Sabato 25 aprile si terrà la terza attività ufficiale del 2026 del Comitato istituito dal Comune e dall’Associazione Internazionale Regina Elena Odv per ricordare Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, nel 150° anniversario dalla sua dipartita avvenuta a Sanremo l’8 novembre 1876. A questo Comitato ha aderito anche la Città Metropolitana di Torino.
Quel giorno, in occasione della Festa della Liberazione, si terrà un incontro dedicato alla riflessione sull’importanza della pace, della libertà, della democrazia e del coraggio di chi ha lottato per un futuro migliore.
Dopo la deposizione di una corona d’alloro e la commemorazione dei caduti di Reano che si terrà alle ore 10,30 presso il Cippo di Via del Cimitero, alle ore 11, nella Pagoda del Moncuni Park, la cerimonia proseguirà con una conferenza sulle donne partigiane attive nel nostro territorio durante l’occupazione nazista. Seguirà una rappresentazione teatrale a testimonianza del loro impegno e coraggio. Parteciperanno il Gruppo Alpini, la Compagna TeatrAli, la Proloco e l’AIB di Reano.
Missione Agenti Pulenti
EDUCARE I GIOVANI ALLA SALVAGUARDIA DEI MONUMENTI
Il service nato in Piemonte ma promosso quest’anno a service nazionale ha coinvolto solo nella nostra Regione circa 1.000 ragazzi insieme a docenti, restauratori e Soprintendenze del territorio
Prosegue il service “Agenti Pulenti” che, alla sua decima edizione ha, solo in Piemonte, coinvolto circa 1.000 ragazzi. Il progetto, promosso dal Multidistretto Lions 108 Italy, viene svolto nelle classi grazie a docenti, architetti, storici dell’arte e restauratori delle Soprintendenze, con l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani alla conoscenza, al rispetto e alla salvaguardia dei monumenti pubblici.
Lunedì 27 aprile e lunedì 11 maggio il service “Agenti Pulenti” si svolgerà alla Scuola primaria di Rondissone e alla Scuola primaria di Boschetto. “Il nostro paese è ricco di monumenti e testimonianze artistiche e materiali della nostra storia. Il progetto persegue uno dei fondamentali scopi del Lions International: l’educazione alla buona cittadinanza nella missione di far conoscere, innanzitutto ai giovani, futuri cittadini di domani, il nostro immenso patrimonio di cui tutti dobbiamo sentirci orgogliosi custodi” – ha commentato l’ideatore e coordinatore del service “Agenti Pulenti”, Emilio Mello – “Io sono un chimico della conservazione, penso sia importante far capire ai più giovani quali siano i reali effetti degli atti vandalici sul nostro patrimonio artistico-culturale. La speranza è che questa consapevolezza serva loro a non commettere queste azioni in futuro”.
A Torino e provincia, quest’anno, le scuole coinvolte sono state: la Scuola primaria di Bairo, Bairo (TO), Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Caselle Torinese, Scuola primaria Gianni Rodari di Caselle Torinese, Scuola Primaria Defassi di Borgaro Torinese, Istituto La Salle a Grugliasco. Ma varie attività sono state svolte anche a Mazzè (TO), Tonengo, Caluso, Frossasco, Trobaso (Verbania), Pinerolo, Novara, Trecate, Verbania, Adorno, Micca (BI), Vercelli, Aosta, Gressan (AO).
Il 15 aprile 2026, a Torino, il service è stato al centro di una giornata di studi, dal titolo “I monumenti delle città: Educazione alla tutela” alla presenza del Soprintendente Corrado Azzollini, del Governatore Distrettuale, Giovanna Sereni, dell’Assessora all’Ambiente del Comune di Torino, Chiara Foglietta, del Comandante Nucleo CC Tutela Patrimonio Culturale, Ferdinando Angeletti.
Negli anni, le collaborazioni tra il service “Agenti Pulenti” e le Soprintendenze del territorio sono diventate strutturali. Sono in essere convenzioni con le Soprintendenze di Torino, di Novara, di Genova e, in fase di ratifica, di Alessandria. A maggio dello scorso anno, su sollecitazione della Soprintendenza di Alessandria, l’attività di sensibilizzazione al rispetto dei monumenti è stata oggetto di una presentazione congiunta tra tutte le Soprintendenze del Nord-Ovest e Lions International al Salone del Restauro di Ferrara nello stand del Ministero della Cultura. Dopo la sperimentazione piemontese, a oggi sono impegnati nel service “Agenti Pulenti” circa 150 Lions club in tutta Italia, con un coinvolgimento di circa 10.000 ragazzi.
