ilTorinese

Consumo sostenibile, alimentazione e salute

Interverranno Slow food e Action Aid che presenteranno le attività sul diritto al cibo in ambito urbano e sulla lotta allo spreco

 

eataly campanile
Giovedì 13 novembre alle ore 15.00 presso Eataly si terrà una conferenza per approfondire le tematiche di Expo2015. Verranno affrontate le questioni di  consumo sostenibile e consapevole, la qualità dell’alimentazione e la salute del consumatore. Interverranno Slow food e Action Aid che presenteranno le attività in merito al diritto al cibo in ambito urbano, la lotta allo spreco e il progetto Last Minute Sotto Casa, la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Maria Caramelli che parlerà dell’importanza della qualità dell’alimentazione degli animali, l’influenza che la globalizzazione, le diverse culture del cibo ed i cambiamenti degli stili di vita hanno sulla sicurezza alimentare, il Dott. Andrea Pezzana che spiegherà l’influenza che la qualità del cibo ha sulla nostra salute e sullo sviluppo di malattie, allergie e intolleranze e l’ex Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino, Marco Grimaldi che illustrerà i progetti per introdurre forme di agricoltura urbana sul territorio. A seguito della conferenza per coloro che lo richiederanno (fino ad esaurimento posti) sarà possibile effettuare un tour GRATUITO della struttura con i responsabili di Eataly che illustreranno la filosofia e la storia dell’azienda.

 

Per maggiori informazioni e per prenotare il tour gratuito potete consultare la pagina facebook “Giovani nel Mondo – Piemonte”, dove è indicato un link di registrazione all’evento, oppure scrivere a federica.turina@romemun.org

Il freddo di Helsinky gela i Granata

toro bandieraHelsinky Torino 2-1

 

La qualificazione ai sedicesimi è ancora una missione possibile: a due giornate dal termine  del girone Bruges (che è primo con 8 punti) il Toro è a 7 davanti a Copenaghen ed Helsinki. Tutto dipende da Toro-Bruges del 27 novembre all’Olimpico. Intanto, per la prima volta i Granata si fermano in Europa League. Il Torino, infatti, è stato battuto 2-1 ad Helsinki dai padroni di casa finlandesi. Primo tempo caratterizzato dal palo di Sanchez Mino, e nella ripresa i finnici sbaragliano la difesa del Toro, con le reti di Baah e Moren. Quagliarella segna al 90°.

 

(Foto: il Torinese)

Da Gaia le vellutate ma non solo

Frappé, frullati, macedonie, yogurt, torte dolci o salate, panini , ricche e gustosissime insalate. E il cavallo di battaglia? Le vellutate. Meritano per i loro accostamenti originali, come ad esempio carote, zucca e latte di cocco, per la loro consistenza cremosa.  Vengono servite con crostini di pane all’olio e micro pizzette

 

 

gaia i fruttiAnche voi fate parte di quelli che ogni mattina si ripropongono di trascorrere una giornata all’insegna del benessere, del cibo salutare  e fare incetta di vitamine per sentirsi in forma e splendidi splendenti ? E poi puntualmente in pausa pranzo alla visione della solita boule di insalata decidete che tutto sommato ancora per oggi, potete concedervi un untuosissimo piatto che non preveda nemmeno una triste foglia di qualunque tipo di verdura?  E, perché no, magari passate nelle ore successive a qualche aperitivo e  a casa per cena, per stanchezza o pigrizia, di nuovo cibo saturo di grassi,perché diciamolo, lavare e tagliuzzare insalatina e verdurine per quanto buone e benefiche che siano, non è sempre uno spasso dopo una giornata di lavoro e tanta fame.

 

Allora, ecco che arriva a sostegno delle nostre giornate all’insegna del wellness  i Frutti di Gaia, un nature bar nel centro di Torino.  In via San Francesco D’Assisi 14, tra banche , uffici e fermate di tram, spicca una bella vetrina fresca e colorata; è impossibile non notare il tripudio di frutta e verdura nel bel mezzo dello smog. All’interno del locale , dove sedie tavolini e pareti sono rigorosamente creati e dipinti con materiali naturali provenienti dai vegetali (come la pittura di mirtillo o spinaci), è possibile consumare a partire dalla colazione magari con un gustoso muffin, frappè, frullati, macedonie, yogurt, torte dolci o salate, panini , ricche e gustosissime insalate e il cavallo di battaglia se così si può definire, di questi spacciatori di cibo sano che sono le vellutate. Meritano per i loro accostamenti originali, come ad esempio carote zucca e latte di cocco, per la loro consistenza cremosa, e vengono servite con crostini di pane all’olio e micro pizzette.

