ilTorinese

Spaccata nella notte in via Nizza

Arrestato l’autore dagli agenti della Squadra Volante

Domenica notte, poco dopo le tre, gli agenti della Squadra Volante scorgono in via Nizza un uomo che, accortosi della loro presenza, si nasconde tra le auto in sosta. Poco dopo, sale su uno di questi veicoli e dopo aver messo in moto si dirige in direzione di corso Spezia. Gli agenti inseguono l’auto che intercettano in via Genova. L’uomo alla guida, un quarantunenne con diversi precedenti di polizia a carico, viene trovato in possesso di numerosi arnesi atti allo scasso. Nell’auto, i poliziotti trovano anche l’inserto di una cassa per la suddivisione dei soldi contenente monete e banconote per oltre 100 euro.

Gli agenti appurano che il denaro era stato prelevato dal quarantunenne all’interno di un negozio di via Nizza nel quale si era introdotto forzando serranda e porta d’ingresso. Per l’uomo, un sorvegliato speciale, scatta l’arresto per furto aggravato e la denuncia per ricettazione per del materiale telefonico e informatico trovato nell’auto e per la violazione della sorveglianza speciale.

Il denaro recuperato è stato poi riconsegnato a responsabile del negozio oggetto del furto.

La caduta. Dalla morte di Stalin al crollo del muro

RILETTI PER VOI / Un libro di Donatella Sasso racconta l’inesorabile dissolvimento del miraggio collettivo dell’Est europeo

Con “La caduta,19531989. Dalla morte di Stalin al crollo del muro”, pubblicato da Edizioni del Capricorno, Donatela Sasso conduce il lettore nel cuore dei processi storici che hanno prodotto l’agonia prima e poi la fine del mondo dell’Est europeo, rappresentato simbolicamente dall’abbattimento del muro di Berlino e dal dissolvimento dei regimi comunisti.

Un libro ben scritto che scava dentro le vicende sviluppatesi lungo un arco temporale di 35 anni alla ricerca delle radici di quel vero e proprio cataclisma che cambiò il volto del mondo, gli equilibri e i rapporti di forza tra i paesi, svelando il fallimento di un grande miraggio collettivo. Donatella Sasso, ricercatrice di storia contemporanea presso l’Istituto Gaetano Salvemini di Torino, giornalista e scrittrice esperta e attenta a quanto accade nella parte orientale dell’Europa, ripercorre le vicende essenziali avvenute al di qua e al di là della Cortina di Ferro, dalla morte di Stalin alle rivoluzioni soffocate di Ungheria e Cecoslovacchia, dal progressivo manifestarsi del dissenso nei paesi dell’Est al decisivo e inarrestabile emergere di Solidarność in Polonia, fino agli anni di Gorbačëv, della Glasnost’ e di Černobyl’. E poi, in rapida successione come in un effetto-domino, il crollo del Muro, la fine drammatica della dittatura di Ceausescu in Romania e il dissolversi della Jugoslavia costruita da Tito,evento da cui sarebbe nata una tragica guerra nel cuore dell’Europa, un conflitto le cui lacerazioni sono ancora perfettamente leggibili nella cronaca quotidiana, nella “terribile pace” che ne scaturì e nel caos della rotta balcanica dei migranti. Un ricco e importante corredo iconografico proveniente dagli archivi internazionali e finestre di approfondimento e spiegazione dei significati delle parole chiave,aiutano il lettore a conoscere questa parte essenziale della storia europea. Un lavoro prezioso poiché, come ha ancora recentemente sottolineato Eugenio Scalfari, le attese che quegli eventi generarono alla fine degli anni ’80 del secolo scorso sono state in gran parte disattese e il rischio che l’unione Europea si trasformi in un “sogno infranto” coincide proprio con il 1989, la data spartiacque del crollo del muro che riunì la Germania ma divise nuovamente il continente, tra Nord e Sud e non più tra Est e Ovest, creando un’ Europa a due velocità e a trazione tedesca, poco attenta se non addirittura indifferente agli interessi dei paesi mediterranei.Nel libro di Donatella Sasso, che delle vicende dei paesi dell’ex blocco orientale è attenta e scrupolosa interprete,la sequenza degli eventi si snoda in dieci capitoli,dimostrando come al crollo di una realtà nata nei primi anni successivi al secondo conflitto mondiale e cristallizzatasi durante il lungo periodo della Guerra Fredda, non si è arrivati per caso né in maniera improvvisa. “A trent’anni da quei giorni carichi di entusiasmo ed emozioni, possenti quanto contraddittorie” e “ nonostante i numerosi esiti drammatici e le attuali prospettive di regressione” la storica dell’Istituto Salvemini ci ricorda che “la caduta del Muro di Berlino fu un evento epocale, voluto e sostenuto da quanti, e furono tantissimi, dissentirono dai regimi dei loro paesi, pagando di persona con il carcere, l’esilio, l’emarginazione sociale”. E questo nessuno di noi può dimenticarlo.

