ilTorinese

Al Museo MIIT Gianna dalla Pia Casa e  Gian Piero Nuccio

Inaugura giovedì 22 febbraio prossimo una duplice mostra presso il museo MIIT di Torino, in corso Cairoli 4. Si tratta delle due personali di Gianna Dalla Pia Casa “Tristano e Isotta. Opere in acrilico” e Gian Piero Nuccio “Sfasature. Opere di incisione” che si terranno fino al 5 marzo prossimo, con inaugurazione giovedì 22 febbraio dalle 17.30.

Si tratta di artisti e linguaggi differenti, ma al tempo stesso complementari per sensibilità e intuizione creative, che danno vita a una doppia esposizione dai contenuti raffinati e intensi e che pongono in luce idea, mestiere e unicità espressiva.

“Da alcuni anni, dopo il passaggio dall’Iperrealismo, la mia ricerca è orientata all’analisi del segno pittorico e del grafismo della scrittura, al recupero di simboli e soggetti classici e arcaici e alla riflessione sull’impatto del colore. In questa mostra il filo conduttore, palese nei titoli, è la leggenda di Tristano e Isotta, tratta dal celebre “ Tristan und Isolde” di Richard Wagner nella traduzione italiana. Il connubio tra segni di scrittura, stesure pittoriche e immagini simboliche, invitano a una doppia lettura per la stratificazione di significati su sfondi chiaramente astratti. Sono un esempio la “treccia” o intreccio del racconto, il “nodo” o nodo del discorso, l’uso della spirale di Fibonacci, nella sua versione geometrica. Il colore resta importante per le sue suggestioni visive ancor più delle regole principali della pittura. La nuova mostra al MIIT viene pensata come un sistema interattivo, una ripetizione del tema centrale alla ricerca di un’armonia d’insieme”.

“Nietzsche trovò nel Tristano wagneriano – afferma Gian Piero Nuccio – l’opera in cui la logicità apollinea del mondo socratico platonico si scontrava con la dissolvenza incontrollabile del mondo dionisiaco. Un amore indotto da pozioni magiche non riesce a sottostare alla ragione di stato. Acidi cromatismi e sospensioni armoniche creano la suspense e l’incertezza su cui si fonda l’intera opera, mentre la musica non riesce a descrivere la rappresentazione scenica, ma i simboli e i sottintesi che ne nascono. Nietzsche restò affascinato da questo recupero della sensualità dell’irrazionale operata da Wagner, trovandola così vicina alla sua intenzione di un superamento della razionalità, come ben descrive ne “La nascita della tragedia greca” (1872). Affrontare la traduzione di tutto ciò nel linguaggio pittorico è impresa piuttosto ardua. L’artista, ben consapevole del senso di attesa cui lo spettatore è sottoposto, traduce in simbolismi i cromatismi e le sospensioni armoniche. Nulla, dunque, nell’opera pittorica risulta chiaro, esplicito, tutto è lasciato alle interpretazioni. Trecce e nodi ( Isotta? Tristano?) sono sparsi per i vari quadri, indistricabili entrambi, unici soggetti figurativi di tutta l’opera. Il resto è astrazione, fumi di colore che si mescolano l’un l’altro, nebbia che avvolge e nasconde le due figure, segni e scritture non traducibili in sensi letterari conosciuti. La mancata definizione informale, come le catene di dissonanze wagneriane, crea l’attesa mai colmata, come il desiderio che, nei due amanti, si riproduce continuamente. La risoluzione finale starà nella morte dei due protagonisti. Ma nei quadri questo non è detto. L’artista lascia i soggetti indefiniti e lo spettatore si porta dietro questa suspense per tutta la mostra.

Nei lunghi viaggi tra Inghilterra e Irlanda le nebbie marine – qui tranquilli rosa, azzurri, pallidi ocra – offuscano una realtà sempre inafferrabile e quindi tragica, tanto quanto la condizione umana angosciante della non accettazione della propria finitezza”.

