ilTorinese

Ultimo dell’anno al lavoro per Juve e Toro

Domenica 3 gennaio  in campo
rispettivamente contro Udinese e Parma

Qui Juve: prosegue in maniera intensa l’allenamento dei giocatori bianconeri anche oggi ultimo giorno dell’anno.Un 2020 senz’altro ottimo per la Juve che ha vinto il 36esimo scudetto,nono consecutivo.Tutto l’organico al gran completo per mister Pirlo.Giocatori motivati e desiderosi di colmare la distanza dei 10 punti che separano la squadra dal primo posto occupato dalla rivelazione Milan.Domenica sera alle 20.45 arriverà l’Udinese a caccia di punti salvezza ma la Juve non dovrà né potrà fare sconti:3 punti obbligatori e così sarà per tutto l’intenso mese di gennaio per poi potersi concentrare,a febbraio,in Champions League.

Qui Toro: in casa granata non si vede l’ora di salutare il 2020.Il Toro è stata la squadra peggiore di tutta l’Europa! Ha collezionato record negativi in rapida successione.Salvezza alla penultima giornata grazie ad un capolavoro di Longo ed attualmente ultimo posto in classifica.Domenica a Parma obbligatorio vincere per allontanare un po’ lo spettro della retrocessione,Fare chiarezza durante questa sessione di mercato cedendo gli scontenti ed acquistando un paio di giocatori di qualità che sposino con convinzione il progetto di rinascita granata,ammesso ci sia ancora visto l’immobilismo del presidente Cairo negli ultimi 2 anni.

Buon 2021 a tutti i tifosi bianconeri granata

Vincenzo Grassano

“Rinascere nella speranza” con l’orchestra multireligiosa

Anche quest’anno – ad onta delle difficoltà e dei limiti derivanti dall’epidemia covid 19 – il Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi”, intende celebrare la giornata mondiale della pace. Ciò avverrà tramite diretta streaming sulle piattaforme Facebook e You Tube alle rispettive pagine di Noi siamo con voi il giorno 1° gennaio 2021, tra le h 18.00 e le h 20.00 al link https://www.facebook.com/events/693201661342102/

L’evento, condotto dalla giornalista e scrittrice Antonella Frontani, inizierà con la lettura del documento/appello, prodotto dal Coordinamento interconfessionale, di cui darà lettura il portavoce Giampiero Leo (nella foto).


Seguiranno quattro messaggi di personalità di primo piano del mondo religioso, delle istituzioni e della società civile: l’Arcivescovo di Torino e Susa Mons. Cesare Nosiglia, il Presidente della Regione Piemonte on Alberto Cirio, il Presidente della Fondazione CRT Prof. Giovanni Quaglia, e il Presidente del Comitato Interfedi della Città di Torino prof. Valentino Castellani. Dopodichè la parola sarà alla musica, offerta dalla nostra orchestra – composta da ragazze e ragazzi delle varie religioni – che offrirà un concerto ispirato al tema da noi scelto come titolo per il nostro documento: “Rinascere nella speranza”. Questo è l’impegno del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte per il Concerto di Capodanno 2021. Con la nostra orchestra multireligiosa, proponiamo note di fraternità per alleviare le grandi paure che abbiamo nel cuore, nel tempo sospeso della pandemia
La musica come “suggerimento”, come guida evocativa per resistere alla crudeltà del mondo, ricreare legami, sanare conflitti, affermare la pace, affrontare insieme il futuro. Proponiamo l’universalità della musica per ritrovare la consolazione della preghiera, per ammansire l’inquietudine trasformandola in disponibilità. E riscoprire quella fraternità fragile come la coscienza, fragile come l’amore, la cui forza tuttavia è inaudita. Questo non è più il tempo dell’indifferenza, degli egoismi, delle divisioni perché il mondo sta soffrendo e deve ritrovarsi unito nell’affrontare la pandemia. Se c’è qualcosa che stiamo imparando in questo tempo è che nessuno si salva da solo. Di fronte al virus le frontiere cadono, i muri si sgretolano e tutte le parole possibili si dissolvono, di fronte ad una presenza quasi impercettibile che manifesta tutta la fragilità di cui siamo fatti. Per questo noi credenti proponiamo in questo avvio d’anno  il “vaccino” dell’amore, la sfida più ambiziosa dell’intera esistenza, la più intensa, la più gratificante.

