Ecco le linee Gtt per il Kappa FuturFestival
GTT INFORMA
Il Kappa FuturFestival torna al Parco Dora di Torino da venerdì 30 giugno a domenica 2 luglio luglio con la sua decima edizione.
Vai a ballare in sicurezza: lascia la macchina a casa e usa i mezzi pubblici che per l’occasione saranno potenziati.
Utilizza le linee 3 – 9 – 52 feriale – 60 – 67 festiva – 72 – 72B feriale e le linee della rete notturna estiva Night Buster W60 ARGENTO – E68 VERDE – E68B VERDE – N4 ROSSA – N4B ROSSA.
Le linee 3, 9 e 72 saranno potenziate nelle ore serali.
Uncem Piemonte ha assegnato, con una cerimonia ospitata alla SAA, School of Management dell’Università di Torino, i premi per le migliori tesi di laurea sulla montagna. Nove premi, di cui sette in memoria di Sindaci e Amministratori defunti negli ultimi tre anni, uno alla memoria di Edoardo Martinengo, già Presidente nazionale Uncem, e uno nel 70esimo anniversario di Uncem nazionale.
Eccoli, tutti i premiati:
Francesco Archidiacono (di Ariano Irpino), laureato al Politecnico di Torino, Corso di laurea in Igegneria Energetica e Nucleare, riceve il premio per il 70esimo anniversario di fondazione dell’Uncem. La sua tesi è dedicata a un “Sistema di teleriscaldamento di Luserna San Giovanni: analisi dell’esercizio, degli sviluppi futuri e calcolo del fattore di conversione dell’energia primaria”.
Daniele Bottero (di Roccaforte Mondovì), laureato all’Università di Torino, al Corso di Laurea in Direzione d’Impresa, Marketing e Strategia, riceve il premio alla memoria di Edoardo Martinengo, consegnato dalla figlia Maria Teresa Martinengo, Giornalista, Segretario dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. La tesi di Bottero su “Smart Village: una prospettiva di sviluppo per le Terre Alte”.
Camilla Nicolini (di Roma) e Chiara Valci (di Crodo) ricevono da Uncem il Premio alla memoria di Lido Riba, già Presidente della Delegazione regionale del Piemonte e Consigliere regionale. A consegnarlo, la moglie Luciana e i figli Valeria ed Emiliano. Si sono laureate al Politecnico di Torino, in Architettura per il progetto sostenibile, con una tesi di laurea sul “Progetto di riqualificazione dell’ex villaggio idroelettrico di Morasco. Un nuovo scenario per l’Alta Val Formazza”.
A Pietro Giraudo (di Chiusa di Pesio), il premio alla memoria di Ugo Boccacci, già membro della Giunta Uncem e Presidente della Comunità montana Alpi del Mare. “Il contributo dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime all’economia locale”, il titolo della tesi presentata all’Università di Torino, al Corso di Laurea di Economia per l’ambiente e la sostenibilità. A consegnare il premio, i famigliari di Boccacci.
Va a Caterina Piergiovanni (di Torre Pellice) il premio alla memoria di Pierangelo Carrara, già Sindaco di Boccioleto e Presidente della Comunità montana Valsesia. Si è laureato al corso di laurea in Geografia e Scienze territoriali, con una tesi su “Come si può vivere in questi luoghi? Geografie e strategie di vivibilità nel contesto alpino. Il caso di Campolasalza a Massello”.
A Valentina Santoro (di Specchia) il premio alla memoria di Mauro Berretta, Sindaco di Cremolino. Hanno studiato al Politecnico e si sono laureate al corso di Architettura e Design. Tesi su “An ògni gir de stra – analisi del sistema di fortificazioni e sentieri militari nell’area del Passo della Gardetta (CN). Studio comparativo tra fonti cartografiche storiche e tecnologie”
A Paola Zenoni (di Peveragno) il premio intitolato a Mario Malan, già Sindaco di Angrogna. Si è laureata in Antropologia culturale ed etnologica all’Università di Torino, con una tesi su “Andata e ritorno. Flussi transfrontalieri sulle Alpi sud-occidentali”.
A Fabiana Marino (di Cuneo) il premio alla memoria di Luciano Abate, già Sindaco di Vigone. Tesi su “Test di germinazione, analisi di metaboliti bioattivi e dna barcoding di specie fitoalimurgiche pedemontane”, al Corso di laurea in Biotecnologie vegetali dell’Università di Torino.
