Terra, Luna e buchi neri - Il Torinese

Terra, Luna e buchi neri

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

Può capitare che dopo più di trent’anni di seria ed appassionata professione nell’ambito dei mercati finanziari ci si possa sentire uno stupido.

Non sorprenderà certo sapere che è una sensazione che ho provato più di una volta ma l’occasione nella quale, più delle altre, ho temuto di essere ormai incapace di cogliere tutte le sfumature di un mondo in continua e repentina trasformazione è stata quella che vi sto per raccontare.

La “finanza decentralizzata” (Decentralized Finance o, in breve, DeFi), la tecnologia applicata al mondo della finanza allo scopo di eliminare costosi ed inutili (ma non così tanto…) intermediari (quali le banche), è un tema di grandissimo interesse e sul quale si stanno investendo enormi quantità di denaro.

Tra coloro che si proponevano di “portare la DeFi alle masse” (come dichiarato nel loro sito web) ci sono i fondatori dell’ Anchor Protocol.

Si tratta di una piattaforma in grado di fornire servizi di deposito, pagamento ed investimento della liquidità, in una criptovaluta “stabile” (una “stablecoin”) creata ad hoc, senza ricorrere, come già accennato, ad un intermediario bancario.

Le “stablecoin” sono delle criptovalute il cui valore è legato ad una o più altre valute a corso legale e questo dovrebbe garantirne un andamento strettamente legato quello di queste ultime. Nel caso in oggetto si tratta della Terra (la UST), agganciata al dollaro statunitense.

Senza volere troppo complicare le cose (nella complessità si finisce per perdersi e per sentirsi sciocchi) occorre ancora dire che la tipologia specifica è in questo caso quella delle “stablecoin algoritmiche”: ciò significa che a garantire la stabilità dalle UST rispetto al dollaro (ovvero che il valore di 1 UST corrisponda sempre a 1 Dollaro) è un’altra criptovaluta, la Luna, creata appositamente.

Il cambio della Luna, secondo le rassicurazioni dei suoi creatori, avrebbe sempre consentito di trasformarsi in un UST in modo da mantenere il suo valore pari a quello del dollaro (ad esempio se il cambio Luna/Dollaro fosse stato di 10 con 10 Lune si sarebbe potuto acquistare un UST).

Sì lo so, ve lo dicevo, è complicato…

Ma il nocciolo della questione, ai miei occhi indecifrabile, era come fosse possibile che a coloro che investivano nell’ UST fosse garantito un rendimento (una cedola) del 20%.

Mi trovo quotidianamente a raccontare di un mondo afflitto da piccoli numeri (i rendimenti delle obbligazioni) e da grandi rischi (tipici dei mercati azionari ma ormai estesi anche ai titoli a reddito fisso) e leggere di rendimenti, privi di rischio, a doppia cifra (il 20%!) era per me ben oltre il confine del possibile (in realtà esistono delle spiegazioni, nelle quali non mi dilungo per non annoiare troppo).

Il gioco, per me inspiegabile, è andato avanti per un paio di anni, dopo la sua creazione, nel 2020, da parte di due coreani, Daniel Shin e Do Kwon.

Pochi giorni fa però tutto si è pressoché volatilizzato nel giro di poche ore.

Una settimana orsono esistevano 343 milioni di Luna (convertibili in UST) per un valore di 26,5 miliardi di dollari; venerdì scorso si erano moltiplicati sino a 6.500 miliardi, per un valore ridotto a soli 540 milioni di dollari (del tutto teorico in quanto nessuno sarebbe disposto oggi ad acquistare ingenti quantità di Luna).

Una valuta concepita per essere intrinsecamente sicura (stabile nei confronti del dollaro) è crollata riducendo quasi a zero il suo valore!

L’inizio della fine sembra sia stato dovuto ad un massiccio disinvestimento (pari a 350 milioni di dollari) che, non trovando sufficienti compratori sul mercato, ha fatto scendere il valore dell’UST al di sotto della parità col dollaro.

Nulla è più rischioso di uno strumento che nasce e viene acquistato come privo di rischio (è questo il caso delle stablecoin come UST) e una volta rotto il rapporto di stabilità i disinvestimenti si sono moltiplicati (come sempre avviene quando si perde la fiducia in uno strumento finanziario).

Il prezzo dell’UST è ora pari a meno di 18 centesimi di dollaro mentre quello della sua valuta satellite (Luna) è passato in pochi giorni da 80 dollari a 0,000023 centesimi!

Terra e Luna si sono alla fine universalmente rivelati per quello che realmente sono: un buco nero (non si tratta di una previsione sul futuro, qualora ne foste in possesso, ma la sola descrizione di quanto avvenuto).

La morale della storia è particolarmente semplice: quando ci viene offerta una possibilità di guadagno elevato, che nessuno prima ci aveva mai menzionato, e non riusciamo a comprendere come ciò sia possibile, beh, lasciamola a qualcuno più intelligente di noi.

Scopriremo, prima o poi, che conviene preservare i nostri investimenti accettando di sentirci stupidi, che bruciarli in modo (apparentemente) molto astuto ma incomprensibile.

Si tratta, come spesso avviene, di una favola senza lieto fine: “Molti per desiderio di avere sempre di più, perdono anche quello che hanno”. Parola di Esopo.

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