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Pop-App Museum: libri animati di ieri e di oggi

Proseguono gli appuntamenti

Fino a maggio prossimo, il Pop-App Museum di Palazzo Barolo, a Torino, ospita un ciclo di incontri dedicati ai libri animati di ieri e di oggi e ai loro passaggi transmediali.

Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, dialoga con autori, artisti, illustratori, pop-up designer, editori, professionisti del cinema di animazione, bibliotecari, collezionisti e appassionati che raccontano progetti ed esperienze legati al mondo dei libri animati.
Il prossimo appuntamento è in programma giovedì 12 marzo, alle ore 17, presso il Pop-App Museum di Palazzo Barolo, con l’incontro: “Storie vere di Zia Mariù: dal testo di Paola Lombroso Carrara alle animazioni di Luisa Terzi”.

Pompeo Vagliani e Mario Carrara, nipote di Paola Lombroso, rievocano le vicende biografiche dei protagonisti di “Storie vere di Zia Mariù” (1913) intrecciando, attraverso la sua preziosa testimonianza, memoria familiare e ricostruzione letteraria.
Le illustrazioni di Bona Gigliucci  dedicate a questo libro presero vita in forma animata già nel 1914 grazie al lavoro pionieristico della giovane maestra fiorentina Luisa Terzi, che realizzò per Paola un albo animato in copia unica, recentemente riportato al suo originario splendore grazie all’intervento del Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”. L’albo animato fa parte di un gruppo di quattro albi in copia unica realizzati fra il 1913 e il 1917 da “Luisella”, basandosi su altrettanti libri per bambini della scrittrice Paola Lombroso Carrara, evidenziando il lungo sodalizio destinato a intrecciarsi con la nascente avventura delle Bibliotechine Rurali e a depositare tracce sul loro futuro organo di diffusione, il “Bollettino”.
Un percorso che unisce testi, illustrazioni e manufatti di carta, restituendo al pubblico contemporaneo la modernità e la forza educativa del progetto di Zia Mariù.

L’appuntamento successivo è previsto per giovedì 26 marzo 2026 alle ore 17 con “Pop-up in Langa: dal Barolo al tartufo”.  L’illustratrice e pittrice Gabriella Piccatto racconta la genesi del libro: alchimia di una storia d’amore, realizzato nel 2015 su commissione delle Cantine Marchesi di Barolo e creato a partire da tavole acquerellate, il volume si apre in quattro doppie pagine con sviluppi e profondità differenti che narrano la storia dei Marchesi Giulia Colbert Falletti e Carlo Tancredi Falletti.
Nel suo racconto, l’autrice ripercorre anche la nascita di Tuber Popup – Tuber Comics, progetto realizzato insieme al fratello Luigi Piccatto, celebre maestro del fumetto italiano. Libro animato dalle suggestioni poetiche, Tuber Popup evoca castelli, foreste e animali in chiave fiabesca, valorizzando il tartufo come elemento culturale e simbolico delle Langhe.
Due progetti profondamente radicati nel paesaggio e nella memoria di queste colline: dalla storia dei Marchesi di Barolo e delle cantine omonime fino al tartufo, tesoro prezioso del territorio. Un viaggio creativo e personale che si intreccia con il ricordo di Luigi, recentemente scomparso, figura cara e presenza significativa nel percorso artistico di Gabriella Piccatto.

L’ingresso agli incontri è gratuito

Pop-App Museum – Palazzo Barolo – ingresso da via Corte d’Appello 20/F, Torino

Mara Martellotta

Montagna, Calderoni e Isnardi (Pd): “taglio del 63 per cento ai fondi”

11 marzo 2026 – I dati della Ragioneria generale dello Stato certificano un taglio pesantissimo alle risorse destinate alla montagna: i fondi a gestione diretta delle Regioni scendono da 200 milioni di euro a soli 73 milioni, con una riduzione di oltre il 63 per cento.

