ilTorinese

Riempie il carrello della spesa con profumi, cibo e detergenti ma non paga

Controlli dei Carabinieri per contrastare i reati contro il patrimonio e lo spaccio di stupefacenti. Due arresti e tre denunce.

Torino, 15 gennaio. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dei reati predatori e dello spaccio di stupefacenti disposti dal comando provinciale, i carabinieri hanno arrestato un pusher e un ladro e ne hanno denunciati altri tre in stato di libertà.
In particolare a Torino, i Carabinieri della Compagnia San Carlo, con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno effettuato un servizio preventivo nel quartiere San Salvario, presso il Parco del Valentino, i Giardini Parri e la Stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nell’occasione hanno arrestato per detenzione di droga un cittadino del Mali che alla vista dei militari ha deglutito alcune dosi di stupefacente che nascondeva in bocca. In tasca gli è stata trovata la somma di 610 euro, frutto dell’attività di spaccio. Sono stati inoltre denunciati un egiziano e due marocchini per furto. Hanno rispettivamente rubato prodotti da dei distributori automatici di via Galliani e da due negozi di abbigliamento.
A Caselle Torinese, nell’hinterland torinese, è stato arrestato un 21 enne del luogo per aver rubato articoli per un valore di oltre 500 euro all’interno di un supermercato. L’uomo è stato bloccato dal pronto intervento di una pattuglia dell’Arma dopo che aveva superato le casse self service pagando soltanto una bottiglia d’acqua e nascondendo il resto della merce sotto la giacca.

La proposta di Rifondazione per le Comunali di Torino

“Alle amministrative con un progetto unitario e alternativo. La proposta di Rifondazione Comunista”

di Ezio Locatelli*

   In un articolo comparso su “volerelaluna” si rimarca, come a pochi mesi dalle elezioni, non si sia ancora aperto un dibattito a sinistra, nei movimenti che hanno condotto in questi anni tante battaglie egualitarie, ambientaliste, in tema di diritti alla salute, al lavoro, alla casa o battaglie storiche come quella NoTav, un dibattito che abbia come obiettivo quello di segnare un percorso che non sia al carro di  politiche liberiste e confindustriali di varia natura. Giusta osservazione che si accompagna all’auspicio che qualche voce fuori dal coro faccia capolino. Detto ciò il problema è come cercare di tradurre questa osservazione e auspicio in qualcosa di più, in un impegno alla costruzione di una  proposta unitaria delle forze alternative, antiliberiste, politiche e di movimento, quelle stesse forze – e noi tra queste –  che per l’appunto in questi anni si sono battute contro la supremazia del privato sul pubblico, le esclusioni sociali, la grandi opere speculative, in una parola contro il sistema Torino. Un impegno che ci portò cinque anni fa a far parte integrante dell’esperienza di “Torino in Comune” egregiamente rappresentata dalla consigliera comunale Eleonora Artesio.

   Ecco, noi pensiamo che ancor più di ieri, stante l’ulteriore slittamento a destra del quadro politico, si debba perseguire, non abbandonare, la strada di una presenza unitaria, alternativa agli attuali schieramenti politici di centrodestra, centrosinistra, M5S, tutti schieramenti accomunati dall’ideologia della competitività, da una visione della società che ha come feticcio un modello di crescita basato su indicatori di natura produttivistica, affaristica, consumisticaE’ in ragione di questa ideologia che Torino, ormai da anni,  si è sdoppiata in due diverse città: la prima quella delle classi dirigenti, benestanti che hanno adottato il mantra di una città dell’eccellenza, dell’innovazione, dei grandi eventi; la seconda quella delle classi popolari impoverite che sopravvivono tra sfratti, disoccupazione, lavori precari, di classi relegate per lo più nei quartieri di Vallette, Regio Parco, Aurora, San Salvario, Falchera, MirafioriUno sdoppiamento che si è manifestato addirittura sul piano della salute delle persone: cinque anni di aspettativa di vita separano i benestanti della collina dagli abitanti dei quartieri più poveri.

