala 5 presenta 11 opere dei maggiori artisti del
Novecento, tra cui Bianco di Alberto Burri e Natura Morta di Giorgio Morandi. La Sala 6 è stata infine ideata
per dare risalto a momenti salienti dell’arte contemporanea, dal 1960 a oggi: dal concettuale Giulio Paolini,
allo sperimentatore Aldo Mondino, agli esponenti dell’arte analitica Marco Gastini e Giorgio Griffa.

Tutti i dipinti sono visibili in alta definizione e le sculture esplorabili a 360 gradi: ogni opera è descritta nei
dettagli e alcune di esse sono dotate di hotspot che forniscono approfondimenti sui singoli particolari
dell’opera stessa. “Il Museo che non c’è” non è una costruzione statica: potrà infatti essere implementato in
futuro con nuove sale per ospitare altre parti della collezione.

Si accede al “Museo che non c’è” attraverso il sito della Fondazione De Fornaris
www.fondazionedefornaris.org, oppure scaricando l’App “Museo Virtuale De Fornaris” dall’App Store o da
Google Play. È anche possibile esplorare il museo scaricando l’applicazione di Oculus dal sito della
Fondazione per vivere un’emozionante esperienza immersiva in 3D, attraverso il visore per la realtà virtuale
Oculus Rift

Natale a Torino Racconti in piazza

A cura di Teodora Trevisan  Le piazze auliche, i salotti signorili o i vivaci mercati di Torino sono le tappe narrative dell’antologia “Natale a Torino”, giunta alla sua nona edizione.

Diciotto racconti e diciotto piazze: il volo della donna cannone e lo strano incontro con il bibliofilo; Cavour che non ne può più di fare la statua e le trecce tagliate per ribellione; i fratelli con le facce gaglioffe, una canzone di Theodorakis e le vittime di una rappresaglia fascista; e poi ancora il ladruncolo ai tempi della peste, Padre Beccaria e le nougatine, e tanti altri spunti fra ricordi, amori, miracoli…

Racconti di: Rinaldo Ambrosia, Chantal Balbo, Remigio Bertolino, Giovanni Casalegno, Luigi Colasuonno, Ottavio Davini, Paolo Fiore, Federico Jahier, Consolata Lanza, Riccardo Marchina, Giuseppe Milano, Elsa Panini, Nella Re Rebaudengo, Laura Remondino, Emanuela Riganti, Franca Rizzi Martini, Gabriella Serravalle, Teodora Trevisan.

Le schede storicoartistische delle piazze sono a cura di Miranda Fontana.

Copertina di Gianni Chiostri.

I diritti d’autore saranno devoluti a sostegno delle attività umanitarie di International Help onlus.

168 pagine – € 15,00

Vendite promozionali anche oltre il 5 dicembre per aiutare il commercio

L’ASSESSORE AL COMMERCIO VITTORIA POGGIO: «UN’OPPORTUNITA’ PER INCENTIVARE GLI ACQUISTI, MA ANCHE UN AIUTO ALLE FAMIGLIE CHE POTRANNO BENEFICIARE DEGLI SCONTI»

 

In Piemonte sarà possibile continuare ad effettuare vendite promozionali anche oltre il 5 dicembre. Per andare incontro alle esigenze dei negozianti che avevano chiesto di poter applicare sconti anche prima dell’avvio dei saldi, la Giunta su indicazione dell’assessore al Commercio, Vittoria Poggio,ha dato via libera a una deroga che sospende il divieto di effettuare offerte nei 30 giorni antecedenti dell’avvio dei saldi invernali che partiranno regolarmente dal 5 gennaio 2021.

La decisione è stata assunta dopo aver raccolto il parere di Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione.

«Dopo un confronto con le categorie – ha sottolineato l’assessore regionale al Commercio Vittoria Poggio – si è convenuto di adottare una misura di sostegno per favorire le vendite nel periodo natalizio. Ma nello stesso tempo si è pensato di andare incontro alle famiglie, anche loro sofferenti a causa della pandemia, che potranno fare acquisiti traendo vantaggio dalle promozioni».

