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Nuova pista di pattinaggio su ghiaccio a Bardonecchia

La struttura, grande 600 metri quadrati, è posizionata nell’area del Palazzetto dello Sport e sarà inaugurata proprio con l’avvio di queste vacanze di fine anno.

La pista sarà aperta tutti i giorni dalle 15 alle 20 e nei fine settimana anche al mattino dalle 10 alle 13. Sono previste, inoltre, due aperture serali a settimana, il venerdì ed il sabato, con orario continuato dalle 15 alle 22.30.

Nei giorni delle vacanze di Natale sarà in vigore l’orario del fine settimana.

Queste le tariffe applicate:
– ingresso singolo con noleggio pattini 12 euro;
– bambini under 10 con noleggio pattini 10 euro;
– ingresso singolo con pattini per residenti 10 euro;
– ingresso con pattini residenti under 18 7 euro;

Per i residenti under 18 è anche disponibile uno stagionale per ingressi illimitati durante la stagione.

È possibile anche l’apertura in altri orari , su prenotazione, in occasione di feste o eventi privati.

“La pista di pattinaggio arricchisce ulteriormente l’offerta sportiva è di svago di Bardonecchia – dice l’assessore allo sport e turismo Vittorio Montabone – Ringraziamo la Polisportiva, con la quale c’è stata una bellissima collaborazione, per il grande impegno, che ha consentito l’avvio dell’impianto in concomitanza con le vacanze di fine anno. Siamo certi che sarà molto apprezzata da residenti e turisti. Ora non resta che invitare tutti ad indossare i pattini e provare la nuova pista di pattinaggio su ghiaccio di Bardonecchia!”.

6 gennaio: parte il Carnevale Storico Crescentinese

Il Carnevale Storico Crescentinese si sta preparando per la sua edizione del 2026 che segnerà il suo 50° anniversario. Un appuntamento speciale e tanto atteso per la manifestazione più antica della Città. Come da tradizione il sipario si alzerà ufficialmente nel giorno dell’Epifania per poi snodarsi con tutta una serie di eventi che culmineranno domenica 8 febbraio col Gran Corso Mascherato con carri allegorici e gruppi mascherati. Al calar della sera del 6 gennaio, dunque, partirà da piazza Caretto la Pifferata a cui oltre ai Birichin parteciperanno i Pifferi e Tamburi di Baio Dora, la corte uscente, i componenti della Magnifica Confraternita delle Regine Pappette e dei Conti Tizzoni e tutto il popolo del carnevale. Appuntamento alle 17 sotto al grande albero di Natale di piazza Caretto. La passeggiata musicale, dopo aver percorso le principali vie del centro storico, terminerà al Teatro Comunale “Cinico Angelini” dove, alle 18, verranno presentati i personaggi dell’edizione 2026. Una tradizione lunga cinque secoli quella del Carnevale Storico Crescentinese di cui si parla nei preziosi documenti conservati all’Archivio Storico comunale a partire dal 1529. In quell’anno, un signorotto locale, tal Riccardo IV Tizzoni, che da tempo vessava la popolazione con soprusi ed angherie, oltre a nuovi pesanti balzelli, quali la tassa della molitura del grano, la tassa sul sale e la tassa sul transito nelle sue borgate, impose lo “ius primae noctis”, ovvero il diritto della prima notte, elargito agli antenati della Casata dal Serenissimo Imperatore Federico I° di Svevia, detto il Barbarossa, in premio dell’eroismo e coraggio dei Marchesi Tizzoni nella difesa dell’Impero. In base a questo editto, tutte le giovani spose venivano scortate dalle guardie al castello dove erano costrette a trascorrere insieme al Tiranno le ore immediatamente seguenti il matrimonio. Secondo la leggenda, nella notte tra il 14 e 15 febbraio 1529, intanto che il Paese, immerso nel sonno, attendeva di festeggiare gli ultimi giorni di carnevale, la figlia del mugnaio del Mulino Stella, fresca sposa che si trovava a Palazzo, tagliò la testa al Tiranno proprio mentre il popolo iniziava la rivolta richiamato dal suono della campana della torre civica. La giovane sposa venne, quindi, assurta a simbolo di Crescentino col titolo di Regina Papetta. Secondo gli studiosi locali il nome di Papetta le fu attribuito desumendolo dal frutto del mais da cui si ricava la farina per cucinare la polenta. Durante l’appuntamento del 6 gennaio al Teatro Angelini, che sarà introdotto dall’esibizione della Scuola di Danza Moondance diretta da Paolo Cianfoni, verrà anche svelato il manifesto d’autore e sarà consegnata la benemerenza di Ambasciatore del Carnevale che viene riconosciuta annualmente ad un crescentinese che negli anni si sia impegnato per dare lustro alla storica manifestazione. Cresce intanto la curiosità di conoscere le identità di coloro che interpreteranno la Regina Papetta e il Conte Tizzoni del Carnevale Storico Crescentinese 2026, ma per ora dal quartier generale dei Birichin tutto tace e le riserve saranno sciolte solamente il 6 gennaio.

