ilTorinese

Via Sacchi simbolo di come si degrada un’area in nome del politicamente corretto

È sufficiente passeggiare sotto i portici di via Sacchi, a Torino,

per rendersi conto di quanto dovrà lavorare Stefano Lo Russo, neo sindaco della capitale subalpina, non per rilanciare la città ma anche solo per restituire un briciolo di speranza ad aree sempre più vaste distrutte dalla cialtronaggine dei politicamente corretti. Quella gauche caviar che impone il pensiero unico obbligatorio e vieta di accorgersi delle risse quotidiane in via Nizza. Perché i protagonisti sono coloro che ci pagano le pensioni e, di default, non possono essere impegnati in risse…

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Torino, via Sacchi simbolo di come si degrada un’area in nome del politicamente corretto

Govone, il “Magico Paese di Natale” nelle terre dell’Unesco

Dopo la partenza, lo scorso weekend, del mercatino di Asti, anche nella vicina Govone prende avvio il 20 novembre l’edizione 2021, la quindicesima, de “Il Magico Paese di Natale”, uno tra gli eventi natalizi più popolari e amati d’Italia.

Si è classificato all’undicesimo posto nella classifica dei migliori mercatini natalizi d’Europa, secondo la prestigiosa European Best Destinations, ed è stato riconosciuto quest’anno, per la prima volta, dall’Ambasciata di Finlandia a Roma, in virtù della neonata e prestigiosa partnership con il Paese di Babbo Natale.

A partire da sabato 20 novembre prossimo e per tutti i weekend fino al 19 dicembre, con apertura speciale nel Ponte dell’Immacolata, nel luogo che, per anni, è  stato sede storica dell’evento, si concentrerà la parte di intrattenimento del Magico Paese di Natale.

Sarà, naturalmente, presente la Casa di Babbo Natale con il tradizionale spettacolo nel castello di Govone, reggia sabauda decretata patrimonio dell’Unesco. Sarà presente anche un musical live autoprodotto,  sviluppato su più ambienti, che condurrà grandi e piccini all’incontro, così  atteso, con Babbo Natale.

La compagnia di artisti “Il teatro delle Dieci”, fondata dal regista Massimo Scaglione e artisticamente attiva da decenni, ora guidata dal regista Vincenzo Santagata, replicherà lo spettacolo per 32 volte al giorno, per un totale di 448 rappresentazioni, nel corso dell’intera durata della manifestazione. Il musical ha una durata di 25 minuti ed è  adatto a un pubblico adulto e piccino.

Un’altra animazione di interesse coinvolgente sarà quella della Regina Antea e della sua Scuola degli Elfi  con cui i bambini potranno imparare, scorrazzando in mezzo alle piante del Castello di Govone, a diventare perfetti aiutanti di Babbo Natale. Si tratta di un percorso di giochi a tappe studiato per tutta la famiglia, capace di coinvolgere grandi e piccini, e di permettere di ricevere il diploma di “Elfo professionista”.

Govone ospiterà anche, nella Cappella Reale del Re Carlo Felice di Savoia, una suggestiva esposizione dei presepi e bambinelli Santi, con opere provenienti da collezioni private e pezzi unici della tradizione napoletana. Questo rappresenta una mostra suggestiva e intima, una sorta di viaggio nella storia del presepe e dei suoi legami con la casa Sabauda. Più di duecento repertioriginali e piccoli tesori saranno esaltati nella splendida cornice dei dipinti contenuti nella Chiesa consacrata dello Spirito Santo, edificio piuttosto antico della Confraternita dei Battuti Bianchi, poi divenuta Cappella Reale di Casa Savoia.