La memoria storica è però rimasta molto viva. A Torre Pellice, il cuore della terra valdese, si trova il Museo Valdese che racconta queste vicende e ogni anno si tengono commemorazioni e iniziative culturali. La resistenza valdese ai Savoia è uno degli episodi più drammatici della storia delle Valli Valdesi. Dopo la morte di Vittorio Amedeo I di Savoia nel 1637 la situazione mutò rapidamente. Con la salita al trono di Carlo Emanuele II di Savoia sotto la reggenza della madre, Maria Cristina di Francia, i rapporti tra i valdesi del Piemonte e i Savoia peggiorarono drasticamente. Nel Ducato si decise di sradicare l’eresia dalle valli. Tutto cominciò il 24 aprile del 1655, vigilia di Pasqua, quando il duca Carlo Emanuele II di Savoia (1634-1675) ordinò ai valdesi di convertirsi alla chiesa cattolica o abbandonare il territorio e andare in esilio. Molti rifiutarono e scattò la reazione dell’esercito del Ducato di Savoia che avviò una lunga campagna militare nelle valli provocando la morte di 1712 persone secondo fonti valdesi, molte meno secondo fonti ducali. Il marchese di Pianezza, Carlo Emanuele di Simiana, decise di stanziare delle truppe a Torre Pellice ma i valdesi si ribellarono e per ritorsione i soldati del marchese misero a ferro e fuoco la Val Pellice uccidendo centinaia di civili e costringendo i valdesi a rinnegare la loro fede. Nonostante l’inferiorità militare i valdesi opposero una forte resistenza, disperata ma efficiente.
Conoscevano bene il territorio, le montagne e i rifugi, si organizzarono in piccoli gruppi armati e si diedero alla guerriglia. Con barricate improvvisate bloccarono i sentieri e con rapide azioni attaccarono le truppe sabaude per poi ritirarsi nei boschi. Molti altri, scampati alle stragi, si rifugiarono sulle alture della valle. L’evento suscitò sdegno e rabbia in tutta l’Europa e fu proprio un movimento diplomatico internazionale a fermare il massacro. Si mosse perfino Oliver Cromwell (1599-1658), il generale e politico inglese che nel Seicento cambiò temporaneamente la storia dell’Inghilterra e intervenne diplomaticamente a favore dei valdesi esercitando pressioni sul Ducato di Savoia. I sovrani europei sostennero fin da subito la causa valdese e la Francia accolse parte dei fuggiaschi. Sotto la pressione internazionale i Savoia furono costretti a concedere ai valdesi una temporanea tregua e alcuni diritti anche se le persecuzioni ufficiali contro i valdesi termineranno solo con lo Statuto Albertino del 1848 che concederà alla minoranza cristiana diritti civili e politici.Dal 22 aprile al 6 luglio, a Palazzo Madama, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese, saranno esposte le opere di Irene Pittatore dal titolo “A Weak Monument”, curate da Tea Taramino
Lunedì 20 aprile, alle ore 17, a Palazzo Madama, viene presentato un incontro dedicato a Monumenta Italia, un progetto di arte pubblica itinerante con Irene Pittatore, Tea Taramino e Elisa Parola, seguito dall’inaugurazione dell’esposizione a cura di Tea Taramino. L’evento, realizzato nell’ambito del public program della mostra MonumeTO – Torino Capitale, approfondisce alcune dinamiche al centro del lavoro di Monumenta Italia dell’artista Irene Pittatore, proponendo una riflessione sull’esiguità di monumenti dedicati a donne o realizzati da esse nello spazio pubblico. Si tratta di un vuoto che diventa occasione per interrogarsi sul significato contemporaneo di “memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità”, in una prospettiva di genere. In occasione della conferenza, e fino al 6 luglio prossimo, nella Piccola Guardaroba e nel Gabinetto Cinese di Palazzo Madama sarà esposta, a cura di Tea Taramino, una selezione e di opere di Irene Pittatore, tra le quali manifesti, cartoline, video e un gonfalone utilizzati in mostre e laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere di Monumenta Italia, progetto aperto che opera a livello nazionale, ha la sua basea Torino, dove nel 2024 sono stati diffusi manifesti nelle biblioteche civiche, alla fermata Bengasi della metropolitana, all’URP del Consiglio Regionale del Piemonte, la rassegna Opera Viva, il manifesto in piazza Bottesini, e organizzati mostre e laboratori. Il progetto è in corso di svolgimento anche a Novara, con una campagna di 71 affissioni urbane, e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e Roma, è stato inoltre presentato all’Università degli Studi Di Padova e alla Casa degli Artisti di Milano.