 

I Frutti di Gaia cura il benessere quotidiano anche a casa perché infatti si può scegliere se consumare sul posto queste stuzzicanti, naturali e fresche ricette, o portare tutto a casa, perché è anche take away. Dopo queste informazioni, si sono ridotte le scuse per non mangiare sano e per non gustare la naturale delizia del benessere  passando per i Frutti di Gaia.

C.V.

 

I Frutti di Gaia, via San Francesco d’Assisi 14 – Torino

 

(Foto: il Torinese)

Il Monviso visto dal Lingotto

monviso lingottoLa foto scattata da Luigi Bruno per il Torinese dalla passerella dell’Arco olimpico del Lingotto ritrae un bella veduta del Monviso. Sembra sia a due passi da Torino.

Firme tarocche? Il Tar decide sulle liste di Chiamparino

La decisione dei giudici amministrativi dovrebbe giungere in serata o domani, poichè la materia elettorale prevede tempi brevi

 

tar tar

Torna il tormentone delle firme presunte tarocche che potrebbero invalidare il voto regionale, così come avvenne per l’elezione di Roberto Cota. Teme anche Sergio Chiamparino? Oggi l’udienza al Tar del Piemonte (nella foto la sede in corso Stati Uniti) per esaminare il ricorso presentato contro alcune delle liste che sostenevano la candidatura del governatore di centrosinistra. La decisione dei giudici amministrativi dovrebbe giungere in serata o domani, poichè la materia elettorale prevede tempi brevi.

 

(Foto: il Torinese)

Anche a Montalto Dora arriva il finanziamento “Scuole Sicure”

SCUOLA4E la minoranza di Ambiente e Salute presenta quattro mozioni

 

Anche a Montalto Dora, il paese che ha dato i natali a Salvator Gotta sta per arrivare il finanziamento “Scuole sicure”. Il consiglio comunale delibera una variazione di bilancio di 170mila euro che consentirà l’attuazione di un progetto che comprende la messa a norma delle dotazioni antincendio e l’adeguamento dei servizi igienici. Intanto il gruppo “Ambiente e Salute” (Massimo Stevanella, capogruppo, Ascanio Scelsa, Gianfranco Anrò ed Anna Rosselli) ha presentato quattro mozioni, frutto di un incontro pubblico della settimana scorsa, seguendo l’impostazione data sin dalla campagna elettorale di democrazia partecipata. I documenti che verranno analizzati dal “parlamentino” comunale riguardano il trattamento dei rifiuti a freddo al posto del pirogassificatore di Borgofranco, l’installazione della videosorveglianza nei punti ritenuti maggiormente critici, la comunicazione ai cittadini delle sedute di consiglio comunale attraverso il display luminoso e, infine, la valutazione dell’opportunità di installare luminarie  ed addobbi in paese in vista delle festività natalizie.

 

Massimo Iaretti 

Papa Francesco: “Sarò a Torino il 21 giugno”

“A Dio piacendo mi recherò in pellegrinaggio a Torino”. Correva l’anno 1578 quando per la prima volta la Sacra Sindone venne portata in città

 

papa francisPapa Francesco sarà in città il prossimo 21 giugno, in occasione dell’Ostensione della Sindone. E’ stato lo stesso pontefice a dare la notizia durante l’udienza in Vaticano, dove era presente una delegazione torinese. “Sono lieto di annunciare che – ha detto il santo padre – a Dio piacendo, il 21 giugno prossimo mi recherò in pellegrinaggio a Torino per venerare la Sacra Sindone e onorare san Giovanni Bosco, nella ricorrenza bicentenaria della sua nascita”.  Entusiasmo da parte del sindaco Piero Fassino  che si dice “orgoglioso della visita” e dell’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia: “è motivo di speranza”. Mentre il consigliere comunale Giuseppe Sbriglio presenta una mozione che, sottolineando “le origini piemontesi del Papa ed il legame profondo che egli ha dimostrato avere con il nostro territorio” propone di fare di Francesco un cittadino onorario di Torino.

