ilTorinese

Tournée in Piemonte, Valle d’Aosta e Abruzzo della Fanfara della Taurinense

Tournée in Piemonte, Valle d’Aosta e Abruzzo della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense dell’Esercito, che nel mese di dicembre si esibirà a Fossano, Aosta, Bardonecchia, Alba, Novara e L’Aquila in una serie di concerti di Natale.

La formazione musicale riprende quest’anno la tradizione di offrire al pubblico il proprio repertorio, che per l’occasione comprenderà pagine importanti di letteratura natalizia e – a seguire – il classico finale con la Marcia dei coscritti piemontesi, l’Inno degli Alpini e il Canto degli Italiani.

La tournée è stata organizzata dal Comando della Taurinense in stretta collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini, i Comuni e gli enti del territorio, e segna in anticipo l’inizio delle celebrazioni del 150° anniversario del Corpo degli Alpini, il cui atto costitutivo fu siglato da Re Vittorio Emanuele II nel 1872. Per il 2022 è previsto un programma denso di manifestazioni ed eventi in tutta Italia.

Nel 2022 in Piemonte si celebrerà anche il 70° della costituzione della Brigata Alpina Taurinense, attualmente comandata dal generale Nicola Piasente e formata da tre reggimenti di fanteria – 2° di stanza a Cuneo, 3° a Pinerolo, 9° a L’Aquila – un reggimento di artiglieria e uno del genio (rispettivamente il 1° e il 32°, entrambi a Fossano), cui si aggiungono il Nizza Cavalleria (1°) di Bellinzago Novarese, il Reggimento Logistico di Rivoli e il Reparto Comando di Torino.

Il tour della Fanfara vedrà anche un’appendice in Valle d’Aosta e in Abruzzo, e si svolgerà con il seguente calendario:

Venerdì 3 dicembre – Fossano, Teatro I Portici, ore 21.00;

Lunedì 6 dicembre – Aosta, Cinéma Théâtre de la Ville ore 18.30;

Martedì 7 dicembre – Bardonecchia, Salone delle Feste, ore 21.00;

Venerdì 10 dicembre – Alba, Pala Alba, ore 21.00;

Sabato 11 dicembre – Novara, Palazzo Broletto, ore 18.00;

Mercoledì 15 dicembre – L’Aquila, Caserma “Pasquali”, ore 18.30.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Manuel Vilas “I baci” -Guanda- euro 19,00
L’amore al tempo del Covid, secondo Manuel Vilas, è l’unico modo per dare un senso alla vita. I baci del titolo sono quelli tra Salvador, professore 58enne in pensione anticipata, e la bellissima 45enne Montserrat.
Lui viene colto dal lockdown in una casa nel bosco, poco lontano da Madrid, dove ha deciso di ritirarsi. Nel paesino di Sotopeña c’è l’unico emporio della zona, e quando va a rifornirsi di provviste viene folgorato dalla bellezza e dal misterioso fascino di Montserrat che gestisce il negozio.

In oltre 400 pagine divampa la storia d’amore. Salvador si innamora in 7 minuti come un adolescente; ma è un uomo maturo… e chissà se tanto entusiasmo può esplodere anche a 50 anni o giù di lì.
Secondo Vilas ovviamente si, tutto il romanzo va in questa direzione componendo una storia d’amore romantica e idealizzata, ma anche decisamente carnale.
“I baci” sono l’antidoto all’epidemia, alla malattia, alla solitudine e alla morte e, anche da adulti navigati, innamorarsi è possibile. Anzi nel tornado di una crisi epidemica mondiale i due protagonisti restano ancorati alla vita; bypassano il mordo con entusiasmo, con una passione travolgente e ampie dosi di erotismo in una sorta di coinvolgente follia d’amore.

Salvador è stato mandato in pensione prima del tempo perché affetto dai primi sintomi di una malattia neurologica che lo rendeva confuso o silenzioso di fronte agli studenti. Così si è armato di bagagli e libri –primo fra tutti il “Don Chisciotte” di Cervantes- e ha deciso di isolarsi dal resto del mondo.
Montserrat è carica di erotismo, ma dilaniata dalla perdita del piccolo figlio che le è stato tolto dall’ex marito e che ora vive in Germania. Questa è la tragedia della sua vita e l’amore per Salvador è qualcosa che lenisce il suo dolore.

