Manca poco finalmente all’apertura di Green Pea e di Otium Pea Club. L’inaugurazione iniziale programmata a fine estate è stata posticipata all’8 dicembre per motivi ovvii ed a tutti conosciuti.
Come spesso succede è dalle intuizioni migliori che nascono quei progetti che poi, a loro volta, si trasformano in realtà. Green Pea ne rappresenta il tipico esempio; costituisce il primo “superstore della sostenibilità” torinese e “green retail park” al mondo,dedicato all’arredamento e all’abbigliamento tutto rigorasamente ecofriendly. La famiglia Farinetti, che ha ideato il progetto e realizzato questa intuizione, ha scelto l’area di Torino a fianco ad Eataly, al Lingotto, e la creazione di Green Pea è avvenuta completamente nel rispetto dell’ambiente, riscaldato da energie rinnovabili e arricchito da un bosco di alberi.
All’ultimo piano di Green Pea sorgerà Otium Pea Club, il nuovo spazio destinato all'”ozio creativo”.
Per comprendere quale sia stata l’intuizione da cui si è partiti bisogna tornare indietro nel tempo di circa 2500 anni quando filosofi quali Aristotele, Platone, Socrate e Pericle, cambiarono il mondo con le loro idee sui concetti di bellezza e democrazia, ma soprattutto inerenti il concetto di tempo e sul migliore uso che l’uomo ne potesse fare, l’”ozio” appunto.
2500 anni dopo, il sociologo contemporaneo Domenico De Masi ha rielaborato il concetto di “ozio” e ne ha ideato il concetto contemporaneo di “ozio creativo” inteso come sintesi di lavoro, studio e gioco.
Questa è l’idea a cui si ispira il rooftop Otium Pea Club. Non sarà quindi un “ozio” in senso stretto o quello a cui tutti possono pensare subito, sarà un “ozio creativo”, come ci ha confermato Pier Rosito Co-fondatore di To-Be Events, l’agenzia torinese specializzata in eventi eno-gastronomici, che già collabora, nel campo della comunicazione, con Eataly.
Otium Pea Club rappresenta il primo esempio di Member Club dedicato al perseguimento di un “ozio creativo” con un upgrade culturale e filosofico nei contenuti della sua offerta, che lo differenzieranno sostanzialmente da altri Club analoghi presenti in Italia, essendo questi ultimi maggiormente orientati al solo concetto di fitness. Inoltre i soci, durante la fase di selezione propedeutica per l’ammissione al Circolo, non verranno discriminati per estrazione o gerarchia sociale, come spesso accade nella maggior parte dei MemberClub sparsi in giro per il mondo. Si cercherà poi di garantire una pari distribuzione di soci tra uomini e donne ed i minori di 18 anni non verranno ammessi.
Otium Pea Club rappresenta uno spazio di 600 mq tra lounge bar e Spa, che avrà come obiettivo quello di realizzare un “ozio creativo”, ben lontano e diverso dal concetto di “ozio”, inteso come inerzia.
L’obiettivo principe sarà quello di dare l’opportunità ai propri soci di recuperare, prima, e riappropriarsi, poi, del proprio tempo. Verrà data la possibilità ad ognuno di poter lavorare in un ambiente ecofriendly e progettato secondo una filosofia green, secondo la modalità più in voga del momento, lo smart working, senza dimenticare la sala meeting, a disposizione per eventi di lavoro o per incontrare i propri clienti, nel rispetto fin da subito della normativa anti Covid.
A conferma della filosofia green ed ecofriendly volta a sfruttare le risorse geotermiche disponibili da una falda acquifera, posizionata a quaranta metri di profondità per esempio, arriverà l’acqua alla temperatura di 18 gradi.

Otium Pea Club sarà aperto per i soli soci e i loro ospiti per un massimo di due a volta, dalle 10 alle 19, e tutti coloro che lo frequenteranno avranno a disposizione non solo un cocktail bar, dietro il quale lavorerà uno dei migliori barman torinesi Giorgio Lupi, ma anche una ampia proposta gastronomica, che spazierà dalla colazione all’after dinner, passando per il pranzo,l’aperitivo e la cena (su prenotazione). A questo si aggiunge tutta una zona dedicata al Wellness che includerà una piscina e una Spa. La piscina sarà a sbalzo, unica nel suo genere, con vista sulle Alpi, e avrà una lunghezza di 20 metri, sospesa per la maggior parte della lunghezza ad una altezza di 21 metri e riscaldata in inverno. La Spa, invece, metterà a disposizione dei proprio soci una vasca idromassaggio, bagno turco, sauna e sale massaggi.
Aristotele Platone Socrate e Pericle vi faranno compagnia.
Buon ozio creativo!
Emanuele Farina Sansone
Quando venne scelto Nicola La Gioia a dirigere il Salone ,si capì subito che quella scelta, così dettata da motivazioni prevalentemente politiche ,non avrebbe potuto portare a buoni risultati e infatti il Salone si impantanò subito nelle polemichette sull’editore del libro di Salvini a cui venne negato lo spazio espositivo che aveva regolarmente acquistato.
modo adeguato. In ogni caso un progetto di difficile realizzazione, considerato il divieto di assembramento anche nei negozi. Nessuno può pretendere grandi cose da una Torino divenuta zona arancione, ma nessuno sentiva la necessità di una edizione così ridotta da far apparire il Salone un’iniziativa totalmente priva del suo spirito originario. Il libraio Pezzana che fu il vero ideatore del Salone, non avrebbe mai pensato ad una cosa del genere perché il libraio Pezzana, ideando il Salone, seppe andar oltre gli interessi delle librerie torinesi. Cercando sul sito del Salone non appare inoltre un programma concreto e non capisce cosa accadrà nelle 34 librerie che hanno aderito al progetto a cui auguriamo la massima fortuna anche se non contribuisce certo a riaffermare il nome di Torino come città del libro che la fine miserevole della UTET Grandi opere ha definitivamente cancellato. Appare emblematico dell’ importanza di questo Salone “ internazionale“ il fatto che il settimanale “Torinosette“ gli dedichi un articolo a quattro colonnine, il doppio dello spazio riservato ad un piccolo convegno da remoto su Vittorio Emanuele II i cui relatori sono così noti da non essere neppure nominati.

