ilTorinese

Raccordo Torino-Caselle, tre feriti. Code e rallentamenti

Ieri sul raccordo Torino-Caselle nei pressi dello svincolo per la statale 460 a Leini si è verificato un incidente. Si sono tamponate due auto, il bilancio è di  tre feriti non gravi, che sono stati  portati all’ospedale di Ciriè. Sul posto i  sanitari, i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Regina Margherita, la polizia stradale di Torino,  e gli ausiliari dell’Anas. E’ stata chiusa al traffico la corsia di destra, con la conseguente la formazione di code e rallentamenti.

Uncem: il digital divide spaventa la montagna

È allarme. Divario digitale gravissimo e in aumento, nonostante il Piano banda ultralarga che avrebbe dovuto portare fibra ottica e segnali nei territori montani. E che invece è in drammatico ritardo. Uncem nazionale sta lavorando con il Dipartimento guidato dal Sottosegretario Butti e dal Capo Dipartimento Borrelli per generare nuove opportunità grazie ai Piani Italia 1Giga e Italia 5G del PNRR. Molte risorse allocate, che devono colmare disuguaglianze e sperequazioni, come raccontano i cittadini di Carrega Ligure e di altri 2700 Comuni italiani, oggetto della mappatura dal basso mossa da Uncem, sin dal 2018, che prosegue. E le segnalazioni si possono ancora trasmettere qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSffSF7AfoeehyhuRU0CswBgofADsJHp4W-9K2feULSbnTv9Qg/viewform?usp=sf_link
Per dire, tutti insieme, dove i telefoni cellulari non prendono. Perchè le reti sono inadeguate. Non solo nelle gallerie della TAV alta velocità ferroviaria tra Bologna e Roma. La situazione è, secondo Uncem, drammatica in tante, troppe parti d’Italia rurali e montane, come il Presidente Marco Bussone denuncia da tempo.

Gli antidoti e le soluzioni ci sono. Nel PNRR ci sono le risorse e altre si possono, si devono trovare. Lo deve fare lo Stato per arrivare – come successe negli anni Sessanta per strade ed energia elettrica – laddove gli operatori privati non arrivano, perché non remunerativo. Ovvero investire, come Stato e Istituzioni centrali e regionali, in pali, tralicci, sui quali gli operatori telco possono installare ripetitori. Ci sono 1,5 milioni di euro, per questo obiettivo, già stanziati dalla legge di bilancio 2020. Pochi indubbiamente, ma oggi assurdamente fermi e non investiti. Ai quali se ne possono aggiungere altri, con opportuni investimenti, nella legge di bilancio 2024. Uncem è già al lavoro. Anche per portare ovunque il 5G, spiegando ai Sindaci più diffidendi e timorosi che non ha senso aver paura, anche con l’innalzamento dei limiti di emissioni elettromagnetiche da 6 a 20 volt/metro. Operazioni verità sulle quali Uncem sostiene con forza il Governo. Per arrivare ovunque con i segnali mobili. Proprio come ha fatto l’Emilia Romagna, con Regione, l’in house Lepida, Uncem insieme: mappatura delle aree senza segnale nell’Appennino, azione con i Comuni montani, pianificazione e investimenti. Togliendo burocrazia, costi e dando soluzioni vere alle popolazioni residenti e ai turisti. Segnali di civiltà, con investimenti non elevati, modello per altri territori, con lo Stato protagonista, vicino a tutti, che accorcia le distanze e abbatte il divario digitale, emergenza che vogliamo come Uncem sconfiggere.

Nuovi dossi pedonali a Orbassano

 

Sono stati conclusi in questi giorni i dossi pedonali alla rotonda di Str. Torino con Via De Gasperi, realizzati utilizzando lo stesso tipo di intervento di quello per i dossi di Via Roma, che hanno dimostrato una buona resistenza all’usura del traffico.
Fra qualche giorno ne verranno realizzati altri due: il primo in Via Alfieri all’altezza di Via Nino Bixio per proteggere il flusso pedonale soprattutto in occasione del mercato settimanale; il secondo alla rotonda dello Stemma in Str. Torino, dal lato della Fraz. Pasta, per rallentare il traffico in entrata in rotonda a protezione dei pedoni e rendere più agevole l’entrata e l’uscita da Via Milano.

