ilTorinese

Vanessa Redgrave, tra i sorrisi e i ricordi di una carriera che è magica

La Stella alla Mole consegnata a una grande attrice

Un monumento. Quando Dame Vanessa Redgrave appare nella sala del Romano, dove l’ha preceduta Franco Nero, sono quasi le 22. È lì per ricevere la “Stella della Mole” che sarà il direttore del Festival Giulio Base a consegnarle e ad assistere al film “The Estate” (proposto al TFF nel segmento “Zibaldone”) che lei ha coprodotto e interpretato e che il figlio Carlo Gabriel Nero ha diretto, in un consorzio familiare di figli e padri, elegante nel suo lungo abito nero, i capelli bianchi raccolti in coda, tutti ci sentiamo davvero insignificanti. Guardiamo soltanto a lei, mentre un rapido filmato ci ricorda le tappe più prestigiose di una strada piena di successi. Con i suoi circa 89 anni e con tutti gli acciacchi dell’età, con i dolori che hanno attraversato la sua vita, Vanessa è ancora lì a cercare dei sorrisi da restituire, a muovere quegli occhi ancora vivissimi, a trovare parole che riempiono la sala di consensi, di affetto, di ammirazione. Una donna che ha fatto e amato il cinema, che lo ha occupato per la intera seconda metà del secolo scorso e oltre ancora – come il teatro, grande interprete shakespeariana, ma anche di Ibsen e di Cechov (nel 2000 fu Ljubov al National Theatre di Londra), di Tennessee Williams e di Eugene O’Neill -, che può contare su circa una novantina di interpretazioni (saltiamo a pie’ pari le prove televisive), che nel ’78 ricevette l’Oscar come migliore attrice non protagonista per “Giulia” di Fred Zinnemann e per l’ambita statuetta ebbe cinque candidature, che riunì due Golden Globe con una decina di candidature, e premi a Venezia (il Leone d’oro alla carriera arrivò nel 2018) e a Cannes. Incontrò registi come Antonioni e Karel Reisz, Tony Richardson che divenne suo marito ed Elio Petri e Sidney Lumet, Tinto Brass e Ken Russell e Michael Apted che la diresse (1979) nel “Segreto di Agatha Christie”, una grande interpretazione forse mai avvalorata in piena giustizia, sui giorni in cui la famosa giallista decise di scomparire dopo i dissapori con il marito, Joseph Losey e James Ivory (“I bostoniani” e “Casa Howard”) e il nostro Zeffirelli, Billie August e Joe Wright (“Espiazione”) e Ralph Fiennes (“Coriolanus”), per citare i più celebri, ma l’elenco non faticherebbe a continuare. Una lunga lunghissima carriera, in cui trovò spazio anche l’impegno politico e la riappacificazione con l’attore italiano – conosciuto sul set di “Camelot” nel ’67, giovanissimi Lancillotto e Ginevra – dei tanti western e del tanto cinema impegnato, il capitano Bellodi del “Giorno della civetta” e “Il delitto Matteotti” per tutti.