Più pattuglie e vigilantes davanti ai negozi per evitare assembramenti

La folla della scorsa domenica, primo giorno di “libera uscita” in zona arancione a Torino e in Piemonte ha convinto il comitato per la sicurezza ad adottare nuove misure

Questo fine settimana segna l’aumento  delle pattuglie della polizia municipale e delle forze dell’ordine e debuttano i controlli con vigilantes davanti ai negozi in collaborazione con le associazioni dei commercianti.
Ai principali ingressi della città sono disposti controlli a campione per il rispetto delle limitazioni alla mobilità nella “zona arancione”, che non consentono di spostarsi al di fuori del proprio Comune.

Il Derby della Mole n.201 è bianconero

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Juventus-Torino 2-1
McKennie.  N’Kolou
Bonucci

Un derby che ricalca perfettamente l’attuale momento ambiguo delle 2 squadre torinesi:Juve per un tempo distratta e Toro che puntualmente si fa rimontare dopo il vantaggio iniziale.Oramai  subire una rimonta è  diventato di moda, ma così fa proprio male. Il Toro domina il primo tempo con varie occasioni, passa in vantaggio, sbaglia il raddoppio e brucia almeno tre contropiedi importanti. Nella ripresa i granata si abbassano di nuovo troppo, come accaduto contro la Sampdoria, ed ecco che la difesa crolla con le gravi, ennesime indecisioni dell’ex grande portiere Sirigu che consentono alla squadra bianconera,padrona del campo nel secondo tempo,di  rimontare nel  finale su due calci piazzati in cui incomprensibilmente, a centro area, si sono trovati liberi di segnare indisturbati Mc Kennie e Bonucci, in entrambi i casi su cross perfetti di Cuadrado. Il cambio nel finale di Zaza per Lukic, ancora su situazione di vantaggio, ha donato maggiore convinzione alla Juventus di poter schiacciare il Toro nella propria area,con il solo Belotti a provarci, subendo molti  falli ma sempre in mezzo ad una selva di difensori bianconeri.. La squadra di Marco Giampaolo prosegue con il proprio  record di punti persi da situazione di vantaggio. E la classifica piange sempre di più.Ci vuole ben altro per salvarsi.Sorride,invece la Juve di Pirlo che con questi 3 punti ed una ritrovata fiducia s’avvicina sempre di più verso il primo posto.Stasera in ombra Ronaldo e Dybala ma ci hanno pensato le retrovie della squadra bianconera,sempre attenti,puntuali e precisi.Giocatori come Bonucci e Cuadrado che non tradiscono mai.

Vincenzo Grassano

Aggredita dal marito mentre telefona a un’amica

L’interlocutrice allerta i soccorsi, l’uomo viene arrestato

Mercoledì sera gli agenti della Squadra Volante intervengono in zona Nizza Millefonti a seguito della segnalazione di una lite in famiglia. Giunti sul posto, è una donna scossa ed agitata ad aprire la porta. Il marito, cittadino italiano di 36 anni, alla vista dei poliziotti, da in escandescenze, chiedendo alla moglie se fosse stata lei ad allertare le forze dell’ordine e invitando gli agenti ad andarsene. Passano alcuni istanti, l’uomo si placa e la donna racconta del proprio rapporto burrascoso, sfociato nel tempo in vessazioni, insulti e violenze fisiche.

Quel pomeriggio la vittima aveva avuto uno sfogo al telefono con un’amica riguardo al suo rapporto ma il trentaseienne, infastidito dalla chiamata, le si è avventato addosso, tentando di strapparle il telefono dalle mani. La compagna allora chiude la telefonata e nasconde il cellulare negli slip, per paura che l’uomo se ne impossessi e glielo rompa, come era accaduto qualche giorno prima. L’amica, dall’altro capo del telefono, sente alcune delle minacce che il marito rivolge alla moglie prima che si interrompesse la chiamata e allerta il 112 NUE. Da accertamenti emerge a carico del trentaseienne una precedente denuncia per maltrattamenti ed un ammonimento del Questore di Torino datato maggio 2019. Scattate le manette per maltrattamenti.