“È stata una occasione veramente importante ed emozionante – sottolineano Marco Bussone e Roberto Colombero – nella quale si sono incontrate generazioni e siamo riusciti a ricordare chi ci ha preceduto, guidandoci, con chi oggi lavora su questi temi, li studia, li indaga. Abbiamo raccolto 41 tesi di laurea e siamo stati sorpresi da molto fermento impensabile solo dieci anni fa. La montagna non è chiusa. È aperta e inclusiva. Chi lavora sui territori, con tutti i loro flussi, non è isolato e in una riserva indiana. La maggior parte degli studenti che hanno trasmesso le tesi non abitano in un contesto montano. Non per questo i loro lavori sono meno significativi, anzi decisivi per il futuro della montagna. Importanti anche per Sindaci e Amministratori locali. Non ne dobbiamo essere indifferenti. Occorre lavorarci e muovere ulteriori azioni di ricerca, studio, con tutte le Università piemontesi e italiane che hanno messo la montagna al centro delle loro attività”.
Copia della Costituzione ai 18enni di Frossasco
A margine del Consiglio Comunale del 27 giugno il Sindaco ha consegnato copia della Costituzione Italiana ai giovani frossaschesi nati nel 2005, che quest’anno raggiungono la maggiore età. Conoscere i diritti e doveri dei cittadini, conoscere le norme fondamentali del nostro sistema democratico, o almeno sapere dove si possono leggere, sono il presupposto di cittadinanza, non trascurando gli esempi e le esperienze positive che si ricevono, come quelle delle associazioni frossaschesi che ieri, come già in passato, si sono “presentate” ai giovani per raccontare brevemente i loro servizi alla comunità e la bellezza del volontariato, invitandoli a scoprire le loro inclinazioni e i loro interessi.
Fdi: “Cancel culture anche al Valentino? No grazie”
AMBROGIO-MARCHI (FDI): “APPELLO ALLA CIRCOSCRIZIONE 8 E AL COMUNE PER NON EROGARE FONDI A PROGETTO DECOLONIZE YOUR DISTRICT”
“Abbiamo da poco appreso, con sgomento, il contenuto del progetto “Decolonize your district”,
presentato dalla Renken Onlus per ottenere contributi dalla Circoscrizione 8” commentano Paola
Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia e Claretta Marchi, Consigliere della Circoscrizione 8 di
Torino.
“Quello che poteva passare come uno dei tanti progetti rivolti agli enti locali si è rivelato essere in
realtà un tentativo di riscrivere la storia, persino del Parco del Valentino, a spese dei contribuenti
torinesi, che – nel caso il progetto venisse accolto – si troverebbero a finanziare la macchina della
cancel culture nella propria città e nei propri quartieri!”, afferma Paola Ambrogio.
“Trovo molto grave che la Circoscrizione stia valutando di erogare dei fondi a sostegno del progetto
“Decolonize your district” – continua Claretta Marchi, Consigliere Circoscrizione 8 –, “che prevede,
tra le attività, “un percorso di cultura e riflessione coloniale”, nonché “walking tour tra arte e storia
per decolonizzare il parco del Valentino e altri luoghi della circoscrizione”. Riteniamo si stia
raggiungendo il limite del tollerabile, senza considerare il grave errore – dei proponenti e della
maggioranza di sinistra – di non voler contestualizzare gli eventi nel loro periodo storico, ma leggerli
sotto la lente deformata del presente con lo scopo di instillare sensi di colpa e quindi di necessità di
“chiedere scusa”, e la cosa più grave, infine, è che questo progetto sia diretto ai giovani, più facilmente
influenzabili e, a volte, manipolabili dalla piaga del politicamente corretto”.
“Ci appelliamo al Sindaco Lo Russo e al Presidente Miano affinché non assecondino questo
rocambolesco disegno di riscrittura della storia torinese che potrebbe altrimenti rappresentare un
precedente pericoloso di imposizione del politicamente corretto, che dà la misura di come l’ideologia
della cancel culture sia ormai sfociata nel fanatismo e furore ideologico” concludono la Sen.
Ambrogio e il Consigliere Marchi.
Sen. Paola Ambrogio
Consigliere Circ. 8 Claretta Marchi
Cinema cinema … che passione!