Tra loro due, oggi, il figlio Carlo Gabriel a presentare “The Estate”, guardando da vicino – ma non denunciando – al “Giardino dei ciliegi” cecoviano, alterati i nomi ma non l’impianto, mentre lo pone sotto una luce e problematiche e messaggi contemporanei, mentre continua a seguire le vicende di una famiglia di aristocratici (qui trasportati nel verde della vecchia Inghilterra), alle prese con ricordi e debiti, in procinto di perdere la proprietà che da secoli posseggono e l’ampio giardino, mentre si mettono a confronto con le ingiustizie che essi e i precedenti proprietari hanno compiuto: là dove nell’autore russo, alle prime ombre della rivoluzione d’ottobre, tutto resta in filigrana, attraverso le parole sopratutto del giovane ed eterno studente Trofimov, qui da lontane visioni si materializza nei diseredati della terra che premono nel finale alle porte della casa – non è più il vecchio servo Firs a rimanere dimenticato e sepolto al suo interno -, quelli di un tempo e gli immigrati di oggi. A un personaggio, quello della vecchia nonna spinta in carrozzina dal vecchio cameriere, il regista affida questa nuova visione. Mentre continua a raccontarci di Ljubov e della sua svagatezza, della remissività di suo fratello Gaev, dei raggiri e dell’acquisto di Lopachin, l’antico servo maltrattato che ora diventa proprietario, di Anja che si apre a una nuova vita e di Varja che la speranza l’ha ormai persa, delle governanti e del contabile e degli amici. Delle danze che s’accendono e che presto si spengono, mentre la casa si svuota. Nero, il figlio regista, aggiorna, ambienta con impegno seppur troppo verbosamente – con qualche attualità di comodo? -, sorvegliando attentamente azioni e dialoghi, interni ed esterni, potendo contare su un ragguardevole gruppo d’attori, supponiamo di estrazione teatrale, che fa il proprio compito con diligenza: “È più di una semplice storia di famiglia di aristocratici inglesi che cerca di salvare la propria casa ancestrale. Va oltre, affrontando le ingiustizie socioeconomiche profondamente radicate che il nostro mondo intero si trova ad affrontare, e offre una soluzione che non si conforma agli attuali modelli convenzionali. Questo è un argomento che ho studiato ed esplorato per anni, ispirato sia dal grande scienziato sociale americano del XIX secolo, Henry George, sia dal rinomato economista contemporaneo Fred Harrison, produttore associato del nostro film.” Diligente anch’egli ma inevitabilmente il ricordo di chi qui scrive queste note va “anche soltanto” all’edizione magica di Strehler, all’ombrellino di Valentina che si riempiva di foglie, di Santuccio che faceva sbuffare quel piccolo treno di legno messo in scena a ricordargli amaramente l’infanzia.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Dame Vanessa Redgrave e un momento del film “The Estate” diretto da Carlo Gabriel Nero

Vintage Boutique, il miglior negozio dell’usato nella capitale italiana del vintage

Informazione promozionale
di Riccardo Di Maria

Torino non è solo eleganza sabauda, cultura e innovazione. È anche – sempre più – la capitale italiana del vintage e dell’usato di qualità

Una città che ha saputo trasformare mercatini storici, botteghe autentiche e negozi selezionati in un vero e proprio distretto del riuso, dove stile, storia e sostenibilità si intrecciano con naturalezza.
Qui il vintage non è una moda passeggera: è identità. È memoria che vive.
Dalle Domeniche al Balon a Moncalieri, da Cherasco alle storiche bancarelle di Borgo d’Ale, fino al mercato dei vinili di San Salvario, Torino e il Piemonte sono diventati un ecosistema unico, fatto di ricerca, passione, pezzi rari, incontri fortuiti e storie da raccontare. Un luogo dove ogni oggetto ha una seconda occasione, e ogni storia trova chi la vuole ascoltare.
È in questo scenario che nasce e si afferma Vintage Boutique, riconosciuto come il miglior negozio dell’usato nella capitale del vintage. Un negozio che non è soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo emotivo, curato, narrativo, dove ogni capo viene scelto come si sceglierebbe un libro da leggere o una persona da conoscere.
La titolare racconta:
“Non ho mai voluto vendere semplicemente oggetti. Ho sempre pensato che un negozio vintage dovesse essere un luogo di incontri: tra storie, epoche, materiali, persone. La mia più grande soddisfazione è vedere quando un oggetto trova la persona giusta, come se l’avesse aspettata da anni.”
Vintage Boutique nasce proprio da questa visione: una passione diventata ricerca, poi selezione, poi metodo. Non un semplice negozio, ma un laboratorio di storie. Oggetti usati? No. Oggetti vissuti, emozioni dal passato da vivere nel presente.
La selezione è attenta, personale, curata. Non esiste un algoritmo: esiste l’occhio, l’esperienza, l’emozione. Ogni pezzo viene valutato non solo per il valore materiale o stilistico, ma per la sua capacità di raccontare qualcosa. Che si tratti di un cappotto inglese degli anni ’60, di una borsa che ha attraversato generazioni o di un oggetto di design, qui nulla è casuale.
“Ogni oggetto ha una storia, e il mio lavoro è farla emergere. Alcuni clienti se ne innamorano per estetica, altri per emozione. Ma quando trovi qualcosa che ‘ti sceglie’, non te ne separi più”, racconta.
Con l’arrivo del Natale, Vintage Boutique diventa un punto di riferimento per chi cerca idee regalo originali, sostenibili e irripetibili. Regalare vintage significa regalare carattere, autenticità, memoria. Un gesto consapevole, elegante, unico. Esattamente come Torino, capitale del vintage.
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 via Alassio 30 TORINO