Cervantes fa capolino spesso nelle pagine di Vilas: il suo protagonista ricorda Don Chisciotte nell’idealizzare la donna che ne occupa vita e pensiero; mentre Montserrat diventa Altisidora, «la donzella intelligente ed enigmatica ..» che fa credere a Don Chisciotte di essere innamorata di lui.
Come evolverà e andrà a finire questa passione travolgente?
Salvador sa bene che l’amore ideale -e pure quello carnale- tendono a perdere potenza con il logorio del tempo…..

 

Hannah Rothschild “Casa Trelawney” -Neri Pozza- euro 19,00
Trelawney Castle appartiene da 800 anni all’omonima famiglia, sorge su una rupe che domina la costa meridionale del mare di Cornovaglia ed è stato ampliato nei secoli dai vari conti fino ad essere «…dichiarato il più maestoso e il più sontuoso, se non il più bello, della contea di Cornovaglia». Ha 4 ali principali costruite in tempi e stili diversi, 11 scaloni, una stanza per ogni giorno dell’anno ed altre meraviglie. La tenuta su cui sorge è ancora più spettacolare: un’area immensa con tanto di foresta e cascata che alimenta un lago, prati a perdita d’occhio…..
Però gli ultimi 8 dei 24 conti che si sono succeduti hanno sperperato a piene mani il patrimonio, si sono rivelati dannatamente incapaci di gestire le finanze e -complici anche 2 guerre mondiali e il crollo di Wall Street- a poco a poco le fattorie sono state svendute e il disastro è stato inarrestabile. Divorzi, incompetenza e tasse ereditarie hanno inferto colpi di grazia a ripetizione. Le ali del castello sono state chiuse una dopo l’altra, dipinti e arredi preziosi venduti, treno privato e panfilo lasciati arrugginire in rovina.
Ora il castello cade a pezzi e mancano anche i soldi per scaldarsi e mangiare. A tenere duro è Jane, moglie dell’ultimo erede Kitto. Lui è un sognatore poco pratico che si butta in imprese raffazzonate e perdenti; mentre lei ha sostituito in toto la servitù e si logora tra mansioni domestiche, giardino…e come badante dei suoceri che credono di vivere ancora ad altissimo livello.
Hannah Rothscild è maestra nell’intessere una trama ricca di personaggi, dinamiche familiari ed ereditarie che scoprirete pagina dopo pagina e che raccontano l’eccentricità dell’aristocrazia britannica di fronte all’evolvere dei tempi e della società.
Tra i protagonisti più interessanti ci sono la sorella di Kitto: la complicata Blaze che era stata cacciata quando il fratello aveva ereditato la magione. Planata a Londra con una laurea a pieni voti in matematica a Oxford era stata un’abilissima operatrice finanziaria, ma negli ultimi tempi le sue previsioni non avevano fatto centro e aveva perso denaro e clienti.

Poi a smuovere ulteriormente la situazione ecco arrivare la dirompente Ayesha, figlia della bellissima Anastasia che era stata un amore di gioventù di Kitto. Da anni era scomparsa dai radar della famiglia, però in punto di morte aveva scritto ai Trelawney affidandogli la giovane. Preparatevi perché in questa brillante e acuta commedia familiare succederà davvero di tutto….

 

Ivy Comton-Burnett “Servo e serva” -Fazi Editore- euro 19,00

La scrittrice inglese Ivy Comton-Burnett è stata maestra nel narrare e dare voce all’infelicità che cova spesso nelle famiglie; forse perché anche lei ne sapeva qualcosa.
Ivy Compton- Burnett nacque a Pinner in Inghilterra nel 1884, crebbe nella città costiera di Hove e morì a Londra nel 1969.
Il padre era un medico dal carattere dispotico e solitario, e Ivy ebbe gli anni della giovinezza funestati da una serie di tragedie: la morte prematura di due fratelli e il suicidio di due sorelle appena adolescenti.