Covid Piemonte, ricoveri in calo nell’ultimo bollettino del 2020

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1417 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 165 dopo test antigenico), pari al7,3% dei 19.369 tamponi eseguiti, di cui 10.736 antigenici. Dei 1417 nuovi casi gli asintomatici sono 541, pari al 38,2%.

I casi sono così ripartiti: 389 screening, 617 contatti di caso, 411 con indagine in corso; per ambito: 171 RSA/Strutture socio-assistenziali, 58 scolastico, 1188 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 201.406, così suddivisi su base provinciale: 17.901 Alessandria, 10.174 Asti, 6994 Biella, 27.818 Cuneo, 15.660 Novara, 105.680 Torino, 7624 Vercelli, 6826 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1070 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1659 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 19(2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2895 (-62 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 27.267.

I tamponi diagnostici finora processati sono2.017.809 (+19.369rispetto a ieri), di cui 919.728 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 7922

Sono 29 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 7922 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1214 Alessandria, 497 Asti, 334 Biella, 892 Cuneo, 662 Novara, 3629 Torino, 373 Vercelli, 251 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 70 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

163.132 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 163.132 (+2094 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 14.073 Alessandria, 8146 Asti, 5200 Biella, 22.334 Cuneo, 13.228 Novara, 86.723 Torino, 5832 Vercelli, 5701 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 805 extraregione e 1090 in fase di definizione.

Torino: “Car party”, festa di compleanno in auto. Sanzionati, festeggiato compreso

Questa notte, poco prima dell’una viene segnalata in via Melezet un’auto in sosta con 4 occupanti a bordo intenti a bivaccare e creare disturbo ai residenti.

All’arrivo degli agenti del Commissariato San Donato, i giovani raccontano di essersi ritrovati, a fine turno lavorativo, per festeggiare il compleanno di uno dei 4, festeggiamento che gli valeva la sanzione amministrativa per la violazione del “coprifuoco” così come previsto dalle norme per il contenimento dell’emergenza sanitaria covid-19.

A Porta Palazzo i civich sequestrano più di cento fuochi pirotecnici illegali

Gli agenti del Comando Sezione Porta Palazzo della Polizia Municipale, durante un servizio di vigilanza sul commercio abusivo di botti e petardi per la tutela della sicurezza dei consumatori, hanno rinvenuto 107 fuochi pirotecnici posti in vendita in maniera illegale.

Ci sono voluti ben tre inseguimenti prima di riuscire a sequestrare la merce posta in vendita senza alcun titolo da due magrebini sul mercato di Porta Palazzo. Il primo avvistamento è avvenuto davanti alla ‘torre dell’orologio’ di Piazza della Repubblica. Alla vista dei civich, i due venditori abusivi hanno raccolto la merce e si sono dati alla fuga in direzione di Piazza Don Albera.

Poco più tardi, sono stati nuovamente avvistati al fondo di Piazza della Repubblica, all’inizio della tettoia dei casalinghi. Anche in questo caso, i due abusivi sono riusciti a raccogliere rapidamente i petardi e a farla franca disperdendosi tra la folla.

I due sono riusciti a fuggire anche una terza volta, di nuovo davanti alla ‘torre dell’orologio’, ma questa volta non hanno avuto il tempo di raccogliere tutta la merce. Inseguiti per un tratto, prima di far perdere le proprie tracce in mezzo alla folla, hanno anche tentato di lasciare sotto una macchina due scatole di ‘botti’, con la speranza di poterle recuperare in un secondo momento.

Gli agenti, comprese le scatole nascoste sotto l’auto, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro amministrativo 107 fuochi pirotecnici della Categoria F2, tutti a norma, riportanti il marchio CE, vendibili a maggiori di 18 anni e destinati all’utilizzo in spazi aperti.

I prodotti rinvenuti riportano la prescritta etichettatura e risultano essere prodotti in Cina e importati da una società con sede in Emilia Romagna.

I due magrebini in fuga sono stati comunque fotografati da lontano dagli agenti e, pertanto, i loro volti sono ora noti alle forze dell’ordine.