Dal 2 all’8 luglio
Settant’anni e non sentirli! Considerata la “cinghia di trasmissione” fra il “Museo Nazionale del Cinema” e la città, l’“AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema” di Torino, fu fondata sotto la Mole il 7 luglio 1953 da sette intellettuali riuniti dalla mitica novarese Maria Adriana Prolo (Romagnano Sesia, 1908 – 1991), al civico 7 di via Riberi. Fra le più prestigiose storiche del cinema, in particolare della stagione pionieristica della cosiddetta “settima arte”, la Prolo – dopo essersi laureata, nel ’31, alla torinese “Facoltà di Magistero” ed aver lavorato alla “Biblioteca Reale” allora diretta dal generale Nicola Brancaccio, occupandosi in prevalenza di ricerche storiche e letterarie nonché di poesia – comincia ad essere attratta dal “mondo della celluloide” nel ’38, quando si trova fra le mani le riviste di cinema muto custodite alla “Biblioteca Nazionale” di Torino. La passione scatta immediata e da allora, intuendo anche il ruolo di primo piano rappresentato dalla Torino dell’epoca nella nuova avventura cinematografica, dirotterà i suoi studi proprio in quella direzione. Senza risparmio e con passione da vendere. Fino alla fondazione, primi anni ‘50, del “Museo Nazionale del Cinema”, che trovò una prima congrua sistemazione in un’ala di “Palazzo Chiablese” (solo nel luglio 2000, dopo varie allocazioni, venne inaugurata l’attuale sede alla Mole) di cui la Prolo fu nominata direttrice a vita, e dell’“AMNC – Associazione Museo Nazionale del Cinema”. Come detto, era il 7 luglio del ’53, sette gli intellettuali fondatori e 7 il numero civico della sede di via Riberi. Il numero 7 aveva un valore simbolico per la visionaria Maria Adriana Prolo, “fondatrice di musei”, che in una lettera del giugno ’73 scriveva “Quando nasci con il pallino dei musei, non c’è niente da fare” e che, sempre nel ’73, fondò nella sua città natale anche un prestigioso “Museo Storico-Etnografico”. Ed è proprio per sottolineare quel propiziatorio numero “7” che per una ricorrenza così importante come il suo 70° anniversario l’“AMNC” organizza 7 giorni 7 non stop per festeggiare la propria storia, da sempre attraversata da “passione e inclusione con il cinema”. Da domenica 2 a sabato 8 luglio sono così in programma numerosi appuntamenti, la maggior parte dei quali gratuiti,
che ben raccontano il grande lavoro di rete condotto da anni sul territorio, ma che soprattutto tracciano, come dice Vittorio Sclaverani, presidente “AMNC” dal 2010, “la linea del nostro futuro”.
Primo appuntamento, domenica 2 luglio (ore 21) con la proiezione ai “MagazziniOz” (via Giolitti 19/A) del pluripremiato film d’animazione “Mary & Max” di Adam Elliot, grande classico della rassegna “cinemAutismo”, preceduto da “Tapum”, primo cortometraggio firmato da Bruno Bozzetto, fra i più importanti uomini di cinema che negli anni abbiano ricevuto il “Premio Maria Adriana Prolo”. Si prosegue lunedì 3 luglio presso l’“Arena Monterosa” (via Brandizzo 65, ore 21,30) con la proiezione de “Il legionario” di Hleb Papou, film premiato al “Festival di Locarno” nel 2021. Il giorno successivo il regista italo-bielorusso Hleb Papou terrà un workshop di regia gratuito al “Centro Interculturale” di corso Taranto 160 (dalle 14,30 alle 18,30). La sera di martedì 4 luglio il palinsesto del 70° sarà ospitato dal Centro giovanile “Comala” (corso Ferrucci 65/a, ore 21) con un appuntamento speciale del progetto “Parole&Cinema” attraverso la presentazione del libro “Werner Herzog. L’anacronismo delle immagini” di Daniele Dottorini; a seguire la proiezione del leggendario film entrato con forza nella storia del cinema, “Fitzcarraldo” di Werner
Herzog, “Palma d’Oro” per la Miglior Regia a Cannes nel 1982, nella recente versione restaurata in “4K”. L’eredità del nuovo cinema tedesco sarà protagonista anche mercoledì 5 luglio con una serata presso la sede dell’housing sociale “Luoghi Comuni Porta Palazzo” (via Priocca 3, ore 21) con la proiezione del visionario “Lisbon Story” di Wim Wenders. Giovedì 6 luglio la “Piazza Commerciale Botticelli” (via Botticelli 85, ore 21,30) ospiterà la proiezione dei film prodotti dalla “Cooperativa Arcobaleno”, una delle realtà sociali più vivaci che da anni si occupa di reinserimenti lavorativi di persone in difficoltà. Venerdì 7 luglio si tornerà all’“Arena Monterosa” (via Brandizzo 65, ore 21,30) con il film muto torinese “Maciste in vacanza”, conservato dalla “Cineteca del Museo Nazionale del Cinema”. La settimana si chiude sabato 8 luglio con un doppio appuntamento: alle 18 Simona Galassi presenterà presso lo “Spazio B” della “Libreria Bodoni” (via Carlo Alberto, 41) il libro “Anna Karina. La musa inquieta della Nouvelle Vague”, mentre dalle 20 i festeggiamenti si concluderanno in forma conviviale presso il “Community Hub” di Via Baltea 6, che dalle 21 accoglierà le proiezioni di “LEGOVIDEOinBVU” di Alberto Ruffino e di “Anna Karina. Il volto della Nouvelle Vague” di Armando Ceste, autore di cui l’“AMNC” conserva e promuove l’intero archivio. Per info e programma: www.amnc.it
g.m.
