Mercoledì 14 gennaio andrà in scena alle ore 21, al teatro Gioiello, “Ti amo o qualcosa del genere”, una pièce teatrale divertentissima e sorprendente che ha debuttato per la prima volta nel 2017, conquistando migliaia di spettatori. Si tratta della classica commedia degli equivoci scritta, interpretata e diretta da Diego Ruiz, affiancato sul palco di via Cristoforo Colombo 31 da Tiziana Foschi, Milena Micon e Samuel Peron. Si tratta di un’altra divertente commedia di Ruiz che propone le sue ironiche ricerche sui rapporti di coppia, visti questa volta dalla lente spietata dell’amicizia. Può succedere che un amico, alcune volte e involontariamente, possa ostacolare la storia d’amore dell’altro. In più, se il migliore amico è in realtà un’amica gelosa, il pericolo è dietro l’angolo. La commedia si interroga sulla realtà dell’amicizia tra uomo e donna, oppure se ci sia un’attrazione latente. I quattro protagonisti daranno vita a una girandola di equivoci e fraintendimenti, creando un groviglio di bugie e mezze verità. Tra risate, imbarazzi e gag esilaranti, sarà l’amore a trionfare su tutto.
Teatro Gioiello – via Cristoforo Colombo 31, Torino – ore 21
Mara Martellotta
Per l’Iran, anzi per la storica e civilissima Persia, bisogna mobilitarsi. Le esitazioni di certa politica che si è spesa per la Palestina in modo acritico, rivelano la cattiva coscienza e la malafede che la caratterizzano. Alla mia generazione torna alla mente l’indecenza di chi nel 1956 fu dalla parte dell’Urss contro l’Ungheria invasa. Ma torna anche alla mente un Occidente che si lavò le mani come Ponzio Pilato e non mosse un dito per gli Ungheresi. Anche allora i commentatori giornalistici furono generosi di solidarietà a buon mercato, quasi come accade oggi. Il pericolo reale è che la rivolta iraniana venga strangolata dalla forza e le migliaia di vittime siano cadute invano. La Persia deve tornare libera. L’Iran dell’Islam più cieco ed intollerante, fomentatore di terrorismo nel mondo, deve essere estirpato dalla storia come un cancro. Per l’Ungheria nel 1956 si mossero in Italia solo Indro Montanelli, il medico scienziato Achille Mario Dogliotti e pochi altri. Nobili e grandi esempi. Oggi non vedo in Italia nessuno che abbia la loro tempra e il loro coraggio. Eppure occorre passare dalle parole ai fatti.

