DAL PIEMONTE / Ha prelevato di nascosto le chiavi del bar di Vercelli dove lavora la fidanzata, e con un amico è entrato di notte, ha rubato la cassa ed è fuggito. Ma c’era il sistema di video sorveglianza a filmare i due. I ladruncoli sono giovani, uno minorenne, e sono stati denunciati dalla polizia per furto aggravato in concorso.
DI AUGUSTO GRANDI
Una nuova “Strada del vino”, la più lunga d’Italia (611 km), con il maggior numero di vitigni (23) e con il coinvolgimento di 102 comuni.
Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato (Alessandria), spiega che il riconoscimento è arrivato da un mese e che nell’arco di 3 mesi saranno pronti tutti i cartelli stradali. Ma già adesso funziona la mappa sul Gps. “Una strada da percorrere non solo in auto – aggiunge Riboldi – ma anche in bici, in carrozza, in moto, con auto d’epoca”.
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Casale Monferrato al centro della Strada del Vino più lunga d’Italia
Radicali: il Comune esponga bandiera ucraina
Nella giornata di mercoledì 30 Marzo, sul pennone libero del balcone di palazzo civico, a Torino, è stata issata una bandiera dell’Ucraina (ora rimossa). Il consigliere comunale di +Europa e Radicali Italiani Silvio Viale, capogruppo della Lista Civica per Torino, rivendica l’azione e afferma: “Il comune di Torino, come tanti altri comuni italiani, ha esposto sulla propria sede istituzionale la bandiera della pace. Ma non è sufficiente. Tutti auspichiamo che nel nostro mondo e nella nostra Europa ci sia pace, ma non a qualunque prezzo. In questa guerra c’è uno Stato aggressore: La Russia di Vladimir Putin, e uno Stato aggredito: l’Ucraina di Volodymyr Zelensky. La bandiera della pace è equidistante rispetto alle due parti ed è il motivo per cui è inaccettabile che il comune di Torino la esponga, senza schierarsi apertamente dalla parte di chi è vittima e non causa della guerra. La politica deve avere il coraggio di schierarsi: in questo caso, l’amministrazione della nostra città si schieri dalla parte della democrazia, della libertà, della sovranità e integrità territoriale dello Stato Ucraino, esponendo la bandiera gialla e blu: i colori di Torino, i colori dell’Unione Europea e i colori dell’Ucraina”.
I coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Daniele Degiorgis, Andrea Turi e Patrizia De Grazia; il Presidente di Radicali Italiani, Igor Boni e la coordinatrice di +Europa Torino, Beatrice Pizzini, sostengono l’azione del Consigliere Viale e si uniscono alla richiesta rivolta al comune di Torino: palazzo civico esponga orgogliosamente la bandiera dell’Ucraina in segno di solidarietà con le città assediate e bombardate.
Domani al via le manifestazioni di Torino e Pescara, a grandi passi verso lo sciopero del prossimo 8 aprile. Valorizzazione economica e sicurezza sul lavoro i temi caldi di una protesta senza fine.
ROMA 31 marzo – «I nuovi e scabrosi episodi di violenza che si sono consumati, negli ultimi giorni, rispettivamente all’ospedale di Torre del Greco (una infermiera 27enne picchiata a calci e pugni da 4 energumeni) e al Policlinico di Roma, in questo caso addirittura con l’aggressione di ben quattro operatori sanitari, non fanno che acuire il nostro malcontento e ci convincono sempre di più che solo “alzando la voce” e manifestando il nostro profondo dissenso verso una politica che ci ha gettato letteralmente nel dimenticato, possiamo, da una parte, raccontare alla collettività quanto sta accadendo nel nostro “febbricitante” sistema, dall’altra provare a spronare gli esponenti di questo Governo e delle Regioni, a svegliarsi dal torpore che per dare inizio a un nuovo futuro per la sanità italiana».
Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, presenta alla stampa le due nuove manifestazioni di protesta che prenderanno il via domani mattina, 1 aprile, a Torino (ore 10 davanti alla Prefettura) e a Pescara (ore 10 davanti alla sede dell’assessorato alla sanità), e che seguono nell’ordine quanto già avvenuto a Rimini, Ferrara, Genova, Milano, Trento, Palermo, Cagliari e Verona.