Una firma storica recisa

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni   Il 2020 si chiude, com’è naturale che sia, con una cattiva notizia. L’anno della pandemia  non può chiudersi bene. Apprendo  infatti  da Facebook che la prof. Gabriella Bosco, ordinaria di Letteratura Francese all’Università di Torino, non scrive più per “T u t t o libri” della “Stampa”.

Il supplemento ideato da Arrigo Levi, Carlo Casalegno e Giorgio Calcagno è in crisi da tempo. Anche Quaranta non scrive più.  ”T u t t o libri“ da tempo è illeggibile ed ha anche  una grafica piuttosto volgare. Il grande Scardocchia la definiva parte nobile del giornale. Acqua passata. Si tratta di un giornale che sta tornando ad essere la Gazzetta Piemontese di Bersezio. I lettori sono in caduta libera, inarrestabile. Neppure Maurizio Molinari è riuscito a metterci un rattoppo. Una firma nota in Italia e all’estero come Gabriella Bosco andava salvaguardata come un fiore all’occhiello del giornale. Una delle poche autorevoli. E invece anche lei è stata recisa catullianamente dall’aratro dei giornalisti – burocrati. Le “firme“ di certi sprovveduti sopravvivono a tutto,  anche perché nessuno le legge. Con Gabriella Bosco il quotidiano torinese  perde una firma storica. Il giornale di via Lugaro si sta inabissando verso un 2021 che tutti sperano migliore, persino i ristoratori.
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scrivere a quaglieni@gmail.com

Un milione di giocattoli e articoli non in regola sequestrati dalle Fiamme Gialle

Giocattoli, articoli ludici e per la casa, accessori per l’abbigliamento per oltre 1 milione di prodotti.

È il bilancio di un sequestro di articoli rinvenuti con il marchio di conformità CE contraffatto o con etichettature non conformi in materia di sicurezza dei prodotti eseguito dalla Guardia di Finanza di Torino nei confronti di un esercizio commerciale nel capoluogo piemontese.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Torino hanno individuato lo store nel quartiere “Aurora”, dove oltre 80.000 pezzi, tra giocattoli e altri articoli ludici destinati ai bambini, sono stati cautelati perché posti in distribuzione in violazione della disciplina in materia di “sicurezza prodotti”. Gli articoli, una parte già in vendita sugli scaffali, erano sprovvisti, infatti, delle informazioni fondamentali ai fini della tutela dei consumatori, quali le indicazioni circa la loro provenienza ovvero le precauzioni d’uso che i bambini dovrebbero rispettare per giocare senza rischi.

Inoltre, i Baschi Verdi hanno rinvenuto e sequestrato circa 1 milione di prodotti non sicuri in quanto carenti dei requisiti prescritti dalle norme riguardanti la “sicurezza prodotti”. Si tratta di accessori per abbigliamento e articoli per la casa che venivano venduti senza alcuna indicazione circa la denominazione legale o merceologica, i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose e le modalità di smaltimento, con evidenti rischi per l’incolumità degli ignari acquirenti. Tra la merce cautelata anche centinaia di guanti in vinile monouso, la cui richiesta negli ultimi mesi ha registrato un incremento esponenziale a causa della contingente emergenza epidemiologica.

Il gestore del market, un quarantenne di origini asiatiche, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per frode in commercio e per le violazioni in materia di sicurezza dei giocattoli.

L’intervento della Guardia di Finanza torinese s’inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione delle condotte commerciali ingannevoli riguardanti, in particolare, la conformità dei prodotti immessi nel mercato alle normative dell’Unione europea e nazionale e agli standard di sicurezza previsti per i singoli articoli merceologici, a tutela della salute dei cittadini e del libero mercato.

 

Blocco diesel euro 4: Venaria chiede di sospendere

A partire dal prossimo 4 gennaio 2021 è previsto il blocco della circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di persone e merci Diesel Euro 4.