Gianna dalla Pia Casa è nata ad Este, nel Padovano, ma vive e lavora a Torino dove conduce un’intensa attività espositiva con mostre personali e collettive. All’Accademia di Belle Arti di Torino è stata allieva di Sergio Saroni, Davico e Francesco Franco. Nel suo interesse perle Arti figurative, ha anche insegnato, trova spazio la poesia visiva che interpreta con particolari declinazioni. Le sue ricerche si sviluppano su diversi piani interpretativi, concettuale, intellettuale e formale, realizzando un percorso unitario tra l’idea, il suo richiamo storico e culturale e la stesura formale che soddisfa il suo piano estetico.

“in uno scritto sulla contemporaneità – precisa Gian Piero Nuccio – Agamben afferma che la contemporaneità è ‘quella relazione con il tempo che aderisce ad esso attraverso una sfasatura o un anacronismo’. Per chi si occupa di arte e, in particolare, di arte contemporanea, questa affermazione risulta particolarmente stimolante. L’arte contemporanea ha da tempo consegnato tutta la validità dell’opera al concetto, ritenendo superati, in un’epoca di incontenibile sviluppo dei mezzi espressivi, problemi relativi al saper fare.

In questo modo l’artista viene liberato dal peso degli inganni “illusionistici” come il chiaroscuro o la prospettiva, che dimostravano la sua capacità di creare una realtà altra, in grado di coinvolgere pienamente lo spettatore nella narrazione. Resta il fatto che si possano generare pericolosi fraintendimenti, quando non facili speculazioni. L’utilizzo della tecnica incisoria, complessa e certamente démodé, dovrebbe eliminare questo pericolo. Di qui l’approdo a quella sfasatura di cui parla Agamben. Questa tecnica arcaica, prossima all’arké, cioè all’origine, continua ad agire nella contemporaneità dove il segno rupestre, il tratto scavato , durano tutt’oggi. L’altra grande responsabilità della contemporaneità risiede negli intenti contenutitrovi che l’artista esprime nelle sue opere. Italo Calvino nelle sue Lezioni americane descrive come , per conoscere in profondità il mondo e per indagarlo e scoprirlo, occorra prenderne le distanze. Solo così lo si può superare e rappresentare.

Lo sguardo va dunque rivolto al mondo con leggerezza per svelare l’invisibile, andare oltre la superficie e scoprire cosa c’è sotto. Rientra in gioco la sfasatura rispetto al tempo corrente. Perseo guarda Medusa riflessa nel suo scudo per non essere tramutato in pietra dal suo sguardo. Le vaste campiture nere sono l’invito a osservare il mondo non direttamente, ma di riflesso. L’ombra definisce le luci. Nella calma, nella profondità e nel silenzio dei neri la leggerezza svela l’invisibile”.

 

Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte

Gianna dalla Pia Casa. “Tristano e Isotta. Opere in acrilico”

Gian Piero Nuccio “Sfasature. Opere di incisione”.

Dal 22 febbraio al 5 marzo 2024

Orario dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30. Sabato 10.30-12; 15.30-19.30

 

Mara Martellotta

Un trittico di mostre apre l’anno 2024 a Camera – Centro Italiano per la Fotografia

Un trittico di mostre inaugura l’anno 2024 di Camera – Centro Italiano per la Fotografia, esposizioni dedicate a grandi maestri della fotografia internazionale. Dalle immagini della guerra civile spagnola a un grande progetto artistico nella Milano del boom economico, passando attraverso i paesaggi del Piemonte rurale.

La prima mostra intitolata “Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra” ha il suo fulcro nella guerra civile spagnola, momento cruciale della storia del XX secolo, e nel rapporto professionale e sentimentale tra Robert Capa e Gerda Taro, tragicamente interrottosi con la morte della fotografa avvenuta nel 1937. Fuggita lei dalla Germania nazista, lui emigrato dall’Ungheria, Gerta Pohorille e Endré (poi francesizzato André) Friedmann (questi i loro veri nomi), si incontrano a Parigi nel 1934. L’anno successivo nasce il loro sodalizio artistico-sentimentale, che li porta a frequentare i “caffè” del quartiere latino e a impegnarsi nella fotografia e nella lotta politica. In una Parigi in gran fermento, invasa di intellettuali e artisti da tutta Europa, Gerta si inventa il personaggio di Robert Capa, ricco e famoso fotografo americano approdato da poco nel continente, alter ego con il quale André si identificherà con il resto della sua vita. Anche Gerta cambia il suo nome e assume quello di Gerda. L’anno decisivo per entrambi è il 1936, quando raggiungono Barcellona per documentare la resistenza repubblicana.