Si è così riaperta la calda stagione delle proteste degli infermieri italiani, tremendamente stanchi e vessati da una mancata valorizzazione economica , quella che ci colloca tristemente al terzultimo posto fra le retribuzioni dei sanitari dei Paesi Europei, davanti solo a Grecia ed Estonia.
In un clima di così forte incertezza, dove da settimane si protrae la trattativa per il rinnovo del contratto della sanità, per il quale si attende spasmodicamente il nuovo atto di indirizzo del Comitato di Settore per integrare le nuove risorse, che peraltro potrebbero non bastare alla luce di una inflazione che mette in ginocchio i lavoratori e le loro famiglie, gli infermieri non hanno altra scelta che quella di manifestare legittimamente le proprie istanze, che condurranno allo sciopero già ufficializzato per il prossimo 8 aprile e che con il blocco degli straordinari per ben sei giorni.
«Sicurezza sul lavoro e stabilità economica sono i temi caldi di una protesta che non si placherà finché questo Governo non ci guarderà negli occhi e deciderà finalmente di ascoltarci e di valorizzare la nostra figura professionale, così come meritiamo noi infermieri italiani», ribatte De Palma.
“Area contrattuale autonoma, maggiori risorse per le indennità specifiche degli infermieri e per tutti i professionisti della sanità, reale contrasto al fenomeno della violenza ai danni degli operatori sanitari, assunzioni a tempo indeterminato per rendere adeguate le dotazioni degli organici in sanità e la stabilizzazione del personale precario, rimozione del vincolo di esclusività”: sono questi i motivi chiave di una battaglia che vede ancora una volta gli infermieri, perno della sanità italiana, in prima linea, da Nord a Sud, rivendicare il proprio ruolo e combattere per un futuro della professione degno di tal nome.
L’Orchestra Polledro impegnata al teatro Vittoria martedì 5 aprile, nell’ambito della rassegna musicale
Sarà la musica di Wolfgang Amadeus Mozart protagonista del secondo concerto di primavera in programma martedì 5 aprile prossimo, alle 21, al teatro Vittoria, con l’Orchestra Polledro, nell’ambito della rassegna “Tempora mutantur”.
Sul podio Federico Bisio, direttore stabile d’orchestra, e primo oboe il maestro Carlo Romano, già primo oboe dell’Orchestra della RAI.
In programma la Serenata in Si bemolle maggiore KV 361 denominata “Gran Partita”, con Carlo Romano come oboe.
La Serenata n. 10 in Si bemolle maggiore K 361, nota anche come “Gran Partita”, fu probabilmente eseguita il 23 marzo 1784 nell’ambito di una “academie” del clarinettista Anton Stadler, presso il National Hoftheater di Vienna. Un articolo uscito in quell’occasione sul Wiener Blattchen annunciava di “un importante concerto di musica per fiati di un genere particolare, composto dal signor Mozart”.
Il resoconto di Gabriel Wilhelm Steinfeld conferma che si doveva trattare della “Gran partita”, titolo non originale, ma apposto da mano ignota sul manoscritto il quale, dopo un passaggio di proprietà, divenne accessibile agli studiosi solo dopo il 1942.
Notizie certe di una esecuzione della “Gran Partita” ci conducono a Vienna nel 1784, quando quattro movimenti della Serenata furono eseguiti dalla Harmonie, gruppo di fiati di un’orchestra, della Corte imperiale su iniziativa del clarinettista Anton Stadler.
Questa composizione, il cui manoscritto è conservato presso la Gertrude Clarke Whittall Foundation Collection, nella Libreria del Congresso a Washington, si discosta dal tema galante che risultatipico di molte serenate mozartiane precedenti. Questo brano prevede ben tredici strumenti, di cui dodici a fiato e contrabbasso, e rappresenta la più ampia e complessa delle opere di questo compositore. La presenza del contrabbasso ha lo scopo di rendere piena e corposa la linea del basso e, per questo motivo, non è corretto riferirsi a questa composizione come Serenata per tredici strumenti a fiato. La partitura originale non prevedeva la sostituzione del contrabbasso con il controfagotto; per la prima volta in una partitura di Mozart compare il corno di bassetto, un particolare tipo di clarinetto che suona una quinta sotto e che verrà utilizzato da Mozart anche ne “Il ratto del serraglio” e nel Concerto K 622, per il suo timbro più scuro e pastoso rispetto al clarinetto classico.
