Music Tales, la rubrica musicale
“Ma perché, perché
Penso sempre a te
Ma perché se sogno, sogno te
Immaginando, immaginando
Che ti sto baciando
Stretta, stretta in braccio a me”
Figlio del pittore Orfelio Cesari, conosciuto anche come autore con lo pseudonimo Orfelius, e della modista Jone Castagnoli, ha una sorella minore, Fernanda.
Dopo i primi esordi, ancora fanciullo, sul palcoscenico del teatro parrocchiale di San Lorenzo alle colonne, comincia la vera e propria attività nel mondo musicale a metà degli anni cinquanta, dapprima con il suo nome e in seguito con lo pseudonimo Tony Renis, ricavato unendo i nomi di Guido Reni e Tony Curtis;
si esibisce nei locali notturni di Milano e in seguito nei teatri di avanspettacolo del circondario milanese in coppia con Adriano Celentano, suo amico di infanzia, nell’imitazione rispettivamente di Dean Martin e Jerry Lewis.
Sempre durante questi anni trascorre le stagioni estive all’Elba, isola che reputa uno dei più bei posti al mondo, esibendosi in imitazioni degli idoli dell’epoca, come Elvis Presley e suonando abitualmente all’Hotel Del Golfo di Procchio.
Adoro Tony Renis, ho visto anche tutti i fIlm in cui ha recitato, mi hanno sempre messo allegria.
Oltre ad adorare l’isola d’Elba c’è da sapere di questo cantante che non ha mai avuto figli; è stato nominato Ambasciatore della canzone italiana nel mondo, nel 2002, dal Ministero per gli Affari Esteri e lo si può seguire su Insta dove troverete un sacco di foto con sua moglie.
Delle sue canzoni, “quando Quando” è la mia preferita ma ieri ho visto un film che ha proposto un brano “perchè perchè”, amo la semplicità delle sue canzoni quindi ho deciso di proporla ai lettori per regalare qualche minuto di leggerezza.
“Credo negli artisti che perseguono i loro sogni”
Buon ascolto

CHIARA DE CARLO
https://www.youtube.com/watch?v=o2cqq1fyaYA&ab_channel=TonyRenis-Topic
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Francesco Camusso fu sindaco di Pinerolo nel 1980 e fu esponente di spicco della DC e successivamente di Forza Italia. Io lo ricordo compagno di scuola al Collegio San Giuseppe di Torino durante gli anni del Ginnasio in cui si rivelò uno studente di effervescente intelligenza, poco incline a sottostare alla disciplina che allora era assai dura. Francesco si era quasi “specializzato“ a creare fastidio all’anziano professore di Matematica Agostino Verrua d’Oltremare che non riusciva a mantenere la disciplina in classe, malgrado fosse un matematico di valore e un uomo di rara raffinatezza umana. Francesco lo disturbava incessantemente senza subire la sua reazione. Nessuno di noi allievi fu in grado in qualche modo di farlo desistere perché era anche molto simpatico. Passò l’anno e Camusso si trasferì a Pinerolo. Lo rividi qualche anno dopo quando eravamo già laureati e lui era stato eletto giovanissimo consigliere provinciale della Democrazia cristiana negli anni di maggiore fulgore di quel partito che ebbe nel Pinerolese una delle sue roccaforti con Edoardo Calleri di Sala e tanti deputati e consiglieri regionali della Coltivatori direttivi che divennero persino deputati europei. Solo Donat Cattin perse il Collegio senatoriale a vantaggio di Susanna Agnelli. Camusso non riuscì a farsi rinnovare nel secondo mandato di sindaco e capitò l’assurdo di due liste democristiane contrapposte. Fu l’inizio della fine con polemiche arroventate e volgari contro di lui da “cui non nessuno avrebbe acquistato un’auto usata“. Neppure il periodo di ”Forza Italia” gli consentì di riprendersi e di andare oltre il Pinerolese: ne avrebbe avuto le capacità, al di là dallo stile un po’ guascone della sua giovinezza. Ogni volta che ci incontrammo fu sempre gentile con me e, sapendo delle origini pinerolesi di mio Padre , ebbe delle particolari attenzioni nei suoi confronti. Mi invitò anche come oratore ufficiale in qualche cerimonia. Il mio giudizio su di lui resta positivo, fu un cattolico liberale che non cedette mai alle seduzioni dei comunisti che combatté con fermezza in ambienti in cui la presenza valdese – quasi sempre di sinistra – rendeva il discorso cattolico pieno di dubbi e di incertezze. Camusso avrebbe meritato ben altro rispetto al posto di sindaco, forse il suo carattere, per quanto dotato di una notevole capacità politica, gli ha impedito di andare oltre come meritava. Tanti democristiani e tanti esponenti di “Forza Italia” erano persone mediocri che fecero carriere che a Francesco furono ingiustamente negate. Oggi a lui va reso l’onore delle armi anche da parte di chi lo ha combattuto ed ostacolato.