I freddi rapporti familiari nelle parabole di Jim Jarmush

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“Father mother sister brother”, Leone d’oro a Venezia

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Eppure Alexander Payne è uomo d’onore. Sceneggiatore con due Oscar all’attivo e regista, vanta una carriera di tutto rispetto, da “A proposito di Schmidt” a “Nebraska”, da “Sideways” impareggiabile a “Paradiso amaro”. Eppure, con la sua compagine di giurati veneziani – c’era anche la nostra Maura Delpero, già acclamatissima per “Vermiglio” -, ha decretato lo scorso settembre il Leone d’oro a “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmush, 72enne regista dell’Ohio, campione di quel cinema americano indipendente (per tutti, da “Stranger than Paradise” a Daunbailò” a “Broken Flowers”, a “Dead Man” del ’95, credo il suo vero capolavoro) che ha fatto scuola e allievi, da sempre a descrivere quella parte di società del proprio paese che ama vivere ai margini, appartata e irregolare, un’esistenza sempre eguale, monotona, quotidianamente appassita. Vite che si ripetono, come le parole e le chiacchiere, come le emozioni spente, come i luoghi in cui ci si trasporta a vivere.

Luoghi diversi anche nel suo ultimo film, un unicum che si suddivide in tre episodi – nel tempo che viviamo, infelicità e freddezza e menzogne a collegarli come un fluttuante fil rouge, tratti che si ripetono, come certe frasi o un Rolex che non saprai mai se sia vero o falso, come quel piccolo gruppo di skaters ripreso en ralenti che ti ritrovi sempre a intralciare gli angoli delle strade, come le leggere simbologie disseminate qua e là, come le riprese dall’alto a inquadrare brindisi coi bicchieri colmi d’acqua o di tè o di caffè o di pasticcini che si vanno ad acquistare sempre nel solito posto di fiducia – ai confini di una cittadina innevata della zona nord-orientale degli States (riprese nel New Jersey) il primo, in Irlanda e a Parigi gli altri due. Il primo è “Father”, i figli Adam Driver e Mayim Bialik ci arrivano, rigorosamente in auto, a trovare il padre Tom Waits – faccia icona di Jarmush, come lo è Driver -, che non vedono da parecchio tempo. Durante il viaggio, la matura prole ci ha fatto sapere dello stato di salute del vecchio, dei suoi umori, del suo stato economico precario e degli aiuti che ogni tanto negli anni Jeff è stato costretto a dargli con i buoni mugugni della moglie, della solitudine: con un quadro di complessiva esistenza che non mette certo lo spettatore a proprio agio. Discorsi di convenienza, imbarazzi, ancora un’offerta d’aiuto per un muro della casa che avrebbe necessità di qualche lavoro, una scatola di alimenti (pasta e sugo con il formaggio già incorporato rigorosamente italiani) che Jeff ha portato, una scure che salta fuori a dimostrarsi via via più minacciosa, un pickup che non sai come faccia ancora a viaggiare, una sorpresa che non sveleremo.

“Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo”, avrebbe detto l’autore di “Anna Karenina” ma forse per Jarmush non è vero. O per lo meno, è quel che ci pare d’avvertire. Ancora strade, ancora auto (attraverso i quartieri come in fotocopia di Dublino) che, questa volta separatamente, conducono le due sorelle Vicky Krieps e Cate Blanchett da una madre scrittrice con parecchi libri all’attivo, gelidamente ospite (Charlotte Rampling) che non ama si parli di quelli per il loro incontro annuale, casa ordinata, un giardino ordinato e verdissimo, un anonimato e un panorama solitario interrotto soltanto da qualcuno che passa con il suo cane al guinzaglio, ti trovo bene, sorrisi, bacetti, ci vogliamo mettere a tavola?, qualche imbarazzo, fotografie a rispolverare un’infanzia, il tè servito nel servizio più bello, il vaso con i fiori che sono un regalo di Timothea/Blanchett che va tolto perché impedisce di vedersi in faccia e sostituito, tre esistenze che non si toccano, un assurdo appuntamento, un cellulare tenuto sul tavolo per affari pressanti, ecco ho finito!, l’attesa di una macchina che verrà a riprendere la figlia dai capelli rosa, mancano ancora tre minuti, i saluti composti e un arrivederci al prossimo tè.

Terzo episodio ambientato tra le strade di Parigi, al tavolino di un caffè e nell’alloggio ormai vuoto dei genitori scomparsi di recente in un incidente nei cieli delle Azzorre. Ci arrivano i gemelli di colore Luka Sabbat e Indya Moore, i più naturali, i più vivi, quelli in cui scorre qualche goccia di sincerità e d’affetto, di aiuto reciproco, di abbracci autentici: sono lì per un’ultima visita, tutto quanto era in quella casa lo ha stipato in un magazzino Billy, in un lavoro che s’è sobbarcato da solo, ma anche a scoprire le piccole bugie di padre e madre, la legalità tenuta negli anni un po’ in disparte, a saldare le tre mensilità che la proprietari viene a reclamare, a guardare fotografie e vecchi documenti manipolati a dovere, disegni di bambini. Finalmente si respira qualcosa che somiglia all’amore e l’ultima immagine è un pezzo di strada fatto insieme, magari a tentare di cancellare tutto l’astio sotterraneo che si respira negli episodi precedenti. I due ragazzi – passati per una manciata di minuti tra quelle pareti che con sapienti giochi di specchi le allargano, in un confronto continuo e reciproco, a differenza di quegli altri ambienti zeppi di cianfrusaglie o ordinati in un arredamento inverosimile, ansioso e soffocante – s’affacceranno sul lungo balcone, acquietati, gioiosi, pronti a continuare insieme una vita.

Ma tutto questo finale consolatorio – che ti viene anche il sospetto legittimo che sia decisamente e forzatamente sbilanciato, Jarmush cavalca le abitudini ma finisce col restarne vittima, il vuoto ma ci cade dentro: mentre ci aspetteremmo un racconto che in qualche modo lo risollevi – non interrompe certo quegli interrogativi su Payne e sul suo onore e su quel Leone dorato. Sul lavoro di una giuria. Un premio che appare come un regalo alla cinematografia, indipendente o no (ma qui c’erano anche i quattrini della Saint Laurent Co. e del suo direttore creativo e mentore attuale Anthony Vaccarello), a stelle e strisce, appare come la volontà a vedere e “testimoniare” qualcosa che va troppo oltre, che s’affanna ad affermare un freddo quanto quotidiano minimalismo, alacremente, cocciutamente, a mostrare tutta la “costruzione” che c’è o ci possa essere negli affetti familiari o nelle convenzioni tirate su negli anni: ma che rimane in conclusione fermo al palo, inamovibile, stanco, in una ripetizione d’intenti e di descrizioni che mentre ce lo spiega in mille dettagli finisce per rivelarsi sempre più sbiadito.

Cimiteri: orari di apertura  durante le festività

 

Durante il periodo delle festività natalizie, molti cittadini scelgono di recarsi nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari. Per garantire visite ordinate e agevoli nei giorni di Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania, sono stati definiti specifici orari di apertura dei cimiteri e, al Monumentale e al Parco, le modalità di accesso per le auto autorizzate e le aperture degli uffici cimiteriali.

I cimiteri saranno aperti al pubblico dalle ore 8.30 alle ore 12.30 durante tutte le giornate di festività. L’accesso con autovettura sarà consentito ai soggetti autorizzati, in particolare agli ultrasettantenni e alle persone con gravi patologie o difficoltà motorie, per tutta la durata dell’orario di apertura, con uscita entro le ore 12.30. Nella giornata di venerdì 26 dicembre, per lo svolgimento dei funerali, l’accesso alle auto autorizzate non sarà consentito, salvo per i veicoli al seguito dei carri funebri.