Il suo apprendistato doloroso alla vita non fu poi tanto lontano da quello dei giovani ragazzi Lamb che albergano nelle pagine del romanzo “Servo e serva”, del 1947, uno dei più famosi tra i suoi 20 libri.
Le sue opere trovano linfa negli accadimenti delle belle e altolocate dimore inglesi di metà Novecento; mentre la cifra principale della sua scrittura è nell’abilità con cui imbastisce un fuoco di fila di dialoghi sfolgoranti, serrati, a tratti nevrotici.

Al centro del romanzo ci sono i vari membri della famiglia Lamb, famiglia dell’alta borghesia che vive in un paese non meglio specificato. Capofamiglia è il dispotico Horace che gestisce con estrema avarizia (spacciata per virtù) l’ingente patrimonio portato in dote dalla moglie americana Charlotte.
Poi ci sono i 5 figli – che escono poco di casa e comunque sempre malvestiti grazie alla tirchieria paterna- zia Emily e il cugino Mortimer privo di mezzi di sostentamento, mantenuto a stecchetto da Horace, e innamorato di Charlotte.

Nelle gelide stanze della casa si aggira anche la servitù che sembra avere doti di saggezza di gran lunga superiori a quella dei padroni.
Dal maggiordomo Bullivant al cameriere George, dalla sguattera Miriam alla cuoca Mrs. Selden; la Burnett di loro descrive solo lo stretto necessario, mentre è ai dialoghi che affida un ruolo importantissimo. E’ dai loro discorsi che scopriamo gli autentici e più profondi sentimenti (per esempio i figli odiano cordialmente Horace e ne auspicano il trapasso a miglior vita) e i segretucci dei Lamb (corna comprese). Famiglia che si rivelerà diversa da quella che vuole apparire e ben più disfunzionale.

 

John Banville “Delitto d’inverno” -Guanda- euro 19,00

Inverno 1957, Contea di Wexford in Irlanda, nella ricca residenza di Ballyglass House, che appartiene a una blasonata famiglia protestante, ha luogo un omicidio scabroso e inquietante. La vittima è un amico, padre Thomas Lawless prete cattolico che è stato accoltellato….ed evirato.

A indagare arriva un ispettore protestante che faticosamente tenta di ricostruire i fatti, interroga gli abitanti della casa, tra i quali si annida l’assassino.
Perché uccidere un sacerdote e poi in quel modo orribile?
La rosa dei possibili colpevoli sembra ristretta a una manciata di persone, ognuna con segreti e doppi fondi da scoprire.
Il padrone di casa, colonnello Osborne; la sua giovane moglie svanita e imperscrutabile; il figlio decisamente ambiguo e la figlia ribelle. Poi sulla scena appaiono anche la governante-cuoca e un cognato debosciato, pecora nera della famiglia.

Ma le indagini si rivelano tutt’altro che facili, niente è come sembra e i fatti non si incastrano a dovere. Al rebus si aggiunge l’ingombrante e maneggiona influenza della Chiesa Cattolica d’Irlanda, con in prima persona l’arcivescovo.
E vengono a galla storie torbide di povere fanciulle, figli illegittimi rinchiusi e prede sessuali di sacerdoti- educatori…..

 

La notte che cambiò il Signor Scrooge, al teatro Superga

Mercoledì 8 dicembre, ore 16

IL CANTO DI NATALE

La contaminazione dei diversi linguaggi artistici (arte, musica, teatro di figura) è alla base degli spettacoli dedicati ai bambini e ai ragazzi proposti da Fanta Teatro, una delle realtà più innovative a livello nazionale per quanto riguarda il Teatro Ragazzi. Il primo spettacolo è in programma mercoledì 8 dicembre: Il canto di Natale, la notte che cambiò il Signor Scrooge, liberamente ispirato al racconto di Charles Dickens, un’originale messa in scena che vede recitare insieme pupazzi e attori, secondo una tecnica sperimentata nei musical di Londra e Broadway, capace di proiettare lo spettatore nella poetica atmosfera natalizia.