Prima di approdare in Spagna, Robert fotografa le elezioni a Parigi, la vittoria del Fronte Popolare, gli scioperi e le manifestazioni, pubblicando alcuni servizi sulla stampa francese. A inizio agosto del 1936 raggiungono Barcellona per documentare la resistenza repubblicana, e nei mesi successivi ritornano in Spagna più volte, insieme o singolarmente.

La mostra si conclude con la morte di Gerda, avvenuta sul fronte spagnolo, a Brunete. Negli anni successivi, Robert Capa viene riconosciuto come il più grande fotoreporter della storia, ma è accanto a lei che la sua leggenda inizia. È proprio del 1936 lo scatto leggendario di Capa rappresentante “Il miliziano colpito a morte”, mentre Gerda Taro scatterà la sua immagine più iconica ne “una miliziana in addestramento” con la pistola puntata e scarpe con i tacchi, da un punto di vista inedito della guerra fatta e rappresentata da donne.

L’intensa stagione fotografica, guerra e amore di questi due straordinari personaggi è narrata nella mostra di Camera, curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, attraverso le fotografie di Gerda Taro e Robert Capa, nonché grazie alla riproduzione di alcuni provini della celebre “valigia messicana”, contenente 4.500 negativi scattati in Spagna dai due protagonisti della mostra e dal loro amico e sodale Davide Seymour, detto Chim. La valigia, di cui si persero le tracce nel 1939, quando Capa la affidò a un amico per evitare che i materiali venissero distrutti o sequestrati dalle truppe tedesche, è stata ritrovata alla fine degli anni Novanta a Mexico City, permettendo l’attribuzione corretta di una serie di immagini di incerta provenienza.

La seconda mostra è una personale dedicata a Michele Pellegrino, intitolata “Michele Pellegrino. Fotografie 1967 – 2023”, curata da Barbara Bergaglio, si compone di 50 immagini del fotografo nativo di Chiusa di Pesio nel 1934. Un’essenziale antologica del suo percorso creativo, tra montagne, ritualità, volti e momenti del mondo contadino che narrano la passione per la sua terra e per la fotografia. La mostra si compone di cinque sezioni che costituiscono una sintesi del lavoro dell’autore nel corso della sua lunga attività professionale e artistica: Esodo, Storie di uomini e di montagne, Visages de la contemplation, Scene di matrimonio, Le nitide vette e Langa.

La prima sezione contiene reportage realizzati negli anni Settanta dal fotografo tra le valli cuneesi, ritratti di abitanti, mezzadri, margari, uomini, donne, bambini e anziani vissuti in condizioni durissime che hanno portato all’abbandono della montagna e alla ricerca di una vita migliore a valle. Con “Visages de la contemplation” si entra nel progetto artistico dedicato al tema della clausura. Pellegrino indaga questa realtà nascosta in cui viene ammesso gradualmente, conquistando fiducia e riuscendo a entrare attraverso il passaparola, all’interno di abbazie e conventi italiani e francesi. “Scene di matrimonio” nasce dai servizi fotografici di nozze durante i quali, oltre alle fotografie ufficiali, il fotografo fissa sulla pellicola momenti dei preparativi e della festa, colti con simpatia e un pizzico di ironia. Siamo negli anni Cinquanta, ed egli ritrae la bella sposa fiera del suo abito, i camerieri sull’attenti, le damigelle in attesa, le coppie felici e i gruppi di famiglia dalla significativa prossenica. Le fotografie dedicate alla montagna sono proposte nella sezione “Le nitide vette”, frutto di pazienti attese e lunghi appostamenti per cogliere la luce migliore nel momento giusto, mentre altri scatti sono stati realizzati “al volo”. Langa è la sezione dedicata a un territorio molto noto, attraversi poche e intense immagini lontane dagli stereotipi attuali.