Numeri che smentiscono le rassicurazioni del governo e che rendono ancora più incerta la situazione per centinaia di Comuni montani, molti dei quali esclusi dai nuovi criteri di montanità previsti dalla recente legge nazionale.

“Con un taglio simile – dichiara Calderoni – sarà difficile che la Regione Piemonte riesca a compensare i Comuni esclusi dalla montanità, come promesso dal presidente Cirio e dall’assessore Gallo. Le risorse a disposizione delle Regioni si riducono drasticamente e questo rende quelle promesse sempre meno credibili. Senza dire che la concorrenza dei nuovi comuni molto popolosi (Cuneo e Mondovì su tutti), divenuti montani grazie alla riforma Calderoli, ridurrà ulteriormente le risorse per le piccole comunità”.

Il problema riguarda anche la sostenibilità complessiva dei conti regionali. “In Consiglio regionale – prosegue Isnardi – la maggioranza sta lavorando a una variazione di bilancio da circa 200 milioni di euro per coprire l’ennesimo buco nella Sanità. In questo quadro diventa evidente quanto sia complicato immaginare nuove risorse per compensare i territori penalizzati dai nuovi criteri”.

“Chi vive e amministra nei territori montani – concludono i consiglieri PD Calderoni e Isnardi – ha bisogno di certezze e non di annunci. I numeri della Ragioneria raccontano una realtà molto diversa da quella presentata dal governo e rischiano di scaricare sui territori e sulle Regioni il costo di scelte sbagliate”.

“Il Papà di Dio”, le geometrie imprevedibili della famiglia

Giovedì 12 marzo, alle ore 21, e venerdì 13 marzo, alle ore 20, andrà in scena al Cineteatro Baretti, per la stagione Aurea Familia, la pièce teatrale “Il Papà di Dio”, per la scrittura scenica e la regia di Andrea Fazzini. Gli interpreti saranno Mary Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi e Fernando Micucci.

In una stagione che esplora le geometrie imprevedibili della famiglia, “il Papà di Dio” del Teatro Rebis, liberamente tratto dalla graphic novel di maicol&mirco, è una tappa necessaria. L’indagine della nuova stagione del Baretti si intreccia con tematiche care agli autori: la solitudine, la morte, la relazione con l’altro e con il divino e l’esistenza, attraversate e deprivate da un approccio minimale e diretto. Tra ironia e lirismo, la compagnia marchigiana offre allo spettatore una riflessione pungente e poetica sul rapporto tra genitori e figli, sul fallimento e sulla responsabilità.
“Il Papà di Dio” ha un diavolo per capello, suo figlio è irrecuperabile, ha voluto creare il suo universo senza prima studiare. Il risultato è quello del nostro Universo. Un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore. Un Universo dove si lavora e si suda, un Universo tutto sbagliato, molto diverso da quello del Papà di Dio, che è meraviglioso, dove non esiste morte, dolore o fame, dove non si deve lavorare o faticare, dove non esistono i soldi. Dio però non ha voluto ascoltarlo. Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere il suo povero Dio?

Info e biglietteria: anyticket.it – alla cassa disponibili il giorno dello spettacolo

Cineteatro Baretti – via Baretti 4, Torino

Mara Martellotta

Montagna piemontese, corsa ai fondi per le borgate: domande per 3,5 milioni

Cresce l’interesse dei Comuni piemontesi per gli interventi di miglioramento delle infrastrutture nelle borgate montane. Sono infatti dieci le amministrazioni locali che hanno presentato domanda per il bando regionale dedicato al potenziamento dei servizi nei piccoli centri di montagna.

Alla scadenza dei termini, fissata al 3 marzo 2026, le richieste complessive hanno raggiunto quasi 3,5 milioni di euro, una cifra che supera di circa il 50% la dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando nell’ambito del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.

La maggior parte dei progetti proviene dal Cuneese, con sette candidature, mentre tre arrivano dalla Città metropolitana di Torino.

«La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l’esigenza di investire nelle borgate montane – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri».