Ragazzo cade dalla moto e muore sbattendo contro il guardrail

Un giovane  26enne di Ozegna è deceduto  in un incidente avvenuto a Rivarolo Canavese. Cadendo dalla moto ha urtato violentemente il guardrail a bordo della strada procurandosi un trauma toracico  fatale. Sono intervenuti i sanitari con l’elisoccorso, i carabinieri e la polizia locale per accertare la dinamica dell’incidente.

Luciano Spalletti è il nuovo ct dell’Italia

Calciomercato

Lazaro al Toro!

È sempre calciomercato,ogni momento è buono per aggiornare gli organici delle squadre di calcio della Serie A,B e C.
La notizia odierna più importante è senz’altro quella che riguarda la Nazionale Italiana di calcio.
Luciano Spalletti è il nuovo commissario tecnico.
Fresco campione d’Italia con il Napoli,l’allenatore toscano non vede l’ora di cominciare questa nuova bellissima ed intrigante avventura calcistica.L’annuncio ufficiale è stato dato,poco fa,dal raggiante Presidente della FIGC Gabriele Gravina.
Il nuovo ct sarà presentato l’1 settembre.
Altra notizia importante riguarda il Toro che assesta il quarto colpo importante di mercato:acquistato dall’Inter il terzino Valentino Lazaro,gradito ritorno caldeggiato dal mister Juric.Costo dell’operazione 4 milioni di euro.

Enzo Grassano

18 agosto 2004: esordio di Lippi come CT dell’Italia

Accadde oggi

La Nazionale di calcio italiana è sempre protagonista nel mondo del calcio,nel bene e nel male, dal punto di vista dei risultati.
Proprio in questi giorni di calura agostana sono avvenute le dimissioni, all’improvviso,del ct Mancini ed il suo posto dovrebbe esser preso dal disoccupato,per scelta, Spalletti appena laureatosi campione d’Italia alla guida del Napoli: però se vorrà accettare l’incarico dal presidente della FIGC Gravina dovrà pagare al Napoli una penale di 3 milioni di euro,come da contratto stipulato con il presidente degli Azzurri campani De Laurentiis.
Torniamo indietro nel tempo,al 18 agosto del 2004:fa il suo esordio come ct della nazionale Marcello Lippi.
Nonostante un deludente KO contro l’Islanda,vincitrice per 2-0, l’Italia di Lippi metteva il primo mattoncino verso la conquista del Mondiale di Germania 2006.
Ricordiamo la primissima formazione del tecnico toscano.
Schema di gioco
4-3-1-2

Buffon
Oddo, Nesta, Materazzi Zambrotta 
Gattuso, Volpi e Perrotta
Fiore
Bazzani-Di Vaio.

Enzo Grassano

Carenze igieniche, chiuso ristorante etnico. Multe per settemila euro

Nella setata di ieri hanno avuto luogo, come di consueto, i controlli congiunti coordinati dalla Polizia di Stato, in collaborazione con i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con la Polizia Municipale e l’ASL servizio igiene alimenti e nutrizione, questa volta nell’area di competenza del Commissariato di P.S. San Secondo.

L’attività, che ha visto la partecipazione del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, dell’unità cinofila antidroga e della Polizia Ferroviaria, è iniziata nel tardo pomeriggio di ieri e ha consentito di identificare 118 soggetti, 52 dei quali stranieri e 50 con precedenti di polizia e di controllare 4 locali. In alcuni di questi locali sono state riscontrate e sanzionate, per un totale di 7000 euro, violazioni delle norme igienico sanitarie oltre che di sicurezza sul lavoro e di rispetto delle norme in materia di regolarizzazione del lavoro dipendente.

Nello specifico in un locale etnico in via Melchiorre Gioia sono state riscontrate carenze igienico sanitarie, promiscuità degli alimenti presenti nei frigoriferi e la mancanza della rete antinfestanti della cucina che risultava essere divelta. A seguito di quanto riscontrato l’Ispettore dell’Asl ha comminato la sanzione di 1000 euro con conseguenti prescrizioni da adottare entro e non oltre 30 giorni, pena la chiusura dell’attività. Mentre la Polizia Municipale ha comminato la sanzione di altri 1000 euro per l’assenza nei congelatori del previsto dispositivo di controllo termometro.