Monumenta Italia prende le mosse da Monumentale Dimenticanza, progetto di ricerca a del Centro Studi e documentazione del Pensiero Femminile APS, nel 2019, volto a censire la presenza di monumenti, fontane e statue su suolo pubblico dedicate a storiche figure femminili nelle città e nei comuni piemontesi.
Torino è la città con più monumenti in Italia: 102, di cui uno solo dedicato a una donna, l’Edicola celebrativa della figura di Juliette Colbert, nota come Giulia di Barolo, posta nel dicembre 2025 sulla facciata di Palazzo Barolo. Le rare figure femminili presenti all’interno di produzioni scultoree e monumenti, sono soggetti anonimi o immagini allegoriche, come la Fede e la Vittoria. Ancora più spesso sono semplici comparse nude, in posizioni ascellari, spesso ai piedi dell’eroe. Un dato che evidenzia il mancato riconoscimento pubblico di meriti civili, intellettuali, artistici e scientifici delle donne. A questo si aggiunge un’ulteriore assenza: tra queste opere solo una, la “Fontanella di Venere”, del 1997, è stata realizzata da una donna. È possibile raccontare la storia delle città ignorando quella delle donne? Adottando un punto di vista androcentrico e negando la pluralità degli sguardi? Possiamo oggi immaginare idee più aperte di un monumento per celebrare la storia delle donne? Monumenta Italia si pone l’obiettivo di generare consapevolezza su questi temi e offrire un punto di osservazione sul patrimonio monumentale, capace di contemplare la prospettiva di genere e la secolare e emarginazione del contributo femminile. Ne scaturisce un’occasione di riflessione civica sul patrimonio artistico urbano e sul significato contemporaneo di monumentalità, memoria e identità, alla quale la cittadinanza è invitata a partecipare.
Mara Martellotta
Nella seduta di martedì 21 aprile 2026, il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato la mozione che impegna la Giunta a rafforzare i progetti di cooperazione internazionale con l’Ucraina.
Un atto che guarda oltre l’emergenza e si concentra sulle conseguenze più profonde del conflitto, a partire dal diritto allo studio, dal supporto alla salute mentale e dalla tutela ambientale nei territori colpiti dalla guerra.
«Non possiamo limitarci alla solidarietà di principio – dichiarano la consigliera regionale Emanuela Verzella e Federica Valcauda, esponente del territorio biellese e tesoriera di Europa Radicale – Con questa mozione chiediamo alla Regione Piemonte di fare un passo in più, diventando protagonista attiva di percorsi concreti di cooperazione e ricostruzione».
Il documento approvato richiama i dati drammatici del conflitto e sottolinea in particolare l’impatto su bambini e adolescenti, spesso privati della possibilità di frequentare la scuola in condizioni di sicurezza, e sulle comunità segnate da traumi psicologici profondi.
«C’è una generazione che rischia di crescere senza scuola e senza strumenti per elaborare ciò che ha vissuto – proseguono Verzella e Valcauda –. È su questo terreno che anche le istituzioni regionali possono e devono intervenire, valorizzando le competenze del nostro sistema educativo, sanitario e del terzo settore».