Nelle foto:
– Maria Adriana Prolo, Ph. Elena Bosio
– “Mary & Max” di Adam Elliot
– “Fitzcarraldo” di Wermer Herzog, nella foto Klaus Kinski e Claudia Cardinale
– “Maciste va in vacanza” di Luigi Romano
Chieri ridisegna la viabilità
APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO
L’assessore Paolo RAINATO: “Mobilità sostenibile, commercio di vicinato,
sicurezza stradale, contrasto all’inquinamento: queste le nostre priorità”.
Previsti dieci pacchetti di interventi: si inizierà con piazza Pellico, via Roaschia e via Albussano
Riorganizzare la viabilità della Città di Chieri migliorando la sicurezza stradale, promuovendo la mobilità dolce e sostenibile e tutelando i soggetti più deboli (pedoni, ciclisti, persone con disabilità), contrastando l’inquinamento atmosferico e valorizzando il commercio di vicinato e l’artigianato: questi gli obiettivi del documento di aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) approvato dal Consiglio comunale di Chieri con 16 voti favorevoli.
Il documento, che riassume le proposte di riorganizzazione della viabilità che l’Amministrazione intende progressivamente attuare, è il frutto di un lungo e impegnativo lavoro condotto dagli esperti della società di ingegneria dei trasporti Polinomia, nonché di un percorso di partecipazione pubblica che ha coinvolto le associazioni di categoria, la protezione civile, il mondo della scuola e le associazioni ambientaliste.
«Ringrazio il grande lavoro svolto da Polinomia e dagli uffici comunali-dichiara l’assessore alla Viabilità Paolo RAINATO-Questo è un piano redatto all’insegna della partecipazione. Non credo che siano mai esistiti piani della nostra amministrazione accompagnati da una così ampia discussione. Abbiamo incontrato associazioni, imprenditori, commercianti, artigiani, dirigenti scolastici. Partecipazione che non verrà certo ad esaurirsi con l’approvazione da parte del Consiglio ma che accompagnerà l’attuazione dei vari interventi, all’insegna della implementazione progressiva e del continuo confronto aperto e trasparente. Abbiamo svolto un’analisi attenta delle abitudini dei chieresi ed è emerso un quadro disarmante della nostra città, perché la distribuzione e la fruizione dello spazio pubblico sono fortemente sbilanciate a favore di una mobilità incentrata sull’utilizzo dell’automobile. Esistono convinzioni che si sono venute sedimentando nel tempo, tanto da trasformarsi in tabù che non vengono messi in discussione per pigrizia o abitudine. Quante volte sentiamo dire che “a Chieri non ci sono parcheggi”? Non è vero: ci sono ben 6250 stalli all’interno del centro storico ma mal regolati. Questo piano non è un piano estremista e neppure un ‘libro dei sogni’, che prevede interventi smisurati; è, invece, un piano ambizioso verso una città ‘a incidenti zero’ e che potrà cambiare la viabilità e la vivibilità di Chieri, facendola avvicinare a standard elevati».
