All’ ospedale Santa Croce di Moncalieri si registra il terzo caso in Piemonte di Virus del Nilo Occidentale, il West Nile Virus, la malattia virale “comparsa” insieme al Covid e al Vaiolo delle Scimmie. E’ una donna di 75 anni la paziente colpita. Il virus si trasmette tramite punture di zanzara. Spesso i sintomi sono lievi o assenti, raramente si sviluppa una grave infezione che interessa il sistema nervoso centrale, che può condurre alla morte. In Piemonte si sono registrati altri due casi accertati: uno a Vercelli e uno in provincia di Novara
Riceviamo e pubblichiamo
L’UNSIC nazionale, il CAF UNSIC nazionale ed il Patronato ENASC evidenziano la loro assoluta estraneità a fatti e condotte contestati dalla Guardia di Finanza di Torino ad operatori di una locale struttura sindacale per irregolarità nell’elaborazione di richieste per reddito di cittadinanza, poi indebitamente percepito dai beneficiari.
L’UNSIC nazionale annovera migliaia di sedi ed operatori su tutto il territorio italiano, che negli oltre vent’anni di attività della nostra organizzazione sindacale hanno sempre operato con attenzione e professionalità, subendo – tra l’altro – ingiusto nocumento dalle notizie odierne.
Nell’immediato, al personale interessato dalle indagini, sono state revocate le credenziali d’accesso ai portali istituzionali al fine di permettere agli inquirenti ogni dovuta serenità nella conduzione delle indagini.
Laddove le accuse dovessero trovare fondamento, l’UNSIC si costituirà parte civile nell’eventuale processo penale per la tutela della propria immagine e degli interessi degli iscritti.
COSA SUCCEDE(VA) IN CITTA’
Finisce Luglio, e il primo giro di boa delle vacanze iniziava ad Agosto. Ecco le doverose ferie con i nostri genitori. Dal 1 agosto per 4 settimane secche Torino si svuotava.
Barista muore dopo ore di attesa in ospedale
Per problemi respiratori e dolori addominali, la 45enne Tiziana Scarcella, una barista molto conosciuta a Rivarolo, dove aveva lavorato, era giunta in ospedale a Vercelli. La donna, residente nel Vercellese, è morta, sostengono i parenti che hanno presentato denuncia, dopo avere aspettato per ore di essere visitata.
Sarebbe deceduta per infarto polmonare provocato da un coagulo di sangue. Si sospetta che la morte possa essere legata a un intervento chirurgico a una gamba a cui la donna era stata sottoposta alcuni mesi fa dopo una caduta dalle scale in casa con frattura di tibia e perone.
Art Deco: dal 1988 colorano il mondo…
Di bottega in bottega in Borgo Campidoglio, sempre più fulcro di un Artigianato di qualità, ci ritroviamo incantate nei locali stimolanti oltre che molto estesi di Art Deco.
Quadri appesi, pannelli colorati, statue dorate, attrezzi del mestiere, sedie e cavalletti fanno parte del disordine creativo di questo laboratorio /atelier/ scuola formazione che un tempo era …
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https://www.fatto-a-mano.it/?s=art+deco
Accadde Oggi
Sono passati 23 anni da quando il Messico vinse,per la prima volta nella sua storia, la Confederations Cup. La competizione si svolse nel paese messicano e la nazionale di casa, guidata da Manuel Lapuente,sconfisse in finale a Città del Messico, il Brasile in una epica sfida finita con il risultato di 4-3.La Selecao aveva in panchina il ct Luxemburgo e poteva contare su grandissimi campioni come Serginho, Emerson e Ronaldinho, ma non riusci a superare il Messico desideroso di portare la coppa nella sua bacheca.Messicani subito in avanti per 2-0 grazie alle reti di Zepeda e Abundis. Il Brasile accorciò le distante grazie al rigore trasformato da Serginho prima del pareggio di Roni. Zepeda e Blanco portarono il Messico sul risultato di 4-2, prima che Ze Roberto firmasse la rete del definitivo 4-3.
Fu un trionfo per il Messico ancora oggi ricordato per aver scritto la più bella pagina calcistica della sua storia.