   Siamo in presenza di una città diseguale, resa ancor più diseguale dalla pandemia, emblematicamente raffigurata in due fotografie alquanto diverse che riguardano la qualità della vita nelle città italiane. Per il quotidiano confindustriale “il Sole 24 ore” Torino, in materia di ricchezza, consumi e affari è al 21esimo posto nella classifica delle città italiane. Di tutt’altro tenore la graduatoria stilata dall’Università la Sapienza circa la qualità della vita nelle città italiane. Secondo questa graduatoria Torino è passata dal 46esimo  al 64esimo posto precipitando al di sotto dei livelli considerati accettabili. Tanti sono i fattori che hanno concorso a tale perdita, a decenni d’impoverimento e di abbattimento dei livelli di vivibilità: chiusura di servizi pubblici, sanitari, sociali, educativi e culturali, taglio dei trasporti pubblici, mancanza di una politica della casa, di un piano per il lavoro, aumento della condizione di  precarietà. Insostenibile che un giovane su due non abbia un’occupazione. Responsabilità che non possono essere ascritte solo al Comune ma a tutti i livelli istituzionali, che coinvolgono i diversi schieramenti politici che si sono succeduti nel corso degli anni ai diversi livelli.

   E proprio in ragione di ciò che è sbagliato il  pensare che, dopo la prova disastrosa del M5S, si possa tornare al sistema Torino, alla competizione tra centrosinistra (centro più che sinistra) e centrodestra. Sbagliato anche ricorrendo alla foglia di fico di candidature che si ritengono più o meno presentabili. Ecco perché si deve lavorare alla costruzione di una alternativa incentrata sulla produzione di beni pubblici e comuni, sul sociale, su criteri di vivibilità ambientale, su obiettivi di accoglienza, coesione, uguaglianza, in una parola di sviluppo umano. L’esatto contrario di ciò che è stato fatto in questi anni. L’unica possibilità per fare questo è di mettere insieme le forze sociali, politiche, di movimento alternative, antiliberiste che in questi anni sono state protagoniste di tante lotte per il cambiamento. Sarebbe del tutto incomprensibile il presentarsi in ordine sparso. Come Rifondazione Comunista intendiamo lavorare fin da subito a questo progetto con tutte le forze disponibili.

 *segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino

Continua la ricerca storica sulla nobile casata dei Gozzano

Non si ferma la ricerca rigorosa di Armano Luigi Gozzano, proposta in un volume con eccellente prefazione di Carlo Alfonso Maria Burdet, attraverso una documentazione storica di grande interesse sulla genealogia della antica e nobile casata dei Gozzano in Piemonte, frutto di consultazioni di archivi parrocchiali, comunali e statali  ad Agliè, Cereseto, Alessandria, Asti, Vercelli e Luzzogno, luogo di origine della famiglia in Valstrona (VCO).

L’emigrazione ebbe inizio nel 1500: a  Brolo di Nonio sulla riviera di San Giulio, poi Briga Novarese, Bolzano Novarese, Casale Monferrato, Cereseto Monferrato, Agliè. A Brolo, da un matrimonio con i conti Tarsis, linea tuttora esistente, un ramo dei Gozzano emigrò già nel 1650 a Madrid e ad Arajuez, in Spagna.

