ilTorinese

Torino Tricolore raccoglie panettoni per le famiglie torinesi in difficoltà

Riceviamo e pubblichiamo 


È partita ieri la raccolta di panettoni organizzata dal comitato Torino Tricolore per le famiglie torinesi in difficoltà economica. Sarà possibile dare il proprio contributo donando panettoni o pandori ogni sera dalle ore 21 in via Cellini 22/A fino al 16 dicembre.

“Abbiamo deciso di avviare questa raccolta per le famiglie torinesi costrette a vivere in ristrettezze economiche – dichiarano dal comitato – chiunque volesse contribuire e lasciare il dolce natalizio per eccellenza, sappia che ci prodigheremo per farlo avere a chi più ne ha bisogno.”

“La distribuzione avverrà il 17 dicembre – conclude la nota – in aggiunta alla consegna del consueto pacco mensile. Un aiuto concreto per circa 60 famiglie e un modo per cercare di rendere un po’ più dolce questo Natale anche a chi è meno fortunato.”

Muore giovane avvocato, il lutto della comunità e dei colleghi

Dolore e sgomento a Biella alla notizia della morte di Matteo Rossin, l’avvocato 33 enne mancato prematuramente. I genitori hanno dato l’annuncio.

La salma sarà trasferita da Asti, dove il giovane lavorava, alla Casa Funeraria Defabianis di Biella (strada Santa Maria di Campagnate 357A), ove è possibile rendere visita sabato dalle 8.30 alle 12. Il funerale alle 15 di sabato partendo dal Duomo di Biella dove si terrà anche il rosario, alle 17.30 di venerdì.
NOTIZIE DAL PIEMONTE

Conte a Torino attacca il governo

Difende il Reddito di Cittadinanza Giuseppe Conte, leader del M5s,  nella sua visita a Torino.

Quello di Giorgia Meloni, dice “È un Governo che vede un’Italia capovolta: sembrano volere premiare i cittadini privilegiati e i gruppi forti”. Conte ha parlato delle  trivellazioni e di norma sugli extraprofitti che riduce  le entrate da 10 miliardi con Draghi a 2,5.

Ambrogio (Fdi): “Conte soffia sulla cenere dell’odio”

“Nella sua sfilata torinese, Conte parla di un Governo intento a ‘smantellare il reddito di cittadinanza’ e di ‘mondo sottosopra’: non solo soffia sulla cenere dell’odio, ma mistifica la realtà e sobilla i percettori del rdc per tornaconto politico”.
Così Paola Ambrogio, Senatrice di Fratelli d’Italia e Consigliere Comunale di Torino, che aggiunge: “Conte sa benissimo che il reddito di cittadinanza non verrà smantellato, ma profondamente riformato: l’obiettivo è quello di far emergere, tra i percettori, coloro che, previo percorso formativo dedicato, potranno essere reimmessi, a spese dello Stato, nel mondo del lavoro. Questo al netto dell’assistenza nei confronti di chi non è in grado di lavorare, come gli anziani, i disabili o le famiglie senza reddito con minori a carico, che verrà invece confermata e rafforzata.
Ritengo poi che il vero ‘mondo sottosopra’ sia quello in cui un 27enne di Siracusa, abile e arruolabile al lavoro, arrivi a minacciare il Premier e i suoi familiari, nel timore di perdere il sussidio garantito.
“Il rdc in salsa Contiana ha fallito miseramente: si è rivelato, infatti, una vera e propria ancora alla povertà. Noi crediamo nella formazione e nel lavoro, un percorso di vera emancipazione e di riscatto sociale. Un percorso che, finalmente, torna a parlare di futuro”.

Sen. Paola Ambrogio

Natale alla galleria Malinpensa by La Telaccia:  una collettiva che unisce artisti figurativi alla scultura

La mostra d’arte natalizia presso la galleria Malinpensa by La Telaccia si è  inaugurata il 6 dicembre scorso e rimarrà aperta fino al 20 dicembre.