Il castello di Govone si trova in provincia di Cuneo nel Comune omonimo e fu una delle residenze della Casa Reale dei Savoia dal 1782 al 1870. Furono i conti Solaro ad affidare all’architetto Guarino Guarini i lavori di ampliamento e abbellimento del castello medesimo, lavori che ripresero un secolo dopo da parte dell’architetto Benedetto Alfieri, che li ultimo’ a partire proprio dai disegni del Guarini. Nel  1792 il castello divenne di proprietà di casa Savoia e, dopo il periodo napoleonico, fu scelto come residenza estiva insieme al castello ducale di Aglie’. Re Carlo Felice, insieme alla moglie Maria Cristina, promosse i lavori di ristrutturazione del castello agli inizi dell’Ottocento, sulla base di propri disegni, e fu anche il promotore del giardino all’italiana all’interno dell’adiacente parco. Dalla fine dell’Ottocento il castello, reso celebre per il soggiorno del filosofo Jean Jacques Rousseau, entrato a quel tempo al servizio del Conte Ottavio Solaro, è  di proprietà del Comune di Govone. Dal 2007 fa parte del circuito degli otto castelli, noti come Castelli Doc (Grinzane Cavour, Barolo, Serralunga d’Alba, Govone, Magliano Alfieri, Roddi, Mango e Benevello).

All’interno del castello di Govone verrà allestita una mostra dedicata al Natale in casa Savoia, con la presenza rievocativa dei piatti della tradizione delle feste dell’epoca e lo svelamento di un particolare segreto: fu la Regina Margherita, moglie del re  Umberto I, prima regina consorte d’Italia, a importare la tradizione dell’albero di Natale  decorato. Lungo il percorso si avrà la possibilità di conoscere le particolarità introdotte dalla casata reale e gli accessori indossati dalle dame fino ad arrivare all’albero di Natale della regina Maria Cristina. Attraverso questo percorso di visita si toccheranno anche temi più  intimi quali la cavalleria, i valori religiosi, le tradizioni militari e i principi cavallereschi dell’Ordine di San Giovanni a Gerusalemme.

Un altro capitolo altrettanto ricco presente a Govone sarà quello del Festival del Cibo, ciclo di incontri dedicati ai prodotti della tradizione e alle ricette di Natale. Quest’anno l’evento avrà  qualechiave di lettura uno spirito giocoso  e divertente grazie al Cooking Christmas Show, che sarà  condotto da un elfo chef decisamente particolare, Diego  Bongiovanni. Sarà lui a condurre gli spettatori in un gioco a punti coinvolgente e adatto a tutte le età.  Grazie alle di ricette natalizie proposte gli spettatori potranno imparare nozioni sul cibo e sulla alimentazione,  attraverso il divertimento. Spazio alle eccellenze del territorio sarà dato dalla Bottega del Natale, che raggruppa i migliori produttori locali e una vineria dove assaggiare i migliori vini locali con una selezione di “taglieri dolci e salati”.

Mara Martellotta 

Dal 20 novembre al 19 dicembre il Magico Paese di Natale al Castello di Govone

Tutti i sabati e le domeniche, anche il 6, 7 e 8 dicembre, dalle 10 alle 19.

Ingresso: 9 euro intero, ridotto ( anni 4-11) 8 euro. 0-3 anni gratuito.

Si consiglia la prenotazione online. È  richiesto il greenpass.

 

Sicurezza del territorio, arrivano i fondi regionali

26 milioni di euro per 8 interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico in Piemonte. Con queste somme la Regione Piemonte va a coprire il fabbisogno economico per la realizzazione di otto progettazioni per la sicurezza del territorio selezionate in base ai criteri fissati dal Ministero della Transizione ecologica, il quale mette a disposizione i fondi da gestire con una regia di carattere regionale attraverso il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico rappresentato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

«Abbiamo fatto un lavoro di squadra importante – commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Difesa del Suolo Marco Gabusi – per ottenere le risorse indispensabili ai Comuni per contrastare il dissesto idrogeologico. Gli uffici regionali della Difesa del Suolo hanno lavorato intensamente negli scorsi mesi a stretto contatto con i Comuni per individuare le progettazioni più idonee a ottenere questi finanziamenti, che ci saranno trasferiti nelle prossime settimane. Andiamo così ad aiutare Enti locali che attendono da tempo di realizzare interventi essenziali per la sicurezza. Confidiamo che, continuando a lavorare a tutti i livelli possibili, gli otto progetti finanziati con questa modalità possano far parte di una serie più ampia».