Inoltre, per tutti gli ambienti era presente un unico estintore a polvere, insufficiente in caso di incendio, pertanto il titolare veniva sanzionato ai sensi del D.lgs. 81/2008.

Nel medesimo locale la Guardia di Finanza ha riscontrato l’irregolarità di un addetto alla cucina, cittadino bengalese, che svolgeva la propria attività senza il previsto rapporto di lavoro e per tali ragioni il titolare è stato all’Ispettorato del lavoro per le sanzioni previste e all’INPS per i contributi non versati.

Un altro locale etnico, questa volta in via S. Quintino, a causa della grave situazione riscontrata con la presenza di numerosi infestanti sia vivi che morti, alcuni dei quali vicino al banco di lavoro e ad un frigorifero, e pavimenti della cucina e del bagno ad uso del personale sudici e scivolosi, è stato immediatamente sottoposto a chiusura fino al ripristino delle condizioni normali di igiene da parte del personale dell’Asl che ha anche comminato la sanzione di 2000 euro. Anche in questo caso la Polizia Municipale ha comminato la sanzione di 1000 euro per l’assenza nei congelatori del previsto dispositivo di controllo termometro.

A seguito di un controllo, è stato notificato ad un cittadino tunisino l’avviso di avvio del procedimento amministrativo volto all’emissione della misura di prevenzione personale del Foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno ad Alassio, per anni 3, per la pericolosità sociale manifestata dallo stesso in quel Comune.

Inoltre, l’unità antidroga, ha segnalato un cittadino egiziano con modiche quantità di sostanze stupefacente. A seguito di accertamenti lo stesso è risultato irregolare sul territorio nazionale per rifiuto del rilascio del permesso di soggiorno e, per tali ragioni, l’Ufficio Immigrazione della Questura ha notificato allo stesso il provvedimento di espulsione con ordine di allontanamento dal territorio nazionale entro 7 giorni.

Infine, i NAS dei Carabinieri durante un controllo ad un mini market in via Berthollet hanno comminato una sanzione pari a 2000 euro per alimenti scaduti posti in vendita e ne hanno disposto l’immediata distruzione.

Busta con polvere sospetta: alle Poste si sentono male cinque dipendenti

Ieri all’ufficio  postale di via Reiss Romoli a Torino  è stata individuata una busta che conteneva una polvere marrone. Non si sa ancora di che sostanza si tratta. Cinque persone all’interno dell’ufficio postale si sono sentite male. Sono giunti i nuclei NBCR dei vigili del fuoco e i carabinieri artificieri.

Torino sempre più verde. In autunno tremila nuovi alberi in città

La Città di Torino è costantemente impegnata nella cura e nella salvaguardia del proprio patrimonio arboreo. In questi giorni una serie di analisi approfondite hanno interessato alcuni alberi campione in corso Re Umberto.

Si tratta di approfondimenti che hanno lo scopo di raccogliere informazioni aggiuntive sullo stato di salute degli alberi che con i controlli standard risultano stabili, ma che potrebbero nascondere altri problemi. Con i dati raccolti sarà possibile prevenire situazioni di pericolo quali lo schianto improvviso di piante apparentemente sane, come quello avvenuto l’anno scorso proprio su corso Re Umberto, dove cadde un grosso ippocastano.

Nello specifico, vengono eseguite prove di trazione, per simulare la tenuta dell’albero e dell’apparato radicale con l’azione del vento superiore ai 100 km/h. Attraverso un leggero scavo manuale, poi, si indagano le condizioni delle porzioni di fusto che nei decenni sono state interrate nelle varie trasformazioni del viale e che potrebbero aver danneggiato l’apparato radicale. Inoltre si prelevano dei campioni che saranno oggetto di analisi molecolari, svolte con la collaborazione di DISAFA – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, con lo scopo di valutare la presenza precoce di funghi agenti di marciumi, anche di assenza di manifestazioni esterne e visibili nella pianta.