Il numero di proposte presentate evidenzia la volontà dei territori di intervenire in modo concreto sui servizi essenziali e sulla qualità della vita nelle aree montane. I progetti riguardano diversi ambiti: dall’adeguamento delle reti energetiche e telefoniche al potenziamento dell’illuminazione pubblica, fino alla riqualificazione delle pavimentazioni nei nuclei storici delle borgate.

Il bando rientra nelle misure del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 e prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per opere destinate alla realizzazione, all’ammodernamento o all’ampliamento delle infrastrutture di base nei centri montani.

Tra gli interventi ammissibili figurano il rinnovo delle reti elettriche e del gas, l’installazione o il miglioramento dell’illuminazione pubblica, lo sviluppo delle infrastrutture telefoniche e di comunicazione e la riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.

Le proposte progettuali presentate hanno un valore compreso tra circa 100 mila e quasi 500 mila euro e includono, tra le opere previste, anche l’interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che permettono di migliorare i servizi salvaguardando al tempo stesso il carattere storico e architettonico dei borghi.

L’ampia partecipazione al bando e l’entità degli investimenti richiesti rappresentano un indicatore significativo per la pianificazione delle future politiche regionali dedicate alla montagna.

«La montagna piemontese dimostra di avere progettualità e visione – conclude l’assessore –. La forte richiesta registrata sarà certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate».

“Il canto del corvo”, il nuovo thriller storico di Paolo Lanzotti

Informazione promozionale

Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa…

Venezia 1754.

Alla vigilia della festa del Redentore, una serie di strani eventi fa credere che qualcuno stia tramando un colpo di Stato. Marco Leon, ancora convalescente dopo una grave ferita subita mesi prima, vorrebbe rientrare in servizio per indagare, ma Geminiani, preoccupato per il suo stato di salute, gli affida un caso minore: la morte di un valletto. Il colpevole sembrerebbe essere un giovane patrizio, Guido Manfré. Tuttavia, la fidanzata del nobile, Cecilia Todesco, non ne è convinta e ha implorato l’intervento dello stesso Geminiani, nella speranza di poter discolpare l’amato.

Marco, pur di uscire dall’inerzia di quei mesi passati in casa, accetta l’incarico, apparentemente semplice. I due casi, inizialmente separati, si intrecciano gradualmente, rivelando a poco a poco, connessioni inaspettate. Guido Manfrè sembrerebbe non solo implicato nell’omicidio del valletto, ma anche nelle vicende che porterebbero al colpo di Stato. Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa.

Quando Marco unisce i fili delle due indagini, si trova ad affrontare un caso complesso. Dovrà scoprire la verità sull’omicidio, affrontare l’assassino e fermare il complotto per salvare, ancora una volta, la Serenissima. Se possibile.

Il romanzo si trova nelle librerie fisiche e on line.

Verdi Piemonte: prime scatole di medicinali per Cuba

“I medici cubani c’erano quando ne abbiamo avuto bisogno, durante l’emergenza Covid. Non dimentichiamo i loro sacrifici: ora dobbiamo essere noi ad aiutarli”. Così hanno commentato ieri gli esponenti dei Verdi del Piemonte Roberto Tricarico, Erica Bevilacqua e Mauro Trombin consegnando le prime tre scatole di medicinali raccolte tra iscritti e simpatizzanti.

“Dobbiamo rompere l’isolamento che sta strangolando Cuba e far a tornare a respirare l’isola che Trump vorrebbe assoggettare al suo Governo. Per questo una nostra delegazione si unirà al convoglio che partirà da Torino il 17 marzo con destinazione l’Havana” – così concludono gli ambientalisti.

Gronda Est, confronto tra Comuni

Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est si è riunito  nella sede della Città metropolitana di Torino. È stata portata all’attenzione degli amministratori locali interessati all’infrastruttura la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi e alternative di tracciato che lo studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana, ha preso in considerazione. A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambienteAlessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.