A Casale acquisirono ricchezza ,potere e dignità, prima Conti poi Marchesi. Furono i feudatari di una ventina di località della zona, spingendosi ad Acqui, Bra, Asti, Mondovì Saluzzo e Torino. A detta delle cronache, fu definita la famiglia con il più colossale patrimonio di sempre del Monferrato, generando le loro discendenze con le più importanti famiglie monferrine. Giovanni il giovane , generò due linee :Gozzani di San Giorgio (dal primo letto) e Gozzani di Treville  (dal secondo letto). A Casale i Gozzani (genitivo) all’inizio del 1700 avevano un sindacato proprio a Ginevra,in Svizzera, con Antonino ed il figlio Giovanni Battista,il quale edificò lo splendido  palazzo San Giorgio a Casale, ora municipio, e a Torino il palazzo San Giorgio tra via Bogino e via Gioda,dove ospitò l’imperatore  Francesco Giuseppe secondo. Eleonora, sposata con Giacinto Magnocavallo nel 1801 si trasferì a Parigi con il marito, deputato del corpo legislativo. Di idee voltairiane, fu imprigionato nel carcere di Vigevano con il cugino della moglie, Luigi Gaetano Gozzani. Prima di avere l’ incarico in Francia, Giacinto era presidente del consiglio repubblicano ,sostituito poi dal cugino Luigi Gaetano che era suo segretario . Il Cav. Evasio Gozzani diventò procuratore a Roma in casa del principe Camillo Borghese e Paolina Bonaparte, attività proseguita dal figlio  Giuseppe. Evasio inserí a villa Borghese  il casalese Luigi Canina ,architetto archeologo e incisore, dove ottenne l’ ufficio di architettura della cassa di Risparmio.
Progettò l’ingresso monumentale al piazzale  Flaminio (propilei di Villa Borghese). Seguí  gli scavi al Foro romano, al Turcolo,al Veio, e sull’Appia Antica. Diverse sue opere sono esposte nel castello di Aglié, voluto da  Napoleone .Il suo nome é ricordato nella costruzione della Gran Madre a Torino, su progetto del Bonsignore. Decisivo il suo intervento per evitare l’abbattimento del Duomo di Casale nel 1856. Per ospitare Napoleone entrato a Casale con il suo esercito, Evasio richiese unitamente al Maire Rivetta alla cognata Sofia Doria di Cirié moglie del defunto Carlo Antonio Gozzani, di lasciare palazzo San Giorgio e trasferirsi al suo castello Gozzani di San Giorgio,sua residenza estiva . Raimondo Gozzani, sacerdote e professore di diritto canonico a Pisa, amico di laurea e corrispondente di Leopardi. Antonia Maria Gozzani sposò il Marchese  Antonino Faà di Bruno (AT).Da questa linea  nacque San Francesco Faà, sacerdote matematico e scienziato, che fondò l’opera di Santa Zita in via San Donato a Torino. Il  nonno di Antonino era fratello della famosa  Camilla Faá, la bella Ardizzina, Marchesa di Mombaruzzo, moglie di Ferdinando Gonzaga, Duca di Mantova e del Monferrato, sposata in gran segreto a Mantova  nella cappella Ducale nel 1616.
Carlo Antonio Gozzani,dottore in leggi , vescovo di Acqui nel 1675,Principe del S.R.I. Batteva moneta propria.
Da Agliè,a fine 1800,il generale medico  Francesco Pietro Gozzano si trasferì a Roma e generò la sua linea romana .Sposò Ester  Alliana di Alba ,sorella di Angiolina ,moglie  del principe Maurizio Ferrante Gonzaga .
Ad Agliè naque a fine 1800 il poeta crepuscolare Guido Gozzano .Anche l’amata  Amalia Guglielminetti, poetessa, era originaria di Sambughetto ,frazione di  Valstrona come per Luzzogno .
A Cereseto Ernesta Gozzano ed il marito  Angelo Contin dei Conti di Castel di Seprio  (VA) ,costruirono una imponente fabbrica di  armi,fornitori dell’esercito italiano nel 1930. Abitavano nella palazzina di loro proprietà ai Parioli. Giovedì 3 ottobre 2019 abbiamo ospitato nel  Monferrato Casalese ,terra dei loro antenati, il Marchese Titus Gozani e la moglie Eva  Maria Friese,che vivono a Kamp-Lintfort in Germania ,in forma privata .Ultimo discendente della linea di San Giorgio emigrata in Austria verso la fine del 1700. L’illustre evento si svolse in tre fasi : Castello Gozzani di San Giorgio, Palazzo  Gozzani Treville e Palazzo Gozzani San  Giorgio (municipio) a Casale Monferrato.
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Giuliana Romano Bussola

Il bollettino Covid di domenica 17 gennaio

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 495 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 46 dopo test antigenico), pari al 5,7 % degli 8.643 tamponi eseguiti, di cui 3.771 antigenici. Dei 495 nuovi casi gli asintomatici sono 201 (40,6%).