Gli otto interventi finanziati sono di vario tipo e riguardano fondamentalmente la sistemazione idrauliche e versanti. In particolare, nell’Alessandrino vengono finanziate le arginature del fiume Bormida nel comune di Acqui Terme e l’importante regimazione del Rio Lovassina da Spinetta Marengo alla confluenza in Bormida, che permetterà a Spinetta Marengo di evitare i continui allagamenti.

Nel Cuneese saranno eseguiti lavori di sistemazione idrogeologica del torrente Pesio in corrispondenza del ponte di via Mondovì di Chiusa Pesio e di consolidamento e sistemazione idrogeologica nella frazione Pinchiosso di Priola.

Nel Vercellese saranno realizzati gli adeguamenti di muri e argini con un nuovo argine in sponda destra a Vercelli e opere di contenimento del versante per la protezione dell’abitato in località Prea Sora ad Alagna Valsesia.

Nel Torinese si procederà alla sistemazione dei pendii instabili nel comune di Borgiallo.

Nel Novarese, infine, sarà realizzato un setto antisifonamento nel comune di Carpignano Sesia.

Elena Comollo entra in Giunta a Chieri

Il Sindaco Alessandro Sicchiero ha nominato Elena Comollo nuova assessora della Giunta del Comune di Chieri.

Classe 1973, è un’imprenditrice agricola, fondatrice della cooperativa agricola Agricoopecetto e presidente di Facolt, associazione di Frutticoltori della Collina Torinese. Sposata, è mamma di due ragazze, Viviana, 24 anni, e Flavia, 19 anni.

Assume le seguenti deleghe: attività produttive, commercio, sviluppo e promozione del territorio, agricoltura, mercati e fiere, turismo.

«Il nostro territorio si contraddistingue, da un lato per la presenza di importanti attività manifatturiere, in particolare nel tessile, con aziende innovative, e dall’altro per una forte vocazione agricola, enogastronomica e paesaggistica, basta pensare alle tante eccellenze agroalimentari e ai prodotti tipici, che sono protagonisti del neonato Distretto del Cibo, che, insieme al Distretto Urbano del Commercio, rappresentano preziosi strumenti per fare sistema e lavorare insieme-commenta il Sindaco Alessandro Sicchiero-questi sono gli assi intorno ai quali pensiamo lo sviluppo di Chieri, e la figura di Elena Comollo è del tutto coerente con questa visione: una persona riconosciuta e attiva, che ha dato prova di saper interloquire e lavorare con le altre amministrazioni, che conosce bene i temi oggetto delle sue deleghe. Non abbiamo un’idea autoreferenziale di Chieri, siamo convinti che si debba fare ‘gioco di squadra’ attraverso una stretta collaborazione con gli altri players del territorio, ovvero amministrazioni locali, associazioni di categoria, imprenditori, commercianti, artigiani e coltivatori. Sono certo che tutti troveranno in Elena Comollo una persona attenta, disponibile e competente. Ringrazio la lista civica “Sicchiero Per Chieri Sì” per la collaborazione ed il confronto costante con cui ha contribuito a questa scelta».

 

Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Palazzo Lascaris si illumina di blu

