ilTorinese

Riapre Bottega Paideia

Via Villa della Regina 9/D, Torino — www.bottegapaideia.it

 

Una piccola bottega che unisce stile, design e idee originali da tutto il mondo… con un cuore solidale.

 

Riapre a Torino La Bottega Paideia, il negozio solidale di Fondazione Paideia, diventato negli anni un riferimento per chi cerca regali e oggetti unici con un valore più grande: sostenere i bambini con disabilità e le loro famiglie.

Un concentrato di raffinatezza, tante proposte scelte con cura da tutto il mondo: la Bottega è un luogo speciale dove trovare oggetti per la casa e la tavola, accessori, piccoli pezzi di design da collezionare. Oggetti belli per sé e idee regalo che non si vedono ovunque ma anche giocattoli, prodotti beauty e le golose proposte gastronomiche prodotte in Fattoria Sociale Paideia.

Qui lo shopping è bello due volte: ogni acquisto diventa un gesto solidale, il ricavato sostiene le attività della Fondazione Paideia che si prende cura ogni giorno di bambini con disabilità e delle loro famiglie con riabilitazione, supporto psicologico e momenti di felicità condivisa.

 

 

 

La Bottega riapre in vista del periodo più atteso dell’anno, pronta ad accogliere chi vuole scegliere un dono speciale con un significato autentico o semplicemente godersi una passeggiata in uno dei quartieri più affascinanti della città.

Situata in Via Villa della Regina 9/D, a due passi dalla Gran Madre, Bottega Paideia è una tappa che non può mancare in un itinerario autentico alla scoperta di Torino.

 

Orari

30 e 31 OTTOBRE dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (chiuso lunedì e domenica)

Dal 4 al 30 NOVEMBRE dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (chiuso lunedì e domenica)

Dal 1 al 23 DICEMBRE con orario continuato dalle 10 alle 19 dal martedì alla domenica, lunedì dalle 15 alle 19 (chiuso il lunedì mattina)

 

Per chi preferisce lo shopping da casa, una selezione esclusiva è online su

https://shop.fondazionepaideia.it/marchio/bottega-paideia/

 