Marco Travaglini

«Vite in Gioco» coinvolge più Comuni

Il progetto interessa Chieri (capofila), Moncalieri, Carmagnola e Nichelino.A Chieri lo Sportello avrà sede in via Vittorio Emanuele II 1 (fronte Biblioteca Civica), sarà aperto al pubblico una mattina al mese. La Linea Telefonica attiva 6 ore a settimana.

L’assessore Raffaela VIRELLI: «Offriremo un servizio di accompagnamento, anche legale, oltre che di informazione e sensibilizzazione.»

 

Il Comune di Chieri con il progetto «Vite in Gioco» si è aggiudicato il concorso di idee promosso dall’AslTO3 (Dipartimento Patologie della dipendenza).

Il progetto, realizzato in collaborazione con i Comuni di Moncalieri, Carmagnola e Nichelino ed il SerD dell’AslTO5 e finanziato con 24mila euro, consiste nell’attivazione di una Linea Telefonica e di uno Sportello Itinerante, Informativo e Creativo, che promuoverà azioni di consulenza economica e finanziaria rivolta alle famiglie, vittime indirette del gioco d’azzardo, e azioni di cittadinanza attiva, ovvero percorsi informativi e formativi insieme alle realtà sociali attive nei territori.

«Il gioco d’azzardo patologico costituisce un problema molto grave dal punto di vista sanitario e sociale, il gruppo GAP segue 83 pazienti tra Chieri, Carmagnola, Moncalieri e Nichelino, ma esiste un significativo sommerso, persone e famiglie che sono reticenti a rivolgersi al SerD, e questo progetto intende intercettare le potenziali richieste di aiuto e quindi intervenire per aiutare le famiglie a contrastare le difficoltà economiche che il problema comporta, affrontando e circoscrivendo la situazione di crisi, favorendo contatti con la rete formale ed informale che è presente sul territorio. Con la Linea Telefonica e con lo Sportello offriremo un servizio di accompagnamento, anche legale, oltre che di informazione e sensibilizzazione, e l’AslTO5 garantirà il proprio supporto pubblicizzando il servizio, facendolo conoscere alle famiglie e incentivando così le persone ad avvicinarsi. Sportello, SerD e servizi sociali opereranno in stretta sinergia»: così spiega l’assessore alle Politiche sociali Raffaela VIRELLI.

Il servizio sarà gestito da due operatori: un educatore economico finanziario, specializzato sui temi  relativi all’indebitamento causato dal gioco in denaro, e un educatore professionale, formato e con esperienza relativa al gioco d’azzardo patologico, che avrà il compito di coordinare e connettere le attività dello sportello con i servizi territoriali e le realtà socialmente attive sui territori.

La Linea Telefonica si rivolgerà principalmente alle famiglie indirettamente colpite dai debiti di gioco dei loro familiari e agli stessi giocatori problematici, e sarà uno strumento per tutti quei cittadini che vogliono informarsi sul tema dei rischi relativi al gioco d’azzardo e sui servizi di cura attivati dai SerD dell’ASLTO5. Attraverso la chiamata telefonica sarà possibile valutare la domanda e concordare con la persona interessata un incontro personalizzato con l’educatore finanziario, presso lo sportello locale oppure tramite videochiamata. La Linea Telefonica sarà attiva 6 ore settimanali per parlare direttamente con l’operatore; in altri orari sarà possibile lasciare un messaggio vocale o un messaggio scritto su WhatsApp o sms per essere ricontattati.

