Vlahovic J
Blas N
All’Allianz Stadium di Torino partita stregata per i bianconeri che colpiscono i pali e non vanno oltre il pareggio: nel recupero episodio molto dubbio su un tocco di mano in area di un difensore francese.
L’avventura della Juve in Europa League inizia con un pareggio amaro dopo la retrocessione dalla Champions. Nell’andata dei playoff la squadra di Allegri non va infatti oltre l’1-1 contro il Nantes, rimandando il discorso qualificazione al ritorno. Nel primo tempo segna Vlahovic (13′) dopo una grande giocata di Di Maria, poi nella ripresa Blas (60′) pareggia in contropiede ed il grande assedio bianconero termina contro i pali centrati da Chiesa e Di Maria. Vibranti proteste nei minuti di recupero per un tocco in area di mano di Centonze su un gran colpo di testa di Bremer.Ora il ritorno con la Juve chiamata a vincere per approdare agli ottavi di finale dell’Europa League.Ricordiamo che non vale più la regola del gol segnato fuori casa che vale doppio nel caso di pareggio totale nelle 2 sfide.
Enzo Grassano


Che Torino sia “città misteriosa” è ormai appurato. La meta che vi propongo oggi può rientrare sotto questo aspetto “tenebroso”, infatti è del Museo Cesare Lombroso che vi voglio parlare.
Particolarmente attinente è la vicenda del pittore Richard Dadd (1817-1886), che uccise il padre con un coltello a serramanico perché lo aveva scambiato per un principe delle tenebre, nemico della divinità che Richard adorava, Osiris, a cui aveva anche dedicato un piccolo santuario in una camera in affitto a Londra. Non c’è bisogno di spiegazioni per personaggi allucinati come Ensor, ( 1860-1949) e Munch,( 1863-1944). Forse tra tutti l’ “oscar della follia” va a Jackson Pollock, artista maledetto per eccellenza, consumato da alcool e droghe, riformato dall’esercito per problemi psichici, morto a soli 44 anni in un tragico incidente stradale, la stessa signora Guggenheim di lui aveva detto: “quest’uomo ha dei seri problemi, la pittura è senza dubbio uno di questi”. L’elenco è ancora lungo ed è costituito da grandi nomi quali Francis Bacon, (1909-1992), l’autodistruttivo e tormentato Jean Michel Basquiat (1960-1988) e la triste Camille Claudel (1864-1943), artista brillante, allieva e amante di Rodin. Camille soffrì di depressione con manie di persecuzione e venne internata per volere della madre, in tal modo è come se fosse morta due volte in solitudine: sola, perché rinchiusa in manicomio e sola, perché nemmeno un familiare partecipò al suo funerale.