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Enrico Salza. Sessant’anni, e più, di lavoro e d’amore per la “sua” Torino

Presentato, nei giorni scorsi, al Grattacielo di “Intesa Sanpaolo” il libro dedicato alla storia “unica” del grande banchiere e imprenditore torinese

“Un uomo generoso, che non si risparmia a tavola come nei consigli di amministrazione”: così ebbe a definire Enrico Salza, con “goliardiche” ma importanti e veritiere parole d’affetto, Valerio Zanone, tre volte Ministro della Repubblica e sindaco di Torino dal luglio 1990 al dicembre 1991. Imprenditore, banchiere, editore e “leader civico”, Salza (oggi 86enne) è stato per oltre sessant’anni fra i  protagonisti di maggior peso nello sviluppo concreto, politico economico e sociale, di una Torino capace di grandi aperture alle vicende del Paese e di camminare con gambe ben diritte e solide, proprio grazie a figure come la sua, “Salza & Company” (primo fra tutti, lo voglio ricordare, l’indimenticato “Avvocato” di casa Fiat quando Fiat era ancora Fiat e, soprattutto, Fiat era ancora Torino) che seppero tenere fermo, guidandolo nelle giuste direzioni, il timone di una “barca” oggi invece barcollante e assai meno solida, nel bel mezzo di una “tempesta perfetta”, che non risparmia colpi impietosi ovunque decida d’abbattersi. Ma, attenzione, non tutto è perduto. “Sapremo fare la nostra parte”, ci tranquillizza ancora una volta Salza, con il titolo e i contenuti del suo recente libro autobiografico (sottotitolo:“Testimonianza di un imprenditore banchiere”), settimo volume della Collana “Quaderni dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo – Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura” edito da “Leo S. Olschki” (Firenze), 2024. Testimonianza autobiografica, il libro – presentato da Piero Gastaldo, presidente della “Fondazione 1563” e introdotto da Gustavo Zagrebelski, ex presidente della “Corte Costituzionale” – ripercorre le tappe principali della sua vita professionale e delle sue “scelte etiche” dagli anni Sessanta a oggi. Attraverso un anno di interviste curate dall’economista Giuseppe Russo (dal 2014 direttore del “Centro Einaudi”) e inte­grate da una selezione di suoi scritti e discorsi (alcuni mai pubblicati), Salza racconta la sua esperienza di “imprenditore innovatore e responsabile”, di presidente della “Camera di commercio di Torino”, di editore de “Il Sole 24 Ore”, di protagonista della crescita dell’“Istituto bancario San Paolo” e della fusione nel 2007 – atto creativo del più importante Istituto di Credito Italiano – di “Sanpaolo Imi” con “Banca Intesa”(presidente Giovanni Bazoli), nonché di promotore del “Progetto per Torino” e di altre iniziative, spese a “campo largo” per la città, dalla promozione di “Alleanza per Torino” e alla conseguente “sponsorizzazione” a sindaco, 1993-2001, di Valentino Castellani fino all’acquisizione in terra subalpina delle “Olimpiadi Invernali 2006”, sindaco Chiamparino. Attualmente Enrico Salza è presidente della “Tecno Holding Spa”, di “Italconsult” e di “Tinexta” (già “Tecno Investimenti” S.r.l.). E ad omaggiarlo, in grande stile e con la dovuta amicizia e riconoscenza, in occasione della presentazione del suo libro, all’Auditorium del Grattacielo di “Intesa Sanpaolo”, era presente, nei giorni scorsi, tutto il gotha politico-economico-culturale della “Torino che conta”.