Watchcenter.it: lo stile autentico del tempo che conta 

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dal Martedì al Sabato dalle 10:00 alle 13:00

                                            dalle 15:00 alle 19:00

Domenica, Lunedì e festivi chiuso

Orizzonte legno: un settore ancora in crescita

ATTESA UNA BUONA RESILIENZA ANCHE A MEDIO-LUNGO TERMINE

Secondo le imprese associate all’Unione Industriali Torino andamento del fatturato in ripresa
ma pesa la contrazione dei margini legata all’impennata dei prezzi delle materie prime.
Benedetto: “Serve un forte impegno a livello locale, nazionale ed europeo. E noi siamo pronti”

Torino, 26 novembre 2025

Il 2025 dopo un 2024 di contrazione imputabile alla fine dei bonus edilizia evidenzia il ricominciare della crescita benché lenta e altalenante. Per il 2026 in un contesto di forte incertezza geopolitica, prevista una buona resilienza anche grazie all’ultima parte degli investimenti nel comparto edile legati al Pnrr. Guardando al di là dell’immediato futuro, lo scenario si fa più interessate e dinamico: è il settore del legno a beneficiare dell’onda lunga della ricerca della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale, è pronto ed attrezzato anche finanziariamente per accelerare nell’innovazione. L’ostacolo più rilevante è la disponibilità di risorse umane con le giuste competenze e con la giusta attitudine.

Queste evidenze sono state al centro del dibattito nella quinta edizione di ‘Orizzonte Legno’, l’evento annuale organizzano dal gruppo merceologico dell’associazione degli industriali torinesi, organizzato con il contributo di Banco AzzoaglioConlegno, PlackRilegno e Scm.

Le sfide in questo settore non mancano. Dalla ciclicità dell’edilizia all’oscillazione dei costi energetici, dalle pressioni regolatorie sulla tracciabilità all’instabilità dei flussi commerciali internazionali: tutto ci chiede velocità e capacità di adattamento. Ma, come spesso accade nell’industria, le difficoltà sono anche il luogo delle opportunità: materiali ibridi e bio based, edilizia in legno strutturale, riuso e riciclo avanzato, nuove filiere energetiche dai residui legnosi, servizi digitali per la manutenzione e per la product stewardship, ovvero la gestione responsabile e proattiva dell’impatto del “prodotto legno” sulla salute, sulla sicurezza e sull’ambiente durante tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione allo smaltimento” ha sottolineato nel suo saluto introduttivo Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Noi protagonisti del settore vogliamo dare un impulso positivo al ruolo del legno nell’economia del futuro. Per questo occorrono organizzazioni competenti e determinate, con forte impegno a livello locale, nazionale ed europeo e noi siamo pronti” ha rimarcato nel suo intervento introduttivo Davide Benedetto, presidente di Associazione Legno, ringraziando la Federazione delle Industrie del Legno (Filiera Legno) ed i consorzi nazionali Rilegno e Conlegno. “Adeguate politiche a salvaguardia dei boschi e della riforestazione, maggiore attenzione per l’ambiente, utilizzo responsabile delle risorse, coinvolgimento e peso ai tavoli europei e mondiali e la possibilità di utilizzare specie legnose alternative più resistenti, permetteranno al ‘legno’ non solo di avere un ruolo da protagonista, ma di poter incidere sugli scenari economici del futuro” ha aggiunto Benedetto.

L’edizione 2025 di Orizzonte Legno intitolata ‘Il Legno protagonista dell’economia del futuro’ ha visto la partecipazione anche di Carlo Cottarelli, Economista, editorialista e politico italiano, Andreas Steiner, Mayr Melnhof Holz Holding G, Silvia Melegari, Segretario generale Cei-Bois, Pietro Gheller, Direttore Divisione Legno di Scm Group, Erica Azzoaglio, Presidente Banco di Credito P. Azzoaglio, Marco Pari, CEO e CoFounder di Neurality.