La terza mostra è quella dedicata a Ugo Mulas, che ha fotografato l’opera realizzata nel 1961 da Saul Steinberg, una straordinaria decorazione a graffito dell’atrio della palazzina Mayer, a Milano. Si trattava di un lavoro importante che seguiva altre analoghe imprese compiute dal grande illustratore nel decennio precedente. Per aiutare Mulas nel suo lavoro, Steinberg redige un breve testo che spiega l’iconografia e il senso dell’opera, e decide per la prima e unica volta di lavorare sull’intonaco fresco, popolando i muri di personaggi e allegorie che affondano le proprie radici nella vita personale dell’artista. I graffiti andarono distrutti e le fotografie di Mulas rimangono l’unica testimonianza del lavoro di Steinberg.

 

Camera – Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine 18, Torino

www.camera.to

 

Gian Giacomo Della Porta

In Piemonte 180mila con malattie della pelle: patologie da affrontare anche sotto l’aspetto psicologico

Malattie della pelle: “La psoriasi e la vitiligine interessano in Piemonte circa 180.000 persone: 135.890 la prima e 42.460 la seconda. Si tratta di patologie che non possono essere definite semplicemente come ‘estetiche’, perché possono presentare importanti ripercussioni sulla salute fisica e mentale del paziente”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale “Gli amici per la pelle” Ugo Viora nel corso dell’audizione svolta in Consiglio regionale  in Commissione Sanità, presieduta dal vicepresidente Andrea Cane, sulla situazione della dermatologia piemontese.

“Dobbiamo contribuire alle campagne di comunicazione per eliminare lo stigma sulle malattie dermatologiche: non sono contagiose, pericolose né trasmissibili”. Ha aggiunto Viora, nel corso dell’audizione, richiesta dallo stesso vicepresidente Cane.

Viora ha parlato di “mancanza di una rete regionale di coordinamento e del declassamento, nel corso degli anni, delle strutture complesse a strutture semplici”, sottolineando che “gli specialisti territoriali non sono coinvolti nella gestione delle malattie infiammatorie e autoimmuni e che solo Torino dispone di ambulatori di dermatologia pediatrica”.

Pietro Quaglino della clinica dermatologica dell’Azienda ospedaliero universitaria Città della salute e della scienza di Torino, che ha circa 2mila pazienti in trattamento, ha evidenziato “i progressi nelle cure introdotti dai farmaci innovativi biologici” e sottolineato “la necessità di creare una rete che coinvolga ospedali e territorio per garantire un miglioramento nell’approccio, nei tempi di gestione e nelle possibilità verso i pazienti basato sui principi di condivisione e di collaborazione anche multidisciplinare”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, Silvio Magliano (Moderati), CaneAlessandro Stecco (Lega) e Francesca Frediani (Misto – Up).

«Bambini si diventa», Angelo Petrosino a Volpiano


Sabato 24 febbraio l’autore della serie di Valentina incontra il pubblico

Sabato 24 febbraio alle 17, a Volpiano nella Sala «Maria Foglia» di via Trieste 1, è in programma la presentazione del libro «Bambini si diventa» (Einaudi Ragazzi) di Angelo Petrosino; evento a cura della biblioteca comunale di Volpiano, firmacopie al termine dell’incontro, ingresso libero.

Spiega la presentazione: «Autore della famosissima serie di Valentina, giornalista, traduttore, direttore del periodico “Il Giornale dei Bambini”, Angelo Petrosino presenta un’opera che descrive l’attualità dagli occhi di un piccolo Lino che cresce prima del tempo, costretto da un mondo ricco di contraddizioni. Nonostante ciò, ci saprà comunque mostrare la bellezza della vita».

La Regione chiede lo stato di calamità naturale per la siccità

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Nella riunione di oggi definite le procedure di avvio della richiesta

La Regione Piemonte chiede il riconoscimento della calamità naturale per la siccità perdurante che colpisce da mesi il territorio regionale provocando grandi difficoltà per alcuni settori dell’agricoltura, ad esempio quello vitivinicolo. “La siccità sta creando difficoltà alla produzione dei nostri vini con molte aziende che registrano importanti cali nella produzione. Per questo la Regione ha stabilito di chiedere al Ministero dell’agricoltura la dichiarazione dello stato di calamità”. Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa al termine dell’incontro oggi al Grattacielo Piemonte con i principali rappresentanti del mondo vitivinicolo piemontese, Vignaioli Piemontesi, Piemonte Land of wine, insieme all’Associazione dei Comuni del Moscato e ad alcune Cantine sociali, proprio per fare il punto sugli effetti della siccità sulle produzioni.
Secondo le associazioni si tratta di una siccità sempre più dannosa che, da due anni, causa una riduzione consistente delle rese e di conseguenza una riduzione del reddito per le aziende stesse. Durante l’incontro sono state definite le procedure per l’avvio della richiesta al Ministero.

