Gli agenti del Comando Sezione Porta Palazzo della Polizia Municipale, durante un servizio di vigilanza sul commercio abusivo di botti e petardi per la tutela della sicurezza dei consumatori, hanno rinvenuto 107 fuochi pirotecnici posti in vendita in maniera illegale.
Ci sono voluti ben tre inseguimenti prima di riuscire a sequestrare la merce posta in vendita senza alcun titolo da due magrebini sul mercato di Porta Palazzo. Il primo avvistamento è avvenuto davanti alla ‘torre dell’orologio’ di Piazza della Repubblica. Alla vista dei civich, i due venditori abusivi hanno raccolto la merce e si sono dati alla fuga in direzione di Piazza Don Albera.
Poco più tardi, sono stati nuovamente avvistati al fondo di Piazza della Repubblica, all’inizio della tettoia dei casalinghi. Anche in questo caso, i due abusivi sono riusciti a raccogliere rapidamente i petardi e a farla franca disperdendosi tra la folla.
I due sono riusciti a fuggire anche una terza volta, di nuovo davanti alla ‘torre dell’orologio’, ma questa volta non hanno avuto il tempo di raccogliere tutta la merce. Inseguiti per un tratto, prima di far perdere le proprie tracce in mezzo alla folla, hanno anche tentato di lasciare sotto una macchina due scatole di ‘botti’, con la speranza di poterle recuperare in un secondo momento.
Gli agenti, comprese le scatole nascoste sotto l’auto, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro amministrativo 107 fuochi pirotecnici della Categoria F2, tutti a norma, riportanti il marchio CE, vendibili a maggiori di 18 anni e destinati all’utilizzo in spazi aperti.
I prodotti rinvenuti riportano la prescritta etichettatura e risultano essere prodotti in Cina e importati da una società con sede in Emilia Romagna.
I due magrebini in fuga sono stati comunque fotografati da lontano dagli agenti e, pertanto, i loro volti sono ora noti alle forze dell’ordine.
Il supplemento ideato da Arrigo Levi, Carlo Casalegno e Giorgio Calcagno è in crisi da tempo. Anche Quaranta non scrive più. ”T u t t o libri“ da tempo è illeggibile ed ha anche una grafica piuttosto volgare. Il grande Scardocchia la definiva parte nobile del giornale. Acqua passata. Si tratta di un giornale che sta tornando ad essere la Gazzetta Piemontese di Bersezio. I lettori sono in caduta libera, inarrestabile. Neppure Maurizio Molinari è riuscito a metterci un rattoppo. Una firma nota in Italia e all’estero come Gabriella Bosco andava salvaguardata come un fiore all’occhiello del giornale. Una delle poche autorevoli. E invece anche lei è stata recisa catullianamente dall’aratro dei giornalisti – burocrati. Le “firme“ di certi sprovveduti sopravvivono a tutto, anche perché nessuno le legge. Con Gabriella Bosco il quotidiano torinese perde una firma storica. Il giornale di via Lugaro si sta inabissando verso un 2021 che tutti sperano migliore, persino i ristoratori.
Esce ufficialmente Cantine d’Italia 2021, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Come ogni anno mantiene come periodo di uscita il mese di dicembre.
