Il soggetto arrestato era destinatario di un ordine di carcerazione
Martedì pomeriggio, in via Botticelli, gli agenti del Commissariato Barriera Milano hanno arrestato un uomo per possesso di documentazione falsa valida per l’espatrio. Insospettiti dal suo atteggiamento infatti, hanno fermato l’uomo che con nervosismo consegnava agli agenti un passaporto, poi risultato falso, pensando di farla franca.
Gli agenti subito insospettiti dalle fattezze del documento e non trovando riscontro sui terminali hanno accompagnato l’uomo, un 50enne di originario della Guinea, presso gli uffici del commissariato per approfondire gli accertamenti. Riusciti a risalire alla vera identità dell’uomo, hanno scoperto che quest’ultimo risultava essere destinatario di un Ordine di Carcerazione e doveva espiare una pena di tre anni di reclusione.
Dopo un ulteriore approfondimento presso il laboratorio di Analisi Documentali del Corpo di Polizia Municipale di Torino, che ha constatato l’effettiva falsità del documento, l’uomo è stato tratto in arresto per il reato contestato e tradotto in carcere per l’espiazione della pena.
L’artista italiano Salvatore Zito è tra i primi a inaugurare le personali della nuova galleria parigina Art Research Paris (A.R.P.). Proprio di fronte all’Eliseo, il gallerista Jean-Jacques Wattel, già noto esperto d’arte della casa d’aste Tajan, ha infatti appena aperto con François Coudert un grande spazio innovativo per l’arte e ha scelto, tra le personali da ospitare, quella dedicata agli “stick” inconsumabili del torinese Zito, che il filosofo Gianni Vattimo ha definito “un pittore dell’ulteriorità, che nasconde e fa presenti gli orizzonti ulteriori”.

Il romanzo narra una storia di sradicamento e lontananza e, anche se l’acqua compare poco nelle pagine, il mare è l’elemento che collega i due luoghi tra i quali si muove il protagonista. Da un lato l’oceano Indiano che lambisce l’Africa Orientale e dall’altro quello della cittadina costiera inglese dove approda.
Si inizia con la scrittrice Karen Blixen, nata Isak Dinesen in una residenza di campagna non lontano da Copenaghen, poi planata in una fattoria africana. Kankimäki decide di recarsi in Africa seguendo le orme dell’autrice de “La mia Africa” e utilizza ogni sorta di materiale per ripercorrerne la vita; dal pessimo matrimonio con il barone Bror al grande amore per Denis Finch Hatton che andava e veniva a suo piacimento tra le braccia di Karen.
Cresce, legge, si forma idee personalissime e precise sul mondo che la circonda; soprattutto sulla condizione femminile chiusa in un perimetro di pensiero, azione e occupazioni decisamente limitato ed asfittico. Quando conosce la fondatrice di un quotidiano locale ha l’illuminazione che guiderà i suoi futuri passi: decide di diventare giornalista.
ha cercato di immobilizzarla, che Giulia ha trovato la forza di superare quel limite.