Enzo Grassano
Ridurre i costi energetici per usi pubblici e per l’industria del Turismo: è questo il lungimirante obiettivo che la Regione Piemonte con l’Assessore all’ambiente, energia, innovazione e ricerca Matteo Marnati e il Consigliere Valter Marin hanno voluto illustrare, incontrando gli operatori e i Comuni delle Alte Valli Susa e Chisone, lunedi 1 agosto.
La soluzione può venire dal modello innovativo e il primo in Italia realizzato da Acea Pinerolese Energia(Acea Energie Nuove) con le comunità energetiche condominiali e territoriali presentate nel corso dell’incontro dall’Amministratore Unico, Francesco Carcioffo.
La transizione energetica nelle stazioni sciistiche e nelle località turistiche delle montagne diventa un imperativo che interseca il risparmio, all’ambiente e alla sostenibilità.
Nel corso della mattinata l’Ing Carcioffo ha infatti presentato le enormi potenzialità delle Comunità energetiche condominiali per i condomìni e per le strutture di accoglienza turistica che possono così ridurre il consumo energetico da fonti fossili di oltre l’80%, grazie alla realizzazione di vere e propri strutture efficientate che attraverso cappotti, pareti ventilate o insuflaggio, l’utilizzo di infissi a doppio vetro, e grazie alla realizzazione di comunità energetiche a livello di condominio dove prende corpo l’autoproduzione e l’autoconsumo dell’energia fotovoltaica prodotta sul tetto per fornire l’elettricità per i singoli appartamenti e per alimentare una pompa di calore ad alta efficienza ed abbattere l’utilizzo del gas naturale, attualmente largamente usato per il riscaldamento residenziale.
Gli edifici montani che tipicamente necessitano di molta energia potranno più che dimezzare il fabbisogno di energia termica per riscaldarsi e ridurre di circa il 90% delle fonti fossili rispetto ad ante intervento.
Fin qui l’aspetto abitativo e di accoglienza turistica, ma il concept presentato da Acea, vede un livello di coinvolgimento sovraterritoriale e di realizzazione di Comunità energetiche territoriali che mettano a sistema le strutture di accoglienza turistiche efficientate, esse stesse Comunità energetiche su scala di edificio, che si possono unire in diversi cluster con le varie impiantistiche di produzione di energia rinnovabile prodotta sul territorio (fotovoltaico, eolico e idroelettrico) esistenti, da censire e implementabili in futuro per dare vita alla prima Stazione Sciistica Rinnovabile e quasi totalmente autonoma sul fronte energetico.
Acqua, vento, sole e biomasse, tipicamente abbondanti sulle vette alpine, possono così diventare nello scenario presentato da Acea, i tre gregari di una transizione energetica d’alta quota e un industria turistica tendente allo zero emission e a basso impatto energetico. Questi tre elementi naturali possono diventare anche una fonte di sviluppo di una economia delle energie rinnovabili che si affianca a quella del turismo per servirla e aiutare gli operatori ad abbattere di molto i costi energetici, ma creando al contempo un ulteriore indotto e fonte di lavoro nelle aree alpine.
“I grandi scenari energetici in evoluzione in Europa – ha dichiarato Matteo Marnati Assessore all’ambiente, energia, innovazione e ricerca della Regione Piemonte – ci impongono di trovare formule alternative per abbattere l’aumento dei costi dell’energia e ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili come il gas. Le comunità energetiche diventano protagoniste per andare incontro a queste esigenze e soddisfare esigenze ambientali, sociali ed economiche. La Regione Piemonte punterà molto sulla costituzione delle comunità energetiche ambendo a diventare la regione più virtuosa a livello nazionale.
“Prima importante riunione con Sindaci, presidenti Unioni Montane Comuni Olimpici Via Lattea e Alta Valle Susa, operatori ed imprese del territorio – ha detto il Consigliere Regionale Valter Marin – per illustrare una eccezionale opportunità di costituire più comunità energetiche finalizzate ad una decisa riduzione dei costi energetici che puntino all’autoconsumo. Industria del Turismo green che punta sulle energie rinnovabili”
“Rinnovabili, risparmio e comunità energetiche ad alta quota sono un volano di crescita per le nostre montagne – ha detto l’ing. Carcioffo AU di Acea Energie Nuove (Acea Pinerolese energia Srl ) – questo il concetto che abbiamo presentato a livello preliminare come possibilità di studio da realizzare sul territorio delle alte valli. Un’idea lungimirante, quella proposta nel corso dell’evento realizzato e voluto dalla Regione Piemonte a Cesana, che può diventare un volano di business, sostenibilità e riduzione dei costi energetici, attraverso l’esportazione del concetto di comunità energetiche in montagna, luogo dove il fare comunità è da sempre un elemento fondante per la crescita. Un’opportunità nuova per dare risalto a questa vocazione territoriale e per rilanciare le montagne.”
