ilTorinese

Evadono da domiciliari e vanno in centro città

Entrambi arrestati dagli agenti del Commissariato Centro

Domenica pomeriggio, transitando in via Roma gli agenti del Commissariato Centro notano all’incrocio con via Buozzi un uomo con il cappuccio della tuta indossato che cammina con fare sospetto. I poliziotti lo fermano e dai successivi accertamenti emerge che l’uomo doveva essere a casa nel quartiere Barriera Milano poiché sottoposto agli arresti domiciliari. Per l’evaso, un ventunenne cittadino tunisino, scatta l’arresto per evasione.

Analoga situazione era accaduta qualche giorno prima sempre in centro città e sempre con gli agenti del Commissariato Centro come protagonisti. Nella circostanza, i poliziotti avevano fermato in piazza Statuto la persona evasa dai domiciliari. Anche in questo caso, l’uomo, un italiano di 27 anni, era a una notevole distanza dalla propria abitazione che era ubicata in periferia. Il ventisettenne, infatti, era residente nel quartiere Mirafiori.

Aldi debutta a Moncalieri

 Il nuovo punto vendita in Corso Roma 13, con una superficie di oltre 1.000 m2, inaugurato martedì 22 marzo. Assortimento completo e compatto all’insegna di freschezza e convenienza: la promessa del “PREZZO ALDI” riconferma il suo successo in Piemonte, dove ora sono 18 i negozi, per un totale di 237 collaboratori nella regione di cui 13 nel nuovo store

 

ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata, apre da  martedì 22 marzo 2022, il suo primo negozio a Moncalieri, in Corso Roma 13. Una nuova offerta conveniente e di qualità arriva nella provincia di Torino, dove ora sono 7 i punti vendita ALDI attivi, a conferma della crescente attenzione da parte dei consumatori verso l’offerta dell’azienda.

In occasione della nuova apertura piemontese, ALDI propone speciali offerte in sottocosto in aggiunta alle promozioni settimanali, per invitare i cittadini di Moncalieri a scoprire la qualità, la freschezza e la convenienza dei propri prodotti. Aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8:00 alle 21:00 e la domenica dalle ore 8:30 alle 20:30, il negozio, certificato con la classe energetica B, mette a disposizione dei propri clienti anche oltre 160 parcheggi gratuiti.

Con una superficie di 1.069 m2 e uno store concept pensato per rispondere alle esigenze dei consumatori, il punto vendita offre un’esperienza di acquisto “smart” grazie a un assortimento compatto e completo, organizzato negli spazi in modo efficace e intuitivo che permette ai clienti di fare la spesa rapidamente e con semplicità.

Alleato delle famiglie italiane, il “PREZZO ALDI” rappresenta una garanzia di qualità Made in Italy al giusto prezzo, espressa attraverso una selezione virtuosa di prodotti composta da circa 130 referenze di frutta e verdura e 30 marche. Il tutto, con una forte connotazione tricolore: circa l’80% dei prodotti alimentari in vendita, infatti, nasce dalla collaborazione con realtà agricole italiane di eccellenza. Una promessa di convenienza premiata dall’indagine 2021 di Altroconsumo che, per il quarto anno consecutivo, ha confermato ALDI Discount Salvaprezzo in Italia – Prodotti più economici.

L’opening di Moncalieri consolida la presenza di ALDI in Piemonte, dove ora sono 18 i punti vendita dell’azienda aperti. Il nuovo store contribuirà a creare 13 opportunità lavorative, portando a quota 237 il numero di collaboratori sul territorio della regione.

ALDI taglia così il traguardo dei 140 negozi in Italia, per un totale di 2.431 persone impiegate: numeri che confermano il piano di espansione nelle regioni del Nord, con l’obiettivo di portare nuovo impulso all’economia e all’occupazione locale.

Nascondevano armi nel furgone

Domenica mattina, durante un normale controllo di sicurezza stradale in corso Umbria, all’incrocio con piazza Piero della Francesca, i motociclisti della Polizia Locale in forza al Comando Territoriale IV hanno fermato un autocarro a bordo del quale viaggiavano due persone.

