Caro direttore, segnalo la mancanza di controllori sul Treno Regionale Veloce per Milano di Trenitalia, cosicché in prima classe passeggeri salgono senza biglietto e non prenotati. Per questo ho scritto all’amministratore delegato Luigi Corradi.
Mino Bartolomeo Giachino ex sottosegretario ai trasporti
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Non si dà risposte, ma semplicemente rivive tappe, minimi avvenimenti e imprevisti che, col senno di poi, sembrano essersi concatenati fino ad invertire quel destino che sembrava pieno di prospettive. E ragiona sui tanti minuscoli segnali che non ha saputo cogliere.
Figlio di un avvocato, era destinato seguire la carriera di famiglia, ma quello che ama di più è viaggiare ed è proprio al ritorno da un tour in Australia che sulla nave il suo destino incrocia quello di Joseph Conrad, ed è la svolta. Tra i due si crea un’amicizia che durerà nel tempo; soprattutto, al cospetto del grande scrittore, Galsworthy mette a fuoco quello che vuole veramente fare nella sua vita.
L’autrice è nata in Ucraina nel 1979, ma poi si è trasferita con la famiglia negli Stati Uniti nel 1987, e in questo corposo romanzo racconta la storia familiare di una migrante americana nella Russia degli anni 30. Fondamentalmente tenta di dare una risposta al quesito: se sei immigrato a quale patria ti senti di appartenere e sei fedele?
Sono le poco più che 30enni sorelle Berta e Marta Miralles, diversissime tra loro. Una musona dopo una delusione sentimentale e attenta alla dieta, l’altra decisamente più leggera e capace di godersi la vita. Battibeccano spesso, ma in realtà sono molto affiatate.
La giornalista Angela Azzaro è stata all’improvviso licenziata dall’ “Unità“, la nuova edizione diretta da Piero Sansonetti che torna agli antichi amori comunisti. Non è un bell’esordio per il quotidiano fondato da Gramsci, anche se i comunisti dovrebbero essere abituati alle purghe e alle espulsioni, come capitò nel 1969 a quelli del “Manifesto“ e tanti anni prima ai ben più illustri Ignazio Silone, Angelo Tasca e persino ad Umberto Terracini. La Azzaro sarebbe stata buttata fuori come una serva dell’ Ottocento, senza consentirle di prendere in ufficio gli effetti personali.