«L’ultimo aggiornamento del PGTU era del 2013 e vennero realizzati 11 interventi su 24-aggiunge Paolo RAINATO-Negli ultimi dieci anni Chieri è cambiata, c’è stata una pandemia, dobbiamo fare i conti con una drammatica crisi climatica e ambientale che ci obbliga a pensare a delle alternative, e l’amministrazione pubblica deve intervenire sull’infrastrutturazione della città per poter favorire il cambiamento delle abitudini dei cittadini. Questo documento ci consentirà di operare in modo organico, strutturato e coerente e non attraverso azioni ‘spot’. Sono stati individuati 10 “pacchetti” di interventi, che non verranno certo eseguiti contemporaneamente ma in modo progressivo,controllandone le eventuali criticità ed imperfezioni. Questo non è un piano “talebano”, in città ci deve e ci sarà spazio per tutti perché ci sono diverse esigenze di mobilità. Vogliamo facilitare una mobilità dolce e pedonale ma questo non significa osteggiare l’uso dell’auto, bensì rimodulare gli spazi pubblici, riscoprendo anche la bellezza della nostra città. Ci sono città che investono milioni di euro per diventare “città a 15 minuti”, Chieri lo è già, è una città compatta, eppure gli spostamenti pedonali sono pochi mentre l’auto è usata anche per spostamenti di breve e brevissimo raggio. Chieri è una città che non usa i piedi, e questo è dovuto certamente alla scarsa qualità e sicurezza degli spazi destinati alla pedonalità. Nelle aree esterne occorre realizzare percorsi pedonali attrezzati lungo i principali corridoi e i rami di accesso ai servizi, mentre nell’area interna serve introdurre un regime di circolazione e sosta tale da ridurre i livelli di traffico e moderare fortemente la velocità. Estenderemo il limite dei 30 a tutto il centro abitato, eccetto alcune strade che rimarranno al limite dei 50 per garantire la fluidità del traffico (esattamente come sta avvenendo ovunque in Italia e nel mondo).Grande attenzione viene data alle zone limitrofe ai plessi scolastici con l’obiettivo di mettere in sicurezza i percorsi casa-scuola, a cominciare da piazza Pellico. Prevediamo la riqualificazione dei corridoi pedonali, interventi di moderazione della velocità, l’estensione delle aree pedonali, il potenziamento dei semafori e accorgimenti per tutelare le persone con disabilità».
I primi tre interventi riguarderanno:
1) La realizzazione di una “piazza scolastica” davanti alla scuola Pellico per renderla più sicura e meglio fruibile dagli alunni e dai genitori. Grazie a risorse ottenute tramite un bando di Compagnia San Paolo sarà possibile un miglioramento funzionale della piazza in vista di una futura riqualificazione;
2) L’adeguamento di via Roaschia, che presenta un elevato livello di criticità soprattutto legato alla sua pericolosità, causata dalla presenza di un traffico intenso e veloce unitamente alla densità di immissioni laterali e alla scarsa protezione offerta alla circolazione dei pedoni. Via Roaschia oggi è usata impropriamente come bypass da chi da Torino raggiunge il centro di Chieri, è una strada residenziale di fatto utilizzata come fosse un’arteria di attraversamento (saranno introdotti dei cuscini berlinesi);
3) L’adeguamento di via Albussano e dintorni, una zona molto utilizzata dai ragazzi che dal centro escono e si recano al polo scolastico Monti-Vittone.
Tra gli altri interventi, si segnalano l’inversione su piazza Cavour, il doppio senso su via delle Orfane, la pedonalizzazione di via San Domenico, via della Pace e via Carlo Alberto, l’inversione su via de Maria (l’ospedale non può continuare a rappresentare una ‘porta di ingresso’ al centro storico), il doppio senso su via Balbo, la semaforizzazione della strettoia di Dino sport.
Questa mattina in presenza delle autorità locali a Verolengo si è tenuta l’inaugurazione di un nuovo supermarket della catena Borello.

All’inaugurazione ha fatto gli onori di casa il responsabile dell’azienda piemontese, Fiorenzo Borello (nella foto, al centro).

“50 anni di esperienza sul territorio ci hanno permesso di comprendere le esigenze delle famiglie e oggi, nei nostri punti vendita, – ha detto il sig. Borello – selezioniamo con cura tutti i prodotti per aiutarvi a portare sulle vostre tavole alimenti di qualità al giusto prezzo”.

Il supermarket di Verolengo, nella centralissima strada per Torino, in direzione Casale, è il 51° aperto da Borello Supermercati in territorio torinese e piemontese.