Covid, altre vittime ma contagi e ricoveri in calo. Oltre 3000 i guariti

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1456nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari al 9,6% dei 15.100 tamponi eseguiti.

Dei 1456 nuovi casi, gli asintomatici sono 665, pari al 45,7%.

I casi sono così ripartiti: 439 screening, 681 contatti di caso, 336 con indagine in corso; per ambito: 258 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 79 scolastico, 1.119 popolazione generale.  

Il totale dei casi positivi diventa quindi 176.519, così suddivisi su base provinciale: 15.371 Alessandria, 8291 Asti, 6124 Biella, 24.267 Cuneo, 13.623 Novara, 93.804 Torino,  6666 Vercelli,  5839 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 959 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1575sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 366 (+9 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 4276 (-75 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 62.121.

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.655.759 (+15.100rispetto a ieri), di cui 820.139 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 6568

Sono 62 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 6verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora 6.568 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 981 Alessandria, 394 Asti, 292 Biella, 709 Cuneo, 573 Novara, 3.039 Torino, 316 Vercelli,  201 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 66 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

103.188 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 103.188 (+3107 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 7975 Alessandria, 5462Asti, 3223 Biella, 12.443 Cuneo, 7078 Novara, 58.739 Torino, 3987 Vercelli,  3219 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 527extraregione e 535 in fase di definizione.

La storia della senzatetto e dei suoi cinque cani, convinta dai civich a farsi accudire

La sindaca Chiara Appendino racconta in un post su Facebook la storia di una donna senzatetto che, grazie al lavoro di persuasione della Polizia Municipale, ha accettato – dopo due anni – di trasferirsi in una struttura del Comune.

 

Scrive la sindaca: “Negli ultimi due anni chiunque sia passato dalle parti della fermata del tram della linea 10 ‘n.387- CAPRERA’ in direzione Torino Centro si è accorto della presenza di una donna in compagnia dei suoi cinque cani”.

La donna è una cinquantenne di nazionalità italiana la cui storia è iniziata come tante altre, con una famiglia solida alle spalle e un lavoro stabile in una grande azienda del torinese. A turbare gli equilibri di quella normale quotidianità, con molta probabilità, hanno inciso un licenziamento inaspettato, la successiva faticosa ricerca di un altro impiego e la nuova perdita dopo appena tre mesi.

“Da quel momento di instabilità – prosegue Appendino – sono iniziate le prime difficoltà relazionali all’interno della propria casa che l’hanno spinta ad abbandonare la famiglia con cui viveva, diventando a tutti gli effetti una donna senza fissa dimora. A nulla sono valsi i numerosi tentativi di aiuto del padre della donna che più volte ha tentato di convincerla di tornare a casa. Nonostante i ripetuti rifiuti della figlia, in tutti questi anni, non ha mai fatto mancare il suo affetto e la propria vicinanza, andando a trovarla ogni giorno per la strada, talvolta anche senza avvicinarsi o farsi vedere, solo per sincerarsi che stesse bene”.

Da circa sei anni la donna ha iniziato a stazionare nel quartiere Santa Rita, nella zona di piazza d’Armi, monitorata dagli agenti del Comando Sezione II della Polizia Municipale e dal Servizio BOA dell’Ufficio Adulti in difficoltà della Città. Alcune persone le portavano cibo e acqua mentre, a proteggerla e farle compagnia, ci pensavano i suoi cinque cani di varie taglie.

Dal 2018 la signora si è trasferita in maniera stabile nella fermata del tram della linea 10 e, da allora, probabilmente con l’aggravarsi del suo stato psico-fisico dovuto al fatto di vivere giorno e notte all’aria aperta, sono aumentate le segnalazioni dei cittadini circa le condizioni critiche della donna, le precarie condizioni igienico sanitarie del giaciglio ubicato su suolo pubblico e i comportamenti aggressivi dei cani.