 

 E’ stato tanto “cool” per chi è  piemontese,  il fatto che Papa Francesco abbia usato, tempo fa, all’ udienza generale  l’espressione dialettale ”munia quacia”, (si pronuncia più o meno “mugna”) traducibile con “aspetto da acqua cheta”, prostrata e dimessa almeno all’apparenza. Il santo padre, che non ha mai fatto mistero dell’attaccamento alle proprie radici,  ha usato lo “slang” della sua antica terra di origine per attaccare quegli ipocriti che si mascherano dietro una facciata umile ma che, in realtà, non è tale. Un grande comunicatore, bisogna riconoscerlo. In quell’occasione è stato (inconsapevole?) testimonial del Piemonte e della sua cultura. duomo

 

Non si conosce ancora la durata della visita. Un giorno o due? Certo, il pontefice aveva espresso il proprio desiderio di andare a far visita ai suoi parenti, sia a Portacomaro nell’Astigiano, sia a Torino. Ma l’agenda del vescovo di Roma è ovviamente fittissima. Il capoluogo regionale, con la visita del Papa, celebrerà in grande stile l’Ostensione della Sindone e il bicentenario di don Giovanni Bosco. In città sono previste nei prossimi mesi centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Un momento importante per i fedeli e anche per l’immagine di Torino e del Piemonte.

 

Correva l’anno 1578 quando per la prima volta la Sacra Sindone venne portata a Torino per offrire all’Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, la possibilità di venerarla risparmiandogli il lungo viaggio fino a Chambèry. Da quella data in poi, la Sacra Sindone è stata mostrata pubblicamente in più occasioni. Ed il prossimo anno, dopo 5 anni dall’ultima esposizione, sarà nuovamente mostrata al pubblico a Torino, in occasione delle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita di San Giovanni Bosco.

 

I pellegrini avranno così l’occasione di ammirare dal vivo il Sacro Lenzuolo funebre in cui, secondo la tradizione, venne avvolto il corpo di Cristo dopo la deposizione dalla croce.L’esposizione pubblica della Sindone partirà il 19 aprile e durerà fino al 24 giugno 2015, festa di San Giovanni Battista (patrono di Torino) e onomastico di Don Bosco, “Padre e Maestro dei giovani”. In pochi mesi sono state migliaia le adesioni dei volontari che hanno dato la loro disponibilità per la straordinaria ostensione,  Per loro è stata anche celebrata, pochi mesi fa,  una messa speciale nel Duomo dove, a prendere la parola, è stato il presidente della Commissione diocesana per la Sindone e vicepresidente del Comitato organizzatore dell’ostensione, Don Roberto Gottardo.

 

sindoneGottardo ha celebrato messa e parlato ai presenti del significato della Sindone, cosa che verrà fatta ogni mese per mantenere alto il senso dell’ostensione e alimentare le motivazioni dei volontari. Ai volontari, tra cui alcuni giovanissimi, è stato chiesto di garantire possibilmente un turno a settimana per dieci settimane; il reclutamento ovviamente continuerà nei prossimi mesi presso la segreteria di Via Cappel Verde, angolo via XX Settembre. L’ Ostensione della Sindone a Torino del 2010 portò nel capoluogo piemontese oltre un milione e mezzo di pellegrini ma, per quella in programma nel 2015, forse complice la coincidenza con l’Expò di Milano e soprattutto complice la notizia della visita straordinaria in quei giorni di Papa Francesco, si prevede che l’affluenza di pellegrini e turisti a Torino potrebbe essere duplicata rispetto all’ultima volta.

 

Simona Pili Stella

 

Beccata la gang dei bancomat

La banda ha probabilmente messo a segno decine di colpi in Piemonte, per un totale di oltre 2 milioni di euro

 

banche matSvaligiavano  i bancomat senza l’utilizzo di esplosivi, utilizzando chiavi clonate e codici riservati. I componenti della banda sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Torino. I malviventi erano tre, con l’aiuto di tecnologie avanzatissime avevano appena “prelevato” oltre 200mila euro la cassaforte di un bancomat. La banda ha probabilmente messo a segno decine di colpi in Piemonte, per un totale di oltre 2 milioni di euro.