La mozione impegna inoltre la Giunta a rafforzare la cooperazione decentrata, favorendo partenariati tra enti locali piemontesi, università, organizzazioni non governative e soggetti attivi in Ucraina, e a promuovere iniziative di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
«Il Piemonte – concludono – ha già dimostrato in questi anni grande capacità di accoglienza e solidarietà. Ora è il momento di consolidare questo impegno, trasformandolo in progettualità strutturate, monitorabili e capaci di incidere davvero nei processi di ricostruzione e di sviluppo».
TRIPLETTA TRICOLORE IN PORTOGALLO
2 ori e 1 argento per la squadra azzurra nella tappa d’esordio di Coppa Europa Boulder Giovanile A Soure i podi si sono tinti di azzurro grazie alle medaglie d’oro di Giovanni Bagnoli e Pietro Franzoni e alla medaglia d’argento di Leonardo Donola. La gara per i nostri azzurri è partita decisamente col piede giusto fin dalle qualifiche. Nella categoria U17 maschile è stato subito dominio tricolore, con i primi 3 classificati in maglia azzurra: Leonardo Donola in prima posizione, con 4 top, di cui 3 flash (99,8 punti); Pietro Franzoni in seconda piazza, con 3 top flash e 2 zone (94,8 punti); Emiliano Zingrini al terzo posto, con 3 flash e 2 zone (94,2 punti). In finale è stata mantenuta la supremazia azzurra, ma stavolta la migliore prestazione è stata quella del veronese Pietro Franzoni che, con 2 top e 2 zone (69,4 punti) ha conquistato una preziosissima medaglia d’oro. Bellissima prova anche per il padovano Leonardo Donola che, con 2 top (49,5 punti), ha meritato a pieno titolo la sua medaglia d’argento. L’en plein è stato solo sfiorato, perché l’altro azzurro finalista, il fiorentino Emiliano Zingrini, ha mancato di poco il podio, terminando in 4° posizione (con una buona prova che lo ha portato a raggiungere 4 zone, per un totale di 39,1 punti). Nelle qualifiche femminili l’arcense Chiara Franceschi ha tirato fuori dal cilindro una prestazione che le ha fruttato la 5° posizione, con 4 top (di cui 3 flash) e 1 zona (109,5 punti). La bresciana Carolina Gradaschi ha agguantato la finale, in decima piazza, con 3 top e 2 zone (79,8 punti). In finale le due azzurre hanno investito nei blocchi tutte le loro energie ed hanno chiuso al 6° (Franceschi) e all’8° posto (Gradaschi). Il vipitenese Pier Giulio Paglierani e il monzese Jaouad Bouih, alla loro prima esperienza internazionale, hanno terminato la gara alle qualifiche, chiudendo rispettivamente al 14° e 23° posto. La romana Leonora Lucarelli, la veneziana Giorgia Zanetti e la bolognese Elisa D’Addario si sono piazzate rispettivamente al 18°, 33° e 38° posto. Nelle qualifiche della categoria U19 maschile il fiorentino Giovanni Bagnoli ha conquistato la prima posizione in classifica, con 4 top (di cui 3 flash) e 1 zona (109,7 punti). Dopo aver dominato le qualifiche, si è mantenuto saldo al comando, unico a chiudere 3 blocchi e 1 zona (84,5 punti), e ha conquistato a pieno merito la medaglia d’oro. Gli altri azzurri non sono riusciti a conquistare il pass la finale: il genovese Alessandro Sofia, il romano Tommaso Milanese, i torinesi Matteo Tranquilli e Gabriele Fisanotti si sono piazzati rispettivamente al 14°, 20°, 21° e 22° posto. Mentre la veronese Emma Gregorotti, la ravennate Nicole Francesconi e la brissinese Bettina Dorfmann si sono posizionate al 15°, 18° e 37° posto. Per Corrado Riva, Danilo Marchionne e Matteo Maffei, tecnici della Nazionale sul campo gara, è stata un’emozione indescrivibile vedere i tre atleti azzurri sul podio. “Dopo l’intensa preparazione off season svolta durante i raduni guidati dallo staff della Nazionale Giovanile, che ha evidenziato una significativa crescita tecnica dei ragazzi, siamo finalmente approdati alle prime competizioni internazionali. – racconta Riva – Nell’esordio a Soure il lavoro svolto nei mesi precedenti ha iniziato a dare i risultati attesi. La gara, di alto livello, è stata gestita dall’intero gruppo in maniera positiva, con prestazioni di grande rilievo che hanno confermato il percorso di crescita intrapreso.” Orgoglioso dei risultati raggiunti il Presidente FASI, Davide Battistella: “Portiamo a casa tre importanti medaglie per i nostri giovani atleti e siamo molto felici perché è il modo migliore di iniziare di una stagione che sarà lunghissima, e che vedrà le nostre squadre impegnate in tutte le specialità. Sulle categorie giovanili abbiamo importanti aspettative. Voglio ringraziare tutto lo staff federale del team Boulder che sta seguendo la loro preparazione, il Direttore