Il settore Legno e Sughero a livello torinese è presente per l’edilizia (legname, serramenti, pavimenti, accessori), per il comparto industriale (prodotti e servizi per imballaggio, logistica, allestimenti) e in misura minore per il consumatore finale (fai-da-te). Il mercato è principalmente locale (Piemonte e Nord Italia), ma non mancano imprese che hanno clienti esteri (soprattutto europei).

Tornando ai dati raccolti intervistando gli imprenditori torinesi, anche se le valutazioni non sono univoche, nella maggior parte di casi a un inizio 2025 piuttosto incerto ha fatto seguito un rafforzamento nella primavera che è poi proseguito nei mesi estivi e non dovrebbe interrompersi negli ultimi mesi dell’anno. È interessante notare che la sostanziale stabilità del fatturato derivi da un andamento divergente di volumi di produzione e marginalità. A fronte di una crescita soddisfacente dei volumi, il calo dei margini è stato generalizzato e spesso sensibile: gli sforzi per ampliare la clientela non sono stati premiati da un incremento del fatturato di pari entità. La compressione dei margini è spiegata dal sensibile aumento dei prezzi delle materie prime: anzi tutto del segato importato da Austria e Germania, di gran lunga i nostri principali fornitori.

Altro tema centrale è la dimensione aziendale, pur con accenti diversi le imprese intervistate concordano infatti nell’osservare una spinta alla concentrazione, razionalizzazione e crescita. In alcuni segmenti negli ultimi anni vi sono state acquisizioni di piccole imprese da parte di aziende più grandi, in genere con l’obiettivo di completare la gamma di offerta. E qui entra in gioco anche l’Intelligenza artificiale, alcune imprese stanno già concretamente utilizzando applicazioni di IA per la selezione dei tronchi, il controllo di qualità, la gestione del magazzino, la logistica. È opinione comune che siamo appena all’inizio: le applicazioni di IA anche in questo settore stanno ampliandosi rapidamente e tra 3-4 anni ciò che oggi appare come utopistico potrebbe essere lo standard.

Caffarel celebra i 160 anni del suo iconico gianduia 1865

Caffarel celebra un traguardo speciale: i 160 anni del suo iconico gianduia 1865, simbolo dell’eccellenza piemontese e della tradizione cioccolatiera torinese. Per l’occasione dedica alla Città di Torino un’installazione sensoriale immersiva ispirata alla forma del gianduiotto. L’experience, aperta al pubblico il 29 e 30 novembre, in via Lagrange angolo via Soleri, accompagna i visitatori in un percorso multisensoriale attraverso aroma, storia e suggestioni visive legate a questo grande classico. Durante l’evento sarà possibile scoprire le tre anime del gianduia 1865: classico, fondente e intenso. All’interno di una struttura che riproduce la forma del cioccolatino, il pubblico potrà vivere un percorso esperienziale attraverso 5 corner dedicati ai sensi: olfatto, udito, gusto, tatto e vista. Per scoprire da vicino la storia, le emozioni e la maestria racchiusi in un simbolo dorato intramontabile. Nel corner dedicato all’olfatto, i profumi caldi e avvolgenti di nocciola guidano alla riscoperta dell’essenza autentica della ricetta originale. L’udito accompagna i visitatori in un racconto immersivo dedicato alla storia del gianduiotto e al suo processo creativo e produttivo, offrendo uno sguardo unjco dietro le quinte della sua lavorazione. Nel corner gusto, il gianduiotto Caffarel si rivela nella sua perfezione. I visitatori potranno gustare deliziose nocciole tostate, mentre al centro dello spazio sarà allestita un’isola dedicata alla degustazione del gianduiotto classico. La sezione dedicata al tatto permette di esplorare texture e materiali evocativi, mentre in quella dedicata alla vista vi sarà una selezione e di immagini d’archivio e storiche che hanno segnato generazioni, esaltando l’incontro tra passato e contemporaneità.

“Il gianduiotto è molto più di un cioccolatino, rappresenta un patrimonio culturale e affettivo che unisce generazioni – commenta Valeria Ungaro, Global Brand Director di Caffarel – con questa installazione abbiamo voluto rendere omaggio a Torino, la città in cui tutto è iniziato,e che da sempre ispira la nostra creatività. Celebrare i 160 anni del gianduiotto significa rinnovare un legame profondo con persone e tradizioni, guardando al futuro con la passio e elo spirito della tradizione che contraddistingue Caffarel da quasi due secoli”.