Si articola in una collettiva dove espongono quattro validi artisti, che mostrano stili e tecniche diverse, ma con un connubio intenso che è rappresentato dalla sperimentazione della materia e del significato contenutistico.

La prima artista in mostra è Elena Ortelli, le cui opere derivano da una bellezza dello spirito e si avvalorano di un comunicabilità sempre rinnovata. In un’epoca in cui l’umanità risulta profondamente disorientata e quasi priva di valori, nel suo iter cogliamo una forte presenza intimistica di notevole significato.

Nel suo percorso lo sviluppo di un contenuto simbolico e di sapiente rappresentazione assume un valore universale e costituisce un elemento determinante nel suo operare.

Un altro artista in mostra è lo scultore Cesare Iezzi, che propone opere in cui emerge una ricerca di evidente solidità artistica e diprofondo valore culturale.

I suoi volti umani paiono vivere in un tempo sospeso e si liberano in un concetto universale di vero significato, pregno di risonanza emotiva e di ricchezza interiore. Le sue creature si ispirano alla mitologia greca e sono immerse in uno spazio di rinnovata dimensione, realizzate alla luce di una interpretazione personale e con un’essenza esecutiva elegante nella dinamica dei volumi e nella loro essenziale sintesi formale.

Un altro artista in mostra è Mauro Sanna, di cui è evidente un astrattismo ricco di fascino, dove la materia dell’olio su tela, palpitante di un profondo lirismo e di una concretezza assoluta, si carica di un linguaggio assolutamente originale, capace di sviluppare una naturale introspezione psicologica e una decisaqualità tecnica. La funzione timbrica del colore, sapientemente calibrato e molto ben armonizzato, rivela una interpretazione personale capace di vivacizzare uno scenario significativo, in cui luce e forma dialogano tra loro in perfetto equilibrio.

L’ultima artista in mostra è Lavinia Salvatori, che raggiunge con il suo iter pittorico una grande libertà di espressione, riuscendo a comunicare al fruitore una definizione stilistica decisamente innovativa, tanto da rendere ogni sua opera un’immagine simbolica e un’astrazione indipendente.

I suoi soggetti comunicano un linguaggio armonioso e si elevano nell’opera con un movimento di ritmi curvilinei e di larghe campiture in cui il dinamismo del gesto pittorico e la sinfonia del colore assumono un ruolo importante all’interno della loro creazione.

Il direttore artistico è Monia Malinpensa, il consulente artistico Giuliana Papadia


Mara Martellotta

 

Malinpensa galleria d’arte by La Telaccia
Corso Inghilterra 51, Torino
Telefono: 0115628220
Orari: dal martedì al sabato 10:30/12:30 – 16:00/19:00
Lunedì e festivi chiuso

 

“Spettri” di Ibsen, la nebbia invade la casa del perbenismo

Al Carignano, sino a domenica 18, per la stagione dello Stabile torinese

 