Le grange dei marchesi Cavour e Gozzani

Le grange vercellesi costituivano già nei tempi antichi un vasto territorio compreso tra Crescentino, Livorno Ferraris, Trino e 
Fontanetto Po, rappresentando fonte di ricchezza per la presenza di abbondante acqua.
Continuamente contese dalle comunità e abbazie di San Genuario e Lucedio, erano considerate le fattorie dei monasteri. L’abbazia di Santa Maria di
Lucedio fu costruita nel 1109 al tempo di Guglielmo I° di Monferrato, passata ai monaci cistercensi provenienti dalla Francia con atto del 1123 redatto dal marchese Rainero. La tenuta di Lucedio era costituita dalle attuali grange di Castel Merlino, Montarolo (Montis Auriolo), Montarucco, Ramezzana, Darola ovvero la Versailles delle risaie (Corte Auriola), Leri (Alerii) e con altri appezzamenti del Canavese e Monferrato rappresentò la massima espansione della risicoltura.
Leri, una delle grange più antiche, comprendeva una fortificazione oggi inesistente e fu bonificata dai monaci per la coltivazione del riso, acquisita dal monastero di San Genuario nel 1179. Lucedio era una posizione strategica lungo la via Francigena, motivo di scontro tra le dinastie Gonzaga, Savoia e Napoleone, rappresentando un centro di potere economico, politico e religioso. Con l’occupazione francese del Piemonte, la tenuta di Lucedio venne divisa con Decreto della Commissione Esecutiva del 1801 in seimila azioni del valore di 500 lire ciascuna, obbligandone l’acquisto ai cittadini più facoltosi, ma nel 1804 ritornò al demanio. Nel 1807 Napoleone cedeva Lucedio e le sei grange al cognato Camillo Borghese, governatore generale del Piemonte prima della restaurazione, per tre milioni di lire quale quarta parte del prezzo delle 322 opere formanti la galleria d’arte romana del valore di dodici milioni di lire, da lui venduta al governo francese.
Caduto Napoleone, Borghese voleva vendere le sette grange ai privati, ma i Savoia ne sequestrarono i beni dalla Magistratura. Ritenuto illegale il sequestro dal protocollo di Parigi del 1816, le grange furono vendute  dal Borghese nel 1818 al marchese Michele Benso di Cavour, al marchese Carlo Giovanni Gozzani di San Giorgio (figlio di Carlo
Antonio e Sofia D’Oria) e a Luigi Festa, direttore di una società immobiliare di affitti proprietà di Giuseppina Gattinara e Marco Antonio Olivero, già tenutaria delle grange concessa dal demanio nel 1807. La spartizione della tenuta avvenne nella misura di 24/24: 6/24 al Festa con Darola, Montarolo e 1/2 Ramezzana, 6/24 al Cavour con Leri e Montarucco, 12/24 al Gozzani con Lucedio, Castel Merlino, 1/2 Ramezzana e la tenuta S. Bernardino di Trino. La spartizione effettiva avvenne solo nel 1822. All’Ordine Mauriziano furono restituite prima le tenute di Montonero nel 1818, quindi Gazzo e Pobietto nel 1827, già passate al demanio e poi vendute alle Regie Finanze dello Stato nel 1854.
La comunità di Lucedio fu così soppressa e aggregata al comune di Trino nel 1818 e ancora oggi ne forma una frazione. Michele Benso era in effetti l’amministratore di Lucedio, ma il Borghese voleva inserire al suo posto Evasio Gozzani di San Giorgio, già amministratore, con il figlio Giuseppe, del Borghese e della moglie Paolina Bonaparte nelle segreterie di Roma. Non trovando accordo economico, Evasio (definito il marchese pazzo) propose l’acquisto di Lucedio al nipote Carlo Giovanni, il quale era già in affari con il Benso per la creazione della prima società di navigazione del lago Maggiore con una società di Locarno. Evasio riuscì ad inserire in casa Borghese il nostro architetto Luigi Canina, dove ebbe inizio la propria fortuna. Carlo Giovanni nel 1827 lasciò in eredità il suo enorme patrimonio, costituito in sette milioni di lire, al cugino d’Austria Felice Carlo Gozani.
Con il proprio fallimento dichiarato dal tribunale di Casale nel 1861, in parte dovuto al gioco d’azzardo, Felice Carlo fu costretto a vendere le grange di Lucedio a Raffaele de Ferrari duca di Galliera, insignito nel 1875 del titolo principe di Lucedio per i servizi resi alla patria dai Savoia con Regio Decreto. Le stazioni ferroviarie genovesi furono intitolate ai coniugi de Ferrari, Genova Principe di Lucedio de Ferrari e Genova Brignole dal nome della moglie Maria Brignole Sale. Tramite l’acquisto del conte Paolo Cavalli d’Olivola nel 1937, oggi Lucedio è proprietà della figlia contessa Rosetta, pronipote della contessa Paolina Gozani sepolta a Casale nella tomba gentilizia del marito Alessandro Cavalli d’Olivola, legale del padre Felice Carlo sepolto a San Giorgio nella tomba gentilizia del conte Umberto Cavalli d’Olivola. Il marchese Carlo Giovanni e i suoi genitori sono sepolti nel sotterraneo, da loro acquistato, della chiesa parrocchiale di San Giorgio edificata dal nonno di Carlo Giovanni, marchese Giovanni Battista Gozzani.
Titus Gozani, ultimo marchese di San Giorgio vivente della linea austriaca e la moglie Eva Maria Friese, abitanti in Germania, nel 1998 fecero visita alla cugina Rosetta nella tenuta di Lucedio e nel 2019 ritornarono, su nostro invito, nelle proprietà dei loro antenati, i palazzi Treville e San Giorgio Gozzani di Casale e il castello Gozzani di San Giorgio. Il padre di Titus, marchese Leo Ferdinando III°, incontrò nel 1937 il cugino conte Paolo Cavalli d’Olivola nel castello Gozzani di San Giorgio. La grangia di Leri proprietà di Michele Benso, vicario e sovraintendente generale di polizia e politica di Torino, venne affidata nel 1835 al secondogenito Camillo e alla contessa di Clermont-Tonnerre, società che si sciolse con la morte del marito.
La nuova società formata dal conte Camillo Benso di Cavour, dal fratello primogenito marchese Gustavo e dall’agricoltore Giacinto Corio portò una forte innovazione all’azienda applicando i nuovi principi dell’agronomia, confermando quanto Camillo aveva manifestato nella valorizzazione delle
Langhe. Da pochi anni è in corso un progetto di recupero per tutelare e valorizzare il Borgo Leri Cavour, luogo di riposo dello statista, promosso dall’associazione L.E.R.I. Cavour ODV presieduta da Roberto Amadè. Il Borgo ha organizzato domenica 11-12-2022 il primo concerto di Natale sul piazzale della chiesa, ospitando il Casale Coro diretto dal maestro Giulio Castagnoli.
Armano Luigi Gozzano 