“Questo libro – scrive Salza in prefazione – è il racconto della mia vita professionale e vuole restituire il senso e la morale delle scelte che ne sono state alla base. Se per nascita avrei potuto probabilmente vivere una vita di agi, per cultura familiare la strada è stata invece battuta passo a passo ed è stata spesso ripida, lastricata anche di qualche inciampo. Ma ho avuto sempre il modo e la forza di rialzarmi, grazie ai maestri che ho avuto la fortuna di incontrare e ai collaboratori con cui ho lavorato e che con lealtà hanno condiviso gli obiettivi”. “Maestri” e “collaboratori”. Squadra vincente. “Io credo ancora oggi fortemente a Torino”, insiste Salza. E noi vogliamo credergli. Vorremmo credergli. Ma i fatti spesso ci raccontano altre, tristi, realtà.

Gianni Milani

Nelle foto di Davide Bozzalla:

–       Enrico Salza con la moglie Novella

–       Giuseppe Russo

–       Enrico Salza con alcuni “grandi” amici della “Torino che conta”

Gli infermieri e il Milleproroghe

Riceviamo e pubblichiamo – Nella vigilia del dibattito che si terrà in Aula alla Camera dei Deputati in merito al Decreto Milleproroghe, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche desidera esprimere la propria posizione riguardo alla proroga del vincolo di esclusività per le professioni sanitarie.
« Il ritiro dell’emendamento che avrebbe prorogato l’allentamento del vincolo di esclusività fino al 2026 è motivo di profondo dispiacere per la nostra categoria», dichiara Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino. « Sebbene non fosse la soluzione completa alle nostre richieste, rappresentava comunque un passo verso l’auspicabile abolizione di una norma che limita la nostra libertà professionale, impedendoci di svolgere attività libero professionale al di fuori dell’orario di servizio.»
La richiesta di abolizione del vincolo di esclusività e l’apertura alla libera professione infermieristica per i lavoratori dipendenti è una richiesta precisa e motivata che coinvolge l’intera comunità infermieristica ed è fortemente sostenuta dagli Ordini di riferimento. Questa misura non solo garantirebbe pari opportunità agli infermieri rispetto ad altre categorie professionali, ma avrebbe anche un impatto positivo sull’attrattività della professione, incoraggiando nuove leve ad intraprendere percorsi di studio in infermieristica.
Dal punto di vista assistenziale, il riconoscimento della possibilità di esercitare la libera professione consentirebbe agli infermieri di contribuire in modo più efficace a sostenere le strutture pubbliche e private presenti sul territorio, assicurando ai cittadini risposte immediate ai loro bisogni di assistenza infermieristica.
« Tuttavia, ci preoccupa il fatto che l’approccio attuale alla materia varia da un’azienda sanitaria all’altra, generando confusione e ritardi nell’ottenere le necessarie autorizzazioni per svolgere attività extralavorative -prosegue Bufalo –  . È essenziale un regolamento attuativo univoco sul territorio regionale che semplifichi le procedure e agevoli lo svolgimento dell’attività libero professionale nell’interesse della collettività».
L’Ordine delle Professioni Infermieristiche si impegna quindi a intraprendere un dialogo con gli Uffici regionali competenti al fine di promuovere uno snellimento delle procedure, garantendo così una maggiore efficienza e tempestività nell’erogazione dei servizi infermieristici.

“Musei e cultura per migliorare la vita delle persone con demenza e Alzheimer”


Siano introdotti anche in Piemonte programmi museali dedicati ai pazienti e ai loro familiari: altre Regioni, Toscana in testa, stanno dimostrando la fattibilità e l’efficacia di simili iniziative. L’Ordine del Giorno a mia firma che ne propone l’adozione anche nella nostra Regione è stato inserito tra i temi da trattare in Consiglio Regionale.