Gli uffici dei cimiteri Monumentale e Parco resteranno chiusi al pubblico nelle giornate di 25 dicembre, 1° gennaio e 6 gennaio. Nella giornata di venerdì 26 dicembre saranno aperti esclusivamente per la ricezione dei funerali, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Nelle giornate di vigilia, 24 e 31 dicembre, gli uffici chiuderanno alle ore 13.00.

Nelle stesse giornate, 24 e 31 dicembre, i cimiteri resteranno aperti fino alle ore 16.30, mentre nei giorni di Natale, Capodanno ed Epifania l’apertura sarà invece limitata alla fascia mattutina, con accesso consentito alle auto autorizzate.

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Rampa’s: vino, cicchetti e una nuova storia torinese firmata Gianluca Rampanti

Rampa’s Wine Bar è uno di quei posti che nascono senza troppo rumore… ma che piano piano iniziano a farsi notare. Ha aperto da poco a Torino, in zona Porta Nuova, e dietro al progetto c’è Gianluca Rampanti, lo stesso che molti ricordano per Languorini, il cui format ricorda molto quello di Rampa’s.
L’idea, infatti, è la stessa, semplice ed efficace: vino buono, cicchetti fatti come si deve e un’atmosfera rilassata, senza formalità inutili. Un posto dove passi “solo per un calice”… e poi rimani più del previsto.
Qui il protagonista è, ovviamente, il vino: una selezione curata personalmente dalla conoscenza profonda e dalla professionalità di Gianluca e dalla sua socia, la giovane Cecilia, e che prevede una bella panoramica di varie tipologie vinicole, provenienti da quasi tutta Italia: etichette poco blasonate ma di grande valore, sia storico che enologico. Referenze di vini naturali, no o low alcol, champagne e spumanti, vini rossi e bianchi… tutti acquistabili anche in loco. Il quid in più? la scelta fatta con attenzione e raccontata senza lezioni: si beve a calice, si assaggia, si scoprono bottiglie nuove… con la tranquillità di chi ama bere bene ma senza complicarsi la vita. Chi conosceva Languorini ritrova la stessa mano: attenzione alle materie prime, rispetto per i produttori e voglia di creare un posto dove stare bene. Rampa’s non cerca di stupire, ma di farti sentire a tuo agio… ed è forse questo il suo punto di forza, definito con originalità e pacatezza.
Non si può bere a stomaco vuoto,  lo sanno tutti: e così, in abbinamento ai vini, ci sono i cicchetti: piccoli piatti che cambiano spesso e che spaziano dai ‘Languorini’ – che comprendono snack curiosi come i ‘crispy tortellini e ‘Ndujonnaise’ e una selezione di salumi non banali e non necessariamente locali, scelti direttamente nell’azienda del produttore; fra i ‘crostini’ non si può scappare dal pane e burro+ acciughe , dove il pane con lievito madre proviene dai laboratori del negozio torinese Tellia, deliziato da un delicato ed elegante burro di Normandia demi-sel, acciughe del mediterraneo e zest di limone; e tante altre sfiziosità frutto di ricerca dedicata a promuovere la qualità anche nelle cose semplici.
Anche la posizione aiuta a incuriosirsi e ad affezionarsi a questo delizioso nuovo punto di riferimento per il buon bere e il buon cibo torinese: si affaccia sulla rampa di via Rattazzi, con spazio interno e dehors, perfetto per l’aperitivo che inizia piano… e finisce tardi.
Alla fine Rampa’s funziona proprio per questo… bevi bene, mangi giusto, stai comodo. E a volte è tutto quello che serve.
Il locale, il 31 dicembre, chiuderà alle 18, con possibilità di acquisto delle ultime bottiglie per il brindisi serale e riaprirà l’1 gennaio dalle ore 18 fino alle 24.
Orario dalle 12.30 alle 24 tutti i giorni
Rampa’s 
 
Via Urbano Rattazzi 3/A 
 
Torino 
 
Tel. 011 3853510
 
Prezzi da 10 a 20 euro a persona 
 
Chiara Vannini

Magazzinieri legano ladro in attesa della polizia

La polizia si è trovata di fronte un uomo sulla quarantina  con caviglie e ginocchia serrate da fascette di plastica. Era stato  trattenuto da due guardiani di un deposito di frutta e verdura che era già stato preso di mira dai ladri nei giorni precedenti.