Nel catalogo mozartiano la Gran Partita occupa una posizione di particolare rilievo per la grandiosità della sua struttura formale, che conta ben sette movimenti, per la felicità dell’invenzione melodica e armonica, oltre che per l’originalità dell’organico strumentale. Al complesso tradizionale di due oboi, due clarinetti, due fagotti e due corni, Mozart aggiunse una seconda coppia di corni, il contrabbasso e due corni di bassetto, che fanno per la prima volta la loro comparsa nell’opus mozartiano.
L’impianto, che è quello della Serenata, presenta il primo movimento, un Largo, che si apre con un’introduzione lenta, quasi sinfonica, che verrà utilizzata poche altre volte dal musicista. L’introduzione così lenta in una Serenata risulta un aspetto piuttosto insolito, mentre sarebbe più usuale ritrovarla in una sinfonia o un in un quartetto.
L’Allegro molto, successivo, è costituito da un solo tema che si sviluppa nella capacità di dialogo tra i vari strumenti; i successivi sono due Minuetti con trii, che evocano melodie popolari. Tra di loro è racchiuso il celebre Adagio, che costituisce il punto più elevato della composizione e uno dei vertici della musica mozartiana sia per la ricercatezza del suono sia per la dolcezza della melodia e per la sua novità strutturale. Una sola coppia di corni sostiene e accompagna ora l’oboe, ora il clarinetto, ora il fagotto. Una Romanza anticipa il Tema con variazioni, in cui Mozart di volta in volta aggrega timbri strumentali.
Il finale è affidato a un Rondò. Allegro molto è un brano di grande colore, simile a una marcia, dove trova un’efficace espressione lo spirito gioviale e allegro del compositore, trattenuto solo da un uso contenuto del volume degli strumenti.
MARA MARTELLOTTA
Ente organizzatore:
Orchestra da Camera Giovanni Battista Polledro
info@orchestrapolledro.eu
Biglietti in prevendita 15 euro su www.ticket.it
20 euro la sera del concerto presso il Teatro Vittoria, via Gramsci 4, a Torino, a partire dalle ore 20.
Un fragrante cornetto, l’aroma inconfondibile di un caffè bollente oppure la dolcezza di una torta fatta in casa accompagnata con una spremuta di arancia. Il rito della colazione.
Sia che essa sia dolce, salata, abbondante, sana oppure assaporata di fretta prima di recarsi al lavoro oppure degustata con tutta la calma necessaria per iniziare con il piede giusto la giornata. Sono molti i torinesi che scelgono di consumare tranquillamente, seduti ad un tavolino di un bar o in una caffetteria, questo importante momento della giornata, mentre la città intorno a loro si risveglia.
Del resto Torino con i suoi caffè storici e l’allure un po’ bohémienne che si porta addosso è una delle città in cui quello che può rappresentare un semplice pasto della giornata può diventare un momento unico ed estremamente delizioso.
E tra le migliori colazioni che si possono consumare nella città sabauda vi sono alcuni posti assolutamente da provare e da non perdersi proprio nel quartiere di Vanchiglia.
Ecco quali sono i posti dove fare colazione in Vanchiglia a Torino.

Cereal’s Queen è il primo store di Cereali in Italia e tra le varie particolarità di questo estroso locale torinese vi è anche il fatto che si possono scegliere e poi consumare tra i più originali, bizzarri e golosi cereali in vendita in ogni parte del mondo.
Le papille gustative di chi ama degustare una tazza di latte e cereali all’ora della colazione ( ma anche a merenda e perché no a pranzo) non potranno che rimanere piacevolmente sorprese: non solo perché da Cereal’s Queen è possibile scegliere tra una numerosa varietà di cereali (prodotti sia nazionali ma soprattutto di importazione) ma anche perché si possono abbinare diverse tipologie di latte (e quindi anche i vegani o gli intolleranti al lattosio potranno rimanere piacevolmente soddisfatti) sperimentando anche l’extra di “tingere” il proprio latte dei colori dell’arcobaleno.
Unico neo il fatto che non si può prenotare un tavolo e per degustare una tazza di cereali al gusto caramello immersi in una latte di colore rosa sarà necessario per forza fare un po’ di coda.
“Locanda leggera” è da sempre sinonimo di green ed eco sostenibilità grazie alla politica che lo contraddistingue dello “zero waste” . Ma oltre ad essere un punto di riferimento per chi desidera ed ama acquistare prodotti sfusi (sia alimentari che non) questo locale green è anche uno dei luoghi dove consumare una perfetta colazione, sana e gustosa nel cuore di Torino.