 

(Foto: il Torinese)

Regione: “Tavolo di lavoro per malati disabili”

consiglio X 1La Commissione Sanità: sarà aperto alle associazioni per consentire ai malati con disabilità di godere dei livelli essenziali di assistenza

 

“Istituire in tempi brevi all’interno della Commissione Sanità un tavolo di lavoro aperto anche alle associazioni per approfondire e affrontare le criticità dei modelli assistenziali per le persone non autosufficienti”. Lo ha annunciato mercoledì 5 novembre il presidente della Commissione Domenico Ravetti al termine dell’audizione con i rappresentanti del Coordinamento Sanità e Assistenza.

 

All’incontro, cui ha preso parte anche il presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus, sono intervenuti anche componenti della Consulta persone in difficoltà e della Federazione superamento dell’handicap per chiedere l’abrogazione di alcune delibere della precedente legislatura che paiono impedire ai malati con gravi disabilità di godere pienamente dei livelli di assistenza essenziali e indifferibili, cui ogni cittadino ha diritto, e di dare finalmente attuazione alla legge regionale n. 10 del 2010 sui servizi domiciliari per persone non autosufficienti.

 

Al termine dell’audizione, la Commissione ha svolto una serie di consultazioni con i rappresentanti di Cgil Piemonte, Atc Torino e Adiconsum in merito alla proposta di legge sull’indicatore del quoziente familiare, riassunta dal consigliere Maurizio Marrone (FdI) tra quelle presentate nella scorsa legislatura senza terminare l’iter in Commissione.

 

Pur non contrari all’ispirazione e all’impostazione generale del provvedimento, i consultati hanno evidenziato che esso non tiene conto del fatto che l’attuale Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), in vigore dal 1998, verrà sostituito a partire dal 1° gennaio 2015. Il consigliere Marrone si è dichiarato disponibile a emendare in futuro la proposta alla luce dei nuovi criteri Isee.

 

(www.cr.piemonte.it)

I giovani artisti di “Beware wet paint”

Un dato emerge lampante: Internet ed i nuovi mezzi di comunicazione digitale sono fonti d’ispirazione comune alle giovani leve in mostra. Ed ecco la nuova arte 2.0 , dai connotati fortemente interdisciplinari

 arte sandrettoarte sandretto 2

Attenzione, pittura fresca, anzi freschissima, dato che stiamo parlando delle nuove tendenze artistiche internazionali, in mostra alla Fondazione Sandretto Re Rebaugengo (29 ottobre- 1 febbraio 2015) a “Beware wet paint”. L’allestimento fa il punto sulla nuova pittura ed è tra i più importanti dell’anno; organizzato in collaborazione con l’Institute of Contemporary Arts –ICA di Londra, curato dal suo direttore Gregor Muir.

 

E’ la collettiva di 11 affermati giovani artisti che stanno tracciando l’arte del  XXI secolo,  affiancati da due mostre monografiche: una dei lavori giovanili, di David Ostrowski e l’altra di Isa Genzken che, per la prima volta, presenta in Italia un ciclo di opere meno conosciute rispetto alle sculture ed installazioni che sono la cifra della sua fama.

 

Un dato emerge lampante: Internet ed i nuovi mezzi di comunicazione digitale sono fonti d’ispirazione comune alle giovani leve in mostra. Ed ecco la nuova arte 2.0 , dai connotati fortemente interdisciplinari.

 

-A partire da Cristopher Wool, l’artista più maturo tra quelli in mostra, considerato il più importante pittore americano vivente. Raggiunse la fama negli anni 80 con opere per cui adoperava rulli incisi con disegni floreali e geometrici, impressi in smalto nero su fondo bianco. Celebri anche i suoi “Word paintings” in cui parole e frasi sulle tele creano un interessante connubio tra linguaggio ed immagine. I suoi lavori successivi sono dominati da cancellature, scarabocchi, macchie ed abrasioni che rimandano alle caotiche realtà urbane.

 

-Altrettanto importante è Jeff Elrod, che combina astrazione pittorica e tecnologia digitale. All’origine della sua arte il periodo in cui, negli anni  90, lavorò di notte come tecnico addetto alla composizione delle fotografie per un quotidiano; è allora che, approfittando di stampanti e computer, iniziò ad usare un mouse per dipingere. Oggi proietta su tela i suoi disegni digitali, poi con lo spray ne ripassa le linee coperte da nastro adesivo che, una volta levato, rivela l’opera finita.

 

Accanto a questi  due mostri sacri, ecco i giovani che ne rappresentano l’evoluzione.