A Torino 40 galleristi per la mostra mercato antiquaria Apart Fair

Al palazzo della Promotrice delle Belle Arti, in viale Balsamo Crivelli 11, a Torino, si inaugura il 29 ottobre, alle ore 10, la mostra Apart Fair, che si consolida come il più importante appuntamento in Piemonte per il mondo dell’antiquariato e tra i più rilevanti a livello nazionale. Apart Fair, giunta alla sua nona edizione, introduce la settimana dedicata alle arti a Torino. L’evento è organizzato dall’Associazione Piemontese Antiquari A.P.A., in collaborazione con ASCOM Confcommercio Torino e Provincia  e Federazione Italiana Mercanti d’Arte F.I.M.A, con il patrocinio del Comune di Torino, Regione Piemonte e il contributo della Camera di Commercio di Torino. Si conferma come una delle mostre più autorevoli a livello nazionale, con 40 galleristi provenienti da tutta Italia e dall’estero, che espongono una selezione delle loro opere migliori, dal design contemporaneo all’archeologia, dai mobili agli arazzi, dai tappeti ai vetri, opere provenienti dall’Europa, dall’Asia e dall’America. Tra i capolavori, un paesaggio dI Giorgio Morandi, un’opera di Arnolfo Di Cambio e un’altra di Salvator Rosa. La fiera è sicuramente tra le poche, a livello nazionale, a garantire l’assoluta autenticità delle opere, con una doppia garanzia del gallerista e del comitato scientifico della F.I.M.A, che ne esprime una valutazione. Viene anche verificata la legittima proprietà e la valutazione corretta dell’opera. Accanto a terracotte archeologiche cinesi, figurano dipinti dell’Ottocento, gioielli, mobili, arazzi e aeropitture futuriste, e non mancano i juke box e una macchina per fare i pop corn. Nel salone centrale emerge l’imponente opera dell’artista torinese Luisa Rabbia.
Una novità di quest’anno è rappresentata dallo spazio dedicato alla fotografia alchemica, dove un gruppo di fotografi specializzati stampano ritratti utilizzando tecniche ottocentesche per i visitatori che lo desiderino. Non mancheranno incontri tematici curati da storici dell’arte.
Tra le opere in mostra spiccano le aeropitture della galleria Pirra di Torino, un bronzo di Giorgio De Chirico della galleria 56 di Bologna, un arazzo ispirato alla “Guernica” di Picasso, della galleria Sorgato di Milano, una grande tela di Leonardo Roda della galleria Ars Antiqua di Milano. Lo spazio di fotografia alchemica raggruppa 30 ritratti d’autore che dialogano con le tele in esposizione.

Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino – viale Balsamo Crivelli 11, Torino.

Telefono: 011 6615252 -0115622645

associazionepiemonteseantiquari@email.com

Mara Martellotta

Come nacque davvero la grande Manifestazione SITAV di Piazza Castello 

Si avvicina l’anniversario: era il 10 novembre 2018: quasi 40.000 persone dissero NO alla DECRESCITA

