“Il decreto Caivano, approvato dal governo Meloni lo scorso 15 settembre in risposta agli abusi sessuali di gruppo avvenuti nella località campana e a Palermo, introduce misure severe per affrontare i reati commessi da minori. Queste misure vanno dalla sanzione Daspo per i minori con più di 14 anni fino alla condanna a due anni di carcere per i genitori che trascurano l’obbligo di mandare i loro figli a scuola e alla detenzione per i minori che si dedicano allo spaccio di droga. Il decreto è attualmente all’esame in sede referente delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato per la conversione in legge.
Emerge chiaramente l’aspetto critico della carenza di risorse stanziate. Così secondo Daniela Ruffino, deputata di Azione e Vice-presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle Periferie, rimane il nodo problematico già individuato dalla nota di lettura del Servizio del bilancio al Senato per cui “In tale studio emerge chiaramente la necessità di maggiori dettagli al fine di fornire una precisa valutazione sulla coerenza delle risorse assegnate”.
Noi di Azione Under 30 spingiamo per misure che definiscano per gli insegnanti nelle zone più complesse una preparazione e formazione specifica per contrastare il fenomeno dell’abbandono delle scuole e che siano irrobustite, nelle previsioni contrattuali, le incentivazioni a restare in queste zone su un’ottica di medio-lungo periodo. Nella nostra proposta inoltre è riconosciuta l’importanza di costruire spazi in cui i ragazzi più esposti alle avversità e fragilità del proprio territorio possano sentirsi liberi di comunicare il proprio disagio, e non pensiamo soltanto allo sportello psicologico, ma attraverso una più proficua collaborazione tra le istituzioni scolastiche e le associazioni del terzo settore e le associazioni cittadine nella loro totalità.
Riteniamo che, specialmente nelle zone ad alta criticità sociale, l’istruzione non debba costituire uno strumento di coercizione, bensì una leva per ampliare il contesto educativo offerto, legando tutta la comunità cittadina alla scuola, ridando vita a un sistema che vede anche il 20% degli studenti abbandonare l’istituzione e perdere un’occasione per costruirsi un futuro migliore.
Daniela Ruffino
Deputata di Azione,
Vice-presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie
Stefano Callà e Jacopo Vanali
Gruppo U30 “Contrasto alla dispersione scolastica”

Non risparmia neanche il Pd, di cui fu segretario: al giornalista che gli chiede delle difficoltà dei dem a fare la coalizione dice che il partito della Schlein “sta facendo fatica. Pensate a chi ha votato il Pd ai tempi del 40%, credeva nel jobs act. Oggi sono diventati per il reddito di cittadinanza. Il Pd doveva sostenere le grandi battaglie in Europa, ora sta con Conte” E la Schlein “parla un linguaggio non sempre comprensibile”.


Le promesse sono mantenute, la girandola di situazioni e di battute (i temi sessuali sono imperanti) che strappano la risata, i doppi sensi a manciate che rallegrano, i campanelli e gli squilli dei citofoni di casa, le incursioni satiriche, il clima di complicità che si stabilisce tra il pubblico e gli attori, ogni cosa fa bene alla serata. Se s’intravede qualcosa di scontato o di ripetitivo qua e là, tutto è prontamente rimesso in riga dal gran mestiere di tutti gli attori in scena, da Miriam Mesturino, fiammeggiante padrona di casa, tutta ardori e terrori, solo per un attimo pronta a rifugiarsi nella scalcagnata quanto tranquilla vita di un tempo, a Sergio Muniz, marito troppo comprensivo e sonnacchioso, affaccendato a ristabilire equilibri e abituale trantran, eccellente dispensatore d’ironia, da Valentina Maselli a Luca Negroni a Giuseppe Renzo, alla divertentissima, applauditissima Maria Cristina Gionta, cameriera dei signori. Un successone.