Il palcoscenico pressoché spoglio, l’interno di una casa, su nel nord norvegese, due alte colonne al centro, un lampadario con la sua luce fioca che incombe dall’alto, una mezza dozzina di sedie, un tavolo sul fondo ingombro di bicchieri e lampade e un mucchio di libri, un grande specchio sul fondo che saprà anche accompagnare, come in una folle quanto macabra danza, i momenti più stranianti della vicenda; poi un fumo che dall’esterno a poco a poco continua a invadere l’ambiente, ovvero i miasmi di cui la vita ha riempito non solo la casa ma un’intera famiglia o forse l’evocazione dell’incendio dell’asilo da inaugurare, che qui passa in secondo piano, e una pioggia continua, battente, nauseabonda, come i fragorosi tuoni che l’accompagnano. “Spettri”, uno dei capolavori di Ibsen, arriva al Carignano (repliche sino a domenica 11 dicembre) per la Stagione dello Stabile torinese, prodotto dallo Stabile del Veneto, nella versione e nell’adattamento prosciugante, di 90’, di Fausto Paravidino (fu già Osvald a Bolzano) e per la regia lineare, estremamente rigorosa del lituano Rimas Tuminas. È anche il ritorno sulle scene italiane, nel ruolo di Hélène Alving, di Andrea Jonasson, in un bel contrasto pittorico dei suoi capelli ramati e l’abito verde di scena, algida e avara di dialoghi nella prima parte per poi esplodere lungo la tragedia che s’allunga all’interno del finale, concepita a madonna, con il suo scialle in capo, a raccogliere, la boccetta di morfina in una mano, la richiesta dolorosa e la morte del figlio. Ruolo non semplice, drammaticamente alto, che a tratti la frequentazione diradata di una lingua pare rallentare, cercare il giusto silenzio o afferrare la parola immediata, ma un ruolo superato felicemente, in piena eleganza, con la passione e la maestria che le vedevamo abituale in quel Piccolo milanese di strehleriana memoria.

Pare una tragedia greca questo “Spettri”, dove una madre dice che “gli spettri siamo noi” e un figlio intona “Vesti la giubba” dei “Pagliacci” per chiedere poi disperato il sole. Ma quel sole, nella casa, non potrà mai entrare. Forse qualcuno dovrà immolarsi. C’è realtà e c’è sogno nella elaborazione di Paravidino, c’è il tempo presente e il passato che può aver visto i giochi di due ragazzi, c’è in vantaggio il grumo di rapporti familiari – le parole di Osvald trovano anche lo spazio per un riallacciarsi alla contemporaneità, quando afferma che famiglia non è quella stabilita ma forse incancrenita, bensì quella dove c’è amore tra i componenti – con il ritorno di Osvald da Parigi, artista squattrinato e malato di quella sifilide (“i medici mi parlano di allentamento cerebrale, parole che sanno di tende di velluto!”) che un padre sempre in giro per femmine e gonnelle s’è portato in casa, con la giovinezza e la fuga di Regine (Eleonora Panizzo, tra spensieratezza e ribellione giustamente descritte), che da sempre vede nel vecchio falegname Jakob Engstrand (un appartato Giancarlo Previati, che si prefigura un diverso avvenire, non sai quanto chiaro) una figura paterna per poi scoprire, nella confessione di Hélène che svelerà quanto di marcio non vi sia soltanto in Danimarca, che il vero padre è il signor Alving e che lei sta per innamorarsi di un ragazzo che le è fratellastro. C’è il moralismo puritano e il perbenismo incarnati dal pastore Manders (un logico – “loico” – Fabio Sartor), c’è una pericolosa ambiguità, che hanno lungo un’intera esistenza seppelliti i peccati di casa, c’è il comportamento di Hélène che ha finto di non vedere e che mai s’è sognata di sbattere la porta come la Nora di “Casa di bambola” e di allontanarsi, di fuggirsene via. Ma il tutto sembra essere lo specchio di un destino, di un percorso prefissato, “è d’obbligo per noi umani essere felici?” si chiederà il pastore.

La vera sorpresa della serata è Gianluca Merolli con il suo Osvald, febbricitante, ai limiti della follia, chiuso nella conoscenza, nel disvelamento, nella conseguente propria sofferenza, tra ricordi antichi e paure, una costruzione che arriva anche a scomporsi fisicamente, in quel muovere svirgolato delle labbra e delle mani, in quell’accartocciarsi come un fantoccio sul pavimento. Una prova eccellente, applauditissimo con tutti i compagni la sera della prima. Non ultime raccolgono il successo le musiche, struggenti e appropriate, che vanno da Faustas Latènas a Giedrius Puskunigis, da Georges Bizet a Jean Sibelius. Davvero spettacolo da non perdere.