Si avvicina il settimo anniversario della grande Manifestazione SITAV di piazza Castello. Il 10 novembre 2018 quasi 40.000 persone dissero NO alla DECRESCITA proposta dai grillini e dissero SÌ alla CRESCITA con la costruzione della TAV l’opera che, 160 anni dopo il primo Traforo voluto da Cavour, rimetterà Torino al centro della rete degli scambi commerciali e turistici d’Europa  con possibilità sì collegamento sino alla Cina. Giachino che essendo stato al governo capiva bene il significato dell’accordo di governo tra la Lega e i cinque stelle, già il 14 Giugno 2018 lanciava la raccolta firme in una conferenza stampa cui parteciparono Francesco Forte e Fabrizio Comba. Dopo la caduta del Ponte Morandi tra alcuni amici tra cui Piermario Cornaglia, Angelo Pramaggiore e Giorgio Marsiaj era già circolata l’ipotesi di organizzare una Marcia dei 40.000 (vedi Lo Spiffero) ma la intenzione della Sindaca Appendino di far votare in Consiglio Comunale un ordine del giorno Torino Città No Tav preoccupò molto la Città e la Petizione di GIACHINO giunse la mattina del 29 ottobre a raccogliere 8.000 adesioni. Dopo il NO del Consiglio Comunale alla TAV voluto dalla Sindaca Appendino la petizione online SiTAV lanciata dall’ex Sottosegretario ai trasporti Mino GIACHINO cresceva al ritmo di diecimila firme al giorno. Il primo scontro tra i NoTav e i SITAV si tenne sotto i portici del Comune prima che iniziasse il Consiglio e i Notav gridavano “GIACHINO via da Torino”.  Il dibattito in Consiglio fu acceso e a un certo punto l’opposizione con Piero Fassino e Roberto Rosso abbandono’ l’aula.
Così il giorno dopo il Consiglio Comunale in una intervista a Lodovico POLETTO de La Stampa Giachino con oltre 25000 firme disse che voleva organizzare una ManifestaIone con gli industriali e senza bandiere di partito (La stampa 31.10.2018). Nel pomeriggio del 31.10 Lodovico Poletto suggerì a Giachino di coinvolgere anche le Madamin. Nel frattempo  Giachino aveva concordato un incontro riservato con Gherzi e Gallina della Unione Industriali di Torino . Incontro al quale  Giachino invito’ le Madamin che intervennero con Giovanna Giordano e Patrizia Ghiazza. In quell’incontro Giachino che aveva ricevuto la notizia che i partiti volessero organizzare una manifestazione il 17 No vembre propose di organizzare la Manifestazione senza bandiere di partito il lsabato 10 novembre.
Tanto è vero che martedì 6 Novembre in un simpatico articolo sulla cronaca de La Stampa Mattia Feltri riferiva, a modo suo, la pressione del Commissario di FI Zangrillo affinché la manifestazione non fosse organizzata da Giachino ma bensì dai partiti.
Giachino dopo aver avvertito la Questura nella giornata di venerdì 2, lunedì mattina firmava in Questura la richiesta della Manifestazione a nome della Associaziine SILAVORO. Inizialmente il Comune cercò di intralciare la manifestazione in piazza Castello ma fu decisivo l’intervento del Prefetto così Giovedì 8 novembre in una affollata Conferenza stampa  Giachino e le Madamin presentavano la Manifestazione ai giornali.
Sabato 10 la grande sorpresa di una piazza Castello stracolma. Una piazza pacifica che non insultava nessuno , con cartelloni che ricordavano Cavour. Quella mattina la Petizione SITAV su change.org raggiunse 60.000 firme di adesione. Davanti agli schemi televisivi c’erano tutti i leader nazionali . In piazza Castello c’erano i leader locali del partiti , da Guido Crosetto a Maria Stella Gelmini a Piero Fassino.
Nel pomeriggio Giachino ricevette le telefonate di complimenti di Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Il 6 dicembre mentre a Palazzo Chigi il Premier Conte con Di Maio e Toninelli confermava alla delegazione delle Associazioni imprenditoriali l’orientamento negativo del governo, nel pomeriggio dello stesso giorno al Viminale Salvini riceveva Giachino accompagnato dal consigliere comunale Ricca e iniziò l’incontro chiedendo a Giachino :
“Perché è così importante per Voi torinesi la TAV?” E  Giachino  rispose :”Matteo se la linea passa dalla Liguria come proponeva il Vicesindaco grillino o sopra le Alpi , TORINO sarà tagliata fuori dallo sviluppo per cento anni.
SALVINI ebbe il grande merito di capire e fu così che il 7 agosto 2019 in Senato la Mozione NoTav dei cinque stelle venne bocciata a stragrande maggioranza. Per il Parlamento, l’unico organismo che rappresenta la volontà del popolo italiano, la TAV e’ un’opera nell’interesse nazionale. Giova ricordare cosa rispose Cavour, quando il Re gli sottolineava una folta opposizione al primo Tunnel del Frejus : “Maestà noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Dovrebbe essere la prima Lezione di Educazione civica o di Formazione politica.
Gli anni persi in particolare dai due Governi Conte e da altre incertezze o incompetenze l’opera ha avuto un forte aumento dei costi e entrerà in funzione solamente nel  2033/4. Mentre noi ne avremmo già bisogno oggi della TAV , del Terzo Valico e della Nuova Diga al porto di Genova m per aumentare la crescita della nostra economia e del lavoro.
Ora il grande augurio è che il Governo, attraverso il Commissario e il Prefetto, e la Regione facciano la loro parte coinvolgendo subito e con molta attenzione i Comuni della Valle interessati al cantiere del secolo perché i Sindaci della Valle non debbono mai sentirsi da soli a gestire un’opera così importante per il nostro futuro ma al contempo impattante nel territorio.
M.G.