Lo Sportello Itinerante offrirà supporto e consulenza economico-finanziaria (analisi e supporto della situazione debitoria, valutazione della gestione del denaro e del rischio economico e patrimoniale per sé, i figli e i congiunti), accompagnando i famigliari nella comprensione della complessità del Gioco d’Azzardo Patologico, individuando e pianificando strategie maggiormente funzionali sulla gestione del denaro, coinvolgendo professionisti esperti in materie giuridiche e finanziarie, ed inviando gli interessati al servizio specialistico dell’ASL che procederà alla presa in carico per la diagnosi e la cura.

I Comuni di Chieri, Moncalieri, Carmagnola e Nichelino cofinanzieranno il progetto, mettendo a disposizione locali idonei ad ospitare lo Sportello e coprendo le spese di funzionamento delle sedi.

A Chieri lo Sportello avrà sede nei locali che già ospitano il centro antiviolenza (via Vittorio Emanuele II 1, fronte Biblioteca Civica), inizialmente sarà aperto al pubblico una mattina al mese, per poi arrivare a garantire un’apertura quindicinale.

L’intenzione è anche quella di avviare un percorso di conoscenza e di collaborazione con le realtà sociali presenti, promuovendo momenti aperti alla cittadinanza e affiancando gradualmente all’attività dello Sportello e della Linea Telefonica una serie di volontari formati sul tema, che potranno divenire moltiplicatori di messaggi e di informazioni corrette sui rischi legati al gioco d’azzardo, nonché ricevitori e identificatori di situazioni critiche che potranno così essere orientate ai servizi specialistici dell’ASL.

La coalizione che non c’è

Che in Italia non esistano più le coalizioni politiche e programmatiche coese e trasparenti è un dato di fatto. E che la stessa “cultura delle alleanze” abbia subito un duro contraccolpo negli ultimi tempi è un fatto altrettanto evidente.

Ma, se vogliamo essere ancora più chiari, le coalizioni
oggi sono semplici pallottolieri. Cioè una sommatoria di sigle, espressione di cartelli elettorali e di
partiti personali, che scelgono di mettersi insieme per cercare di vincere le elezioni. Certo, in un
clima ancora fortemente dominato dal trasformismo politico e parlamentare, la “cultura della
coalizione e delle alleanze” stenta a farsi largo se non per meri calcoli tattici e di puro potere. Ciò
che è capitato concretamente nel nostro paese dal 2018 in poi ne è la plateale conferma. Alleanze
tra partiti che sino al giorno prima erano fieri avversari con programmi alternativi sbandierati e
propagandati fino alla nausea; contrapposizione frontale tra i diversi capi partiti salvo poi
accordarsi in un batter di ciglio; disponibilità ad allearsi con chiunque pur di restare al potere.
Sotto questo versante, l’esempio e il comportamento concreto dei 5 stelle non merita neanche di
essere commentato talmente è chiaro e paradigmatico.

Ed è proprio in un contesto del genere che è sempre più indispensabile, invece, ritessere con
pazienza ma con determinazione, una “cultura delle alleanze”. Sapendo, come diceva
l’indimenticabile Mino Martinazzoli, che “In Italia la politica è sempre stata sinonimo di politica
delle alleanze”. Una tendenza che era perfettamente funzionale al sistema elettorale proporzionale
ma, va pur detto, anche con il maggioritario le alleanze hanno dominato la dialettica politica
italiana, anche perchè, per dirla con Pietro Scoppola, proprio nel nostro paese si è riusciti a
“proporzionalizzare il maggioritario”.

Ora, però, se si vuole ricostruire una credibile, seria e trasparente “cultura delle alleanze” è persin
ovvio che devono prevalere alcune condizioni di fondo che potrebbero riassumersi in almeno 3
punti.

Innanzitutto credere in una “cultura della coalizione”, piantandola definitivamente con le
“vocazioni maggioritarie” da un lato e con il semplice “potere di ricatto” dall’altro. Lo squallido
esempio che la maggioranza di governo sta offrendo da settimane, ad esempio, non è che la
riprova che in Italia, attualmente, non esiste una credibile cultura delle alleanze. Cioè non esiste
una coalizione credibile. E questa, purtroppo, è una condizione presente in entrambi gli
schieramenti.