Chiedo alla Giunta, con un mio OdG appena inserito nell’ordine del giorno del Consiglio Regionale del Piemonte, di realizzare progetti di welfare generativo per l’introduzione di programmi museali dedicati alle persone con demenza o morbo di Alzheimer, nonché ai loro familiari e caregiver. Considero fondamentale, infatti, incentivare modelli di cura innovativi basati su appositi interventi psicosociali. Lo stesso Piano Nazionale Demenze prevede la promozione di tutte le forme utili di partecipazione e coinvolgimento di pazienti e famiglie e la mia richiesta va nella stessa direzione. I trattamenti psico-educazionali, cognitivi e psicosociali possono avere un impatto positivo sulla qualità di vita delle persone e delle famiglie. Altre Regioni italiane, la Toscana per esempio, si sono già dotate di progetti di questo tipo, con guide formate e risultati decisamente incoraggianti. Con lo sviluppo di programmi museali che coniughino attività culturali, bisogni sociali e bisogni sanitari, anche l’arte e la cultura possono diventare strumenti di sostegno alle persone che affrontano la sfida di vivere con la demenza ed è quindi utile inserire tali misure nel Piano Regionale Demenze della Regione Piemonte, dal momento che, in un ambiente privo di barriere cognitive, le persone con demenza possono trarre tutti i vantaggi di una piena partecipazione alla vita sociale e culturale, con beneficio anche per le famiglie e i caregiver.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Gallo (Pd): “dalla maggioranza una toppa sulla sanità”

 “ICARDI RICONOSCE GLI ERRORI DEL GOVERNO NAZIONALE SULLA REVISIONE DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA E DEL TARIFFARIO E PROVA A CORRERE AI RIPARI CON UNA TOPPA PER QUALCHE MESE, MA IN REALTA’ IL CENTRODESTRA, A TUTTI I LIVELLI, FALLISCE ANCORA UNA VOLTA SUL SISTEMA SANITARIO”

14 febbraio 2024 – “Il governo nazionale, negli ultimi mesi, ha ridotto i fondi della sanità a bilancio rispetto al PIL e, adesso, modifica i LEA e il tariffario, aprendo a una riduzione di alcuni servizi erogati gratuitamente o con ticket ai cittadini e rivoluzionando il servizio sanitario. La revisione dei Livelli essenziali di assistenza e del tariffario, infatti, avvia una modifica sostanziale ai servizi erogati al cittadino con ricadute importanti anche sull’ occupazione del SSN e del privato accreditato. Molti servizi che oggi sono esenti non lo saranno più e molte prestazioni rischiano di essere sottopagate creando problemi di erogazione o addirittura sono destinate a scomparire” afferma il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo.

“L’assessore Icardi, rispondendo alla mia interrogazione, riconosce gli errori della sua stessa parte politica a livello nazionale, affermando che tutte le regioni si erano opposte al nuovo Tariffario voluto dal Governo Meloni, ma che non si può fare altro che recepire i nuovi LEA e il nuovo tariffario. Verrà previsto un periodo transitorio per garantire alcune prestazioni con tariffe regionali attuali nel 2024, poi si vedrà. Insomma, il centrodestra regionale cerca di correre ai ripari degli errori del centrodestra nazionale, ma in realtà prova solo di rinviare di qualche mese gli effetti negativi delle scelte nazionali senza per altro riuscirci. Il centrodestra, a tutti i livelli, fallisce sulla sanità! A noi sta a cuore la salute dei cittadini e l’equità di accesso ai servizi per questo non ci fermeremo in questa battaglia e chiederò urgentemente l’audizione degli ordini professionali perchè la Regione si attivi a mantenere i servizi attuali e le tariffe. No a ulteriori tagli al sistema sanitario!” conclude Gallo.

Prima tappa del progetto “#CoesioneItalia. L’Europa vicina”

Torino: i fondi europei al servizio della trasformazione urbana e dell’innovazione sociale


Venerdì 16 febbraio, ore 15.00 – 18.00
Open Incet – Piazza Teresa Noce, 17 – Torino

Venerdì 16 febbraio alle ore 15.00 si terrà l’evento “Torino: i fondi europei al servizio della trasformazione urbana e dell’innovazione sociale”, organizzato nell’ambito del progetto #CoesioneItalia. L’Europa vicina, promosso dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso e dal Forum Disuguaglianze e Diversità, in partnership con il quotidiano Domani. L’evento, realizzato in collaborazione con il Comune di Torino, vedrà amministratori locali, esperti ed esponenti di realtà cittadine confrontarsi attorno ai progetti di trasformazione urbana caratterizzati da una forte innovazione sociale che l’amministrazione comunale ha promosso negli ultimi anni grazie a diversi strumenti di intervento della politica di coesione.