Lo spettacolo racconta la storia di Scrooge, uomo d’affari che pensa solo al successo, al denaro e al lavoro a discapito della famiglia. Scrooge non apprezza le cose quotidiane e non riesce a godere del tepore del Natale. La svolta della sua esistenza si ha proprio alla vigilia di Natale, quando rientrando a casa più arrabbiato del solito si trova di fronte tre fantasmi, che rappresentano il passato, il presente e il futuro. Quest’incontro cambierà il suo modo di provare i sentimenti e di relazionarsi con gli altri. Scrooge si pentirà del proprio egoismo, del distacco dalla propria famiglia e del disprezzo per le cose che ha, dando un senso più profondo alla propria vita. Il cambiamento di Scrooge è totale: da avaro a filantropo, da gretto a benevolo. Un esempio di redenzione, una speranza per il futuro, un appello al pubblico a trovare o a ritrovare lo spirito del Natale e a farlo durare tutto l’anno.

Tra duelli e gag comiche, domenica 16 gennaio sarà la volta di Peter Pan, lo spettacolo musicale con canzoni originali e infine domenica 6 febbraio L’Orco Puzza, teatro d’attore con il coinvolgimento del pubblico che ha addirittura dato il via, visto il successo, a una serie di pubblicazioni per l’infanzia.

IL CALENDARIO

_Mercoledì 8 dicembre 2021, ore 16

Teatro Ragazzi: Il canto di Natale, la notte che cambiò il Signor Scrooge

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino

Dai 5 anni

Evento gratuito organizzato dal Comune di Nichelino

Prenotazione obbligatoria: www.teatrosuperga.it

_Domenica 16 gennaio 2022, ore 17

Teatro Ragazzi: Peter Pan

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino

Da 3 anni. Biglietti: 5 euro

_Domenica 6 febbraio 2022, ore 16

Teatro Ragazzi: L’Orco Puzza

Teatro Superga, via Superga 44, Nichelino

Da 4 anni. Biglietti: 5 euro

 

La stagione 2021-2022 del Teatro Superga è promossa dalla Città di Nichelino e Sistema Cultura, con il sostegno di Fondazione CRT e Regione Piemonte, firmata dalla direzione artistica di Alessio Boasi, Fabio Boasi e Claudia Spoto, in collaborazione con Piemonte dal Vivo. Produzione esecutiva Reverse Agency. 

Info

TSN Teatro Superga Nichelino

Via Superga 44, Nichelino

011.6279789 www.teatrosuperga.it

biglietteria@teatrosuperga.it

Reale Mutua Basket Torino – Pistoia 72 – 75: questa è Torino?

IL BASKET VISTO DA VICINO 

Primo quarto 20 a 9 per Pistoia. A 2’ scarsi dalla fine del secondo quarto Torino ha segnato 20 punti! Fortuna vuole che gli avversari siano privi del loro miglior giocatore e uno dei migliori del campionato (Jazz Johnson) e che grazie ad un finale “normale” di quarto la Reale Mutua vada all’intervallo sotto solo 29-35.

Ma questo non è buon basket. Dall’inizio dell’anno predico, non da solo, sulla scarsa qualità di questo campionato di A2, ma in questa mediocrità Torino sguazza bene e, nonostante la sconfitta odierna il record parla di 8 vinte e 2 sconfitte, quindi  … di che lamentarsi? Cominciamo con l’elenco… . Primo, mancanza assoluta di gioco; giro palla sterile e tiro di volontà da parte di quello che ha per ultimo la palla in mano. Facile che la palla non sempre entri. Secondo: sistema difensivo “osservativo”, cioè pressione solo con le gambe, non tattica difensiva di squadra e, soprattutto,  speriamo che sbaglino gli altri, cosa che capita fortunatamente sovente. È chiaro che se Torino non è i San Antonio Spurs gli altri non sono Golden State Warriors… . Terzo, tecnicamente alcuni giocatori sono inquietanti… .

Davon Scott, 22 punti, se solo fosse più abile nel gestire il proprio fisico e la propria mano non giocherebbe a Torino in A2, e quindi teniamocelo per quello che fa e speriamo in bene.

Trey Davies, “oggetto misterioso”, è comunque l’unico play che abbiamo e se si rende conto, lui e l’allenatore,  che alternative non ci sono, e comincia a giocare più in attacco (oggi 18 punti) forse si può migliorare.  A volte fa cose strane, ma mentre in campionati superiori il play quando entra in area sa di poter scaricare sugli esterni qui gli esterni guardano la partita… e quindi diviene tuttopiù difficile.