Per entrambi gli occupanti, un uomo di nazionalità italiana di 41 anni e un quarantaquattrenne di nazionalità marocchina che non indossavano le cinture di sicurezza, è scattata la sanzione. Durante il controllo dei documenti, gli agenti hanno notato, infilata nel vano porta oggetti della portiera del guidatore, una barra di ferro filettata lunga 40 centimetri terminante con una strana impugnatura.

Insospettiti dall’insolito oggetto, gli agenti della Polizia Municipale hanno invitato i due soggetti a scendere e ad allontanarsi dal veicolo per consentire la perquisizione in sicurezza. Sotto il sedile del conducente era nascosta una mazza di legno lunga 70 cm. simile a una mazza da baseball, mentre nel vano porta oggetti  del passeggero erano appoggiati 6 bossoli di pistola caricati ‘a salve’ e un cacciavite a taglio. Un coltello a lama lunga di 30 centimetri e un cutter sono stati invece trovati nello stesso vano del lato guidatore dove era appoggiata la barra metallica. Occultata in un cassone dell’autocarro, gli agenti hanno rinvenuto una pistola ad aria compressa priva di tappo rosso sulla volata della canna, dalle fattezze e dimensioni del tutto identiche ad una pistola vera

Il presidente ucraino Zelensky in videoconferenza al Parlamento italiano

A CURA DI LINEAITALIAPIEMONTE.IT

Seguito da una lunga ovazione da parte dei parlamentari in piedi, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parla in videoconferenza al parlamento italiano.

Tocca i tasti più consoni allo spirito italico: bambini, legami familiari, pace. Ma avverte anche sulle conseguenze economiche del conflitto per l’Italia: i prezzi stanno crescendo e le esportazioni di mais, olio, frumento sono a rischio. La conclusione è che “abbiamo bisogno di altre sanzioni”. Draghi: “Siamo pronti a fare ancora di più”.

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https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/03/22/leggi-notizia/argomenti/lineaitaliapiemonteit/articolo/il-presidente-ucraino-zelensky-in-videoconferenza-al-parlamento-italiano-emozionale-bambini.html

Un confronto impietoso

A cura di lineaitaliapiemonte.it

E’ difficile per tutti ma cambia l’approccio: la Cina provvede, con un aiuto fiscale, a proteggere e valorizzare l’apparato produttivo, l’Italia prosegue con le politiche assistenzialiste e dei bonus. Da Conte a Draghi, l’impostazione non cambia

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https://www.lineaitaliapiemonte.it/2022/03/22/mobile/leggi-notizia/argomenti/messaggi-in-bottiglia/articolo/un-confronto-impietoso-di-marco-corrini.html

Calcio: 22 marzo 1888, nasce il primo campionato professionistico

Accadde Oggi
THE ENGLISH FOOTBALL LEAGUE

Questa è una data che è entrata di diritto nella storia del gioco del calcio!
Esattamente 134 anni fa nasceva in Inghilterra il primo campionato calcistico composto esclusivamente da atleti professionisti: la English Football League.Da qui rimane la mai cancellata definizione “gli inglesi:maestri del calcio”!  Un’idea di William McGregor, dirigente scozzese dell’Aston Villa, che volle dar vita ad una competizione tra squadre britanniche.
In questo giorno di 134 anni fa, presso l’Anderton’s Hotel di Londra,  i rappresentanti di 12 club (Accrington, Aston Villa, Blackburn Rovers, Bolton Wanderers, Burnley, Derby County, Everton, Notts County, Preston North End, Stoke, West Bromwich Albion e Wolverhampton Wanderers) posero la prima pietra per la nascita del campionato che partì qualche mese più tardi.