 

-Korakrit Arunanondchai, vive tra Bangkok e New York (dove recentemente ha presentato un’installazione al Museum of  Modern Art) e veleggia tra diverse forme espressive: pittura, performance e installazioni multimediali. Ama utilizzare materiali di uso quotidiano (come tessuto jeans, candeggina e fuoco) per opere  che esprimono una visione caleidoscopica di commercializzazione di stampo occidentale mischiata a elementi di spiritualità orientale.

 

-La francese Isabelle Cornaro  esprime la sua genialità in filmati, sculture, disegni e dipinti. Affascinata dall’idea di riprodurre qualcosa di esistente in un’altra forma e materiale, dimostra come sia possibile nella serie in mostra “Reproductions”: ovvero le versioni ingrandite dei piccoli dipinti la cui realizzazione (veloce e spontanea) ha documentato nel  film”Floues et Colorées”.

 

– Il tedesco Nikolas Gambaroff vive tra New York e Los Angeles ed è interessato al linguaggio usato dai mass media. Le sue opere traboccano di carta stampata, fumetti e  poster. Ultimamente usa una tecnica di “decollage” in cui applica la pittura spray a strati su pagine dei quotidiani e dei DC Comics, poi rimuove parti della superficie e ne rivela le parti sottostanti. I suoi collage rivestono anche mobili, come tavoli e sedie.

 

-Nathan Hylden, a Los Angeles, crea dipinti in cui l’immagine iniziale è una fotografia fatta in studio, serigrafata su fogli di alluminio, che poi sovrappone e ricopre con spray e pennellate.

 

-Dalla navigazione sul  web ecco invece le creazioni del californiano Parket Ito che si definisce  un Yiba (young internet-based artist). E’convinto che Internet stia modificando sempre più il nostro  rapporto con la realtà e lo racconta assemblando in collage immagini selezionate dal web.

 

-Colombiano emigrato a Londra, Oscar Murillo, vuole esprimere il concetto di “comunità” mettendo in  relazione i mondi  distanti della sua terra di origine, povera e operaia, e il luccicante jet-set dell’arte di cui è protagonista, in veste di giovane artista di grande successo. Le sue opere, sempre di grande formato, implicano azione, performance e caos; ma dietro c’è una notevole pianificazione. Cuce tele di tanti formati differenti e compone particolari stendardi che espone orizzontalmente.

 

-Il portoghese Diogo Pimentão vive a Londra dove ammalia il pubblico con le sue performance. Le sue tele diventano superfici scultoree, invadono (in modo apparentemente casuale) muri e pavimento con grandi monocromi scuri che, guardati da vicino, evidenziano i tanti gesti e passaggi  dell’artista.

 

-Il corpo è al centro delle tele di Pamela Rosenkranz, che lo rappresenta come involucro vuoto,  fragile, ridotto a epidermide: usa telini  isotermici per meglio raccontare i corpi traumatizzati e le sue opere sono di ispirazione espressionista.

 

-L’americano  Ned Vena, bostoniano di nascita ma residente a Brooklyn, mischia echi Pop, Minimal e Street Art in un’interessante espressione artistica autoriflessiva. Usa programmi di grafica e utilizza materiali di derivazione industriale, come gomma e vinile, applicati con bombolette e adesivo.

 

-In mostra poi i lavori di David  Ostrowski, artista tra i più interessanti dell’ultima generazione di  pittori  astratti, paladino del rinnovamento  della pittura contemporanea. Per lui la pittura è ” il tentativo da dare un  significato all’insensato”. Nel 2011 un incendio distrusse il suo studio, bruciando tutte le tele, eccetto una, danneggiata dalle fiamme e macchiata di  fuliggine, ma ancora integra; è proprio da quella che ha ricominciato, con una nuova serie di dipinti. Composizioni in cui, con una tecnica particolare, mischia strati di sporco, polvere e vernice spray. E sostiene che le sue opere “..sono come i film francesi: romantici, apparentemente senza senso e ti portano  sempre a un fine”.

 

Isa Genzken presenta per la prima volta nel nostro paese il ciclo dei lavori di fine anni 80. Olii su tela monocromatici che già nel nome, “Basic Research”, esprimono un principio di interazione con l’ambiente. Sono frottage del pavimento del suo atelier, a metà strada tra opere scultoree e pittoriche.

 

Laura Goria