Dalla sua nascita, nel 1826, Caffarel rappresenta l’eccellenza del cioccolato piemontese nel mondo. Il gianduiotto è un’icona di gusto e raffinatezza che da 160 anni racchiude in sé artigianalità, qualità e piacere, rinnovando il legame con la sua città e con tutti coloro che da sempre ne custodiscono la magia.

Mara Martellotta

Dal libro allo schermo: ecco il Premio Match

UN PROGETTO DI REGIONE PIEMONTE, FONDAZIONE CIRCOLO DEI LETTORI E FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE

È stato presentato nel corso della conferenza stampa ufficiale presso il Circolo dei
lettori e delle lettrici, la prima edizione del “Premio Match Piemonte. Dal libro allo
schermo” –, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione Circolo
dei lettori e Film Commission Torino Piemonte.

Un progetto innovativo che punta a creare un ponte tra narrativa contemporanea e produzione
audiovisiva, valorizzando giovani autori e il territorio piemontese attraverso nuove
opportunità di adattamento cinematografico.

Un premio che è anche un investimento sul futuro
Il Premio Match Piemonte non è soltanto un concorso letterario: è una scelta strategica. Un
investimento concreto nelle nuove generazioni, nella loro capacità di immaginare, innovare e
raccontare il mondo. Il Piemonte, forte di una tradizione culturale riconosciuta e di un
comparto audiovisivo in costante crescita, sceglie di diventare un laboratorio fertile per i
giovani talenti, offrendo loro la possibilità di trasformare un romanzo in un progetto
cinematografico reale e di confrontarsi con produttori, creativi e professionisti del settore.
L’obiettivo è chiaro: trasformare le idee in opportunità, la creatività in lavoro, le storie in
nuove produzioni che parlino del Piemonte e dal Piemonte.

Un’iniziativa pensata per i talenti e per il valore culturale del Piemonte
Il Premio, rivolto ad autrici e autori under 50, selezionerà un’opera di narrativa edita tra
gennaio 2023 e gennaio 2026 con un forte potenziale di trasposizione cinematografica
ambientata in Piemonte.

Il progetto punta a sostenere storie capaci di trasformarsi in immagini e a mettere in dialogo
letteratura e cinema, rafforzando al tempo stesso la promozione del patrimonio culturale,
paesaggistico e identitario regionale.

Il titolo vincitore sarà presentato a una platea di produttori cinematografici e televisivi e
darà origine a un cortometraggio “pilota–teaser”, con una spesa massima di 60mila
euro, finalizzato a mostrare le potenzialità di sviluppo in un lungometraggio o in una
serie TV.

È previsto inoltre un riconoscimento di 3mila euro per l’autore/autrice dell’opera
selezionata.

Modalità di partecipazione
La partecipazione è gratuita e riservata agli editori italiani, che possono candidare fino a due
opere.
Sono ammesse tutte le tipologie di romanzo – incluse graphic novel e raccolte di racconti –
purché realizzate da autrici/autori under 50 e ambientate o adattabili realisticamente al
territorio piemontese.
Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 30 gennaio 2026 all’indirizzo
premiomatch@circololettori.it allegando Application Form e il libro in PDF o tre copie
cartacee.

Diritti, opzioni e finalità
Come previsto dal regolamento, il romanzo vincitore concede agli enti promotori un’opzione
gratuita di otto mesi per la produzione del cortometraggio.
I diritti di eventuali futuri adattamenti restano interamente in capo all’autore e all’editore, che
potranno negoziare autonomamente con eventuali produttori interessati.
La Regione Piemonte acquisirà la proprietà dei diritti patrimoniali del cortometraggio,
riconoscendo all’autore e all’editore una licenza d’uso gratuita e non esclusiva per finalità
promozionali.