I casi sono così ripartiti:94 screening, 281 contatti di caso, 120 con indagine in corso; per ambito: 15 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 46 scolastico, 434 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 216.788, così suddivisi su base provinciale: 19.311 Alessandria, 11.236 Asti, 7520 Biella, 30.050 Cuneo, 16.941 Novara, 112.961 Torino, 8206 Vercelli, 7676 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1114 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1773 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 164 (+ 2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2460 (4 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 12.359

I tamponi diagnostici finora processati sono 2.244153 (+ 8643 rispetto a ieri), di cui 976.308 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 8400

Sono 19 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 2 verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 8400 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1275 Alessandria, 542 Asti, 349 Biella, 958 Cuneo, 698 Novara, 3843 Torino, 390 Vercelli, 266 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 79 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

193.405 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 193.405 (+ 590 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 16.761 Alessandria, 9708 Asti,6668 Biella, 26.882 Cuneo, 15.078 Novara, 101.788 Torino, 7263 Vercelli, 6672 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1007 extraregione e 1578 in fase di definizione

Ricordato l’eccidio di Ceretto

Sono passati ormai 77 anni da quel 5 gennaio 1944 quando si consumò uno dei tanti drammi della seconda guerra mondiale.

In quel giorno lontano 27
civili innocenti, rastrellati nei campi e nelle case vennero uccisi dai nazi-
fascisti nella piazzetta della frazione Ceretto di Costigliole Saluzzo, proprio
al confine con il comune di Busca. Per questo episodio i Comuni di
Costigliole Saluzzo e di Busca vennero insigniti della Medaglia d’Argento
al Valor Civile dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi. Quest’anno, il 10 gennaio, a causa dell’emergenza sanitaria i due
comuni hanno organizzato la cerimonia di commemorazione, per la prima
volta in forma non pubblica, alla presenza delle sole autorità comunali dei
due centri interessati, con i sindaci Fabrizio Giacomo Nasi di Costigliole
Saluzzo e Marco Gallo di Busca e dell’Associazione 5 febbraio che ricorda
l’eccidio, come sottolinea Ivo Sola, assessore del Comune di Costigliole
Saluzzo che evidenzia anche come è stato dato proprio in questi giorni alle
stampe un volume di Livio Berardo “Ceretto 5 gennaio 1944: Cronaca di
un eccidio”.
Il volume, pubblicato da Fusta, riaggiorna il lavoro originale del 1974
approfondendo gli antefatti della strage di 27 civili di 77 anni fa e cerca di
spiegare perché i sopravvissuti non ebbero giustizia. Al suo interno anche
carte processuali e documenti del progetto
italo-germanico dell’“
Atlante delle stragi nazifasciste in Italia”.
Le due amministrazioni comunali hanno commissionato un lavoro di
riedizione a Berardo, storico e già presidente dell’Istituto storico della
Resistenza di Cuneo.
PRESENTAZIONE ON LINE
Il libro, pubblicato da Fusta editore di Saluzzo, con il sostegno dei due
comuni e impreziosito da una copertina disegnata da Araldo Cavallera, sarà
presentato online nelle prossime settimane, con gli interventi di Paolo
Pezzino (Università di Pisa), Guido Neppi Modona (già membro della
Corte Costituzionale) e Carlo Gentile (Università di Colonia, Germania).
Sperando di poter presto organizzare una serata pubblica.
I sindaci di Busca e Costigliole Saluzzo, Marco Gallo e Fabrizio Nasi
dicono: «Siamo grati al ricercatore Livio Berardo, che ha preso a cuore la
storia dell’eccidio di Ceretto, frazione al confine trai nostri due territori, e
ora torna con una nuova edizione arricchita da fatti e testimonianze inedite
e importanti. A noi amministratori il compito di rinnovare alla memoria il
sacrificio di vite umane e il valore della libertà».
RISVOLTI LOCALI E INGIUSTIZIE
Al centro dell’opera rimangono le testimonianze che l’autore raccolse
nell’autunno-inverno del 1973, con l’intermediazione del partigiano
Giovanni Sola, nelle case dei parenti, vedove e orfani, delle vittime del
rastrellamento del 5 gennaio 1944.
Spiega il curatore Livio Berardo: «Cambia la prima parte, quella che tratta
degli antefatti, con nuovi approfondimenti sui risvolti locali. Se ne
aggiunge integralmente una terza, che cerca di spiegare perché i
sopravvissuti non ebbero giustizia, malgrado il sostegno dei partigiani e
l’impegno della magistratura cuneese».
CARTE INEDITE DAI TRIBUNALI E DALLA GERMANIA
Ne deriva, perciò,
un volume più consistente, aggiornato non soltanto
bibliograficamente, tenendo conto delle ricerche condotte con il progetto
italo-germanico dell’ Atlante delle stragi nazifasciste in Italia , quanto nella
base documentale. Se il lavoro del 1974, immodificato, tranne che per
aspetti marginali, con la riedizione per il quarantennale (1994) e quella del
2006, anno del conferimento ai due Comuni della Medaglia d’argento a
Valor civile per quei fatti, era essenzialmente un esempio di storia orale,
questa ultima versione approfondisce diversi documenti inediti, che
anticipa lo storico: «Utilizziamo gli Atti del processo
svoltosi dall’8 al 10 ottobre 1946 contro Corrado Falletti di Villafalletto e quattro componenti
della squadra “E. Muti” di Villafalletto davanti alla II sezione della Corte
d’assise straordinaria di Genova. Attingiamo inoltre ai documenti tedeschi,
a cui oggi è finalmente possibile e indispensabile ricorrere per ricostruire i
movimenti delle unità impegnate nei presidi territoriali o nelle operazioni
di rastrellamento».
«Dall’incrocio – conclude Berardo – tra passi di delibere e di lettere
presenti negli archivi comunali con le carte del Bundesarchiv e le
dichiarazioni dei testimoni, emerge oggi l’identità degli autori dell’eccidio,
fascisti e tedeschi, impuniti, se non addirittura premiati nella carriera
militare del dopoguerra».
Massimo Iaretti