“La trappola dei ricordi”
Il ricordo è un po’ sfocato. Del resto son passati quasi cinquant’anni. Di lui ho però ben chiaro, davanti ai miei occhi, i suoi occhi. Occhi vispi, un sorriso gentile, un volto reso gradevole, al primo impatto, dalla grande cortesia.
Occhi, tuttavia, che alla mia comparsa (una volta, di rado due alla settimana, per alcune settimane) mutavano di botto espressione e sembravano gridar vendetta. Altri occhi, quelli del minuto (tale lo ricordo) bibliotecario, certo non più di “primo pelo”, dell’antica “Biblioteca” della Bergamo Alta: vade retro vade retro, sembravano investirmi e supplicarmi (sia pur con affabile ospitalità) ogni volta che mi vedevano varcare la soglia d’ingresso, dopo il fantastico, breve viaggio sull’ultracentenaria Funicolare che da “Berghèm de sota” (o “de hòta”) mi portava a “Berghèm de sura” (o “de hura”). All’arrivo, che spettacolo! La “Piazza Vecchia” (per secoli fulcro del potere di Bergamo, con i suoi maestosi edifici disposti con una tal armonia da far dire a Le Corbusier che “sarebbe stato un delitto toccarne una sola pietra”), il “Palazzo della Ragione” (1100), il “Campanone” e, al centro la “Fontana Contarini”, donata alla Città nel 1780 dal podestà Alvise Contarini. Sul lato opposto, il “Palazzo Nuovo”, sede del Comune fino al 1873 ed oggi della gloriosa “Biblioteca Angelo Mai”, fra le più prestigiose in ambito nazionale, con un immenso patrimonio librario composto da incunaboli, cinquecentine, stampe, manoscritti e altri reperti di inestimabile valore. Metà anni ’70. Quella era la mia meta. Torino – Porta Nuova, Bergamo – Stazione Centrale, Funicolare, Bergamo Alta e Biblioteca con quel gentile “antico” bibliotecario, cui al solo vedermi si drizzavano in testa i pochi capelli ancora condonatigli dal tempo fuggevole.
Lì mi trasferivo, da mattino a pomeriggio inoltrato (ma sempre con indicibile piacere) per consultare volumi “improbabili” carichi di secoli, di storia … e di polvere, tanta polvere che ad ogni girar di pagine formava una sorta di nuvolaglia tal da nascondere l’intera area circostante e mai rimossi (chissà da quando?) dalla loro postazione. Capite il perché della “perplessità” (chiamiamola così ) dell’“antico” bibliotecario? Ma chi me lo faceva fare? Una piacevolissima (?!) tesi di laurea, per la quale ad un “tafazziano incallito” come il sottoscritto non bastava il materiale (pur bastevole) delle Civiche Biblioteche subalpine o milanesi. E no. La Biblioteca “Angelo Mai” di Bergamo era il luogo ideale per quella tesi sul Teatro veneziano del ‘700 ed, in particolare, su “La fortuna di Carlo Gozzi presso i contemporanei” che mi ero andato a scegliere con buona pace del mitico e mite professor Giorgio Barberi Squarotti (allora docente di Letteratura Italiana all’Ateneo torinese) e dell’”antico” bibliotecario già più volte citato. Oggi rivedo quello spettacolo di luoghi (Biblioteca compresa), attraverso le foto inviatemi da mia figlia Elena e da Maurizio, in gita a Bergamo dopo aver accompagnato la piccola, meravigliosa Beatrice alla vicina “Leolandia” di Capriate San Gervasio. Osservo le foto e rivedo luoghi che mi sono rimasti, nonostante tutto, nel cuore. Rileggo le “baruffe” teatrali e di vita fra il Conte Carlo Gozzi (quello delle “Fiabe teatrali”, tanto amate da Goethe, con la celebre “favola nera” della “Turandot”, che diventerà capolavoro del Novecento sotto le amorevoli ali di Giacomo Puccini) e il grande Carlo Goldoni. Il mondo fiabesco contrapposto al realismo della borghesia goldoniana. In mezzo il modesto abate e drammaturgo Pietro Chiari, la nota “Compagnia Sacchi”, gli articoli di Gasparo Gozzi (fratello di Carlo) sulla “Gazzetta Veneta” e su “L’Osservatore Veneto”. Più aulica la presenza in disputa di Giuseppe Parini, nelle sue “Lettere”. Liti anche accese, che accendevano i cuori e le voci del popolo.