Abbiamo poi Landi che dopo aver concretizzato la rimonta con bombe importanti fino al pareggio di Torino segnando anche 15 punti, viene colpevolmente dimenticato da coach Casalone per quasi tutto il quarto finale non entrando più fino a fine partita… perché?

Gli altri? Poco o nulla pervenuti. De Vico commette due enormisciocchezze nella fase finale decisiva della partita. Sotto di due ma palla in mano si fa “bullizzare” da un giocatore avversario che commeterebbe fallo impedendogli di passare, ma la reazione da Cavalleria Rusticana con spintoni e finti pugni conducono al fallo antisportivo fischiato proprio a De Vico con perdita di possesso e due tiri e palla agli avversari.  Nell’azione dopo, lo stesso De Vico, genialmente sotto gli occhi di tutti gli arbitri rifila una gomitata al giocatore regalando altri due liberi a Pistoia che in pratica decidono la partita.

E gli altri? Alibegovic spettatore non pagante al Parco Ruffini,  Toscano passa molto tempo in campo ma con risultati davvero miseri. Scarsa purtroppo la prova di Pagani, inesistente quella di Zugno che riesce a far rimpiangere Penna e addirittura Traini… .

E quindi che dire? Questa  è Torino? No, questo è  questo campionato di A2: se segni vinci e ti dicono che giochi bene, se non segni, potresti vincere lo stesso perché gli altri sono come e peggio di te e puoi anche perdere, perché anche tu non sei un fenomeno… .

Il gioco  è quello che è e comunque, come disse Prince, Sign o’ the time,… il basket è fisico poco tecnico e ancor meno tattica. Basta poco per vincere ed è questa la sensazione che si ha dopo ogni partita. Magari a fine anno, per i playoff… , un giocatore aggiunto, magari di una squadra di A1 che non sarà qualificata ai playoff, potrebbe concretizzare i sogni della Torino del basket. Chissà,  magari domani appena svegli, grazie ad un buon “caffè “ …. Perché no?

Paolo Michieletto

Covid, il bollettino di lunedì 6 dicembre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.45

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 776nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 405dopo test antigenico), pari al 1,5% di50.208tamponi eseguiti, di cui45.336antigenici. Dei 776 nuovi casi gli asintomatici sono 511(65,9%).

I casi sono così ripartiti: 406 screening, 306 contatti di caso, 64 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 409.403, così suddivisi su base provinciale: 33.454 Alessandria, 19.783 Asti, 12.950 Biella, 58.660 Cuneo, 31.739 Novara, 217.948 Torino, 15.054 Vercelli, 14.777 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.694 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 3.344 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 40 (+4rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 460 (+20rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 13.197

I tamponi diagnostici finora processati sono 10.215.422(+ 50.208rispetto a ieri), di cui 2.536.627risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 11.906

Cinque decessi di persona positiva al test del Covid-19, nessuno di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 11.906deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.593 Alessandria, 726Asti, 441 Biella, 1.471 Cuneo, 954 Novara, 5.686 Torino, 548 Vercelli, 378 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 109 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

383.800GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 383.800(+483rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 31.167 Alessandria, 18.441 Asti, 12.094 Biella, 55.198 Cuneo, 29.937 Novara, 204.868 Torino, 14.184 Vercelli, 13.766 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.542 extraregione e 2.603 in fase di definizione.

Tutto facile per la Juve!

