Dall’1 al 5 novembre nella cornice di Paratissima Eye Contact, Alina Art Foundation presenta la mostra “Il potere”. Presso la sede della Cavallerizza Reale in via Verdi 5, espongono in un percorso tematico Alice Padovani, Arjan Spannenburg, Caterina Crepax, Epvs, Enrico Valerus, Sanda Sudor e Valentin Bakardjiev.
Sabato 4 alle ore 16 sarà possibile partecipare a un talk sull’argomento con il curatore e gli artisti, a cui si potrà accedere anche senza prenotazione.
Alina Foundation – la storia
Ideata nel 2020 per opera di Sanda Sudor, Alina Art Foundation ha come obiettivo quello di creare arte esplorando l’umanità e il dolore. Infatti la fondazione è nata da una grossa perdita: la morte improvvisa dell’unica figlia della presidente, travolta da un incidente automobilistico a soli 26 anni di età. La spinta a ricostruire e ricostruirsi ha così condotto la madre a un viaggio di rinascita, che affonda le proprie radici nel ricordo.
Per questo ogni anno l’ente italo-olandese si prefigge di costruire valore intorno a un tema specifico con opere che vadano al di là della mera estetica e si concentrino sulla pienezza di senso. L’obiettivo è quello di esplorare un determinato segmento di realtà tramite un contenitore di artisti. Infatti la dimensione collettiva è uno dei pilastri della mission, incentrata sulla volontà di offrire al pubblico dei prodotti poliedrici, sia dal punto di vista del linguaggio che del significato. L’incontro fra diverse sensibilità infatti produce dei risultati di maggiore spessore, ma la volontà dei creatori di contaminare e contaminarsi porta a delle collaborazioni che potrebbero veramente apportare un contributo alla società.

Il Potere
Al 2023 è assegnato il tema del potere. Quanto infatti abbiamo la facoltà, per volontà o per disattenzione, di cambiare l’esistenza degli altri? Quanto siamo disposti a opprimerli o a falciarli via? L’esposizione solleva questi interrogativi, ora più che mai legati anche ai recenti fatti storici. Ma la propria posizione rispetto all’argomento non si esprime solo con uno sguardo consapevole alla contemporaneità, ma anche nel nostro vissuto quotidiano: una sola azione infatti potrebbe devastare le vite altrui, come nel caso delle vittime della strada.
Allo stesso modo alcune installazioni ci chiamano a fare una scelta personale. È il caso di “Compelled” di Arjan Spannenburg, una cui parte è formata da alcuni tappeti stampati che ritraggono degli individui al guinzaglio. I loro sguardi si posano direttamente sullo spettatore, con un atteggiamento supplichevole. Starà a lui decidere se calpestarli o aggirarli, come sarà una sua decisione esprimere la propria posizione rispetto alla comunità LGBTQ+: squarciare una fotografia di una famiglia omogenitoriale o rattopparla con l’aiuto del nastro adesivo? Oppure ignorare ciò che stato fatto e passare alla prossima sala?

Ma per fortuna non c’è solo il lato crudo del potere. Lo dimostra Caterina Crepax con il suo lavoro “Renaissance”, una parete tripartita in cui troneggiano le sue caratteristiche sculture di carte. Queste figure sono intrise di riferimenti alla cultura classica e celtica, con dei forti rimandi alla potenza creativa del femminile. Tre sono le statue come tre le Parche, collegate da dei fili che uniscono i concetti di creare, distruggere e rigenerare. Così il titolo dell’installazione rievoca il Rinascimento, periodo di grande mecenatismo e splendore, ma anche il potenziale rivivere di una forza che risorge dalle proprie ceneri.

Orari e biglietti
La mostra sarà visitabile tutti i giorni indicati nei seguenti orari:
- 1 novembre dalle 10 alle 00;
- 2 novembre dalle 15 alle 00;
- 3 novembre dalle 10 alle 00;
- 4 novembre dalle 10 alle 00;
- 5 novembre dalle 10 alle 20.
I biglietti sono acquistabili sia online che in loco, sia interi che con sconti e riduzioni.
Francesca Pozzo
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Un appuntamento atteso non soltanto dagli addetti ai lavori ma anche da un pubblico sempre più numeroso ed attento che ama concedersi un viaggio nell’arte tra i continenti nei secoli, come menziona il titolo di questa edizione che vede la presenza di trentadue galleristi provenienti da tutta Italia. Si tratta infatti di un percorso attraverso i secoli, attraverso i continenti, dall’Europa all’Asia, all’Africa, all’America tra opere che spaziano dall’archeologia all’arte contemporanea, sapientemente avvicinate e proposte in un dialogo tra periodi, offrendo al visitatore la possibilità di muoversi tra opere di epoche e stili differenti anche per la provenienza.

Nelle sale dei due piani della Palazzina tra sapienti giochi di luce, le proposte spaziano dai vasi Liberty e Decò con la presenza di stupendi manufatti di Emile Gallè ad intere collezioni di tappeti, da quelli tibetani al settecentesco Kashgar in seta del Turkestan orientale; dall’autoritratto di Giorgio De Chirico datato 1970 all’ottocentesco pregevole soffitto affrescato proveniente da un negozio parigino, opera attribuita a Benoist et Fils che campeggia nello stand della gallerista torinese Laura Rocca, membro del comitato organizzatore della mostra e del direttivo A.P.A. Al centro dello stand della Galleria Claudio Fornasieri fa bella mostra di sé un’interessante statua in marmo che raffigura Venere, appartenuta alla collezione privata del grande sensitivo Gustavo Adolfo Rol che, si dice, la vedesse prender vita ed iniziare a danzare nelle serate del suo alloggio torinese.
Uno spazio dello stand della Galleria Bertola è dedicato ad una serie di fotorafie di moda e di stampe al platino – palladio di Massimo Badolato, interamente dedicate alla carriera artistica ed imprenditoriale della madre Emy e delle creazioni del suo famoso atelier torinese. Riportano alla mente una frase del noto stilista Valentino che disse che “ l’eleganza è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa”. In mostra anche “ L’Egitto di Belzoni “, uno spazio dedicato alla memoria di un grande studioso e scopritore di antichità egizie, Giovanni Battista Belzoni, nel bicentenario della sua morte. Con l’Istituto Europeo di Design IED ed il quotidiano La Repubblica anche in questa settima edizione APART FAIR ha organizzato il contest fotografico aperto agli studenti dei corsi di fotografia. Molti gli incontri in calendario dedicati al vasto settore dell’arte con interventi di prestigiosi esponenti del mondo della cultura e del complesso e variegato universo artistico.
Mentre come un sapiente artista in questo tempo la Natura colora con la sua ineguagliabile tavolozza l’autunno del bellissimo parco torinese del Valentino, all’interno della mostra, tra gli stand di APART, prende vita una frase di Goethe secondo cui “ non vi è alcun metodo più sicuro per evadere dal mondo che seguendo l’arte e nessun metodo più sicuro di unirsi al mondo che tramite l’arte”.