In considerazione delle criticità connesse alla pandemia Covid-19, al fine di ridurre i disagi ai cittadini e tutelare con atti concreti ed efficaci la salute pubblica, considerata altresì la rilevante riduzione del servizio di trasporto pubblico e le indicazioni governative di utilizzare i veicoli privati, sentita la Giunta, la Città di Venaria Reale ha chiesto con lettera ufficiale inviata alla Regione Piemonte – Direzione Ambiente Energia e Territorio e alla Città Metropolitana – Area Ambiente di posticipare il termine indicato fino alla fine dell’emergenza.

Il sindaco, Fabio Giulivi, dichiara in merito «Da una parte chiediamo ai cittadini di usare meno possibile i mezzi pubblici per evitare rischi di contagi, dall’altra blocchiamo i Diesel Euro 4 che ancora vengono usati da moltissime persone: è un cortocircuito legislativo che genera confusione tra i cittadini.

Sapendo inoltre che gran parte del problema nasce nella stagione invernale con l’accensione di impianti di riscaldamento obsoleti, avendo visto che anche in presenza di riduzioni del traffico il PM10 non cala ed essendo comunque già in vigore i provvedimenti di blocco dei veicoli più inquinanti, speriamo venga accolta questa nuova richiesta di proroga, fino al termine dell’emergenza sanitaria».

Covid, vaccini e speranze per il 2021

Caro 2020 tra pochi giorni non ci sarai più. A non più rivederci, si intende. Rimarrà il tuo ricordo, e che ricordo. Impossibile non ricordarti. Anche chi rimuove, mi sa che il coronavirus ha segnato i nostri destini e le nostre anime. Non darei per scontato che il 2021 sarà migliore ma ci contiamo molto, moltissimo. Ora si punta sul vaccino. Scampato pericolo? Direi proprio, decisamente di no.

Sul vaccino, anzi sui vaccini, come da copione, si litiga e, sempre come da copione si litiga forte, violentemente e costantemente. L’ importante è sempre dire l’incontrario di quello che dice l’altro. Così se il governo dice andiamo a destra l’opposizione dice andiamo a sinistra. Eppure se c’ è una lezione da trarre da questi mesi è che c’era poca solidarietà e che, viceversa la solidarietà è essenziale e preziosa. 7 vaccini, e sta arrivando il vaccino anti Capitalista, quello cubano.  Ci sono poi i complottisti e negazionisti. Giustificano solo i loro personali fallimenti.

Non c’ è altra logica spiegazione. In Francia, addirittura il 55 % della popolazione dichiara di non volersi vaccinare. Sembrerebbe che in Italia solo 1 su 5 non voglia vaccinarsi.  Con delle cose curiose . l’80 % degli elettori del PD che ha fiducia nel vaccino ed il 30 % degli elettori della lega che non si vaccinera’ mai. Sono sondaggi, ovviamente con la solita domanda, veritieri? Unica risposta possibile, si vedrà.
Indubbiamente, dopo la sconfitta di Trump una certa destra sovranista zoppica decisamente. Le cose si complicano sulla sanità ed assistenza. Se gli operatori sanitari non vogliono vaccinarsi per il prof Ichino nessun dubbio : licenziamento per giusta causa. Mi pare ragionevole, tanto non avverrà.  Si sono già espressi in modo contrario sindacato ed ordini professionali.
Tanti giri di parole per poi arrivare alla sostanza: libertà di coscienza. Comunque sembra che la paura fa 90 e che oltre il 90 degli operai sarà solerte e si vaccinera’.
Arriva l’ inafferrabile ed irraggiungibile Toninelli, sostiene che l’app immuni non ha funzionato per colpa di Salvini e Meloni. Nell’assurda ed illogica affermazione ‘ è, direi comunque, un aspetto positivo.  Non è un problema politico , è solo un problema cognitivo. Di totale incapacità di comprendere.  Poi , in alcuni casi , di voluta non capacità di comprendere.  Non il caso di Toninelli.  Lui non ci arriva proprio. Viceversa uno che d’ intelligenza se ne intente come Piero Angela, senza colpo ferire sostiene: intelligenza e sapere fanno rima con conoscenza e studio. Mirabilmente sottolinea: la scienza è tale perché si basa fu fatti dimostrati . L’ ignoranza trova linfa nelle notizie false. Davanti al coronavirus, davanti al vaccino ci sono le nostre qualità come i nostri difetti. Il coronavirus ed il vaccino sta evidenziando i nostri limiti ed i nostri  indubbi pregi. Esserne coscienti. Speriamo vivamente per aver fatto di necessità virtù.
Trent’anni fa andavo con mia figlia Alice nelle librerie.  Era un appuntamento sacro del sabato pomeriggio. Prima del cinema e del Fast Food. Essendo abitudinari si era diventati amici del proprietario. Aveva appena imparato a leggere e mi inondata di mille domande, di mille perché. Ricordo di una favola siciliana. Grandi disegni dai mille colori. Protagonista un piccolo pesce che per proteggersi dal pesce più grande  convinceva i suoi simili nel mettersi insieme diventando più forti per vincere il pesce grande. Ed in fondo, passati oltre trent’anni la morale è sempre la stessa. Organizzati possiamo difenderci e progredire. Individualmente non andiamo da nessuna parte. Non è un discorso politico o, men che peggio ideologico. Perlomeno non solo un discorso politico.
E’ qualcosa più in alto della politica. È  l’agire umano dalla scienza, alle invenzioni, come alle scoperte. Caro 2020, non sei passato invano.  Speriamo. Come tutte le cose che non uccidono rafforzano. Non sarà una passeggiata.  Sicuro. Non ho tantissime certezze. A volte qualche dubbio sul genere umano. Ma ho fiducia nell’ intelligenza collettiva. Ho fiducia non solo nel vaccino. Ho soprattutto fiducia in chi l’ha progettato e realizzato.