 

Elio Rabbione

 

Le immagini dello spettacolo sono di Serena Pea

La premiazione di “Poesia Granata”: sport e cultura

Domenica 4 dicembre scorso si è  tenuto presso il Piccolo Teatro delle Officine Folk il Premio Letterario Poesia Granata, promosso dal poeta Sergio Donna

Nel corso della cerimonia di premiazione, in cui è  stato presente anche un intrattenimento musicale, sono stati consegnati i premi da parte del coordinatore Sergio Donna, poeta noto nel campo della letteratura dialettale piemontese.

I vincitori hanno ricevuto un Trofeo personalizzato “Torello granata” con l’opera Premiata e il nome del Premiato; un diploma personalizzato a alta definizione e i “gianduiotti granata” del maître chocolatier torinese Alessandro Fioraso, di Piemont Cioccolato 1948

Tra i vincitori figura il poeta torinese Francesco Nugnes, molto attivo nel campo della poesia sociale e di fede calcistica juventina, ma capace di un grande rispetto e affetto per la storia del Toro.

“Il Grande Torino è  leggenda- afferma Francesco Nugnes – la leggenda è poesia, allora il Grande Torino è  poesia”.

 

Broker online: cosa sono e quali scegliere

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Chi sono i broker online? Scopriamolo insieme e capiamo quali scegliere per iniziare con il trading.

Cosa sono i broker online e quali scegliere per iniziare con il trading

Esiste tanta curiosità sul mondo del trading e su quello dei broker online, per questo bisogna fare un po’ di chiarezza. Approfondire la questione con informazioni di base ma dettagliate permetterà a chiunque di inserirsi nel mondo degli investimenti finanziari senza correre troppi rischi legati all’inesperienza.

Sono molte le domande che ci si pone prima di iniziare a investire online e non è sempre facile capire quali sono i broker online più sicuri e affidabili e non solo quelli più famosi e conosciuti.

Cos’è un broker online?

Un broker online è una piattaforma di trading, un fornitore che consente a tutti i propri clienti di effettuare i loro investimenti utilizzando la piattaforma digitale come:

  • Intermediario tra acquirente e venditore;
  • Strumento di vendita.

Un buon broker online, come www.ibroker.it è anche uno strumento trustless davvero interessante perché permette di effettuare compravendite senza conoscere direttamente il venditore e l’acquirente ma fidandosi della solidità della piattaforma.

Comparsi nella seconda metà degli anni Novanta, oggi i broker online capaci di consentire ai propri clienti di effettuare una transazione tramite le loro piattaforme di trading proprietarie sono una realtà consolidata. Come funziona il sistema? In un modo davvero semplice e intuitivo: una volta ricevuto l’ordine di vendita o di acquisto la piattaforma controlla tutti i diversi mercati e permette di abbinare con successo acquirente e venditore. 

L’ordine e il prezzo della transazione sono messi a disposizione delle autorità e la piattaforma invia un contratto automatico e questo significa che il denaro dovuto a un venditore viene automaticamente accreditato sul suo conto e che entro 3 giorni deve avvenire lo scambio della compravendita.

Quali broker scegliere per iniziare

Scegliere un broker che sia efficace e sicuro e non solo famoso non è sempre facile, è importante fare le ricerche per verificare che il broker con cui si intende iniziare abbia un’autorizzazione a trattare con i soldi dei risparmiatori e i mercati finanziari.

Al Museo per leggere l’antico Egitto

Nell’anno 2022 ricorre il bicentenario della decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion.

Questo evento storico segna la nascita dell’egittologia moderna e il Museo Egizio lo celebra con una mostra dedicata interamente alle scritture e alla lingua della civiltà egizia. Secondo il mito, fu il dio Thot a ideare l’arte della scrittura, divenendo patrono della conoscenza e degli scribi.

La scrittura è uno strumento fondamentale per l’amministrazione del paese e, allo stesso tempo, componente essenziale della visione del mondo e dell’immaginario egiziano, veicolo del pensiero religioso e del rito, della rappresentazione del potere regale e dell’identità sociale delle élite.