Palazzo Lascaris tornerà a illuminarsi di blu, come la cupola della cappella della Sindone, il palazzo della Giunta regionale e altri edifici pubblici della città. Anche quest’anno il Consiglio regionale aderisce infatti con numerose altre istituzioni all’iniziativa organizzata dal Comitato Unicef Torino per ricordare il 32esimo anniversario dell’approvazione della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che si celebra il 20 novembre.
La Giornata mondiale vuole essere in questa edizione un’occasione per riaffermare una normalità “nuova”, in cui i diritti fondamentali di bambini e ragazzi – fra cui il diritto all’istruzione, alla salute, alla socializzazione, alle attività ricreative – tornino a essere prioritari nella quotidianità e riconquistino il ruolo che spetta loro nel dibattito politico.
“Questa giornata la dedichiamo a tutti quei bambini che in modi differenti, per cause diverse e in luoghi diversi –  dichiarano Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale e Ylenia Serra garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza – si trovano ad avere in comune l’impossibilità di vivere la loro “infanzia”. La pandemia in questi quasi due anni purtroppo, con i suoi effetti indiretti, si è abbattuta come un macigno sui minori aumentando le disuguaglianze e rendendo sempre più vulnerabili i bambini e i ragazzi dei contesti più fragili. Bisogna quindi cercare di  intervenire con determinazione per non far sentire i bambini e i giovani soli, per annullare ogni forma di disparità e consegnare un mondo migliore e più responsabile alle generazioni future”.
“La Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo. L’Italia l’ha ratificata con la legge n. 176 del 27 maggio 1991, da allora sono stati fatti numerosi passi in avanti attraverso l’attuazione di politiche e leggi a favore dei bambini nel nostro paese”, afferma Antonio Sgroi, presidente del Comitato provinciale di Torino per l’Unicef. “Ma c’è ancora tanto da fare per dare piena attuazione alla Convenzione e rendere i diritti dei bambini e degli adolescenti realtà. Il Covid-19, inoltre, ha acuito le disuguaglianze socioeconomiche nel nostro paese. Affinché l’impatto della pandemia non rischi di cancellare i progressi compiuti è necessario ricostruire meglio”.

Governo, Ruffino (CI): Draghi rimanga a Chigi almeno fino al 2023

“Draghi a palazzo Chigi non è solo la garanzia che l’Italia continuerà a godere di stima e attenzione in Unione europea, ma anche il miglior collante tra i partiti di maggioranza per assicurare al Paese l’approvazione in tempi rapidi delle riforme necessarie per poter sfruttare a pieno i soldi del Recovery plan”.
Lo afferma in una nota Daniela Ruffino, deputata di Coraggio Italia.
“Ci troviamo oggettivamente- aggiunge- in un periodo nel quale sarebbe difficile sostituire il premier senza rischiare di mandare in fumo gli equilibri di maggioranza e i piani di rilancio legati al Pnrr”.
Ruffino auspica quindi “che il presidente del Consiglio Mario Draghi rimanga a palazzo Chigi almeno fino alla fine del 2023 se non oltre. E’ chiaro che in questo momento i partiti devono mostrare grande maturità nei confronti dei cittadini e del Paese e che l’attuale premier è l’unica garanzia di una solida ripartenza in questo periodo pandemico”.

Bollicine piemontesi al Villaggio Torino Atp

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La Regione Piemonte organizza diversi eventi nel Villaggio Torino, i due padiglioni allestiti in piazza San Carlo in occasione delle Nitto Atp Finals dove fino al 21 novembre si svolgono incontri con sportivi, artisti e personaggi famosi torinesi e piemontesi, ma anche degustazioni enogastronomiche e masterclass sui vini.

Il programma prevede ancora alcuni incontri:

 

* 20 novembre ore 12: Masterclass “Le bollicine piemontesi

20 novembre ore 13: Masterclass “I vini rossi piemontesi

21 novembre ore 13: Masterclass “I vini bianchi piemontesi

Gli incontri sono tutti gratuiti ma con prenotazione obbligatoria tramite la app dedicata scaricabile da https://www.turismotorino.org/it/esperienze/eventi/torino-so-much-tennis/scarica-lapp-ufficiale

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Vita di corte alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Domenica 21 novembre 2021

Quadri viventi e danze regali alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Domenica 21 novembre nelle sale, sfavillanti e preziose nei loro arredi, andrà in scena uno spaccato della vita di corte.

“Life, istantanee di vita di corte” è un viaggio indietro nel tempo che farà rivivere la vita e le abitudini quotidiane di quella corte che tra Settecento e Ottocento aveva eletto la Palazzina a raffinato luogo di loisir, in cui organizzare battute di caccia e sontuosi festeggiamenti. I figuranti con i loro abiti sfarzosi, le movenze, i balli e le danze, ma anche attraverso tableaux-vivants, animeranno le sale della residenza ricostruendo la storia il più fedelmente possibile.