In secondo luogo le alleanze si formano se c’è un comune disegno politico e programmatico dei
vari contraenti. Al riguardo, e per fare un solo esempio, c’è qualcuno in Italia che saprebbe
spiegare in parole semplici e rapidamente comprensibili che cos’è oggi il piccolo partitino
personale di Renzi e che cosa realmente persegue? Cioè, detto in altre parole, qual’è il suo vero
obiettivo politico e attraverso quali modalità concrete lo persegue se non attraverso il potere di
veto continuo e la spregiudicatezza permanente degli atteggiamenti del suo capo? Ecco, basta un
solo piccolo esempio per arrivare alla banale conclusione che con partiti personali del genere ogni
cultura delle alleanze è destinata a saltare prima ancora di essere annunciata pubblicamente.
In ultimo, le alleanze si formano quando c’è anche un omogeneo sistema valoriate che le ispira.

Certo, in una fase caratterizzata dalla post politica e dalla radicale cancellazione di tutti i
riferimenti culturali, è estremamente difficile ricostruire una comune visione etica, culturale,
politica e programmatica. Cioè quella che un tempo veniva giustamente definita come una
“visione della società”. Eppure, anche se siamo immersi in una situazione di radicale perdita di
credibilità della politica, dei partiti e anche, purtroppo, dei suoi capi/leader, non si può che ripartire
da lì. Cioè dal valore delle alleanze, dal pluralismo che le ispirano, dalla politica che le nobilitano e
dai programmi che le qualificano. Senza questa assunzione di responsabilità e senza, soprattutto,
questa riscoperta politica e culturale, dovremmo inevitabilmente rassegnarci alla degenerazione
trasformistica e alla mera ragione di potere. Che, detto fra di noi, è quello che attualmente
registriamo nella dialettica politica italiana.

Giorgio Merlo

Diavolo sconfitto da Chiesa E non è blasfemia né la prima volta

Super Juve riapre il campionato… battuto nettamente il Milan

Milan    –    Juventus 1-3
Calabria.    Chiesa(2)
                    McKennie

La partita è nel segno dei 4 giocatori, 2 per parte, positivi al covid 19, ma viene disputata regolarmente.
Una gara superlativa quella degli uomini di Pirlo.Attenzione tattica, occupazione perfetta del rettangolo di gioco ed un Chiesa finalmente ispirato,autore di numerose e pregevoli giocate,oltre ai 2 splendidi gol.Bene Dybala, autore  di grandi giocate,non ha ancora i 90 minuti nelle gambe ma ogni volta che s’accende la sua classe cristallina ispira  tutta la squadra.Sempre prezioso l’apporto del fuoriclasse Ronaldo che porta via costantemente un paio di difensori,permettendo ai centrocampisti,vedi McKennie autore del terzo gol e difensori di puntare agevolmente verso la porta avversaria.Tutto il resto della squadra è al di sopra della sufficienza.Con una partita ancora da recuperare contro il Napoli, la Juve è tornata! Inter,Milan ed anche la Roma sono avvisate.Al tavolo dello scudetto c’è sempre la Vecchia Signora

Vincenzo Grassano

Trump, la fine ingloriosa di un rivoltoso populista

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni Trump è stato un pessimo presidente degli USA. Adesso sta finendo il mandato in modo indegno con atteggiamenti che degradano gli USA ad uno staterello sudamericano

L’assalto al Senato e’ di una gravità senza pari. Non uso mai a sproposito la parola fascismo, ma qui Trump e’ paragonabile al duce che pure non ebbe mai il coraggio di far aggredire dalle squadracce la Camera .Si accani’ da vigliacco contro il deputato Giacomo Matteotti , fatto rapire e uccidere.  Mussolini disse che avrebbe potuto fare dell’aula sorda e grigia della Camera “il bivacco” per le camicie nere, ma non lo fece, non oso’ farlo. Se pensiamo alla storia della democrazia americana, quella citata ad esempio da Tocqueville e se pensiamo alla terribile guerra civile americana evocata ieri sera da Marcello Pera un tv, abbiamo chiaro chi siano davvero il bullo americano e i suoi rivoltosi assoldati. Al voto, un democratico si inchina, un autoritario nega il valore della volontà popolare. Non mi è mai piaciuto Obama ed ho espresso ripetute critiche ai Clinton.
Ma Trump non ha precedenti.  E’ un vecchio bilioso che ha compromesso la pace mondiale e che oggi ha perso totalmente il controllo di se’ . C’è da rabbrividire per il potere che era nelle sue mani e che riguarda anche il controllo della forza nucleare. Nel migliore dei casi e’ uno sbruffone populista e sovranista senza regole. Chi in Italia lo ha sostenuto è  un fesso o un potenziale fascista. Non dimentichiamolo! Gente senza cultura che vive di slogan e di frasi fatte, gente a cui non si potrà mai affidare l’Italia.

