LA SITUAZIONE IN PIEMONTE
Nella settimana 22-28 novembre in Piemonte tra le persone in età vaccinabile sono stati registrati in tutto 3.914 casi di positività al Covid.
Tenendo conto che tra loro 2.223 sono vaccinati (sugli oltre 3,3 milioni di over 12 vaccinati) mentre i non vaccinati sono 1.691 (sul totale di 660 mila over 12 che non hanno aderito o non hanno ancora il ciclo completo) risulta che l’incidenza del contagio tra i non vaccinati è 4 volte più alta (256.2 tra i non vaccinati contro 67.6 tra i vaccinati).
TERAPIA INTENSIVA PER COVID: 2 PAZIENTI SU 3 IN PIEMONTE NON SONO VACCINATI
Dai dati aggiornati ad oggi in Piemonte 2 su 3 dei pazienti ricoverati per Covid in terapia intensiva non sono vaccinati. In particolare, dei 34 ricoveri attuali 25 riguardano pazienti non vaccinati (16 uomini e 9 donne), altri 9 sono invece pazienti vaccinati (5 uomini e 4 donne), ma con un quadro clinico serio per patologie pregresse.
Al via le numerosissime iniziative del Natale chierese. I giochi partono sabato 4 dicembre, alle 17,30, in piazza Duomo. Qui con l’accensione delle video proiezioni sulle facciate del Duomo, della Chiesa di San Bernardino e sull’Arco di Trionfo, seguita dal concerto delle Orchestre dell’“Associazione Isla de Musiqueros”, prenderanno il via gli eventi programmati dalla Città di Chieri per la rassegna “CHE NATALE!”, realizzata in collaborazione con la “ProChieri” ed il “Festival Mirabilia”, con il patrocinio della Città di Torino e riconosciuta da “Turismo Torino e Provincia”. L’atmosfera natalizia conquisterà la città per un mese, durante il quale Chieri diventerà un intreccio di itinerari: dall’arte allo spettacolo di strada, dalla musica sacra alle canzoni natalizie, dalle tradizioni del Natale alle videoproiezioni con un’attenzione particolare a tutti i tipi di pubblico. “Il ricco cartellone – sottolinea Antonella Giordano, assessore comunale alla Cultura – dimostra come Chieri stia moltiplicando i suoi sforzi per essere sempre più una meta turistica e culturale, attraverso un impegno che può contare sulla collaborazione di tanti protagonisti del mondo della cultura chierese. La realizzazione delle attività, infatti, è stata possibile anche grazie a uno sforzo corale, che conferma la vivacità della nostra comunità”. Quattro sono i filoni fondamentali su cui si articolano le molteplici iniziative messe in agenda: “Chieri in luce”, “Adventum Incantum”, “Armonie di Natale” e “Le Strade del Natale”.
L’agile libretto edito dalla novarese Segni e Parole propone trentasei composizioni di questo poeta, pittore, scultore, gastronomo e designer nato a Omegna, sulla punta settentrionale del lago d’Orta. Una miscela di sensazioni, ricordi, visioni che si inseguono secondo un ordine alfabetico che non offusca l’anarchica originalità, la fantasiosa irriverenza o la malinconia struggente, spaziando dai luoghi in cui è nato a lidi più lontani anche se ,come una falena attratta dalla luce, ritorna sempre a specchiarsi nelle acque del lago d’Orta, rese cangianti dai riverberi delle luci delle albe, dei tramonti e delle notti di luna. Ci accompagna sul sentiero delle carline all’alpe Devero per poi scendere verso la sua casa di Crusinallo dove, nella notte di San Lorenzo, scruta il cielo alla ricerca delle stelle cadenti “dove la grande mano dell’universo sparge negli occhi di sognatori bambini illusioni di caramello”. Omaggia la memoria di Alda Merini che aveva un rapporto molto stretto e personale con Omegna (“Quando i poeti se ne vanno è come l’esaurirsi di una sorgente..”) e non manca di elogiare con i suoi versi in rigoroso dialetto la mitica moka, eccellente caffettiera nata nella città dove vide la luce anche Gianni Rodari, fedele compagna che elargisce il primo caffè del mattino (..”gh’è mia un ‘auta machineta…gnanca cula dal George Clooney c’la batt cula dal Bialett”). In Ode del suicidio lacustre riecheggia la stessa intensità dei versi cari del poeta ortese Augusto Mazzetti (“Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te, per essere un giorno pescato come un antico luccio”) e il legame indissolubile con le acque del Cusio quando scrive “come piatto ciottolo, esaurita l’energia del braccio, scenderò dondolando dolcemente nella profondità ”. Cita sovente le onde, il profumo di quella terra tra lago e montagne, il fiato grigio delle brume che se ne stanno sospese a fior d’acqua in certe stagioni. Sotto l’antico tiglio ricorda riti antichi, musiche e baldorie popolari, scampoli d’infanzia mentre le primule, declinate anch’esse in dialetto omegnese, fanno ripensare al giallo del risotto alla milanese rievocandone profumo e sapore. Ogni poesia nasconde frammenti di storie, memorie vicine o lontane, narrate con parole essenziali e asciutte. Una poesia ci ricorda che ci stiamo affacciando sulla soglia dell’inverno e s’intitola Al buio nell’aria della notte. Eccola: “Ho sentito il profumo della neve. Che non è il profumo del pane appena sfornato, delle rose di maggio, della pelle di una donna, del fieno appena tagliato, dell’uva della toppia, del mio lago, del calicantus d’inverno, dell’olea fragrans d’autunno, dei narcisi di primavera, della sigaretta e del caffè del mattino, del profumo del pelo delle mie cagne bagnato, della stufa che và a legna. E’ il profumo dell’innocenza”. In poche righe svela le sue radici. Ci sono tratti della personalità di questo artista eclettico, figlio di una tradizione popolare e dei “poeti maledetti” del lago d’Orta, Ernesto Ragazzoni e Augusto Mazzetti. Onde, Ondine, Onde anomale regalano, centellinandolo come il buon vino, l’incanto delle parole, il gusto dei versi. Privarsene sarebbe uno sbaglio, un imperdonabile errore.