21esima giornata di campionato
Seconda di ritorno
Sabato 6 febbraio
Ore 15 Atalanta-Torino
Ore 18 Juventus-Roma
Qui Juve: doppia seduta tecnico tattica per la squadra bianconera del tecnico Andrea Pirlo.Organico al completo con il solo Dybala a parte che probabilmente sarà recuperato per la gara di Champions League contro il Porto in Portogallo mercoledì 17 febbraio alle ore 21.Il mercato di gennaio non ha portato grosse novità nella rosa della Juventus che ha deciso di concentrarsi esclusivamente sulle cessione acquistando solo giocatori per il proprio settore giovanile. La richiesta di Pirlo è caduta nel vuoto, Paratici infatti non è riuscito a dare al tecnico la quarta punta capace di far rifiatare il duo Morata-Ronaldo.Kulusevsky e Chiesa si alterneranno,per necessità,nel ruolo di quarta punta.Altrimenti occuperanno i loro abituali ruoli di interno di centrocampo ed ala.
Contro la lanciata Roma la Juve non può permettersi di sbagliare e deve continuare nella scia degli ottimi risultati ottenuti fin qui nel mese di gennaio.La vetta della serie A è ad un passo.
Qui Toro: squadra granata rinforzata al mercato di gennaio con gli arrivi di 2 calciatori voluti espressamente dal neo tecnico granata Davide Nicola,stiamo parlando del regista Mandragora e dell’attaccante Sanabria.I giocatori a disposizione del mister sono 24,2 squadre praticamente,con 2 giocatori per ogni ruolo.Ci sono tutti i presupposti per salvarsi dall’incubo della retrocessione e del conseguente fallimento sportivo.Il tecnico granata proverà a recuperare, soprattutto mentalmente,il difensore centrale N’Kolou il quale andrà a scadenza naturale del suo contratto il 30 giugno 2021, già ora può firmare per chi vuole.Oggi doppia intensa tecnico tattica.Nella difficile trasferta contro l’Atalanta mancheranno Vojvoda,ancora convalescente per infortunio e l’attaccante Sanabria,in quarantena per positività al covid.Recuperato Izzo.
Il Toro rigenerato da Nicola proverà a tornare a casa,dalla difficile trasferta di Bergamo,con i 3 punti, fondamentali per la classifica ed il morale.
Vincenzo Grassano
Niente maschere, niente balli, niente sfilate, niente allegria tra le calli e nella famosa piazza: solo nostalgia, silenzio e fascino che a Venezia non manca mai, neppure in simili circostanze. Alluvioni, acqua alta, pandemia, crollo del turismo, piazza San Marco deserta, gli storici caffè chiusi, che disastro per la città più bella del mondo! Bandiere a mezz’asta, si direbbe, ma il Mose finalmente funziona, almeno quello…Venezia vietata ai turisti tranne ai pochi beati che hanno la seconda casa in laguna e possono raggiungerla lo stesso se proprio non c’è un lockdown totale e drastico. Vivere il carnevale a Venezia nei giorni centrali della manifestazione non è in realtà molto semplice. Chi c’è stato sa bene che si cammina a fatica per la presenza di decine di migliaia di turisti che in fila indiana puntano verso piazza San Marco. Con il vaporetto certo si arriva prima ma la gente è stipata come le sardine in saor..Il fulcro del carnevale è la celebre piazza dove si ammirano le maschere più belle ma l’anima autentica del carnevale serpeggia nei vicoli, spunta nelle calle, su ponti e ponticelli, nei canali e nelle fondamenta dove intere famiglie veneziane escono dai portoni delle loro abitazioni con i costumi tradizionali, abbelliscono gondole e barchette e vanno a trovare i loro amici rigorosamente vestiti a festa. Non sarà il carnevale più bello al mondo ma sicuramente è quello più ricco di fascino, di mistero e di storia. Sono infatti trascorsi nove secoli dal primo documento ufficiale che fa riferimento a questa festa. Si tratta di un attestato del 1094 del doge Vitale Falier in cui si fa cenno per la prima volta a giochi e divertimenti pubblici. In una carta del doge si parla di bagordi carnascialeschi in occasione della visita in città di Enrico IV, l’imperatore di Canossa. Niente festa quest’anno ma spazio agli anniversari, i 1600 anni di vita di Venezia, 421-2021. La città nacque attorno al ponte di Rialto, dove si sviluppò il primo insediamento veneziano che risalirebbe al 25 marzo 421 con la consacrazione della chiesa di San Giacomo sulle rive del Canal Grande. Le sponde di Rialto, vero cuore economico della città, erano unite da un ponte di barche prima della costruzione di un ponte di legno. Ma non furono tempi facili: i barbari, dagli Unni ai Longobardi, si avvicinavano alla laguna. Il terrore spinse gli abitanti della terraferma a mettersi in salvo in laguna per sfuggire agli invasori. Venezia diventerà una delle città più potenti dell’Occidente medievale.
Eligi