I vaccinati in Piemonte sono oltre 25mila, il 62% della prima fornitura

OGGI GIORNATA SPECIALE DEDICATA ALLE VACCINAZIONI DEI MEDICI DI FAMIGLIA E DEI PEDIATRI DI LIBERA SCELTA: OLTRE 1040 QUELLI GIÀ VACCINATI, ALTRI 800 NEI PROSSIMI GIORNI

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte comunica che oggi (dato delle ore 17.30) le persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino contro il Covid sono state 2737.

Dall’inizio della campagna si è quindi proceduto all’inoculazione di 25.428 dosi, corrispondenti al 62,2% delle 40.885 della prima fornitura arrivata in Piemonte.

La Fase 1, come noto, coinvolge il personale del servizio sanitario regionale, accanto ad ospiti e operatori delle Rsa.

Oggi nelle Asl del Piemonte è stata anche la giornata in cui si è svolta una sessione speciale di vaccinazioni dedicata ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta.

Finora sono oltre 1.040 quelli già vaccinati in tutto il Piemonte, di cui 435 nella sola giornata di oggi nell’Asl Città di Torino, la più grande della regione, che ha lanciato l’iniziativa del Vaccine Day come azienda sanitaria pilota. Altri 800, tra medici di medicina generale e pediatri, saranno vaccinati nei prossimi giorni.

“È stato un Vaccine Day simbolico che il Piemonte ha voluto dedicare ai suoi medici di famiglia e pediatri, in prima linea da quando è iniziata la pandemia insieme a tutto il nostro personale sanitario – commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – Questa mattina ho voluto essere all’ospedale di Verduno per portare personalmente il grazie della Regione a tutti loro. Un segno anche della nostra volontà di investire sulla medicina territoriale, filtro fondamentale tra il territorio e l’ospedale e tassello decisivo affinché ogni piemontese possa ricevere le giuste e migliori cure anche a casa propria”.

L’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, dopo aver ricordato che “la campagna di vaccinazione anti-Covid19 in Piemonte sta procedendo a passo spedito, secondo le priorità che riguardano il personale sanitario e gli anziani delle case di riposo”, ricorda che “con il presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Torino, Guido Giustetto, in rappresentanza di tutti gli Ordini sanitari del Piemonte, così come con il presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Torino, Mario Giaccone, in rappresentanza degli Ordini regionali, abbiamo convenuto di incrementare i soggetti da vaccinare nelle prossime settimane, coinvolgendo in fasi successive tutti i sanitari, come dentisti, odontoiatri e veterinari, in attività sul territorio ma non operanti nelle strutture del Servizio sanitario regionale. Stiamo affrontando un’impresa epocale – aggiunge Icardi – L’imponente macchina operativa che fa capo alle Asl ha di fronte un lavoro enorme, che sta svolgendo in modo egregio. Da sola, però, non ce la potrà fare. Stiamo lavorando per coinvolgere i medici di medicina generale e i farmacisti, quando si entrerà nelle fasi di vaccinazione della popolazione e si avranno a disposizioni delle tipologie di vaccino che non andranno più conservati nei congelatori, ma nei normali frigoriferi degli ambulatori. Contro il Covid-19 si vince solo facendo squadra e la Sanità piemontese è pronta ad affrontare anche questa nuova e decisiva sfida delle vaccinazioni”.

Il commissario generale dell’Unità di Crisi, Vincenzo Coccolo, e il commissario dell’Area giuridico-amministrativa, Antonio Rinaudo, hanno partecipato questa mattina insieme all’assessore Icardi a una videoconferenza tra il Governo e le Regioni sul reclutamento del personale per la seconda fase della vaccinazione. “Tra marzo e ottobre il Piemonte potrà contare complessivamente su 5000 tra medici e infermieri”, dichiara Rinaudo.

Domani è atteso, intanto, l’arrivo delle altre 20.000 dosi che completeranno la seconda fornitura settimanale di 40.000.