Merito sicuramente della scelta delle materie prime, che sono sempre rigorosamente di qualità e fresche. Chi ha la fortuna di capitare vicino a questo locale in Vanchiglia nell’ora della colazione potrà scegliere tra una “breakfast” dolce a base di croissant, torte fatte in casa, pancakes, biscotti e muffin oppure salata propendendo per una versione british della prima colazione a base di uova e bacon.
Da sottolineare che Locanda Leggera è anche un locale vegan friendly e si possono scegliere tra numerosi dolci completamente senza latte, burro e derivati.
Un albero all’interno di un locale. Che idea bizzarra! Eppure allo “Share Wood” di Torino si può trovare anche questo: un maestoso albero che abbraccia l’intero locale e che con i suoi rami colorati arreda questa “caffetteria artistica” accogliendo i suoi visitatori per colazioni golose e fuori dall’ordinario.
L’originalità di questo luogo si riflette infatti anche all’interno del menù e oltre ai tradizionali prodotti di caffetteria in questo variopinto locale in Vanchiglia si possono trovare anche dolci inusuali per un classica colazione torinese come il brownie al cocco o l’american pie.
La sua vicinanza a Palazzo Nuovo e una sorta di quiete che avvolge naturalmente questo posto lo rendono uno dei luoghi per la colazione maggiormente frequentati dagli studenti dell’Università di Torino.
L’eleganza fa da padrona in questa caffetteria considerata uno dei posti migliori dove poter fare colazione nella zona di Vanchiglia a Torino.
Sarà per gli arredi di gusto un po’ retrò che abbracciano il barocco piemontese, sarà per gli ottimi prodotti di pasticceria sempre freschi e di qualità oppure sarà per la gentilezza e l’accoglienza offerta dai proprietari che da oltre 20 anni gestiscono il locale, ma la Caffetteria degli Angeli è sicuramente uno dei luoghi maggiormente scelti in questa zona di Torino per la colazione.
Appartato e sicuramente molto apprezzato da chi ama sorseggiare un caffè o un cappuccino lontano dalla folla del mattino è il dehor interno, creato ad hoc in questo stabile storico del centro di Torino.
Chi prova per la prima volta i croissant sfogliati e ripieni sfornati da questa “bakery” di quartiere non può che rimanere piacevolmente sorpreso dalla loro bontà.
Pasticceria fresca, cake design e farcitissimi cornetti rendono questa micro e coloratissima pasticceria nel cuore di Vanchiglia una delle mete preferite dei torinesi all’ora della colazione.
Sicuramente le dimensioni ridotte del locale, nonostante la presenza di un dehor esterno multicolore, sono una piccola nota negativa ma possono essere dimenticate presto soprattutto dopo aver visto la generosa quantità di farcitura delle brioche.
Rossella Carluccio
Concerto dedicato alle vittime del Ponte Morandi, in anteprima assoluta nel Duomo di Torino, sabato 2 aprile, presentato dall’Accademia Corale Stefano Tempia e dall’Accademia della Cattedrale di San Giovanni, con il patrocinio del Rotary Club Torino Duomo
Il Ponte Morandi e la sua caduta. Una tragedia da non dimenticare, le cui vittime riceveranno un omaggio da parte della musica.
L’Accademia Corale Stefano Tempia e l’Accademia della Cattedrale di San Giovanni, il Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi e il Rotary Club Torino Duomo presentano, infatti, in anteprima nazionale, il 2 aprile prossimo alle 21 il concerto del ricordo e della speranza dedicato alle vittime del Ponte Morandi.
Il concerto, in programma in anteprima nazionale nella Cattedrale di San Giovanni Battista in piazza San Giovanni, con il sostegno del Rotary Club Torino Duomo, presenta un programma che abbina tre brani commissionati per l’occasione alla “Pastorale d’ete’” per Orchestra di Honegger e al tenero brano del “Siegfried-Idyll”di Richard Wagner.
I brani commissionati per l’occasione sono il “14 agosto” per mezzosoprano, coro e orchestra di Giuliana Spalletti (è stata il 14 agosto 2018 la tragica data in cui si verificò il crollo del ponte Morandi di Genova), “Disoriente”, per mezzosoprano e orchestra,di Marco Sinopoli e “Vele di luce”, per mezzosoprano e orchestra,di Giancarlo Zedde.
