Il basket visto da vicino.
Il punteggio non importa, Torino ha perso ma questo non è un basket spettacolo; è una strana commistione tra calcio e pallamano con giocatori che si spingono e colpiscono sempre e comunque gli avversari. Ormai esiste probabilmente la regola del vantaggio (che nel basket non c’è…) e la possibilità di tirare o spingere o trattenere sempre l’avversario senza incorrere in penalità fallose. Torino ha giocato male, e su questo, pur avendo piovuto fuori, non ci piove.
Ma non è educativo per le nuove generazioni di atleti e allenatori pensare che il modo di giocare di Tortona sia il modo giusto.
Il basket è, o forse è meglio dire era, un gioco tecnico, elegante e con stile. Ora sembra una specie di rissa dove il lavoro sporco paga e il pubblico è contento se la squadra vince e dispiaciuto se perde, ma non guarda cosa effettivamente accade in campo.
Far leggere la Divina Commedia ad un computer permette a tutti di ascoltarla, ma se la legge un bravo attore la stessa prende vita e dà emozione e calore. E questo è quello che si vede dagli spalti.
Giocatori esaltati che urlano contro i tifosi locali, pur giocando come dei fabbri, o gesti volgari mai sanzionati dagli arbitri che ormai consentono tutto ciò che non consentirà più di veder giocare a basket. Naismith inventò il gioco per evitare i contatti e penalizzare l’eccesso di violenza. Se fosse stato presente ieri sugli spalti avrebbe preferito nascondere il suo merito dell’invenzione.
La partita. Che dire. Nulla di bello da entrambi i lati. Perpochissimi minuti si è giocato a basket e poi nella “rissa” creata dalla difesa di Tortona la Reale Mutua si è persa, non riuscendo più neanche a fare le cose semplici e quindi hanno subito una sconfitta decisa. C’è chi dice che le partite di calcio belle sono quelle che finiscono 0-0. E chi dice che nel basket vince chi fa segnare un canestro in meno all’avversario o chi preferisce segnarne uno in più. Ma questo gioco, non è bello.
Che fare? Tornare a giocare a basket. Cercando di segnare i tiri aperti e non farsi sopraffare dalla aggressione sportiva avversaria.
Sperando che Diop voglia tornar a giocare da MVP del campionato, che Pinkins giochi almeno al suo livello e che Cappelletti riesca a superare i limiti del dolore. Ieri ha giocato solo e da solo Clark. Troppo poco per lamentarsi della sconfitta, meritata tra l’altro.
La vera sconfitta è nella mancanza di qualcosa di bello, che scaldi i cuori e infiammi gli animi.
A volte mi perdo nel comprendere il motivo di questo regresso nello sport, dove ormai è tutto fisicità ed essenziale. Si vince o si perde, ma poco importa se l’arte e il bel gesto sono meno importanti del risultato. Ma questa è la città di dove nacque il detto “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
E allora, almeno, vinciamo…
ForzaTorino, non si può perdere in questo modo abbassando la guardia regalando partite a chi avendo meno qualità utilizza le armi che ha.
C’è ancora tutto il tempo per vincere bene. La serie al meglio delle 5 partite è sull’1 a 1.
Sempre che vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole… .
Paolo Michieletto





Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera
La beneficenza attualmente è un tema molto significativo e una pratica diffusa che spesso dà anche molta visibilità. Perché fondare una azienda “profit” che vende capi riformati invece di una “no profit” che raccoglie e dona?
Non provate neanche a convincerci che questo abbia a che fare con il diritto al divertimento: questa è invece pura inciviltà, disprezzo di ogni regola, disprezzo di chi vuole riposare. La Città? Totalmente assente. Come negli ultimi cinque anni. La ritrovata Zona Bianca ha fatto esplodere nuovamente una situazione che solo la pandemia aveva nascosto per qualche mese. Chiederemo conto in tutte le sedi, a partire dal Consiglio Comunale, di quanto successo questa notte e del disastro lasciato questa mattina sulle strade di Santa Giulia.