Apre a Torino “Rigenera Care”

Il primo poliambulatorio in Piemonte per la medicina rigenerativa personalizzata e di precisione e medicina estetica di ultima generazione

Rigenera Care è un progetto di medicina rigenerativa che unisce approccio clinico avanzato, tecnologie d’avanguardia e trattamenti su misura per ogni paziente, con l’obiettivo di valorizzare la naturale capacità di autorigenerazione del corpo umano. Il poliambulatorio è stato inaugurato il 24 ottobre scorso in via Carlo Marenco 32. Un luogo davvero speciale per la città, in quanto ex sede del quotidiano La Stampa, ed è proprio qui che prende vita Rigenera Care, un’iniziativa nata dalla visione di un team multidisciplinare. Tra i sostenitori, l’ex calciatore della Juventus Claudio Marchisio, che rivestirà il ruolo di ambassador di Rigenera Care, Luca Boffa, CEO del Gruppo Building e Barbara Valle, Presidente della BAV 15 Srl, che con il gruppo InvestTO hanno finanziato il progetto. All’evento di apertura, guidato dalla conduttrice televisiva Cristina Chiabotto, hanno anche preso parte il dottor Vincenzo Di Donna, rappresentante del team medico del poliambulatorio, e Massimiliano Miano, Presidente della Circoscrizione 8 della Città di Torino.

“La medicina rigenerativa rappresenta un’evoluzione del concetto di cura – ha dichiarato il dottor Vincenzo Di Donna – non si limita a gestire i sintomi, ma stimola i processi di riparazione e rigenerazione del corpo. Attraverso protocolli personalizzati, fondati sulle ultime scoperte scientifiche e tecnologie all’avanguardia, accompagnano l’organismo a guarire in modo naturale, puntando su prevenzione e benessere duraturo”.
La medicina rigenerativa si basa su un principio chiave: il nostro corpo possiede, fin dalla vita fetale, la possibilità di autoripararsi. Con il tempo questa funzione viene indebolita dall’invecchiamento e dallo stress ossidativo, oltre a comportamenti negativi come lo scarso movimento o una dieta scorretta. Tuttavia, grazie alle moderne tecnologie, oggi è possibile riattivare questi meccanismi naturali, come sangue e grasso, capaci di innescare processi di rigenerazione. Negli ultimi anni questo approccio ha trovato applicazione clinica sempre più concreta. Ma se la medicina rigenerativa si è diffusa, meno comune è la sua evoluzione verso la personalizzazione e la precisione. La prima guarda al paziente con trattamenti su misura, in base alle sue caratteristiche biologiche, la seconda è nelle mani del medico, che può scegliere l’approccio terapeutico più adatto grazie a un’ampia disponibilità tecnologica e scientifica.
Solo i centri realmente avanzati possono coniugare entrambe: personalizzazione come attenzione verso il singolo individuo e precisione come la capacità di decidere tra più soluzioni clinicamente valide. Quello che rende Rigenera Care unico è proprio l’integrazione di questi due concetti fondamentali, che costituiscono la base su cui si fonda il progetto.
“Ho creduto in questo progetto fin dall’inizio – ha dichiarato Claudio Marchisio – perché rispecchia una visione della salute che sento mia: curare si, ma anche prevenire, accompagnare, far funzionare il corpo nel modo migliore possibile. In Rigenera Care ho visto una mission concreta, un approccio innovativo e umano”.