La Giuria
La valutazione delle opere sarà affidata a una giuria composta da professionisti del mondo
culturale e audiovisivo:
● Giulio Base – Regista
● Linda Messerklinger – Attrice
● Danilo Poggio – Giornalista
● Raffaella Tittone – Direttrice Settore Cultura, Turismo, Sport e Commercio della
Regione Piemonte
● Alfonso Papa – Film Commission Torino Piemonte
● Elena Loewenthal – Scrittrice e traduttrice nonché presidente della giuria
• Marco Pontecorvo – Regista
Timeline
● 24 novembre 2025 – Apertura bando
● 30 gennaio 2026, ore 12.00 – Chiusura candidature
● Febbraio–Marzo 2026 – Lavori della giuria
● 15 aprile 2026 – Cerimonia di premiazione con editori e produttori

 

I commenti 

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte:
«Con il Premio Match Piemonte vogliamo dare un segnale chiaro: il nostro territorio crede
nei giovani, investe nei loro talenti e sostiene la filiera culturale in tutte le sue forme. Questo
progetto unisce due mondi che in Piemonte hanno radici profonde – la letteratura e il cinema
– creando un’opportunità concreta di crescita professionale e di valorizzazione del
patrimonio narrativo e paesaggistico regionale. Vogliamo che nuove storie prendano vita
qui, e che da qui possano raggiungere il grande schermo».

Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Piemonte Torino:
«Siamo felici di essere parte di un progetto che investe sulla filiera del cinema e
dell’audiovisivo, un settore sempre più strategico per il nostro territorio. Nel corso degli
anni abbiamo visto crescere quantità e qualità delle produzioni e crediamo che questo
Premio, accentuando un dialogo concreto tra mondo editoriale e cinematografico, potrà
stimolare nuovi progetti capaci di valorizzare talenti e storie originali. Come Film
Commission siamo pronti ad accoglierli e a sostenerne il percorso».

Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori:
«Il premio Match Piemonte, bandito dalla Regione Piemonte, è ideato e organizzato in
collaborazione con il Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte. La Fondazione
“Circolo dei lettori” conferma così la sua vocazione di soggetto di produzione culturale (e
non solo di promozione e diffusione).
Il premio “Match Piemonte” costituisce una fertile contaminazione tra letteratura e cinema,
un dialogo tra parole e immagini rivolto, “in primis”, ai giovani, per stimolarne la
creatività.
Un’iniziativa originale che ci aspettiamo susciti interesse e veda una partecipazione di
qualità e numericamente importante. Un modo innovativo di promuovere la nostra Regione
per valorizzarne i profili artistici, storici, ambientali e paesaggistici».

Elena Loewenthal, presidente della Giuria Premio Match:
«Un premio letterario che guarda alla settima arte. Un premio che fa del Piemonte uno
straordinario teatro a cielo aperto. Questo è tanto altro è Match: un progetto nuovo e unico
nel panorama culturale italiano. Un premio che non è pura e semplice celebrazione di
un’opera ma un vero e proprio, grande laboratorio di arte e cultura, capace di intrecciare
generi, esperienze, avventure».

Quaglieni: “Anni luce distante dall’imam, ma non basta un’interrogazione per cacciarlo”

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Che basti un’interrogazione parlamentare a per cacciare l’Imam di via Saluzzo a Torino dove abita da vent’anni, mi sembra sbagliato e intempestivo.
Che l’Iman abbia fatto in piazza una dichiarazione sbagliata e condannabile sul 7 ottobre non è sufficiente per costringerlo ad andarsene. In fondo è un reato di opinione espresso da tanti ProPal. Sono anni luce distante da chi in coro ha difeso l’Imam perché ne condivide le idee. Io mi tengo lontano dagli ambienti musulmani perché ritengo l’Islam in generale  spesso incompatibile con la nostra democrazia e ho dei forti dubbi sull’esistenza di un Islam moderato. Basti pensare al rapporto e alla violenza sulle donne. Ho scritto tra i primi sul pericolo che la vicenda di Gaza potesse generare un nuovo terrorismo in Europa perché Hamas è terrorismo e non potrà mai cambiare e arrendersi alla sconfitta. Il ministero dell’Interno deve agire, applicando le norme senza soggiacere ad un’interrogazione che ha una finalità evidentemente  propagandistica. Concordo sul fatto che il ministero dovrebbe dare esecuzione reale a tante espulsioni rimaste sulla carta.
L’Italia non può essere a priori  inclusiva ed accogliente per tutti, ma i reati di opinione detti su una piazza,  senza ricorso a nessuna violenza, non possono essere perseguiti secondo queste modalità. Considerare una colpa fare proselitismo ed essere un riferimento della proprietà comunità stravolge tutto e rivela intolleranze preoccupanti  vanno denunciate. Più calma e più decisione meditata  si impongono. Gli isterismi verbali di chi riduce tutto a propaganda, sono incompatibili con la democrazia liberale. Essi ci riconducono a Orban, modello di una democrazia limitata, sicuramente illiberale.