Il Dono di Thot: Leggere l’antico Egitto” ripercorre l’evoluzione delle scritture(ieratico, demotico, copto e geroglifico) e la varietà dei supporti su cui si scriveva, aprendo una finestra sull’ambiente, il pensiero e la società dell’antico Egitto.

Sono 170 i reperti in esposizione, tutti provenienti dalle Collezioni del Museo Egizio, ad eccezione delle tavolette cuneiformi provenienti dai Musei Reali di Torino. In mostra sono esposti papiri, capolavori della statuaria, oggetti in alabastro e statuine lignee, a testimonianza di quella cultura materiale attraverso cui egittologi e storici hanno ricostruito la biografia non solo degli oggetti, ma dell’intera civiltà nilotica.

Curata da Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer, curatori del Museo Egizio, la mostra è frutto di un progetto scientifico ideato dal direttore del Museo, Christian Greco ed è sostenuta dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.

Dal 7 novembre 2022 al 7 settembre 2023.

Al Tff quasi 50 mila presenze

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Si è conclusa la 40° edizione del Torino Film Festival, diretto da Steve Della Casa e inaugurato con un messaggio del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. L’edizione 2022 si è svolta completamente in presenza nella prospettiva del ritorno in sala del pubblico e coinvolgendo attivamente la città. Sono stati 173 i film presentati nei quattro cinema coinvolti, oltre agli appuntamenti dislocati in numerose location cittadine tra cui Casa Festival in Cavallerizza Reale, cuore pulsante della manifestazione.

I dati dell’edizione 2022 sono i seguenti: 49.622 presenze suddivise in 37.622 spettatori agli eventi a pagamento e 12.000 spettatori agli eventi gratuiti (tra cui masterclass, anticipate stampa, altre proiezioni ed eventi), 2074 accrediti rilasciati (stampa e professionali/industry), 411 abbonamenti e 224 pass giornalieri venduti e un incasso di 151.632 euro a fronte di 64.699 posti a sedere nelle sale cinematografiche contro i 98.963 dell’edizione 2019 (ultima pre pandemia).

Tante le proiezioni sold out tra cui: Dry Ground Burning di Joana Pimenta e Adirley Queirós, Eo di Jerzy Skolimowski, Empire of Light di Sam Mendes, Magical Girl e Mantìcora di Carlos Vermut, Nocebo di Lorcan Finnegan, O Acidente di Bruno Carboni, Pacifiction di Albert Serra, Palm Trees and Power Lines di Jamie Dack, Pinball di Austin e Meredith Bragg, Plan 75 di Chie Hayakawa, Riotsville, Usa di Sierra Pettengill, Runner di Marian Mathias, The Woodcutter Story di Mikko Myllylahti, Un Varón di Fabian Hernández, Urban Myths di Won-Ki Hong.

La copertura social del TFF è stata di circa 600 mila utenti unici, con dati di assoluta eccellenza per le piattaforme Facebook e Instagram con oltre 116 mila interazioni con i canali del festival. Tutti i canali social del TFF – Instagram, Facebook, Twitter e Youtube – hanno prodotto oltre 2.000.000 di impression totali e 330 mila visualizzazioni di video.

Molto significativo anche il dato del canale Instagram con impression organiche durante il festival che si attestano oltre quota 1.335.000 mila, trainate da oltre 145.000 views dei 24 video postati durante eventi, presentazioni e masterclass, e un incremento di oltre il 45% del numero di follower.

Durante il TFF40 sono stati inoltre realizzati diversi TikTok a tema Torino Film Festival sul canale TikTok del Museo Nazionale del Cinema con un totale di oltre 122.000 views.

Alla luce di queste considerazioni, i dati del 40° Torino Film Festival sono testimonianza di un importante segnale di ripresa, a conferma del valore della manifestazione e della sua capacità di coinvolgimento della città.