16esima giornata di campionato serie A: Juventus-Genoa 2-0
Cuadrado Dybala(J)

Con un netto 2-0 la Juventus batte un remissivo Genoa e sale su in classifica generale:3 punti importanti che risollevano il morale dei bianconeri,troppo presto tagliati fuori dalla lotta per lo scudetto ma desiderosi di dare ancora un senso a questo combattutissimo campionato che vede le prime 4 squadre, Milan,Inter,Napoli ed Atalanta già in fuga a contendersi la vittoria del campionato.
Pronti,partenza,via ed ecco
Il colpo di genio di Cuadrado, che al nono minuto sorprende tutti, da Sirigu ai compagni di squadra, grazie ad un tiro perfetto che si trasforma in gol direttamente dalla bandierina. Il monologo bianconero prosegue senza interruzioni, visto che il Genoa non dà alcun segnale di reazione e non riesce mai a tirare per tutto il primo tempo.
Stessa musica nella ripresa con i bianconeri padroni del campo che capitalizzano le tante occasioni fallite al minuto 81’col raddoppio di Dybala su un perfetto passaggio del rinato di Bernardeschi, stop e mancino a incrociare del fuoriclasse argentino che chiude la gara definitivamente contro un Genoa per nulla rivitalizzato dal cambio della panchina affidata a Shevchenko e che a questo punto rimane seriamente candidato alla retrocessione in serie B.

Vincenzo Grassano

 

Accadde oggi. Scifo lascia il calcio

È il 5 dicembre del 2000 quando il talentuoso regista belga di origini italiane Vincenzo Scifo lascia il calcio annunciando la sua decisione in una conferenza stampa.

Ha troppi guai fisici che non gli consentono di andare avanti e quindi all’età di 34 anni sceglie di appendere le scarpe al chiodo. Nato da una famiglia originaria della provincia di Agrigento emigrata in Belgio, Scifo si mette  in luce nell’Anderlecht come centrocampista elegante, dotato di un’ ottima visione di gioco.Arriva in Italia per la prima volta  all’Inter, nell’87-88 Torna poi nel nostro campionato nell’anno 1991-92 al Torino dove  lascia un’impronta indelebile raggiungendo con la maglia granata la finale di Coppa Uefa nel ’92, persa con l’Ajax e vincendo la Coppa Italia l’anno successivo contro la Roma.Grandi doti di palleggiatore,ottimo regista con una super visione di gioco,incantata il popolo granata con delle giocate strabilianti in un centrocampo del Toro che vanta giocatori come Martin Vazquez strappato nientemeno che al Real Madrid,Luca Fusi un muro difficile d’abbattere in coppia con Venturin.

Vincenzo Grassano

 

Torna in carcere dopo aver forzato un’auto

Lo hanno visto armeggiare in via Gressoney, nella notte fra martedì  e mercoledì, innanzi allo sportello di un’auto parcheggiata, guardandosi  intorno con circospezione; l’uomo,  un 34enne di nazionalità rumena, aveva appena estroflesso il montante dell’auto: all’arrivo dei poliziotti, si è accovacciato per terra per non essere visto; ai suoi piedi, gli agenti rinvenivano, sottoponendolo a sequestro, un cacciavite.  Inoltre, all’interno di uno zaino che l’uomo aveva con sé, venivano rinvenuti numerosi arnesi atti allo scasso, in merito al possesso dei quali per il trentaquattrenne è scattata la denuncia. Numerosissimi i precedenti di polizia del soggetto, la maggioranza dei quali specifici. Per l’uomo è scattato l’arresto per tentato furto aggravato.

Torino, la passione per il padel cresce inarrestabile

I dati della FIT parlano chiaro: in Italia si contano quasi 4000 strutture, + 120% negli ultimi 12 mesi. E Torino, ormai patria del tennis internazionale, si sta preparando a brillare anche fra le stelle del padel.

Proprio alle porte di Torino, a Grugliasco, apre più grande centro padel indoor del Piemonte, decisamente all’avanguardia in Italia per sicurezza e tecnologia.

L’obiettivo è quello di portare a Torino le migliori eccellenze internazionali, anche attraverso la partnership con FIT e M3 PADEL ACADEMY, l’accademia madrilena che collaborerà con Palavillage.