L’approccio strategico nell’uso dei fondi di coesione messo in campo dal Comune di Torino ha infatti fatto leva sulle potenzialità del territorio e ha permesso di mettere in atto politiche basate su nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, sull’integrazione delle politiche settoriali, su nuovi modelli di valutazione e su meccanismi di coinvolgimento e dispositivi normativi che hanno facilitato processi dal basso. Accanto agli amministratori, i protagonisti di alcune delle realtà coinvolte porteranno la loro esperienza e presenteranno i risultati dei progetti attuati.

L’appuntamento di Torino è il primo di otto eventi di approfondimento e confronto che verranno organizzati nell’ambito del progetto #CoesioneItalia. L’Europa vicinafinanziato dalla Direzione generale della politica regionale e urbana (DG Regio) della Commissione europea con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza dei risultati della politica di coesione finalizzata a ridurre i divari territoriali e le disuguaglianze nell’Ue, e del loro impatto sulla vita delle persone, e di promuovere il dialogo sul tema tra i cittadini, gli stakeholder e i decisori politici. Ogni appuntamento è organizzato a partire da progetti selezionati tra quelli maggiormente rispondenti agli obiettivi di giustizia sociale e ambientale.

Parteciperanno: Carlotta Salerno, assessora all’Istruzione, Edilizia Scolastica, Giovani, Periferie e Rigenerazione urbana del Comune di Torino; Serafina Manna, Fondazione Lelio e Lisli Basso; Patrizia Saroglia, Fondazione Giacomo Brodolini; Antonio Damasco, Rete Italiana della Cultura Popolare; Anna Rowinski, Cooperativa Sumisura; Cecilia Guiglia, Fondazione di Comunità Porta Palazzo; Fabrizio Giacone, Gianfranco Presutti e Fabrizio Barbiero, Dipartimento Fondi Europei e PNRR del Comune di Torino; Sabina De Luca, Coordinamento Forum Disuguaglianze e Diversità. Modera e anima il confronto: Francesca De Benedetti, giornalista di Domani.

L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul sito di Domani.

Qui il programma completo dell’evento: https://bit.ly/coesione-italia-torino

Qui tutte le informazioni sul progetto: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/coesione-italia-leuropa-vicina/

Trasformazione urbana e innovazione sociale, la città che cambia. Un incontro all’ex Open Incet

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Un confronto tra amministratori locali, esperti ed esponenti di realtà cittadine su progetti di trasformazione urbana caratterizzati da una forte innovazione sociale promossi dall’Amministrazione comunale negli ultimi anni grazie a diversi strumenti di intervento della politica di coesione: è questo il filo conduttore di ‘Torino: i fondi europei al servizio della trasformazione urbana e dell’innovazione sociale’, l’incontro che si svolgerà venerdì 16 febbraio, dalle ore 15, all’Open Incet di piazza Teresa Noce.

L’approccio strategico nell’uso dei fondi di coesione messo in campo dal Comune di Torino ha infatti fatto leva sulle potenzialità del territorio e ha permesso di attuare politiche basate su nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, sull’integrazione delle politiche settoriali, su nuovi modelli di valutazione e su meccanismi di coinvolgimento e dispositivi normativi che hanno facilitato processi dal basso.