In Sala Rossa il ricordo di Navalny

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In apertura di seduta del Consiglio comunale oggi la presidente Maria Grazia Grippo ha preso la parola per chiedere all’Aula di osservare un minuto di silenzio in memoria di Alexei Navalny, di cui è stata diffusa la notizia della morte venerdì scorso.

Nel proporre il minuto di silenzio, Grippo ha brevemente ricordato la figura del dissidente: avvocato, blogger, attivista, estremo oppositore del governo di Vladimir Putin, che ha cominciato ad interessarsi della vita pubblica russa agli inizi degli anni 2000 ma la cui notorietà arriva nel 2006 con l’apertura di un blog e la pubblicazione di articoli di denuncia per smascherare la corruzione nel suo Paese.

Detenuto dal 2021, negli ultimi mesi era stato trasferito in una colonia artica a duemila chilometri da Mosca. Lì ha trovato la morte in circostanze che nella comunità internazionale hanno destato preoccupazione e sospetto.

Grippo ha concluso il suo intervento ricordando che il Consiglio comunale, il 13 febbraio del 2023, aveva approvato un documento in cui esprimeva solidarietà a Navalny e in cui chiedeva l’interruzione di una carcerazione definita, oggi dal Presidente Mattarella, un prezzo iniquo e inaccettabile che riporta alla memoria i tempi più bui della nostra storia.

(foto archivio)

Abodi, Ministro per lo sport e i giovani: “Special Olympics allenamento dell’anima”


Presentata a Torino la XXXV edizione dei Giochi Nazionali Invernali Special Olympics – Test Event Giochi Mondiali Invernali 2025

 

 

Torino, 19 Febbraio 2024 – Il Museo Nazionale del Cinema, la cui sede è l’iconica Mole Antonelliana, simbolo architettonico della città di Torino e dell’Italia tutta, ha ospitato oggi la Conferenza stampa di presentazione dei  XXXV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics Italia, in programma in Piemonte tra Sestriere, Pragelato, Entracque e Borgo San Dalmazzo dal 4 all’8 marzo 2024.

 

La Conferenza ha visto la partecipazione entusiasta del Ministro per lo Sport e i Giovani  Andrea Abodi, storico sostenitore di Special Olympics: “Ogni volta che ci si incontra con Special Olympics  è un allenamento dell’anima. Un lavoro costante che non si interrompe mai: abbiamo piena consapevolezza di ciò che  state facendo. Rispetto, solidarietà, squadra, amore, partecipazione, umanità: nulla è scontato nei valori  basici della filosofia di Special OIympics”. Ed ha proseguito:” Quando veniamo qui siamo molto coinvolti emotivamente, anche se non sembra, riusciamo a trasmettere e profondere tutte le energie che vorremmo mettere in campo. Desideriamo servire la nostra nazione, migliorare la qualità della vita, supportare”.

Un messaggio forte anche dal Presidente Special Olympis Italia, Angelo Moratti: “Special Olympics, 40 anni di attività in Italia, 3 5 di Giochi Nazionali Invernali. Il riconoscimento più grande dei traguardi raggiunti è rappresentato dalle testimonianze dei nostri atleti, così come dal volto e dalle espressioni gioiose dei loro familiari in occasione degli eventi. I Giochi Nazionali Invernali Special Olympics tracciano un percorso umano che va oltre lo sport e le gare: avvicinano le persone, generano empatia, una comune passione senza pietismo”.

Ed ha proseguito: “ C’è ancora tanta strada da percorrere, ma l’organizzazione, per la prima volta nel nostro Paese, dei Giochi Mondiali Invernali in Piemonte nel 2025 è un’opportunità unica da vivere. Sarà in grado di avvicinare chiunque, invitandolo a conoscere, attraverso lo sport come linguaggio universale, gli atleti e soprattutto le persone oltre le disabilità intellettive. Un evento di questo genere rappresenta un’opportunità culturale: può insegnare al nostro Paese e al mondo intero a non aver paura delle differenze, a fare tesoro della conoscenza e, in un’ epoca che scorre sempre più veloce, a non fermarsi mai all’apparenza ”.