Tecnico Davide Manzoni e tutti i collaboratori, perché questi risultati arrivano anche grazie al lavoro che stiamo portando avanti nel Centro Tecnico Federale di Arco di Trento, fucina fondamentale per la crescita e il progresso dei nostri azzurri.” Nonostante gli ottimi segnali il lavoro non si ferma: restano margini di miglioramento sui quali lo staff tecnico della FASI continuerà a concentrarsi. In quest’ottica, l’1 e 2 maggio la Nazionale Giovanile si ritroverà presso il Centro Tecnico Federale di Arco per un ulteriore raduno, finalizzato a rifinire i dettagli in vista dei prossimi impegni. Il prossimo appuntamento in calendario sarà la seconda tappa di Coppa Europa, a Graz, il 9 e 10 maggio, che rappresenterà un ulteriore banco di prova per il gruppo, a cui i ragazzi arriveranno carichi dell’entusiasmo assorbito in questo indimenticabile esordio portoghese. Link per consultare i risultati: https://ifsc.results.info/event/1494/
Ezio Gribaudo, “Per leggere, per vedere”
Un incontro di approfondimento dedicato all’opera e alla figura dell’artista , nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino
Mercoledi 22 aprile, alle ore 17, nell’atrio della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, in piazza Carlo Alberto 3, si terrà un incontro dal titolo “Per leggere, per vedere”, un’occasione di approfondimento dedicata all’opera e alla figura di Ezio Gribaudo, nello spazio che oggi ospita la scultura omonima inaugurata nel 2017 nella piazza antistante l’istituto, e successivamente collocata all’interno dell’edificio. All’appuntamento interverranno la figlia dell’artista, Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, e Valentina Caputo, Presidente di ABNUT. L’iniziativa si svolge in occasione della mostra “Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo”, a Villa della Regina dal 25 marzo al 24 maggio prossimo, nell’ambito della rassegna culturale QU.EEN, una narrazione di arte e natura a Villa della Regina. L’incontro sarà inoltre un’occasione per dedicarsi al racconto del volume “I libri metafora di una vita”, la cui mostra era stata ospitata presso la Biblioteca Nazionale in occasione dei novant’anni dell’artista, ripercorrendo le sue opere e i suoi libri d’artista e offrendo una preziosa testimonianza del contesto socio-culturale dell’epoca.
I saluti istituzionali saranno affidati a Marzia Dina Pontone, Direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – piazza Carlo Alberto 3, Torino
Mara Martellotta
Capriolo messo in salvo a Pino Torinese
Una femmina di capriolo è stata recuperata nel pomeriggio di sabato 18 aprile nel cortile di una casa nel centro abitato di Pino Torinese, dove si era probabilmente introdotta in un momento in cui il cancello dello stesso cortile era aperto. La segnalazione di una cittadina al CANC, il Centro Animali Non Convenzionali della Struttura Didattica speciale Veterinaria dell’Università di Torino, ha avuto come conseguenza l’intervento sul posto di una tecnica faunistica del CANC e di due agenti del Nucleo Faunistico della Polizia Locale della Città Metropolitana. La tecnica faunistica del CANC ha appurato che l’animale, pur spaventato dalla presenza di umani, era in buono stato di salute. Una volta catturata dal personale intervenuto sul posto, con l’ausilio delle reti utilizzate i questi casi, la femmina di capriolo è stata introdotta in una gabbia fa trasporto, e successivamente liberata nell’ambiente naturale del Comune di Pino Torinese. Nel caso ci si imbattesse in animali in evidente difficoltà, per quanto riguarda la fauna pericolosa o non gestibile dai cittadini, il CANC e Città metropolitana di Torino hanno assicurato da alcuni anni una convenzione che prevede l’impegno diretto della struttura didattica speciale, veterinaria della Città di Torino, oltre che del personale, del nucleo faunistico, della polizia locale della Città metropolitana, per il servizio “Salviamoli insieme on the road”. Tale servizio prevede il recupero in campo della fauna selvatica pericolosa o non gestibile dai cittadini. Il CANC ha sede in largo Braccini 2, a Grugliasco, e cura il servizio per conto della Città metropolitana. Il servizio “Salviamoli insieme on the road” è attivo 24 h su 24 sulla linea telefonica 349 4163385, a cui rispondono i tecnici faunistici che effettuano il recupero degli ungulati, carnivori pericolosi, rapaci e ofidi al numero 366 6867428 del servizio Salviamoli insieme. Rispondono invece i veterinari in reperibilità che visitano gli animali selvatici portati al CANC dai privati cittadini.