L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Genova e dell’Arcidiocesi di Genova, oltre a celebrare la memoria di questa spaventosa tragedia, consentirà al pubblico di ascoltare in prima esecuzione assoluta tre opere di autori contemporanei, che risultano di ampio respiro, nell’esecuzione della mezzosoprano torinese Laura Capretti e dell’Orchestra e Coro dell’Accademia Stefano Tempia, diretta dal maestro Luigi Cociglio. Dopo la dura fase della pandemia, finalmente Coro e Orchestra tornano a realizzare una grande produzione sotto la direzione del maestro Antonmario Semolini, nuovo direttore musicale. I brani di Spalletti, Zedde e Sinopoli, composti su testi poetici di Bottino, sono in prima esecuzione assoluta.
“14 agosto” risulta la presa d’atto e di coscienza della tragedia avvenuta con il crollo del Ponte Morandi, oltre che una progressiva consapevolezza del fatto che tale cafastrofe, inizialmente assolutamente incredibile, abbia generato una sorta di dolore cosmico, senza, comunque, mai perdere il contatto con la realtà della cronaca e della storia umana.
Il brano “Vele di luce” rappresenta un vero e proprio inno alla città di Genova, alla sua anima che è stata ben descritta dal poeta Anton Cechov con le seguenti parole “Per le strade di Genova cammina una folla meravigliosa. Quando si esce, di sera, tutta la strada è colma di gente. Poi te ne vai a zonzo, senza una meta, tra quella folla; vivi della sua vita, ti confondi a lei nell’anima; e cominci a credere che possa esistere una sola anima universale”.
“Disoriente” rappresenta una riflessione sui segni dei tempi che stiamo vivendo, sullo spaesamento, il disorientamento, lo smarrimento dei punti cardinali tradizionali e sulla necessità del recupero del senso dell’umanità come bussola per ristabilire una piena alleanza con la natura e una direzione per l’esistenza.
La “Pastorale d’ete’” venne composta da Arthur Honegger nel 1920, appena tre anni prima del “Pacific 231”, la musica delle macchine. Ispirata alla poesia di Arthur Rimbaud, mantenne una provocazione a livello di soluzioni strutturali, in cui la partitura risulta per archi, fiati singoli e corno. È stata ispirata al compositore anche da un soggiorno sulle Alpi Svizzere sopra Berna e rappresenta il suo primo lavoro di rilevante importanza prima dell’”Horace vittorieux”, che scrisse nell’inverno del 1920/21.
L’Idillio di Sigfrido è una composizione per orchestra da camera che Richard Wagner scrisse nel 1870, nata quale regalo di compleanno per sua moglie Cosima, figlia del compositore Liszt, sposata il 25 agosto. La sua prima esecuzione si tenne, infatti in forma privata nella mattina di Natale di quello stesso anno presso la villa dei Wagner. I due temi principali sono il tema iniziale della Pace, anche chiamato tema dell’”amata immortale”, che evoca, molto probabilmente, la serenità della vita domestica e familiare del compositore in quel periodo, e il tema rappresentante il personaggio di Siegfried. L’orchestrazione originale prevedeva flauto, oboe, due clarinetti, fagotto, due corni, tromba e archi.
Il concerto vuole esprimere una nuova idea di Umanesimo, capace di porre, più che l’uomo, il rapporto uomo-natura al centro di una nuova cosmologia. Questo progetto memoriale dedicato alle vittime del Ponte Morandi segue una costellazione di fatti e stati d’animo, a partire dal crollo, attraverso la lacerazione, la tragedia, quindi il soccorso, la solidarietà, la rinascita spirituale e il desiderio di riconciliazione e di redenzione, di rinnovamento dell’alleanza tra l’uomo e la natura.
Un sottile fil rouge accomuna i cinque brani proposti nel concerto; si tratta, infatti, di cinque “isole” di un arcipelago il cui centro è costituito dall’impulso, dallo slancio vitale, nonostante tutto, e soprattutto dalla speranza, nonostante l’irrompere del male nella quotidianità.
Si tratta di un’alternanza di forme creative e stilistiche che rappresenta uno degli assi portanti dello spirito e della progettazione dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni, che costituisce il centro di irradiazione culturale e artistica del Duomo di Torino.