Palavillage è padel:

  • 9 campi panoramici indoor di ultima generazione con telecamera integrata e vetri stratificati per garantire i più alti standard di sicurezza in Italia: le tecnologie più all’avanguardia al servizio del piacere di giocare, stare insieme e divertirsi.
  • Due campi Padel Events, dotati di spalti per accogliere tornei e guest star.
  • Il primo campo Eyes On a Torino, dotato di sofisticati sistemi di video analisi già adottati dal circuito professionistico che realizzano immagini ad alta definizione elaborate in tempo reale per l’analisi del gioco
  • Manto in erba sintetica Mondo, lo stesso utilizzato nei campi del World Padel Tour
  • Accademy Sport: l’iniziativa speciale dedicata ai ragazzi dai 6-18 anni.
  • Corsi di tutti i livelli per adulti tenuti da maestri professionisti italiani e internazionali per imparare e perfezionare il gioco del padel
  • 5 coach internazionali: il direttore sportivo Simone Licciardi, lo spagnolo Nicolas Barroso Peña che ha allenato numerosi giocatori del World Padel Tour, Mauricio Lopez Algarra, dal Perù, già coach del numero uno Daniele Cattaneo e della numero uno Giulia Sussarello, nonché di Roberta Vinci, Riccardo Vaj, classe 2000 tra i più forti under 35 italiani e Luca Tonetti, istruttore FIT

Ma Palavillage non è solo padel; è un format nuovo e innovativoche porta a Torino l’esperienza del villaggio vacanze unendo sport e divertimento, tempo libero e cura di sé.

Nasce dalla visione dell’imprenditore Riccardo Zecchini che, dopo aver seguito per cinque anni lo sviluppo internazionale del padel, in sinergia con l’amico Marco Malara ha voluto creare attorno alla sua passione per lo sport un progetto mai visto prima in Italia.

Palavillage è un luogo di aggregazione per tutti, sportivi, gruppi, famiglie, amici, adulti e bambini, nel quale convivono, interconnessi fra loro:

Sport, 9 campi da padel, 3 da beach volley e una palestra fitness

Free time, uno studio di osteopatia e massofisioterapia, un centro benessere ed estetico e uno store per fare shopping

Work, un’area meeting e una dedicata al coworking

Family club, spazi per attività ludiche e didattiche per bambini e ragazzi e area ristorazione per tutta la famiglia gestita da Gerla 1927.

Palavillage è una risorsa per le famiglie che possono trovare corsi di padel per bambini e ragazzi ma anche un’area per lo studio pomeridiano assistito e un’area didattica con la presenza di partner come Bricks 4 Kidz®, leader mondiale nell’insegnamento delle materie scientifiche con i Lego®.

Palavillage è una risorsa per il territorio, capace di aggregare e al tempo stesso di offrire esperienze, opportunità e servizi, creando nuovi posti di lavoro e rafforzando le comunità locali. Molte le convenzioni e le collaborazioni già attive tra Palavillage e le realtà del territorio, strette con lo scopo di creare rete, e un circuito di solidarietà a più livelli. Da citare la collaborazione con il Comune di Grugliasco e G.O. (Grugliasco Oratori) per garantire spazi attrezzati e polivalenti ai cittadini e servizi di studio assistito e doposcuola ai ragazzi della città, e le diverse convenzioni con le aziende limitrofe, per ospitare eventi o usufruire dei servizi a prezzi calmierati.

Palavillage ha stretto una partnership con l’Università di Torino – Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione ed ha creato il centro studi “Scuola e Sport, un binomio possibile”, diretto da Stefano Capello, per offrire spazi e occasioni di approfondimento per tesi di laurea e dottorati.

Palavillage è il primo centro pilota di un progetto molto più ampio che, attraverso aperture in altre città italiane, punta a portare l’Italia del Padel sempre più in alto nei circuiti internazionali e a creare, attorno allo sport, centri di aggregazione attorno ai valori di rispetto, amicizia e divertimento.

Golosità sabaude. Il Natale di Marco Avidano

LA RIPARTENZA CON I DOLCI  DELLE FESTE REALIZZATI DAL PASTICCERE TORINESE 

All’ombra della Mole Antonelliana, il simbolo della città di Torino, in V.Po, una delle vie centrali che più rappresenta la storia della prima capitale d’Italia, la pasticceria “ Avidano” ha aperto il suo nuovo store , dove la tradizione dolciaria che Marco Avidano porta avanti da molto tempo, si è rinnovata nello spirito, nella realizzazione dei prodotti e nell’approccio al pubblico.

