Vincono Federico Pozzetto e Aime Lisa nella granfondo e Daniel Pellegrinelli e Eleonora Calvi di Coenzo nella mediofondo
26 marzo – Oltre 1.000 i ciclisti al via della prima prova del Circuito Coppa Piemonte Drali. Tra le società vince l’asd Rodman Azimut Squadra Corse.
Si torna a pensare in grande alla Granfondo Valtidone, prima prova del prestigioso e storico circuito Coppa Piemonte Drali 2023. Nell’accogliente borgo piacentino, si è finalizzato il grande lavoro dell’ ASD Sant’Angelo Edilferramenta e Pedale Santangiolino, capitanati dall’inesauribile Vittorio Ferrante. Tanti gli atleti, confluiti dal Piemonte, Lombardia, Emilia, Liguria, Veneto, Toscana e Sicilia, oltre a Germania e Svizzera, mentre l’atleta più giovane in partenza, classe 2004, proveniva da Padova.
Il pacco gara
Pacco gara tematico con le bellissime colline a vista ed i suoi vitigni; a partire dal vino offerto dall’omonima Cantina Valtidone, ed in particolare 2 bottiglie, una di Gotturgnio, un’ottimo rosso per carni e un Sauvignon, bianco adatto ad aperitivi o pesce, oltre ad una confezione di riso Scotti, integratori Named Sport, borraccia e adesivo Drali.
La partenza
Temperature molto basse e sole nascosto da poche nubi per gli oltre 1.000 ciclisti sulla linea di partenza al via alle 9,30 precise dal centro sportivo, per una giornata da incorniciare. Partenza ad andatura controllata sul nuovo anello all’interno del caratteristico centro di Pianello Val Tidone, per poi dividere immediatamente i percorsi medio fondo e gran fondo dopo il ponte sul torrente Tidone. Il tracciato si preannunciava veloce e da qui ognuno ha dovuto fare i conti con la propria preparazione stagionale e con i primi che hanno iniziato a spingere sui pedali e ad imporre l’andatura..
Gli assoluti
Nella Granfondo, per la maschile, si è imposto Federico Pozzetto (Mg. KVis-Dal Colle- Re Artù), davanti a Riccardo Michiellotto (asd M9 Racing Team) e Paolo Castelnovo (asd Team Mp Filtri)
Nella femminile, vittoria di Lisa Aime (Team De Rosa Santini) si è imposta su Maria Elena Palmisano (asd Garda Scott Matergia) e terza Mara Manfredi ( Mg. KVis-Dal Colle- Re Artù)
Nella Mediofondo vittoria per Daniel Pellegrinelli (asd Team Seven Club) davanti a Leonardo Viglione (asd Sanetti sport – Vigili del Fuoco) e Matteo Moltoni (Team Mentecorpo)
Tra le donne del medio, vittoria per Eleonora Calvi di Coenzo (Rodman Azimut Squadra Corse) che si è imposta su Olga Cappiello ((Team De Rosa Santini) e Liliana Pillon (asd Giò N’Dent- Tam Enervit).
Per le società, vittoria dell’asd Rodman Azimut Squadra Corse, capitanata dal sempre presente Marco Pipino, davanti all’asd Pedale Godiaschese e asd La Orsi Bike.
Premio finale per tutti I partecipanti, un ricco pasta party, con cannelloni ragù, ricotta e spinaci, arista al forno e fagiolini, allestito sotto il tendone che al mattino ospitava le iscrizioni, e preparato grazie al grande lavoro dei volontari
Prossimo appuntamento per il circuito Coppa Piemonte Drali a Domodossola con la cicloscalata Domodossola- Lusentino, che si terrà il 2 aprile con partenza ore 9 dalla piazza del mercato.