Il concerto verrà poi eseguito il 3 aprile, sempre alle 21, in prima esecuzione nazionale assoluta, a Genova, presso la Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, in piazza Nunziata 4, con ingresso libero.
Per informazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 scrivere a
segreteria@stefanotempia.it oppure telefonare al numero 3899117174.
Mara Martellotta
DALLA REGIONE
Venticinque milioni e 700mila euro per le attività produttive, compreso l’artigianato, nel 2022, a cui va aggiunto il miliardo e mezzo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr): è quanto ha annunciato in Terza commissione l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano in occasione dell’esame – per l’espressione del parere consultivo – del Bilancio di previsione 2022-2024.
Lo stesso Tronzano ha poi anticipato lo stanziamento di 4 milioni e mezzo di euro per le imprese che vogliono acquisire le aziende in crisi, in maniera tale che si possano finanziare le domande che sinora erano state escluse per mancanza di fondi.
“Manteniamo tutti gli stanziamenti destinati agli artigiani rispetto al 2021, così come per l’editoria locale e per quanto riguarda i voucher per la partecipazione a eventi come ‘Restructura’ e ‘Artigiano in Fiera’. Seppur in un bilancio difficile, pertanto, non abbiamo apportato tagli” ha spiegato l’assessore.
Per delucidazioni sono intervenuti Raffaele Gallo (Pd), Sean Sacco (M5s) e Marco Grimaldi (Luv).
La commissione, presieduta da Claudio Leone, esaurito l’esame degli assessori per quanto riguarda le varie materie di competenza, ha espresso a maggioranza parere consultivo favorevole al Bilancio.
La donna ha chiesto aiuto al vicino di casa
Non accettava la fine della loro relazione e per questo vessava la sua ex compagna con continue minacce e appostamenti. L’ultimo episodio è avvenuto domenica pomeriggio quando la donna, seguita sotto casa e minacciata con una bottiglia di vetro, ha chiesto aiuto al vicino, che dopo aver messo al sicuro la donna all’interno dello stabile, ha chiamato il Numero Unico di emergenza.
La condotta dell’uomo non si è placata neanche all’arrivo degli agenti del Commissariato Madonna di Campagna: ha continuato a rivolgere minacce e insulti alla donna e al suo ex marito.
L’uomo è stato così arrestato dagli agenti per il reato di atti persecutori e condotto presso la locale casa circondariale.
Le Terre del Monviso, con altre due aree in Emilia Romagna e Abruzzo, saranno uno dei progetti pilota
Il presidente Cirio e il vicepresidente Carosso: “Un risultato importante che premia la nostra capacità progettuale,
ma è solo l’inizio. Con il bando di settembre e le nuove aree interne daremo supporto,
risorse e futuro a tutte le vallate della montagna piemontese”
Il Piemonte è una delle tre regioni italiane scelte dal Governo per lanciare il progetto sperimentale delle “Green communities”, ovvero comunità locali costituite da territori rurali e di montagna che intendano sfruttare in modo equilibrato tutte le risorse principali di cui dispongono. Previste dalla legge di stabilità del 2016, potranno ora contare su risorse importanti in arrivo grazie al Pnrr che stanzia in particolare 135 milioni di euro per la creazione in Italia di 33 “comunità verdi”.
Le prime tre a partire in modo sperimentale, con uno stanziamento di 6 milioni di euro, saranno le “Terre del Monviso” in Piemonte, “La montagna del latte” dell’Unione montana dell’Appennino Reggiano in Emilia-Romagna e il “Parco Regionale Sirente Velino” in Abruzzo. I tre progetti pilota sono stati annunciati questo pomeriggio dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, nel corso di una conferenza stampa a Roma a cui ha preso parte il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme al collega dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e il vice presidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente.