Spesso precipitate e buttate in gazzarra. Da comprensibili dispute teatral-letterarie a volgari, dispettosi schiamazzi da cortile. In mezzo arlecchinate, mirandolinate, serve e servette, popolani e aristocratici, attori e attricette, amori e amoruncoli e capocomici a far da miccia impietosa. Gossip (da vendere), si direbbe oggi. Fatti da copertina, buoni per giornali e giornaletti gossipari. Di cui (cribbio!), ridendone, mi lasciai prendere la mano. E la tesi, per cui tanto spesi, fra andate e ritorni in chilometri ferroviari, se ne infarcì oltremodo. Il buon Barberi Squarotti ne rise e mi lasciò andare, nonostante tutto, con un immeritato 110 e lode. Lode “regalata” dai molti 30 e 30 con lode, inoppugnabile curriculum del Libretto Universitario. Comunque, diciamocela tutta, per me quei viaggi mordi e fuggi alla Bergamo Alta, rappresentarono un’esperienza bellissima. Merito dei testi ogni volta consegnatimi con pazienza “da beatitudine” dall’“antico” e gentile bibliotecario, ma soprattutto di quella meraviglia di città che mai avrei potuto dimenticare. Ora di quella tesi non m’è rimasta traccia. Ne tenni due coppie. Una per la mia fidanzata di allora che sicuramente (eccome!) ne avrà fatto buona lettura e una per me, dispersa nei vari traslochi del dopo-laurea. Qualche anno fa, per sfizio, ne ho richiesto copia all’Università nelle segreterie di via Po a Torino. Risposta: dispersa nella terribile alluvione del 2000, quando le acque della Dora si riversarono negli Archivi dell’Ateneo, compiendo danni enormi. Mannaggia, che sfiga! Una punizione? Forse. Troppo “gossipara” quella tesi. Alla Dora il compito del meritato castigo!
Gianni Milani
È stato dedicato all’analisi delle problematiche delle carceri piemontesi l’incontro che il Presidente della Regione Alberto Cirio ha avuto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria.
Si è stabilito che ogni tre mesi Regione e sindacati si incontreranno per una valutazione della situazione all’interno dei vari istituti.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche tematiche come la situazione di sovraffollamento degli istituti penitenziari piemontesi, la contestuale grave carenza di organico della Polizia penitenziaria e l’aumento esponenziale delle aggressioni a carico degli agenti in numero mai registrato negli ultimi 40 anni.
Inoltre, aderendo ad una richiesta dei sindacati, la Regione effettuerà una ricognizione dell’utilizzo dei posti letto nei reparti riservati ai detenuti degli ospedali piemontesi, al fine di favorire al massimo l’utilizzo dei reparti ospedalieri dedicati ai detenuti, riducendo ed efficientando di conseguenza l’utilizzo del personale della polizia penitenziaria addetto alla sicurezza.
“L’indagine relativa a una truffa milionaria sul reddito di cittadinanza avviata dalla procura di Torino dimostra ancora una volta le falle di questa misura: sia dal punto di vista dei criteri per l’assegnazione sia dai meccanismi di erogazione. Come ha da sempre sostenuto Fratelli d’Italia serve una riflessione per arginare soprusi doppiamente odiosi che tolgono risorse ai piu fragili e a chi ne ha davvero bisogno” dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli che aggiunge: “Sostenere i disoccupati con figli, disabili e anziani significa non ignorare quanto questa misura abbia fallito e quanto sia necessario investire in politiche per l’occupazione”.