L’appuntamento di venerdì è il primo di otto eventi di approfondimento e confronto che saranno organizzati nell’ambito del progetto #CoesioneItalia. L’Europa vicina, finanziato dalla Direzione generale della politica regionale e urbana (DG Regio) della Commissione europea con l’obiettivo di migliorare la consapevolezza dei risultati della politica di coesione finalizzata a ridurre i divari territoriali e le disuguaglianze nell’Ue, e del loro impatto sulla vita delle persone, e di promuovere il dialogo sul tema tra i cittadini, gli stakeholder e i decisori politici.

‘Torino: i fondi europei al servizio della trasformazione urbana e dell’innovazione sociale’ (organizzato nell’ambito delprogetto ‘#CoesioneItalia. L’Europa vicina’), è un evento promosso dalla Fondazione Lelio e Lisli Basso e dal Forum Disuguaglianze e Diversità, in partnership con il quotidiano Domani ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Torino.

Torino Click

Programma completo: https://bit.ly/coesione-italia-torino

Info progetto: https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/coesione-italia-leuropa-vicina/

Il manifesto di “Librolandia” è di Sara Colaone

La XXXVI edizione del Salone del libro sarà ispirata alla raccolta di scritti intitolati “Vita immaginaria” di Natalia Ginzburg, uscita esattamente cinquanta anni fa.

“Questo salone – spiega Annalena Benini, la direttrice editoriale – rappresenta un omaggio alla vita immaginaria, in tutte le sue forme, al suo modo creativo, malinconico, fiducioso e sempre nuovo di creare altri mondi e di farli incontrare, sperando che qualcuno di essi possa diventare reale”.

“Il manifesto di quest’anno – aggiunge Annalena Benini – è stato creato dall’illustratrice Sara Colaone ed è il racconto di un territorio dove lo sguardo si fa libero di immaginare e di contemplare vite e pensieri che crescono in modo autonomo. Un inno alla immaginazione e alla comunità, un invito a inventare insieme mondi nuovi e spazi nuovi, che appartengono alla collettività. Sogniamo insieme pagine, parole, vite che già esistono e si nutrono”.

MARA MARTELLOTTA

Unanimità in Regione per accogliere i bimbi palestinesi feriti

Gli ospedali piemontesi potrebbero accogliere i minori dalla Palestina

Accogliere in Piemonte i bambini palestinesi bisognosi di cure. Questo l’obiettivo di due ordini del giorno, votati all’unanimità dall’Aula e presentati da Silvana Accossato (Luv) e Francesca Frediani (M4o).

L’assessore Maurizio Marrone, nel dare parere favorevole, ha specificato che la Regione non ha una competenza organizzativa e finanziaria autonoma, ma può intervenire a supporto di associazioni o enti titolati.

Il documento di Accossato impegna la Giunta regionale del Piemonte “A dare la disponibilità al Governo e al Ministero degli Affari esteri ad accogliere da subito minori palestinesi bisognosi di cure mediche ed i loro genitori o accompagnatori”.

Quello di Frediani, invece, impegna l’esecutivo regionale “Ad organizzare il trasporto e l’accoglienza nelle strutture sanitarie piemontesi dei minori palestinesi e dei loro genitori o accompagnatori per garantire le cure necessarie”.

Approvato all’unanimità anche un ordine del giorno, presentato da Daniele Valle (Pd), che chiede di favorire la partecipazione al voto degli studenti fuori sede, in linea con le richieste dell’incontro svolto in mattinata.

 

Incontro di Tempi Nuovi – Popolari Uniti e Italia Viva

Tempi Nuovi – Popolari Uniti e Italia Viva organizzano un incontro che si svolgerà sabato 17 febbraio 2024 alle ore 14.30 presso il Salotto delle idee in Corso Palestro 14, Torino.

In questa occasione si discuterà delle sfide che attendono i riformisti in Europa. Ai lavori parteciperà la Coordinatrice nazionale del nostro partito On. Raffaella Paita, la Presidente regionale di Italia Viva On. Silvia Fregolent e l’On. Enrico Borghi.