Questi approfondimenti rientrano nei controlli di stabilità sugli alberi previsti nell’appalto operativo dall’autunno del 2021, che finora ha portato al controllo di oltre 35 mila alberi.

Un altro esempio di questi controlli straordinari è l’intervento di cura realizzato nei mesi scorsi su una grossa quercia del parco Rignon. L’albero presentava gravi problemi di stabilità, con cavità a livello di fusto e di branche, e i tecnici della Città, in accordo con i professionisti incaricati dei controlli, per salvarlo hanno deciso un intervento di potatura associato al consolidamento con cavi, per ridurre i rischi e delimitare l’area di potenziale caduta delle branche.

Tra le strategie di gestione della “foresta urbana” torinese (costituita da oltre 150 mila alberi a cui si aggiungono 220 mila alberi presenti nei boschi collinari di proprietà comunale) queste verifiche rappresentano un tassello fondamentale ed indispensabile nella cura del verde cittadino, che consente di avere una fotografia aggiornata e precisa delle condizioni di salute e stabilità degli alberi, una risorsa ambientale unica da salvaguardare e incrementare.

Gli alberi svolgono infatti un ruolo sempre più importante di contrasto ai cambiamenti climatici, ma proprio in ambito urbano vengono sottoposti ai maggiori stress e a importanti sollecitazioni.

Uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici è l’aumento degli eventi meteo estremi, come le piogge intense e i venti forti, che si verificano con sempre più frequenza e che possono portare ad allagamenti, a cadute di alberi o di loro porzioni. Sono fenomeni sempre più violenti, che possono accentuare le fragilità dei patrimoni arborei pubblici e privati caratterizzati da piante adulte, cresciute in un ambiente urbano non sempre favorevole.

Anche la siccità dell’anno scorso ha causato inoltre danni significativi, a Torino come in molte altre città italiane ed europee. Si stima che nella nostra città siano ad oggi circa 1400 gli alberi adulti che sono stati abbattuti. Sono piante inevitabilmente compromesse e sulle quali gli stress sono difficilmente gestibili e a poco servono le irrigazioni di soccorso. In questi casi l’unica strada possibile è l’abbattimento, in quanto le piante secche possono costituire un grave pericolo per l’incolumità di persone e cose.

Gli effetti della siccità che ha interessato Torino nel 2022 potrebbero purtroppo durare ancora a lungo, ed entro fine anno il calcolo degli alberi da abbattere potrebbe arrivare a circa 2mila e 800/ 3mila unità. Tra gli ultimi interventi realizzati, segnaliamo quello sui 30 carpini secchi di corso Galileo Galilei mentre, da questa settimana, altri 70 in corso Tazzoli dovranno purtroppo subire la stessa sorte. Proprio i carpini, insieme ai faggi, sono le specie arboree che più hanno risentito della siccità.

Per compensare queste perdite, a partire dall’autunno la Città avvierà un importante intervento di riforestazione urbana, con 3mila nuovi alberi da verde urbano (altezza 2-2,5 metri e circonferenza fusto 16-20 cm) che verranno messi a dimora nei punti maggiormente interessati dagli abbattimenti.

In autunno la Città avvierà inoltre una collaborazione con il Disafa, per capire come tutelare gli alberi adulti dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalle patologie che possono insorgere, perché in situazione di stress funghi e batteri possono creare maggiori danni alle piante.

L’assessore al Verde pubblico Francesco Tresso ha commentato: “Per compensare le perdite causate dal caldo anomalo e dalla straordinaria siccità che nel 2022 ha colpito anche Torino, come Città ci siamo impegnati a realizzare un importante programma di piantumazione, andando a rimpiazzare gli esemplari abbattuti, perché morti o deperiti, con 3mila nuovi alberi. Continuiamo quindi con convinzione nel nostro programma di valorizzazione della foresta urbana torinese  – continua l’assessore -, una risorsa fondamentale per rendere la città più sostenibile e capace di adattarsi ai cambiamenti climatici, attenta a valorizzare i benefici prodotti del verde per una migliore qualità della vita dei suoi cittadini”.