Nel giro di poche ore l’arresto, poi l’udienza di convalida e infine la liberazione con l’applicazione di una misura cautelare. Stando alla ricostruzione delle forze dell’ordine, il presunto autore del furto sarebbe stato fermato dai due custodi e successivamente affidato alla polizia, intervenuta dopo una chiamata al 112 da parte di una residente, preoccupata per le urla provenienti dalla strada. Gli agenti hanno quindi effettuato l’arresto sul posto.

Juve, tris che vale fiducia

La Juventus chiude il 2025 con il sorriso e centra la terza vittoria consecutiva in campionato: alla 17ª giornata di Serie A i bianconeri espugnano Pisa con un solido 2-0. Una trasferta tutt’altro che semplice, giocata sul filo dell’equilibrio e decisa nella ripresa.
Nel primo tempo la Juve crea con Openda e Koopmeiners, ma rischia grosso quando Moreo e Tramoni fanno tremare la porta, fermati solo da traversa e palo. Nella ripresa il copione non cambia subito: anche Kelly colpisce un legno, segno di una partita bloccata e nervosa.
La svolta arriva dalla panchina. L’ingresso di Zhegrova accende l’attacco e al 73’ Kalulu è il più rapido di tutti a trovare la deviazione vincente sotto porta. Nel recupero Yildiz firma il raddoppio in contropiede, chiudendo i conti.
Una vittoria di carattere, più che di spettacolo. Ma è da qui che passa la rinascita.

Enzo Grassano

Corpo senza vita trovato in ex stabilimento a Torino

Il cadavere di un uomo di circa 50 anni è stato trovato in un ex stabilimento industriale abbandonato di corso Dante, a Torino. Sul posto gli operatori del  118 di Azienda Zero e i carabinieri. Nell’ex fabbrica sono soliti ripararsi alcuni senza tetto. Le cause della morte sarebbero naturali.

Nuovo passo per la rigenerazione di Aurora e Barriera

Prosegue il percorso dell’ambizioso progetto destinato a trasformare i quartieri Aurora e Barriera di Milano attraverso interventi significativi di rigenerazione urbana. L’obiettivo è restituire alla cittadinanza luoghi più sicuri, accessibili e vivibili, costruendo al contempo un dialogo costante con le giovani generazioni che abitano e animano il territorio.

Questa mattina si è riunita la commissione di gara per l’affidamento della redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e del progetto esecutivo relativi agli interventi di rigenerazione urbana dei due quartieri, con una base d’asta di 594.585,84 euro. La commissione, presieduta dal dirigente della Divisione Infrastrutture Architetto Alberto Cecca e composta dal professor Michele Bonino, Professore di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Torino, Direttore del Dipartimento di Architettura e Design (DAD) e dell’architetto Nina Bassoli, Curatrice per Architettura, Rigenerazione urbana e Città della Triennale di Milano, degli architetti Giovanni Ferrero e Ferruccio Capitani della Città di Torino, ha individuato quale migliore offerta quella del Raggruppamento LAND ITALIA SRL – SERTEC ENGINEERING CONSULTING S.R.L. – CITEC ITALIA SRL, tra le 10 proposte complessivamente pervenute. L’offerta individuata sarà nelle prossime settimane assoggettata a verifica di congruità prima dell’aggiudicazione definitiva.

“Il percorso verso la trasformazione di Aurora e Barriera prosegue senza sosta – commenta l’assessora alla Rigenerazione Urbana, Carlotta Salerno -. L’individuazione del gruppo di progettazione da parte della commissione è una tappa fondamentale per proseguire nelle tempistiche che ci siamo dati. Non appena conclusi i dovuti passaggi amministrativi ci confronteremo con i progettisti e, insieme alle cittadine e ai cittadini, lavoreremo per restituire alla città quartieri più sicuri, accessibili e vivibili, dove l’arte e la creatività diventano strumenti di inclusione e partecipazione”.

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