“Finalmente, ieri, – conclude la sindaca – al termine di un lungo lavoro di persuasione effettuato dagli agenti del Comando Sezione II e dagli uomini del Reparto Operativo Speciale della Polizia Municipale la donna, in evidente stato di sofferenza dovuto al freddo e ad altre patologie da cui è affetta, è stata convinta ad accettare le cure mediche di cui necessita e una sistemazione in una struttura ricettiva del Comune”.

I cinque cani, per i quali sono in corso le valutazioni sullo stato di salute da parte dei veterinari dell’ASL, sono stati portati nel Rifugio di Chieri dal Servizio Cattura del Canile di Grugliasco, con la piena soddisfazione delle Associazioni animaliste presenti durante l’intervento.

La fermata n.387 “CAPRERA”, una volta sgomberata, è stata successivamente pulita e sanificata dal personale GTT.

Canalis (Pd): “Modello di tutela dei minori da potenziare”

“Il sistema piemontese è sano, ricco di professionalità di prim’ordine, fondato su una tradizione normativa, procedurale, operativa e di Terzo Settore che per molti aspetti ne ha fatto un apripista e un modello per il resto d’Italia, ma è affaticato ed indebolito dalla carenza di personale e di risorse e dalla scarsa omogeneità territoriale ed integrazione tra comparto sociale, educativo e sanitario, che rischiano di rendere gli allontanamenti tardivi”. Questa è la diagnosi dei gruppi consiliari di minoranza in Consiglio Regionale, al termine dell’Indagine Conoscitiva svoltasi da ottobre 2019 a luglio 2020.

“Per il Piemonte è sbagliato parlare di “allontanamenti facili”, in numero eccessivo o motivati dalla povertà economica – dichiara la vice segretaria del Pd Piemonte e consigliera regionale Monica Canalis. “Il 96,44% dei 60.068 minori presi in carico dai servizi sociali al 31/12/2018 era seguito in famiglia e il 58,17% dei 2.597 minori fuori famiglia era riconducibile alle seguenti tre tipologie: Minori stranieri non accompagnati (17,67%), affidamenti intra familiari (24,68%) e affidamenti consensuali (15,82%). Solo il restante 41,83% è rappresentato da allontanamenti giudiziali extra familiari.  Si conferma pertanto che nella maggior parte dei casi l’allontanamento è l’extrema ratio, come previsto dalla Legge 184/1983, è consensuale, intrafamiliare o riguarda i minori soli provenienti da altri Paesi. Le cause più frequenti di allontanamento sono inoltre legate a carenze educative, problemi psichiatrici o dipendenze dei genitori e non alla povertà materiale. Il problema dell’eccesso di allontanamenti in Piemonte o dell’allontanamento fatto esclusivamente per carenza di reddito è dunque un problema che non esiste ed è stato circondato da una propaganda, politica e mediatica, che nuoce gravemente a tutto il sistema dei servizi e della rete di volontariato, che dimentica i dati di un contesto socialmente sempre più disgregato, tradisce un forte pregiudizio verso gli operatori, verso il lavoro fatto in passato anche dalle giunte di centro destra, verso i poveri, verso le famiglie affidatarie, verso la gravità dei maltrattamenti di natura psicologica accanto a quelli di natura fisica.

In Piemonte occorre piuttosto un dialogo sereno e aperto con tutti gli attori coinvolti ed una concreta dotazione di risorse finanziarie per rafforzare le professionalità e le progettualità in campo.

Non basta lasciare i bambini in famiglia, ci vogliono più servizi a servizio delle famiglie e bisogna ripensare in modo organico i diversi interventi, prevedendo una maggiore collaborazione tra il settore educativo, sanitario e sociale ed una maggior omogeneità territoriale.