Info: info@rigeneracare.com – via Carlo Marenco 32, Torino  – telefono: 347 3850728

Mara Martellotta

FOTO PIERO OTTAVIANO

Graglia premia le giovani promesse del baseball e softball

Il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia ha ricevuto  a Palazzo Lascaris le squadre cuneesi under 12 di baseball di Boves e di Fossano e di softball under 13 di Fossano, che si sono distinte, classificandosi nella terna dei vincitori, nelle gare disputate al Torneo delle Regioni svoltosi in Sardegna a inizio ottobre.

Graglia, cui è stata donata una simbolica palla da baseball, ha lodato gli atleti e i loro accompagnatori – il presidente e il vicepresidente del Fossano Miranda Scotto Sabrina Olivero e gli allenatori del Fossano Claudio Sandrone e del Boves Andrea Melis – per i risultati conseguiti, sottolineando l’importanza “di regole e disciplina per conseguire, con impegno e passione, obiettivi importanti”.
Prima dei saluti, Graglia ha donato ai giovani atleti e ai loro accompagnatori una pergamena. Con i primi si è congratulato “per l’eccellente risultato sportivo ottenuto con grinta e determinazione al Torneo delle Regioni 2025”; con i secondi si è complimentato “per l’impegno e la passione con la quale si sono dedicati alle società sportive e ai ragazzi”: risultati che rappresentano un indubbio motivo di orgoglio per tutto il Piemonte.

Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus

 

Dopo l’esonero di Igor Tudor, costretto a lasciare la guida della squadra dopo una serie negativa di risultati, la Juventus è andata alla ricerca del nuovo allenatore.
Secondo le ultime indiscrezioni, Spalletti sarebbe in cima alla lista delle preferenze del club bianconero. Il tecnico toscano ha mostrato disponibilità: «La Juventus è un grande club … io sono disponibile a parlare con tutti».
Perché Spalletti
Si tratta di un allenatore esperto con una carriera importante in Serie A e con la nazionale italiana: caratteristiche che fanno pensare ad un progetto di ricostruzione piuttosto che ad una “soluzione ponte”.
Per la dirigenza, rappresenta un nome di rilievo e credibile, ideale per lanciare una nuova era.

Enzo Grassano

Invecchiamento attivo, il bando regionale

È online sul sito della Regione Piemonte l’avviso pubblico 2025 per l’assegnazione di contributi per la realizzazione di interventi ed iniziative connessi all’attuazione del Piano per l’Invecchiamento attivo, che mette a disposizione 1 milione e 350 mila euro,

Comuni, Enti gestori delle funzioni socio assistenziali, del terzo settore e associativi diversi hanno tempo fino alle ore 12 del 18 novembre per presentare domanda di sostegno a progetti che mirano a prevenire la degenerazione fisica e psichica delle persone anziane attraverso il miglioramento della qualità della vita e l’incremento delle competenze.

“Il costante aumento delle risorse – rileva l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone – permetterà anche quest’anno di sostenere decine di progetti  per palestre di salute, senior housing, opportunità di apprendimento e di aggiornamento, promozione della salute attraverso l’adozione di stili di vita sani, partecipazione e impegno civico. Oltre ad azioni per favorire l’indipendenza e la sicurezza, la mobilità autonoma e la permanenza degli anziani nel proprio domicilio”.

Schianto tra auto e moto: muore un uomo

Tragico incidente a Oulx dove, in corso Torino, in uno scontro tra una Volkswagen Touran e uno scooter e’ morto un uomo  di 74 anni residente nel paese. La vittima è morta all’ospedale di Susa. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica del sinistro.

“Urgency Toolkit” al Circolo del Design

La presentazione del “Progetto” che “facilita la costruzione collettiva di nuove norme per la  vita delle comunità”

Dal 29 ottobre al 2 novembre

Appartiene alla cosiddetta “generazione Zeta” di designer, Alessandra Pandolfi. Riminese, classe 2000, formazione a San Marino e poi alla “Design Academy Eindhoven” (Paesi Bassi del Sud e patria della Philips), Alessandra si colloca fra quei designer che non progettano oggetti “ma processi, metodologie e situazioni”. O meglio, di quei professionisti del design il cui percorso inizialmente muove sì dalla grafica, per approdare poi al “design come strumento politico e collettivo”. Ne è lampante prova il Progetto da lei presentato, con il titolo già ben chiaro di “Urgency Toolkit” (“Kit di strumenti per l’urgenza”) al “Circolo del Design” di Torino e che negli spazi  delle antiche Scuderie del settecentesco “Palazzo Costa Carrù della Trinità” in via San Francesco da Paola, permarrà per tutta la “Torino Art Week”da mercoledì 29 ottobre a domenica 2 novembre. L’opera rappresenta anche l’ultimo capitolo dell’edizione 2025 di “Earthrise – Design for a Living Planet”, evento dedicato dal “Circolo del Design” alla relazione fra design e sostenibilità.