Il Toro annuncia l’esonero di Giampaolo

Il Torino ha comunicato l’esonero a Marco Giampaolo.

Confermato Davide Nicola come prima scelta per la successione: proposto al tecnico (ancora sotto contratto col Genoa) accordo fino al30 giugno 2021 con opzione di rinnovo biennale in caso di salvezza.

vg

Covid, scoperto il primo caso di variante inglese in Piemonte

Si consolida  la collaborazione tra l’Ospedale Amedeo di Savoia e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta: attraverso la sinergia di competenze scientifiche e dotazioni tecnologiche avanzate per lo studio della diffusione in Piemonte delle nuove varianti del Covid19, è stato possibile identificare, nel vercellese, il primo caso piemontese di variante inglese del virus Sars-CoV-2 in una ragazza rientrata lo scorso 20 dicembre dall’Inghilterra; in via di conferma anche un altro caso, nel cuneese.

A dicembre, quando era stato lanciato l’allarme per la diffusione di una variante del virus pandemico, l’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati, aveva chiesto, alla luce della nota dell’Istituto superiore di Sanità, che si verificasse, attraverso le strutture regionali, una eventuale criticità. “Dalla valutazione dei reagenti che vengono utilizzati dai nostri laboratori pubblici e accreditati – afferma Marnati – si era verificato che l’eventuale variante era coperta in quanto reagenti utilizzati e test acquistati da Dirmei e dalle Asl piemontesi, prevedono la ricerca di più geni”.

“E il fatto di aver identificato il primo caso di variante inglese del Covid – aggiunge  – è la dimostrazione che attraverso i nostri test siamo in grado di intercettare tutte le varianti e, visto che il singolo caso non ha dato luogo a focolai, possiamo affermare che l’attività di prevenzione ha ben funzionato permettendo l’immediata identificazione del paziente. Ringrazio per l’efficienza il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico che, nei prossimi giorni, attuerà un continuo monitoraggio di altri test molecolari”.