Il Respiro della Musica, così l’Orchestra Giovan Battista Polledro partecipa alla rassegna del suo decennale con il contributo dellaCittà di Chieri
L’Orchestra Polledro integra i festeggiamenti per il decennale della sua attività con la rassegna “Il respiro in musica “, con il contributo economico e il patrocinio della Città di Chieri.
Sul podio Federico Bisio, direttore stabile dell’orchestra, primo oboe il maestro Carlo Romano, già primo oboe dell’Orchestra RAI, contrabbasso il maestro Davide Vittone dell’Orchestra desChamps-Elysèes, Balthasar Neumann-Ensemble.
Teatro del concerto sarà giovedì 29 giugno prossimo, alle 21, la chiesa di San Domenico in via San Domenico 1 , a Chieri .
Verrà eseguita la Serenata n. 10 in Si bemolle maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart K 361 nota come “Gran Partita”, primo oboe Carlo Romano, contrabbasso Davide Vittone e direttore Federico Bisio.
L’annotazione apocrifa di “Gran Partita” riportata sulla prima pagina di questa Serenata non è attribuibile a Mozart .
Secondo la versione poco attendibile di Georg Nikolaus von Nissen, secondo marito di Costance e primo biografo di Mozart, questa Serenata sarebbe stata un dono di nozze di Mozart alla moglie per il loro matrimonio il 4 agosto 1782.
Notizie certe di un’esecuzione della Gran Partita ci portano a Vienna al 1784, quando quattro movimenti della Serenata furono eseguiti dalla Harmonie , gruppo di fiati di un’orchestra, della corte imperiale su iniziativa del clarinettista Anton Stadler, per il quale individuava un complesso di strumenti a fiato che ebbe un’interessante evoluzione nella seconda metà del Settecento, quando il repertorio destinato a questa compagine si arricchì ulteriormente. Fino ad allora alle serenate era riservato un ruolo per lo più di puro intrattenimento, che consisteva nell’esecuzione di musiche composte appositamente per feste di corte, private e eseguite all’aperto.
A differenza degli archi i quali, pur nella varietà di dimensioni e di estensione, costituiscono un insieme sonoro assai organico e omogeneo, gli strumenti a fiato rappresentano una sezione musicale originale e variegata. Le migliorie tecniche apportate e sviluppate a partire dalla seconda metà del Settecento hanno garantito agli archi sempre maggiori disponibilità e libertà espressive. I compositori hanno saputo cogliere queste occasioni e il repertorio per i fiati si è sviluppato esponenzialmente e in tempi assai rapidi.
Mozart ebbe numerose occasioni per cimentarsi con questo genere e il suo contributo fu determinante. Egli scrisse Divertimenti e Serenate capaci di sfruttare al massimo i colori delle diverse coppie strumentali, che mostrano una freschezza inventiva che va al di là di qualsiasi ragione di circostanza.
Non si conosce esattamente l’anno di composizione di questa Serenata per 13 strumenti k. 361, ma si ha ragione di ritenere che sia stata composta a Vienna negli anni 1783-1784, contemporaneamente al Concerto per pianoforte in mi bemolle maggiore K 449.
Tuttavia nel catalogo mozartiano la “Gran Partita” occupa una posizione di assoluto rilievo per la grandiosità della sua struttura formale che conta ben sette movimenti, per la felicità dell’invenzione melodica e armonica e per l’originalità dell’organico strumentale.
Mozart al complesso convenzionale dei 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti e 2 corni, aggiunse una seconda coppia di corni, il contrabbasso e 2 corni di Bassetti.
La vetta culminante della Serenata è in quell’Adagio, che viene citato in uno dei momenti più toccanti del film Amadeus di Milos Forman, in cui Salieri commentava che “Sembrava di sentire la voce di Dio”.
Una serena Romanza anticipa il tema con variazioni in cui il compositore aggrega di volta in volta diversi timbri strumentali. Il Finale. Molto Allegro è un brano molto brillante, quasi una marcia, dive emerge lo spirito gioioso mozartiano.
Orchestra da Camera Giovan Battista Polledro
Sede operativa c/o Cecchi Point Via Antonio Cecchi 17
I concerti sono a ingresso libero
Un secondo concerto sarà in programma venerdì 27 ottobre 2023, sempre alle 21, a Chieri, alla Sala della Conceria, in via Conceria 2, con in programma il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, primo oboe Carlo Romano, contrabbasso Davide Vittone e direttore Federico Bisio.
MARA MARTELLOTTA