L’evento è realizzato in collaborazione con i rievocatori de “Le vie del tempo” e “Nobiltà Sabauda” ed è compreso nel costo del biglietto.

 

 

INFO

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orario di apertura: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro

Indispensabile il Green Pass

A tutto barocco per Diego Fasolis sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio

In programma Bach, Corelli, Mozart, Händel

Teatro Colosseo
Sabato 20 Novembre 2021 ore 20.30

Nella foto: il direttore d’orchestra Diego Fasolis
Sabato 20 novembre alle ore 20.30 il Regio Metropolitano fa tappa al Teatro Colosseo di Torino (via Madama Cristina 71), appena riaperto agli spettacoli dopo mesi di chiusura forzata. Il maestro Diego Fasolis torna a dirigere l’Orchestra del Regio dopo il grande successo del 2019 con il gioiello di Ferdinando Paer Agnese. In programma, il Concerto brandeburghese n. 1 di Johann Sebastian Bach, il Concerto grosso n. 4 di Arcangelo Corelli, la Sinfonia n. 25 di Wolfgang Amadeus Mozart e Music for the Royal Fireworks di Georg Friedrich Händel.

Sebastian F. Schwarz, Direttore artistico del Teatro Regio, afferma: «Nel progettare la Stagione del Regio Metropolitano abbiamo tratto anche ispirazione dai luoghi che di volta in volta ci avrebbero ospitati». Per il Teatro Colosseo di Torino mi sono fatto guidare dalla splendida mostra Street Art in Blu 3, che si è appena conclusa. La più contemporanea, trasversale e contaminata delle arti mi ha fatto immediatamente pensare a Händel, Bach, Corelli, Mozart, a quanto la loro musica fosse pop e lo sia, in un certo senso, ancora oggi».

Direttore dell’ensemble I Barocchisti, Diego Fasolis si è distinto per l’attenzione alle interpretazioni storiche e ai titoli di repertorio barocco e classico meno eseguiti. Le sue letture scrupolose ma mai dogmatiche gli sono valse prestigiosissime collaborazioni e decine di incisioni discografiche, tra cui due premiate con l’ECHO Klassik 2013 nelle sezioni Prima registrazione mondiale (per l’album Mission con Cecilia Bartoli) e Opera dell’anno (per l’Artaserse di Vinci, alla guida dell’orchestra Concerto Köln).

Nel 1721, Bach lavorava con scarsa soddisfazione nella corte di Cöthen, per cui pensò di inviare al margravio di Brandeburgo un manoscritto con sei concerti – I Concerti brandeburghesi – per strumenti diversi, nella speranza di essere assunto come Kapellmeister. Il margravio non si degnò di rispondere e Bach rimase a Cöthen. I sei concerti seguono la tradizione del Concerto grosso italiano, che trae il suo fascino dai contrasti fra pieni e vuoti sonori risultanti dal dialogo alternato fra tutti (l’orchestra al completo) e concertino (il gruppo dei solisti). Ciascun concerto presenta un organico diverso: quello del n. 1 in fa maggiore comprende, oltre agli archi e al gruppo del basso continuo, due corni, tre oboi, fagotto e violino piccolo (un violino più piccolo e acuto del normale).

Già in vita, Arcangelo Corelli godeva di una fama straordinaria: dopo la morte, nel 1713, essa addirittura aumentò grazie alla pubblicazione dei suoi fortunatissimi Dodici concerti grossi op. 6. Di queste composizioni, alcune sono concerti da chiesa e altre da camera: al primo gruppo appartiene il n. 4 in re maggiore, che vede l’alternarsi di movimenti lenti e veloci. L’Adagio iniziale è lungo appena quattro battute e stabilisce un’atmosfera maestosa che introduce l’Allegro, una pagina briosa e dai ricchi giochi contrappuntistici. L’Adagio in si minore crea un’atmosfera di attesa, in cui non emerge alcuna melodia né si distingue il tutti dal concertino. Per contrasto, gli ultimi due movimenti sono dinamici e festosi. È curiosa la presenza di una giga a chiusura del concerto, poiché in generale le danze erano riservate ai concerti da camera.