 

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha commentato: La Regione sostiene convintamente Special Olympics perché associa l’eccellenza del prodotto sportivo all’inclusione e all’umanità che caratterizzano questo evento”.

 L’Assessore alla Cultura Rosanna Purchia, in rappresentanza del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha dichiarato: ”Oggi assistiamo ad una lezione di vita: una corsa,  una danza verso la bellezza dello sport e dell’esistenza umana”.
Lorenzo Miceli ha portato  il messaggio del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli: ”Quest’anno i Giochi Nazionali Invernali assumono una valenza ancora più importante poiché sono il preludio del prossimo anno, quando Torino ed il Piemonte ospiteranno gli Special Olympics World Winter Games. Un evento di caratura mondiale che avrà luogo per la prima volta in Italia. Rivolgo un grazie a Special Olympics  Italia per il grande lavoro che svolge quotidianamente”.

 

Sono intervenuti inoltre il Sindaco di Sestriere Gianni Poncet ed il Sindaco di Pragelato Giorgio Merlo: ”che hanno evidenziato il valore sociale ed educativo dell’evento, che coinvolgerà le comunità locali”, a seguire il Vice Presidente Coni Comitato Regionale Piemonte Raffaele Di Gennaro e il  Consigliere Federale FISI Pietro Marocco.

 

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L’Atleta è sempre al centro di ogni evento Special Olympics. Ecco allora che anche in occasione della conferenza sono intervenuti Flavio Ferrero, torinese, atleta Special Olympics dello sci alpino:” Lo sport per me è molto importante. Mi ha migliorato la vita ed oggi ho anche un lavoro che amo. Venite a vedere i Giochi Nazionali” .”

Desirèe Palumbo, ventenne della Val di Susa, che gareggia nello stessa specialità di Flavio: ” Lo sport mi da tanta adrenalina,  penso a qualcuno di importante e ho tanta grinta quando scio. Grazie a Special Olympics, grazie allo sport, io ho sconfitto le mie paure. Guardo sempre avanti con l’obiettivo di fare le gare al meglio, divertirmi e anche vincere, se capita!”.

 

Fabrizio Paschina, Executive Director Communication and Image Intesa Sanpaolo, Main Partner dell’eventoè intervenuto per sottolineare la vicinanza agli atleti e la condivisione e il supporto alla filosofia di Special Olympics:
 Siamo felici di sostenere anche quest’anno Special Olympics. Circa 600 atleti con e senza disabilità intellettive potranno competere e vincere, supportati anche da numerosi colleghi Intesa Sanpaolo che parteciperanno come volontari. La Banca è vicina ai giovani, alle comunità e  promuove i valori dell’inclusione e dello sport, fondamentali in una società che vuole essere equa ed evoluta”.

Presenti e intervenuti anche gli altri Partner che sostengono con vigore i XXXV Giochi Nazionali Invernali.

Cristina Camilli, Direttore Comunicazione, Relazioni istituzionali e Sostenibilità Coca-Cola, Roberta Salvaderi, Corporate Communications & CSR Team Leader Mitsubishi Electric, Emanuele Sbrana, Customer Contact Centre Manager Carglass, Federico Filippa, Group Corporate & Internal Communication Director Cisalfa Group Cisalfa, Alessia Fornaseri, Hr Business Partner Nord-Ovest Wurth e Marzia Picciano, Public Affairs Manager UPS.

 

Fabio Procopio, atleta Special Olympics che gareggerà nella danza sportiva, ha chiuso la presentazione recitando l’emozionante Giuramento dell’atleta : ”Che io possa vincere, ma se io non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.

 

Gli assoluti protagonisti dei Giochi Nazionali saranno proprio circa 600 atleti, con e senza disabilità intellettive, che si cimenteranno con tutte le loro forze nelle sei discipline dello sci alpinosci nordicosnowboardcorsa con le racchette da nevefloorball e danza sportiva . Provenienti da ogni parte d’Italia, la loro parola d’ordine è dare prova di capacità e talento nello sport offrendo, attraverso di esso, punti di vista diversi da cui osservare le persone con disabilità, ora portatrici di autonomia ed inclusione.