Patrizio Tosetto

Antinfluenzale, concluse le vaccinazioni programmate. “Avanzate” 70 mila dosi

Sono 863.939 i piemontesi vaccinati fino ad oggi contro il virus dell’influenza stagionale, senza contare che quasi 100 mila dosi di vaccino si trovano ancora nei frigoriferi dei medici di medicina generale pronte per essere somministrate.

In più, nei magazzini della Sanità regionale sono disponibili ulteriori 38.438 dosi di vaccino, oltre alle 29.286 dosi che la Regione ha messo straordinariamente a disposizione delle farmacie per la libera vendita al pubblico, previa presentazione della ricetta dematerializzata effettuata dal medico di medicina generale.

La Regione ha effettuato una ricognizione tra i medici curanti raccogliendo il fabbisogno di dosi necessarie a vaccinare le categorie aventi diritto che ne hanno fatto richiesta e tutte le richieste sono risultate soddisfatte.

«È un bilancio molto positivo – commenta l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, che ripaga dei tanti sforzi compiuti per organizzare questa inedita e strategica campagna vaccinale. I medici di medicina generale hanno portato a termine le vaccinazioni programmate a tutti i soggetti aventi diritto che ne hanno fatto richiesta e conservano la disponibilità di un numero di dosi sufficiente per esaudire eventuali, ulteriori richieste. In più, alle farmacie sono state riservate quasi il doppio delle 16.500 dosi concordate all’inizio della campagna vaccinale per chiunque ne faccia richiesta tra le categorie non a rischio. In sostanza, le nostre previsioni risultano perfettamente rispettate: avevamo ordinato 1 milione e 100 mila dosi, con la possibilità di ottenerne all’occorrenza 220 mila in più. Ne abbiamo avute dalla ditta appaltatrice 1 milione 86.679, riuscendo a far fronte a tutte le necessità, con una discreta scorta per chi volesse ancora vaccinarsi. I richiami al rispetto degli obblighi contrattuali messi in atto nei confronti della Sanofi, che a novembre aveva progressivamente rallentato la fornitura dei vaccini, fino a interromperla, sono stati efficaci, ottenendo lo sblocco delle consegne. Di fatto, non si è mai perso tempo e tutti hanno avuto modo di vaccinarsi nei termini utili e ancora lo potranno fare per almeno tutto il mese di gennaio, tanto più tenendo conto che in Piemonte il virus dell’influenza non si è ancora manifestato. La campagna vaccinale avviata due mesi fa si concluderà, come previsto, a fine gennaio. Se ci sono stati problemi (risolti) di fornitura dei vaccini e forse anche un po’ troppa fretta di vaccinarsi subito, alla fine il cronoprogramma è stato rispettato e tutti i richiedenti sono stati vaccinati».