Anche se la Sinfonia n. 25 in sol minore di Mozart fu composta appena una ventina d’anni dopo la morte di Bach, nel 1773, essa appartiene a un clima culturale completamente diverso. Fra gli anni Sessanta e Settanta del Settecento si era propagato in Europa il gusto per l’irrazionale e per il sublime, inteso come “l’orrendo che affascina” (E. Burke). Pochi anni prima che questi fermenti dessero vita, nell’ambito della letteratura tedesca, allo Sturm un Drang (I dolori del giovane Werther goethiano è del 1774), nell’ambito musicale ispirarono una serie di sinfonie in tonalità minore, di cui quelle di Haydn e la n. 25 di Mozart sono le più famose.

Gran finale con la Music for the Royal Fireworks di Händel, che ci riporterà all’estetica opulenta del Barocco. La composizione nasce nel 1749, nel contesto delle celebrazioni per la fine della guerra di successione austriaca: il re inglese Giorgio I, che aveva condotto personalmente le sue truppe e voleva allestire uno spettacolo senza confronti, per mostrarsi ai sudditi trionfante e magnanimo. A questo scopo ingaggiò uno scenografo dell’Opéra di Parigi, che progettò una struttura imponente da cui far partire i fuochi d’artificio creati dal miglior esperto italiano; commissionò inoltre al musicista più celebre del regno, Georg Friedrich Händel, un pezzo musicale che servisse da introduzione allo spettacolo. Il giorno dei festeggiamenti, ai Vauxhall Gardens di Londra, Händel si dimostrò il più grande maestro di pirotecnia: i fuochi d’artificio si rivelarono fallimentari, causando un incendio e vari feriti, mentre la suite fece esplodere l’entusiasmo. Chiosa Sebastian F. Schwarz: «si racconta che il successo fu talmente straordinario da mandare in tilt il traffico di Londra per tre giorni!».

Regio Metropolitano si realizza con il fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo, Socio Fondatore del Teatro Regio e con il patrocinio della Città di Torino.

Il mese di novembre si conclude con uno degli appuntamenti più attesi di questa stagionevenerdì 26 e domenica 28 all’Auditorium Giovanni Agnelli alle ore 20.30 viene presentata, in forma di concerto, Aida di Giuseppe Verdi: un’occasione per apprezzare gli aspetti più intimistici dell’opera di Verdi. Il maestro Pinchas Steinberg dirige l’Orchestra e il Coro del Regio e protagonisti di grande rilievo internazionale come Angela Meade (Aida), Stefano La Colla (Radamès), Anna Maria Chiuri (Amneris) e Amartuvshin Enkhbat (Amonasro). L’opera è proposta in occasione del 150° anniversario della prima assoluta nel 1871 e fa parte del programma ufficiale delle celebrazioni dedicate a Enrico Caruso, promosso dal Comitato nazionale istituito dal Ministro della Cultura in occasione del 100° anniversario della scomparsa del celebre tenore (1873-1921).

BIGLIETTERIA
I biglietti e le card per i concerti e gli spettacoli sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio con orarioda lunedì a sabato 13-18.30 e domenica 10-14 – Tel. 011.8815.241/242. È possibile acquistare i biglietti anche presso i punti vendita Vivaticket e online su www.teatroregio.torino.it e su www.vivaticket.it, oltre a un’ora prima degli spettacoli presso le relative sedi.

PREZZI BIGLIETTI
Concerti: € 20 – 15 – Under 30 € 8
Aida: da € 50 a € 150 – Under 30 € 20

PREZZI CARD
Card 4 spettacoli: € 60 – 4 spettacoli a scelta (con eccezione di Aida), in qualsiasi settore.
Card Giovani a 4 spettacoli € 20 – Riservata agli under 30; 4 spettacoli a scelta (con eccezione di Aida), in qualsiasi settore. Le stesse card possono anche essere utilizzate da più persone per lo stesso spettacolo.