 

I Giochi incarneranno letteralmente l’apripista ai prossimi Giochi Mondiali Invernali Special Olympics, edizione organizzata per la prima volta in Italia dall’8 al 16 marzo 2025: un Test Event, quindi, che coinvolgerà anche alcune delegazioni straniere quali l’Austria, la Germania, la Lettonia ed l’Ungheria nella disciplina del floorball, prevedendo una costante collaborazione con l’organizzazione internazionale di Special Olympics.

La Reale Mutua attende Piacenza per il “Monday Night”

Si avvicina il primo appuntamento casalingo della fase a orologio per la Reale Mutua Basket Torino. Dopo aver iniziato la seconda fase con una vittoria in trasferta a Chiusi, la squadra di coach Franco Ciani si prepara ad affrontare il prossimo impegno casalingo in programma lunedì 19 febbraio alle ore 20.30 sul parquet del Pala “Gianni Asti” (Parco Ruffini). A Torino arriva l’UCC Assigeco Piacenza di coach Stefano Salieri.

“Sicuramente la collocazione temporale è particolare, visto il doveroso cambiamento di programma in seguito alla presenza delle Final Eight di LBA a Torino,” ha esordito coach Ciani in sede di presentazione del match. “La prima speranza è di avere, nonostante ciò, una risposta e una partecipazione importante da parte del nostro pubblico in quella che sarà inevitabilmente una sfida non facile, di grande intensità e ritmi alti. La seconda speranza è di riuscire a mantenere la lucidità necessaria per mettere in pratica il nostro gioco, anche al cospetto di una squadra molto aggressiva, che punta sul contropiede grazie alla propria capacità di difendere forte e di sporcare i palloni avversari. Sarà interessante avere un’ulteriore verifica dei valori tra Girone Verde e Girone Rosso, per capire anche se e quanto il fattore campo abbia inciso sul dominio prevalente del Girone Rosso nella prima giornata della fase a orologio. Ora si gioca in casa del Girone Verde: sarà interessante vedere se le gerarchie dei valori saranno ribaltate o se sarà confermato quanto visto la scorsa settimana: in tal caso, dovremo essere necessariamente ancora più attenti.”

GLI AVVERSARI
Squadra da non sottovalutare e non facile da affrontare, l’Assigeco Piacenza ha il DNA delle compagini che lottano e che sono in grado di rendere la vita difficile a tutti, anche alle prime della classe. Una squadra dinamica e aggressiva, caratteristiche tipiche del sistema di coach Salieri. Nella prima giornata della fase a orologio, l’Assigeco è riuscita a conquistare una vittoria importante contro Vigevano per rialzarsi dopo aver chiuso negativamente la prima fase con sei sconfitte consecutive. Lo scacchiere di coach Salieri è atipico rispetto al resto del campionato dal punto di vista del posizionamento del duo straniero: la squadra piacentina ha infatti deciso di puntare su una coppia di lunghi americani dinamici e atletici come l’ala grande Malcolm Miller e il confermato Brady Skeens da centro. Miller è giocatore di grande esperienza, che ha assaggiato l’EuroCup e la NBA vincendo anche l’anello con i Toronto Raptors nel 2019. Dopo essersi ripreso da problemi di infortuni nelle ultime stagioni, Miller è diventato un punto di riferimento nel roster targato Assigeco (prima fase chiusa con 13.4 punti e 4.9 rimbalzi di media). Skeens sta riconfermando quanto di buono aveva già mostrato nella scorsa stagione: lungo atletico e dinamico, è il miglior rimbalzista d’attacco dell’intero lotto nonché uno di soli tre giocatori (insieme a Justin Reyes e Jacob Polakovich) ad aver concluso la prima fase in doppia-doppia di media, con 10.9 punti e 10 rimbalzi a partita. I ritmi della squadra sono dettati dal play Gherardo Sabatini, uno dei migliori assistmen del campionato con 6.8 distribuiti in media a partita. La guardia Lorenzo Querci è un esterno di grande attitudine difensiva mentre l’ala piccola Giovanni Veronesi ha punti nelle mani (circa 14 di media). Una panchina molto giovane, interamente formata da giocatori Under 25, a disposizione di coach Salieri, con il playmaker classe 2004 Filippo Gallo, gli esterni Federico Bonacini (1999), Niccolò Filoni (2001) e Michele Serpilli (1999) e il lungo classe 2001 Ursulo D’Almeida.