Dopo il punto vendita di Chieri, quello storico, la scommessa del pasticcere per decidere sull’apertura di un altro proprio a Torino, è avvenuta pensando “ in grande “ a questo Natale: noi de “ Il torinese” abbiamo quindi voluto scoprire un po’ di più sulla sua nuova linea di panettoni e di dolci pensati per queste festività che ci si augura possano essere davvero un volano in dolcezza per la ripartenza tanto desiderata.

1. Cosa vuol dire Natale per un pasticcere di esperienza come Marco Avidano?

E’ un punto di arrivo dopo quasi sei mesi di lavoro: ricerca delle materie prime, le prove per gli impasti, i test per i vari abbinamenti…soprattutto il periodo estivo è un periodo molto importante per la promozione della mia linea, in particolare dei lievitati per il Natale: la partecipazione agli appuntamenti previsti per gli addetti del settore sono occasioni interessanti per far conoscere il mio modo di lavorare e i prodotti ai quali mi dedico. Ritengo, infatti, che definire le linee di promozione, anticipando i tempi, è tutto tempo guadagnato nel momento in cui il pubblico dovrà recarsi concretamente in negozio ad acquistare. I canali social, per questo, mi hanno aiutato molto.

2. Perchè uno store a Torino? Cosa rappresenta per te?

La scelta di Torino è stata fortemente voluta. Spesso, scendendo da Chieri, passavo da Via Po e guardavo quasi con invidia questa sede che prima apparteneva alla pasticceria “ Gaudenti” . Avevo il desiderio di propormi sul territorio sabaudo per eccellenza, che mi desse la possibilità di far comprendere anche ai torinesi il mio radicamento alla città che si esprime nei miei dolci. Spero che il mio lavoro di “ promozione” di Torino, attraverso le mie lavorazioni, possa essere apprezzato.

3. Parliamo dei tuoi dolci e panettoni. Ci sono preparazioni particolari che ti rappresentano nel Natale della ripartenza o che vogliono omaggiare il tuo nuovo percorso nello store torinese?

Un dolce veramente dedicato alla mia nuova apertura non l’ho pensato, bensì uno che, oltre ad averlo realizzato sia come semifreddo che come pasticcino, rappresenta un omaggio a Torino e che ho intitolato L219 proprio a dare una forte connotazione cittadina al dolce. E’ realizzato a partire dai tre ingredienti del bicerin, bevanda tipica di Torino, composto da crema di latte, cacao e caffè: la rivisitazione è stata così realizzata in un dolce con alla base un disco di pasta frolla al cioccolato, sulla quale viene posato un cremoso alla panna con al centro una mousse di caffè. Il bicerin in versione “ mangereccia”!

Per ciò che riguarda i panettoni, invece, quelli che produco appartengono alla categoria “ bassi e glassati” . Il formato che realizzo è il “ Piemontese” , cioè il classico torinese, ma senza uvetta, e accompagnato esclusivamente da una gustosa glassa di nocciole, in omaggio al Piemonte e alla sua tradizione. I gusti sono 5 e li ho pensati anche per venire incontro alle esigenze del pubblico, ormai molto attenVto alla tipologia di farine utilizzate e agli abbinamenti: con le gocce di cioccolato, pere e cioccolato con farina di grani antiche, con le amarene – in omaggio al territorio di Pecetto e alla sua eccellenza, la ciliegia – , realizzato con una selezione di farine che si sposano bene con le amarene, e infine quello con le albicocche candite, prodotto con farina integrale. Per soddisfare,invece, gli amanti del pandoro ne propongo anche la linea “ piemontese”: un impasto un po’ più arricchito di burro e uova ( almeno durante le feste uno strappo alla dieta si può fare…) , cotto nello stampo del panettone, spennellato con una glassa di burro e zucchero e rivestito con della granella di nocciola. Lo realizzo da sempre, ho solo modificato le tecniche e i procedimenti di lavorazione, a dimostrazione che la mia pasticceria si è davvero innovata nelle modalità di proposta pur rimanendo fedele alla tradizione sabauda.

Per acquisti on line e delivery: https://www.avidano.it/shop/

Pasticceria ” Avidano ” : Torino, Via Po 14 , – Chieri , V,Vittorio Emanuele II, 46 

Chiara Vannini

Crediti ph: Davide Dutto