Graal e Sindone a Torino: leggende fra magia e religione

Spesso magia e religione sono due mondi che condividono alcune sfumature. Entrambe infatti si occupano della sacralità, in maniera differente. Non c’è da stupirsi dunque che la città esoterica per eccellenza presenti anche una forte impronta di matrice cattolica. Infatti attorno ad essa orbitano proprio le storie di due reliquie di estrema importanza per la cristianità: si tratta del Graal e della Sindone, di cui Torino pare che custodisca i segreti e le storie.

Graal Sindone Torino I Il Torinese
Graal Sindone Torino

Graal e Sindone: Torino e le leggende

Il Sacro Graal è, secondo il mito, il calice con cui Gesù celebrò l’ultima cena e il contenitore in cui Giuseppe di Arimatea raccolse il suo sangue durante la crocefissione. Infatti l’etimologia della parola pare derivare dal latino medievale “gradalis” (vaso), poi storpiato nel francese “Greal”: da qui nasce l’equivoco linguistico che trasforma il “san Greal” in “sang real”. Questa accezione del sangue reale andrà poi a gettare le basi al mito fondativo della dinastia dei Merovingi, che fecero risalire la loro stirpe ai figli di Cristo e Maria Maddalena.

Tutte queste narrazioni sono delle rielaborazioni fantastiche, dovute principalmente all’ampia letteratura che si è ispirata a quest’oggetto. Infatti si può trovare nei poemi cavallereschi francesi, principalmente nell’opera di Chretien de Troyes. L’autore l’ha associato per la prima volta alla figura di Parsifal, eroe del ciclo arturiano. Secondo le leggende metropolitane il Graal è collegato alla Gran Madre. In particolare per trovarlo risulterebbe fondamentale la statua che regge una coppa e scruta oltre il fiume. Seguendo il suo sguardo sarebbe possibile risolvere uno dei misteri più grandi di tutti i tempi.

 

Graal Sindone Torino Duomo I Il Torinese

I fatti storici

La Sindone invece è conservata all’interno del Duomo di Torino ed è visibile al pubblico solo in determinate occasioni di ostensione. Si tratta di un lenzuolo su cui è riportata l’impronta di un uomo con una corona di spine, che presenta delle ferite compatibili con una morte in croce. Dal 1889, momento in cui è stato reso pubblico il negativo di una foto scattata a questo sudario, sono iniziate varie indagini scientifiche per comprenderne la natura ed attestarne l’autenticità. Solo recentemente però è stata rilevata una datazione più precisa. La prova del carbonio 14 ha collocato storicamente la Sindone in un periodo che può variare dal XIII al XIV secolo.

La sua presenza a Torino è principalmente dovuta alla casata dei Savoia: il prezioso lino infatti era di proprietà di Goffredo di Charny. L’uomo lo donò alla Collegiata di Lirey. Dopo la sua morte, tornò in possesso della figlia Margherita a causa della guerra civile: il timore infatti era quello che potesse venire distrutto durante gli scontri. La donna però ne approfittò per venderlo ai Duchi nel 1453, scatenando non pochi malumori. Fu infatti scomunicata e citata in giudizio per ripristinare i precedenti equilibri, ma senza successo. Inizialmente il velo venne conservato a Chambéry ma poi venne trasportato da Emanuele Filiberto a Torino nel 1532. Fu questa infatti l’occasione del trasferimento della capitale dalla Francia al Piemonte.

Prima di queste date alcune fonti storiche ne riportano l’esistenza: l’unico dato sicuro risiede nella sua comparsa nella cittadina di Lirey a metà Trecento. Non si è tuttora riusciti a ricostruire in maniera certa la sua origine -anche se sono state rilevate tracce di pollini della Terra Santa- e il suo eventuale percorso fino all’Europa.

Francesca Pozzo

Leggi anche – Torino e le leggende fondative: il toro rosso e la discendenza egizia