“Come possono – dicono gli organizzatori – gli abitanti di un condominio prendere decisioni insieme, tenendo in considerazione le opinioni di tutti? E se un gruppo di vicini di quartiere volesse risolvere un problema comune, come la gestione di uno spazio pubblico, partendo dal dialogo e non dal conflitto? Cosa succede quando una comunità decide di scrivere le proprie regole in autonomia, invece di aspettare che arrivino dall’alto?”.

 

Proprio da queste domande nasce “Urgency Toolkit”, il progetto della Pandolfi, esito del “programma di residenza” che ha portato la designer romagnola, con base a Eindhoven, a trascorrere due mesi a Torino. Progetto che ha preso forma in stretta collaborazione con la“Casa del Quartiere” di “San Salvario” (via Oddino Morgari, 14), spazio aperto multiculturale, laboratorio per la progettazione e la realizzazione di attività sociali e culturali che coinvolgono associazioni, cittadini, operatori artistici e culturali: contesto nel quale la designer ha calato la propria ricerca e ha condotto la sperimentazione verso la creazione del suo “Urgency Toolkit”, teso ad esplorare la possibilità di invertire la direzione “top-down” tipica delle leggi e dei decreti, proponendo “un processo partecipato in cui le comunità diventano protagoniste dell’elaborazione di ‘decreti di comunità’ fondati su urgenze reali, emerse dal basso”. Pensato come “modello replicabile” e “adattabile a diversi contesti”, il “toolkit” viene attivato attraverso l’interazione tra persone, trasformando i momenti di ascolto diffuso in esperienze collettive e azioni condivise, utilizzando materiali “leggeri e accessibili”, con l’obiettivo di unire “sostenibilità ambientale” e “trasformazione civica”. Il programma di residenza articolato in due mesi in cui il “Circolo del Design” ha coinvolto Alessandra Pandolfi, l’ha portata a fare la conoscenza di diverse realtà culturali del territorio come il “Museo Nazionale del Risorgimento Italiano” e il “Museo Diffuso della Resistenza”, incontrando pur anche “mentori” come Michael Kaethler, “design sociologist”Irene Angenica, “curatrice indipendente” e “mediatrice culturale”, e Rebecca Moccia, “artista transdisciplinare”, che hanno contribuito con i loro stimoli ad arricchire e definire il progetto di Alessandra.

L’installazione, realizzata in collaborazione con il “designer” Pier Giuseppe Giorcelli, inaugura mercoledì 29 ottobre, alle 19, e resterà aperta al pubblico e visitabile gratuitamente dal 30 ottobre al 2 novembre, dalle ore 11 alle 19.

Sabato 1° novembre alle ore 11 si terrà una “colazione” aperta al pubblico in cui la Pandolfi racconterà lo sviluppo del progetto.

“Urgency Toolkit” è l’ultimo di 8 progetti parte di “Earthrise 25 – Design for a Living Planet”, iniziativa del “Circolo del Design” (maggior sostenitore la “Fondazione Compagnia di San Paolo”) a cura di Vera Sacchetti e visitabile fino al 5 dicembre, che indaga il legame profondo (spesso invisibile) tra designe democrazia, al fine di rendere i nostri “sistemi di governance” più inclusivi, accessibili e condivisi.

“Per il secondo anno consecutivo – dichiara Sara Fortunati, direttrice del ‘Circolo del Design’ – attiviamo una residenza attraverso una ‘call’ internazionale, che ha registrato un’ampia partecipazione. Con questa iniziativa, il ‘Circolo’ conferma il proprio impegno nel sostenere i giovani talenti del design e nel promuovere e valorizzare percorsi di ricerca innovativi”.

 G.m.

 

Per info: “Circolo del Design”, via San Francesco da Paola 17, Torino; tel. 331/4321195 o www.circolodeldesign.it

 

Nelle foto: Alessandra Pandolfi e alcune “fasi” del Progetto “Urgency Toolkit”