Forza Italia: “Espulsione imam Torino, esiste ancora la legge”

“Il decreto di espulsione per ragioni di sicurezza emesso contro Mohamed Shahin, Imam della moschea Omar Ibn Al Khattab di via Saluzzo a Torino, insieme all’arresto di Don Ali, il cosiddetto capo dei maranza, ricorda che a Torino esiste ancora la legge. Da una parte c’è il Governo che fa rispettare le norme, dall’altra c’è il sindaco Lo Russo che continua a flirtare ambiguamente con gli ambienti anarchici, autonomi e pro Palestina legati ad Askatasuna. Ognuno sceglie da che parte stare: noi staremo sempre dalla parte della legalità e della sicurezza dei cittadini. Per questo, dopo questa espulsione, torniamo a lanciare un appello sulla realizzazione del più grande centro islamico con moschea nel quartiere Aurora, a Torino. La cacciata dell’Imam per le sue posizioni di favoreggiamento del terrorismo islamico deve suonare per tutti come un campanello d’allarme”. Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.

Latitante del 2016 scovato nel Biellese dopo anni di fuga

Era stato condannato dal Tribunale di Torino per reati contro il patrimonio nel 2016 e da allora aveva fatto perdere le proprie tracce: latitante arrestato. È successo a Mezzana, in provincia di Biella. L’uomo, un 33enne italiano, era riuscito a raggiungere la Francia, dove risiedeva da tempo, quando è stato fermato nel corso di un controllo.

Identificato, è stato arrestato e successivamente trasferito al carcere di Biella per scontare il residuo della pena di un anno di reclusione.

VI.G

Il Green Game accende i riflettori sulle scuole

Green Game, il format didattico ideato dai Consorzi Nazionali BIOREPARK, CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVA e RICREA, è  pronto a ripartire con la sua tredicesima edizione, trasformando la raccolta differenziata e la sostenibilità ambientale in una sfida a squadre.
Il format è  completamente gratuito per le scuole e riservato agli studenti degli istituti di secondo grado italiani.
La versione ‘in presenza’ del Green Game coinvolgerà oltre cinquanta scuole in Sardegna, confermando il modello che rende l’apprendimento non soltanto istruttivo, ma anche divertente.
Per Torino scendono in campo il liceo statale Domenico Berti, il liceo artistico Aldo Passoni, l’IIS Giolitti, l’IIS Romolo Zerboni , il liceo Einstein, il liceo Giordano Bruno e l’IIS ‘F. Albert’ di Lanzo Torinese. Si tratta di realtà scolastiche da sempre sensibili ai temi del riciclo e dell’educazione ambientale. Studenti e studentesse prenderanno parte alla sfida nazionale del Green Game, confrontandosi con coetanei di tutta Italia.

“L’educazione ambientale è l’investimento più importante per il nostro futuro – hanno congiuntamente dichiarato i Consorzi – il Green Game, in questi anni di crescita costante della raccolta differenziata,  ha dimostrato di essere un veicolo eccezionale per promuovere la cultura del riciclo responsabile.  Il coinvolgimento di migliaia di studenti, insegnanti e famiglie, sta trasformando concretamente il modo in cui la società civile percepisce l’impegno verso l’Agenda 2030”.
Il format alterna lezioni interattive condotte da formatori quali Alvin Crescini e Stefano Leva di Peaktime, agenzia produttrice del format, a un quiz a squadre in cui velocità, attenzione alla lezione e al lavoro in team trasformano la conoscenza in sana competizione.
Le migliori classi di ogni scuola si contenderanno l’accesso alla Finalissima Nazionale di Roma, dove sono in palio buoni per materiale didattico  da 2 mila, 1500 e mille euro.
L’iscrizione e la partecipazione sono totalmente gratuite. Green Game è  un progetto patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica.
La classe che è  stata vincitrice  dell’edizione 2024-2025 è stata la seconda C dell’IIS Gentileschi di Carrara.

Mara   Martellotta