“Le alternative di tracciato elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2024. Il tema ancora oggetto di confronto sono le eventuali criticità e interferenze con la viabilità minore, ma, al momento, la priorità è arrivare ad una scelta il più possibile condivisa tra una delle 7 opzioni di percorso considerate. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – L’opzione prescelta guiderà la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, che è il primo e indispensabile passo della progettazione dell’infrastruttura. Nella riunione odierna abbiamo preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria ad interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole solo ad un limitato allargamento della sede stradale della Provinciale 122″.

Senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta hanno spiegato agli amministratori locali che a loro giudizio i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzionePer quanto riguarda la zona nord della Collina torinese lopzioni A e A’ prevedono il transito in Val PalleraPer la zona sud viene ipotizzato il riutilizzo del sedime stradale della Provinciale 122mentre per il nodo di Sant’Anna vi sono due sub-opzioni: la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramentoPer quanto riguarda la tangenziale di Chieri viene preso in considerazione un raddoppio con due carreggiate indipendenti. Per la tratta Chieri-autostrada A 21-Poirino si ipotizza il potenziamento della Variante di Pessione. I tecnici hanno spiegato che l‘opzione A1 prevede il minor ricorso possibile alla realizzazione di tunnel, infrastrutture che hanno un elevato costo di realizzazione e di manutenzione. Le macro-prestazioni complessive delle opzioni in termini di alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale sono simili. Quello che cambia sono appunti i costi: lopzioni A e A’ comporterebbero un investimento stimato in 527 milioni di euro, mentre per l’opzione B la stima sale a 669 milioni, per la C ad 806 e per la D a 719. Per gli utenti provenienti o destinati alla zona collinare le opzioni A A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale.

Traffico internazionale di droga, otto condanne a Torino

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Un vasto traffico internazionale di cocaina viaggiava dal Brasile verso i porti italiani e del Nord Europa nascosto su navi container. L’indagine, denominata operazione “Samba” e avviata dai carabinieri nel 2024, aveva portato a diversi arresti: cinque in Italia, tra persone ritenute vicine alla ’ndrangheta attiva in Piemonte, e altri diciotto in Brasile.

Al centro dell’inchiesta alcuni ex latitanti arrestati nel 2019 che dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, hanno fornito agli investigatori informazioni determinanti per ricostruire la rete di narcotraffico e i canali utilizzati per l’importazione della droga dal Sud America verso l’Europa.

Per quell’indagine è arrivata ora la prima decisione del tribunale di Torino. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, i giudici hanno inflitto otto condanne con pene comprese tra gli otto e i diciotto anni di carcere. Uno degli imputati è stato assolto.

Le indagini avevano inoltre individuato a San Giusto Canavese il punto di riferimento dell’organizzazione, da cui venivano coordinati i traffici legati alle spedizioni di cocaina provenienti dai porti dello stato brasiliano del Paranà. Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito l’arrivo di oltre 1.600 chilogrammi di droga lungo la rotta tra Brasile e Italia, con un giro di denaro stimato in più di 6,5 milioni di dollari.

Torino più verde, Giardino Martini: undici nuovi tigli per il mercato di piazza Benefica

Nel giardino Luigi Martini di piazza Benefica, sede dello storico mercato di Cit Turin, sono stati messi a dimora undici nuovi tigli, nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione dell’area mercatale che  cambieranno volto a uno dei mercati più amati dai torinesi.

I lavori di riqualificazione dell’area sono partiti lo scorso settembre, e avranno una durata di circa un anno. Il progetto include il rifacimento delle pavimentazioni, la realizzazione di nuove reti di adduzione idrica per i banchi alimentari, la revisione dell’impianto reflui con allaccio alla rete fognaria, l’installazione di un moderno impianto elettrico interrato e il rinnovo delle griglie delle aiuole alberate, riprogettate per risolvere il problema del ristagno d’acqua che in passato aveva compromesso la salute di alcuni alberi. Nel progetto originale è stato incluso anche il ripristino del verde, con le nuove piante che vanno ad aggiungersi alle 56 piante già esistenti, aumentando l’ombreggiatura della piazza.

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Foto Museo Torino