Enzo Grassano

 

Il Comune arruola mille disoccupati con reddito di cittadinanza per aiutare l’anagrafe in affanno

Il Comune intende attivare  i “patti per il lavoro”

Sarà così possibile “arruolare” mille disoccupati con il reddito di cittadinanza da utilizzare fin da subito per rinforzare l’anagrafe in difficoltà e per altri impieghi di pubblica utilità . La notizia è stata data in prima commissione a Palazzo Civico dall’assessore ai Servzi demografici, Francesco Tresso. Molti cittadini, visti i tempi biblici per ottenere la carta di identità, si rivolgono alla Questura per fare il passaporto.

Danze nel circolo privato, ma senza permessi Multa al presidente

Una ventina di persone intente a bere, ballare e ascoltare la musica suonata da una band che si stava esibendo dal vivo, tutte prive di tessera associativa ma munite di regolare green pass, è quanto hanno trovato domenica all’alba gli agenti del Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Locale al loro arrivo nel circolo privato di via Pedrotti.

Il circolo era stato oggetto di numerose segnalazioni per disturbo da parte dei cittadini, ragione per cui gli agenti  hanno controllato accuratamente la documentazione in possesso del locale. L’autorizzazione per l’esercizio dell’attività di somministrazione è risultata mancante, così come anche il necessario titolo sanitario, pertanto, al Presidente del circolo saranno notificate sanzioni per un totale di circa 7.000 euro.

Trattandosi di un’attività imprenditoriale di pubblico spettacolo sprovvista di licenza, il Presidente è stato anche denunciato per non aver fatto sottoporre il locale alla visita preventiva dell’Autorità competente in materia di pubblica sicurezza, necessaria al fine del rilascio dell’autorizzazione.

In attesa delle decisioni del Giudice per le Indagini Preliminari, il locale è stato posto sotto sequestro giudiziario preventivo.

“Visto si stampi. Storie pubbliche e private” Una carrellata di ritratti visti da vicino

Mercoledì 23 marzo alle ore 17,30 al Centro “Pannunzio” in via Maria Vittoria 35H, la giornalista Bruna Magi, nota critica cinematografica, presenterà, in dialogo con Pier Franco Quaglieni, il suo libro “Visto si stampi. Storie pubbliche e private”, Edizioni Bietti. Una carrellata di situazioni e di ritratti visti da vicino, da Montezemolo a Craxi, da Fellini a Fabrizio De André.

Il mondo del teatro nella “Tempesta” proposta da Alessandro Serra

Lo spettacolo, nel cartellone dello Stabile torinese, alle Fonderie Limone sino al 3 aprile

Non conoscevo Alessandro Serra, non conoscevo il suo teatro, mea culpa, non conoscevo la sua compagnia, Teatropersona, con cui dal 1999 mette in scena le proprie opere e porta avanti una visione di teatro del tutto personale. Non ho conosciuto, mea culpa, quel suo “Macbettu” shakespeariano che aveva radici sarde, che ha portato in mezzo mondo e per cui ha vinto nel 2017 il Premio Ubu quale miglior spettacolo. L’ho conosciuto, poche sere fa, alle Fonderie Limone di Moncalieri, con “La tempesta”, ultima opera del grande Bardo (1611), spettacolo prodotto dagli Stabili di Torino e di Roma, da ERT e dal Sardegna Teatro, in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia e Compagnia Teatropersona, in scena sino al 3 aprile. Bellissima, entusiasmante sorpresa. Andando a memoria, mi ritrovavo ancora ancorato all’edizione di Binasco o, molto più in là, alle vele azzurre che ondeggiavano furiose sul palcoscenico del Lirico milanese per l’edizione di Strehler con Carraro e Giulia Lazzarini che volteggiava piena di timori a parecchi metri d’altezza: ho conosciuto, finalmente, la sua fame di impadronirsi totalmente della grande macchina teatrale che ha avviato giorno dopo giorno al debutto, non soltanto ha curato la regia, ma anche le luci, i suoni, i costumi. Ho conosciuto la sua genialità nel costruire la “sua” scena – un quadrato di legno chiaro e spoglio al centro del palcoscenico, l’isola del naufragio, a delineare e contenere lo svolgimento della vicenda, una superficie piana lievemente intervallata da impercettibili buchi o da più visibili fessure, benedette imperfezioni da sfruttare nello e per lo spettacolo; e nell’”inserire” (ma forse il termine è poca cosa e non rende la totale quanto entusiasmante bellezza visiva che ne deriva) i suoi attori, posizionarli, fermarli e renderli vivi ad ogni momento, arricchirli di animi e di gesti, di centralità e di destre e di sinistre, nel farli soffrire, amare, divertire, urlare, tradire, perdonare dentro lo spazio. Poi, oltre quella, come un taglio di Fontana, uno squarcio sul fondo che è il resto del mondo, un “altro” luogo che è l’origine delle varie entrate in scena, e certe sciabolate di luce, fiammeggianti, dai lati, grandiose come un grandioso bianco e nero cinematografico.