Le classifiche della manifestazione elaborate da Evodata sono visibili sul sito winningtime.it
Il tema, in arte, si perde nella notte dei tempi. Ma “Cos’è un ritratto? … Se lo chiedete all’artista vero (non quello ‘che bel ritratto: sembra una fotografia!’), vi risponderà che è raccontare un’anima, il suo sentire, la sua personalità. Non è così facile”. E no, non è così facile. Ha ben ragione Donatella Taverna, cui si deve insieme a Francesco De Caria e ad Alfredo Centra la curatela della rassegna, dedicata – in collaborazione con il “Museo Franchetti”, la “Fondazione Gazzera”, le “Collezioni De Caria – Taverna” e altre private – alla “Ritrattistica” piemontese del Novecento. Selezionati con grande oculatezza, sono 33 (per una buona sessantina di opere) gli artisti ospitati, fino al prossimo 1° aprile, nelle Sale del torinese “Collegio San Giuseppe”.
in tal senso, Romano Gazzera (Cirié, 1908 – Torino, 1985) – il pittore dei “fiori giganti, parlanti e volanti”, nonché delle sarcastiche “scimmie (o cani) in costume” – di cui il “Collegio” di via San Francesco da Paola presenta un rigoroso “Autoritratto” con occhiali e un surreale (anch’egli in “beffarda” divisa) “Ritratto di De Chirico” (1950), suo grande amico che di lui diceva essere uno dei pochi artisti “capaci di sentire la bella materia”. Interessante, fra gli “autoritratti”, anche quello materico-grumoso di un gioiso Gigi Morbelli (Orsara Bormida, 1900 – Torino, 1980), in cui l’artista alessandrino – allievo di Luigi Onetti, anche lui presente in mostra con un toccante “Ritratto di giovinetto” – inserisce con gesto pop nel dipinto gli oggetti “costitutivi dell’immagine”: gli occhiali a pince nez e la tavolozza. Piacevolissimo.
Di non minore suggestione la “maniera nera (o a nerofumo) a berceau” (2010) della torinese Luisa Porporato, così come l’“Autoritratto” un po’ maudit di un giovane Michele Tomalino Serra (Cossano Belbo, 1942– Torino, 1997), accanto a quello “dimesso” di Pino Mantovani o ai due piacevolmente autoironici del vignettista Gianni Chiostri. Di amore coniugale ci raccontano invece l’accademico “gesso” del ’42 dono di nozze di Giovanni Taverna (Alluvioni Cambiò, 1911 – Torino, 2008) alla moglie “Marisa” (Margherita Costantino) – ricambiato dalla stessa, pittrice e ceramista di vaglia, con un penetrante amorevole ritratto – così come l’olio su tela del ’74, “Grazia…Grazia”, omaggio affettuoso di Pippo Leocata alla consorte, ritratta “in doppio” e in forme volutamente “sfumate”: in primo piano, nell’aggraziata compostezza di giovin fanciulla (indosso un leggero vestito hig style di seta a fiori), alle spalle, in un gioco di sottili velature, la stessa, qualche anno dopo, in corsa con la vita.
realizzato su avorio dalla miniaturista Elisa Tosalli, i teneri “Ritratto di bambino” di Stefano Borelli e la piccola “Chiara” di Guido Bertello. Di misteriosa antica sacralità tradotta in suggestive cifre simboliche ci parlano le magnifiche figure (“Elisa” e “Rossele”) di Luigi Rigorini, così come la “Conchiglia magica per Mara” di Guido De Bonis, partecipe marginalmente negli anni Sessanta del movimento torinese dei “Surfanta”, verso cui pare simpatizzare anche Eugenio Colmo Golia, nel suo “Venez, mes poissons”. Ritratti come esercizi di nobile “accademia”, dove la puntualità del segno tende a indagare e a privilegiare l’“umanità”, oltre alla pura definizione dell’“essere umano”, troviamo ancora nelle opere di Evangelina Alciati, di Alda Besso (Giò), di Mario Caffaro Rore e di Rosanna Campra, per continuare con Ercole Dogliani, Laura Maestri, Jean-Louis Mattana, Nini Pietrasanta, Mina Pittore, Maria Teresa Prolo, Rita Scotellaro, Adriano Sicbaldi, Enzo Venturelli – “Arcimboldo” novecentesco con le sue “figure-robot” dalle forme geometrizzate.