NOTE E INJURY REPORT
Simone Pepe, dopo aver saltato la partita in trasferta a Chiusi, è stato sottoposto ad accertamenti strumentali che fortunatamente non hanno riscontrato lesioni al polpaccio sinistro del giocatore. Il giocatore ha ripreso così ad allenarsi in maniera graduale con la squadra in vista di un potenziale rientro per la partita di lunedì.

INFO BIGLIETTI
I biglietti sono disponibili online su Vivaticket oppure presso le seguenti biglietterie:

  • “The Playoffs by Atipici” in Via Roma 220 nei giorni e orari di apertura dello store
  • Agenzie Reale Mutua Castello e Santa Rita nei giorni e orari di apertura delle sede
  • Decathlon Grugliasco sabato 17/2 dalle 15.00 alle 19.00
  • Al Pala Gianni Asti con apertura del botteghino lunedì 19/2 dalle 18.45 alle 20.30

Scopri la Promo Final Eight: mostrando il ticket della LBA Final Eight in una delle biglietterie sopracitate, potrai tifare Basket Torino a soli 5 euro nei settori dell’anello blu oppure 10 euro nei settori dell’anello giallo. Inoltre, gli abbonati di Basket Torino, esibendo il biglietto delle Final Eight, avranno diritto a un ingresso omaggio per portare un amico o un parente alla partita della Reale Mutua.

Sono ancora disponibili i miniabbonamenti per assistere a tutte e cinque le partite casalinghe della fase a orologio: i miniabbonamenti sono acquistabili in tutti i punti ticketing citati precedentemente e sono validi per assistere alle partite in casa contro Piacenza (19/2, ore 20.30), Cento (domenica 3 marzo, ore 18.00), Trieste (venerdì 22 marzo, ore 20.30), Rimini (lunedì 8 aprile, ore 20.00) e Verona (domenica 21 aprile, ore 18.00).

DIRETTA TV
La partita sarà visibile in diretta streaming su LNP Pass (su abbonamento), inoltre saranno forniti aggiornamenti in tempo reale sui canali social di Basket Torino (@basket_torino su Instagram e Basket Torino Official su Facebook).

Johnny Depp a Torino per il film su Modigliani

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La star a Torino per girare le scene di “Modì“, il biopic su Amedeo Modigliani con protagonista Riccardo Scamarcio. Tra i produttori del film Andrea Iervolino e Monika Bacardi.  “Modì” sarà girato presso la sede dislocata dei Tuscany Film Studios di Andrea Iervolino.

 

Torino, 19 febbraio 2024 – Johnny Depp arriva a Torino per girare alcune scene di “Modì”, biopic su Amedeo Modigliani che lo vede per la seconda volta dietro la macchina da presa. “Modì” sarà girato preso la sede dislocata dei Tuscany Film Studios di Andrea Iervolino.

Sono orgoglioso di portare a Torino una star internazionale del calibro di Johnny Depp, con cui abbiamo spesso collaborato negli scorsi anni, come ad esempio nella serie animata ‘Puffins” e nel film “Waiting for the Barbarians”. Ha commentato Andrea Iervolino, CEO del Gruppo ILBE, di Tatatu e fondatore dei Tuscany Film Studios. “La città di Torino ha il potenziale per affermarsi quale polo cinematografico a livello globale, e la presenza degli studi a Torino, sede dislocata dei Tuscany Film Studios, costituisce un elemento fortemente attrattivo per le produzioni nazionali e internazionali. I Tuscany Film Studios nascono infatti per portare l’arte di fare cinema in tutta Italia, non solo in Toscana“.

Oltre alla regia di Johnny Depp, nel cast sono già stati annunciati Riccardo Scamarcio, che interpreta Modigliani, Al Pacino, nelle vesti di Maurice Gangnat, e Luisa Ranieri, nei panni di Rosalie.