«Siamo grati al Governo e al ministro Gelmini di aver scelto il Piemonte – sottolineano il presidente Cirio e il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso –, perché questo premia la nostra capacità di progettare e ottenere le risorse europee, ma premia anche le politiche di sviluppo sostenibile che stanno animando in ogni ambito le azioni della nostra Regione. Questa scelta è il primo atto concreto di un percorso che è solo all’inizio e che ci permetterà, attraverso le green communities e le nuove aree interne, di dare una risposta economica per il futuro delle nostre montagne. A settembre il Governo lancerà il bando nazionale su cui candideremo le altre aree piemontesi idonee a ottenere il riconoscimento, che in base ai criteri del Pnrr devono avere almeno l’80% dei comuni montani. Attualmente quelle adatte in Piemonte, non ancora inserite in filoni di finanziamento dedicati, sono cinque: Pinerolese e Alto Canavese in provincia di Torino, Alta Val Tanaro nel Cuneese, Terre del Giarolo nell’Alessandrino e la Valsesia in provincia di Vercelli. Confidiamo di poter avere il via libera a tre di queste aree, che si aggiungeranno a quella sperimentale delle Terre del Monivso. Le due restanti le candideremo come nuove aree interne, accanto alle quattro già confermate delle Valli di Lanzo, Valli dell’Ossola, Valle Bormida e Valli Maria e Grana. In questo modo daremo vita a una programmazione che coinvolge tutte le aree delle nostre vette alpine, nessuna esclusa. Perché, per una terra che si chiama “Piemonte”, la centralità e il benessere della montagna sono elementi imprescindibili e fondamentali per ogni strategia che guarda al futuro».
Ai 135 milioni del Pnrr per le green communities si affiancheranno altri 100 milioni per il 2022 e 200 milioni di euro strutturali a partire dal 2023, che il Governo ha già previsto per la montagna con l’ultima legge di bilancio.
«I tre progetti pilota rappresentano best practices a livello nazionale, fortemente rappresentative della volontà del governo di valorizzare i territori, montani e appartenenti alle aree interne, che possano fungere da volano di sviluppo per l’intero Paese – ha affermato il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini –. Sia per questi che per i successivi 30 progetti, verranno coinvolti Regioni, Province, Comuni, associazioni, cittadini e imprese. La collaborazione interistituzionale è il pilastro sul quale edificare l’impianto dell’intero investimento previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’intervento delle ‘Green Communities’ si inserisce nel più ampio quadro strategico e normativo che si sta delineando con il disegno di legge sulla montagna, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, che vede le montagne italiane protagoniste anche nel Pnrr».
Il progetto Green community “Terre del Monviso” prevede il coinvolgimento di un’area vasta comprensiva del 75% di Comuni montani e caratterizzata dalla presenza di aree protette. Tra le principali attività ci sono: la creazione di un progetto di housing sociale, coniugando la natura turistica della montagna con un nuovo approccio di abitabilità permanente ovvero destagionalizzata; la riqualificazione edilizio-energetica di edifici pubblici; l’implementazione di una comunità energetica locale pubblico-privata e lo sviluppo di turismo sostenibile che coinvolga tutti i territori rurali della community.
Il progetto si è classificato tra i primi in Italia per la completezza della proposta, con riferimento in particolare:
-all’ambito territoriale considerato (29 comuni ricompresi nell’ambito territoriale integrato di Saluzzo, con superficie pari a 903 kmq di cui 675 ricompresi in comuni montani);
⁃ la presenza di risorse ambientali qualificanti (il Monviso e l’asta del fiume Po);
⁃ la presenza di una rete ecologica locale costituita da 1 parco naturale, 8 riserve naturali, 7 Zone speciali di conservazione e 1 SIC;
⁃ la presenza della prima riserva trasfrontaliera italiana MaB Monviso, in cui sono attivati laboratori collettivi nei quali attuare politiche di sostenibilità;
⁃ la presenza di forme di aggregazione consolidata: 2 Unioni montane (Val Varaita e Alta Valle Monviso), 1 GAL (Tradizione delle terre Occitane), un contratto di Fiume (Alto Po), il consorzio BIM del Po;
⁃ un approccio integrato alla progettazione (Monviso Smart e Green Community, una Montagna di futuro, distretto del commercio);
⁃ presenza di sistemi di impresa (contratto di rete del Polo del Legno del Monviso);
⁃ esperienze progettuali trasfrontaliere (Pit Monviso L’uomo e le Territoire, Piter Terres Monviso).
Accanto a tutto questo, un ruolo determinante è stato giocato anche dalla presenza di un piano strategico sostenibile, promosso dai Comuni durante il tour che la Regione Piemonte ha lanciato lo scorso anno per raccogliere le progettualità e priorità dei diversi territori durante la stesura del Documento Strategico Unitario, ovvero il documento per definire e pianificare l’uso delle risorse ingenti che, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e i fondi strutturali della programmazione 2021-2027, arriveranno dall’Europa da qui ai prossimi 7 anni.