La prima analisi è stata fatta su 9 test, di cui 3 hanno dato, rispettivamente, risultato di variante inglese, uno in corso di valutazione (probabile variante inglese) e il terzo apparterrebbe ad una variante già conosciuta, circolante in Europa, ma che non avrebbe implicazioni di maggior patogenicità.

“Un ringraziamento particolare alla dottoressa Fulvia Milano, responsabile del laboratorio di Vercelli – conclude  Marnati – che ha conservato il test non appena resa nota la notizia della comparsa della variante inglese”.

La potenzialità di analisi con sequenziazione è di 96 campioni a settimana, fino a un massimo di 192 campioni, con un tempo di risposta in 5-6 giorni.

Torino: aggredisce la ex moglie e altre due donne che tentano di fermarlo

Cinquantenne arrestato dalla Polizia di Stato per maltrattamenti e lesioni

Ha colpito violentemente all’occhio la ex moglie, sotto gli occhi dell’anziana suocera, ultranovantenne, ed alla presenza della figlia minore. Accorse sulle scale del palazzo, a seguito del trambusto, due vicine di casa, l’uomo ha spintonato anche loro per darsi alla fuga prima dell’arrivo degli agenti della Squadra Volante.

Ma i poliziotti hanno subito effettuato una serie di ricerche mirate, rintracciandolo a casa di parenti. Il cinquantenne, al termine di un lungo matrimonio costellato da comportamenti borderline, quali il vizio del gioco d’azzardo e il conseguente sperpero di denaro, litigi animati con la moglie divenuti sempre più violenti e sistematici,   e culminato nel mese di Dicembre 2020 nel rifugiarsi di lei dagli anziani genitori per sottrarsi alla furia del marito, nelle ultime settimane si è reso protagonista di una serie di episodi sempre più vessatori, quali minacciarla di farle sparire gli abiti che lei aveva lasciato nell’appartamento in comune,  oppure fare di tutto per impedirle di lavorare serenamente, rea ai suoi occhi di essere una “sfasciafamiglie”. Proprio lui, che la aveva sempre trascurata durante i 20 anni di matrimonio, era ora diventato soffocante e geloso, temendo che la donna potesse rifarsi una vita. Negli scorsi giorni, con la scusa di voler vedere la figlia, l’uomo si è avvicinato pericolosamente alla ex moglie e, dopo un litigio nato per futili motivi, le ha preso il cellulare dalle mani per controllare i messaggi e alla sua resistenza le ha sferrato un pugno all’occhio che l’ha fatta cadere per terra cagionandole una ferita con prognosi compresa fra i 15 e i 20 giorni. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia  e lesioni.

Attestato del Sermig all’Unicef

Nel corso di una semplice cerimonia presso la sede del Sermig il Presidente del Comitato di Torino per l’UNICEF Antonio Sgroi ha consegnato al Fondatore Ernesto Olivero l’Attestato di Merito per l’attività svolta a favore dei giovani di culture e Paesi diversi.  

Il riconoscimento dice Antonio Sgroiattesta che l’Arsenale della Pace di Torino ben merita l’appellativo di Felicizia, il luogo ideale delle giovani generazioni dove si coniugano accoglienza, inclusione, integrazione, empatia, solidarietà, rispetto e amicizia”. 

 E’ stata altresì significativa la consegna dell’Attestato da parte della Volontaria Younicef Fatima Zahra El Maliani che ha trascorso molto tempo della sua giovinezza partecipando alle attività organizzate dal SERMIG e adesso, nel quartiere multietnico Aurora di Torino, cura l’organizzazione del corso gratuito di doposcuola per bambine e bambini della scuola primaria di primo grado. 

. “Ogni riconoscimento – dice Ernesto Olivero, fondatore del Sermig – è per noi un ulteriore impegno e responsabilità. Ringrazio gli educatori, i volontari e tutte le persone che continuano a crederci e a sostenerci” .