Mara Martellotta
Expo della Sostenibilità, la Giornata della Terra
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La mostra Just open your eyes continua al Castello di Roddi e parte EXPO Educazione, il tour nelle scuole tra Piemonte e Valle d’Aosta |
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In occasione della Giornata della Terra, domani 22 aprile, l’Expo della Sostenibilità rilancia il proprio impegno coinvolgendo direttamente le nuove generazioni: mentre prosegue con successo la mostra al Castello di Roddi, i ragazzi di Wild Life Protection si preparano per EXPO Educazione, il tour che raggiungerà studenti nelle scuole di ogni ordine e grado tra Piemonte e Valle d’Aosta.
La mostra “Just Open Your Eyes”, inaugurata il 17 aprile, continua ad accogliere il pubblico negli spazi del Castello di Roddi, registrando oltre 600 visitatori nel primo weekend. L’esposizione, che unisce arte contemporanea e sostenibilità ambientale, sarà visitabile fino al 24 maggio tutti i fine settimana dalle 9:00 alle 19:00, con ingresso libero. Ogni sera, fino al termine della rassegna, le mura del Castello si animano al tramonto con la video-animazione “Lilith” di Valerio Berruti. |
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A lezione di cinema con la star di Netflix, l’attore inglese Reece Richards. Lui sarà il protagonista dell’attesa masterclass che si terrà venerdì 24 aprile prossimo, aperta a tutti, anche ai non allievi, alla Gypsy Cinema Academy, dalle 17.30 alle 20, preso lo Spazio Gypsy, in via Canelli 47, a Torino. Con lui, gli aspiranti attori torinesi avranno modo di imparare tecniche di altissimo livello per perfezionare il proprio stile. La presenza di Richards presso la Gypsy rappresenta uno degli appuntamenti fiore all’occhiello della neonata Accademia di Cinema, diretta da Luca Canale B., e che vede tra i suoi docenti personaggi del calibro di Eugenio Gradabosco, Piero Basso, Margherita Fumero, Aurora Ruffino, Diego Casale. Si tratta di un’opportunità importante per i futuri professionisti del cinema. Oltre ad essere un dio nella serie televisiva, Richards è infatti uno dei protagonisti di Sex Education. Nato a Londra, è un ballerino, cantante specializzato in Musical Theatre e Cinema, fra i più apprezzati del panorama internazionale. Da anni in scena nel West-End di Londra, e in tour in tutta l’Inghilterra e non solo, co ruoli nei più grandi musical quali “Hair Spray”, nella parete di Sea Weed, diretto da Paul Kerryson, e “Juliet Gough”, e “Motown”, in cui interoreta il ruolo di Jackie Wilson e Marvin Gaye, diretto da Tara Wilkinson.
“Amo la Gypsy – spiega Reece Richards – perché è una scuola basata sul duro lavoro e sulla comunità. Sanno cosa significhi essere un professionista del teatro musicale e sono incredibilmente di supporto agli studenti e agli insegnanti della scuola. È una realtà da vedere. L’Italia rappresenta passione, orgoglio, amore e creatività. Torino, per me, significa talento, duro lavoro e un potenziale illimitato”.
Gypsy Cinema Academy – via Pagliani 25, Torino – 011 0968343
Mara Martellotta