“La tempesta” di Serra ha un inizio che è un piccolo poema dentro lo spettacolo. Le urla dei naufraghi, la rabbia delle onde nei suoi colori grigiastri, il caos dei tanti suoni, il grande telo che avvolge ogni cosa e da cui Ariel – una eccellente Chiara Michelini, dolce, umana e persuasiva, leggera come i passi di danza con cui procede, l’interpretazione più convincente tra tutti e dodici gli attori che attraversano la scena – si sradicherà. Poi “La tempesta” s’avventura in un viaggio doloroso all’interno dei sentimenti umani, aggirandosi tra il sopruso e il tradimento, il potere violato e l’inganno e i pentimenti, tra l’amore di due anime giovani e sensibili, d’opposti genitori, quasi nuovi Romeo e Giulietta (Fabio Barone e Maria Irene Minelli, che convincono appieno), sino alla compassione e al perdono che lo spirito dell’aria farà conoscere e accettare al mago Prospero, vecchio sovrano spodestato. Mago di piccola taglia, quasi senza importanza, una magia “rozza”, capace tuttavia di far nascere tempeste e di imprigionare gli spiriti della natura, chiuso nel suo desiderio di vendetta e per troppo tempo privo di quella spiritualità e di quella trascendenza che dovrebbero indurlo ad uscirne fuori.

“Omaggiare il teatro con i mezzi del teatro”, dice Alessandro Serra. E dice ancora: “La magia del teatro risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere alle dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di quattro assi di legno, una compagnia, pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati”. E “La tempesta” diventa un variopinto gioco di teatro nel teatro, un viaggio dicevamo doloroso e comico al tempo stesso per quegli intermezzi che hanno i lazzi di Stefano (con la napolitaneità di Vincenzo Del Prete che si ritaglia un buon successo) e Trinculo (un godibilissimo Massimiliano Poli), che paiono usciti da un’altra commedia, con la complicità di altre fonti, un omaggio fatto da un capocomico e dai suoi attori al teatro stesso, con gli stessi mezzi di cui il teatro vive. Prospero è il mago pronto a divenire il metteur en scène, colui che dispone e dirige e guida, nella propria magia e nella propria successiva umanità. Marco Sgrosso ne fa un personaggio solido e dignitoso, eccellente nel delineare la forza della paternità  come gli aspetti anche negativi, il suo potere su Caliban (Jared McNeill), anche con quelle amare frange di colonialismo d’altro tempo esposte nella schiavitù e nella distruzione di una lingua.

Serra, prima che si spenga il guizzo finale di Ariel, ci apre la parete di fondo e ci lascia intravedere gli attori (o sono ancora i personaggi?) alle prese con i loro costumi, quegli stessi costumi che prima, scendendo dall’alto, hanno unito il cielo e il palcoscenico: la certezza della vita del teatro, del suo universo, del suo essere chiamato a risollevare i tempi bui. Tra le piccole e le grandi magie.

Elio Rabbione

Le foto dello spettacolo sono di Alessandro Serra; nell’ordine Maria Irene Minelli (Miranda) e Marco Sgrosso (Prospero); Chiara Michelini (Ariel); Jared McNeill (Caliban), Vincenzo del Prete (Stefano) e Massimiliano Poli (Trinculo); Jared Mc Neill (Caliban)