Goffredo di Buglione, storia di un condottiero

Goffredo di Buglione, la Prima Crociata, Gerusalemme. Ci ricordiamo a fatica questi nomi, questi eventi, letti e studiati a scuola tanto tempo fa, ma ben presto scordati o quasi. Eppure Dante ha posto il mitico Goffredo tra gli spiriti guerrieri e giusti del Paradiso, Torquato Tasso ne ha fatto il protagonista della Gerusalemme liberata e l’Unione Europea, precipitata nella fase più buia e drammatica della sua storia per la doppia emergenza, sanitaria ed economica, lo celebra nella sua capitale Bruxelles.

Goffredo di Buglione (1060-1100) duca della Bassa Lorena, è l’eroe della prima Crociata che conquista Gerusalemme strappandola ai musulmani. A cavallo, con l’armatura e il vessillo, si fa ammirare dall’alto di una statua equestre al centro della piazza Reale di Bruxelles, cuore dell’Unione Europea.

A dire il vero, anche il nostro Piemonte non si è dimenticato di lui. Lo scudo di Goffredo è in bella mostra in una vetrina della prestigiosa Armeria Reale di Torino, peccato che solo recentemente si è scoperto che quello scudo è in realtà una riproduzione ottocentesca. Ma poco cambia, Goffredo compare anche nel Castello della Manta, nei pressi di Saluzzo. Qui il primo marchese di Saluzzo Manfredo I viene ritratto da un anonimo pittore del Quattrocento con le sembianze del liberatore di Gerusalemme. E soprattutto è appena uscita una nuova biografia di Goffredo di Buglione dello storico medievista Sergio Ferdinandi, pubblicata da Graphe, che approfondisce le gesta e il profilo del condottiero crociato. Il primo re cristiano di Gerusalemme, discendente di Carlo Magno, il crociato che “inventò” l’Europa, l’uomo di cui oggi forse ci sarebbe bisogno per rimettere in piedi il Vecchio Continente. Un personaggio così importante da essere sepolto nella basilica del Santo Sepolcro la cui tomba fu rispettata perfino dal Saladino quando conquistò la Citta Santa nel 1187 anche se alcuni decenni dopo si persero le tracce del sarcofago. Goffredo divenne il primo sovrano del regno di Gerusalemme ma rifiutò il titolo di “Re”. Secondo la leggenda non volle portare la corona d’oro là dove Gesù era stato coronato di spine. Non fu re ma un Advocatus Sancti Sepulchri, un procuratore per gli affari mondani della chiesa del Santo Sepolcro. Figlio di famosi personaggi dell’epoca, Eustachio di Boulogne, protagonista della battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, nipote di Matilde di Canossa. Riuscì a liberare la Città Santa e fu mitizzato dalla Chiesa che lo ha rappresentato come un modello di perfezione della cavalleria cristiana contribuendo ad alimentare il processo di mitizzazione. Mentre giullari e menestrelli diffondevano in tutta l’Europa i racconti della presa di Gerusalemme, i cavalieri più coraggiosi dell’esercito crociato venivano considerati degli eroi. Il condottiero più esaltato fu proprio Goffredo sul quale sono fiorite molte leggende e una serie di racconti popolari nei quali il guerriero cristiano appare come un santo. Sergio Ferdinandi svela che dietro la storia del condottiero c’è tanto altro, che va oltre il mito, dalle abili strategie militari che Goffredo di Buglione attuò per arrivare a Gerusalemme alle qualità di un uomo di raro spessore umano, di grande valore militare e di profonda fede. Dopo la morte la sua figura fu accostata a quella di altri santi guerrieri come San Michele e San Giorgio e al pari di questi, secondo la tradizione cristiana, uccise il male con la spada e la fede. Morì a soli 40 anni colpito da un misterioso morbo dopo aver gettato le basi territoriali di un Regno che sarebbe durato fino al 1291 con la conquista musulmana di San Giovanni d’Acri.

Filippo Re