Per l’acquisto dei biglietti e delle card è possibile utilizzare i voucher ottenuti a titolo di rimborso per gli spettacoli e i concerti del Teatro Regio annullati causa Covid-19.

SERVIZIO INFORMAZIONI
da lunedì a venerdì ore 9-17.30 – Tel. 011.8815.557 – info@teatroregio.torino.it

Per tutte le informazioni sul Regio Metropolitano: clicca qui

Garage rock USA 1966. Discografia minore / 10

Mai come nel biennio 1965-1966 in USA l’attività del “talent-scouting” era frenetica ed incessante, tanto più se il numero di garage rock bands attive era davvero esorbitante e la quantità di “locations” e “venues” pareva non aver limiti, dalla piccola bettola al grande “dance hall”.

E visto l’andazzo… non era raro scovare, nascosti tra i clienti di un “parlor” o di un “adult club”, svariati managers musicali o più spesso “osservatori sul campo”, sempre pronti ad avvicinare bands promettenti e con una marcia in più. Naturalmente la concorrenza tra bands era spietata, figuriamoci  quella tra “osservatori”… Il problema radicale per le rock bands era ovviamente il “budget”, quasi sempre ridotto all’osso, cui si poteva rimediare o con un “management fai-da-te” o affidandosi alla buona sorte. Ma purtroppo la “fauna manageriale” era alquanto variegata e affollata e il rischio di imbattersi in manager improvvisati, poco trasparenti o del tutto disonesti non era così remoto. Nella sezione discografica qui di seguito spuntano qua e là alcune bands che sfortunatamente incapparono in qualche spiacevole sorpresa…

 

–  The Allies “I’ll Sell My Soul / Burning Flask”  (Valiant Records V-748);

–  The Montells “You Can’t Make Me / Daddy Rolling Stone”  (Thames Records M-102);

–  The Tongues Of Truth “Let’s Talk About Girls / You Can’t Come Back” (Current Records C-112);

–  The 3rd Evolution “Don’t Play With Me / Gone Gone Gone”  (Dawn Records 306);

–  The Distortions “Smokestack Lightning / Hot Cha”  (Sea Records 102);

–  Byron & The Mortals “Music / Do You Believe Me”  (Xpreshun x-1 / x-2);

–  The Spacemen “Modman / Retro”  (Big Sound 303);

–  The Wind “Don’t Take Your Love Away / Midnight in Mexico”  (Blacknight BK 900);

–  The Debonaires “Never Mistaken / Summertime”  (Rite Records 812R-0785);

–  The New Order “You’ve Got Me High / Meet Your Match”  (Warner Bros. Records 5816);

–  The Bobbies “(She) Put Me Down 1 / (She) Put Me Down 2”  (Sonny 45-1001);

–  The Monacles “I Can’t Win / Heartaches For Me”  (Variety Productions VP-301);

–  The Coastliners “She’s My Girl / I’ll Be Gone”  (Back Beat 566);

–  The Aggregation “You Lied To Me / Candlestickstomp”  (Dynamic Sound DY-105);

–  The Lincolns “Pop Kat / We Got Some”  (Dot Records 45-16958);

–  The Ferraris “Can’t Explain / I’m Not Talkin”  (Welhaven Records 1001);

–  The Five Flys “Livin’ For Love / Dance Her By Me”  (Samron Records S-104);

–  Murphy and The Mob “Because You Love Me / Born Loser”  (Talisman Records 1823);

–  The Chosen Lot “If You Want To / Time Was”  (Sidra Records Inc. S-9004);

–  The Wee Four “Weird / Give Me A Try”  (Nu-Sound, Ltd. 6111);

–  The Other Side “Walking Down The Road / Streetcar”  (Brent 7061);

–  Castaways Five “It’s Over, It’s Over / Revenge”  (Raol R-001, R-002);

–  The Kynds “So If Someone Sends You Flowers, Babe / Find Me Gone”  (Mo-Foag 101, 102);

–  The Staffs “Another Love / I Just Can’t Go To Sleep”  (Pa-Go-Go 45-118).

(… to be continued…)

Gian Marchisio