Giusto pareggio tra granata e scaligeri al termine di una gara equilibrata

Torino-Verona 1-1
Bremer(T) Dimarco(V)

Quando non riesci a vincere una partita accontentati del pareggio! È quanto accaduto oggi tra Toro e Verona al termine di una gara equilibrata e vibrante.Primo tempo a reti bianche con pochissime occasioni da una parte e dall’altra,con tatticismo e controllo delle posizioni da parte dei 22 atleti in campo.Secondo tempo più vibrante ed acceso con il Verona che passa in vantaggio grazie ad un eurogol del terzino Dimarco.Giampaolo ed i suoi ragazzi non ci stanno e grazie anche ai 5 cambi di qualità effettuati dal tecnico granata,tra cui il rientrante Ansaldi e Verdi,il Toro pareggia con un’incursione del difensore centrale brasiliano Bremer autore di un gol di rapina su splendido tiro cross di Verdi.I granata spingono ancora nel finale per cercare la vittoria ma finisce in parità.Fuori dalla zona retrocessione, unità di squadra ritrovata,quarto risultato utile consecutivo:con un paio di rinforzi di qualità il Toro si salverà tranquillamente.Intanto bentornata serenità.

Vincenzo Grassano

Covid, il bollettino di mercoledì 6 gennaio

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1208nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 108dopo test antigenico), pari al 6,8% dei 17.690 tamponi eseguiti, di cui 9355 antigenici. Dei 1208 nuovi casi gli asintomatici sono 480, pari al 39,7%.

I casi sono così ripartiti: 312 screening, 602 contatti di caso, 294 con indagine in corso; per ambito: 115 RSA/Strutture socio-assistenziali, 76 scolastico, 1017 popolazione generale.  

Il totale dei casi positivi diventa quindi 206.543, così suddivisi su base provinciale: 18.329 Alessandria, 10.568 Asti, 7173 Biella, 28.563 Cuneo, 16.130 Novara, 108.081 Torino, 7828 Vercelli, 7113 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1086 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1672sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 192 (+5 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2773 (74 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 17.384.

I tamponi diagnostici finora processati sono 2.081.247 (+17.690rispetto a ieri), di cui 936.161 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 8088

Sono 45 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 4verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 8088 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1236 Alessandria, 514 Asti, 337 Biella, 928 Cuneo, 668 Novara, 3700 Torino, 378 Vercelli, 257 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 70 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

178.106 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 178.106 (+2478 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 15.331 Alessandria, 8642 Asti, 6116 Biella, 24.815 Cuneo, 13.981 Novara, 94.148 Torino, 6724 Vercelli, 6066 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 931extraregione e 1352 in fase di definizione.

Sito unico, Grimaldi (LUV): “nucleare, la mappa dei siti è un atto di trasparenza”

“Cirio sa che il Piemonte ospita la discarica nucleare del paese in un triangolo d’acqua?”.

“Il Piemonte è già la discarica del nucleare del nostro Paese. Il presidente Cirio fa il pesce in barile e si dice stupito che il Governo abbia tolto il segreto alla documentazione che servirà ad individuare il sito unico nazionale per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari; ma dove ha vissuto negli ultimi dieci anni? Raramente ho visto un Presidente di Regione così distaccato dalla realtà. Ieri non è stato deciso nulla, anzi: la pubblicazione della documentazione, un atto di trasparenza che nessun Governo precedente aveva fatto, è il passo necessario per fare partire la consultazione pubblica in cui tutti noi cittadini, e Cirio in primis, dovrà difendere le ragioni del nostro territorio. Sperando che sia in grado di farlo” – commenta Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Noi che abbiamo fatto la più grande manifestazione ‘no nuke’ prima del referendum del 2011 – ricorda Grimaldi –  sappiamo bene chi erano i nostri avversari: la destra, a partire da Forza Italia di cui Cirio conosce perfettamente la storia, era schierata per il ritorno al nucleare ed è l’ultima forza politica a poter parlare di scorie, soprattutto dopo il disastro fatto sull’individuazione, quella davvero inconcepibile, del sito unico a Scanzano Ionico”.

“Inoltre – conclude Grimaldi – ricordo al Presidente, che il Piemonte è già oggi, di fatto, il sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie in quanto il 98% di queste sono a Saluggia, collocate al centro di un triangolo d’acqua che rappresenta un pericolo enorme per la salute umana e per l’agricoltura di tutta la Pianura Padana, e che solo l’individuazione del sito unico potrà liberare. Smaltire correttamente, legalmente e in trasparenza i nostri rifiuti nucleari è l’unico modo per chiudere, una volta per tutte, la sfortunata stagione del nucleare italiano”.